Ecco Vidal, il punto sulla situazione a una settimana dall’inizio

A una settimana dall'inizio del campionato (che per noi comincerà sabato sera contro la Fiorentina) facciamo il punto sulla situazione per quello che riguarda la composizione della rosa (ieri sera a Milano è arrivato Arturo Vidal) e gli obiettivi stagionali. Siamo davanti a un campionato che si presenta ricco di incognite per le problematiche connesse al Covid-19. Praticamente tutte le squadre, eccetto il Milan, non hanno fatto mercato dato lo stato incerto delle cose. Tra queste anche la Juventus che non ha ancora sostituito Gonzalo Higuain e che comunque resta favorita, ma non sembra irraggiungibile come gli altri anni. Il fatto è che dietro i bianconeri sembra esserci un gruppo di squadre, tra cui ci siamo anche noi, che avrebbero le carte in regola per contendere il titolo ai bianconeri. Parlo di Atalanta, Lazio, Milan, Napoli. Per quanto ci riguarda, dopo il secondo posto, puntare al titolo è quantomeno un dovere. Non significa che vinceremo o che dobbiamo vincere per forza, ma se arrivi secondo, poi devi puntare a vincere. Conte ha avuto il famoso incontro chiarificatore con la società e sembrerebbe nei limiti del possibile, essere stato accontentato sul mercato. Questo da un lato gioca a suo favore, dall'altro lo pone da subito nel mirino della critica, che userà contro di lui tutto quello che è successo durante l'estate e prima dell'inizio del campionato. Sarà una stagione difficile ma nella quale magari riusciremo a toglierci qualche soddisfazione e continuare a crescere dopo quanto di buono fatto nell'ultimo campionato.

Un’attesa inquieta

La conclusione dell'ultima stagione (secondo posto in campionato, finale di Europa League, semifinale di Coppa Italia) aveva lasciato intendere che l'approdo a un livello superiore, cioè rientrare tra le migliori squadre a livello europeo, fosse un obiettivo a portata di mano o quantomeno possibile. Poi sono cominciate a sorgere le prime perplessità. In primo luogo i dubbi del mister Antonio Conte, che poi ha avuto un incontro chiarificatore con la società. Il mercato sembrava poter decollare dopo l'acquisto dell'esterno marocchino Achraf Hakimi, ma ha poi rallentato per ragioni diverse in una sessione di calciomercato che appare incerta e difficile per tutti anche a causa dei condizionamenti legati al Covid-19. Oltre Hakimi, ad oggi è arrivato il solo Kolarov. Sembra vicino Darmian, si continua a parlare di Vidal, si è fatto il nome di Pinamonti come quarto attaccante. Sono rientrati alla base Dalbert, Joao Mario, Nainggolan, Perisic. Tra questi, sembra possibile che il belga rimanga in nerazzurro. Staremo a vedere. Certo è che per molti tifosi questa attesa dell'inizio del campionato sembrerebbe essere "inquieta". Ne parliamo in questo ultimo post scritto da Luciano Da Vite.

La conferma che abbiamo fatto un buon lavoro: Inter – Getafe 2-0

L'Inter batte il Getafe in gara singola a Gelsenkirchen e si qualifica per i quarti di finale di Europa League. Dopo un buon inizio degli spagnoli, che concludono due volte in porta nei primi 10-15 minuti, abbiamo preso il controllo della gara e dopo la rete del vantaggio realizzata dal solito ottimo Lukaku (lancio di Bastoni) abbiamo regolato l'avversario. Poi gli spagnoli sprecano l'occasione di pareggiare, quando Molina calcia fuori un calcio di rigore concesso per fallo di mano di Godin. Chiude la gara Eriksen, che segna la rete del 2-0, poco dopo essere entrato in campo al posto di Brozovic. Una buona prestazione in definitiva e che lascia ben sperare per il prosieguo della competizione. Si gioca lunedì prossimo a Dusseldorf contro la vincente tra Bayer Leverkusen e Rangers. Molto probabile che i nostri avversari saranno i tedeschi, che all'andata hanno battuto 3-1 l'avversario e che sono una delle squadre migliori rimaste nella competizione.

All’apparir del vero, tu, misera, cadesti: Inter – Sassuolo 3-3

Dopo Inter - Sampdoria avevamo scritto di sogni e di realtà. I sogni consistevano nella speranza di possedere già uno squadrone di primo livello e di poter competere subito per la vetta del campionato. La realtà (il "vero", presentatosi nella sua crudezza anche se non senza preavviso) era la consapevolezza della quantità rilevante di problemi che rende i sogni, dal punto di vista razionale, mere illusioni. Con la rosa attuale e con partite ogni tre giorni, non esiste purtroppo match nel quale partiamo favoriti, se non su di un piano puramente astratto e insignificante. Nel post sulla partita con il Sassuolo e in previsione del prosieguo della stagione, chiamiamo in causa anche il mercato, quello passato e quello futuro. In prospettiva abbiamo due necessità impellenti: giocatori di complemento più forti di quelli attuali, ma anche e soprattutto campioni veri, trascinatori, elementi autorevoli, uomini guida per riconoscimento dei compagni. Non ci resta che cercare di finire bene, dando tutto comunque e preparandoci al meglio per... la terza competizione, dopo aver visto sfumare i sogni di conquista delle prime due.

A proposito di Christian Eriksen

Dopo il ritorno in campo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Napoli, ci siamo confrontati sulla prestazione di Christian Eriksen e sul profilo del giocatore nell'ambito del progetto tecnico dell'Inter disegnata da Antonio Conte. All'entusiasmo generale della maggior parte dei commentatori, poniamo riflessioni diverse e senza sottovalutare le qualità tecniche di quello che è sicuramente un giocatore importante e che si è già affermato a tutti i livelli, riconosciamo nel suo inserimento nell'undici titolare uno dei punti chiave che ci separano da qui alla fine della stagione. In un campionato anomalo e che per ragioni evidenti avrà un andamento e delle dinamiche particolari e "uniche", il giocatore e l'allentore dovranno "rivedersi" e stringere un nuovo "patto" (con la complicità di tutto il gruppo e dell'intero ambiento nerazzurro) e con intelligenza trovare le giuste misure per esaltare il talento del centrocampista danese e non perdere efficacia per quello che riguarda il piano collettivo di una squadra il cui progetto tecnico era stato costruito fino al suo arrivo in una maniera diversa.

Udine, tre punti e segnali importanti in vista dei prossimi impegni: Udinese – Inter 0-2

Dopo il passaggio del turno di Coppa Italia (battuta per due reti a uno la Fiorentina) ci rimettiamo in carreggiata anche in campionato, grazie alla vittoria di Udine. Grande protagonista Romelu Lukaku, autore di una doppietta decisiva, ma a sbloccare la gara sono stati gli ingressi determinanti di Marcelo Brozovic e di Alexis Sanchez nella difesa. Sono stati questi infatti (i due giocatori partivano dalla panchina a causa di una condizione fisica non ottimale) a cambiare il volto di una squadra che fino a quel momento non aveva sofferto l'avversario, ma aveva avuto difficoltà a imporsi pagando l'assenza determinante del centrocampista croato in mezzo al campo e il gap fisico tra il giovane Sebastiano Esposito e i giganti della difesa dell'Udinese. In campo anche tutti e tre i "nuovi": sufficiente Moses (meglio in attacco che dietro, dove ha sofferto Ken Sema) e da rivedere Eriksen, mentre Ashley Young è cresciuto come tutti nel corso dei novanta minuti. Adesso una settimana difficilissima, si comincia con il derby (mancherà ancora Lautaro, squalificato, mentre si spera di recuperare Handanovic), poi la semifinale di andata di Coppa Italia contro il Napoli, poi la sfida di Roma contro la fortissima Lazio di Simone Inzaghi. È il momento di tirare fuori gli artigli e ricominciare a crescere.

Eriksen e gli altri, la mission (possibile) di recuperare condizione atletica e la giusta concentrazione

Si avverte una certa "tensione" nell'ambiente nerazzurro. Gli ultimi due mesi hanno visto un calo sia per quello che riguarda i risultati che la qualità delle prestazioni dei nostri ragazzi e la squadra è adesso reduce da tre pareggi consecutivi, di cui gli ultimi due contro Lecce e Cagliari. In tutti e tre casi siamo passati in vantaggio e siamo stati ripresi negli ultimi quindici minuti. Al netto degli "episodi", c'è un problema di condizione e di "ritmo". Il mister lo ha detto chiaramente, questa squadra per vincere deve dare sempre il 100%. Sarà quindi indispensabile recuperare la giusta condizione fisica e mentale. L'arrivo di nuovi giocatori (ieri è arrivato Eriksen, sicuramente uno dei più forti centrocampisti in circolazione) e il recupero a pieno regime di chi nella prima parte del campionato ha giocato poco o niente (Barella, D'Ambrosio, Sensi + Alexis Sanchez) sono le condizioni per ottenere quel "surplus" in particolare nei due settori chiave di centrocampo e per quello che riguarda gli esterni e dove la "fatica" e il sacrificio richiesti sono maggiori.

Un ritorno al passato? O al futuro?

Pensare che il girone di ritorno non sarebbe stato sullo stesso livello di quello d'andata non era un'osservazione da acuti specialisti, ma un gioco da ragazzi. La Serie A è difficilissima, solo la Juventus può tenere un ritmo da 100 punti a campionato. Antonio Conte dopo la partita con il Lecce, terminata con il risultato di 1-1 (Bastoni, Mancosu), ha dichiarato che "noi possiamo vincere solo andando a mille all'ora". È la verità, siamo destinati al momento a pagare qualciasi flessione psicologica od atletica. Soprattutto di concentrazione. La seconda verità è che ci manca esperienza in ruoli chiave e determinanti e in particolare a centrocampo dove, senza nulla togliere ai bravissimi Barella e Sensi (che già adesso stanno dimostrando di poter giocare ad alti livelli) servirebbero anche giocatori con l'abitudine ad esprimersi al vertice con continuità.

È adesso il momento della verità

La sconfitta contro il Barcellona nella gara di San Siro, segna la nostra eliminazione dalla Champions League. Le ragioni delle sconfitta sono diverse, in verità forse avremmo potuto vincere, ma se recriminare non serve, capire è indispensabile. Dove abbiamo buttato la qualificazione? È chiaro allo stesso tempo che se la squadra mollasse adesso, saremmo di fronte all'ennesimo fallimento. Siamo in lizza in tre competizioni importanti e dobbiamo provare a vincerne almeno una e comunque a far bene, fino in fondo, in tutte e tre. Questo è più che mai il momento dell’unità e della fiducia. Ma è anche il momento dell'analisi che non si può sbagliare. Possiamo ancora dire la nostra in questa stagione e ottenere risultati importanti. Da dove ripartire? Su tutto la prestazione di Lautaro Martinez. El Toro è già tra i migliori attaccanti, in termini di qualità, tra quelli che abbiamo avuto negli ultimi decenni...

L’aria di montagna fa male, a chi vorrebbe non ce la permettessimo: Inter – Verona 2-1

L'Inter al vertice (o vicina) dà fastidio e dovremo aspettarci, se resteremo nell'attuale posizione, un fuoco di sbarramento mediatico sempre più intenso. Venivamo da una settimana tormentata perché l’allenatore, la squadra e persino la società erano stati sotto tiro dei media più ostili e prevenuti per le polemiche scatenate dalla stampa stessa dopo le dichiarazioni del mister. Si era arrivati a scrivere di una frattura fra allenatore e società, ma anche fra allenatore e giocatori. Sembravano esserci le condizioni per un insuccesso, anche considerando che lo sviluppo iniziale della gara aveva messo le cose tatticamente a loro favore, ma "abbiamo messo il cuore" e abbiamo ribaltato il risultato e portato a casa una vittoria importante (la decima su 12 partite di campionato). Leggeremo ancora di uno scollamento tra tecnico e giocatori, la prima volta che uno starnutirà, nonché tra il tecnico e il direttore che lo ha fermamente voluto. Ma noi siamo l’Inter e dobbiamo superare anche questi ostacoli-tranello.