Il "futuro prossimo" è che cosa ci aspetta da qui a 20 giorni, a partire dalla partita di questa sera contro il Verona e poi nelle altre partite che ci separano da qui alla fine del campionato (Torino, Spal, Roma, Fiorentina, Genoa, Napoli, Atalanta). È un campionato per forza di cose anomalo e in cui in buona parte i giochi sembrano fatti. Non possiamo aspettarci particolari cambiamenti per quello che ci riguarda da qui alla fine della stagione: il tempo è poco e si gioca ogni tre giorni, continui infortuni limitano le scelte per quello che riguarda gli uomini a disposizione di Conte. Non c'è modo di cercare soluzioni tattiche. Questa squadra è stata costruita per giocare con il 352, il nodo da sciogliere per forza riguarda Eriksen e la variabile del 3412 con la necessità però di trovare al tempo stesso i giusti equilibri per la squadra. Il resto sono valutazioni per il prossimo futuro. La classifica ci dice che adesso siamo quarti (con una partita in meno rispetto a chi ci precede (vincendo stasera torneremmo terzi a punto dalla Lazio) e ceh abbiamo un margine importante e "potenziale" di 16 punti sulla quinta in classifica. Salvo disastri, la qualificazione alla prossima edizione della Champions League dovrebbe andare in porto senza patemi, cercare di fare bottino pieno nelle prossime tre partite non dico che ci farebbe dormire sonni tranquilli, ma ci darebbe già qualche sicurezza in più sotto questo aspetto. Il momento non è particolarmente brillante, ma se non c'è ragione per esaltarsi, forse non ce ne sono neppure per fare drammi.
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La smentita che… conferma: Inter – Brescia 6-0
Ieri era la fine del mondo, oggi si sciolgono i peana. Ma in realtà in tre giorni è cambiato molto poco. Da parte nostra, il cambio fondamentale è consistito nel fatto che siamo tornati al centrocampo a tre. Così non siamo più stati tagliati fuori in quella zona strategica del campo, dalla superiorità numerica e in qualche caso atletica degli avversari. È sembrata migliorare anche la condizione di qualche nostro giocatore, abbiamo visto grandi giocate in tutte le zone del campo, prestazioni individuali e di reparto importanti. Abbiamo fatto una grande prestazione e non era scontato: esultiamo. Cerchiamo di capire perché è successo e che possibilità ci sono che questa gara rappresenti però veramente l'inizio di un nuovo corso. In una stagione in cui Milan, Napoli e Roma sono state al di sotto delle aspettative, ma Atalanta e Lazio molto al di sopra, la posizione in classifica è più o meno quella che si poteva aspettare. Servono conferme e continuità anche quando gli avversari ci creeranno maggiori problemi.
All’apparir del vero, tu, misera, cadesti: Inter – Sassuolo 3-3
Dopo Inter - Sampdoria avevamo scritto di sogni e di realtà. I sogni consistevano nella speranza di possedere già uno squadrone di primo livello e di poter competere subito per la vetta del campionato. La realtà (il "vero", presentatosi nella sua crudezza anche se non senza preavviso) era la consapevolezza della quantità rilevante di problemi che rende i sogni, dal punto di vista razionale, mere illusioni. Con la rosa attuale e con partite ogni tre giorni, non esiste purtroppo match nel quale partiamo favoriti, se non su di un piano puramente astratto e insignificante. Nel post sulla partita con il Sassuolo e in previsione del prosieguo della stagione, chiamiamo in causa anche il mercato, quello passato e quello futuro. In prospettiva abbiamo due necessità impellenti: giocatori di complemento più forti di quelli attuali, ma anche e soprattutto campioni veri, trascinatori, elementi autorevoli, uomini guida per riconoscimento dei compagni. Non ci resta che cercare di finire bene, dando tutto comunque e preparandoci al meglio per... la terza competizione, dopo aver visto sfumare i sogni di conquista delle prime due.
A proposito di Christian Eriksen
Dopo il ritorno in campo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Napoli, ci siamo confrontati sulla prestazione di Christian Eriksen e sul profilo del giocatore nell'ambito del progetto tecnico dell'Inter disegnata da Antonio Conte. All'entusiasmo generale della maggior parte dei commentatori, poniamo riflessioni diverse e senza sottovalutare le qualità tecniche di quello che è sicuramente un giocatore importante e che si è già affermato a tutti i livelli, riconosciamo nel suo inserimento nell'undici titolare uno dei punti chiave che ci separano da qui alla fine della stagione. In un campionato anomalo e che per ragioni evidenti avrà un andamento e delle dinamiche particolari e "uniche", il giocatore e l'allentore dovranno "rivedersi" e stringere un nuovo "patto" (con la complicità di tutto il gruppo e dell'intero ambiento nerazzurro) e con intelligenza trovare le giuste misure per esaltare il talento del centrocampista danese e non perdere efficacia per quello che riguarda il piano collettivo di una squadra il cui progetto tecnico era stato costruito fino al suo arrivo in una maniera diversa.
“Gli è tutto sbagliato, tutto da rifare”: Napoli – Inter 1-1
L'Inter pareggia a Napoli ed è fuori dalla Coppa Italia. Il vantaggio iniziale di Eriksen mette la partita sul "giusto binario", ma il Napoli pareggia con un goal di Mertens in contropiede. Nonostante le tante occasioni a nostro favore, il risultato non cambierà più. L'eliminazione lascia l'amaro in bocca di molti tifosi, ma va detto che partivamo da una situazione di svantaggio (il Napoli aveva vinto 1-0 la gara d'andata a San Siro) e il ritorno al calcio giocato dopo tutto questo tempo, nascondeva di per sé molte insidie. Molti discutono dopo l'eliminazione le scelte dell'allenatore e nel mirino delle critiche finiscono alcuni giocatori e la proprietà: in questo post Luciano Da Vite ci offre il suo punto di vista sulla gara e sulla situazione complessiva rifiutando "soluzioni" semplicistiche e pure rammaricandosi per la mancata qualificazione alla finale (era alla nostra portata), come sempre è equilibrato nel suo giudizio. Forse con qualche scelta del mister (forse) il risultato poteva cambiare. Ad ogni modo forse in certi ruoli la rosa non ha alternative adeguate (o non ne ha proprio) ma ne avevamo già parlato prima del "break". La notizia buona per ora è che si sia ritornati a giocare, speriamo che oltre che i risultati, ritorni anche il giusto entusiasmo in un momento che calcio a parte, è difficile per tutti.
Quale futuro (prossimo) per la nostra Primavera?
Parliamo delle giovanili e in particolare della Primavera, in vista della prossima stagione calcistica e consapevoli che avventurarsi in previsioni in questo ambito è una impresa impossibile. A parte che è la fase conclusiva dei campionati che evidenzia la crescita stagionale dei singoli e delle squadre (cioè il frutto del lavoro svolto in stagione), conteranno evidentemente le modalità di una eventuale ripartenza. Le problematiche in questo senso sono molte: i "pensionati" giovanili, la cui concezione andrà probabilmente ripensata; tutti gli aspetti strutturali dagli spogliatoi, alle docce, ai servizi in generale; la difficile gestione dei ragazzi più giovani nel rispettare regolamenti rigidi in materia di "distanziamento sociale". Non abbiamo inoltre informazioni certe su quelle che saranno le scelte di proprietà e dirigenza. Diamo comunque per scontato che le intenzioni saranno quelle di presentare squadre competitive per quanto riguarda tutte le nostre selezioni giovanili. Sulla scorta di queste dovute premesse, presentiamo un primo post per quello che riguarda il futuro della nostra Primavera.
Il ritorno dei giganti: Inter – Milan 4-2
Un'Inter strepitosa, guidata in panchina da Antonio Conte e sul campo (su tutti) da un gigantesco Romelu Lukaku, recupera due reti di svantaggio dal Milan nel derby e vince 4-2. A segno Brozovic, Vecino, de Vrij e - appunto - Lukaku. La prestazione blanda del primo tempo, l'arbitraggio discutibile, le assenze di due elementi chiave come Handanovic e Lautaro Martinez (tra gli altri) sono tutti superati da un secondo tempo "super". Sin dal primo goal realizzato da Brozovic, è stato chiaro che la storia della partita era cambiata e al fischio finale contenere l'entusiasmo è stato praticamente impossibile. L'Inter è prima a pari punti con la Juventus a metà febbraio e dopo la prestazione più importante degli ultimi anni. È il momento di esultare, questa squadra ha dimostrato di avere gambe, fiato e un grande cuore. Ma il campionato è ancora lungo e prove difficili, a partire da mercoledì nell'andata delle semifinali di Coppa Italia con il Napoli e poi lo scontro diretto contro una Lazio che appare inarrestabile. La certezza è che se diamo il massimo, possiamo battere chiunque, ma proprio per questa ragione sarà indispensabile tenere la tensione alta e non abbassare la guardia. Forza Inter!
Settore giovanile: un’incoraggiante ripresa (da confermare)
Una settimana positiva per il nostro settore giovanile, che fa registrare una incoraggiante ripresa (ovviamente da confermare) per quello che riguarda i risultati. Considerando il solo settore agonistico, abbiamo vinto quattro partite e ne abbiamo pareggiata una. Tra le vittorie spiccano quelle della Primavera a Firenze e quella degli Under 17 nel derby. In cinque partite abbiamo subito un solo goal (la Primavera a Firenze) peraltro ininfluente, a riprova di un equilibrio che forse le varie squadre stanno acquisendo in via definitiva. Con questi risultati, naturalmente, anche le situazioni di classifica sono migliorate. Nel post riepiloghiamo la situazione per le singole categorie.
Una “lettura” da un punto di vista impopolare: Udinese – Inter 0-2
Udinese - Inter finisce due a zero per i nostri ragazzi con una doppietta di Romelu Lukaku. Con questo post offriamo una lettura di questa importante vittoria da un punto di vista che possiamo definire come "impopolare". Una "lettura" di minoranza e che si basa su due principi fondamentali: il primo è che la qualità tecnica, senza forza fisica e senza "garra charrua", senza velocità e senza capacità di strappare, consente oggi di giocare al massimo nelle serie inferiori. Il secondo è che ci deve essere il giusto equilibrio tra qualità tecnica e agonistica, perché nel calcio ci sono due fasi e per vincere e fare meglio dell'avversario bisogna far meglio nel complesso in entrambe. In questo senso la partita con l'Udinese è stata un ottimo esempio, in questo post spiegamo perché e ci concentriamo poi sull'andamento della gara, deciso dalla gestione del gruppo e della partita da parte di Conte (decisivi gli ingressi di Brozovic e Alexis Sanchez...) e qualche annotazione statistica e il punto sulle prestazioni individuali dei nostri ragazzi.
Udine, tre punti e segnali importanti in vista dei prossimi impegni: Udinese – Inter 0-2
Dopo il passaggio del turno di Coppa Italia (battuta per due reti a uno la Fiorentina) ci rimettiamo in carreggiata anche in campionato, grazie alla vittoria di Udine. Grande protagonista Romelu Lukaku, autore di una doppietta decisiva, ma a sbloccare la gara sono stati gli ingressi determinanti di Marcelo Brozovic e di Alexis Sanchez nella difesa. Sono stati questi infatti (i due giocatori partivano dalla panchina a causa di una condizione fisica non ottimale) a cambiare il volto di una squadra che fino a quel momento non aveva sofferto l'avversario, ma aveva avuto difficoltà a imporsi pagando l'assenza determinante del centrocampista croato in mezzo al campo e il gap fisico tra il giovane Sebastiano Esposito e i giganti della difesa dell'Udinese. In campo anche tutti e tre i "nuovi": sufficiente Moses (meglio in attacco che dietro, dove ha sofferto Ken Sema) e da rivedere Eriksen, mentre Ashley Young è cresciuto come tutti nel corso dei novanta minuti. Adesso una settimana difficilissima, si comincia con il derby (mancherà ancora Lautaro, squalificato, mentre si spera di recuperare Handanovic), poi la semifinale di andata di Coppa Italia contro il Napoli, poi la sfida di Roma contro la fortissima Lazio di Simone Inzaghi. È il momento di tirare fuori gli artigli e ricominciare a crescere.









