Ancora una grande sofferenza, sarà così fino al termine, speriamo sempre con lo stesso… risultato: Parma – Inter 1-2

L'Inter vince a Parma segnando due reti negli ultimi cinque minuti di gioco. Ancora una volta una grande sofferenza (il Parma passava in vantaggio dopo 15' di gioco con una rete di Gervinho), ma la squadra ha saputo reagire alle difficoltà con grande orgoglio e tenacia ed ha portato a casa un risultato importantissimo. Conterà, da qui alla fine, oltre alla condizione e agli eventuali infortuni (facciamo scongiuri, abbiamo già dato), la garra, l'aggressività. La determinazione feroce a raggiungere il risultato. Inoltre, quando saremo al completo e se tutti saranno in condizione, anche sul piano del gioco, come abbiamo dimostrato più di una volta, possiamo misurarci con tutti. Difficile Conte a questo punto della stagione rivoluzionerà il suo credo tattico: i margini di miglioramento andranno quindi ricercati indipendentemente dalla qualità del gioco espresso. Bisogna puntare a portare a casa il risultato, per dirla breve, puntiamo tutto sull'orgoglio e sulla tenacia, oltre che sulle qualità.

I sogni e la realtà: Inter – Sampdoria 2-1

Inter - Sampdoria è stata una partita piena di contraddizioni sulla scorta di quasi tutte le precedenti. Mi riferisco anche a prima della lunga pausa della stagione calcistica a causa della pandemia. Alla fine l'abbiamo spuntata con il risultato di 2-1 (Lukaku, Lautaro) ma non è stata una partita facile (affatto) e abbiamo subito dopo un buon inizio il solito calo di rendimento. Migliore in campo probabilmente Lukaku (ma bene anche Skriniar, Candreva, Eriksen...) che grazie alla sua forza fisica riesce a tenere sotto scacco gli avversari anche se non è al top. La situazione di fatto è chiara: abbiamo un gruppo capace di buone e anche ottime frazioni di gara, ma pure di cadute rovinose, spesso all'interno della stessa prestazione. Le qualità di Antonio Conte, sa scegliere quale 11 mandare in campo, non sono in discussione, ma la squadra va spesso in crisi: stanchezza, quindi modulo troppo sfiancante se non ci sono alternative del valore dei titolari; oppure scarsa maturità tecnica e psicologica, quindi carenza di qualità di campioni veri. Speriamo di fare un salto di qualità già in questo scampolo di stagione, ma sarà molto difficile. La verità è che non siamo ancora una grande squadra, l'obiettivo ragionevole è chiudere bene, fare bella figura e magari toglierci qualche soddisfazione e migliorare ancora... Aspettative ragionevoli e motivi che ci separano da qui alla fine della stagione, nonostante i tanti dubbi e le riserve da sciogliere e di cui parliamo in questo post a corredo del commento sulla gara contro i blucerchiati di ieri.

Udine, tre punti e segnali importanti in vista dei prossimi impegni: Udinese – Inter 0-2

Dopo il passaggio del turno di Coppa Italia (battuta per due reti a uno la Fiorentina) ci rimettiamo in carreggiata anche in campionato, grazie alla vittoria di Udine. Grande protagonista Romelu Lukaku, autore di una doppietta decisiva, ma a sbloccare la gara sono stati gli ingressi determinanti di Marcelo Brozovic e di Alexis Sanchez nella difesa. Sono stati questi infatti (i due giocatori partivano dalla panchina a causa di una condizione fisica non ottimale) a cambiare il volto di una squadra che fino a quel momento non aveva sofferto l'avversario, ma aveva avuto difficoltà a imporsi pagando l'assenza determinante del centrocampista croato in mezzo al campo e il gap fisico tra il giovane Sebastiano Esposito e i giganti della difesa dell'Udinese. In campo anche tutti e tre i "nuovi": sufficiente Moses (meglio in attacco che dietro, dove ha sofferto Ken Sema) e da rivedere Eriksen, mentre Ashley Young è cresciuto come tutti nel corso dei novanta minuti. Adesso una settimana difficilissima, si comincia con il derby (mancherà ancora Lautaro, squalificato, mentre si spera di recuperare Handanovic), poi la semifinale di andata di Coppa Italia contro il Napoli, poi la sfida di Roma contro la fortissima Lazio di Simone Inzaghi. È il momento di tirare fuori gli artigli e ricominciare a crescere.

La partita, l’Atalanta, il sistema arbitro + VAR, la classifica. E un cenno alle nostre giovanili

Ricco post che concentra la propria attenzione in particolare sulla partita di sabato sera contro l'Atalanta e termina con il pareggio di 1-1 con le reti di Lautaro Martinez e di Gosens. Risultato ottenuto al termine di una partita oggettivamente molto difficile per le condizioni attuali e per la forza della squadra orobica, che in questo momento ci è superiore e ci ha dominati sul piano dello sprint, ovvero la cosiddetta "gamba", e della forza. Analizziamo quindi l'andamento della partita e quelle che sono state le scelte arbitrali e il cosiddetto "sistema arbitro + VAR" e lo stato della classifica. Chiusura con i risultati delle giovanili: le nostre selezioni (tranne l'Under 18, che però non ha giocato) hanno vinto tutte, compresa la Primavera, anch'essa (come la prima squadra) in questo momento con la rosa falcidiata dalle molte assenze.

Napul’è (anzi… era): Napoli – Inter 1-3

Il Napoli ha confermato, al di là della classifica, di essere una squadra molto forte (sicuramente lacunosa in difesa). Abbiamo sofferto l'avversario più che in altre partite: hanno deciso l'incisività dei due attaccanti, la straordinaria qualità dei difensori, lo spirito di squadra, la disponibilità al sacrificio dei centrocampisti. Il lavoro di Conte è stato fino a questo momento determinante, l'Inter è in cima alla classifica dopo 18 giornate e è adesso capace di imporsi anche su una squadra forte come il Napoli. Adesso incontriamo l'Atalanta, in stato di grazia e che ha dato 5 goal al Milan e 5 al Parma: sarà una partita difficilissima. È un altro step da superare, per quanto difficile, se si vuole confermare la graduale e impetuosa crescita.

Anno bisesto, anno funesto… Per i nostri avversari, speriamo

Sta per riprendere il campionato dopo la pausa invernale e pochi di noi potevano in estate sperare che si ricominciasse con l'Inter in prima posizione a pari punti con la Juventus. Si tratta di un grande successo ottenuto grazie a una combinazione di fattori, in particolare il mercato più efficace del solito, le correzioni al sistema di gioco, qualche soluzione tattica. Soprattutto la crescita atletica del gruppo. Tutti aspetti che analizziamo all'interno del post, sottolineando in particolare il grande lavoro di Conte e della società. La domanda adesso è: quali possibilità ci sono di continuare un percorso di questo livello? A che condizioni? Alla vigilia della difficilissima partita contro il Napoli, facciamo il punto su questioni come il mercato, la capacità di "riattaccare la spina" subito dopo la pausa natalizia dei nostri ragazzi, il reinserimento dei giocatori lungodegenti.

“Verità” ancora non chiarita, servono risposte immediate e perentorie

Il "momento della verità" era ed è l'immediato post-Barcellona: la trasferta di Firenze e il prossimo match casalingo contro il Genoa, una partita difficilissima prima della pausa per le festività natalizie e una ripresa che ci vedrà subito affrontare due big come Napoli e Atalanta. È arrivata la "tempesta", ma a differenza del passato ci sono apparentemente tutte le condizioni perché la squadra vi possa resistere. Da questo punto di vista la partita di Firenze, il pareggio con il risultato di 1-1 (reti di Borja Valero e di Vlahovic) non si può valutare in maniera univoca: la situazione è interlocutoria e il pareggio delude per il modo in cui ci si è arrivati, ma la prestazione non è stata negativa. La squadra vive un momento di comprensibile difficoltà, ma resta unita, concentrata, conscia delle proprie possibilità e con la volontà di uscire al più presto da questa parziale impasse e rilanciarsi alla grande con intatte ambizioni, anche se il risultato ha determinato variazioni importanti in classifica: abbiamo perso due punti su Juventus, Lazio e Roma: i biancocelesti in particolare dopo una partenza incerta, hanno messo il turbo e ora appaiono rivali pericolosissimi.

È adesso il momento della verità

La sconfitta contro il Barcellona nella gara di San Siro, segna la nostra eliminazione dalla Champions League. Le ragioni delle sconfitta sono diverse, in verità forse avremmo potuto vincere, ma se recriminare non serve, capire è indispensabile. Dove abbiamo buttato la qualificazione? È chiaro allo stesso tempo che se la squadra mollasse adesso, saremmo di fronte all'ennesimo fallimento. Siamo in lizza in tre competizioni importanti e dobbiamo provare a vincerne almeno una e comunque a far bene, fino in fondo, in tutte e tre. Questo è più che mai il momento dell’unità e della fiducia. Ma è anche il momento dell'analisi che non si può sbagliare. Possiamo ancora dire la nostra in questa stagione e ottenere risultati importanti. Da dove ripartire? Su tutto la prestazione di Lautaro Martinez. El Toro è già tra i migliori attaccanti, in termini di qualità, tra quelli che abbiamo avuto negli ultimi decenni...

I due modi di “leggere” il calcio: Inter – Roma 0-0

Quando non vince nessuno, contano i numeri, non dei goal, che non ci sono, ma delle situazioni importanti di gioco che si sono create. Si può sostenere dunque che il pareggio sia giusto, perché molti dati ufficiali indiscutibili sono a nostro favore, ma se non abbiamo segnato, abbiamo evidentemente delle "responsabilità": la partita è stata infatti nelle nostre mani, hanno giganteggiato i tre difensori centrali, abbiamo dimostrato grande compattezza e solidità, ma abbiamo purtroppo avuto poca lucidità in fase difensiva. In virtù della sconfitta della Juventus contro la Lazio, confermiamo il primato e restiamo in vetta alla classifica. Ma restiamo con i piedi per terra. La stessa vittoria della Lazio può essere vista da una prospettiva diversa: abbiamo mantenuto il primato, ma allo stesso tempo la Lazio adesso si propone con forza tra le migliori squadre del campionato e riduce il nostro vantaggio nei loro confronti. In prospettiva futura sarà bene guardare avanti (anche se... non c'è nessuno) ma anche dietro e tenere d'occhio le inseguitrici.

Una SPAL-LATA al campionato?

Conquistare la vetta fa sicuramente piacere. Soprattutto se consideriamo tutte le traversie, il provvisorio primato è fonte oltre che di grande e legittima soddisfazione, pure di grande orgoglio e fiducia per il proseguimento. La vittoria contro la Spal (ottenuta con una doppietta del bomber argentino Lautaro Martinez) non è stata una vera e propria "Spal-lata" al campionato, ma non possiamo più dire che l'obiettivo è finire tra le prime quattro, perché abbiamo scavato un solco importante tra noi e le inseguitrici (a parte la Juventus ovviamente): l'obiettivo deve essere arrivare almeno secondi e provare a far meglio fino in fondo, consapevoli che per le caratteristiche della squadra non esistono partite scontate e dobbiamo dare sempre il 100% in qualsiasi match per prevalere.