L’animale da “matare” è a strisce zebrate: Torino – Inter 0-3

Dopo la ennesima dimostrazione di forza (fisica, morale e tecnica) fornita da questo gruppo, una cosa è certa: si sta costruendo una realtà potenzialmente importante. Si deve essere realisti, certo, essere troppo estrosi sarebbe un rischio, ma con le opportune e auspicabili integrazioni di gennaio, questa squadra sarebbe potenzialmente in grado di contendere alla Juventus il titolo. Trentaquattro punti su trentanove sono un bottino straordinario, ma conta il risultato di fine stagione: certamente non potremo continuare con questa media assurda. La speranza è che, se deve venire, la flessione venga il più tardi possibile e sia lieve. Per il presente impressiona lo spirito di gruppo, la capacità di far corpo nel finale (quando le energie cominciavano a venir meno) che abbiamo visto contro il Torino. Il massimo riconoscimento va all'allenatore, se Conte riuscisse nel miracolo di portarci anche agli ottavi di CL, chi potrebbe negargli il massimo dei voti?

Atto di forza: Torino – Inter 0-3

Una prestazione maiuscola dei nostri ragazzi sul campo difficile dell'Olimpico di Torino, ci mantiene a un solo punto di distacco dalla Juventus, ovviamente capolista, e conferma l'ottimo momento della squadra. A segno Lautaro Martinez, de Vrij e Romelu Lukaku, uno dei grandi protagonisti della partita e autore della sua decima rete stagionale in campionato. Il bomber belga non sta facendo rimpiangere Mauro Icardi e appare uno degli uomini chiave dell'Inter di Antonio Conte che al nucleo "storico" fondato su Handanovic, de Vrij e Skriniar e Brozovic, trova proprio nei due attaccanti i suoi principali riferimenti. L'altro giocatore imprescindibile in verità sarebbe proprio Nicolò Barella, il centrocampista ex Cagliari che dopo un ottimo primo tempo, ha dovuto lasciare il campo anzitempo per infortunio. Rischia uno stop prolungato e in queste ore si sta cercando di chiarire la sua situazione. L'inizio del campionato è al di là di ogni aspettativa: senza "trasudare" ottimismo, non si può che riconoscere la bontà del lavoro fatto finora.

Qualche volta i sogni muoiono in tarda serata: Borussia Dortmund – Inter 3-2

Molto probabilmente con la sconfitta di Dortmund svanisce il sogno di vedere da subito un'Inter competitiva in Europa. Effettivamente vincendo le prossime due partite andreammo a 10 punti: il destino così sembrerebbe essere nelle nostre mani, ma non ci sono dubbi sul fatto che fare bottino pieno contro lo Slavia e contro il Barcellona sia un'impresa difficilmente realizzabile. Se trascuriamo la Champions, diciamo così, possiamo dire in ogni caso che siamo andati anche oltre i nostri sogni, almeno quelli realistici. Questa squadra è in grado, se dà il massimo, di sconfiggere le squadre deboli e medie del nostro campionato e persino alcune delle migliori. Se ci confermeremo, centreremo sicuramente l'obiettivo stagionale. Fanno discutere le dichiarazioni del mister nel dopo-partita. Nel post concentriamo l'attenzione sulle "responsabilità" della sconfitta e su come valutare le esternazioni di Antonio Conte.

Bologna – Inter 1-2: la prova… dei 9

La prova dei nove. A Bologna decide infatti la partita il nostro numero nove, Romelu Lukaku, che realizza due reti, portandosi a nove marcature totali in campinoato. Con quella del Dall'Ara inoltre le nostre vittorie, su undici partite di campionato, salgono a nove. È dai tempi di Ronaldo comunque che nessuno riusciva nell'exploit di fare nove goal in un undici partite: il belga migliora di partita in partita e lo stesso vale pure per la squadra. Conte sta facendo tutto bene: risultati, scelta e rotazione degli uomini, lettura del match, cambi conseguenti. Vedi ad esempio la scelta di proporre nell'ultimo turno come titolare Valentino Lazaro, protagonista di una prova convincente tanto quanto Alessandro Bastoni, che ha mostrato sicurezza da veterano, è stato positivo nelle chiusure e efficace nel rilanciare l'azione con personalità e idee.

Parmigiana indigesta: Inter – Parma 2-2

Come tutte le partite anche il pareggio casalingo contro il Parma per 2-2 (reti di Candreva e Lukaku) ha fornito insegnamenti e indicazioni importanti. Il mister ha parlato apertamente di situazioni da migliorare in campo e fuori e allo stesso tempo ha rivendicato meriti e responsabilità e richiamato a uno sforzo unitario di tutte le parti. Ha anche parlato di una certa preoccupazione per le difficoltà di questo momento (già evidenziate dopo le vittorie contro Sassuolo e Borussia): una rosa che ha solo 14-15 giocatori all'altezza, di fronte alle ristrettezza per gli infortuni e al succedersi di impegni uno dietro l'altro, è per forza costretta a inevitabili cali di concentrazione e lucidità. I risultati ottenuti costituiscono un bicchiere sicuramente mezzo pieno più che un bicchiere mezzo vuoto, ma una analisi di questo tour de force (non sarà l'ultimo...) spinge a valutazioni più ampie dal mercato al sistema di gioco, ne parliamo qui unitamente a una cronaca della partita e sintetiche pagelle.

Corsi e ricorsi: Inter – Borussia Dortmund 2-0

Il risultato di mercoledì è importantissimo: tiene accese le speranze che con qualunque altro esito sarebbero state praticamente inesistenti. Anche un pareggio ci avrebbe lasciato a 2 punti. Il Borussia ne avrebbe avuti cinque, il Barca 7... Non era una partita facile contro un avversario che appartiene ad una fascia superiore alla nostra, ma abbiamo affrontato l'impegno nel migliore dei modi. Conte ha modificato qualcosa nell'atteggiamento della squadra, ad esempio difendendo meno alto per non offrire troppi spazi agli attaccanti avversari. Abbiamo subito solo due tiri in porta. Sugli scudi de Vrij, il rivitalizzato Candreva, il muro Skriniar, Brozo, Barella, ovviamente Lautaro Martinez e il giovanissimo Sebastiano Esposito. Seba ha numeri straordinari ed è giù un giocatore, brucerà le tappe solo se meriterà di farlo, contiamo sulla sua intelligenza.

L’insostenibile complessità del calcio: Sassuolo – Inter 3-4

Crestomazia: abbiamo riunito in un unico testo l'antologia delle spiegazioni trovate in rete o in tv per i due volti mostrati dall'Inter (e dal Sassuolo... incidentalmente) nella prestazione del Mapei Stadium. Il modulo, la mentalità, il calo di energie, la scarsa qualità, i cambi sbagliati, la dispendiosità del sistema di gioco: alcune di queste considerazioni sono in contrasto tra loro, ma se tutte hanno un fondo di verità, nessuna è sufficiente per spiegare ciò che è accaduto nel bene e nel male. Nel post analizziamo tutti questi aspetti per dimostrare una tesi di fondo positiva e ottimista, cioè che quello che conta è l'aver dominato quasi tutta la partita, anche in assenza di sei giocatori importanti.

Non è una bocciatura, rimandati in alcuni… ruoli: Inter – Juve 1-2

Barcellona - Inter e Inter - Juventus erano due partite fondamentali, dopo una partenza superiori alle aspettative. Dovevano dire a tutti (ma molti di noi conoscevano già la risposta) se i progressi fatti fossero tali da permetterci di bruciare le tappe e aspirare da subito a grandi traguardi. Nel doppio scontro, qui ci concentriamo in particolare sulla partita di domenica, è emerso il fatto che contro queste compagini, tra le prime in Europa e nel mondo, c'è ancora un certo gap da ridurre. I ragazzi non possono e non devono avere nessuna flessioni nell'entusiasmo e nella convinzione: l'obiettivo è la crescita, ma solo la simbiosi e la convinzione di star lavorando tutti insieme per un grande progetto, anche se "futuribile", potranno permetterci di farlo. Tutti devono capire che hanno la possibilità di crescere molto individualmente solo se cresceranno come squadra e che lo possono fare, con Conte e con questa società.

Qualcosa è cambiato… ma non il risultato: Barcellona – Inter 2-1

Barcellona - Inter: qualcosa è cambiato. La sfida contro i blaugrana al Camp Nou finisce due a uno. Dopo essere passati in vantaggio con un goal di Lautaro Martinez e aver disputato un grande primo tempo, nella ripresa le scelte di Valverde (dentro Vidal per Busquets e Dembélé per Griezmann), un calo fisico dei nostri ragazzi e un arbitraggio discutibile, oltre che il valore assoluto dei loro campioni, decidono la gara e ne capovolgono l'esito. Vince il Barcellona grazie a una doppietta di Luis Suarez, lo stesso giocatore che aveva dato spettacolo nella gara dell'ottobre 2018. Il Borussia ha prevedibilmente vinto a Praga e il nostro cammino in CL si complica ulteriormente, ma l'allenatore e i giocatori non si possono criticare per la partita disputata a Barcellona, nessuno può fare miracoli.

Catalunya, anem a arribar!

L'anno scorso al Camp Nou siamo rimasti in partita sino a pochi secondi dal termine, perché quest'anno non dovremmo credere di poter fare di meglio? Per la prima volta, dopo dieci anni, torniamo a Barcellona consapevoli della grande difficoltà dell'impegno, ma con possibilità di fare bene. Con questo post introduciamo la prossima "doppia" (consideriamo anche la Primavera) trasferta in Catalogna con il racconto e l'analisi della partita della prima squadra contro la Sampdoria e la vittoria della Primavera sui pari età del Napoli. Spazio anche alle altre giovanili, che non attraversano un periodo particolarmente entusiasmante. Da segnalare la vittoria per 2-1 (Oppizzi, Magazzù) nel derby Under 17.