I due modi di “leggere” il calcio: Inter – Roma 0-0

Quando non vince nessuno, contano i numeri, non dei goal, che non ci sono, ma delle situazioni importanti di gioco che si sono create. Si può sostenere dunque che il pareggio sia giusto, perché molti dati ufficiali indiscutibili sono a nostro favore, ma se non abbiamo segnato, abbiamo evidentemente delle "responsabilità": la partita è stata infatti nelle nostre mani, hanno giganteggiato i tre difensori centrali, abbiamo dimostrato grande compattezza e solidità, ma abbiamo purtroppo avuto poca lucidità in fase difensiva. In virtù della sconfitta della Juventus contro la Lazio, confermiamo il primato e restiamo in vetta alla classifica. Ma restiamo con i piedi per terra. La stessa vittoria della Lazio può essere vista da una prospettiva diversa: abbiamo mantenuto il primato, ma allo stesso tempo la Lazio adesso si propone con forza tra le migliori squadre del campionato e riduce il nostro vantaggio nei loro confronti. In prospettiva futura sarà bene guardare avanti (anche se... non c'è nessuno) ma anche dietro e tenere d'occhio le inseguitrici.

Una SPAL-LATA al campionato?

Conquistare la vetta fa sicuramente piacere. Soprattutto se consideriamo tutte le traversie, il provvisorio primato è fonte oltre che di grande e legittima soddisfazione, pure di grande orgoglio e fiducia per il proseguimento. La vittoria contro la Spal (ottenuta con una doppietta del bomber argentino Lautaro Martinez) non è stata una vera e propria "Spal-lata" al campionato, ma non possiamo più dire che l'obiettivo è finire tra le prime quattro, perché abbiamo scavato un solco importante tra noi e le inseguitrici (a parte la Juventus ovviamente): l'obiettivo deve essere arrivare almeno secondi e provare a far meglio fino in fondo, consapevoli che per le caratteristiche della squadra non esistono partite scontate e dobbiamo dare sempre il 100% in qualsiasi match per prevalere.

Un’Inter stoica batte la Spal e centra il primo posto in classifica: Inter – Spal 2-1

Dopo la vittoria contro la Spal e il pareggio della Juventus contro il Sassuolo, l'Inter sale al primo posto in classifica con un punto sui bianconeri e +7 sulla Lazio. Ancora decisivo contro la Spal, Lautaro Martinez (autore di una doppietta), ma vanno registrate le prestazioni "monstre" di Marcelo Brozovic e Romelu Lukaku, i due giocatori che hanno preso per mano la squadra dopo una flessione a inizio del secondo tempo, quando i ferraresi accorciavano il risultato con una giocata individuale di Valoti. Abbiamo fatto 37 punti su 42 disponibili; vinto 12 partite su 14; abbiamo segnato 31 goal e ne abbiamo subiti solo 13. In classifica abbiamo in prospettiva qualificazione alla prossima edizione della Champions League, uno stacco importante su avversarie quotate come Roma (+9), Atalanta (+12), Napoli (+17). Tutti segnali confortanti alla vigilia di Inter - Roma, la prima di una serie di sfide contro le "big" che da qui alla fine del girone di andata, ci vedrà affrontare Napoli e Atalanta. Oltre che il Barcellona nella sfida decisiva per il passaggio della fase a gironi di Champions.

Due-tre considerazioni dopo la partita di Praga

Qualche considerazioni sulla sfida contro lo Slavia Praga nell'ultimo turno di Champions. La prima questione riguarda il rapporto tra risultato, arbitraggio e utilizzo del VAR. 1. Il VAR può decidere che un sospesso intervento da rigore sia un grave errore dell'arbitro, mentre l'annullamento di un goal regolarissimo è un piccolo errore su cui soprassedere? 2. Possibile che l'introduzione del VAR in una stessa partita, danneggi una squadra quando utilizzato e la danneggi quando non utilizzato? 3. Come è possibile, soprattutto, che per un fallo in area contestato si sospenda il gioco e per un fallo magari un metro fuori dall'area invece no? Poi la prestazione della squadra. Ci sono due aspetti che vengono qui approfonditi. Da una parte l'analisi della partita ci racconta come nelle singole gare l'esito sia la coincidenza di tanti fattori e per cui basta un elemento "stonato" per sovvertire il naturale, logico e "prevedibile" andamento. Di conseguenza, la valutazione reale di una squadra (in questo caso, la nostra Inter) non si può mai fare su una singola partita, positiva o negativa che sia. Non sappiamo per quante gare l'Inter sarà in grado di esprimersi al meglio e di quanto potrà flettere: ma questa volta si può ragionevolmente pensare che sapremo reagire e superare i momenti difficili restando uniti e risultando sempre più forti.

Una grande Inter affonda lo Slavia, ma adesso comincia la fase più difficile: Slavia Praga – Inter 1-3

Dopo Torino, l'Inter sfodera una grande prestazione anche in Champions nella trasferta contro lo Slavia Praga. Si giocava per un unico risultato: la vittoria. I tre punti ottenuti adesso ci permetteranno di giocarci il passaggio del turno nella difficilissima sfida contro il Barcellona. Protagonista assoluto della gara è stato Romelu Lukaku, sempre più giocatore determinante e leader della squadra: oltre a segnare (tre volte, ma l'arbitro gliene ha convalidato solo uno), ha sfoderato una prestazione di carattere, qualità, tecnica e potenza fisica e fornito due assist spettacolari al suo partner d'attacco, Lautaro Martinez. Benissimo Godin, molto buono l'impatto sulla gara dei "sostituti" Gagliardini, Esposito e Valentino Lazaro. Ma l'altro protagonista è ovviamente Antonio Conte, che azzecca tutte le scelte contro lo Slavia (baricentro basso e lancio lungo a cercare le punte, poi le sostituzioni giuste nel momento giusto) e nonostante le molte assenze, porta a casa il risultato. Il mister è l'artefice di questa bellissima Inter, che adesso si avvia a entrare nella fase più calda (a dispetto del clima) della stagione.

Atto di forza: Torino – Inter 0-3

Una prestazione maiuscola dei nostri ragazzi sul campo difficile dell'Olimpico di Torino, ci mantiene a un solo punto di distacco dalla Juventus, ovviamente capolista, e conferma l'ottimo momento della squadra. A segno Lautaro Martinez, de Vrij e Romelu Lukaku, uno dei grandi protagonisti della partita e autore della sua decima rete stagionale in campionato. Il bomber belga non sta facendo rimpiangere Mauro Icardi e appare uno degli uomini chiave dell'Inter di Antonio Conte che al nucleo "storico" fondato su Handanovic, de Vrij e Skriniar e Brozovic, trova proprio nei due attaccanti i suoi principali riferimenti. L'altro giocatore imprescindibile in verità sarebbe proprio Nicolò Barella, il centrocampista ex Cagliari che dopo un ottimo primo tempo, ha dovuto lasciare il campo anzitempo per infortunio. Rischia uno stop prolungato e in queste ore si sta cercando di chiarire la sua situazione. L'inizio del campionato è al di là di ogni aspettativa: senza "trasudare" ottimismo, non si può che riconoscere la bontà del lavoro fatto finora.

Giovanili Inter: facciamo il punto (terza parte)

Terza e ultima parte del nostro "punto" sulle giovanili nerazzurre. Dopo aver parlato nel dettaglio della Primavera, della squadra Berretti, della Under 17 e della Under 16, qui focalizziamo la nostra attenzione in particolare sulla selezione Under 15 di Mister Annoni, una delle squadre che stanno facendo meglio. Domenica ha pareggiato a Bergamo contro i pari età dell'Atalanta (goal di Stante) e nel prossimo turno si gioca la testa della classifica nel derby contro i pari età del Milan. Nel post anche il commento al pari degli Under 17 contro il Chievo Verona e alla vittoria degli Under 16 contro l'Atalanta per due a zero grazie a una doppietta di Sarr. In volata, il quadro della situazione anche per quello che riguarda gli Under 14 e gli Under 13.

Giovanili Inter: facciamo il punto (prima parte)

La valutazione di un’annata del settore giovanile, nel suo complesso come delle singole squadre, deve essere fatta tenendo conto di diversi fattori: i risultati che si stanno conseguendo, in termini di punteggio e di prospettive di gioco; la maturazione di elementi con spiccate prospettive di carriera; le politiche societarie, che possono essere rivolte principalmente al raggiungimento di risultati immediati o al proporre agli elementi più dotati step precoci (ma ragionati) che ne accelerino la crescita, la storia e la tradizione recente della società (è evidente che gli stessi risultati che non vengono considerati del tutto soddisfacenti per l’Inter, abituata a dominare e produrre giovani importanti, sarebbero strepitosi per altre società...). Approfittiamo della sosta della Serie A per fare il punto sulla situazioni delle giovanili. Cominciamo qui con la Primavera e l'Under 18.

L’aria di montagna fa male, a chi vorrebbe non ce la permettessimo: Inter – Verona 2-1

L'Inter al vertice (o vicina) dà fastidio e dovremo aspettarci, se resteremo nell'attuale posizione, un fuoco di sbarramento mediatico sempre più intenso. Venivamo da una settimana tormentata perché l’allenatore, la squadra e persino la società erano stati sotto tiro dei media più ostili e prevenuti per le polemiche scatenate dalla stampa stessa dopo le dichiarazioni del mister. Si era arrivati a scrivere di una frattura fra allenatore e società, ma anche fra allenatore e giocatori. Sembravano esserci le condizioni per un insuccesso, anche considerando che lo sviluppo iniziale della gara aveva messo le cose tatticamente a loro favore, ma "abbiamo messo il cuore" e abbiamo ribaltato il risultato e portato a casa una vittoria importante (la decima su 12 partite di campionato). Leggeremo ancora di uno scollamento tra tecnico e giocatori, la prima volta che uno starnutirà, nonché tra il tecnico e il direttore che lo ha fermamente voluto. Ma noi siamo l’Inter e dobbiamo superare anche questi ostacoli-tranello.

Antonio Conte, colpevole di aver detto… quel che tutti pensiamo

Antonio Conte è "colpevole"? Nei giudizi calcistici, tutte le opinioni e le possibilità sono lecite, ma se possiamo discutere eventualmente per quello che riguarda le sedi (cioè, se parlarne in conferenza stampa, dopo la sconfitta contro il Borussia, sia stata la scelta giusta) le ragioni di Antonio Conte sono da intendere come una sferzata e uno stimolo, quindi non come un atto d'accusa verso la società. Noi stiamo con Conte. Del resto i limiti che ha evidenziato sulla composizione della rosa sono gli stessi che noi tifosi abbiamo individuato sin dall'inizio del campionato... La proprietà sa di poter contare su un direttore (Marotta) e un allenatore che sono tra i migliori al mondo. Solo uniti si vince. Non regaliamo agli avversari discordie rovinose per motivi futili.