I sogni sono l’essenza del calcio

I sogni sono l'essenza del calcio e senza i sogni dei giovani calciatori, dei loro genitori, che spesso si accollano sacrifici enormi, e dei tifosi, il calcio non esisterebbe o comunque sarebbe un'attività socialmente marginale. In questi giorni abbiamo assistito a una manifestazione strepitosa sul piano dello spettacolo e dello sport. I mondiali del Qatar, aldilà delle polemiche politiche e delle vicende forse corruttive, che non sottovalutiamo, sono stati uno sponsor straordinario per questo sport che tanto ci attrae. Sono stati anche un'occasione di riflessione per chi vuole preservare la capacità di questo sport di promuovere la passione popolare. Il calcio professionistico di altissimo livello deve continuare ad essere solo la punta dell’iceberg e quindi è vitale che le manifestazioni di risonanza e interesse universale si sviluppino sempre più, Ma perché questo accada è necessario anche che si consolidi, si estenda e si perfezioni il legame tra grande calcio e attività di base, capillare. C’è un legame indissolubile tra sviluppo universale dell’attività di base, passione popolare, e capacità di esprimere  campioni e  partite di assoluto livello tecnico e spettacolare. La passione per il calcio giovanile e in particolare per quello che veste i colori nerazzurri del nostro Luciano si spiega proprio così: prima di tornare a casa per vedere in tv la finale tra Francia e Argentina, ha visto dal vivo due partite dei nostri giovani: under 18 e under 17. Questo significa amare il calcio e seguire dei ragazzi che al grande calcio si ispirano, per la loro crescita umana, tecnica agonistica. In due partite (che sono ampiamente raccontate e documentate nel post) sono scesi in campo un’ottantina di ragazzi dell’Inter e del Venezia: forse nessuno di questi arriverà a percorrere il cammino dei campioni osservati più tardi in tv. Però anche i Messi, i Mbappé, i Modric, gli Ziyech, i Kamada, i Pulisic, i Musiala, i De Bruyne, i Lewandoski, i Pedri, i Gvardiol e tantissimi altri che abbiamo ammirato e ci hanno deliziato, sono passati di qui, dai campionati e dai tornei giovanili, dalle fabbriche di sogni. Importa relativamente quanti arrivino: è logico che ai vertici giungano proporzionalmente in pochi, se la base da cui attingere è enorme: ma quello che conta è che la passione si estenda sempre più e che ci si senta soddisfatti e realizzati anche giocando a livelli più modesti. Chi ha giocato a calcio, a qualunque livello, non abbandonerà più la passione per uno sport senza eguali.

Una domenica da non dimenticare per le nostre giovanili

In assenza del campionato, malamente sostituito da un noioso torneo per squadre nazionali in Qatar, proseguono le partite di alcune categorie giovanili. È stata una domenica da non dimenticare per le nostre giovanili. Le nostre squadre avevano davanti un turno particolarmente impegnativo. L'Under 17 era impegnata contro l'Atalanta mentre l'Under 16 e l'Under 15 erano impegnate in due derby fuori casa. Le risposte sono state pienamente positive, sia per quanto riguarda i risultati, sia per prestazioni individuali, particolarmente significative nelle occasioni che mettono maggiormente in difficoltà per la qualità degli avversari. La partita tra Inter e Atalanta (Under 17) è stata bellissima, di grande intensità e anche interessante dal punto di vista di chi ama studiare il calcio. Il nostro Luciano Da Vite ci offre un resoconto appassionato e competente di una partita che alla fine del primo tempo nessuno avrebbe mai immaginato potesse poi concludersi con una nostra larga vittoria per cinque reti a uno. Mi piace sottolinerare, la troverete all'interno del post, il bellissimo ricordo di un episodio che definisce come "epico" degli anni cinquanta: il goal di Lindskog in un'Inter-Udinese terminata con il risultato di 3-3. Sugli scudi la prestazione di De Pieri. Abbiamo vinto anche i due derby in trasferta. L'Under 16 vince tre a uno, tra i migliori: Cocchi, Mantini, Ciardi, Balduzzi e Urbano. L'Under 15 ha vinto due a uno in una partita che aveva un po' il carattere di una sorta di spareggio per la supremazia (almeno momentanea) tra due squadre che erano alla pari in testa alla classifica. Rete decisiva di Vukaj. Occhio intanto all'Under 14 dove pare che si stia facendo strada il terzo esponente della "dinastia" Carboni. Un'altra "tripletta" dopo quella del trio Esposito.

L’ultima giornata del grande calcio

Ultima giornata del grande calcio e forse ultimo post per quello che riguarda l'anno 2022. Vedremo. In ogni caso ultima giornata del grande calcio, perché adesso per più di un mese restano solo noiose partite delle nazionali, senza la nostra Inter. I Campionati Mondiali in Qatar "spaccano" in due parti il campionato con una seconda fase che si giocherà dopo un Mondiale che restituirà parecchi giocatori pesantemente "provati". In ogni caso al termine della prima fase il nostro campionato comincia ad assumere un volto credibile. Il Napoli è la principale candidata alla vittoria finale nella corsa al titolo (salvo un crollo imprevisto e imprevedibile) e con Milan e Juventus costituisce un terzetto di squadre che sembrano decisamente migliori della nostra Inter, della Lazio, della Roma, dell'Atalanta. La partita di Bergamo, ne parliamo nel post, ha confermato alcuni aspetti negativi della nostra squadra che hanno condizionato il nostro cammino fino a questo momento. Questo al di là del buon risultato ottenuto. Dobbiamo crederci in ogni caso e puntare a fare il massimo nella seconda parte del campionato, consapevoli che saranno determinanti tutta una serie di "variabili" e che per puntare almeno al secondo posto, dovrebbe andarci tutto bene, a partire dalle condizioni di Lukaku e di ritrovare i migliori Brozo, Bastoni e de Vrij e - magari - di intervenire in qualche maniera sul mercato. Di fatto, comunque, fine settimana molto intenso per chi tifa la nostra squadra a tutti i livelli. Nel post si dedica ampio spazio alle nostre selezioni giovanili, nell'ordine: Under 16, Under 18, Under 19 e Under 15. Buona lettura.

Un weekend positivo: sei partite, sedici punti

Weekend decisamente positivo per tutte e nostre squadre. Infatti il bilancio è di sei partite per sedici punti. Praticamente (quasi) tutte vittorie. L'unico pareggio, in dieci e contro la prima in classifica, è quello dell'Under 19 di Christian Chivu che si è trovata di fronte una squadra come il Frosinone che si conferma molto forte per la categoria e che può veramente lottare per la vittoria del titolo. Va detto che i nostri ragazzi hanno lottato pure in inferiorità numerica e che con grande impegno sono riusciti a strappare un pareggio, confermando che questa squadra però ha sicuramente una sola via da percorrere per risalire (almeno in parte): produrre la maggior solidità possibile dietro e alternare gli uomini offensivi in modo da avere in campo di volta in volta tecnica, potenza, rapidità. Bene la prima squadra in una partita "facile" (tra virgolette) contro la Sampdoria e alla vigilia di una settimana molto difficile con due trasferte prima a Monaco di Baviera e poi - soprattutto - a Torino contro la Juventus in una gara che, giocata a otto punti dal vertice, assume le vesti di un autentico spareggio: chi vincerà, infatti, potrà ancora eventualmente nutrire sogni di vertice. Gli altri risultati: l'Under 17 vince 2-0 contro i pari età del Cittadella; benissimo l'Under 18 di Zanchetta che sconfigge meritatamente il Torino 2-1 e lo sorpassa in classifica, avvicinandosi alla vetta; le due sfide di Ferrara contro la Spal di Under 16 e Under 15 vedono pure le nostre due squadre prevalere rispettivamente con i risultati di quattro reti a due e di due reti a uno.

Magari fosse sempre Viktoria Plzen

Magari fosse sempre Viktoria Plzen! Sia la prima squadra che l'Under 19 di Christian Chivu con la doppia vittoria contro i cechi, si qualificano al prossimo turno e entrambe le squadre lo fanno dopo un'ottima prestazione che ha dato solo segnali positivi e confortanti anche in considerazione delle difficoltà incontrate nel cammino in campionato fino a questo momento. Per quanto riguarda la prima squadra, sono premiate le scelte dell'allenatore Simone Inzaghi. Sugli scudi le prestazioni di giocatori più esperti come Dzeko, Mkhitarya e Acerbi, che hanno dimostrato la verità che nelle partite decisive, dove la pressione è enorme, l'essere temprati per queste situazioni, anche a parità di valori tecnici e atletici sia un vantaggio determinante (lo stesso è stato anche per la partita di campionato di Firenze). Benissimo Dimarco e anche Bastoni per il contributo dato in fase offensiva. Tutto bene quindi ma restano problemi che riguardano le sofferenze della difesa, il fatto che tutto giro bene solo quanto i nostri elementi chiave sono al top e poi la madre di tutte le questioni, ovvero quella relativa alla proprietà. Come abbiamo detto, poi, anche l'Under 19 passa il turno nel girone, alle spese di un Bayern che a Milano era apparso molto forte. Un'impresa che sembrava impossibile dato che in campionato il cammino qui è a dir poco disastroso. Nel post ci sono diverse considerazioni interessanti per quello rche riguarda questa squadra e ci si sofferma poi in particolare su due giocatori come Iliev e Valentin Carboni che sono senza dubbio due tra gli elementi da tenere d'occhio. Per il resto fiducia nel mister Chivu che interprete della nuova filosofia societaria, sta rischiando in prima persona.

Disastro prima squadra e poche consolazioni anche dalle giovanili

Se le cose per le prima squadra non vanno bene, diciamo che non mancano delle delusioni anche per quello che riguarda il nostro settore giovanile. La Primavera in particolare veleggia sul fondo della classifica, con il rischio concreto di finire in Primavera 2. Al momento è penultima, insieme al Napoli. Nell'ultimo fine settimana ha pareggiato uno a uno contro la peggiore Atalanta vista negli ultimi dieci anni (come minimo) e che non a caso in classifica ha solo un punto più di noi. Diverse le note amare in questo post di Luciano Da Vite sulla gestione e sulle scelte societarie per quello che riguarda il nostro settore giovanile. Poi ci si sofferma sulla partita dell'Under 16. I nostri ragazzi hanno sfidato i pari età del Sudtirol (stessa partita per l'Under 15 con risultato diverso, dato che i nostri sono stati in questo caso vittoriosi con il risultato netto di sette reti a zero) e hanno disputato una partita in cui abbiamo avuto superiorità territoriale praticamente tutta la partita, ma senza concretizzare e prendendo la rete del pareggio (risultato finale: 1-1) proprio all'ultimo minuto. Tra i migliori in campo: Balduzzi, Cerpelletti, Mancuso, Ciardi.

Ricaduta rovinosa (anche per la Primavera): Milan – Inter 3-2

Senza essere disfattisti ma semplicemente realisti: il Milan al momento è più forte di noi. In breve. 1. Nell'ultimo derby ci hanno dominati nel triangolo di sinistra (loro): Theo, Tonali e Leao hanno letteralmente annichilito Skriniar, Barella e Drumfries. 2. I nostri difensori centrali sono assolutamente quantomeno fuori condizione. Solo Monza e Cremonese hanno subito più goal di noi. Otto reti in cinque partite sono davvero tante. 3. L'intensità e la forza fisica dei loro centrocampisti fa la differenza. Bennacer e Tonali sono eccezionali da questo punto di vista. 4. Il loro portiere fa assolutamente la differenza. 5. Il Milan schiera giocatori che danno un rendimento sul piano della sostanza che gli permettono di non giocare mai in dieci. Come a noi succede quando siamo costretti a schierare in attacco... Correa. Sono tutte evidenze strutturali e in questo momento non sembrano esserci in rosa possibilità di ribaltarle né si evidenziano particolari colpe da parte dell'allenatore. Il limite principale, che secondo me si può dedurre anche solo dai cinque punti su richiamati, è che questa squadra quando abbassa il ritmo e l'intensità soffre con chiunque e anche in questa partita è successo così... La Primavera di Chivu invece pareggia 2-2 con i pari età del Verona. È il secondo pareggio consecutivo per i nostri ragazzi che dopo quattro partite si ritrovano sul fondo della classifica con due soli punti. Ci sono comunque delle notazioni positive riferibili alla crescita di condizione dei singoli e alla logicità delle scelte di formazione. Certo non è moltissimo, in particolare ad esempio il trio di attaccanti considerato in questo momento non appare affatto competitivo in categoria, diciamo che i segnali positivi in questa ultima prestazione ci danno un po' di curiosità di e di speranza in vista dell'attesissimo match di Youth League di mercoledì contro il Bayern.

Verso il campionato: Inter – Olympique Lione 2-2

L'amichevole con l'Olympique Lione è finita con il risultato di due a due. Sotto di due reti, la recuperiamo con i goal di Lukaku e Barella dimostrando una certa capacità di reazione, ma restano tutta una serie di considerazioni da fare che esulano quelle solite come il ritardo di preparazione, il valore delle gare precampionato e lo stato di forma degli avversari. Si evidenziano dei limiti potenziali di una squadra che pure è complessivamente forte e che sono sotto gli occhi di tutti. A fronte della necessità di acquistare almeno due giocatori forti per competere davvero in Italia e in Europa (servirebbero un attaccante rapido e con la capacità di saltare l'uomo e un altro esterno in un reparto che in due anni ha visto gli addii di Hakimi e Perisic) non riusciamo ad arrivare neppure su giocatori che costano 15 0 20 milioni e forse dovremmo ancora vendere. La società è prestigiosa ma si fa fatica a trovare chi possa ripagare la proprietà dei soldi spesi, pagare i debiti e gli interessi e investire grandi quantità di denaro per rafforzarci. A risentirne è anche il settore giovanile. Contro il Lione sono emerse situazioni che vanno mese a punto. Siamo forti nelle ripartenze manovrate ma lo schema di gioco è ripetitivo e siamo spesso sguarniti nel reparto difensivo: se gli avversari hanno un buon palleggiatore in mezzo e attaccanti veloci nell'uno contro uno, dietro si va in difficoltà. L’altro limite nostro è che fatichiamo ad attaccare le difese schierate, proprio perché (come detto) non abbiamo attaccanti di fantasia e di scatto. Con Bremer e Dybala oggi avremmo meno problemi e gli avversari qualche limite in più. I nostri titolari davanti non si discutono, ma gli altri? Dzeko tatticamente e tecnicamente è un top ma serve un giocatore con altre caratteristiche, mentre Correa continua a essere una delusione...

Andata dei Quarti di finale Under 17: Inter – Lazio 4-2

La gara di andata dei quarti di finale Under 17 è stata una partita entusiasmante per il pubblico, che si diverte per i continui colpi di scena ed è stata una partita fondamentale per la crescita dei ragazzi, perché è da partite come queste, da dentro o fuori contro avversari di grande valore, che si incominciano a intravedere le reali possibilità dei singoli. Sono sfide tiratissime (vedi anche il caso delle ultime sfide che hanno visto protagoniste Under 14, Under 15, Under 16 e soprattutto la Primavera) e ricche di colpi di scena e richiedono a tutti i partecipanti di alzare il livello delle proprie prestazioni per cercare di spuntarla. Inter - Lazio U17, come dicevamo, non ha fatto eccezione: i nostri sono andati in vantaggio, la Lazio pareggia, poi noi realizziamo il secondo e il terzo goal ...Ma non è finita, perché al 91’ un rigore generosamente concesso ai laziali rimette quasi in equilibrio la partita (giocata a un ritmo straordinario almeno per i nostri campionati giovanili). Eppure passano due minuti e al 93’ l’Inter ristabilisce le distanze. Risultato finale 4-2. Tra i nostri bene Calligaris, Aidoo, Bovo, la "rivelazione" Ricordi, Liserani. Fondamentale Di Maggio. Ma la vera stella è Francesco Pio Esposito. "Espo" è un uragano che si abbatte sulla Lazio. Pio sa far tutto. Andare in profondità, giocare spalle alla porta, far da sponda per i compagni, suggerire, spizzare le palle alte, tirare con forza e precisione di testa e di piede. Chi l’ha visto dal vivo in nazionale dice che troppe volte si è fatto anticipare di potenza, riuscendo a sfruttare solo parzialmente le sue doti tecniche. In realtà ha avuto uno sviluppo in altezza clamoroso se nei prossimi anni continuerà a sviluppare la sua massa muscolare potrà affrontare anche gli avversari più potenti, tra i professionisti.

Primavera Campione d’Italia: un regalo inaspettato

Questo "titulo" non se l'aspettava nessuno. In finale la nostra Primavera batte i pari età della roma e si aggiudica il titolo di Campione d'Italia. Un regalo inaspettato per la nostra selezione Under 19 allenata da Christian Chivu. Dubbi, perplessità, critiche costruttive ci stavano: sul campo per gran parte della stagione si sono visti alcuni limiti, pure confermati nel periodo finale, che poi è stato il nostro migliore. Anche nel momento della gioia e della vittoria è bene ribadire che il tasso tecnico della squadra appare un gradino al di sotto rispetto a quello di altre nostre formazioni del passato recente. Altri fattori hanno determinato la qualità delle prestazioni e dei risultati: una rosa molto ampia e utilizzata per rotazioni abbondanti, l'età decisamente bassa, le scelte sui fuori quota che hanno visto mandare tutti i 2002 a fare esperienza nel professionismo. Nella finale con la Roma, una vittoria ottenuta dal collettivo e da tutti i ragazzi che sono scesi in campo, sono spiccati su tutti Casadei, il leader carismatico e pragmatico della squadra Sangalli, il talento indiscutibile di Valentin Carboni e Iliev, che fino ad ora non ha risposto appieno alle attese ma che che ha realizzato lo strepitoso goal che ci ha consegnato lo scudetto. Sono troppe le incognite per provare a ragionare sul futuro. La prima è il futuro di Christian Chivu. Samaden ha confermato la fiducia nel mister e la volontà di continuare assieme, ma se Chivu deciderà di provare nuove avventure (se insomma dovesse arrivargli una proposta per fare l'allenatore a livello di squadre professionistiche) il suo addio non sarebbe da escludere. Dalle valutazioni sui fuori quota, la conferma del gruppo dei classe 2004 e classe 2005 e da possibili innesti (anche in vista della Youth League) si valuteranno le potenzialità della prossima Primavera. Per il momento godiamoci il trionfo.