I sogni sono l’essenza del calcio

I sogni sono l’essenza del calcio e senza i sogni dei giovani calciatori, dei loro genitori (che spesso si accollano sacrifici enormi), e dei tifosi, il calcio non esisterebbe o comunque sarebbe un’attività socialmente marginale. Nella foto: Messi e Mbappé, due dei grandissimi protagonisti dello spettacolare mondiale del Qatar.

Senza i sogni, dei giovani calciatori, dei loro genitori, che spesso si accollano sacrifici enormi, e dei tifosi, il calcio non esisterebbe o comunque sarebbe un’attività socialmente marginale.

In questi giorni abbiamo assistito a una manifestazione secondo me strepitosa sul piano dello spettacolo e dello sport.

I mondiali del Qatar, aldilà delle polemiche politiche e delle vicende forse corruttive, che non voglio affatto sottovalutare, sono stati uno sponsor straordinario per questo sport che tanto ci attrae.

Ma sono stati anche un’occasione di riflessione davvero importante per chi vuole preservare la capacità di questo sport di promuovere la passione popolare.

Il calcio professionistico di altissimo livello deve continuare ad essere solo la punta dell’iceberg e quindi è  vitale che le manifestazioni di risonanza e interesse universale si sviluppino sempre più

Ma perché questo accada è necessario anche che si consolidi, si estenda e si perfezioni il legame tra grande calcio e attività di base, capillare.

In questo mondiale la finale è stata tra due squadre nazionali di antiche tradizioni calcistiche: una squadra europea e una sudamericana.

E tuttavia la novità maggiore è costituita dal contributo assolutamente fondamentale, a livello di squadra e di singoli, di realtà calcistiche in enorme crescita: dal Marocco ad altre squadre africane, sino al Giappone e agli USA.

Giovani di tutti i continenti possono ormai sognare di emulare un giorno gli ‘eroi’ di questi campionati; popolazioni sempre crescenti possono identificarsi con le loro rappresentative nazionali o di club, che scalino i vertici mondiali e con le figure calcistiche  più rappresentative.

C’è un legame indissolubile tra sviluppo universale dell’attività di base, passione popolare, e capacità di esprimere  campioni e  partite di assoluto livello tecnico e spettacolare.

La mia passione per il calcio giovanile e in particolare per quello che veste i colori nerazzurri si spiega proprio così: oggi, prima di tornare a casa per vedere in tv la finale tra Francia e Argentina, ho visto dal vivo due partite dei nostri giovani: under 18 e under 17.

Mi piace il grande calcio e mi piace allo stesso modo seguire quei ragazzi che al grande calcio si ispirano, per la loro crescita umana, tecnica e agonistica.

Ho visto oggi nelle due partite un’ottantina di ragazzi dell’Inter e del Venezia: forse nessuno di questi arriverà a percorrere il cammino dei campioni osservati più tardi in tv.

Però anche i Messi, i Mbappé, i Modric, gli Ziyech, i Kamada, i Pulisic, i Musiala, i De Bruyne, i Lewandoski, i Pedri, i Gvardiol e tantissimi altri che abbiamo ammirato e ci hanno deliziato, sono passati di qui, dai campionati e dai tornei giovanili, dalle fabbriche di sogni.

Importa relativamente quanti arrivino: è logico che ai vertici giungano proporzionalmente in pochi, se la base da cui attingere è enorme: ma quello che conta è che la passione si estenda sempre più e che ci si senta soddisfatti e realizzati anche giocando a livelli più modesti.

Chi ha giocato a calcio, a qualunque livello, non abbandonerà più la passione per uno sport senza eguali.

Per questo motivo per me assistere alla partita di una nostra squadra giovanile è una gioia quasi paragonabile a quella che mi procura un grande match della prima squadra.

Domenica ho perso il primo tempo della finale mondiale per poter assistere a tutta la partita dei nostri under 18.

Incide il ‘tifo’ naturalmente, ma anche il piacere che mi dà seguire la crescita dei nostri ragazzi e fantasticare sul loro possibile roseo futuro.

Sempre cercando di essere realista.

Domenica sono uscito alle otto: sono andato al parco con il mio cane fino alle undici, poi direttamente a Interello dove alle 11.30 si giocava Inter – Venezia U17 e di seguito, dalle 14.00, Inter – Venezia U18.

Solo al mio rientro, verso le 16.30  mi sono collegato per il secondo tempo di Argentina – Francia.

Le partite dei mondiali le hanno vissute tutti, vediamo allora come sono andate le due partite delle giovanili alle quali ho assistito:

  • Under 17: Inter -Venezia 8-0
  • Under 18: Inter – Venezia 6-1

Diciamo subito una cosa: queste partite, con uno scarto così netto tra le squadre in campo, se non sei un competente (e io non lo sono) rischiano di ingannarti.

Il gioco scorre fluido, alcune giocate sembrano irresistibili; per questo  è facile illudersi sull’effettiva capacità maturata dai ragazzi fino a quel momento. E quindi sulle loro prospettive.

Tuttavia è sempre possibile rendersi conto di chi deve crescere tecnicamente, chi fisicamente, tatticamente, o nella personalità ed è possibile farsi un’idea, per quanto precaria, dei possibili percorsi di crescita.

E in ogni caso, a questi livelli, si vede già, spesso, del buon calcio, per esempio migliore di quello che si osserva nei campionati minori degli adulti, nei quali la fisicità, l’esperienza e il mestiere hanno spesso la meglio sulle doti tecniche non sostenute da una forza o velocità adeguate.

Under 17: Inter – Venezia 8-0

Accennando alla partita, nei giorni di vigilia, sostenevo che non avremmo dovuto incontrare problemi, considerando la diversa posizione in classifica, a meno che un turn over esasperato  e quindi una sottovalutazione del match complicasse la nostra prestazione

In qualche modo la lettura della formazione mi tranquillizzava.

Mancavano alcuni giocatori importanti: alcuni in panchina, altri probabilmente infortunati, ma l’undici iniziale dava assolute garanzie.

Zamarian

Re Cecconi, Garonetti, Maye ,Cocchi

Gaverini, Ortelli, Tigani

Pinotti

Lavelli, Vanzulli

In panchina avevamo:

  • Il portiere Taho, i difensori Bordoni, Chiesa e Della Mora, i centrocampisti Zanchetta, Venturini, Sotgia,
  • Il trequartista Ciardi,
  • La punta Spinaccé.

Un po’ di turn over, come è giusto, è stato fatto, dunque, ma con realismo.

La partita non è andata proprio come il risultato finale farebbe supporre.

Nel primo tempo i lagunari hanno tenuto botta con una certa efficacia.

Noi abbiamo concluso pericolosamente in 3-4 occasioni (un solo gol) loro mai.

Eppure stavano disputando una partita tatticamente perfetta e tecnicamente apprezzabile.

Molto corti, ripiegavano tuti insieme e salivano tutti insieme, creandoci qualche difficoltà.

In fase difensiva non buttavano mai via la palla ma cercavano di salire palleggiando tutti insieme  e fino alla nostra trequarti arrivavano anche con belle trame.

Poi li fermavamo inesorabilmente e lì nasce il primo dubbio: sono fortissimi i nostri difensori o oggettivamente carenti i loro attaccanti?

Per rispondere a questa e altre domande simili è necessario rimandare il giudizio alle prove che presentano un tasso di difficoltà ben maggiore.

Tuttavia un dato alimenta la nostra speranza: dopo 14 partite (un intero girone più la prima di ritorno) abbiamo 5 punti più delle inseguitrici, abbiamo subito nettamente meno gol di tutte e abbiamo segnato ben 40 reti contro le 26 del Milan, con le altre ancora più lontane

In questo ultimo match, lo ripeto, fino al 50’ il risultato era sull’1-0 e rispecchiava abbastanza fedelmente l’andamento della gara.

Teniamo conto che il nostro gol è venuto solo al 32’, a seguito di una mischia, con palla che esce per Gaverini il quale spostato sul centro destra infila l’incolpevole Cannelli con un rasoterra da fuori area che passa fra una selva di gambe.

Dopo il gol del vantaggio in realtà si vedeva che la situazione stava modificandosi: le squadre tendevano ad essere più lunghe e di conseguenza, negli spazi che si aprivano la superiorità tecnica e fisica dei nostri emergeva più chiaramente.

Con il due a zero, segnato da Lavelli (anche nel primo tempo il più insidioso dei nostri), il match svoltava definitivamente e l’opposizione dei lagunari diveniva inconsistente.

La girandola di cambi acuiva la differenza in campo, perché da noi entravano possibili titolari della squadra prima in classifica, da loro riserve di un gruppo più modesto.

Poco dopo era Re Cecconi che, spintosi in area, raccoglieva un cross dalla destra saltava più alto di tutti e infilava.

nel giro di 13 minuti altre tre realizzazioni, di Spinaccé (subentrato) Vanzulli e Ciardi (subentrato) tutte di testa, portavano il risultato sul 6-0.

Poi era la volta di Cocchi che in due minuti realizzava la sua doppietta personale.

Ma ormai i veneti avevano cessato in pratica quasi disarmato.

Vediamo allora le prestazioni individuali, cercando di tener conto della necessità di considerare la modestia dell’opposizione subita e rimandando a situazioni più equilibrate ogni valutazione più attendibile.

Zamarian: mai impegnato seriamente, dà comunque una sensazione di sicurezza importante.

Re Cecconi: giocatore che ha fisico e, sembra, buone qualità che esprime però in modo alterno. Come ho già scritto, mi è capitato di vederlo dominare la fascia ma anche di esprimersi con qualche incertezza, soprattutto nella scelta delle giocate. Ieri bene, comunque

Garonetti: tra i due centrali è sicuramente quello che ha più eleganza, anche nelle uscite, e più tecnica.

E’ lui che guida la difesa.

Io ho visto tanti centrali elegantissimi (ricordate Bettella, per esempio?) che poi non hanno sfondato per mancanza di potenza e fisicità a certi livelli. Da seguire quindi la sua crescita sotto questo profilo.

Maye: si integra perfettamente con Garonetti.

La mia impressione è che quando giocano entrambi il reparto centrale sia difficilmente perforabile a questi livelli.

Lui la potenza ce l’ha (anche se va sempre incrementata, naturalmente) ma deve migliorare non tanto sulla tecnica di base, ma nella precisione in alcuni appoggi.

Cocchi: l’unico nostro 2007 in campo dall’inizio (poi entrerà Ciardi e, a proposito, che fine ha fatto il talentuoso Mosconi?). Ha corsa, tecnica, fisico più che discreto. Quando può distendersi e andare alla conclusione è un vero pericolo.

Anche alcuni siti che vanno per la maggiore (senza vedere le partite dei giovani, spesso) cominciano ad accorgersi di lui. L’ex bolognese è giovane di grande interesse, deve lavorare con umiltà, cercando di migliorare la fase difensiva.

Gaverini: giocatore dalle buone doti atletiche, mette in campo grinta e solidità, corsa e sacrificio per la squadra.

Non mi sembra  un costruttore di gioco ma un elemento che dà equilibrio spendendosi sia nel contenimento sia nell’accompagnare l’uscita sul centro destra.

Ieri ha pure segnato l’importante gol del vantaggio con un’ ottima conclusione da fuori

Ortelli: lo conosco un po’ meno degli altri titolari iniziali, perché spesso nel suo ruolo ho visto giocare Zanchetta (poi subentrato).

E’ arrivato in agosto, in  prestito dal Como, penso che sarà riscattato.

Diga davanti alla difesa e buon contributo alle ripartenze. Ovviamente va rivisto in contesti di maggior difficoltà

Tigani: giocatore di intelligenza calcistica superiore, sempre al posto giusto, sempre con la giocata più efficace.

Non è un colosso fisicamente, ma a questi livelli mi sembra imprescindibile. Faro.

Pinotti: l’ex comasco ha indubbie qualità tecniche, in passato ha giocato spesso da punta, ma a me è sempre sembrato più un trequartista, per le sue doti di estro,  fantasia ed agilità non accompagnate da un fisico ancora ‘costruito’.

Ieri non ha giocato una delle sue partite migliori, proprio perché la zona centrale della difesa veneta era fittissima e ben presidiata, come mostra anche il fatto che diversi gol siano venuti da percussioni sulle fasce e da traversoni alti

Lavelli: si divideva con Vanzulli il ruolo di assaltatore dell’area avversaria ed è stato fin dall’inizio assai pericoloso per la sua fisicità e per la capacità di svariare in fascia per poi rientrare a concludere verso il centro area. Giocatore che sembra in crescita costante

Vanzulli: positiva anche la prova, coronata da un bel gol, del giovane attaccante arrivato all’Inter in estate dal Sarnico. E’ alla sua quinta rete, più un assist, in meno di 300 minuti di presenza e sembra avere notevoli margini di crescita.

Numerosi dei subentrati si possono considerare co-titolari a tutti gli effetti e come detto probabilmente anche questo fattore può aver generato alla distanza il divario sempre più netto nei confronti dei lagunari.

Una menzione particolare meritano le prove di Zanchetta, sempre in crescita; Venturini abile e incisivo, Sotgia, nonché Spinaccé, dalla potenza debordante e in gol con uno stacco alla… En-Nesyri.

Nel pre-partita ho avuto occasione di raccogliere interessanti opinioni di un paio di scout professionisti specializzati nel seguire il calcio giovanile estero.

Ho avuto conferma della mia tesi che non esistono allenatori masochisti che per timore non fanno giocare giovani più forti dei titolari.

Il problema sarebbe che il calcio giovanile di molti paesi esteri favorirebbe la crescita precoce e la maturazione dei talenti per una questione di cultura sportiva.

Nel senso che spesso capita di vedere dei match di U16 o U17 nei quali i nostri sembrano ragazzini impegnati contro uomini.

Ho sentito, per esempio che i nostri vengono tenuti molto più nella ‘bambagia’ (come si dice a Milano).

Per esempio altrove non esiste il fatto che un ragazzo che sta bene il giorno prima della gara debba fare solo lavoro di scarico.

Chi è in salute, con una buona notte di sonno a quell’età recupera perfettamente.

Quasi ovunque nel giorno pre-gara si fanno due sedute di allenamento, una dedicata all’esplosività; una durissima per intensità e ritmo, spesso una vera simulazione di partita.

Molti atleti poi vengono avviati a programmi differenziati specifici e individuali per potenziare determinati aspetti della loro struttura muscolo scheletrica.

Ho sentito citare casi di ragazzi che si sottopongono volentieri a una seduta di nuoto dalla 7 alle 8.30, prima di iniziare la scuola e poi nel pomeriggio affrontano la normale preparazione, più intensa – mediamente –  della nostra.

Non so se sia vero, se ciò accada spesso e neppure se sia sufficiente a spiegare il ritardo nell’affermazione di molti nostri giovani.

Quel che è certo è che basta confrontare la foto di un bravo ventitreenne italiano con quelle di quando aveva 17-18 anni per notare una clamorosa differenza a livello di completezza di formazione organica.

Molti fattori sembrano in ogni caso incidere su questo fenomeno: dalla cultura del lavoro e del sacrificio, fino, forse alle caratteristiche per così dire etniche.

Comunque la riflessione è troppo importante per pensare che possa essere affrontata con competenza ai livelli di un semplice tifoso.

Dopo un breve intervallo, sono scesi in campo gli…

Under 18: Inter – Venezia 6-1

Avevo sottolineato nel pre-partita l’importanza della gara, perché Milan e Spal, che ci precedevano avevano due impegni importanti.

In effetti il Cagliari ha costretto al pari (1-1) i rossoneri, mentre Spal Torino è un posticipo che per il momento ci regala il primato in classifica e comunque si concluda farà perdere punti a una o entrambe le rivali, visto che il Torino teoricamente potrebbe portarsi a un punto da noi.

Nonostante i problemi di turn over copiosissimo che abbiamo sempre segnalato, i ragazzi di Zanchetta si stanno dunque portando su uno standard di rendimento apprezzabile, soprattutto se si ricorda che dopo 3 giornate in classifica avevano solo due punti.

Con i 25 punti attuali, l’Inter sarebbe la prima in entrambi i gironi, visto che nel gruppo A comanda la Roma con 24 punti.

Questo conferma che la rosa dei 2005, allargata a qualche 2006 è di ottimo livello, tale comunque da poter sopportare anche un ruolo di doveroso ‘gregariato’ nei confronti della Primavera.

Questa la formazione iniziale:

Calligaris

Aidoo, Guercio, Alexou, Motta

Ricordi, Bovo, Di maggio

Quieto

Vedovati, Zefi

Sono subentrati anche Ciuffo, Miconi, Castegnaro, T. Casani, Tamiozzo, Mazzola e Martins, mentre, per dire, è rimasto in panca Berenbruch.

Si è trattato di una partita del tutto diversa rispetto a quella precedente, dell’UNDER 17.

Qui il risultato non è mai stato in discussione, alla fine del primo tempo i gol di Alexiou, Di Maggio e Quieto (questi ultimi due incredibilmente …di testa) e le numerose occasioni costruite mostravano chiaramente che la partita era chiusa

Nel secondo tempo i gol sono diventati sei (Zefi, Martins, Tamiozzo), ma avrebbero potuto essere ben più numerosi se, comprensibilmente, i nostri non si fossero fatti prendere dalla frenesia del successo personale.

Il tutto considerando che nell’arco dell’intero incontro i lagunari non sono mai arrivati a concludere in porta.

Per la verità ci sarebbe il loro gol che alcuni siti attribuiscono a Keita, ma a me e a quelli che mi stavano accanto è sembrato più un autogol clamoroso di un nostro difensore che nel tentativo di liberare su un cross svirgolava malamente alle spalle di Calligaris.

Se consideriamo che questa partita è la prima del girone di ritorno e che all’andata a Venezia avevamo perso per 4-0 possiamo capire il fascino del calcio e dei suoi misteri.

Comunque, come già accaduto con l’Under 17 i nostri mister hanno …abbondato nella scelta di mettere in campo qualità soprattutto in avanti: poche squadre possono schierare contemporaneamente elementi del calibro qualitativo di Ricordi, Di Maggio, Quieto e Zefi, inserendo poi Mazzola e tenendo Berembruch in panchina.

Questo per smentire le teorie di quanti ancora sostengono che l’Inter punterebbe soprattutto sulla fisicità.

La lotta per i due posti che danno accesso ai play off è apertissima ancora, ma la cosa più confortante è che disponiamo di ottime individualità, in evidente crescita

Vediamo allora le prestazioni individuali.

Calligaris: è un portiere nel quale credo moltissimo, peccato non aver avuto l’occasione… di vederlo all’opera.

Aidoo: quando spinge, palla al piede, è inarrestabile, perché oltre allo scatto (che sa prolungare) può sgusciare sia a destra che a sinistra. Il fisico non è granché e deve migliorare nella fase difensiva e nell’essere meno istintivo. Certo che in categoria si vede ben poco di meglio

Guercio: come per il portiere, questa non era la gara che consentisse una valutazione attendibile dei difensori centrali

Alexiou: il discorso vale anche per il giovane greco, alla sua seconda segnatura in campionato. Sul piano atletico gli avversari sono stati sovrastati

Motta: encomiabile il suo lavoro su tutta la fascia per contenere (senza troppi problemi) e spingere. Elemento che dà sicurezza.

Ricordi: signori, siamo di fronte a un ragazzo che in categoria è in grado di regalare autentico spettacolo.

Non fisicatissimo, ma assai grintoso, possiede tecnica, fantasia e visione di gioco straordinari.

Gioca prima da mezz’ala destra, benissimo, poi sostituisce Bovo come play basso e fa innamorare l’occhio.

Prima di esaltarci aspettiamo di vederlo in partite più impegnative.

Bovo: il capitano più lo vedo e più mi convince che potrebbe essere pronto per tentare l’avventura in Primavera.

Chiude, difende, spinge, si inserisce ed è forte di testa. Da seguire assolutamente.

Di Maggio: Luca è un top e lo conosciamo, come lo conoscono i tecnici della nazionale, che non rinunciano mai alle sue prestazioni.

Punto di riferimento essenziale  per il nostro centrocampo, al quale dà ordine, copertura e impulso offensivo.

Poi va anche a concludere, possedendo un tiro di tutto rispetto (anche se qui ha segnato…di testa)

Quieto: altro elemento di livello tecnico direi quasi sprecato per la categoria. Anche lui non è un super atleta, ma se lo fosse…giocherebbe già in prima squadra.

Zefi: sette gol in 4 presenze, non tutte per gli interi ’90, la dicono lunga sulle potenzialità di questo giocatore che almeno in categoria appare spesso incontenibile nel dribbling e nell’accelerazione (qualità delle quali abusa ancora troppo spesso).

Vede anche il gioco e quando vuole è abile nell’uno-due. Inoltre possiede un tiro preciso e violento.

Speriamo non ci deluda.

Tra i subentrati,  sono andati in gol Martins (secondo gol consecutivo, giocando una manciata di minuti) e Tamiozzo, mentre Ciuffo, Miconi,  T. Casani Castegnaro e Mazzola si sono inseriti senza difficoltà e in modo autorevole .

In conclusione in questa squadra c’è del materiale davvero interessante: alcuni ragazzi hanno necessità di completarsi atleticamente, altri di migliorare sotto il profilo della tecnica della personalità e della lettura delle situazioni di gioco.

Per tutti c’è un imperativo: lavorare duramente, giorno per giorno, con una feroce voglia di migliorarsi e arrivare, senza credere che quello che fanno contro il Venezia (con tutto il rispetto) o con altre squadre di categoria sia la misura di un successo che deve arrivare di diritto.

Luciano Da Vite

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78 pensieri riguardo “I sogni sono l’essenza del calcio

  1. Secondo me con Skriniar ci siamo messi nei guai. Troppa la differenza fra quello che possiamo dargli noi e quello che può avere altrove. Anche per una persona seria e riconoscente. Forse è meglio cederlo a gennaio (per giugno) se questo ci procurerà i soldi per andare su un altro forte o molto premettente

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  2. Cedere a gennaio per giugno sarebbe impossibile: a fine anno andrà in scadenza. Al massimo possiamo cedere a gennaio per gennaio
    Bel guaio…

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    1. A giugno è senza contratto, non possiamo cedere a gennaio un giocatore che il 30 giugno è già libero di suo. L’unica possibilità è cederlo a gennaio per gennaio (Eriksen) o farlo rinnovare per un anno alla Bremer, ipotesi che trovo improbabile

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  3. Su Scrigno sono molto amareggiato: lo considero ormai da almeno due anni il nostro vero capitano. Sui giovani Luciano ho letto di un terzino sinistro molto promettente, penso sia i Cocchi che citi Tu nella prima partita.

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  4. da tifoso mi sento veramente preso in giro dal presidente . mi pare una battuta vergognosa di cattivo gusto quella fatta sui 5 euro per il mercato

    a luglio \ agosto abbiamo rifiutato 50 mln (?) dal psg. pensavo quindi che ci fossero garanzie sul contratto . fa bene Skriniar ad andarsene in una società che punta alla Cl e giocherà con Messi e Mbappè

    oggi leggo notizie via Dumfries Skriniar e un big fra Lautaro Brozo o Barella
    sostituti : Thuram Musah Scalvini . meglio non leggere nulla direi

    leggo spesso che i giocatori giovani che abbiamo son tutti molto forti tecnicamente ma poco potenti \ fisicati. domanda ignorante a sto punto non sarebbe meglio puntare su chi ha fisico ??

    ps : bellissima la finale molto emozionante ( da non tifoso) . ma per me due difese così è una roba assurda inguardabili

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  5. La battuta l’ho trovata di un’ironia straordinaria, in relazione a quello che scrivono i giornalai.
    perché se ogni anno chiudiamo con 200 milioni di deficit vuol dire che lui ci mette 200 milioni o si indebita per 200 milioni

    I giovani che abbiamo sono o tecnicamente fortissimi, ma fisicamente o atleticamente o agonisticamente un po’ carenti, oppure il contrario. Se ne avessimo di perfetti avremmo i nuovi Meazza, Di Stefano, Pelé, Maradona, Messi, Mbappé, ecc.

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    1. Che sfiga, solo noi abbiamo i giovani incompleti. Le altre squadre hanno sempre dei veri tori, prestanti e instancabili

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  6. per me invece è umiliante anche perchè il nostro budget è – 60 ( avrebbe fatto ridere se la faceva un emiro la battuta) poi preciserei una cosa sui soldi . vuol dire che l’inter si indebita di 200 mln che ripaghiamo vendendo i giocatori

    se continuiamo a rinegoziare il debito a tassi sempre più elevati per me non è una gran mossa

    poi io di finanza e soldi non ci capisco una mazza di finanza spero di sbagliarmi

    vedo che non abbiamo manco uno sponsor principale. facciamo le amichevoli a pagamento a 3.49
    io non vedo futuro

    sarà che mi farò abbindolare troppo dai giornali

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  7. Secondo me al povero Zhang ci sarebbe da fare un monumento visto che la prende con filosofia, io continuo a sentire di rinnovi di Chala e Dzeko e Skriniar a cifre che se accettate a mio avviso porteranno a mercati ben magri per i prossimi anni a meno di cessione ultra vantaggiose, un rinnovo come Skriniar che a quanto si dice voglia 6,5 m + 1 m di bonus facilmente raggiungibili vuol dire un costo annuo di circa 15 m, se ad esempio prendi un giocatore che ne so’ a 30 m + 2,5 m di ingaggio con contratto di 4 anni scopri che pesa sul bilancio meno del rinnovo di un giocatore come Skriniar in quanto tra ammortamento 7,5 m e 5 m di ingaggio lordo, chiaramente c’è la variabile Decreto Crescita che potrebbe cambiare tutte queste considerazioni ma credo che cmq il peso annuo si avvicinerebbe molto all’acquisto del giocatore, io personalmente Skriniar seppur a malincuore lo lascerei partire, continuo a preferire Zhang a meno che non si voglia un futuro alla Milan o un futuro con un presidente alla De Laurentis

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    1. De laurentis con Napoli ci campa, sempre in utile.
      Eppure quasi sempre in CL e probabilmente avrà uno scudo come zhang che ha speso 10 volte tanto.
      Perché ha una società che fattura ogni anno il doppio

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      1. Il Napoli NON fattura il doppio dell’Inter (228 milioni i partenopei, 440 la beneamata) ma ha semplicemente una dirigenza più capace della nostra. Tra l’altro, senza le note ruberie juventine di questi ultimi 9 anni, altro che lo scudetto di quest’anno… Di scudetti ne avrebbero almeno altri 3. Quindi le chiacchiere stanno a 0. (notare anche come, appena sbolognato il pacco indegno Insigne, abbiano fatto un balzo qualitativo enorme, veramente il peggior giocatore che avevano in rosa)

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  8. Claudio: io me ne intendo moooolto meno di te di finanza ma presumo che se ne intendano Steven Antonello e Marotta. Il problema mi sembra essere duplice: da un lato conservare i fuoriclasse ambiti da tutta europa costa troppo, perché i grandi club europei possono pagare qualunque ingaggio (oltre che qualunque cartellino). Quindi o ti tieni i grandi giocatori e li paghi o diventi una squadra che alleva giovani interessanti per poi venderli. Un anno ti va bene e arrivi terza o quarta, un anno ti va male e rischi la B. Diciamo che mediamente dovresti stare sopra la metà classifica perché incassi più di altri. Diciamo anche che se hai giocatori top hai anche più sponsor e più pubblico che se hai giovani in cerca di affermazione. E’ un po’ il gatto che si morde la coda. Quindi devi cercare una sostenibilità che derivi dal tenere in equilibrio la conferma di grandi giocatori per garantire la competitività e qualche cessione mirata con la quale però non saldare i debiti, ma acquistare uno due giovani di assoluto livello capaci di non fa rimpiangere il campione ceduto. L’esempio del Milan per me non regge perché loro hanno potuto spendere i soldi risparmiati o quelli di cessioni importanti, perché non avevano debiti da saldare. Noi invece, per stare negli obiettivi di bilancio, abbiamo dovuto (faccio solo un esempio) prendere giovani che non erano i primi nelle graduatorie di gradimento. Non regge neppure l’esempio del napoli che ha azzeccato si qualche ottimo colpo , ma dove sarebbe senza Osimhen , pagato oltre 80 milioni? E come farà quando al centravanti e a kava offriranno 15 milioni all’anno? Non lo so, a me sembra tutto molto più complicato di come lo fanno molti in questo blog e in rete, in generale. Per questo non esalto nessuno ma non demonizzo nessuno (proprietà, dirigenti e allenatore) ma per il momento mi limito a considerare il passato recente: uno scudo, due secondi posti a uno e due punti dalla prima, una Coppa Italia, Una supercoppa, una finale europea, gli ottavi di CL eliminando il barcellona. E un campionato in cui se non per il primo posto siamo in lizza per le posizioni di vertice, oltre ad avere ancora tutti aperti i discorsi sulle coppa.
    Dove erano i super critici di oggi, quando a novembre eravamo già fuori da tutto (ed è successo per molti anni)?

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    1. Luciano, osimeh e krava saranno ceduti.
      L’Italia ormai calcisticamente è questa. Blasone o meno.
      Il calcio è globalmente ns movimento è indietro.
      Ma il tema, come sempre, è vincere in Italia. Con competenza si può perché tutti i team hanno risorse limitate: chi per debiti, chi per scarso fatturato, chi per bacino piccolo, ecc

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  9. farò oggi che ho tempo.
    prima cosa mi scuso per il mio modo spesso polemico verso proprietà società allenatore che esprimo qui sul blog
    è un amore incondizionato so bene che molte volte toglie il giusto giudizio .riuscire anche un pò a sfogarsi cmq fa bene. dal mio divano so chè è tutto più semplice e molto più facile non ho la verità in tasca ma penso sia giusto che ognuno esprima le proprie idee per un confronto ( garbato)

    ringrazio Luciano e tutti per lo spazio e l’impegno che ci mettono in questo fantastico blog.
    auguri a tutti e speriamo un nuovo anno positivo

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  10. Siamo tutti interisti, qui. Purtroppo, perché un confronto (garbato) con tifosi di altre squadre sarebbe pure interessante. Forse era interista persino Sergio, almeno come terza squadra, dopo juve e Milan.
    Tutti vorremmo un’Inter sempre al top. Si discute sul modo per raggiungere l’obiettivo, o almeno per arrivarci vicino.
    Normale che ognuno abbia le sue opinioni e confrontarle è piacevole, altrimenti non staremmo su un blog dichiaratamente interista.
    Io aggiungo che per fortuna le…strategie non le decidiamo noi, ma degli addetti ai lavori, persone considerate di successo nel loro ambiente.
    Questo non significa che non possano sbagliare, ma è più facile che sbagli un incompetente come me che un professionista di altissimo livello.
    Questo è un principio al quale mi tengo sempre fedele, di qualsiasi argomento si parli (ad esempio di pandemie e vaccini)
    Questo non significa neppure che non si debba argomentare, esprimere opinioni. Felice Nicola e tanti altri hanno opinioni diverse dalle mie su vari argomenti…interisti, ma le esprimono appunto con garbo e senza eccessi di presunzione. Io cerco di fare lo stesso.
    Chi non vorrebbe come regalo di Natale un presidente ricco sfondato e appassionato? Chi non vorrebbe acquistare i migliori giovani del mondo, anziché anziani campioni a parametro zero?
    I debiti li abbiamo (e personalmente sono contento che siano stati fatti, perché altrimenti non mi sarei goduto questi ultimi tre anni); i soldi da immettere, no.
    Ci aspettano sofferenze, ne sono abbastanza convinto. Come son convinto che Marotta e C siano in grado di limitarle il più possibile.
    Buon Natale a tutti e sempre Forza Inter

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  11. Bellinazzo (il sole24H):

    “Il vero problema dell’Inter è quello legato all’indebitamento che negli ultimi tre anni ha portato a 110 milioni di costi complessivi.
    IL FINANZIAMENTO DI OAKTREE NON PESA NEI CONTI DELL’INTER, QUINDI È UN DEBITO DELLA GALASSIA SUNING anche se poi la garanzia è data dal club.
    Serve comunque una svolta per il rilancio degli investimenti sul club.
    Si possono prendere anche altre strade, COME QUELLA DI CESSIONI ECCELLENTI CHE POTREBBERO ALLEGGERIRE IL MONTE INGAGGI E POTREBBERO ESSERE SURROGATE DALL’INGRESSO DI GIOVANI CHE NON FACCIANO RIMPIANGERE CHI VA VIA. DISCORSO RISCHIOSO PERCHÉ PUÒ ANDARE BENE COME MALE. Il miliardo e 200 milioni chiesti per la cessione cifra troppo elevata? Più bassa è la cifra più eventuali acquirenti sarebbero tentati.
    Ma quel valore per me è giustificato, tenendo conto che la valutazione considera l’indebitamento finanziario. Quella soglia permetterebbe agli Zhang di uscire senza perdere troppo”

    le maiuscole sono mie e di mio aggiungo il forte dubbio che dal punto di vista tecnico è molto difficile che le cose vadano subito bene dal punto di vista tecnico e dei risultati. Se poi così fosse, ci sarebbero conseguenze anche sulle entrate che necessariamente diminuirebbero.
    Chiaro che la mia resta un’opinione di un dilettante o, se preferite, il timore di un innamorato dell’Inter

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  12. Mercato e non mercato, debiti, bond. Lasciamo perdere tutto per qualche giorno. Vi voglio bene e Vi auguro un sereno Natale fatto di pace e salute. Tanta salute.

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  13. Spero proprio di sbagliarmi ma, stando a quello che si legge, temo che i nostri dirigenti su Skriniar hanno fatto una grossa cappella. Quest’estate non l’hai venduto a 50 o 60 ML al PSG e il prossimo anno lo perdi a zero. Io quando ho visto che non lo vendevano ho dato per scontato che c’era un accordo con il giocatore per il rinnovo. Parrebbe che non era così. Ripeto, spero si sbagliarmi, altrimente sarebbe un errore imperdonabile.

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  14. Inter, crescita continua per Barella: mai così decisivo in ogni zona del campo
    Ma per l’amico Sergio (auguri di buon anno), poiché non indossa i colori bianconeri resta sempre un mediocre. I gol li ha fatti tutti contro la scafatese, gli assist solo contro il Lumezzane i recuperi contro La Dominante (Dilettanti monzesi), i km di corsa…al parco

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    1. Incredibile, riesce a essere decisivo anche senza giocare per 2 mesi. Vedremo stasera. Sul lavoro da grandi professionisti di chi impegna 10 milioni di stecca per il 5 terzino destro in rosa e poi si fa soffiare il centrale, di chi prende sponsor insolventi e di chi fa battute di dubbio gusto trasformando la festa della società nella sua festa personale di compleanno, ciascuno è libero di farsi l’opinione che crede

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    1. È una grande operazione. Là avrà spazio e modo di imporsi, la sua mancanza di esperienza era inaccettabile per una realtà come l’Inter. Ringraziamo la dirigenza che ci riempie di parametri zero e rinnova giocatori che daranno tanto in futuro all’Inter come Handanovic e Gagliardini. Avanti così

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  15. Non penso sia colpa dei parametri zero, e probabilmente nemmeno della dirigenza. Ma la fuga di giocatori dalle giovanili è un segno di come ormai abbiamo perso appeal a livello giovanile. Nelle categorie siamo un club di passaggio, mentre prima eravamo il massimo in Italia e uno dei migliori al mondo

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  16. Se per ragioni economiche si smette totalmente di investire sulle under (e con smettere intendo ZERO euro negli ultimi 2-3 anni) poi ci vogliono anni per ricostruire.

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  17. Tra l’altro sui vari Gnonto, Cepele e Ciardi abbiamo guadagnato zero euro, e abbiamo visto come al momento o si vende i Casadei oppure i conti non si ripianano con i Correa

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  18. Grandissima partita, ma abbiamo dato a livello di impegno, concentrazione e collaborazione reciproca il 101%. Il Napoli ha giocato sui suoi livelli medi, probabilmente un po’ sotto, noi al nostro massimo e certo non potremo giocare sempre così. Dal mio punto di vista considerando anche gli impegni di CL arrivare terzi o quarti con questa rosa sarebbe già un buon risultato. Lo so che dopo una vittoria di questo tipo le mie parole non saranno troppo gradite, ma io penso così e non ci posso fare nulla (anche se naturalmente la speranza che si faccia ancora meglio resta).
    Su Ciardi per la prima volta non sono del tutto d’accordo con Giorgio Altipiani, ma neppure su Alberto Maffini.
    Ciardi, che conosco e apprezzo da almeno 4 anni, ne ha 15 quindi il rinnovo degli Handa e dei gaglia (ma anche di Dzeko…) non conta nulla in questa operazione. Ciardi va in Austria per giocare nelle giovanili, non certo in prima squadra, per almeno 3 anni.
    Il caso di Gnonto era diverso: lì l’Inter ha effettivamente tardato a fargli il contratto da professionista e Willo ha sicuramente fatto pesare due elementi: i soldi (in senso lato, casa lavoro per i genitori, ecc) ma anche la prospettiva di passare quasi subito in prima, che all’Inter non c’era.
    Per Ciardi credo abbia influito un’altra cosa: il fatto che il regolamento italiano per quanto concerne la possibilità di offrire un contratto da pro ai giovani, rispetto a quello delle altre nazioni lascia un anno scoperto. E’ proprio l’anno che una volta si chiamava degli “allievi b”. Ciardi è un allievo b anche se gioca con gli a. Dunque è ‘vulnerabile’ nel senso che noi non possiamo fargli un contratto da pro, una squadra straniera si. Il Salisburgo è squadra che fa la sua ragione di vita nel pescare ragazzi giovanissimi e talentuosi da rivendere a peso d’oro una volta formati. E’ una scelta, come dire, mercantile: fa investimenti forti per avere grandi guadagni.
    Noi non possiamo prendere un centrale da prima squadra che seguivamo da tempo perché costa 4 milioni, figuriamoci se possiamo investire cifre importanti pere acquistare un quindicenne.
    Il mio timore è che si possano perdere altri giocatori teoricamente anche più interessanti di Ciardi, come Cocchi e Mattia Mosconi, tutti 2007 come Ciardi.
    Il problema è la crisi societaria.
    Io sono grato a Suning per quello che ha fatto e credo che Steven abbia davvero il cuore nerazzurro. Ma adesso non ce la fa più. capisco anche che non si può chiedere loro di perdere molti milioni e quindi che aspettino un’offerta più conveniente. ma il rischio è che più passa il tempo, in queste condizioni, più la squadra possa deprezzarsi e il debito aumentare.
    D’altra parte non c’è certezza che chi eventualmente subentrerà sia disposto a mettere molte centinaia di milioni per l’acquisto e poi molte altre per rafforzare squadra e strutture giovanili.
    Per avere un chiarimento bisognerà aspettare la cessione della società ed eventualmente la disponibilità del nuovo stadio

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    1. Luciano, ma perché secondo te gnonto non poteva entrare in prima squadra?
      Se, come siamo, ci sono difficoltà finanziarie, dovrebbe essere al contrario più frequente il ricorso ai nostri canterani per completare i 22. Non per fare 50 match da titolare ma completare rosa.
      Invece preferiamo i Correa.
      Io questo non lo capirò mai.
      O meglio, con soldi Moratti lo capivo ma ora mi sfugge la ratio societaria.

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      1. Correa ha deluso, è stato un errore, come ne fanno tutti. Una squadra ambiziosa deve avere 23-25 tra titolari e riserve che valgono i titolari. Gnonto a 17 anni non poteva giocare in una squadra ambiziosa. Io stravedo per Willo, credo che ieri abbia segnato un gol strepitoso. Chi non ci crede può fare una ricerca su quel che dicevo di lui sin dai pulcini. Mi ricordo di aver scritto di un derby, credo a livello esordienti, in cui lui non giocava (era sotto età) e perdevamo 2-0. Poi è entrato e abbiamo vinto se non sbaglio 5-2 o qualcosa di simile. Voglio bene a Willo, ma ancora di più all’Inter. Oggi nella rosa ci starebbe benissimo, a 127 anni per me (e per gli allenatori, i dirigenti di area tecnica, a 16-17 no. Poi io posso sbagliare come possono sbagliare loro. Ma che sbaglino loro (sempre e tutti) mi sembra leggermente più difficile

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        1. Io concordo sull’essere competitivi nei 22.
          Se hai i soldi, tanti soldi.
          Se ne hai meno finisci o per prendere giocatori in calo e rotti come sanchez o mediocri, strapagandoli, come Correa. Perché noti e poco rischiosi per la piazza.
          Ma il campo dice altro.
          Noi purtroppo non siamo più in grado di fare certe spese per cui le scelte andrebbero, a mio avviso, riviste di co nsequenza.
          Invece mi sembra si cerchi di tenere lo stile di vita di quando si era dirigenti mentre ora si vive di reddito di cittadinanza.
          Peraltro in Italia, con penuria generalizzata di risorse, sarebbe una scelta meno traumatica rispetto ad un campionato ricco dove pagamenti giocoforza dazio

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  19. Per quanto riguarda nello specifico Ciardi, il giocatore dispone di una buona struttura fisica e di qualità tecniche sicuramente sopra la media della categoria e anche della categoria superiore dove ora gioca. E’ un giovane interessante da non cedere (da non lasciarsi sfuggire) a nessun costo. Perché ha delle possibilità di diventare forte, non perché sia forte.
    Il mio ragionamento è questo: hai un settore giovanile nel quale su 200 ragazzi sai già che 180 almeno arriveranno al massimo in C. Gli altri 20, distribuiti fra varie classi di età, non li devi perdere assolutamente. Altrimenti prepari i giovani mediocri e perdi quelli POTENZIALMENTE da campionati veri

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  20. Altra cosa: ma come fate a dire che Barella non ha tecnica? Siete ciechi?

    Io onestamente non ricordo un centrocampista che unisca l’intensità, la tecnica, la garra ed il piede di Barella. In questo è, secondo me, è tra i top 3 in Europa.

    Un difetto che gli posso attribuire è che non riesce a gestire le energie giocando ogni 3 giorni, perchè da sempre tutto quello che ha, questo sì, e quindi perde di lucidità. Ma quando è in forma è PAZZESCO.

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    1. Se ti riferisci a me scegli un bersaglio sbagliato. la tecnica per me è altra cosa da quella che incanta la maggior parte dei tifosi, è efficacia semplicità e utilità. E barella ne ha più di tutti. Io mi riferivo alla tecnica estetica che manda in visibilio i più, la tecnica ‘da prestigiatori più che da calciatori. Tempo fa avevo coniato la dizione ‘tecnica collettiva’ distinguendola da tecnica individuale. Barella ha grandissima ‘tecnica collettiva’, ma non è un giocoliere

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  21. piccola considerazione profana da ignorante in materia.

    Gnonto 19/20 giocava in primavera
    20 /21 26 partite in serie a svizzera
    21/22 33 partite (8 gol) serie a svizzera
    22/23 gioca in premier in una squadra di bassa classifica

    quindi a 17 anni ( circa ) è in prima squadra in svizzera ..
    ora fosse rimasto all inter come sarebbe andata ? a mio parere sarebbe naufragato nei vari prestiti.

    andare al Salisburgo per me è la scelta migliore che potesse fare Ciardi . sbaglierò ma fra qualche anno probabilmente avrà la sua possibilità in prima squadra. ( cosa da noi impossibile )

    ho notato che la roma fa esordire e giocare molti giovani
    bove
    zalewski
    volpato
    Tahirovic
    sono così più forti\pronti dei nostri ?

    considerazioni su ieri. partita bellissima giocata benissimo dai nostri . ottimo Inzaghi nella preparazione

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    1. Esatto!
      Se non offri chance ai nostri di subentrare di tanto in tanto in un periodo in cui devi ridurre costi e hai una base buona, quando?

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  22. Volpato è un mio sogno, come Baldanzi dell’Empoli. Loro ci starebbero bene nei 24 della rosa. Io sono perché tra due giochi sempre quello al momento più forte. Se fossimo una squadra con solo intenti…mercantili, potrei anche far giocare un giovane meno pronto di un competitore. Contro il napoli tra Gaglia e Asllani è entrato gaglia. E secondo me Simone ha fatto bene. Io stimo molto Asllani, che ovviamente è molto più pronto di qualunque nostro primavera. Poi vediamo: sino ad ora tra i giovani ceduti prima di essere arrivati ad assaggiare la prima squadra, se non sbaglio l’unico affermatosi definitivamente è ZANIOLO, Ma si è trattato di un caso particolare, perché Spalletti voleva assolutamente Nainggo per provare a vincere. Sono per offrire chance di subentrare a un giovane che in quel momento lo merita,non a un giovane perché forse in futuro lo meriterà

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    1. Giusto, però se nessuno lo merita in oltre un decennio (tranne Zaniolo) vuol dire che abbiamo squadra fortissima. Ma non mi sembra, visto che in 11 anno vantiamo uno scudetto e molti anni fuori dai 4.
      Oppure che investire in primavera non rende, allora forse fa bene il brentford a non averla neppure una primavera.
      Per me verità sta nel mezzo. Non sono transitati campioni tra i nostri ma giocatori che potevano giocare al posto di schelotto, sainsbury, mvila e numerosi altri bidoni arrivati da noi non ho dubbi.
      Sul perché non siano stati impiegati sono sempre più convinto che sia più facile presentarsi alla piazza con un nome noto, ancorché decadente, piuttosto che lanciare un ragazzo che ovviamente per maturare dovrà fare degli errori.

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  23. A me sembra vero il contrario: i giovani che esordiscono ricevono tifo caloroso e sostegno grandissimo, mentre Acerbi e Darmian, per fare due esempi sono stati schifati clamorosamente. la morale è sempre quella: qualunque acquisto può alla prova dei fatti risultare giusto ma anche sbagliato. E’ stato così anche per due che abbiamo preso e la loro venuta ci mandava in visibilio: barbosa e Joao mario. Solo che criticare DOPO che uno ha fallito è molto facile. Mi sarebbe piaciuto dopo l’Europeo da protagonista dire a un tifoso giovanilista: va bene ho in mano Joao mario, ma voglio lanciare Schirò, sei d’accordo?

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    1. Non ci siamo intesi. Se ho 40 mn da spendere non voglio Schiro’. Poi forse nemmeno joao Mario (non il mio tipo di giocatore ma vabbe).
      Ma se non denari e, anzi, devo ridurre i costi cosa faccio? Lancio Schiro da panchinaro o prendo a zero vidal che mi costa 12 mn annui? E gioca da schifo….lui per fare un esempio.
      La gente storce il naso, eccome se lo fa, non appena lo vede trottelerrare a due orari per il campo. Come storcerebbe il naso per Schiro’ facesse male. Ma almeno non sarei poi costretto a cedere Hakimi perché devo dare 20 mn annui a due bidoni sul finale di carriera

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  24. Luciano, “l’azzardo” Barbosa, Joa Mario ci sta/stava (se hai i soldi per farlo), perche’ erano giovani. Quello che, personalmente, ritengo da evitare, sono i parametri zero a cui fai un contratto lungo a tanti soldi di stipendio (x farli venire da Te). Per uno che ci e’ andato bene (Dzeko), quanti sono stati un salasso finanziario e un incubo in campo (perche’ poi ce li hai e li fai giocare !) ?? Sicuramente nessuno ha la formula o la bacchetta magica, quello che faccio fatica a capire e’ perche’ non riusciamo mai, a saggiare le capacita’ di qualcuno dei nostri ragazzi piu’ promettenti. Francamente, per quello che fa Correa nei 10 minuti che entra, davvero un ragazzo giovane non sarebbe meglio ? NON per quella partita, ma per capire se puo’ aver senso investire sul ragazzo. Chiaramente non sarebbe una cosa a tappeto, solo sui pochi che hai aggregato gia’ alla prima squadra. Se no, non capisco neanche il senso di aggregarli …
    Sofferente, ma contentissimo della partita di ieri. Per me Barella molto bene, ha anche sbagliato, ma … meno male gioca con la nostra maglia :-)

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    1. Concordo al 110%.
      Ma per tornare alla piazza: con Correa presento giocatore nel giro Argentina e cone dirigente sono a posto. Se poi fa schifo non è colpa mia.
      Con Pinamonti invece passo per tirchio e sprovveduto.
      Non vedo altre spiegazioni se, e ripeto se, sono in gravi ristrettezze economiche come lo siamo noi

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  25. L’esempio di Barbosa e Joao l’ho portato per spiegare come si possa sempre sbagliare, non solo con i 34enni, ma anche con i 20 o 22enni. Parlare dopo è sempre facile. Però non c’è solo Dzeko, ci sono anche anche Acerbi e Mikhy, per esempio.
    Puoi sbagliare a prendere un ventiduenne come a prendere un 34enne. Il Milan ha vinto uno scudo con alcuni giovani ma anche con Giroud e IBRA. Nella stagione dello scudo Ibra dopo un ottimo inizio si è infortunato, ma l’anno prima aveva dato un contributo fondamentale alla crescita del gruppo.Secondo me non riusciamo mai a saggiare le capacità dei nostri ragazzi più promettenti perché un giovane o è un fuoriclasse assoluto o non diventa competitivo prima dei 22-23 anni. E noi di fuoriclasse assoluti non ne abbiamo allevati ultimamente. Per dire Miretti e fagioli che stanno per affermarsi ma giocano in una squadra che punta a vincere, prima di venir schierati hanno dovuto fare esperienza nella juve B (in serie C) o nella Cremonese (a conferma tra l’altro del fatto che non è vero che se vai una o due stagioni in prestito a 20 anni poi ti perdi: Fabbian e Mulattieri stanno facendo bene in B, Oristanio e Stankovic in Olanda, Zinho è stato frenato solo da una serie infinta di infortuni gravi. Molti giovani della Roma si sono affermati dopo stagioni in prestito (Frattesi per esempio è stato all’Ascoli, all’Empoli, al Monza e poi al Sassuolo). I nostri che non si affermano è perché non sono validi a certi livelli, non perché sono andati in prestito.
    Correa è un caso a parte: non potevamo partire con Pianmonti o Satriano come prima alternativa. L’avessimo fatto sarebbero insorti anche…i giovanilisti. E’ stato un acquisto sbagliato come può esserlo quello di chiunque. Purtroppo l’allenatore continua a credere in lui (che comunque era nella ropsa della nazionale campione del mondo se non si fosse infortunato)
    Una squadra di vertice non può rischiare di perdere una partita per capire se si può investire su un ragazzo. Quando è il momento, sapendo che il calcio non è una scienza esatta, i nostri hanno dimostrato di sapere già se vale la pena di investire o meno, non hanno bisogno di vedere 10 minuti di partita. Infatti quasi sempre quelli buoni in prospettiva li teniamo legati e li mandiamo a giocare per valutarli nel tempo.

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    1. Ecco….non potevamo partire con Satriano e Pina come alternative e allora vai su Correa?
      Per quale motivo? La piazza, placarla.
      Poi ci si trova senza 1 mn da dare in più a Skrin.
      Questo è esempio di poco coraggio e poca lungimiranza.
      Che Correa non valesse quei soldi solo qui lo scrivevano in tanti. La sua carriera piena di infortuni e partite insipide alternate a rare buone prestazioni penso fosse sotto gli occhi di tutti.
      Altra motivazione non degna di una società quadrata è bisognava accontentare Inzaghi….manco fosse Guardiola

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  26. Io non guardo il cambio singolo, non è così che si deve prr me ragionare in una situazione come la nostra in cui occorre ridurre monte ingaggi.
    Alternativa è qualcosa del tipo: rinnovo dzeko e gaglia, cedo che so skrin e lo sistituisco con un giocatore medio come milenkovic (per dire). Ho ridotto monte ingaggi.
    Oppure rinnovo skrin ma non rinnovo dzeko e gaglia sostituendoli con un giovane ns e un parametro zero medio. O due giovani. Ho ridotto monte ingaggi.
    Io punterei sempre su seconda opzione, tenendo intatto nocciolo duro.

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  27. Luciano, in realtà la mia riflessione era abbastanza in linea con la tua. L’unica cosa che aggiungo è: visto il giovane (con la famiglia) non sono obbligati ad andarsene e l’ultima parola su dove andare ce l’ha lui, è importante che la società investa e faccia capire ai giocatori che restare nel settore giovanile conviene. Fino 3-4 anni nessuno dei forti andava via. Il Salisburgo è senz’altro un club all’avanguardia ma visto che Ciardi prima di andare in prima squadra (e poi magari al Lipsia) dovrà aspettare come minimo 3-4 anni, credo che l’attrattiva di rimanere in un Inter ancora tra i top club giovanili sia ancora più invitante. Se investi 0 i migliori se ne vanno (a gratis per giunta, quindi nessuna plusvalenza)

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  28. Monza ingiocabile forte di un mercato migliore del nostro….probabilmente è il max che possiamo fare.
    Stasera episodi non favorevoli ma, al solito, quando avversario non da forti motivazioni ne esce la solita prestazione scialba.
    In cui mykitarian perde un pallone sanguinoso da cui nasce il pari.
    Fosse capitato ad asslani guai.
    Bah, io vedo il solito tecnico che da anni propone il solito saliscendi. E noi lo paghiamo da top.
    Puoi non vincere ma, per me, è inaccettabile questo trottelerrare diffuso (Lautaro escluso).

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    1. Bah questa contrapposizione giovani vecchi francamente ha stancato. Mhkitaryan ha commesso un errore gravissimo ma l’ingresso di Asslani è stato pessimo. La differenza tra lui Chala e Brozovic è abissale, non solo dal punto di vista fisico e di personalità, ma anche da quello tattico. Ieri non sapeva proprio dove posizionarsi e i pochi palloni toccati li ha spesso sbagliati.
      La verità è che ormai da due anni abbiamo iniziato un processo di smantellamento che ci porterà inevitabilmente ad essere sempre meno competitivi.
      Che il nostro capitano giochi tutta la stagione con il contratto in scadenza è grottesco.

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  29. Angelo, io vorrei solo coerenza tra scelte e giudizi: punto i pronti, scelta legittima, devo vincere. Se non ci riesco il giudizio non può che essere negativo, soprattutto se superati da chi ha ancora meno risorse. Negativo per tecnico e dirigenza.
    Francamente il tema proprietà è una cartina di tornasole per non vedere altri problemi: non ci sono soldi, morirò di fame.
    Non è il mio modo di pensare.
    Inutile pensare al passato: tutto il movimento italiano è in decadenza, guardate i saldi di mercato di tutte le squadre. Serve attrezzarsi di conseguenza.
    Se poi preferiamo dire che sia solo responsabilità di zhang che non compra mbappe per cui non si può battere Petagna, andiamo avanti così.
    Io piuttosto vedo una grande differenza nel rendimento di Lukaku tra vecchia gestione e nuova: un esempio esplicativo della differenza tra bravi e mediocri. Lo scorso anno era la sua assenza a renderci meno competitivi, oggi c’è ma è gestito piuttosto male. Sia fisicamente sia tatticamente.
    In generale non penso sia accettabile aver già vissuto, nemmeno a metà stagione, una serie di prestazioni così insufficienti da un punto di vista di atteggiamento. Qui non è un tema di giocatori forti o meno, ma di gestione motivazionale

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    1. A me sembra, Roberto, che tu semplifichi molto le cose. La realtà è ben più complessa di quello che ci sembra. Noi vediamo una minima parte di quanto succede in società, non sappiamo nulla di quali siano le strategie societari, i paletti, le opportunità. E nemmeno la stampa lo sa, tanto è vero che sparano notizie farlocche a ciclo continuo.
      L’unico dato certo è che Suning di soldi nell’Inter non ne mette più e, anzi, ne deve ricavare dal player trading, il che vuol dire che vendere un giocatore è fonte di guadagno e solo una minima parte del ricavato verrà riutilizzata dal mercato.
      Succede così da due anni. E questo ci porterà ad un calo di competitività sia che puntiamo su giocatori vecchi sia che puntiamo su giovani, perché in ogni caso dovremo prendere seconde e terze scelte.

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  30. Purtroppo non concordo assolutamente con nessuna delle affermazioni di Roberto, mentre naturalmente condivido il discorso di Angelo.
    Sono sincero, non volevo scrivere il post, anche se avevo già pronta la parte dedicata alla partita della Primavera, ora invece proverò a buttar giù qualcosa, per esprimere in modo più analitico la mia opinione sulla situazione

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  31. Ovvio che si semplifica ma perdonami, unico dato certo è che perdiamo 150 mn annui, quindi Suning i soldi deve metterli. Saranno a debito attraverso finanziamento Oaktree ma li mette.
    Le dinamiche nessuno le conosce a fondo ma alcuni dati oggettivi sono indicativi.
    La competitività di tutto il movimento italiano è in declino, visto che fatturiamo meno di altri campionati. E infatti si parla di competere qui, non in Europa.
    Io dico che se spendi 600 mn annui vs 200 del Napoli, per diversi anni, dovresti avere gap a tuo vantaggio.
    Se così non è qualche errore da parte di staff tecnico dirigenziale è stato fatto.
    C’è di peggio? Certo
    Altri sono stati più bravi? Altrettanto certo.
    Poi se si vuole semplificare al massimo si può dire che per via di Suning ci stiamo indebolendo.
    Bisogna andare oltre la cifra messa sul calciomercato, altrimenti si coglie solo una piccolissima parte del contesto

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    1. A mio modo di vedere hai centrato un punto cruciale, hai speso molto ma molto più degli altri e non hai creato un gap significativo questo secondo me è il vero peccato originale, mi si dirà si ma il Napoli vince per Osimhen pagato 80 milioni vorrei ricordare però che gli 80 milioni spesi derivano dalla vendita di Higuain ad un prezzo maggiore e poi in parte reinvestiti su un perfetto sconosciuto quindi tanto di cappello visto anche l’ingaggio di Osimhen molto piu’ basso di quello corrisposto ad Higuain, perchè a mio avviso il Napoli mai e poi mai avrebbe potuto permettersi quei soldi, allora si obietterà che loro possono reinvestire i soldi ma noi no, io sommessamente dico che possono perchè non hanno il nostro bilancio ed il nostro livello di indebitamento, io non potrò mai criticare gli Zhang per i soldi che hanno letteralmente gettato dalla finestra, passivi da 150 milioni che ogni anno devono pagare ma direi che tutti noi tifosi dobbiamo fare un bagno i realismo a mio avviso la coperta è corta non puoi corrispondere certi stipendi e non è un discorsi di pronti o giovani a mio avviso devi fare delle scommesse e devi riabilitare giocatori che altrove non hanno reso per quelle che erano le prospettive vedi Lukaku, secondo me sarà dura trovare un altro Zhang molto dura sarei curioso di vedere un fondo tipo quello del Milan da noi temo che avremmo valide ragioni per piangere e li si vedremmo un ridimensionamento chiaramente opinione personale

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  32. Be’ Alberto può avere qualche ragione, ma Osimhen sconosciuto, mi sembra…strano. Paghi 80 milioni uno sconosciuto? Osimhen lo avrei voluto io. Il napoli è stato costruito gradualmente, con la stessa presidenza e da anni arrivava bene e non vinceva nulla. Noi qualche anno fa finivamo a 30 punti dal Napoli. Chi è arrivato ha provato a crescere subito e ha speso molto in direttori, allenatori e giocatori. ma napoli non ha i tifosi dell’Inter. Se noi arriviamo in tre anni facciamo un primo posto con…distacco due secondi posti a uno e due punti dalla prima qualificazioni in CL che prima ci sognavamo, finale di EL e vittorie in CI e SC per molti nostri tifosi (?) abbiamo fallito. Figurati se in questi anni, per tenere i bilanci in ordine, partendo da livelli bassissimi fossimo sempre arrivati quarti o terzi o quinti.
    Comunque va bene, troviamo un altro ET, altri allenatori alla FDB o Mazzarri, comprimao solo giocatori semisconosciuti che accettino due lire per ingaggio. Ci divertiremo

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