Contro il Cagliari, ancora una volta, il primo tempo รจ stato sotto tono. Non come contro il Como, ma caratterizzato da parte nostra da ritmi lenti. Scarsa verticalizzazione e qualche difficoltร nel controllare le loro ripartenze, appoggiate soprattutto su un imprendibile Palestra. Poi, per la terza volta consecutiva, nella ripresa รจ invece davvero cambiato tutto. Siamo entrati con feroce determinazione, abbiamo alzato i ritmi, dopo aver sistemato dietro il problema della marcatura di Palestra e in dodici minuti abbiamo realizzato una splendida doppietta, con due tra gli uomini migliori del match, Thuram e Barella. Il doppio vantaggio ci ha consentito di giocare con intelligenza, palleggiando in sicurezza, attendendo e preparando il momento opportuno per la verticalizzazione. Certo la gestione del match non รจ stata senza apprensioni, ma la squadra รจ apparsa concentrata, ben messa in campo. Tutti erano pronti ad aiutarsi. Alla fine il grandissimo goal di Zielinski ha poi chiuso tutti i discorsi in attesa della partita di domenica prossima a Torino contro i granata. In mezzo: la semifinale di ritorno con il Como. Bisogna riconoscere ad ogni modo la grandezza di questo gruppo che, da cinque-sei anni, al netto delle sconfitte che pure ci sono state, domina il nostro calcio. I meriti vanno anche ai dirigenti tecnici di campo: da Spalletti a Conte, da Simone Inzaghi a Cristian Chivu. Ai loro collaboratori. Ma i riconoscimenti non bastano piรน. Adesso staff e ragazzi hanno bisogno dell'arrivo di giocatori molto forti, pronti, in grado di potenziare subito il livello della squadra, di fare respirare i piรน provati e di preparare in tempi brevi un percorso emulativo dei trascinatori attuali. Servono almeno quattro giocatori di qualitร assoluta: un portiere, un centrale di difesa, un centrocampista con le caratteristiche simili a quelle di Manu Konรฉ, un giocatore offensivo di fantasia. Sono in veritร , tre su quattro, i profili ricercati giร la scorsa estate. Poi le cose sono andate diversamente. La speranza รจ che i pochi soldi disponibili non saranno nuovamente frazionati per diversi improbabili futuri campioni, scelti perchรฉ al momento hanno costi modesti.
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Dallo sprofondo alla gagliarda risalita: Inter – Pisa 6-2
Alla vigilia della partita col Pisa, la nostra situazione era questa: venivamo da tre sconfitte consecutive in Champions League (N.b. Il report sulla partita contro lโArsenal, che non รจ stato possibile pubblicare nei giorni scorsi, รจ riportato integralmente nel contenuto del testo del post); venivamo da tutte vittorie con le medio-piccole, ma da quasi tutte sconfitte nei grandi match, in campionato, dove comunque eravamo primi. Per essere competitivi su tutti i fronti, riportato a casa Pio e presi e cifre contenute due giovani promettenti come Bonny e Sucic, bisognava spendere per almeno due campioni, in grado di aumentare subito il tasso di qualitร , forza e esperienza della squadra. Tanto la gara contro lโArsenal che quella contro il Pisa (soprattutto) ci dicono che i giocatori chiave sono costretti ad oggi a giocare tutte le partite, con lโinevitabile corollario di frequenti infortuni e di arrivare piรน logori degli avversari ai grandi appuntamenti. Contro il Pisa, una squadra media che in prevalenza difende e riparte, privi del play e soprattutto dei due esterni titolari, non potevamo non soffrire. Siamo andati sotto di due goal, poi โรจ bastato Dimarcoโ a fare svoltare, ma รจ probabile che se avessimo avuto un grande centrocampista e un grande esterno destro, non avremmo avuto necessitร di rimontare in quel modo e forse anche alcuni giocatori in campo sarebbero stati meno logori. Non si chiede lโimpossibile. Per venire alla partita, sotto di due goal dopo venticinque minuti, Chivu corre ai ripari e mette dentro Dimarco per Luis Henrique, con spostamento di Carlos Augusto. Una decisione affrettata, ma dettata da ragioni oggettive. Finisce che negli ultimi otto minuti della prima frazione di gara, facciamo tre goal e ci portiamo in vantaggio. Nella ripresa siamo assolutamente dominante e alla fine la vinciamo sei a due, segnando gli altri tre goal negli ultimi dieci minuti della ripresa. Diciamo che questo รจ un piccolo segnale positivo, al di lร del risultato, considerando che tre giorni prima avevamo giocato una partita logorante e decisiva come quella contro lโArsenal di Arteta.
Primi in classifica, ma con tanti problemi: Bologna – Inter 4-3 d.c.r.
In ossequio ai dettami della proprietร sono arrivati cinque giocatori giovani, tutti costati entro i 25 milioni, quasi tutti molto meno. Al momento si puรฒ dire che quattro dei cinque nuovi arrivi sono stati sostanzialmente azzeccati. Solo Luis Henrique lascia perplessi. ร una buona media. Ma nessuno di questi รจ attualmente in grado di trascinare la squadra nel momento di necessitร . La squadra non era โfinitaโ, dopo il finale della scorsa stagione, ma doveva essere in qualche modo aiutata a ripartire e andava rafforzata nelle strutture portanti. Cosรฌ non รจ stato e la squadra sembra andare incontro a delle โcostantiโ che sono positive, purtroppo meno numerose (segniamo molti goal, contro le squadre medio basse perdiamo pochissimi punti e diamo anche spettacolo), come negative. Prendiamo molti goal, spesso non riusciamo a gestire il vantaggio, contro le squadre forti e nelle partite decisive o fondamentali andiamo sovente in difficoltร , soffriamo le squadre di grande ritmo, che giocano con moduli non speculari e hanno attaccanti rapidi sugli esterni. Sono tutte ragioni che sono dentro la semifinale di Supercoppa persa ai calci di rigore contro il Bologna e che meritano di stare al centro di riflessioni da parte della proprietร per quello che รจ il prosieguo della stagione, dato che siamo prossimi allโapertura della sessione invernale di calciomercato. La Primavera, intanto, mentre la prima squadra esce sconfitta dalla sfida contro il Bologna, vince contro il Genoa con il risultato di tre a uno. Continua lโascesa degli uomini di mister Benny Carbone, che appaiono in un momento di condizione brillantissima, nonostante le continue rotazioni di giocatori (tra Under 18 e Under 23) e nonostante lโetร media contro bassa. Contro i rossoblรน, che ci incalzavano da vicino e che dispongono di elementi maturi e insidiosi, non cโรจ stata partita. Questa squadra ha davvero molti talenti e potrebbe nel tempo regalarci anche qualche bella sorpresa a livello di individualitร importanti. Intanto fa punti e gioca benissimo.
Un’Inter camaleontica: Inter – Slavia Praga 3-0
UnโInter โcamaleonticaโ batte tre a zero lo Slavia Praga (doppietta di Lautaro, goal di Dumfries) e ottiene la quarta vittoria consecutiva tra campionato e Champions. Parliamo di unโInter camaleontica non tanto per il tipo di gioco, per il modulo o per lโatteggiamento agonistico, che nella sostanza restano immutati, quanto per gli uomini che compongono lโundici iniziale. Ben sette giocatori su undici sono scesi in campo a San Siro rispetto ai โtitolariโ di Cagliari, senza che cambiasse lโesito dellโincontro: vittoria netta nostra e zero tiri in porta parati dai nostri numeri uno. Al momento sembra che non faccia differenza, nei meccanismi complessivi, se gioca Martinez o Sommer; Akanji o Bisseck; de Vrij o Acerbi; L. Henrique o Dumfries; Barella o Zielinski; Mkhitaryan o Sucic; Carlos Augusto o Dimarco. Chiaramente ci sono poi 2-3 uomini guida che hanno funzione trascinante: Calhanoglu (che non ha neppure un sostituto di ruolo), Lautaro, Thuram. Quando sono al top sono imprescindibili, in attesa magari della crescita degli altri. Importante il lavoro psicologico di mister Chivu. Non era facile: si trattava di appianare divergenze anche profonde, emerse pubblicamente, ma anche di rimotivare la squadra ricordandole e richiamandone l'autostima attraverso la valorizzazione di quanto costruito negli anni, che non poteva essere intaccato da qualche partita sfortunata dopo un'annata eccezionale (e non รจ stata certo l'unica). Sul piano del gioco, la differenza fondamentale tra lโallenatore e il suo predecessore sta, almeno a livello di intenzioni, nel far correre la palla anzichรฉ far salire gli uomini da dietro. Un gioco che richiede braccetti e almeno un centrocampista a turno piรน posizionali e da un lato punte in grado di tenere la palla (con una che viene incontro e lโaltro, oltre Dumfries, che cerca la profonditร ), dallโaltra che tutta la squadra accorci in avanti per evitare che tra gli offensivi e il resto ci siano praterie offerte alle ripartenze avversarie. I problemi principali non sono risolti, ma sotto questo aspetto, dopo le gare contro Udinese e Juventus, abbiamo visto sicuramente dei miglioramenti.
La convalescenza sembra terminata, ma occhio alle ricadute: Cagliari – Inter 0-2
Lโazione andrebbe rivista al ralenty, ma il palo di Folorunsho, giocatore alto un metro e novanta e peraltro autore di una buona prestazione, รจ unโoccasione che non andava concessa agli avversari. Questa รจ stata tuttavia lโunica effettiva azione da goal che abbiamo concesso ai rossoblรน nel corso di una partita in cui tutti i dati sono a nostro favore e confermano la nostra superioritร , se non il nostro dominio. Detto che esiste pure lโavversario, va riconosciuto che contro il Cagliari non siamo stati โrimontatiโ (cosa che si รจ purtroppo verificata nel corso di questa stagione) ma abbiamo โ anzi โ raddoppiato. Se guardiamo ai dati positivi, la qualitร del nostro gioco e la produzione offensiva, dopo la sconfitta contro la Juventus (ma ancora di piรน se facciamo il raffronto con la gara contro lโUdinese) sono andate sempre migliorando. Abbiamo vinto tre partite, di cui due in trasferta, tra campionato e Champions League, e in due partite su tre non abbiamo subito reti. Non ci sono dubbi che la prolificitร in rapporto alle occasioni create e la necessitร di rendere piรน impermeabile la difesa sono sicuramente i punti da continuare a migliorare. Anche se contro il Cagliari, che รจ una buona squadra e in un momento positivo, non abbiamo concesso, come detto, nessun tiro nella luce della porta. Cโรจ stata uan differenza nella prestazione tra un tempo (il primo tempo ha sicuramente soddisfatto pienamente sia i risultatisti che gli esteti) e l'altro c'รจ stata e sino al raddoppio di Pio, nel finale, siamo stati tutti in grande tensione: nella ripresa non siamo piรน riusciti a pressare alti e anzi qualche volta siamo andati in difficoltร per il loro pressing, dal quale faticavamo ad uscire piรน del lecito, per qualche errore individuale di troppo. Considerazioni finali? Dobbiamo imparare a essere piรน cinici sotto porta avversaria, sempre concentrati, piรน pratici e magari qualche volta meno supponenti in fase di contrasto e ripartenza (abbiamo visto, tra l'altro almeno 4-5 colpi di tacco o giocate pretenziose: sempre meglio essere pratici e andare sul sicuro). In compenso รจ confortante la disponibilitร degli attaccanti ad aiutare, anche arretrando in fase di non possesso, perchรฉ la compattezza e la densitร consentono di limitare al minimo le opportunitร altrui. Infatti lo spirito di sacrificio nell'interesse generale รจ sintomo di un gruppo sano e determinato a perseguire obiettivi che ritiene possibili. In classifica accorciamo sulle prime, che perรฒ ora sono piรน numerose.
Abbiamo preso un brodino o un antipasto? Ajax – Inter 0-2
La prima di Champions รจ stata un brodino o un antipasto? Ce lo diranno ovviamente le prossime partite. Sicuramente con la vittoria in casa dellโAjax, nella prima gara di Champions, affrontata con parecchio timore dopo le due sconfitte contro Udinese e Juventus, non fa svanire tutto di colpo le preoccupazioni, ma รจ comunque il segno di una reazione. Si tratta di una risposta incoraggiante per unโInter tuttavia convalescente e che deve stare attenta alle ricadute. Contro lโAjax, Chivu non ha sbagliato nulla (per la veritร non ha commesso particolari errori neppure contro la Juventus). A partire da alcune scelte individuali. Sommer secondo alcuni non avrebbe dovuto giocare, ma poi con una parata decisiva in particolare, ha indirizzato il match sul giusto binario; de Vrij, che ha giocato al posto di Acerbi, รจ stato forse il migliore in campo. Sicuramente la partita non รจ stata tatticamente โdifficileโ, sotto certi aspetti: i lancieri hanno giocato โapertiโ, accettando gli scontri in campo aperto e noi non siamo stati inferiori tecnicamente, contro una squadra che per tradizione sforna giocatori che danno del tu al pallone, e superiori in alcuni elementi sul piano e della corsa. Dominante la prestazione di Marcus Thuram, incontenibile: due goal e un rigore guadagnato, ma negato ingiustamente, parlano da soli. Elargisce una grande sensazione di strapotenza. Esordio in Champions League positivo per Pio Esposito: lotta, difende la palla con personalitร e fa salire la squadra.
Una squadra che merita solo elogi: Como – Inter 0-2
Quando dopo 38 partite perdi il campionato per un punto cโรจ sempre un modo di recriminare. Soprattutto se, come รจ apparso chiaro, la nostra era la squadra piรน forte. Onore al Napoli, ma onore all'Inter che ha fatto un percorso di vertice fino all'ultimo (a meno di un'ora dalla fine era ancora prima in classifica), ma ci ha aggiunto un cammino in Europa alla quale le italiane da tempo non ci avevano abituati, oltre a una semifinale di Coppa Italia e una semifinale di Supercoppa. LโInter che in Europa ha fatto dei risultati incredibile contro squadre fortissime, non รจ stata capace di vincere, in campionato in nessuna delle sei partite contro le tre rivali piรน accreditate: Napoli, Juventus e Milan. Va poi considerato il dato dei goal subiti in rimonta o nelle fasi finali a dimostrazione del โpesoโ straordinario che l'essere ai vertici in tutte le competizioni comporta. La squadra non ha pagato lโetร media troppo alta e il principale problema che abbiamo da affrontare non รจ tanto abbassare lโetร media quanto sostituire i giocatori che non hanno reso secondo le aspettative, con altri porti. Se poi questo comportasse un abbassamento dell'etร media, senza abbassare il livello qualitativo, tanto meglio. Ma se arrivasse un trentenne o persino un trentaduenne integro e molto forte, sarebbe il benvenuto. A tale proposito, le prestazioni di Asllani e Zalewski contro il Como sono state incoraggianti ma la domanda da porsi รจ questa: bastano per dire che se dovessero in futuro sostituire il titolare in una partita chiave sarebbero sicuramente all'altezza? Lโaltra cosa importante che ci dice la gara con il Como รจ che รจ sul tavolo, realmente, almeno come alternativa, lโopzione di un modulo 3412. Una opzione non nuova, essendo stata sperimentata piรน volte quando il mister disponeva di Sanchez, solo che il cileno giocava sรฌ tra le linee, ma non aveva piรน sprint nรฉ forza nei contrasti. Sono problemi del futuro ma fatto sta che le ultime partite con Zalewski mezzala dimostrano che si possono trovare nuove soluzioni tattiche. Come sempre l'importante รจ avere giocatori adatti.
Dalla storia alla leggenda: Inter – Barcellona 4-3
Se a Barcellona Inzaghi e i suoi ragazzi avevano scritto un'avvincete pagina di storia, nel ritorno a San Siro hanno sciorinato una prestazione che li colloca di diritto nella leggenda del calcio. Inter - Barcellona, e il conseguente approdo alla seconda finale in tre anni, apparterrร per sempre al libro in cui vengono raccolte le rarissime leggende incancellabili del calcio, sullo stesso livello di Italia - Germania 4-3, per intenderci. Le due partite di ritorno con Bayern e Barcellona dimostrano l'enorme forza di questo gruppo, vero propellente per le imprese della squadra. Psicologicamente passare da 2-0 a 2-3 sarebbe stata una mazzata decisiva per qualunque squadra che non avesse la nostra forza morale (quella fisica orami era in calo). Ebbene, un nostro quinto ha compiuto un'azione irresistibile, dopo oltre 100 di gara tiratissima e l'ha messa in mezzo dove un trentasettenne difensore centrale, con il cuore e i polmoni di un leone, si รจ fatto 80 metri di campo per trovarsi all'appuntamento con il gol bruciando sul tempo chi lo marcava e segnando un gol da grande puntero con il piede... sbagliato. Ma non basta: nel recupero il nostro Thuram, ormai quasi claudicante, ha trovato la forza di farsi largo, difendere palla tra tre avversari e servire in un fazzoletto Taremi. L'iraniano a sua volta ha avuto la luciditร di girarla per Frattesi che intelligentemente si รจ staccato dalla marcatura, ha ritardato il tiro mandando fuori tempo gli avversari e ha segnato il gol della vittoria clamorosa. Questo gruppo ha grande orgoglio, forza morale ed รจ un gruppo incredibilmente compatto, dal portiere allโultimo entrato. Tutti insieme, soffrendo come รจ inevitabile contro due delle squadre piรน forti del mondo, sono stati capaci di andare a prendersi la qualificazione all'ultimo respiro sia con i tedeschi sia con i catalani. E che โall'ultimo respiroโ non sia un modo di dire lo dimostra il malore che ha colpito Frattesi dopo la segnatura. Le ultime nostre partite in Champions hanno rappresentato uno spot per il calcio. Milioni di ragazzini nel mondo, dopo aver visto queste pagine di calcio emozionante, diventeranno tifosi o almeno simpatizzanti nerazzurri.
Un miglioramento si รจ visto: Feyenoord – Inter 0-2
I segni di ripresa psico fisica sembrano confortanti, mentre sotto il profilo caratteriale si รจ avuta una ulteriore conferma della straordinaria compattezza del gruppo. Questa volta anche i giocatori impiegati di necessitร fuori ruolo e quelli che giocano meno sono apparsi all'altezza delle aspettative. Oltre agli assenti, qualcuno per noi fondamentale รจ ancora in fase di recupero della condizione (Thuram, Calhanoglu), ma alcune seconde linee hanno finalmente convinto in pieno (Zielinski, de Vrij, gli stessi stesso Josep Martinez e Bisseck). Persino Frattesi che ha giocato pochi minuti ha mostrato progressi nella fase di contenimento e nel palleggio. Restano le lacune strutturali che abbiamo 'denunciato' piรน volte, ma abbiamo giร dimostrato che quando stiamo bene possiamo convivere anche con questi (relativi) buchi di organico. Questo gruppo รจ primo in campionato, ha fatto sino ad oggi una CL strepitosa, รจ semifinalista in Coppa Italia e ha giocato la finale di Supercoppa. Va solo elogiato e ringraziato. Altro discorso รจ ragionare sul calo di energie psico fisiche che si รจ visto in alcune partite e che potrebbe ripresentarsi, soprattutto se continueranno gli infortuni che limitano le possibilitร di turn over. Per quanto riguarda la Primavera invece, la vittoria dei ragazzi di Zanchetta รจ un ennesimo exploit di un percorso strepitoso, fatto di otto vittorie consecutive, battendo tra l'altro avversarie del calibro di City, Arsenal e appunto Bayern Monaco. Il successo รจ arrivato ai rigori, anzi all'ultimo rigore, dopo un match tiratissimo, ma รจ certo che vincere a Monaco, eliminando il Bayern, sia pure con una squadra giovanile, รจ sempre un soddisfazione grandissima. Il commento alla gara รจ anche lโoccasione per ritornare su unโamichevole discussione di questi giorni tra gli amici del blog su questa Primavera.
Il collettivo e i “colpi”: Inter – Lazio 2-0
Il messaggio che arriva dalla gara di Coppa Italia contro la Lazio non รจ tranquillizzante, se si pensa alle prove decisive che ci aspettano in un lasso di tempo ridottissimo: le trasferte di Napoli e Bergamo (le nostre due piรน pericolose rivali, al momento) e lo spareggio, con match da dentro o fuori, contro gli olandesi in CL. Il nostro vantaggio al termine della prima frazione รจ venuto in modo estemporaneo, grazie a una giocata individuale clamorosa e non come conseguenza di una netta superioritร di manovra. Anzi. La ripresa รจ andata un po' meglio perchรฉ รจ cambiato l'atteggiamento tattico delle due squadre e perchรฉ a un certo punto Inzaghi ha forzatamente fatto ricorso a un cambiamento di modulo che, in quella situazione, ci ha resi piรน compatti. Diciamo che siamo stati piรน cinici rispetto agli avversari. Si dice cosรฌ, quando le cose vanno beneโฆ Migliori in campo per noi: J. Martinez, Bisseck, de Vrij, Zielinski, Arnautovic. Tutti giocatori tra quelli meno โusuratiโ non tanto dall'etร quanto dal numero di partite giocate. Nel post anche il report sulla gara dellโUnder 16 di mister Solivellas che ha vinto 3-0 contro i pari etร della Cremonese. Sul piano del rendimento individuale, da segnalare come sopra la media le prestazioni di Rocca, Nese, Pannuto, Limido, Donato, Tosolino e soprattutto di Gjeci.









