Il presente e il futuro: Inter – Sampdoria 5-1

Inter – Sampdoria: dopo aver giocato 58′ in tutto il campionato, pochissimi minuti dopo il suo ingresso in campo, Pinamonti sigla il suo primo goal ufficiale in maglia nerazzurra.

E’ un post difficilissimo da scrivere e quasi impossibile da far accettare al tifoso medio, che giustamente vuole solo gioire per assaporare a lungo la felicità di un successo che non solo mancava da oltre un decennio, ma addirittura viene dopo stagioni umilianti per una squadra con il nostro blasone.

Per questo è probabilmente un post prematuro: sono i giorni della felicità che ubriaca, non quelli delle preoccupazioni, per quanto logicamente fondate. Almeno a me sembra.

Eppure a me sembra proprio che vada fatto oggi, perché la partita con la Samp è emblematica di un presente trionfale, che ci ha presentato una squadra in grado di demolire una buona Samp, anche schierando molte riserve le quali,  in virtù del sistema di gioco ormai memorizzato, sono apparse fortissime, in pratica al livello dei titolari.

Ne parleremo meglio in seguito, ma…

  • Che dire della prestazione impeccabile di un Ranocchia dominatore dell’area e capace di alcune uscite alla… Bastoni?
  • Che dire di un Gagliardini che dopo 20’ aveva già segnato un gol fantastico, calciando di prima e di precisione sul palo lungo e poi aveva regalato a Sanchez un assist che neppure… Eriksen? 
  • Che dire di uno Young, frizzante, effervescente propositivo e continuo in avanti, ma anche decisivo in alcune chiusure difensive?
  • Che dire di un Vecino che è tornato ad essere un giocatore vero, affidabile, buono per senso della posizione, corsa e capacità di dialogare tecnicamente con i compagni?
  • Che dire di un Sanchez che corona il campionato della rinascita con due gol bellissimi e altre giocate da campione?
  • Che dire di un Pinamonti che, dopo aver giocato 58’ in tutto il campionato, pochissimi minuti dopo il suo ingresso sigla un gol personale difficilissimo e molto bello?
  • Che dire di un D’Ambro che fa il suo, diligentemente, pur mostrando che la sua forza sta nella concentrazione e nella grinta, più che nel fraseggio con i compagni?
  • Che dire infine di un Radu che entra e, pur senza doversi produrre in interventi speciali, si muove con sicurezza sia nelle uscite alte, sia nella gestione della palla con i piedi?
  • Che dire della conferma del fatto che Eriksen, oltre che la mezzala o il secondo play (come preferite) può anche giocare con profitto da play unico, in sostituzione di un irrinunciabile Brozo?
  • Che dire di un’Inter ‘Lukaku dipendente’, che senza Lukaku fa 5 gol alla Samp e ne costruisce almeno altrettanti possibili?

La prima cosa che viene in mente è che anche i tifosi che all’inizio hanno accolto con scetticismo Conte o addirittura lo hanno osteggiato in ogni modo , oggi devono riconoscere il grande lavoro da lui svolto con straordinaria efficacia almeno su due piani:

1. Ha dato all’Inter un ‘giuoco’.

Si, un giuoco con la ‘u’ come pronuncia Berlusconi e come chiedono gli esteti. Perché il gioco di questa Inter è bellissimo: alcune combinazioni in velocità nelle verticalizzazioni non possono non soddisfare il palato più esigente; alcune realizzazioni ottenute dopo aver coinvolto tutta la squadra in una fitta rete di passaggi, devono far godere persino i ‘guardiolani’ (anche se oggi il mister spagnolo sembra pentito, disponibile a un pragmatismo concreto); alcune chiusure difensive vanno oltre la bravura eccelsa dei singoli ma sono frutto di un’organizzazione di gioco efficacissima.

Agli offensivisti ad oltranza vorrei ricordare che anche la fase difensiva, svolta con efficacia, ha una sua bellezza.

Ma vado oltre: dal 17 gennaio a oggi in 18 partite abbiamo preso 7 gol, di cui almeno 3 per topiche clamorose del nostro portiere. Non si raggiungono questi numeri senza una bellissima (cioè efficacissima) organizzazione difensiva.

2. Ha prodotto un incredibile miglioramento nelle prestazioni di quasi tutti i giocatori.

Alcuni, che erano già considerati irrecuperabili per il progetto, con il lavoro e  con alcune variazioni nel tipo di utilizzo sono diventati perni irrinunciabili: mi piace citare Skriniar, Eriksen ma anche Perisic e lo stesso Sanchez.

Altri sono cresciuti enormemente in due anni, come Bastoni, Barella, lo stesso Lautaro.

Oggi i giocatori sono scelti per quello che sanno fare e sono utilizzati in un ingranaggio in cui lo possono fare al meglio.

Ma soprattutto lui, ‘gobbo’, ha saputo trasmettere un sentimento di appartenenza, un orgoglio e una compattezza di gruppo che contribuiscono a elevare il rendimento dei singoli e a nascondere o rendere meno determinanti le debolezze.

Questi due campionati hanno dimostrato che possediamo una grande dirigenza e un eccezionale settore tecnico che hanno saputo costruire una squadra finalmente molto forte, come l’aspettavamo da anni.

Tutto bene allora?

Possiamo guardare con assoluta fiducia  e tranquillità a un futuro inevitabilmente radioso?

Non è del tutto vero e a dimostrarlo stanno le stesse parole di Marotta:

“E’un momento difficile che attraversa non solo l’Inter ma tutto il calcio mondiale. Cosa è saltato? Il modello di riferimento non è più sostenibile, vede i costi lievitare: mi riferisco al costo del lavoro, che varia tra il 70-75%. Qualsiasi azienda sarebbe vicina al default, noi dobbiamo lavorare sul contenimento dei costi, sulla valorizzazione delle risorse, ma non è facile. Ci troviamo una realtà che ha costi certi e ricavi incerti.”

Ritorneremo più avanti su questa frase e su ciò che implica e che coinvolge proprietà, dirigenza, tecnico e squadra.

In altre situazioni dopo una vittoria così ci sarebbero state solo certezze: la conferma di tutti, sulle ali dell’entusiasmo, e la determinazione nel realizzare quei ‘colpi’ che potrebbero davvero riportarci nella storia mondiale.

Ma ripeto, ne parleremo in seguito. Adesso limitiamoci a vedere che cosa è emerso dalla partita con la Samp, nella prospettiva ovviamente di guardare al futuro prossimo della squadra, intesa come organico di 22-25 giocatori.

Allora, se non vogliamo farci trascinare da un entusiasmo comprensibile ma acritico, bisogna a mio parere partire dal riconoscimento che non è tutto ora quello che ieri, alla luce del sole vespertino di San Siro, pareva luccicare.

Prima di tutto perché non è stata una vera partita di calcio ma una sorta di amichevole di fine stagione, come spesso accade da noi quando nessuna delle due squadre che si affrontano ha motivazioni forti.

Entrambe le squadre hanno lasciato fuori titolari importanti e soprattutto la partita è stata giocata a viso aperto, senza tatticismi e certamente la nostra volontà di festeggiare lo scudo con una vittoria era maggiore della loro pur legittima aspirazione a ben figurare contro i neo campioni d’Italia.

Abbiamo visto 6 gol, 5 dalla parte giusta e tante belle azioni e ci siamo divertiti.

Peccato che nella maggioranza delle partite casalinghe vere  e con la squadra al completo, di gol se ne son visti uno o al massimo due, spesso abbiamo vinto faticosamente e con il minimo scarto.

Peccato che di solito nelle partite casalinghe contro le medio basse la difesa avversaria non si apriva come il burro per le incursioni del ‘talentuoso’ Gagliardini, che una punta di scatto negli spazi ampi avrebbe impegnato ben più pericolosamente  il pur bravo Ranocchia, che il cc al cospetto di un reparto avversario più arroccato e intenso avrebbe faticato maggiormente a produrre gioco, che lo stesso D’Ambrosio chiamato a collaborare di più alla costruzione dell’azione avrebbe evidenziato maggiormente i suoi limiti nel fraseggio.

Io ho sempre pensato (ma sono l’unico forse tra i tifosi) che il calcio vero sia quello in cui c’è opposizione, in cui si soffre fino all’ultimo e in cui un solo gol può decidere la contesa.

Il resto è spettacolo e ieri era giusto che i 22 protagonisti ci regalassero spettacolo.

L’importante è non illudersi che le seconde linee viste ieri (e anche qualcuno non visto, come Vidal, Sensi o Kolarov) siano in grado di tenere il campo con autorevolezza anche nelle sfide vere, di grande significato, oltre che tecnico, anche tattico e agonistico (insieme) che ci aspetteranno nella prossima stagione.

Analizzare la partita da un punto di vista tattico e delle sue diverse fasi, credo sia inutile, perché dopo una ventina di minuti eravamo 2-0 e,  dopo un clamoroso errore del portiere (ma anche della fase difensiva) che poteva riaprirla, l’abbiamo subito chiusa nuovamente.

Poi i giocatori in campo si sono divertiti, chi cercando il gol personale (Hakimi, Lauti per esempio) chi mostrando il meglio del proprio repertorio.

Passiamo subito quindi alle pagelle con valutazioni che non terranno conto della relativa opposizione avversaria.

Handanovic: 5 si corica goffamente sul tiro strozzato, cioè sbagliato (e questo può essere una piccola attenuante) di Candreva. Lui è colpevole, ma Antonio va a concludere da solo a pochi passi dalla porta.

(Radu: 6 nessuna parata importante, ma tanta sicurezza nelle uscite alte.)

D’Ambrosio: 6-  qualche incertezza sia negli appoggi, sia in fase di contenimento e questo non è da lui. Rientrava però dopo molto tempo.

Ranocchia: 7 autentico dominatore della sua area, prova a uscire in più di un’occasione e conclude anche a rete con una bella rovesciata.

Bastoni: 7  ormai senza discussione tra i migliori e più completi difensori europei.

Hakimi: 8  imprendibile, continuo, maestoso. Al suo attivo anche l’assist del  3° gol. Correre sembra il suo divertimento preferito

Vecino: 7 il voto tiene conto anche della lunga lontananza dai campi. Gioca a buon ritmo, utile nei disimpegni, ha il merito di bloccare Augello e impostare l’azione del primo gol.

Eriksen: 7  ho letto molte critiche soprattutto per l’errore (una leggerezza in uscita) che ha consentito ai doriani di concludere pericolosamente. Nel complesso però la sua prestazione da play mi ha convinto, anche se ovviamente deve stare più attento, in quella zona.

(Brozovic: 7 sbaglia qualcosa, ma nei recuperi e nelle ripartenze il suo contributo è fondamentale.)

Gagliardini: 7.5  per una volta si trasforma in uomo di qualità, con un gol e un assist bellissimi.

(Barella: 7+ una mezz’ora importante, con la ciliegina dello stop di petto sontuoso e orientato a superare il doriano e con il successivo assist per Pina.)

Young: 7- gran primo tempo, sia in appoggio, suo l’assist per il gol del Gaglia, sia per qualche recupero difensivo contro un Candreva che con Keita è il migliore degli ospiti.

Lautaro: 7+ anche lui come Bastoni, Hakimi  e Barella si conferma tra i top europei nel suo ruolo.

Sanchez: 8 due grandi gol, tanto movimento e alcune giocate importanti. Da rivedere contro difese più solide e schierate.

(Pinamonti: 7 per il gol bellissimo, dopo 6 minuti dal suo ingresso e come incitamento e sostegno. In un paio di occasioni, spalle alla porta si fa anticipare, mostrando che deve ancora lavorare per arrivare a… Lukaku.)

All. Conte: 8 con in campo solo 4 titolari ‘di movimento’  la sua squadra non ne risente affatto. Sono certo però che saprà valutare correttamente (con l’aiuto dei dirigenti tecnici) le necessità della squadra che restano intatte. Nel calcio non si tengono le posizioni, chi non migliora, peggiora.


Veniamo adesso all’esame delle problematiche relative esistenti già oggi e che, per come si risolveranno, decideranno il nostro futuro prossimo.

La continuità della proprietà sembra decisamente confermata. L’intento della proprietà è sicuramente quello di proseguire il cammino iniziato per arrivare sempre più in alto.

Hanno già messo molti soldi nell’Inter e una squadra che ritorni a vivacchiare di certo non consentirebbe loro di  recuperarli con la vendita. Questo anche senza considerare la passione sincera sorta soprattutto in Steven.

Bisognerà vedere però se gli interessi del gruppo e quelli del governo cinese consentiranno la libertà di manovra (e di… stanziamento) indispensabili.

Su questo piano c’è un’incognita, anzi molto di più, perché il discorso dell’equilibrio di bilancio non promette nulla di buono.

Al momento  non c’è certezza assoluta  neppure sulla conferma della direzione tecnica. Anche se un cambiamento sarebbe davvero il classico fulmine a ciel sereno

E’ certo che entrambe le parti vorrebbero continuare la collaborazione, ma si dovrà vedere se esistono davvero le condizioni.

Questo fattore sarà fondamentale perché solo un grande management potrà tentare di rafforzare la squadra contenendo i costi. Si tratta di vendere bene giocatori superflui e di acquistarne a prezzi ragionevoli altri che poi si affermino.

Ma c’è anche il problema della conferma dei giocatori più richiesti, ai quali, di fronte a ponti d’oro di squadre avversarie prestigiose,  verrà richiesto da noi in qualche modo un ridimensionamento degli ingaggi.

E’ questo il punto sul quale, nella consapevolezza piena della mi incompetenza di semplice tifoso, non concordo con l’affermazione di Marotta, già riportata, secondo la quale: “Qualsiasi azienda sarebbe vicina al default”

O meglio: io credo che abbia ragione se si riferisce a qualsiasi azienda non calcistica. Nel calcio ci sono società che non sono per nulla vincolate alla logica del profitto o dell’equilibrio di bilancio.

In una recente semifinale di CL qualcuno ha calcolato che la panchina del City aveva una rosa del valore di molte centinaia di milioni.

La juve, indebitatissima, sembra stia per prendere tra gli altri Donnarumma a circa 70 milioni (più ovviamente un ingaggio stratosferico, più uno stratosferico ‘bonus’ a Raiola). Paga già 31 milioni annui di ingaggio all’anno a R7 e comprerà un altro attaccante di valore.

Real e Barca sono in crisi finanziaria, ma trattano giocatori importantissimi e costosissimi, come il nostro Lautaro, Timo Werner (valore stimato 80 milioni) e Haaaland (120).

Una squadra di cui non si sa il nome avrebbe avanzato un’offerta clamorosa per il nostro Lukaku e anche Bastoni e Barella sono sotto tiro delle società che possono non badare a spese.

La stessa Roma ha preso Mou a 7 milioni lordi (ufficiali, penso che saranno molti di più) e Mou sono convinto  che pretenderà un rafforzamento adeguato. Per il momento si parla di Musso.

Per rimanere in Italia potrebbero rientrare nel giro delle migliori allenatori importanti e costosi come Allegri, Sarri, Spalletti e forse per la juve Zidane, che certo non chiederanno giocatori sconosciuti.

Il fatto è che il calcio è un’azienda anomala, nella quale a volte gli investimenti non sono finalizzati a profitti immediati nel settore, anzi.

E’ un po’ come la pubblicità, una spesa cioè che sostiene una azienda o un privato dalle capacità finanziarie spropositate  per recuperare poi i soldi spesi accrescendo gli introiti delle altre sue attività o addirittura per esaltare il proprio prestigio personale o di Stato.

Per esempio: che volete che importi alla Russia se il Chelsea ha 1 o 2 miliardi di debito?

Che volete che importi un debito di qualche miliardo a uno sceicco che ha costruito in pieno deserto, dal nulla, una fantastica megalopoli futuristica?

Che importa qualche miliardo di debito a chi ha accumulato decine e decine di miliardi nei paradisi fiscali, dall’Olanda (dico… a caso) ai territori di oltre oceano, con attività che necessitano, per essere rilanciate di continuo, anche della fama e della immagine ‘costruita’ di uomo vincente nelle situazioni di grande concorrenza e interesse mondiali?

Ricapitolando, le prossime settimane prima, i prossimi mesi poi dovranno dirci:

  • Se resterà la proprietà e soprattutto con quale tipo di impegno.
  • Se resterà la dirigenza tecnica, con quali mezzi e con che capacità di ottenere il massimo dalle risorse prevedibilmente ridotte disponibili. Certamente se c’è un uomo che ha la possibilità di far quadrare conti tecnici e finanziari, questo è Marotta.
  • Se, sulla base dei programmi stilati resterà l’allenatore e se resterà convinto di poter lottare per programmi sempre più ambizioni.
  • Se si troverà l’accordo economico tra società e giocatori, soprattutto quelli che hanno più mercato.
  • Se si riuscirà a confermare tutti i big e nel contempo a rafforzare adeguatamente la rosa, magari anche con una cessione ‘selettiva’ per finanziare un reale rafforzamento complessivo.

Non dimentichiamo che per la natura del calcio italiano è difficilissimo fare un percorso importante sia in CL sia in Campionato.

Complessivamente io sono ottimista, perché ho fiducia nella proprietà, nella dirigenza  e nell’allenatore.

E soprattutto perché so che comunque oggi, a differenza del post triplete, disponiamo di un complesso di atleti (parlo dei 13-14 titolari) di altissimo profilo, ma ancora giovani con ampi margini di crescita e non appagati.

Forse non è il momento, come dicevo, di sollevare queste problematiche a livello di tifosi.

Ma secondo me non è neppure il momento di illudersi che non esistano rischi connessi alle stesse.

La Primavera

Il discorso su presente e futuro riguarda anche, sia pure in misura meno significativa, l’insieme dei nostri giovani, della Primavera ma soprattutto dei nostri giovani di maggior valore in giro a fare esperienza.

Questo perché se teoricamente alcuni dei nostri giovani migliori potrebbero anche entrare a far parte della rosa (cito Dimarco, Zinho, Pirola, Agoumé, persino Salcedo, mentre per Espo e Mulattieri servono altre esperienze) o comunque contribuire anche dolorosamente, ad abbattere i costi di qualche possibile acquisto, in Primavera non abbiamo nessuno che possa anche solo venir aggregato il prossimo anno o contribuire in qualche modo all’equilibrio del bilancio (prospettive migliori ci sono per l’U18, in tempi lunghi, ovviamente, visto che senza 3 o 4 dei migliori, già promossi in Primavera, domina il suo campionato avendo vinto oggi a Roma contro la seconda in classifica, per 3-2 con gol di  Iliev, Peschetola e Jurgens).

La Primavera ha ancora una volta deluso contro una delle ultime in classifica, perdendo in modo netto, almeno come risultato, contro il Toro.

In realtà secondo me non abbiamo giocato una partita negativa, perché ovviamente il terzo gol non conta e i primi due sono dovuti a prodezze personali irripetibili, bellissime, ma casuali.

Però se subisci un gol in apertura e uno in chiusura e domini per gli 85’ intermedi e in questo periodo segni solo un gol su punizione e soprattutto non riesci mai a servire decentemente le punte, vuol dire che i problemi di qualità sono enormi.

Manca almeno un difensore centrale di livello, due mezze ali trascinanti per qualità fisicità e personalità, perché se giochi con il Sanga bloccato a protezione della difesa devono essere gli interni e non solo gli esterni a trascinare la squadra, e manca pure una seconda punta di livello (Fonseca personalmente non mi ha mai convinto).

Non è un caso che il Toro abbia vinto con tre giocatori chiave che hanno già diverse presenze in prima squadra (uno è addirittura un ’99).

Lo ripeto per l’ennesima volta: dopo aver vinto tantissimo, la nostra politica  giovanile  è cambiata, lanciare con anticipo i giocatori più interessanti nel calcio dei grandi o anche solo bruciando le tappe dei campionati giovanili, sapendo che così si vincerà meno ma forse si produrrà di più.

Il tempo dirà se queste scelte sono giuste.

Le prestazioni dei singoli

Stankovic: 6,5 incolpevole sui primi due gol. Respinge il rigore ma è sfortunato. Prestazione positiva.

Kinkoue: 6.5 ho letto giudizi negativi perché Cancello (un ex) lo sorprende nell’occasione del secondo gol. Ma Cancello fa una prodezza e per tutto  il resto della partita il francese domina incontrastato.

(dal 77′ Lindkvist: sv  il fatto che quando devi provare a vincere inserisci lo svedese dimostra che sei in cattive acque.)

Hoti: 5 gravissimo l’errore che porta al terzo gol. Ma che fine ha fatto Moretti?

Sottini: 6,5 abbastanza sicuro in marcatura, prova anche qualche sortita per aiutare l’azione offensiva.

Zanotti: 7,5 ancora una grande prestazione, ottimo nella spinta (sa fare cross e ‘entrare’ per suggerire la giocata), concreto e tignoso in marcatura. E’ ormai una certezza.

Casadei: 7 mezzo voto in più per la punizione strepitosa che frutta il momentaneo pareggio. Ma da lui mi aspetto molto di più, sul piano della continuità e della capacità di trascinare la squadra.

Sangalli 6.5  Sostanza davanti alla difesa, ma anche qualche sortita  in appoggio.

Wieser: 5  vale il discorso fatto per Lindqvist. Non si possono avere ambizioni con titolari così immaturi.

(dal 63′ Oristanio 6,5 qualche accelerazione importante dimostrerebbe che sta ritrovando la condizione.)

Vezzoni:  6,5 quando può spingere è sempre molto bravo e insidioso, ma non è un terzino e va in difficoltà quando deve affrontare ‘punte’ forti. Il primo gol viene dalla sua parte.

Satriano: 7  ho letto giudizi assolutamente insufficienti, secondo me non ha mai ricevuto una palla giocabile in area e si è sacrificato molto a tornare per cercare di procurarsela. Lo considero il più pronto dei nostri.

Fonseca: 5,5 non mi ha quasi mai convinto Le punte devono avere caratteristiche ben più dirompenti, di forza o di scatto e dribbling.

(dal 77′ Bonfanti: sv vale il discorso fatto per Wieser e per Lindqvist, forse anche per Hoti.)

All. Madonna: 6  lo sapete, per me fa miracoli a mantenere l’Inter in vetta o quasi. Anche col Toro la squadra gioca per quanto possibile, pareggia dopo un gol sfortunato (nel senso di eccezionale) poi sfiora il vantaggio e fa la partita, ma nel finale perde per due gravi errori individuali, non certo imputabili al mister.

Luciano Da Vite

32 pensieri riguardo “Il presente e il futuro: Inter – Sampdoria 5-1

  1. FCIN – INTER, SITUAZIONE ALLARMANTE: ZHANG CHIEDE SACRIFICI MA SENZA UN PROGRAMMA. CONTE E I BIG ADESSO VALUTANO L’ADDIO
    Speriamo solo che siano invenzioni

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  2. I giornali ci marceranno per mesi, però l’impressione non è delle più rassicuranti. Più che altro non sarebbe accettabile taglio stipendi + cessione 1-2 big + non investimenti sul mercato come si dice. Una di queste tre cose dovrebbe servire a evitare le altre, sennò scoppierà un casino

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  3. L’agente di bastoni ha lanciato un messaggio chiaro sulla proprietà
    ……mi chiedo….se le condizioni sono così disperate, perché non vendere la maggioranza almeno? La Roma è riuscita in questo senso a dare una svolta…..
    Ovviamente quelli di Torino, sono come avvoltoi pronti a gettarsi su dg allenatore e big.

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    1. Semmai l’olandese e chiesa sono top ma ha buchi un po ovunque, specialmente in mezzo al campo e tra le alternative in avanti. L’assetto dirigenziale inoltre sta collassando…il presidente ha fatto una marea di figuracce, con arroganza e incompetenza incredibili….potendo a quanto pare spendere a piacimento non aspettano altro che approfittarne

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      1. Ma come e McKennie e Kulusevski? Non erano i due giovani più forti dell’intera galassia?
        E Morata che ad inizio anno segnava a raffica?

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        1. Kulusevski ripeto non vale chiesa e gioca fuori ruolo, in spazi chiusi soffre il mancato spunto nello stretto.
          Mckennie mi ha sorpreso in negativo per l’involuzione dopo i primi mesi….ha come attenuante il primo anno di adattamento e il fatto che ha dovuto compensare la progressiva staticità di cr7 in fase di transizione, in altre parole per me è scoppiato.
          Hai visto che belle statuine i suoi compagni di reparto?

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          1. Allora magari potevi aspettare un pochino ad esaltarlo come il nuovo Fenomeno, come del resto è accaduto con i vari Mandragora, Pjaca, Sturaro, Rincon…

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  4. Eh sì…quello che mi suona male ( almeno stando a quello che trapela) è la mancanza di una comunicazione chiara sui progetti futuri. Ok ..la diversità della ” filosofia cinese” ,ma qui stiamo parlando di una realtà italiana e adesso penso propriop che si debba parlare chiaro da parte della proprietà..non è più tempo di proclami intrisi di enfasi di un mondo lontano da noi. Inutile ripetere la nostra “ignoranza”sulla realtà societaria,ma questa sarebbe davvero un’occasione per dare una sterzata verso una ostenibilità maggiore della ns. Società . illustrare un programma di sacrifici ,teso però a creare le basi per un futuro all’altezza del ns. nome.Potrebbe anche essere un’occasione per vedere chi ,tra tutti i componenti societari ,sente un minimo di senso di appartenenza.

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  5. Io non riesco a credere che quelli di Suning si siano trasformati di punto in bianco in cazzari. Voglio dire, hanno da sempre impostato una linea societaria chiara e definita che ci ha portato nel giro di pochi anni non solo a vincere un campionato, ma ad avere una struttura societaria al top in Italia, con dirigenti competenti, Inter Media House che ha fatto un grandissimo lavoro, uno dei migliori allenatori in circolazione e alcuni giocatori di altissimo livello.
    Adesso si legge che navighino a vista. Vogliono ridurre il costo del lavoro ma non hanno alcun programma, nemmeno di breve termine.
    Non sono più in grado di trovare sponsor adeguati, sebbene grazie agli sponsor da loro portati abbiamo aumentato esponenzialmente il nostro fatturato.
    Non so. Ci sta che gli Zhang siano impazziti di punto in bianco, però a me sembra quanto meno assurdo.
    Stiamo a vedere.

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    1. Concordo..però ,per dire, senza dubbio ottima Inter Media House, ma poi vediamo una comunicazione sulla Società troppo scarna…mi sembra una contraddizione.

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      1. Sì ma quella è una scelta comunicativa precisa, condivisibile o meno. Quello che mi sembra assurdo e che all’improvviso siano diventati degli affaristi stile cinesi del Milan.
        E poi, se non hanno voglia o possibilità di continuare, invece di chiedere altri prestiti perché non vendere a BC Partners?
        Capisco che vogliano guadagnarci, ma tra smenarci soldi navigando a vista ed accontentarsi di una cifra minore non penso siano così masochisti da optare per la prima soluzione.

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  6. I dubbi che avevo sollevato già sabato nel post sembrano avere qualche conferma. però un conto è avere qualche lecita inquietudine in attesa di chiarimenti, altra cosa accettare in toto le affermazioni distruttive che proliferano. Per esempio tra Cavasinni che pure è uno serio, è Pistocchi la differenza è abissale e credo derivi dalle fonti divergenti

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  7. Secondo me avremo una prima risposta già dalle prestazioni dei giocatori nelle prossime due partite, nelle quali si giocherà per la gloria. E per la gloria ci si impegna solo se il futuro è assicurato

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  8. Il corriere dello sport ha deciso che i primi a partire saranno hakimi lukaku e bastoni….
    Se si rivelassero bugie, ci vorrebbe un’azione giuridica contro questi mentecatti da proporzioni gigantesche

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  9. Pochi giorni e ne sapremo di più—però vediamo di non esagerare con il catastrofismo.Volenti o nolenti ,è fisiologico restare condizionati da quella marea di supposizioni,indiscrezioni, invenzioni che ci vengono riversati da un sistema mediatico sempre più cinico e poco professionale ( vale per tutti,ma noi abbiamo un posto privilegiato tra gli obiettivi di questi signori).Ormai è un crescendo esponenziale di persone che fanno trasmissioni, che si inventano youtubber ,influencer e str…te similari…prima o poi, l’agricoltura li richiamerà a svolgere un lavoro vero.

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  10. Meno male che il grande meeelan ha spezzato le reni al Torino, cosi’ le P.I. sono talmente impegnate a incensare giocatori e allenatore, che per qualche ora (quasi) si dimenticano che noi ( e noi solo) stiamo fallendo …
    Francamente l’esultanza di Brozovic mi lascia perplesso … boh.
    Dai, stavolta le orecchie a Lukaku bisogna tirargliele (ma non per il compleanno).
    Stupito, in positivo chiaramente, da Ranocchia.

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  11. Gran bella partita: chi voleva risposte sul campo le ha avute. L’Inter c’è ancora, decisa sul pezzo come per tutto il campionato. Non abbiamo affatto mollato come qualcuno spifferava. Non credo che i cinesi trovandosi questo gioiello tra le mani lo buttino al vento tanto facilmente. Sono cinesi si ma non stupidi: bravissimi e millenari mercanti hanno capito (o stanno capendo) che questa società è un valore aggiunto per il loro business.

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  12. Festini,musi lunghi ad Appiano,scontri ,tensioni,giocatori stanchi di false promesse,…tutte le altre big vivono un periodo “rose e fiori”..Milanello poi è un paradiso dorato,Lotito squalificato….normale ,Roma a 30 punti, Napoli …che impresa il quarto posto ,ma sono bravi, ma che bravi , non parlo della juve ,ma per loro occorre comunque ricordare che sono nove anni che vincono (non entro nel come) ed un “anno no “ci può stare

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  13. E’ in atto un bombardamento mediatico disgustoso. Spero vivamente che Suning trovi il modo per mantenere questo gruppo, perché sono convinto che anche con un mercato a saldo zero questi ragazzi l’anno prossimo ci daranno grandi soddisfazioni.

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