Primavera Campione d’Italia: un regalo inaspettato

Roma – Inter 1-2: la nostra Primavera è Campione d’Italia. Un regalo inaspettato (foto: Lapresse).

Diciamo la verità, questo ‘titulo’ non se lo aspettava nessuno.

Per tutta la stagione abbiamo letto critiche spesso esasperate, a tutto l’ambiente Inter: dalla proprietà ai dirigenti di settore, all’allenatore e naturalmente al gruppo squadra.

I dubbi, le perplessità, le critiche costruttive ci stavano, perché nascevano da quello che obiettivamente si vedeva sul campo per gran parte della stagione e in fondo alcuni limiti sono stati confermati anche nel periodo finale, certamente il nostro migliore.

Le critiche aprioristiche, velenose, disfattiste, prevenute, invece no, non ci stavano.

Nel momento della gioia e della vittoria è bene ribadire che, a mio parere, il tasso tecnico della squadra resta un gradino al di sotto  rispetto a quello di altre nostre formazioni del passato recente.

A questo elemento, almeno per le prime venti partite, si sono aggiunti altri fattori che hanno molto pesato sulla qualità delle prestazioni e sui risultati:

  •  La rosa molto ampia che, almeno per gran parte della stagione, è stata utilizzata interamente per  rotazioni…. abbondanti.
  • L’età media decisamente bassa, con diversi 2004, alcuni 2005 e sei soli fuori quota (degli otto concessi, di cui 5 in campo contemporaneamente,  utilizzati da quasi tutte le altre squadre):
  • I nostri fuori quota però (Moretti, Sangalli  Cortinovis, Silvestro, Goffi e Mirarchi) non erano i più forti 2002 trattenuti per rafforzare il gruppo e per venir impiegati anche in prima squadra: dei sei rimasti infatti solo Sangalli è stato titolare mentre Silvestro e Moretti sono stati coinvolti nel gioco delle alternanze (Silvestro in pratica solo dopo che è emerso il problema  Zanotti).
  • I 2002 più pronti sono tutti stati mandati a fare esperienze nel professionismo, così a differenza di altre squadre, oltre a non schierare mai più di 3 fuori quota, non disponevamo di  ‘fuori quota-cerniera’, cioè giocatori di fatto aggregati alla prima squadra, ma che scendevano in varie occasioni a rafforzare la Primavera (per fare un esempio,  come era accaduto negli anni passati per Satriano, Agoumé, Pinamonti).

Se non dimentico nessuno, i 2004 schierati sono stati sette e almeno due i 2005.

Si può dire che per metà stagione almeno il lavoro svolto era finalizzato a mettere tutti i giocatori a disposizione nella condizione di esprimersi, per poi arrivare all’inquadratura tipo di 15-16 giocatori.

E da quel momento (ultime 15 di campionato e  due di finale) non ce n’è stato più per nessuno.

Non ho sufficienti competenze (e presenze al lavoro di allenamento, fondamentale) per valutare quanto sia il merito di Chivu nella crescita individuale di alcuni giocatori.

Certamente però il mister ha dimostrato un grande realismo, cioè una conoscenza formidabile delle problematiche calcistiche anche a questi livelli, che si è evidenziata nella scelta di fa  giocare i suoi ragazzi senza inutili velleitarismi estetici, ma con un pragmatismo efficacissimo.

Ho scritto più volte che la mia formazione tipo vedeva in campo:

Rovida

Zanotti, Hoti, Moretti (Fontanarosa), Carboni

Casadei, Sangalli, Fabbian (Grygar)

Peschetola (V. Carboni)

Zuberek (Abiuso), Jurgens (Iliev)

Guardate un po’ le formazioni messe in campo da un certo momento in poi (comprese le finali) e confrontatele con la prima fase e vedrete, a mio parere, le cause della differenza di rendimento ‘stagionale’

La finale contro la Roma

Il mister schiera inizialmente una formazione senza 2004 e 2005, consapevole delle difficoltà del match e della necessità di impiegare  atleti in grado di reggere il ritmo la velocità e l’esperienza dei romanisti.

Questo anche se qualche nostro 2004 e 2005 è  potenzialmente più forte e  più qualitativo dei compagni in età ‘canonica’.

Proprio l’approccio diverso, a livello di scelte tattiche e di gioco, spiega la differenza fra i match contro il Cagliari, in semifinale e contro la Roma, in finale.

La Roma è più forte del Cagliari, ma le due squadre hanno in comune il possesso di una batteria di attaccanti in grado di lasciare sul posto, con il dribbling e lo scatto, difensori più lenti e poderosi se affrontati in campo aperto.

L’Inter contro il Cagliari forse anche inconsciamente è scesa in campo convinta di dover ‘fare’ la partita (anche perché in regular season aveva ottenuto un pareggio e una vittoria).

Ha giocato senza l’umiltà necessaria e così dopo il primo tempo non era riuscita a creare azioni pericolose e aveva subito 3 gol su ripartenza o sugli effetti di ripartenze (una punizione e un rigore).

Nel secondo tempo si è ritrovato il necessario equilibrio e la partita è stata combattuta, senza però che il risultato mutasse.

Poi sono successe due cose: il Cagliari ha sostituito le tre punte e l’Inter con uno schieramento più offensivo a quel punto  ha rischiato il tutto per tutto.

Ha ottenuto il pareggio e poi, per cercare di vincere, ha concesso di nuovo un contropiede al Cagliari che ha fallito un gol da 5 metri.

Con la Roma è stata tutta un’altra partita (sebbene anche contro la Roma la nostra difesa abbia concesso nel convulso finale un’occasione per il pareggio, fortunatamente finita contro l’incrocio dei pali)

Di solito soprattutto per una finale restano negli occhi gli ultimi 15-20 minuti, in cui noi non riuscivamo più a uscire e loro, con i nuovi attaccanti inseriti, ci hanno messo in difficoltà cogliendo appunto una clamorosa traversa.

Questo ha dato la sensazione, a mio parere erronea, che la Roma ci avesse quasi dominato.

E’ ovvio infatti che se sei sotto di un gol quando si gioca per il titolo, nel finale l’attacco diventa continuo e frenetico, come era stato per noi col Cagliari negli ultimi minuti dei tempi regolamentari.

Solo che noi con gli isolani siamo riusciti a fare tre gol senza subirne e la Roma no.

Io poi considero altri fattori:

  • Noi avevamo giocato un giorno dopo di loro e avevamo disputato i supplementari,
  • Abbiamo chiuso la partita con in campo due giocatori del 2005 e tre del 2004,
  • E’ stato necessario sostituire il terzino destro che già era la riserva del titolare e abbiamo dovuto impiegare nel ruolo un centrocampista esordiente in difesa, proprio contro il loro uomo più forte e più fresco.

Cassano infatti è sicuramente forte, ma ha potuto giovarsi di una marcatura di fortuna, perché marcare a zona a cc è cosa completamente diversa dall’accettare una marcatura a uomo con un attaccante che per natura e per ruolo ha caratteristiche di scatto e di fantasia diversi.

Dunque la flessione finale, contro una squadra che gioca il tutto per tutto con la forza della disperazione è ampiamente comprensibile e comunque siamo riusciti nell’obiettivo di contenere i romanisti, grazie al sacrificio di tutti.

Ma negli altri 105 minuti, in relazione alle forze di cui disponiamo quest’anno, abbiamo disputato una gara davvero esemplare per maturità, disposizione tattica, spirito di squadra, sacrificio e dispiegamento delle qualità tecniche e atletiche disponibili.

In quei 105 minuti la Roma ha segnato un gol su calcio piazzato, noi due di cui:

  • Uno su splendida azione corale con ogni uomo chiamato a esibire il suo numero migliore (dal lancio per Carboni, al suo cross perfetto, fino all’inserimento e alla specializzazione ‘aerea’ di Casadei),
  • L’altro con un’azione personale di un grande potenziale talento.

Per il resto in campo c’è stato un notevole equilibrio e le occasioni da gol, mai clamorose, si sono numericamente equivalse.

Anzi, a voler guardare qualcosa in più l’abbiamo prodotto noi, se non ci facciamo incantare da concetti come il ‘possesso palla’ o la ‘supremazia territoriale’.

Questo è un grande risultato se si pensa che la Roma ha chiuso la regular season con sette punti di vantaggio, dopo aver però un po’ mollato nel finale, a primo posto largamente assicurato.

Chivu ha studiato perfettamente l’avversario e la partita, ha messo in campo gli uomini più adatti a contenere  e ripartire, senza nessuna sciocca presunzione (altro che scuola Ajax!).

Ma  quando è stato necessario riprendere il match, ha saputo fare le modifiche del caso: centro campo a due (fuori Sangalli e lo spento Fabbian per Grygar e per un esterno offensivo, Owusu).

Poi  nuova linfa a dare qualità davanti (Valentin per Peschetola e Iliev per Abiuso) e un uomo d’area di peso (Zuberek per Jurgens)

Di fatto era un 442 molto offensivo:

Rovida

Silvestro, Hoti, Moretti,  F. Carboni

Enoch, Casadei, Grygar, V. Carboni

Zuberek, Iliev

Questo schieramento, che assomigliava molto più a un 424, poteva reggere solo con un enorme sacrificio degli esterni, considerato anche che sulla sinistra pure F. Carboni giocava in proiezione offensiva.

A questo punto della partita, il surplus di qualità anche a discapito di una maggior maturità fisica, ha avuto successo, perché un forcing senza qualità (o con uomini sfiniti) è improponibile.

Però comprensibilmente dopo il conseguimento del vantaggio, quando si trattava di difenderlo, abbiamo dovuto subire un po’, anche per la forzata sostituzione di |Silvestro, già ricordata.

La partita comunque non l’hanno vinta i subentrati: l’hanno vinta tutti perché solo una prestazione di tutti e 17 al top delle loro possibilità ha consentito prima di resistere, poi di contrattaccare validamente e quindi di chiudere.

Le pagelle

Sostanzialmente concordo con la valutazione espressa dall’amico  Massfra, solo forse con qualche minor generosità a livello… numerico.

Rovida:  un paio di buone parate, ma mi è parso un po’ meno sicuro del solito nella presa e in qualche uscita. Incolpevole sul gol.  6.5 

Silvestro: sul piano della lotta, della corsa e dell’abnegazione è risultato impeccabile, nel giocare la palla può migliorare. 6.5

Hoti: contro il Cagliari, in spazi aperti aveva lasciato un po’ a desiderare. Contro la Roma ha quasi sempre dominato la sua area. 6.5

Moretti: con le buone o con le …cattive (poche volte) ha domato gli avversari che passavano di lì. Fisicità importante. 6.5

Franco Carboni: meglio rispetto al Cagliari nella fase difensiva. Se può crossare, come in occasione del gol di Casadei, diventa una sentenza.  6.5

Casadei: sta crescendo come mezz’ala a tutto campo. Come incursore ha tempi, stacco e precisione nella girata di testa eccezionali per la categoria. 7.5  

Sangalli: corona nei migliori dei modi possibili i suoi primi…16 anni di Inter. Leader carismatico e …pragmatico.  7

Fabbian: forse è arrivato a questa partita un po’ sulle gambe. Ha fatto il suo, ma è risultato meno lucido ed efficace che in altre occasioni.  6

Peschetola: nel primo tempo la partita è rimasta in equilibrio anche per il grande sacrificio degli attaccanti che si sono sdoppiati in un lavoro gravoso. Logicamente la quantità è andata un po’ a discapito della lucidità di alcune giocate.   6.5  

Abiuso: vale il discorso fatto per Peschetola. Ha dato veramente tutto per la squadra e se chi è subentrato ha trovato terreno favorevole è anche merito del suo sacrificio.  6+

Jurgens: inizio brillante e molto determinato. Aiutare, rincorrere e poi ripartire per creare pericoli non è cosa che al momento possa fare con continuità per 90’. 6

Grygera: bene finché ha fatto il centrocampista, in palese e comprensibile difficoltà nel contenere Cassano da esterno basso. Si è adattato alle necessità .  6+

Valentin Carboni: il talento non si discute e lo si è visto anche ieri, pur  se qualche volta potrebbe liberarsi prima della palla ed evitare contrasti che possano innescare ripartenze avversarie. Al momento contro squadre forti può disputare al massimo delle sue qualità un tempo o poco più. 7

Iliev: strepitoso il gol che consegna lo scudetto ai colori nerazzurri. Fino ad ora non ha risposto in pieno alle attese, ma ha giocato prima due anni poi un anno sotto età, mostrando comunque, anche ieri,  numeri  fuori dal comune.  7.5

Owusu: d’accordo con la valutazione di Massfra, nel senso che anch’io, che lo conosco sin da piccolo, sono rimasto sorpreso dalla dedizione, dallo spirito di sacrificio e dalla resistenza espressi. Determinante. 7

Zuberek: quando puoi sostituire un attaccante con un giocatore di questo peso atletico e anche con queste qualità (cfr. Il passaggio di tacco che innesca Iliev per il gol della vittoria,  ma non solo), in categoria vai davvero sul sicuro. Giocatore che sembra avere importanti margini di miglioramento.  7

Nunziatini: dà il suo contributo, ma sta in campo poco (meno di 15’) perché si possa dare una valutazione attendibile. sv

All. Chivu: per me in questa partita ha raggiunto il suo top, per le scelte degli uomini e di gioco, per come l’ha preparata, per come ha saputo trovare le soluzioni vincenti adeguandosi al mutamento delle condizioni di gioco nelle varie fasi della partita. 8

Se poi guardiamo al risultato ottenuto dopo un inizio problematico il suo voto sale di un numero…

E adesso?

Per il momento lasciamo che società, tecnici, giocatori, genitori e lo sparuto gruppetto di tifosi… si godano questo trionfo ancor più bello perché inatteso.

Ma un tifoso come me non può evitare di pensare già al futuro, anche se troppe sono le incognite per provare a fare ragionamenti.

La prima di queste incognite è il futuro di Chivu. Nelle interviste pre e post partita Samaden ha confermato la fiducia della società nel mister e la volontà di continuare insieme, aggiungendo però che se Christian volesse provare nuove avventure  ovviamente lo ‘libererebbero’.

Chivu poi ha detto in pratica che se gli arrivasse una proposta per fare l’allenatore a livello di squadre professionistiche, lui accetterebbe, pur restando sempre grato al mondo Inter, perché è una persona che ama le sfide.

Tradotto in …volgare secondo me significa che ci sono molte possibilità che il mister provi a seguire un’altra tappa del suo progetto ambizioso

A quel punto si vedrà se il prescelto, per meriti e ‘scorrimento’ sarà Zanchetta o un mister di nuova nomina.

Cambierebbe e molto nell’uno o nell’altro caso, perché Zanchetta conosce benissimo quasi tutti gli interpreti che formeranno il nucleo della prossima Primavera.

Per provare a immaginare (prendiamolo come un gioco) le caratteristiche della prossima Primavera bisognerà tener conto di  diverse problematiche, anche interconnesse tra loro: i fuori quota, i confermati 2004 e 2005, le possibili promozioni di altri 2005, gli eventuali nuovi arrivi.

I fuori quota

Secondo me è una questione decisiva, perché non si possono concedere su questo terreno troppi vantaggi alle avversarie.

Avere giocatori esperti e carismatici nei ruoli chiave, aiuta la crescita di tutti gli altri e consente di arrivare alle fasi finali  (finale, semifinali, eventualmente playoff) nelle quali si cresce più che in tutto il campionato, per il livello delle gare, il ritmo e la tensione, la qualità delle rivali.

Ovviamente tutti i 2002 usciranno.

Tra i 2003 nessuno a mio parere purtroppo può svolgere il ruolo di “giocatore cerniera” (titolare in U19 ma utilizzabile a volte anche in prima squadra). Forse, se risolverà i suoi problemi potrebbe farlo Zanotti.

Io non vedo neppure Casadei e F. Carboni per ora in questo ruolo. Entrambi è meglio che vadano a misurarsi in campionati professionisti

Oltre eventualmente a Zanotti, almeno un centrale, due centrocampisti e un attaccante sono indispensabili.

Secondo me abbiamo giocatori che non hanno completato il percorso di crescita nelle giovanili: tra i centrali direi Fontanarosa, tra i centrocampisti (in senso lato) Fabbian e Peschetola, tra gli attaccanti Abiuso.

Poi naturalmente molto dipenderà dalle esigenze dell’eventuale nuovo tecnico, dal gioco della domanda e dell’ offerta, dai 2004 e 2005 che si considereranno pronti per la Primavera e dagli eventuali nuovi arrivi.

I confermati 2004 e 2005

Credo che non dovrebbero esserci dubbi su questi giocatori:

Portieri: Botis e Basti (più uno tra Calligaris, Del Vecchio o Raimondi).

Esterni bassi: Marocco, Pelamatti, Perin.

Centrali: Matjaz, Stankovic (che può fare anche il cc basso) Sugli altri difensori centrali 2004 e 2005 personalmente avrei qualche dubbio. In ogni caso il reparto mi sembra necessiti di rinforzi.

Centrocampo: Andersen, Grygar, Di Maggio, Kamate. Forse (forse) Biral e Uberti.

Giocatori offensivi e punte: Iliev, V. Carboni, Quieto, Zuberek, Sarr, Owusu, Esposito, Curatolo.

Sarebbero 22 giocatori, bisognerebbe arrivare almeno a 30 (compresi alcuni che possano alternarsi tra ex  Berretti e Primavera: per esempio qualche altro 2005 può crescere nel corso dell’anno e meritarsi il passaggio)

Eventuali nuovi arrivi

Mi sembra evidente che per essere competitivi su tutti i fronti (compresa la YL, dove sarebbe fondamentale fare un buon percorso) servono, oltre ad almeno 5 fuori quota di un certo spessore, anche 3-4 arrivi di qualità.

Su quest’ultimo punto sono un po’ scettico perché mi sembra che ultimamente l’Inter abbia cercato poco, soprattutto all’estero, Under 19 che se bravi costano già molto.

Prevedo magari un paio di arrivi dall’Italia (come lo scorso anno Nunziatini e Muller) e forse qualche ‘colpo’ dall’estero di 2006 e 2005 (come negli scorsi anni Iliev, Andersen, Grygar e gli stessi Matjaz e Zuberek che pure sono venuti dalla Spal).

Insomma, a me sembra che la base per allestire una squadra valida ci sia.

Adesso molto dipenderà dalle scelte sui fuori quota e sui nuovi arrivi.

Ammetto di essere molto fiducioso perché il nostro team dirigenziale ha dimostrato di essere al top, anche in un periodo caratterizzato forse da qualche difficoltà finanziaria.

Comunque per il momento godiamoci il trionfo dei nostri U19 (e per inciso dei nostri Under 14 che come è noto hanno battuto in semifinale la Roma, per 3-0 e in finale l’Empoli (che a sua volta  aveva battuto la juve, per 3-2).

Luciano Da Vite

28 pensieri riguardo “Primavera Campione d’Italia: un regalo inaspettato

  1. Volendo immaginare la rosa della prossima stagione:

    Portieri
    Botis, Raimondi, Delvecchio
    Terzini Destri
    Zanotti*, Marocco
    Difensori Centrali
    Fontanarosa*, Matjaz, Stankovic, nuovo acquisto (Amey, impossibile temo)
    Terzini sinistri
    nuovo acquisto, Pelamatti, Perin
    Centrali
    nuovo acquisto, Di Maggio, Nunziatini*, Andersen, Grygar, Kamate
    Trequartisti
    Iliev, Carboni, Quieto
    Attaccanti
    Zuberek, Curatolo, Esposito, Sarr, Owusu

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  2. Considerato che i migliori 2003 inizieranno il loro percorso professionistico io vedrei questa futura primavera comprensiva di 3 fuori quota. Botis, Dervishi, Pelamatti, Cecchini Muller, Matjaz, Redondi, Grygera, Andersen, Zuberek, Iliev, Carboni V. Direi attacco punto di forza potendo contare anche su Curatolo, Owusu, Sarr ed Esposito.

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    1. alcuni di quelli da te citati non mi entusiasmano, ma posso benissimo sbagliare. Poi i fuori quota dovrebbero essere minimo 5 (non dico 8 come per quasi tutte le altre, che poi ne impiegano 5, a norma di regolamento.. Secondo me dovresti aggiungerci kamate. Poi io spero sempre nell’arrivo di 2-3 rinforzi di qualità, soprattutto in difesa e in mezzo, anche se so che ultimamente l’Inter non investe molto su U19, preferendo andare du U18 e 17

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    2. Ma siamo seri … In questa formazione hai messo giocatori che non giocano da tre anni se mettiamo il Covid … E tra l’altro alcuni di questi li danno già in partenza … Vuoi fare una prima era come persone che non hanno avuto rendimento continuo ?

      Tra l’altro Matjaz se tutto va bene rientra a Dicembre
      Comunque vedremo perché secondo me avremo molte partenze per volontà dei giocatori

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  3. Non so più cosa pensare….ogni anno mi ritrovo a cercare di capire perchè noi e solo noi dobbiamo pubblicizzare, inmodalità martellante ,,questa inderogabile necessità di fare un attivo di 60-70-80….tra un pò diventeranno 100 ml ,di attivo sul mercato,ridurre il monte-ingaggi o cmque fare una forte plusvalenza…non sono un esperto e sull’argomento la chiarezza manca. Ok la pandemia,ok le esigenze di bilancio,ma spiattellare ai quattro venti questa esigenza non mi sembra che ci aiuti molto nelle operazioni di mercato….Sono soprattutto informazioni mediatiche distorte dai media ? Può darsi,ma Steven Zhang dove sta ? certo ,loro hanno un modo diverso di affrontare le tematiche economico/finanziarie,ma noi siamo in Europa ed occorre rispetto per tutti i tifosi…servono sacrifici ? l osi dica chiaramente non con un’intervista generica di 5 minuti ad Inter Tv ,dopo 4 mesi di silenzio.Ho sempre difeso questa proprietà ,ma adesso vorrei fosse fatta chiarezza,ne abbiamo diritto !!!

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    1. Siamo parlando di una proprietà che non è disposta a difendersi mediaticamente nemmeno dall’accusa di aver comprato senza avere le possibilità di farlo….sarà un aspetto della loro cultura ma non hanno molto chiaro il contesto culturale in cui operano, il target di clienti con cui hanno a che fare mi sembra evidente. Nessuno ha chiaro, sempre che sia vero, perché la nostra è la società più indebitata e a rischio default…personalmente mi consola sapere che marotta è ancora lì, vuol dire che la barca non è affondata come si vocifera un pò ovunque. Comunque questa volta con la cessione dei big e con questo silenzio difficilmente i tifosi avranno pazienza mi sembra abbastanza lapalissiano.
      Io una domanda però a zhang gliela farei:
      ” Che senso ha vincere se non si riesce a vivere per gioirne, quale ideale può spingere a tanto, quale?”

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    2. Scusami ma come fai solo a pensare di poter difendere questa proprietà? Sono degli arricchiti senza alcuna passione. Ritornassero sotto la loro muraglia. Noi siamo altro.

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  4. In realtà si tratta, utilizzando una metafora clinica, della paura di chi è in remissione da un episodio di depressione maggiore: cominciare a stare meglio solleva un intensa paura di ritornare a stare male.
    Dopo anni di buio è naturale che dopo queste 2 stagioni di benessere ci sia una paura angosciante, perché l’angoscia nella nostra mente è ancora la normalità

    Detto questo, perdonatemi la battuta, anche il presidente ha il suo sacrosanto diritto di essere contestato, visto che non ha rispetto della nostra paura, un rispetto che si guadagna con la chiarezza e la trasparenza. Qualità queste, non me ne vogliate, che Zhang non ha mai manifestato in fin dei conti ma presto o tardi le fredde parole di circostanza finiscono con l’abbracciare anche le espressioni pubbliche di giubilo per le vittorie ottenute: si svuotano anch’esse di significato. La passione è qualcosa che non puoi calpestare, in primis perché poi diventi un cattivo imprenditore.

    Gnonto esordio da grande! Una dimostrazione pratica nei confronti di chi non ha creduto in lui. Bravissimo

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  5. Su twitter, dove per fortuna si può bloccare, sto bloccando tutti quelli che insultano Suning,
    Insultano, che è altra cosa da criticare con misura ed equilibrio
    Quando penso alla rosa che avevamo prima di Suning mi vengono i brividi.
    poi, è vero, penso alla squadra di due anni fa, con i tre centrali attuali, con esterni che si chiamavano Hakimi e Perisic, con due punte di nome Lautaro e Lukaku, con un centro campo formato da Barella, brozo ed Eriksen.. Quell’anno solo per hakimi e Lukaku Sunig spese 120 e più milioni.
    Adesso non è più possibile. Si deve rientrare, non solo per problemi interni dell’azienda, ma anche perché a noi le norma imposte dal ffp le fanno rispettare. Ad altri no, oppure trovano il modo di aggirarle illecitamente.
    Oggi Suning poteva starsene tranquilla con ottocento milioni rientrati in Cina. Non l’ha fatto. certo, per mille o milleduecento l’avrebbe fatto, ma io penso che un poco nella decisione di non mollare abbia contato anche il grande innamoramento per l’Inter di Zang.
    Detto questo, anch’io sono stufo di veder partire i pezzi più pregiati, soprattuto se giovani e spero che Suning venda A PATTO CHE SI PRESENTI UN COMPRATORE CON I SOLDI NECESSARI PER INDENNIZZARE LE USCITE DI SUNING PIù TANTI ALTRI SOLDI PER TENERE L’INTER AI VERTICI, considerando che per il FFP si può solo spendere quanto si incassa.

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  6. Su Willo, bisogna conoscere le cose e non parlare a vanvera, per puro anti interismo. Non c’era nessuno che non credesse in lui. Né in società né tra i selezionatori della nazionale, con cui mi sono confrontato più volte.- Lui che è un ragazzo eccezionale (media dell’otto al liceo) ha ritenuto di essere pronto per andare a giocare tra i professionisti e ha pensato, giustamente, che all’Inter sarebbe stato per un po’ di tempo sacrificato. Quando ha ricevuto un offerta buona, per lui, per la famiglia e per accelerare nella carriera, l’ha accettata. D’altra parte un’Inter che vuole restare ai vertici non può (non poteva) puntare subito su giovani talentuosi come Stankovic, Oristanio, Agoumé, Satriano, Pirola e, appunto, Gnonto. Avrebbe abbandonato le zone alte della classifica e allora i Suning out si sarebbero moltipilcati. Willo ha ritenuto che un percorso di prestiti non fosse il top per lui e ha anche preferito contare i soldi subito.,ma non eistono squadre o società che non abbiano perso anzitempo giovani poi affermatisi. oggi vogliamo Bellanova, che era del Milan, Scamacca e Frattesi, che erano della Roma e potrei continuare a lungo.

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  7. Che capiti a tutti lo abbiamo espresso giorni fa citando altri casi. Resto convinto che a nemmeno 17 anni Willy non si reputava pronto a fare il titolare…ma se gli proponi di fare la spola per alcuni mesi facendo la 5 punta (di fatto numericamente serviva) avrebbe visto un progetto più coinvolgente. Probabilmente non voleva fare la spola per motivi anche non calcistici e quest’anno avrebbe trovato spazio partendo dalla panchina…vista la necessità e visto che agonisticamente c’era…lui stesso ha detto che non gli hanno prospettato un ruolo più attivo

    Sul presidente è legittimo chiedere chiarezza e avere dubbi sulla sua passione? Oppure il 99% dei tifosi è anti a prescindere?

    Tanti auguri Emiliano

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    1. Meglio che io non parli su Gnonto se no rischio di diventare offensivo nei confronti di chi era deputato a decidere… meglio tacere. Auguri sinceri a Willy che merita tutto il meglio. Ragazzo in gamba che ha dimostrato che non doveva essere lasciato andare via a 0.

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  8. Io sono stato sempre misurato e comprensivo nel giudicare Suning, non fosse perché negli anni ci han permesso di tornare a vincere e vedere con la nostra maglia dei giocatori impensabili 5 anni fa.
    E di questo gliene sono grato.
    Ma la vendita di Bastoni, se non per cifre ben diverse da 60 milioni, per me è un colpo basso, più della vendita di Hakimi e Lukaku messa assieme.
    E’ giovane, forte, interista, con un futuro importante di fronte. NON SI PUO’ VENDERLO alle condizioni che leggo.
    Non sono ancora iscritto al partito Suningout, ma mi ci sto avvicinando giorno dopo giorno, anche se un alternativa al momento non sembra palesarsi, e quindi è come abbaiare alla Luna.
    Ma se non facciamo sentire la nostra voce adesso, quando dovremmo farlo?

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  9. Grazie di cuore a tutti per gli auguri che fanno veramente piacere e grazie a tutti per il blog. Commento poco ma seguo sempre e resta la mia principale fonte di informazione calcistica. Ho ricevuto la mail Luciano, appena ho tempo pubblico il post!

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