Segnali moderatamente positivi: Viktoria Plzen – Inter 0-2

La vittoria in Repubblica Ceca contro il Viktoria Plzen costituisce indubbiamente un passo in avanti sul piano della prestazione e un segnale positivo - da prendere comunque con cautela - rispetto alle ultime uscite e in vista di una trasferta molto difficile come quella di Udine di domenica prossima, quando affronteremo quella che è probabilmente la squadra più in forma del momento nel nostro campionato. Contro i cechi abbiamo potuto manovrare partendo da dietro in tutta tranquillità, la squadra saliva compatta accompagnando l'azione e si trovava così pronta a impedire sul nascere ogni loro tentativo di ripartenza. Proprio su una ripartenza abbiamo noi segnato uno dei due goal, mentre l'altro è stato il frutto di un'azione corale ben congegnata. Sotto questo aspetto dobbiamo comunque sottolineare la maggiore difficoltà rispetto alla scorsa stagione, nel trovare la via del goal, anche se è auspicabile che il rientro di Lautaro e soprattutto di Lukaku (magari con una migliore condizione atletica rispetto alle prime uscite) la situazione possa poi migliorare. La perdita di Sanchez (con tutti i suoi limiti) che era praticamente l'unica attaccante che sapeva dribblare e inventare (sarebbe servito un Dybala a costo zero...) e dell'unico giocatore capace di saltare l'uomo in progressione - se non in dribbling - cioè Perisic, sono sicuramente un fattore da questo punto di vista. La trasferta di Udine sarà molto difficile e i progressi visti nella prestazione di Plzen non basteranno. Loro saranno riposati e noi (nonostante il turn over) dovremo scontare la fatica infrasettimanale, servirà un nuovo importante miglioramento.

Non solo negatività: Inter – Torino 1-0

Di fatto per un'ora di gioco non c'è stata partita: tre-quattro parate importanti di un ottimo Samir Handanovic e nessun tiro in porta dei nostri. Un'Inter non al top della condizione, per vari motivi, si trovava a fronteggiare un Toro tecnicamente inferiore, ma atleticamente vivo, determinato, ferocisissimo nel praticare una marcatura ad uomo asfissiante, sino ai limiti della nostra area. Poi quando la maggiore freschezza atletica del Torino doveva fare la differenza, siamo usciti noi, senza fare nulla di straordinario, ma giocando di squadra e facendo appello a tutte le energie rimaste. A questo punto, a condizioni atletiche quasi ristabilite, ha deciso una grande giocata del tandem Barella - Brozo, che fino a poco prima erano pure stati annullati dal vigore degli avversari. Abbiamo giocato di squadra, soffrendo tutti insieme, aiutandoci reciprocamente e trascinati sotto questo aspetto da un Lautaro Martinez esemplare e dalle parate di Handanovic. Quando si gioca di squadra, quando si dà tutto con grinta estrema infatti anche il portiere si esalta e alla fine si porta a casa un inusuale zero sulla tabella dei goal subiti. Certo, l'altra faccia della medaglia è una ridotta pericolosità in avanti e da questo punto di vista siamo stati costretti alla prudenza dall'avversario. Ci sono indiscutibilmente delle difficoltà e delle incognite che riguardano in particolare i centrocampisti, ci sono numeri certificano la fase di stallo, ma prendiamo atto della prestazione positiva della squadra e della sua reazione e del fatto che dopo sei giornate (come l'anno scorso) siamo a due punti dalle prime.

Il dilemma: Inter – Bayern Monaco 0-2

Le parole e le considerazioni di Luciano Da Vite in questo post dedicato - non solo - alla sfida di Champions casalinga contro il Bayern Monaco (che ha segnato il nostro debutto nella massima competizione continentale) trovano - purtroppo - tutta quella che è la mia condivisione. La crisi finanziaria che sta attraversando la nostra Inter è drammatica e ha interrotto il processo di crescita che aveva portato la squadra ai tempi di Antonio Conte a dominare in Italia, sebbene non ancora competitiva sul palcoscenivo europeo. Questa squadra, non serviva la partita contro il Bayern Monaco per dimostrarlo, appare come avere già dato il meglio di sé e con questa situazione finanziaria non potrà fare altro che declinare. Abbiamo sbagliato degli acquisti, abbiamo rafforzato la squadra con giocatori anziani lasciati liberi dalla Roma e altri giocatori, liberati dalla pressione del "martello" Conte, non hanno continuato il processo di crescita che sembrava dovesse portarli al vertice del calcio europeo. Come se non bastasse, contro il Bayern in Youth League a un certo punto avevamo in campo otto (8) giocatori sotto età. Cosa mai successa nella nostra storia. Scelte societarie dettate dal bisogno finanziario. Il problema a questo punto è: provare a rattoppare e guadagnare tempo o buttare tutto a mare sperando di riemergere col tempo? Difficile rispondere. Certo è che nessuna squadra con un gioco fondato su ritmo e aggressività si sognerebbe di schierare Correa, né un ex campione come lo Dzeko attuale. A centrocampo inoltre servono giocatori che sappiano sprinte per novanta minuti... Se questa analisi ha senso, non serve tanto stare a esaminare gli episodi, i percorsi, i momenti della gara, gli uomini scierati, le sostituzioni... La questione è sicuramente molto più complessa.

Ricaduta rovinosa (anche per la Primavera): Milan – Inter 3-2

Senza essere disfattisti ma semplicemente realisti: il Milan al momento è più forte di noi. In breve. 1. Nell'ultimo derby ci hanno dominati nel triangolo di sinistra (loro): Theo, Tonali e Leao hanno letteralmente annichilito Skriniar, Barella e Drumfries. 2. I nostri difensori centrali sono assolutamente quantomeno fuori condizione. Solo Monza e Cremonese hanno subito più goal di noi. Otto reti in cinque partite sono davvero tante. 3. L'intensità e la forza fisica dei loro centrocampisti fa la differenza. Bennacer e Tonali sono eccezionali da questo punto di vista. 4. Il loro portiere fa assolutamente la differenza. 5. Il Milan schiera giocatori che danno un rendimento sul piano della sostanza che gli permettono di non giocare mai in dieci. Come a noi succede quando siamo costretti a schierare in attacco... Correa. Sono tutte evidenze strutturali e in questo momento non sembrano esserci in rosa possibilità di ribaltarle né si evidenziano particolari colpe da parte dell'allenatore. Il limite principale, che secondo me si può dedurre anche solo dai cinque punti su richiamati, è che questa squadra quando abbassa il ritmo e l'intensità soffre con chiunque e anche in questa partita è successo così... La Primavera di Chivu invece pareggia 2-2 con i pari età del Verona. È il secondo pareggio consecutivo per i nostri ragazzi che dopo quattro partite si ritrovano sul fondo della classifica con due soli punti. Ci sono comunque delle notazioni positive riferibili alla crescita di condizione dei singoli e alla logicità delle scelte di formazione. Certo non è moltissimo, in particolare ad esempio il trio di attaccanti considerato in questo momento non appare affatto competitivo in categoria, diciamo che i segnali positivi in questa ultima prestazione ci danno un po' di curiosità di e di speranza in vista dell'attesissimo match di Youth League di mercoledì contro il Bayern.

Convalescenza avviata? Ricadute da evitare assolutamente: Inter – Cremonese 3-1

È sempre più difficile parlare in rete dell'Inter. Si vinca o si perda, si faccia bene o male non si va sui social per confrontarsi, per sentire il parere degli altri, per verificare l'attendibilità secondo il senso comune delle proprie opinioni, ma ci si va per affermare prepotentemente il proprio ego, per insultare e disprezzare chi non la pensa come noi. Vinci o perdi è praticamente ininfluente. L'Inter con la Cremonese ha vinto abbastanza facilmente, ma dobbiamo allo stesso tempo sia analizzare le cose che ancora non vanno, sia evitare considerazione di carattere generalista e in ogni caso ragionare, sempre consapevoli di essere tifosi, dilettanti e non professionisti e comunque non a conoscenza di tutti quelli che sono i fatti interni alla società, al gruppo dirigenziale e alla squadra. Rispetto alla partita contro la Lazio abbiamo fatto passi avanti (pure considerando la diversa statura dell'avversario) e abbiamo vinto nettamente. Ci sono stati segnali di crescita sia a livello individuale, sia sul piano collettivo. Le notazioni positive non sono poche ma accontentarsi e esibire una sorta di trionfalismo sarebbe pericoloso. Se concedessimo le molte occasioni concesse alla Cremonese contro avversari più forti (e le prossime sfide sono contro Milan e Bayern) non finirebbe allo stesso modo.