
Entrambe le squadre hanno fatto ricorso ad un discreto turn over, ma non è questo il solo elemento da tener presente nel considerare questa partita.
Infatti altra cosa è giocare per un match di modesto interesse pratico oppure addirittura disputare una finale di Coppa che può rendere un stagione trionfale, per noi; positiva comunque per la Lazio
Poi c’è anche da considerare l’apporto del pubblico di casa, ieri ancora semi-assente, mentre in finale si farà sentire eccome!
Il nostro turn over è meno consistente del previsto, soprattutto perchè inizialmente viene confermata la coppia Lautaro – Thuram che sicuramente è un grande punto di forza che aiuta tutta la squadra a dare il meglio.
Gioca quindi Pepo per Sommer, Acerbi per Akanji, Sucic (o Miki, fate voi, per Zielinski, Carlos per Dima).
Mancano anche Calha e Dumfries, sostituiti rispettivamente da Sucic (o Miki) e da Diouf, ma questi non per turn over: speriamo almeno che siano disponibili per la finale.
Nel primo tempo, giocato dalle due squadre senza particolari accorgimenti tattici, si vedono sprazzi di grande Inter che comunque tiene il campo da dominatrice.
Basti pensare che da una parte ci sono stati i due nostri gol e diverse altre occasioni, mentre l’xG dei laziali è incredibilmente pari a 0 (zero).
Il copione prosegue inalterato anche per il primo quarto d’ora della ripresa, poi l’espulsione di Romagnoli e il terzo gol nostro, insieme alle sostituzioni, cambiano la partita.
Mentre noi abbiamo ancora qualche occasione, una con l’esordiente Mosconi, 2007, la Lazio prende l’iniziativa con molta continuità e costruisce diverse palle gol, mettendoci in difficoltà: Pepo deve prodursi in un ottimo intervento su Isaksen e, loro mancano un paio di gol da situazioni favorevolissime e due volte recuperi prodigiosi dei nostri difensori evitano il peggio.
Naturalmente è normale che in vantaggio di 3 gol con tant seconde linee in campo e con una finale dopo 3 giorni, la squadra abbia mollato un po’ soprattutto sul piano della concentrazione.
Tuttavia questo fatto deve accendere più di un campanello d’allarme in vista del match di Coppa Italia: la Lazio, anche lei incompleta, ha mostrato che quando spinge (e contro di noi lo ha fatto in inferiorità numerica) ha gli uomini per farci male.
Soprattutto però non possiamo pensare che in una finale subiscano passivamente la nostra superiorità come è stato ieri per più di un’ora.
Sarà molto diversa la grinta, la determinazione e l’attenzione tattica, soprattutto sulle fonti del nostro gioco.
Soprattutto sarà diversa la situazione psicologica: noi non dovremo correre il rischio di sentirci superiori, loro avranno mille motivazioni per cercare di sovvertire il pronostico con un’impresa contro i campioni d’Italia.
Veniamo subito, quindi, alle pagelle perché altre considerazioni non appaiono importanti a questo punto dlla stagione.
Ecco, forse possiamo dire, salvo smentite non… auspicabili, che la condizione atletica e la voglia di giocare e divertirsi da parte dei nostri sembrano ancora intatte.
Le pagelle
Pepo Martinez:
un ottimo intervento sulla conclusione di Isaksen, quando si era ancora sul 2-0 se non ricordo male. Per il resto un presenza rassicurante nelle uscite.
6.5
Bisseck:
implacabile nella marcatura, quando spinge diventa un fattore. Va anche vicinissimo alla soddisfazione eprsonale.
7
Acerbi:
poco impegnato nel primo tempo, quando l’offensiva laziale è stata irrilevante, soffre un po’ di più nel finale, dopo i cambi.
6
Bastoni:
al solito svolge cn puntualità il doppio compito di contenimento e propulsione. Qualche difficoltà gliela provoca il solito isaksen, che contro di noi è spesso pericoloso.
6
Diouf:
è la rivelazione della partita. Complice il fatto che la Lazio non lo impegna molto in fase difensiva, lui parte molto largo, aprendo la difesa avversaria, per poi improvvisamente accentrarsi, aggiungendosi alle due punte e destreggiandosi bene anche sullo stretto, come in occasione del gol di Sucic.
7.5
Barella:
il solito dinamismo incontenibile, ma in più, come quando è ispirato, una grande capacità di pulire palloni, destreggiandosi anche sullo stretto, per poi avviare al meglio le ripartenze.
Fondamentale.
7
Sucic:
le sue qualità tecniche non sono mai state in discussione, ma ra, impiegato anche da play che è un ruolo delicato evidenzi buoni progressi anche sul piano della fisicità e del contrasto. La corsa l’ha sempre avuta (spesso contende a barella la leadership dei km percorsi), il tiro anche.
7
Mkhitaryan:
solita grande prestazione da professore in materia calcistica. Intelligenza mobilità e mezzi tecnici superiori gli consentono di affermarsi in copertura, leggendo le linee di passaggio, nella costruzione e persino in fase conclusiva (secondo gol consecutivo).
7
Carlos:
si conferma giocatore prezioso. In fase di spinta non ha il piede di Dima, ma copre la fascia con grande continuità, dà sicurezza nelle fasi di copertura (come dimostra il salvataggio su Isaksen).
Raramente si esprime da otto, ma non scende mai sotto la sufficienza piena.
6,5
Lautaro:
ancora una prestazione da giocatore di valore mondiale.
Sa fare tutto e soprattutto facilità il gioco dei compagni. In area è un rapace inarrestabile.
Difficile trovare aggettivi nuovi per definirlo.
Proviamo con inimitabile.
7.5
Thuram:
si vede che adesso sta bene: aggressivo, continuo, autentica spina nel fianco della difesa laziale, sa rientrare per dialogare, sa andare negli spazi, sa difender palla ein area fa valere la sua fisicità come in occasione del colpo di testa con cui fornisce l’assist a lauti per il primo gol.
7
(Frattesi:
con Bonny è il primo cambio, a inizio ripresa. Giocatore che non si risparmia, ha qualche limite in fase di costruzione del gioco, ma la sua caratteristica è quella dell’incursore e infatti in questa veste si crea un paio di occasioni- In particolare si procura una limpida palla gol sulla quale la conclusione di sinistro non è… irresistibile.
6)
(Bonny:
secondo me alterna buone giocate che lasciano intravedere potenzialità interessanti – come in occasione dell’assist fornito a Miki – a qualche ingenuità nella ricerca eccessiva del ‘numero’.
E’ giovane e sembra avere ulteriori margini importanti di miglioramento.
6+)
(Dumfries:
una buona mezz’ora nella quale si preoccupa soprattutto della fase difensiva considerando l’ampio vantaggio già acquisito e la superiorità numerica.
6)
(L. Henrique:
entra a mezz’ora dalla fine prendendo il posto di Bastoni e secondo me disputa una gara ordinata in tutta sicurezza. Rilevante la deviazione che toglie a Noslin la soddisfazione del successo personale).
6+)
(Mosconi:
è difficile immaginare la gioia che prova un tifoso quando vede in prima squadra un ragazzo che aveva cominciato ad ammirare sui campi fangosi della periferia milanese.
Lui giocava insieme a Mancuso e Iddrissou negli esordienti e già allora si vedeva che aveva qualità fuori dal comune. Con loro c’era anche Ciardi, poi andato all’estero e rientrato ora al Parma.
‘Mosco’ giocava in prevalenza de esterno sinistro e segnava caterve di gol anche nei tornei internazionali (ricordo gol a grappoli contro Liverpool e juve, per esempio). Le sue doti migliori sono una buona velocità fiut del gol e soprattutto rapidità e precisione di calcio.
Ha due anni meno di Pio e di Ale Stankovic e quindi non gli manca il tempo per crescere ulteriormente.
Intanto ieri in pochi minuti è già riuscito ad andare vicinissimo al gol
7 di stima)
All. Chivu:
comunque vada la sua carriera in futuro, Cristian resterà per sempre il ‘mio’ mister, come Inzaghi, come Mou, come il Mancio, come Simoni e come HH.
8
(Che si può estendere a 9 se vince anche la Coppa)
Veniamo ora alla partita della Primavera, disputata venerdì, in attesa di completare il quadro del weekend neroazzurro con le partite delle fasi finali disputate dalle nostre squadre più giovani.
U20: Inter – Hellas Verona 4-2 (Kukulis 2, Maye, Zarate)
Ho visto il match di venerdì pomeriggio a Interello e provo ad esprimere alcune considerazioni personali.
Soprattutto per chi non abbia assistito alla gara neppure su Sportitalia.
Ci giocavamo contro l’Hellas le ultime ridotte possibilità di accesso ai play off e la cosa sembra inverosimile alla luce di quanto la squadra ha mostrato venerdì ma anche in tutte le prestazioni di Youth League.
Contro gli scaligeri abbiamo dominato e ci siamo trovati due punti sopra l’Atalanta, che però poi ha recuperato la partita casalinga con il Monza e vincendo per 1-0 si è riportata avanti di un punto..
Nell’ultimo turno i bergamaschi affronteranno la juve e noi il Genoa. Noi dovremmo vincere e l’Atalanta chiudere almeno in pareggio una delle due partite che le restano, per poter accedere ai play off.
Impresa poco probabile, ma si deve non lasciare nulla di intentato perché sarebbe un vero peccato, vista la forza obiettiva della squadra, restare fuori dalle fasi finali.
Rispetto al solito la squadra, contro l’Hellas ha mostrato una grande novità e un elemento di continuità.
La novità è costituita dalla debordante forza offensiva: 4 gol, tre pali, un rigore negato, diverse occasioni sbagliate e alcuni grandi interventi del portiere ospite certificano questa situazione.
L’elemento di continuità è costituito dalla fragilità del sistema difensivo: due gol subiti e un palo, diversi pericoli sventati anche con un pizzico di fortuna e soprattutto una partita che era chiusa, due volte riaperta..
Per quanto riguarda la produzione offensiva si deve considerare anche che dei quattro attaccanti teoricamente titolari ne mancavano tre (Mosconi, Iddrissou e El Mahboubi).
Tutti e tre, tra parentesi, saranno ancora in età regolare per la primavera del prossimo anno.
Il quarto, Zouin, è invece i limiti di età in questa stagione ed è entrato nella parte finale del match.
Per quanto concerne la fase difensiva si deve sottolineare come Della Mora abbia giocato una buonissima gara, ma soprattutto i due centrali e Maye a sinistra abbiano dimostrato di essere addirittura dominanti in categoria.
Se ci si aggiunge che in mezzo ‘Cerpe’ è stato brillante come sempre, Mancuso si è destreggiato da par suo sia da attaccante che da centrocampista e Zanchetta e Zarate hanno dominato il centrocampo, non si capisce come l’Inter si trovi in questa condizione di classifica.
Certo, il Verona non è la Fiorentina o la Roma, ma è compagine dignitosissima di metà classifica.
Quello che fa impressione è come, con una difesa a livello di singoli assolutamente fortissima in categoria, ci siano state tante battute a vuoto.
Si può pensare che vale la pena prendere tanti gol ma segnarne di più.
Certo, ma non è andata sempre così.
E quando non puoi essere dominante davanti,un po’ di equilibrio forse non guasterebbe.
Oppure si è trattato di condizione, ma non si capisce come la stessa latitasse nella partita decisiva contro il Bologna, pochi giorni prima e poi sia esplosa contro l’Hellas.
Insomma secondo me ci sono tanti elementi di riflessione per gli addetti ai lavori, compreso quello sull’utilità di sali-scendi frenetico, che finisce per togliere certezze e punti di riferimento anche ai giocatori più… ‘stanziali’.
Sbaglierò ma secondo me formare le squadre a inizio stagione, anche facendo slittare verso l’alto parecchi giocatori più pronti, per alzare il livello delle loro difficoltà, è giusto.
Ma, una volta stabilite le varie rose, i passaggi devono essere più contenuti, per consentire alle varie squadre di avere un’identità consolidata, senza la quale anche i singoli non riescono a esprimersi al meglio.
La partita è anche l’occasione per tornare sul concetto di calcio spettacolo, di atteggiamento offensivo, su cui secondo me si è troppo spesso lapidari e diciamo così si trascurano una serie di considerazioni importanti.
Che il calcio spettacolo e le partite che finiscono 4-3 attraggano maggiormente lo spettatore neutrale rispetto a quelle difensive, da zero a zero, è un fatto scontato.
Ma, per esempio, io ho dubbi sul fatto che i tifosi del Bodo sarebbero stati più contanti di perdere spettacolarmente per 4-3 la partita di San Siro con l’Inter.
Credo anche che Barcellona e Bayern l’anno prima, se avessero curato meglio la fase difensiva, pur attaccando in prevalenza, nelle due partite con l’Inter, non sarebbero state eliminate.
Perché disponevano di un potenziale offensivo comunque superiore e forse bastava essere un po’ più accorti per avere la meglio.
Voglio dire che esiste certamente un modo di giocare più accattivante, ma non esiste un atteggiamento di gioco capace di assicurarti sempre l’esito migliore di una tua gara.
Chiaro che sei sei enormemente più forte devi attaccare e aggredire alto.
Chiaro che se hai attaccanti fortissimi e difensori un po’ meno, devi sfruttare il punto di forza.
Chiaro che se sei fortissimo e incontri un avversario fortissimo devi solo provare a prevalere.
Un allenatore deve avere la percezione esatta delle possibilità della sua squadra e deve sfruttarle non nel modo più spettacolare, ma nel modo più conveniente: se il modo più conveniente è anche quello più spettacolare, meglio per la sua squadra e per la…pubblicità del calcio.
Me se non sei un super colosso devi necessariamente curare la fase difensiva, non solo quando aggredisci alto, ma anche quando devi rientrare e quando vieni aggredito tu, perché ci saranno questi momenti e queste situazioni.
C’è chi è convinto che Allegri se allenasse il PSG giocherebbe in contropiede: io non ho questa certezza, ma dico che se fosse vero Allegri dimostrerebbe di essere un allenatore con dei limiti
Tornando alla partita della Primavera e al campionato, ci sono delle considerazioni da fare: l’Inter ha subito 60 gol, molti più di tutte e ben 10 più dell’ultima in classifica, pur avendo difensori individualmente di grandissima qualità in categoria.
Il Parma, secondo in classifica, ne ha subiti 26 in meno.
Noi ne abbiamo segnati 68 come il Cesena e un po’ più delle altre.
I nostri attaccanti titolari si chiamano Mosconi, Iddrissou, Zouin, El Mahboubi.
Le alternative Kukulis, Carrara, Mancuso, Pinotti, Moressa, ecc.
Quali altre squadre hanno un attacco di questo livello?
Ma quale è stato ad oggi il risultato di un’ evidente squilibrio offensivo? Il settimo posto provvisorio, a una giornata dal termine della regular season.
Non voglio dare la responsabilità a nessuno.
Forse si è addirittura seguito un percorso virtuoso per la crescita dei ragazzi, che si abituano a costruire gioco più che a bloccare quello avversario, migliorando così la loro preparazione tecnica e ‘mentale’.
Voglio solo far notare che ci sono tante situazioni e tanti elementi da considerare: se esiste sicuramente il tipo di gioco più spettacolare, non sempre a parer mio risulta anche più redditizio.
E in ogni caso la cura della fase difensiva è fondamentale anche nelle partite di attacco.
Sulla partita non c’è molto altro da dire. se non che abbiamo dato una dimostrazione di forza importante, che però deve avere un seguito, già dalla partita difficile di Genova.
Mi piacerebbe solo poter rivedere al rallentatore tutte le occasioni in cui abbiamo rischiato.
Per capire gli errori eventuali (c’è anche la bravura degli avversari, ma i dati che ho riportato prima dimostrerebbero che qualcosa si può migliorare).
Vediamo comunque le prestazioni individuali.
Taho:
battuto solo da un tiro imparabile e da un calcio di rigore, molto reattivo in altre occasioni e sicuro sempre.
7
Della Mora:
è il meno fisicato dei quattro difensori, ma se la cava bene in marcatura, con grinta e concentrazione e quando c’è da spingere non si fa pregare, tanto che colpisce un palo clamoroso.
7
Bovio:
spettacolare per lettura delle azioni, tempi e pulizia di interventi. A me ricorda tanto il Bettella delle nostre giovanili, ma la speranza è che faccia molto meglio in carriera.
7.5
Jakirovic:
era arrivato con grandi speranze, inizialmente non le aveva confermate, poi è cresciuto gradualmente. Oggi in categoria si deve ritenere assolutamente un top.
7.5
Maye:
tempo fa mi avevano detto che si sentiva un po’ sottovalutato. In effetti sembra entrarci poco con questa categoria. Potenza, elevazione, progressione devastante non sono da campionato primavera. Il gol segnato è da cineteca.
8
Cerpelletti:
da play o da mezz’ala le sue doti tecniche si impongono sempre. Qualità ma anche ritmo e giusta cattiveria agonistica. Se mette forza….
7.5
Zanchetta:
aggiunge sicuramente potenza al centrocampo dell’Inter. Tecnicamente irreprensibile, non è velocissimo, ma legge bene il gioco e si muove in anticipo.
7
Zarate:
sembra tornato ai livelli di qualche tempo fa. Si fa aprrezzare nelle due fasi e quando Mancuso lo lancia alla perfezione, non dà scampo a Borghi.
7
Mancuso:
schierato per più di un tempo da ala, se la cava, confermando la sua duttilità, ma è poco nel vivo del gioco. Con l’ingresso di Zouin passa a fare l’interno e regala un assist bellissimo a Zarate per il quarto gol.
6.5
Kukulis:
due gol, una traversa clamorosa e una partita genrossia sempre a lottare contro due difensori. In grande crescita.
8
Pinotti:
prestazione positiva dell’ez comasco che supera spesso il diretto avversario in dribbling e mette palle importante, tra cui quella era il primo gol di Pinotti.
Si è irrobustito e ora è molto più insidioso.
7
Marello:
entra nel corso del secondo tempo e si perde l’uomo, consentendo a martini di accorciare le distanze.
Dopo la partita col Bologna, conferma di non essere al top della condizione
6-
Zouin:
velocità e progressione, anche con la palla al piede sono impressionanti. Non lo prendono mai. Mette buone palle e dopo un’azione personale i cui semina avversari sfiora il gol personale
7
Nenna:
entra e fa quanto richiestogli con tranquillità.
s.v.
Giecj:
una dozzina di minuti per il 2009 che riesce a giocare qualche buona palla.
s.v.
All. Benny Carbone:
dopo un’ottima YL, la sua squadra in campionato si sveglia un po’ tardi.
6
Luciano Da Vite