Se vinciamo altre 6-7 partite così, si può sognare: Inter – Torino 1-0

Un calcolo elementare. Se vinciamo altre sei-sette partite così, possiamo sognare e pensare di poter vincere il campionato. Si tratta di un calcolo piuttosto elementare, che parte però da un convincimento oggettivo: non esiste una squadra che, nel campionato italiano, possa pretendere di dominare tutte le partite. Succederà ancora ce si vinca alcune partite dominando, ma saranno una minoranza e la lotta pe ril titolo si deciderà nelle partite complesse, combattute e difficili. La vittoria per cinque reti a zero a Salerno esalta e illude, la vittoria per una rete a zero contro il Toro riporta alla realtà di un campionato molto imprevedibile e ancora tutto da giocare. Quello che conta è la continuità. È vincere tanti Inter - Toro che può far prevalere in campionato e la dimostrazione l'avremo alla ripresa, a Bologna. Se andiamo lì con l'idea che daremo loro sei goal (così come è successo all'andata) e che abbiamo già vinto, ci esporremo sicuramente a brutte sorprese. Il calcio ideale è come na partita a scacchi con giocaori molto bravi: perde chi commette anche un solo errore. Oppur evince, se preferite, chi trova una soluzione geniale. Nel nostro campionato le vittorie di stretta misure sono decisive. Pertanto ci iscriviamo a pieno titolo alla schiera dei "risultatisti": il risultato è il prodotto del gioco, ma è il concetto di gioco che risulta poi relativo e aleatorio. Bel gioco è ottenere il massimo in relazione alla tua forza e a quella dell'avversario in una data situazione. Con il Toro abbiamo ottenuto il massimo ribattendo colpo su colpo e sfruttando la nostra qualità superiore... Ne parliamo in questo post dedicato di Luciano Da Vite.

Idee più chiare sulla nostra stagione: Salernitana – Inter 0-5

Contro la Salernitana abbiamo giocato benissimo e abbiamo dominato la partita. Una corretta analisi ci costringe a tenere in considerazione la differenza netta tra i due indici, ma si possono comunque esprimere delle valutazioni nel merito. Non è stata del resto solo la qualità a essere superiore a quella degli avversari, ma anche la condizione atletica e mentale. Forse al nostro top. Alcune indicazioni sui singoli: D'Ambrosio non vale Skriniar, ma si è rivelato un sostituto dignitoso; Brozovic è un giocatore sempre insostituibile; appaiono incompatibili Barella e Vidal così come sarebbe necessario recuperare Sensi; Gagliardini è un giocatore capace di dare sempre un valido contributo; Sanchez se in condizione può essere ancora un giocatore importante; Perisic e Dumfries sono giocatori fondamentali e devono confermare di poterlo essere con continuità nell'arco dell'intera stagione. Ma sorprendono i numeri di Calhanoglu: primo per occasioni da goal, passaggi chiave, numero di palle giocate, numero di palle recuperate, dribbling, secondo per km percorsi, terzo per punta di velocità espressa nello sprint... Siamo davanti a un giocatore con grandi qualità tecniche, ma in straordinarie condizioni di forma atletica e una personalità e autostima che in questo momento, gli consentono di svettare. Un occhio infine alla grande prestazione e la netta vittoria dell'Under 17 di mister Polenghi che batte nettamente i pari età dell'Hellas Verona per quattro reti a zero. Sugli scudi giocatori che sono oramai delle certezze come Aleksandar Stankovic e Di Maggio. Poi Zefi. Ma questo qui è un gruppo che promette e sta facendo benissimo e che riesce a fare benissimo anche nonostante molte assenze importanti.

Una domenica bestiale: Inter – Cagliari 4-0

È stata una domenica "bestiale" per la nostra Inter. Perché abbiamo riconquistato la vetta della classifica; perché abbiamo battuto largamente il Cagliari; perché i ragazzi hanno vinto e ci hanno pure fatto divertire; perché alcuni giocatori su cui si registrava qualche scetticismo si stanno invece affermando alla grande; perché abbiamo potuto permetterci un minimo di turn over e fatto giocare un classe 2001 (Satriano) e fare esordire un classe 2003 (Zanotti); perché nelle prime nove partite avevamo subito 12 goal e nelle ultime 8 solo 3, di cui due ininfluenti sul risultato; perché vinciamo da cinque partite e abbiamo segnato più goal di tutte; perché (questa volta in negativo, estendendo il lasso di tempo però a lunedì) abbiamo beccato uan squadra fortissima come il Liverpool agli ottavi di finale nel sorteggio di Champions League. Diciamolo chiaramente: non eravamo scarsi quando eravamo a sette-otto punti dal vertice e non siamo dei fenomeni oggi. Siamo una squadra forte che può competere con tutti e che oggi dà maggiore fiducia per quelle che sono le nostre possibilità rispetto a un mese fa. È statp raggiunto un maggiore equilibrio. Lo dicono i numeri (il numero dei goal subiti e in presenza di una percentuale di goal fatti comunque elevati). Lo dice la crescita imperiosa in particolare di due giocatori chiave che in precedenza avevano lasciato a desiderare: Calhanoglu e Dumfries. I due giocatori devono adesso restare su questi livelli per tutta la stagione e anche - in particolare - contro le rivali dirette. Allo stesso modo tutti i titolari sono in un periodo di forma straordinario. Manca qualcosa: un centravanti di peso e un altro centrocampista che unisca qualità e forza. Vedremo che cosa succederà nel mercato invernale. Per il momento, meglio non si poteva fare. Simone Inzaghi merita solo un grande plauso: vince, è primo, fa contenti i fautori del gioco ultra offensivo e che riesce a praticare senza rischiare. Quindi anche i fautori dell'equilibrio.

Un’Inter stellare

La vittoria contro la Roma fa contenti tutti gli interisti: i "risultatisti" e i fautori del bel giouco. La vittoria ci mantiene vicini alla vetta, allontana alcune rivali ed è un mattone importante per sperare di edificare qualcosa di molto pregevole e di solido. Il risultato allo stesso tempo è stato ottenuto con una prestazinoe scintillante, in cui abbiamo dimostrato di saper affrontare al meglio tutte le situazioni nel corso della gara. L'approccio alla gara è stato ottimo e dopo il primo goal abbiamo anche dato spettacolo, governando poi il secondo tempo con grande sapienza tecnica e tattica. Grande merito agli uomini in campo, in ottima condizione psicofisica e sempre disponibili a muoversi senza palla; grande merito alle scelte tattiche di Simone Inzaghi. Sugli scudi: Bastoni, Calhanoglu, Dumfries, Dzeko. Un grandissimo Brozovic. Vittoria fondamentale per l'Under 19 di Christian Chivu, che vince due a zero a Napoli. Una sconfitta ci avrebbe tagliati fuori, se non matematicamente, almeno psicologicamente, dalla possibilità di disputare se non altro i play off. Molto bene l'Under 17 che vince nettamente 2-0 contro i pari età del Venezia, confermandosi un'ottima squadra capace di dimostrare con tutte (compresa l'Atalanta) uno strapotere netto nonostante il turn over e il cedere sempre diversi giocatori alle squadre di categoria superiore.

L’Inter c’è, la Primavera… c’era

Non potevamo perdere punti in vista di due match molto importanti per il prosieguo della stagione, a Roma e a Madrid. Anche solo un mezzo insuccesso avrebbe interrotto una rincorsa al vertice avviata positivamente da qualche partita e avrebbe riportato sotto l’Atalanta, che resta pericolosamente vicina. Con una squadra rimaneggiata abbiamo ottenuto un risultato positivo con una prova confortante: abbiamo dominato la squadra ligure dal primo all’ultimo minuto. Determinante una parata di Handanovic su Amian alla fine del primo tempo. Così come è stato importante andare al riposo in vantaggio. Inzaghi non ha sbagliato nulla. Sembra avere trovato il giusto equilibrio, ma è una soluzione molto dispendiosa per il sacrificio che richiede da alcuni. Sarà determinante vedere la capacità di mantenere nel tempo questa concentrazione e questa vivacità atletica. La primavera perde 4-2 contro il Sassuolo ai calci di rigore in una partita di grande tensione e caratterizzata da un notevole equilibrio in campo, con poche occasioni da entrambe le parti. Il mister Chivu ha adottato qualche variazione tattica (la difesa a tre e Iliev dietro la prima punta, Abiuso) ma soprattutto ha scelto gli uomini migliori a disposizione e così abbiamo visto qualche miglioramento rispetto alla prova di qualche giorno fa. All’interno del post anche qualche considerazione sulla Primavera del prossimo anno, i classe 2004 e i classe 2005 e la linea politica societaria.