All’apparir del vero, tu, misera, cadesti: Inter – Sassuolo 3-3

Avevo scritto dopo Inter – Samp, di “sogni” e di “realtà”.

I sogni consistevano nella ‘speranza’ di possedere già uno squadrone di primo livello e di poter competere subito per la vetta del campionato.

La realtà (il ‘vero’, presentatosi nella sua crudezza anche se non senza preavviso) era la consapevolezza della quantità rilevante di problemi che rende i sogni, dal punto di vista razionale, mere illusioni.

Non voglio attribuirmi meriti per considerazioni che secondo me sono ovvie e sotto gli occhi di tutti.

Il dato fondamentale è costituito dalla continuità delle situazioni che, nel bene e soprattutto nel male, si ripetono ormai in modo puntuale ed indicano la presenza di problemi strutturali che possono oscillare come intensità ma difficilmente sono emendabili con questa rosa.

Non ci riesce Conte, non ci riuscirebbe Guardiola e nemmeno MOU.

Io mi arrabbio quando leggo insulti e contumelie verso singoli nostri giocatori.

Il problema non è Gagliardini, non è Ranocchia, non è Biraghi, non è Moses, non è Borja, non è Young (D’Ambrosio a Candreva non li metto nel gruppo).

Come non è stato un problema, per vincere il triplete, la presenza nelle partite decisive, di Mariga.

Ma Mariga era UNO, tra tanti campioni completi di UN’INTERA ROSA.

Se giocavano Maicon, Lucio, Samuel, Chivu in difesa;  Pandev, Mariga, Motta e Wes a centrocampo, per esempio, dietro ai difensori c’erano Matrix e Cordoba e dietro ai centrocampisti solo… Zanetti e Cambiasso.

In campo cerano sempre 10 campioni completi, con più o meno tecnica, ma tutti con forza, personalità, maturità.

Contro il Sassuolo in campo c’erano (per necessità, a meno che mi si racconti che Conte è masochista o infiltrato) su 10 giocatori di movimento: Ranocchia, Moses, Biraghi, Borja, Gagliardini, Sanchez.

Contemporaneamente.

Sei su 10 sono riserve IN QUESTA ROSA e altri due Bastoni e Eriksen per motivi diversi non possono essere trascinatori, guide.

Come potevi pensare di andare in campo, tenere le distanze tra i reparti, gestire la partita con personalità e dominio tecnico e tattico, andare in gol quando era il momento di accelerare e poi controllare e colpire di nuovo in ripartenza?

Nel calcio di oggi se un giocatore non è all’altezza atleticamente, giochi in 10 contro 11; se due giocatori non hanno confidenza tecnica e personalità adeguate, parti con un handicap che alla lunga si fa sentire.

L’Inter con…

Handa

D’Ambrosio (Godin), de Vrij, Skriniar

Candreva, Barella, Brozo, Sensi (Vecino), Biro

Lukaku, Lautaro

… tutti in condizione ottimale, per me è una buona squadra. Quella, con poche varianti, della prima parte del campionato. Migliorabile in 3-4 ruoli, ma soprattutto completabile con alternative adeguate.

Ps. A scanso di polemiche ho messo Sensi e non Eriksen perché l’ex Sassuolo, in forma, a mio parere può giocare in quel ruolo, spostandosi sull’esterno per poi ‘entrare’ con dribbling o uno- due e nello stesso tempo, per la garra se non per il peso, può mettere in campo un minimo di contrasto.

Con un attaccante bravissimo, completo e disposto a sacrificarsi invece si potrebbe attuare il 3412 e allora Eriksen diverrebbe importante.

Come lo era Wes, quando Eto’o gli copriva le spalle e partiva da molto lontano.

Ho letto una bellissima intervista a Bruno Longhi col quale raramente concordo ma questa volta devo ammettere che mi è sembrato sul pezzo.

Queste le affermazioni salienti:

“Eriksen nelle prime apparizioni era veramente inguardabile, pensavo che in estate lo avrebbero ceduto. In parte a Napoli e poi con la Samp era migliorato. Con i blucerchiati anche grazie a giocate da campione.

“Poi quando si sono alzati i ritmi lui è rimasto inghiottito. Un campione anche se tutta la squadra soffre qualcosa deve fare.

“Grande attenuante (per l’Inter, ndr) le assenza di Brozo, Barella, Sensi e Vecino.

“Era un’altra Inter rispetto a quella, forte di inizio stagione che giocava con Barella, Brozo e Sensi, tutti assenti.

“Col Sassuolo nei primi minuti ho pensato a un’imbarcata, l’Inter ha dovuto schierare giocatori che sul piano del dinamismo e della corsa erano inferiori agli emiliani.”

Un amico del blog ha scritto che Gagliardini o Biraghi nel Sassuolo giocherebbero, quindi non sono così scarsi.

D’accordissimo.

Ma, aggiungo, Gagliardini o Biraghi. Non Gagliardini, Biraghi, Ranocchia, Moses, Young, il Borja attuale e lo stesso Sanchez, tutti insieme.

Io prima della partita ho detto a mio figlio: “Se fossi un allenatore che deve vincere, tra le due squadre in campo oggi sceglierei il Sassuolo.”

E nel primo tempo loro hanno fatto molto meglio.

Ma poi c’è un’altra considerazione: i cambi.

Quando hanno cambiato, per esempio, un centrocampista, è entrato il nazionale Locatelli. Noi abbiamo fatto entrare un 2002, che per altro ha fatto benino.

In mezzo al campo troppe le assenze e inadeguati i ricambi. E dietro non potevamo, anche volendo, passare a 4 perché ci mancava l’unico terzino vero, D’Ambrosio.

Ritorno su un concetto che ho già espresso nell’ultimo post ma che forse non ho chiarito abbastanza: con gli uomini a disposizione attualmente non giocare a tre diventa un problema.

Partiamo dagli attaccanti: hai tre punte, tutte centrali e non hai neppure un esterno offensivo. Dunque non puoi giocare con 3 punte.

Niente 433: le ali sarebbero Candreva e Young che in due segnerebbero 3 gol in un campionato.

Candreva se parte più avanti e non ha spazio per saltare l’uomo in velocità, gli crossa addosso e torna il Candeva di Spalletti.

Di Young attaccante puro non parliamo nemmeno.

Ma non solo: con il 433 dovresti lasciare fuori uno tra Lukaku e Lautaro che non possono giocare in fascia e anche Sanchez, che non è più un esterno.

Ma anche la difesa a 4 di per sé è improponibile almeno fino a quando non sarà recuperato D’Ambrosio. Perché dovresti giocare con la difesa… a due, non potendosi considerare difensori né Moses, né Young e lasciando molto a desiderare anche Biro che è più bravo (… relativamente) a distendersi in progressione che a difendere.

La juve più forte, per dire, quando giocava con la difesa a 4 aveva sempre in fascia o Barzagli (a dx) o Chiellini (a sx).

Oppure aveva Lichtsteiner e dall’altra parte davanti al quarto di sx più offensivo una bestia come Mandzukic.

Non è un assioma matematico, ma insomma, se abbiamo preso tre gol con tre difensori, pensa con due soli…

E in più avendo 5 difensori centrali dovremmo sempre lasciarne fuori tre.

Quindi anche un 4312 con la rosa in questo momento disponibile mi sembra impraticabile.

Poi puoi provarci una volta per 15’ e magari può andarti bene, ma la razionalità e la programmazione sono cose diverse.

Tra l’altro in questo momento, per schierare un centrocampo a tre più un trequartista deve giocare necessariamente titolare Agoumé.

E secondo me è vero che Agoumé ha fatto benino e forse in una squadra forte potrebbe trovare spazio qualche volta in più, ma ha funzionato abbastanza in quanto è uscito Eriksen e lui si è aggiunto a Gaglia e Borja, non si è sommato a Gaglia, Borja e Eriksen.

Sempre secondo me noi siamo andati più in difficoltà nel primo tempo (che pure abbiamo concluso in vantaggio) che nel secondo, che invece abbiamo chiuso, come parziale, in svantaggio. Questo almeno sul piano della funzionalità del gioco.

Se infatti guardiamo le occasioni da gol manovrate, non su calcio piazzato o su palesi errori difensivi, nel secondo tempo ne abbiamo costruite di più interessanti e subite di meno. Questo perché c’era un play basso, di posizione e due mezze ali magari una modesta, l’altra inesperta, ma entrambe combattive, vigorose, capaci di muoversi a tutto campo.

Non basta, certo: ma meglio che avere un trequartista quasi sempre fuori dal gioco e alle sue spalle (qui stava il vero problema) una coppia di mediani incapace per motivi diversi, di tenere le distanze e tenere stretta e corta la squadra.

Ranocchia e gli esterni hanno fatto male: il Rano ha colpa sul gol, però bisogna ammettere che è diverso giocare dietro a Gaglia e Borja e basta o dietro, come accadeva a inizio anno quando prendevamo pochi gol, a Vecino (Barella), Brozo e Sensi.

Dal mio punto di vista la catena di errori dipende, sì, dai limiti di alcuni interpreti, ma anche e soprattutto dal fatto che è venuta a mancare, causa assenza di parecchi giocatori chiave e di qualità complessiva, quella compattezza che ti consente di limitare gli effetti degli errori.

Perché in una partita errori individuali ne capitano sempre, per tutti. Ma l’organizzazione e l’insieme delle qualità complessive riescono quasi sempre a contenerne gli effetti.

La verità a me sembra questa: con la rosa attuale e con partite ogni 3 giorni, non esiste match nel quale partiamo favoriti, se non su un piano puramente astratto e insignificante.

Il problema, oggi, mi sembra resistere al ritorno dell’Atalanta (vedo che anche Zeman si stupisce del ritmo mantenuto nel tempo) e questo già mi sembra difficile. Ma non è scontato neppure resistere al possibile ritorno della Roma, a meno che… non ci pensi da sola.

Poi se invece andrà meglio (e magari rincorriamo almeno la Lazio), saremo tutti contentissimi.

Il discorso sulla rosa e sui suoi limiti e il riferimento alla Roma chiama in causa il mercato.

Quello passato e quello futuro.

Nell’ultimo turno si è visto cosa avrebbe probamente significato, in termini di punti, disporre di un’alternativa a Lukaku, del calibro di uno Dzeko o simili, da ruotare per avere sempre entrambi al top in fatto di brillantezza e condizione.

Un attaccante di qualità e in condizione ti può far vincere una partita in cui sul piano del gioco soccombi.

Come è successo alla Roma con la Samp.

A me sembra che abbiamo in prospettiva due necessità impellenti: giocatori di complemento più forti di quelli attuali, ma anche e soprattutto campioni veri, trascinatori, elementi autorevoli, uomini guida per riconoscimento dei compagni.

E qui si apre un discorso finanziario ma non solo.

In questo mercato sembra che siano in vendita campioni veri e anche abbastanza giovani: Gabriel Jesus, Kanté, Pogba, per fare qualche nome a caso

Però, si dice, costano un’enormità e soprattutto hanno ingaggi fuori dalla nostra portata.

Bene, basta essere chiari.

Perché se non puoi reggere sul piano finanziario nel confronto con le 10 migliori in Europa, non solo non le raggiungi, ma non progredisci, in quanto rischi di ripartire sempre da capo.

Fai un bell’investimento su un giovane (es. Lautaro) quello in un paio d’anni diventa un campione, gli offrono una cifra che non puoi pareggiare e lui ovviamente, da professionista, saluta.

In cambio prendi dei soldi ma non puoi investirli su un campione non imbolsito, che vorrebbe lo stesso ingaggio.

Allora li investi su “un’occasione”, rischiando, e magari su un giovane, che fallirà o riuscirà, ma nel secondo caso due anni dopo dovrai di nuovo cederlo e così via.

Non credo di essere né disfattista né pessimista.

Mi pare (posso sbagliare) di vedere delle difficoltà oggettive che infatti si ripresentano ogni anno con ogni allenatore.

Quindi o si trova la soluzione per una salto di qualità nel rispetto delle regole, o saremo destinati a galleggiare dietro le prime, magari azzeccando qualche annata particolarmente buona.

Ma attenzione, perché se non riesci a emergere, non puoi conservare nel tempo appeal, soprattutto tra gli sponsor stranieri, i quali hanno un ritorno dei loro soldi se ti imponi in campo internazionale o almeno possiedi il Ronaldo (quello vero) della situazione.

Che però vorrebbe una barca di soldi.

La mia non è neppure una critica alla proprietà che deve fare i conti con regole assurde, ma comunque in qualche modo sino ad ora è riuscita a iniettare denaro in misura rilevante.

Forse varrebbe la pena investire… sul preparatore atletico o sul medico dell’Atalanta. Quelli capaci di far diventare fortissimi i vari Gagliardini, Caldara, Conti…

A parte gli scherzi, se dovessi restare ai nomi che circolano più di frequente, nel migliore dei casi si tratterebbe di giovani anche molto interessanti o di campioni che potrebbero anche dar molto ma sembrano aver esaurito la fase ascendente.

Certo il centrocampo con Tonali e Vidal al posto di Borja e Gaglia sembrerebbe migliorato, ma non so se in misura adeguata a grandi disegni.

Poi resterebbero le fasce da ridisegnare e un paio di punte di peso (ricordo ad esempio che il Barça come punte ha solo… Messi, Suarez, Griezmann, Dembélé e Fati e sta cercando in ogni modo di prendere Lautaro o Neymar).

Per dire che noi non possiamo avere certe attese, sarebbe già tanto riuscire ad essere competitivi in Italia con una certa continuità.

Per tornare, in sede conclusiva, sulla partita col Sassuolo, a me è sembrato che ben pochi giocatori si posano considerare sufficienti: Handa, Skriniar (non me ne importa nulla dell’espulsione ad orologeria), Candreva, nonostante il gol sbagliato, Lukaku e Agoumé.

A essere molto generosi, vicino alla sufficienza, in rapporto alle sue possibilità, anche Biro, che comunque ha fatto certo meglio di Young…

E questo la dice lunga sulle nostre seconde linee.

Apprestiamoci dunque a soffrire, anche nelle prossime, partite, anche in quelle sulla carta abbordabili e speriamo di ritrovare in fretta gli uomini più importanti, in modo da non essere più costretti a schierare contemporaneamente troppe alternative

I… sognatori in tre partite hanno visto svanire in pratica due… speranze.

Non resta che cercare di finire bene, dando tutto comunque, e prepararsi al meglio per… la terza competizione.

Intanto all’ultima ora arriva una bella indiscrezione, alla quale purtroppo manca l’ufficialità: il probabile arrivo di Hakimi.

Un colpo che certo ci risolleverebbe il morale.

Luciano Da Vite

Foto: l’allenatore dei nerazzurri Antonio Conte, durante la partita di campionato tra Inter e Sassuolo. Il mister è nel mirino della critica dopo gli ultimi risultati e dopo che i sognatori in tre partite hanno visto svanire due “speranze”.

40 pensieri riguardo “All’apparir del vero, tu, misera, cadesti: Inter – Sassuolo 3-3

  1. Anch’io ho trovato condivisibili le considerazion idi B.Longhi. Sono d’accordo nel considerare …le lacune tecnico/fisiche della ns. rosa,…però voglio anche concedere l’alibi delle tante assenze ,concentrate a centrocampo e qui le lacune di personalità ,di corsa e tecniche delle seconde linee sono emerse chiaramente.E devo dire che la delusione maggiore tra quelli scesi in campo, a mio avviso, è rappresentata da Eriksen;da un giocatore come lui mi sarei aspettato che prendesse la squadra per mano…evidentemente lui non è quel tipo di giocatore . Inolttre iquasi inevitabile soffrire a metà campo con il danese , B.Valero e Gaglia.
    Detto tutto questo ,quando non realizzi almeno una delle due grandi occasioni (beh ..una colossale ) capitate …poi è inutile parlare di schemi,posizioni in campo ,etc. etc….vorrei vedere più cattiveria in zona gol

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  2. Gli errori sono errori, l’errore di uno solo davanti al portiere è irrimediabile, non c’è dubbio. ma vale quanto l’errore difensivo che provoca un gol avversario.
    Gol sbagliati se ne vedono in tutte le partite (magari non come quello clamoroso di gaglia…) e in tutte le partite si vedono errori difensivi.
    la differenza st nel fatto che il gol sbagliato è sbagliato e basta. E’ un errore del singolo, irrimediabile.
    Invece l’errore del singolo difensre (o del centrocampista in fase difensiva) è quasi sempre .recuperabile da una squadra compatta e intelligentemente disposta. per questo il filtro di centro campo, la corsa, la garra, la lucidità del campione che sceglie la posizione migliore, l’attimo dell’intervento, la direzione del recupero preventivo, sono essenziali.
    Se non accade questo ai fini del risultato un gol sbagliato conta esattamente come un errore difensivo.
    Avremmo vinto, se Gaglia avesse segnato. ma avremmmo vinto anche se Young non avesse commesso un inutile fallo da rigore o se qualcuno (o il sistema difensivo) non si fosse ‘perso’ l’autore del 3-3

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    1. Certo ,Luciano,di base il tuo ragionamento è più che giusto; però vi è anche una scala di importanza degli errori; se Gaglia segna andiamo sul 3-1 e la partita potrebbe essere chiusa( anche se con noi nulla è sicuro..);Young ha commesso certamente un fallo inconcepibile per uno della sua esperienza,però non lo assimilo all’errore di Gaglia,direi un gradino sotto

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  3. Condivido l’analisi di Luciano, sempre molto lucida. Il fatto è che nello scorso mercato estivo abbiamo speso soldi per sostituire i nostri 3 migliori giocatori offensivi e non per aggiungerne altri altrettanto o ancora più forti.
    E quindi ci siamo ritrovati, per le evidenti restrizioni del FFP, a mantenere in squadra giocatori non adeguati al livello che vorremmo raggiungere.
    Purtroppo la crescita della squadra è strettamente legata alla crescita finanziaria del club, che però richiede tempo.
    Io resto fiducioso, e l’acquisto di Hakimi, se confermato, ne è l’ulteriore dimostrazione.
    C’è anche da dire una cosa: diventare competitivi in Italia non è un’impresa impossibile. La Juve comincia a mostrare segni di cedimento, pur avendo nettamente la rosa più forte.
    Le altre società non sono in condizione di competere a livelli assoluti, salvo exploit come quello della Lazio, e cicli unici ed irripetibili come quello dell’Atalanta.

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  4. Ma nel momento di difficoltà ecco che arriva l’aiutone AIA (vedi ultime due partite) e FIGC con calendario a loro favore( giocano ogni 4 giorni ) AMALA SEMPRE 🐍⚫🔵

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  5. Fatemi capire: durante la trattativa Lautaro Arthur era incedibile, adesso se ne va alla Juve per Pjanic, favorendo sì una plusvalenza considerevole (40 milioni) ma lasciando in dote al Barcellona 10 milioni “reali” e un giocatore forte ma in fase di involuzione. Sono perplesso….

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  6. Non credo che Arthur fsse incedibile, ma la sua ipervalitazione di fatto riduceva troppo la valutazione di Icardi (110 milioni). Invece se scambi Arthur e Pjamic valutandoli per dire 60 milioni l’uno, fai una plusvalenza che consente A ENTRAMBE LE SQUADRE si comperare un altro giocatore costoso

    Ho visto brescia Genoa: Ronali mi è sembrato ancora una volta giocatore normalissimo, Pina è buono ma gli manca ancora qualcosa. Mi ha sorpreso papetti che era un nostro giovanissimo e sta giocando titolare nel brescia da diverse partite. Anche benino.

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  7. Poiché Eriksen sta davanti il gioco dell’Inter lo devono costruire Barella e Gagliardini, con il supporto, sugli estrni, di Candreva e Biraghi. Così rischiamo di perdere con tutti, anche perhé il centro campo a due non fa filtro e i difensori nell’uno contro uno sono bruciati dai loro velocissimi esterni

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    1. Concordo l importanza di brozovic che velocizza il gioco è che ha certo più idee di quelli attuali la fase difensiva sta peggiorando di partita in partita anche a difesa schierata sulla prima occasione di gervinho 4 contro 1 per noi e nessuno lo marca ma xche d Ambrosio sul gol abbassa la testa mahhhh

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  8. Purtroppo non è stata una bella prestazione, gioco offensivo troppo lineare e “scolastico” fino all’entrata di sanchez che ha dato accelerazioni e superiorità numerica.
    In un modulo piatto Eriksen è un giocatore anonimo, in quanto è, se volessi fare un paragone, un filtro addolcitore per una macchina del caffè, ma servono dei chicchi di qualità perché lui possa costruire un caffè di grande sapore (ho appena comprato una nuova macchinetta e mi è venuto questo paragone :-) ).
    Eriksen non è stato e non sarà mai il giocatore che svolta una squadra o una manovra offensiva, ma che da una buona manovra può farla diventare ottima… Da una mediocre resterà mediocre, con qualche “lampo”.
    Dovrà esser sempre supportato da giocatori offensivi di estro e capaci di creare superiorità, per dar palla sui piedi a lukaku o girare sempre sugli esterni, conviene un trequartista che abbia più solidità difensiva, in quanto eriksen non potrà mai esprimere le sue qualità…
    Tant’è…
    L’importante è aver fatto i 3 punti, aver portato la Roma a 13 punti, con una giornata in meno sul calendario.

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  9. Amici miei, dobbiamo concludere che questo campionato per noi è diventato praticamente una miseria!
    Facciamo la corsa sulla Roma attuale che è ben poca roba.

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  10. Per me i giudizi su questa parte di stagione non possono che essere condizionati dall’anomalia della situazione attuale. Le partite hanno andamenti schizofrenici, la condizione atletica è quello che è e molti sono gli infortuni.
    Certo, qualche riflessione sulla squadra va fatta, perché l’involuzione è iniziata a gennaio, ben prima del covid.

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  11. Fortunatamente il Parma non aveva riserve in grado di far rifiatare gli esterni del Parma, altrimenti con biraghi e d’ambrosio (lui non al top) prima e con moses e young poi prendevamo più gol. Centrocampo senza filtro, invito alla riflessione con una domanda non troppo provocatoria: i media e i tifosi sono andati giù pesanti su gagliardini ma siete sicuri che barella non sia sullo stesso livello? A parte la dinamicità (spesso a vuoto) il buon Niccolo non ha un piede più sensibile del primo ne ovviamente la capacità di far girare palla se non a breve distanza, ha capacità balistiche peggiori e non può naturalmente sopportare i contrasti fisici in fase di interdizione rispetto al gaglia. A un anno di distanza il suo acquisto mi sembra assurdo, a quelle cifre una truffa vera e propria: non ha i tempi di inserimento di una mezz’ala, ne le capacità balistiche e di interdizione del miglior nainggolan, perché paragonarlo a lui? Misteri..

    Fabio, volevo chiederti: esiste un europa attualmente un esterno straordinario e giovane quanto Kulusevski ? P.s. il rigore di barella su quest’ultimo è nettissimo, bisognerà restituire il favore quando servirà….tipo contro la lazio…

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    1. Kulusevski è molto buono, a mio avviso non straordinario.
      Nella forza fisica ed esplosività è davvero portentoso, ma gioca molto sugli enormi spazi che riesce ad avere nel Parma. Per capire se sarà un buon giocatore o un ottimo giocatore, lo sapremo quando affronterà squadre con spazi chiusi.

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  12. su Kulusevski mi ha impressionato la fisicità e resistenza
    ma lo abbiamo messo in condizioni di esprimersi al meglio

    ieri partita bruttissima a tratti sembravano dilettanti allo sbaraglio ci è andata bene mi tengo stretti i 3 punti

    l’immobilismo di conte rimane un mistero

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  13. Per me Barella molto meglio di Gaglia. Tra i due non c’è confronto soprattutto se valutiamo la personalità. Il piccolo sardo è un combattente nato, uno che non molla mai. Gaglia è un ex Atalanta ….. Kulusevski è il tipo di giocatore che serviva a noi, altro che Moses. Peccato averlo perso.

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    1. Nel 3-5-2 la collocazione tattica di Kulusevski sarebbe problematica. Nel Parma fa l’esterno nel tridente con Gervinho e Cornelius. D’altro canto il calciatore stesso ha detto che ha preferito la Juve anche perché da noi avrebbe dovuto ricoprire un ruolo (quello di interno) che non lo convince.
      Detto ciò, meglio spendere 40 min per Hakimi che per lui.

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    1. Hakimi tra 3 anni può essere tra i primi 5 esterni al mondo…
      Già oggi è nei primi 10. C’è poco da aggiungere, se non di perdonargli qualche possibile errore… È un giocatore che avendo grandi capacità si prende ancbe qualche rischio.

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  14. qualche giudizio sullo scambio Arthur Pjanic ??

    ok discorso economico ma per me è pura follia in più il barca nel ruolo di Pjanic ha già Busquet e De Jong

    non capisco proprio. ok io ho visto Arthur solo contro di noi ma mi ha fatto impazzire

    Hakimi ha potenza tecnica velocità e nonostante l’età anche esperienza per me è un acquisto pazzesco e alza l’asticella di molto

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    1. A me invece non ha fatto impazzire e quest’anno ha giocato anche meno. Vediamo come si adatta in Italia.
      certo è che il Barcellona è davvero in un momento problematico, soprattutto a livello societario.

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  15. Sul colpo hakimi che dire un 98 dalla fisicità debordante ottima tecnica 7 gol e 12 assist in Bundesliga 4 gol in Champions se penso che kulusevsky, che avrei preso al volo 44 mln che tonali 35 mln ottimi prospetti ma che nn hanno certo dimostrato quanto hakimi sono valutati qnt lui bhe complimenti ai nostri ed in particolar modo ad ausilio di cui spesso sono stato detrattori, secondo me la società è la proprietà stanno facendo molto bene a mio modo di vedere urge un vice brozo

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  16. Su Ausilio: secondo me un grande uomo di calcio ed una risorsa della società. Quando gli davano due spicci da spendere ti portava calciatori da due spicci, ma se gli dai vagonate di euro Ti porta grandi talenti.

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  17. Nn voglio come sconcerto essere lapidario su barella ma per qnt visto e un giocatore troppo normale gli concedo che è il primo anno in una grande che è ben diverso che giocare nel Cagliari ma mi aspetto molto di più da lui su kulu come su tonali mi sembrano ottimi prospetti ma scommesse assai care se paghi hakimi 40 + 5 con 9 gol e 10 assist l anno scorso da terzino credo che kulu e tonali nn possano valere + di 25 mln io piuttosto di tonali cercherei di prendere aouar del Lione e per svoltare centrocampisti che segnano qnd a naingo un occasione la darei così come prenderei vidal

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  18. Angelo: il problema secondo me è che si doveva avere gli..argomenti per convincerlo che sarebbe stata la scelta migliore.
    Su kulu poi i discorsi di prezzo sono tutti relativi: lui ha tecnica, velocità fantasia progressione resistenza tiro. Se pneso che la juve ha pagato di recente un giovane centrale 70 milioni, io per Kulu ne avrei dati anche …90. naturalmente posso sbagliare ma sono covintissimo che sarà un crack del prossimo decennio (e comunque già ora è tra i primi al mondo nel ruolo)

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  19. D’accordo invece su barella. Lui può rendersi utile epuò anche migliorare. Al momento non può essere il titolare indiscusso di un possibile squadrone

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  20. la nuova maglia, con quelle strisce “tremolanti”, rischia di diventare il nostro marchio di fabbrica … Scherzo (ma neanche tanto poi …)

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