Una SPAL-LATA al campionato?

Conquistare la vetta fa sicuramente piacere. Soprattutto se consideriamo tutte le traversie, il provvisorio primato è fonte oltre che di grande e legittima soddisfazione, pure di grande orgoglio e fiducia per il proseguimento. La vittoria contro la Spal (ottenuta con una doppietta del bomber argentino Lautaro Martinez) non è stata una vera e propria "Spal-lata" al campionato, ma non possiamo più dire che l'obiettivo è finire tra le prime quattro, perché abbiamo scavato un solco importante tra noi e le inseguitrici (a parte la Juventus ovviamente): l'obiettivo deve essere arrivare almeno secondi e provare a far meglio fino in fondo, consapevoli che per le caratteristiche della squadra non esistono partite scontate e dobbiamo dare sempre il 100% in qualsiasi match per prevalere.

L’aria di montagna fa male, a chi vorrebbe non ce la permettessimo: Inter – Verona 2-1

L'Inter al vertice (o vicina) dà fastidio e dovremo aspettarci, se resteremo nell'attuale posizione, un fuoco di sbarramento mediatico sempre più intenso. Venivamo da una settimana tormentata perché l’allenatore, la squadra e persino la società erano stati sotto tiro dei media più ostili e prevenuti per le polemiche scatenate dalla stampa stessa dopo le dichiarazioni del mister. Si era arrivati a scrivere di una frattura fra allenatore e società, ma anche fra allenatore e giocatori. Sembravano esserci le condizioni per un insuccesso, anche considerando che lo sviluppo iniziale della gara aveva messo le cose tatticamente a loro favore, ma "abbiamo messo il cuore" e abbiamo ribaltato il risultato e portato a casa una vittoria importante (la decima su 12 partite di campionato). Leggeremo ancora di uno scollamento tra tecnico e giocatori, la prima volta che uno starnutirà, nonché tra il tecnico e il direttore che lo ha fermamente voluto. Ma noi siamo l’Inter e dobbiamo superare anche questi ostacoli-tranello.

Parmigiana indigesta: Inter – Parma 2-2

Come tutte le partite anche il pareggio casalingo contro il Parma per 2-2 (reti di Candreva e Lukaku) ha fornito insegnamenti e indicazioni importanti. Il mister ha parlato apertamente di situazioni da migliorare in campo e fuori e allo stesso tempo ha rivendicato meriti e responsabilità e richiamato a uno sforzo unitario di tutte le parti. Ha anche parlato di una certa preoccupazione per le difficoltà di questo momento (già evidenziate dopo le vittorie contro Sassuolo e Borussia): una rosa che ha solo 14-15 giocatori all'altezza, di fronte alle ristrettezza per gli infortuni e al succedersi di impegni uno dietro l'altro, è per forza costretta a inevitabili cali di concentrazione e lucidità. I risultati ottenuti costituiscono un bicchiere sicuramente mezzo pieno più che un bicchiere mezzo vuoto, ma una analisi di questo tour de force (non sarà l'ultimo...) spinge a valutazioni più ampie dal mercato al sistema di gioco, ne parliamo qui unitamente a una cronaca della partita e sintetiche pagelle.

L’importanza degli attaccanti: Sassuolo – Inter 3-4

La trasferta di Reggio Emilia nasceva sotto i peggiori auspici. Andavamo infatti a giocare su un campo difficile e condizionati dall'assenza di D'Ambrosio e Sensi e dal brutto infortunio occorso ad Alexis Sanchez e alla vigilia di una gara determinante in Champions contro il Borussia Dortmund. Sono sempre un po' "timoroso" alla vigilia delle gare dopo la sosta per le nazionali, ma la grande prestazione degli attaccanti (doppietta di Lautaro Martinez e Lukaku) ci portava sul 4-1 sugli avversari. Poi un finale da incubo, condizionato da un calo fisico e della concentrazione e che ci spinge a fare valutazioni sulla composizione della rosa in termini qualitativi e quantitativi.

Troppi stranieri, anche nelle giovanili?

Ci sono troppi stranieri nelle nostre giovanili? La presenza di calciatori stranieri nel nostro settore giovanile, limita la crescita di quelli italiani? Costituisce un freno per quello che può essere la crescita del movimento calcistico del nostro paese? Sul blog abbiamo già affrontato diverse volte la questione. Qui la riproponiamo con alcune spefiche fondamentali (oltre che una analisi dei fatti per quello che riguarda il nostro campionato e in particolare l'Inter. 1. Il calcio italiano ha una sua identità specifica, unica, straordinaria, che prescinde dal numero di "stranieri" che vi militano. 2. La cosiddetta "contaminazione" non può intaccare una cultura così forte, radicata e efficace. 3. Questa può invece solo costituire un valore aggiunto.

Per Conte e per l’Inter: mandato… zero o primo mandato?

Sarà l'anno della verità o vivremo ancora l'ennesima stagione "introduttiva"? Partendo da questa domanda, con questo post - approfittando della sospensione del campionato - affrontiamo i principali punti di discussioni che tengono banco in queste giornate. Dalla valutazione sull'operato societario al giudizio su quello dei dirigenti tecnici (da Beppe Marotta a Piero Ausilio). La squadra è migliorata rispetto allo scorso campionato? Se sì, di quanto? Quali sono i suoi punti di forza e quali gli elementi di debolezza? Soprattutto, quali ambizioni è lecito nutrire? Disputeremo tre competizioni: non possiamo dire di partire per vincere, in nessuno dei tre tornei, ma sicuramente partiremo con l'obiettivo di giocarci le nostre chance che non sono indifferenti.

La prima giornata, il mercato che volge al termine e… Cagliari – Inter

Dopo la vittoria per quattro a zero nella prima uscita stagionale contro il Lecce, i nostri ragazzi vincono anche nella difficile trasferta di Cagliari. Il risultato finale è due a uno: segna Lautaro Martinez, pareggia Joao Pedro, decide Romelu Lukaku su calcio di rigore. Non è stata affatto una passeggiata e si sono rivisti alcuni problemi che ci portiamo dietro dal passato e su cui Conte e la squadra dovranno lavorare molto per migliorare. Il grande protagonista della gara è stato ancora una volta Sensi, molto bene Ranocchia e Skriniar. Nel post Luciano Da Vite racconta la partita e gli avvenimenti dell'ultima settimana, con le ultime considerazioni sul calciomercato.

Comincia il Campionato, a che punto siamo

Oggi comincia il Campionato di Serie A 2019/2020. L'Inter scenderà in campo lunedì sera a San Siro contro il Lecce per la prima stagionale.. Facciamo il punto della situazione e una valutazione complessiva della rosa, in rapporto alla stagione scorsa e alle avversarie. Ma è una valutazione che può essere ancora una volta "parziale" o comunque limitata da evoluzioni possibili che riguardano il mercato sia in entrata che in uscita. Un giudizio oggettivo sulla composizione della rosa sottolinea l'assenza di tre giocatori, un esterno sinistro, un centrocampista e un attaccante. Senza questi tre "pezzi" la rosa è incompleta o comunque è difficile da considerare superiore a quella della scorsa stagione. Tagliati i tre "top player" per quello che riguarda il nostro gioco d'attacco (Icardi, Nainggolan, Perisic) ne è entrato solo uno: Romelu Lukaku. In attesa della crescita e della verifica sul campo di Nicolò Barella. Oltre Biraghi (ammesso l'operazione vada in porto) serviranno un forte centrocampista e un forte attaccante per completare la rosa. Una mission difficile da portare a termine per Marotta in un mercato che appare bloccato e non solo per quello che ci riguarda.

Edin Dzeko, un acquisto che s’ha da fare

Queste giornate non hanno regalato particolari novità sul fronte del calciomercato: questo non vale solo per l'Inter, ma anche per tutte le altre squadre del nostro campionato. Nelle strategie di Beppe Marotta e dell'allenatore Antonio Conte, resta tra le priorità, l'arrivo di un nuovo attaccante dopo l'ingaggio di Romelu Lukaku dal Manchester United. L'obiettivo dichiarato, sin dall'inizio di questa sessione di mercato, è e resta il centravanti bosniaco della Roma, Edin Dzeko. Il bomber ha di fatto rotto con la società giallorossa e vuole il nerazzurro, ma la trattativa al momento appare bloccata. Resto fiducioso sulla riuscita dell'operazione che, a dispetto delle perplessità manifestate da alcuni dei commentatori alle "cose" del calcio, è invece molto importante nella costruzione della rosa della prossima stagione.

Romelu Lukaku all’Inter, in ogni caso l’inizio di una nuova fase per il nostro club

L'arrivo di Romelu Lukaku segna non solo l'acquisto più oneroso della storia del nostro club, ma rinnova le intenzioni di Suning di dare all'allenatore e a tutti i tifosi nerazzurri una squadra competitiva e apre una nuova fase. Superata di fatto l'epoca-Icardi, si apre una nuova pagina e dove ci stacchiamo da quello che è stato fino a questo momento il nostro giocatore più determinante. È una sfida che abbiamo già affrontato in passato e da cui dipende il successo dell'intero progetto tecnico. Chi è più forte tra Icardi e Lukaku? Staremo a vedere. Ma dato che sappiamo che cosa ci ha dato il primo, più che il confronto diretto, interessa sapere che cosa potrà dare il secondo alla nuova Inter di Antonio Conte.