La legge del più forte: prima squadra e Primavera vincono 2-0

Hakan Calhanoglu. L’esultanza di Calha dopo il primo goal realizzato nella sfida di campionato contro il Venezia.

Le nostre due uniche formazioni impegnate in campionato in questo weekend hanno incontrato le stesse difficoltà e ottenuto lo stesso risultato.

La situazione non era identica se non su un dato obiettivo: entrambe le nostre squadre erano sulla carta più forti delle rivali da affrontare.

Se proprio vogliamo esagerare nelle ‘somiglianze’, possiamo aggiungere che entrambe avevano di recente acquisito il diritto a disputare il prossimo turno nelle coppe europee: la Primavera dovrà difendere a Madrid il primo posto; la prima squadra dovrà provare a cercare di conquistarlo, sempre contro il Real.

Per il resto le differenze erano nettissime:

  • la prima squadra giocava questa partita sulle ali dell’entusiasmo per le ultime prestazioni vittoriose e convincenti sia in CL sia in campionato, dove aveva pure ridotto significativamente il distacco dalle prime,
  • la Primavera arrivava in piena crisi di risultati e anche di gioco, dopo due sconfitte (Roma e Sassuolo) che l’avevano avvicinata più ai play out che ai play off.

Venezia e Pescara, le rispettive avversarie apparivano sulla carta nettamente meno dotate sul piano tecnico, ma proprio per questo si presentavano come rivali ostiche da superare, perché prevedibilmente schierate compatte a far da muro in difesa e a puntare su ripartenze in campo aperto. Tuttavia la classifica del Venezia, con 15 punti ottenuti  in 13 partite faceva pensare a un match più tosto.

Entrambe le gare si sono concluse con una nostra vittoria netta ma non semplice (2-0) dopo un primo tempo abbastanza complicato.

Prima squadra: Venezia – Inter 0-2

La squadra di Inzaghi è scesa al Penzo (ex Sant’Elena) con una formazione piuttosto rimaneggiata per infortuni e turn over, ma soprattutto doveva fare i conti da una parte con l’entusiasmo derivante da 4 vittorie consecutive.

In particolare 3 giorni prima aveva battuto il Napoli e sei giorni prima lo Shakthar, in due partite da dentro o fuori.

Ora aveva il compito di proseguire la rincorsa in campionato.

Tre gare determinanti in soli 6 giorni.

Simone schierava:

Handanovic;

Skriniar, Bastoni, Dimarco;

Darmian, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic;

Dzeko, Correa

Rispetto alla formazione titolare mancavano de Vrij per infortunio e il Toro per rotazione.

Ma altre assenze  (Vidal e Sanchez) impedivano un turn over più consistente, soprattutto per qualche titolare apparso comprensibilmente affaticato (penso soprattutto a Barella e agli stessi Brozo e Darmian).

Non voglio addentrarmi in disamine che possono dare origine a conflitti dialettici, ma per onestà devo ammettere che ritenevo tipicamente inzaghiana e quindi rischiosa (dal mio punto di vista di …bieco difensivista) la soluzione di sperimentare Bastoni al centro della difesa, affiancandogli per di più Dimarco, dagli evidenti limiti morfologici per il ruolo, come terzo centrale.

Invece la scelta si è rivelata adatta, perché, giocando il Venezia con una sola punta, per giunta molto veloce, e puntando sulle ripartenze in campo aperto, Bastoni si è rivelato più adatto, rispetto al pur ottimo Ranocchia, per rivaleggiare sulla corsa lunga con Okereke, mentre Dimarco usciva a marcare il trequartista di destra (loro) e da lì aveva agio di spingersi in avanti (spesso anche più di Perisic), dove il suo ottimo sinistro poteva far danni.

Sembrava una mossa un po’ rischiosa e magari sul piano teorico lo era.

D’altra parte alcuni di noi avevano riserve proprio sulla spregiudicatezza di Simone che per altro ad oggi i numeri sembrano smentire: in Serie A abbiamo subito 15 gol, che sono tanti, ma solo Napoli e Torino hanno fatto meglio, mentre in tutta la CL, con 3 gol subiti in 5 partite, solo il Chelsea ha fatto meglio di noi, mentre Ajax, Real, Bayern e Lille ci hanno eguagliati.

La spiegazione sta nel possedere difensori molto forti, ma anche nell’aver adottato un sistema di gioco che almeno per il momento non sembra penalizzare la fase difensiva come si poteva pensare.

Per quanto concerne la partita col Venezia citerò a riscontro, per il momento solo alcuni dati:

  • 56% di possesso,
  • 1 parata di handa contro 9,
  • 27 tiri contro 6,
  • 98% di passaggi riusciti,
  • 62 recuperi.

Partita dominata dall’inizio alla fine dunque e scelte che si sono rivelate azzeccate, anche tenendo conto dell’opposizione tenace ma… poco ambiziosa dei lagunari.

L’Inter parte subito forte e già al primo minuto non sono così sicuro che l’intervento in area su Correa non fosse falloso.

L’Inter attacca in massa e con continuità, arriva diverse volte alla conclusione, ma non riesce a sfondare, perché gli esterni sono meno brillanti del solito (o forse hanno meno spazio) e Dzeko Correa non riescono a produrre lo spunto vincente in area.

Per contro subiamo pochissimo: un cross in area è l’unico… pericolo della prima mezz’ora.

Il gol arriva solo dopo 35’, con un gran tiro da fuori di Calha.

E’ vero che segnare contro le difese chiuse è difficile sempre, ma a me sembra vero anche che almeno un paio di giocatori fossero comprensibilmente meno lucidi del solito e che un attacco Dzeko – Correa (necessario, non è una critica a Simone, ci mancherebbe) non è il più adatto per queste situazioni, perché Correa ha bisogno di spazi e Dzeko preferisce giocare fuori dall’area, per presentarsi poi a rimorchio dell’azione.

Cinque minuti dopo il gol l’unico pericolo reale prodotto dal Venezia, con la eccellente conclusione da fuori di Aramus, sulla quale Handa si supera.

La ripresa inizia con il solito copione: Inter che attacca ma non riesce a sfondare, Venezia chiuso che tenta qualche rara ripartenza.

Nel primo quarto d’ora solo una conclusione a lato, ma pericolosa, del solito Aramu.

Calci piazzati e tiri da fuori sono le armi che possiamo sfoderare e dopo i primi cambi (Lauti per Correa e Vecino per Calha, quest’ultimo a causa di un problemino fisico), una palla gol capita a Skriniar che sugli sviluppi di un angolo si vedere respinta la conclusione sulla linea.

Poi è Dzeko, anche lui comprensibilmente meno lucido, a sprecare, calciando addosso al portiere da buona posizione

Esce anche Darmian per un altro infortunio muscolare, speriamo lieve, e subentra Dumfries.

Dopo altre conclusioni imprecise, la palla buona arriva a Dimarco, che però in diagonale si vede respingere il tiro dal portiere.

In pieno recupero il rigore per l’Inter  e la conclusione vincente di Lautaro, che chiude il match.

La mia impressione (discutibilissima) è che abbiamo faticato un po’ più del dovuto a scardinare la difesa del Venezia, ma si sono viste buone azioni, un dominio quasi totale e probabilmente qualcuno ha cominciato, in termini di lucidità, a sentire il peso di tanti incontri ravvicinati.

Se vogliamo guardare in prospettiva, il fatto di aver passato autorevolmente la terza partita fondamentale in sei giorni, pur con qualche assenza e qualche elemento di stanchezza, contro un avversario che comunque – non dimentichiamolo – veniva da una vittoria sulla Roma e da una in trasferta a Bologna, è di ottimo auspicio.

D’altra parte, sempre a mio personalissimo parere, si è visto che la rosa non è così completa e impeccabile.

Personalmente saluterei con grande entusiasmo l’arrivo a gennaio di un centrocampista/esterno e di una prima punta, anche in prestito.

Da parte mia, non voletemene, ma il mio timore è che la stagione è lunga e il gioco che pratichiamo molto logorante. Qualche giocatore della rosa non mi convince in pieno e un paio di rinforzi (o di sostituzioni) mi terrebbero più tranquillo.

Pagelle

Handanovic: 7 si fa trovare pronto sull’unica conclusione, che però è molto insidiosa. Sembra chiaro che handa quando può distendersi è ancora un portiere di assoluto valore mentre per la statura e ma minor reattività,  è più in difficoltà su altri tipi di conclusione

Skriniar: 7 nel primo tempo annulla gli avversari nella sua zona e partecipa molto all’azione offensiva. Nel secondo resta più sulle sue, soprattutto dopo il cambio di modulo dei lagunari

Bastoni: 7+  autorevole e sicurissimo al centro della difesa. Efficace nell’avviare la ripartenza. Ha dimnostrato di poter fare anche il centrale

Dimarco: 7 insomma, quando una difesa concede solo un tiro in porta al 95’ agli avversari, devono aver fatto tutti bene. Dima tra l’altro è stato sempre molto presente in fase offensiva, sino a sfiorare il gol

Darmian: 6+  in origine è un difensore, chiaro che  se deve giocare in attacco e in spazi stretti non può avere il rendimento che lo favorisce nei recuperi, nei contrasti e grazie alla facilità di corsa,  quando deve buttarsi negli spazi larghi. Però il suo lo fa sempre. Prezioso

Barella: 6 fino ad ora super sfruttato, giusto che abbia una leggera flessione, non sul piano della corsa e dell’impegno, che sono sempre al top, ma sul piano della lucidità nelle giocate. Sono convinto che un grande giocatore non lo si riconosca quando gli  va tutto bene, ma quando, non essendo al massimo , risulta comunque ampiamente sufficiente

Brozovic: 7 fosse… un altro giocatore gli avrei dato di più. Ma sono abituato a vedere da lui prestazioni strepitose e una semplicemente buona lo penalizza un pochino nella valutazione

Calhanoglu: 7.5 non solo per il gol ma per come sta interpretando il nuovo ruolo di tuttocampista. Che Dio ce lo mantenga a lungo in questa condizione di forma

Perisic: 6.5 una buona prestazione. Anche lui è in un periodo molto positivo e riesce a rendere pure in partite dove forse servirebbero esterni più offensivi, fantasiosi e imprevedibili

Dzeko: 6.5  incredibile quanto abbia corso e si sia sacrificato in fase di controllo e svariando su tutto il fronte offensivo. Normale che dopo tante partite e tanti sforzi quando si affaccia in area non abbia più la lucidità del bomber implacabile

Correa: 6- di incoraggiamento. Non era la sua partita secondo me perché ha bisogno di spazi in cui lanciarsi e distendersi. Ci ha messo un grande impegno ma, per esempio, un sanchez in condizione probabilmente avrebbe fatto meglio

Vecino: 6- non certo una mezz’ora importante. Foprse dovrebbe giocare di più, ma al momento altri danno maggior sicurezza

Lautaro: 6.5 a me è piaciuto molto e ha dimostrato che in questa squadra è indispensabile

Dumfries: 6- parte sempre bene ma poi non ha il piede per rifinire l’azione

D’Ambrosio, Gagliardini: s.v.

All. S. Inzaghi: 8  fino ad ora non ha sbagliato nulla: Non è colpa sua se contro Atalanta e Milan abbiamo sbagliato due rigori decisivi che ci avrebbero proiettati in una dimensione ancora più importante. Adesso deve dimostrare che sa portare la squadra in ottime condizioni fino in fondo.

Primavera: Inter – Pescara 2-0

Non inganni la situazione di classifica.

Non era e non è stata una partita facile, come si è visto e in campo e come mi avevano preavvisato alcuni addetti ai lavori che hanno seguito gli abruzzesi e mi hanno assicurato che non meritano una classifica così deficitaria.

Del resto sul campo si sono dimostrati un avversario ostico, compatto, molto ben messo in campo ed estremamente determinato.

Probabilmente non hanno i 2-3 campioni capaci di orientare e risolvere in senso favorevole le partite, ma sono un ottimo gruppo.

I nostri ragazzi hanno affrontato il match con grande impegno, per cercare di riportare la squadra ai livelli che per i valori tecnici le competono.

La partita è stata per così dire preceduta da due episodi significativi: la non convocazione di un giocatore che, sostituito, aveva manifestato il suo disappunto in modo inappropriato e un discorso di Chivu ai ragazzi, più o meno di questo tenore: vi avevo promesso che avrei dato a tutti la possibilità di farsi vedere e ho mantenuto la promessa. Adesso però basta, d’ora in poi gioca chi ha dimostrato di meritarselo.

Che non vuol dire i soliti 11, ma un gruppo più ristretto dei 36-38 in rosa.

E in effetti se si considerano le assenze (per esempio dei 2005 con la nazionale) la squadra messa in campo è la migliore.

Rovida dà sicuramente molto affidamento.

In difesa Zanotti Hoti e Carboni sono i titolari. Per il secondo centrale la scelta fra Matjaz (schierato oggi) Moretti, Cortinovis e Fontanarosa è questione di situazione del momento.

In mezzo al campo Sangalli è il play basso indiscusso..

Per le mezze ali la scelte è tra gli italiani Casadei fabbian Nunziatini e le alternative valide Grygar, Andersen e Muller.

Inizialmente hanno giocato Casadei e Nunziatini.

I trequartisti sono Peschetola (oggi titolare) e Iliev.

La prima punta e unico attaccante di peso è Abiuso, accanto a lui ci possono essere 3-4 giocatori di agilità, ma che devono acquisire peso ed esperienza. Oggi ha giocato Curatolo, senza demeritare.

E’ stata una partita a senso quasi unico, dal punto di vista della supremazia territoriale e tecnica, ma gli abruzzesi hanno retto benissimo la botta per oltre un’ora e si sono leggermente lasciati andare per le conseguenze tattiche del gol subìto.

L’Inter attacca subito e dopo pochi minuti è in gol: cross di carboni e Abiuso di testa infila. L’assistente segnala il fuori gioco che dalla tribuna è parso molto dubbio e che le riprese televisive secondo… testimoni avrebbero dimostrato inesistente.

La partita può essere sbloccata solo dalle fasce e infatti al 20’ una grande percussione di Zanotti si conclude con un cross che Abiuso di testa manda fuori di poco.

Poco dopo è ancora Carboni a liberarsi sulla fascia e a stringere per la conclusione che però finisce a lato di poco.

Altro pericolo dalla fascia: Abiuso pesca Zanotti in proiezione offensiva: cross immediato sul quale arriva di testa Peschetola che però non imprime forza sufficiente per impensierire il portiere avversario.

Ancora Carboni mette una palla in area per Curatolo, il cui tiro viene parato da Locatelli.

Gli ultimi 5 minuti del primo tempo sono del Pescara, che ha due ottime occasioni da gol:

  • Prima Rovida respinge un colpo di testa ravvicinato di Sakho, poi è provvidenziale nell’annullare il facile tap in di un altroepscarese,
  • Ancora Rovida si supera subito dopo, togliendo dal sette una palone violento scagliato dai pescarsi su punizione.

Subito un cambio nel secondo tempo, che si rivelerà decisivo: Fabbian per Casadei.

Sangalli avanza sulla destra e pesca Curatolo solo davanti al portiere, ma il colpo di testa del ‘bomber’ finisce alto.

Intorno all’ora di gioco ancora Zanotti serve Fabbian che tira con forza: grandissima parata di Lucatelli.

Subito dopo ancora Fabbian, scatenato, al tiro. Ma Lucatelli riesce a mettere in angolo.

Entra Andersen per Nunziatini.

A 20’ dal termine Peschetola manca una facile palla gol.

Chivu sostituisce Curatolo con Iliev.

Un minuto dopo finalmente il vantaggio: Zanotti inesauribile scende in fascia serve Abiuso che libera Fabbian presentatosi in area. Il diagonale rasoterra del nostro è imprendibile.

A 15′ dal termine è proprio Iliev a concludere una splendida triangolazione combinazione sullo stretto con Andersen.

Nel finale spazio per Moretti e Sarr.

Come volevasi dimostrare se non si spinge il turn over all’eccesso la squadra è ottima può competere con chiunque, in Italia almeno.

Qualche limite oggettivo esiste, soprattutto davanti dove mancano i …Vlahovic o i Pinamonti della situazione. Peschetola è bravo ma difetta un po’ di fisicità e Iliev non si è ancora inserito completamente nei meccanismi di squadra. Ma la difesa è fortissima, gli esterni se hanno spazio sono irresistibili e a centro campo se giocano i migliori non si dovrebbero più rivedere certe prove penose sul piano del gioco viste in passato.

Ora L’Inter è ottava, ma a soli 2 punti dal terzo posto e a 4 dal Napoli, secondo.

Secondo me le prospettive sono buone, soprattutto se si insisterà se formare un gruppo omogeneo, con tutti i più forti. Tra l’altro questa soluzione può anche favorire l’inserimento oculato di giocatori giovani o comunque da sperimentare.

Pagelle

Rovida: 8 subisce due soli tiri in porta me su entrambi compie una prodezza (sul primo addirittura una doppia prodezza.

Zanotti: 7.5 fa tutto e lo fa benissimo. Inesauribile

Hoti: 7 perno della difesa, dà sicurezza al reparto

Matjaz: 6.5 contribuisce a dare ‘peso’ e sicurezza

Carboni: 6.5 primo tempo (in cui ha spazio da 7.5, ripresa con meno spazio e maggior necessità di dialogare sullo stretto appena sufficiente

Casadei: 6 inizia bene poi non tiene il ritmo iniziale

(Fabbian: 8 vero uomo partita non solo per i gol e per le altre conclusioni, ma per la prestazione di assoluto rilievo

Sangalli: 7 regista ispirato. Non solo interdizione a sporcare le linee di passaggio avversarie, ma anche aperture e cambiamenti di fronte importanti

Nunziatini: 6.5 gran primo tempo, poi cala alla distanza

(Andersen: 6.5 ha fisico e personalità, qualche buona giocata, deve integrarsi meglio nei meccanismi della squadra)

Peschetola: 6.5 in un match durissimo sul piano del combattimento, lui, peso leggero, da ex si sbatte moltissimo e con buon costrutto. Potrebbe far meglio in fase conclusiva.

Abiuso: 7 generosissimo, indispensabile in una squadra che non ha altri attaccanti di peso. Tecnicamente non è un fenomeno, ma sa rendersi utile in maniera convincente

Curatolo: 6.5 il mio bomber delle giovanili non soffre il salto di categoria. Si batte e si rende pericoloso in qualche occasione. Purtroppo fallisce una facile conclusione di testa a colpo sicuro

Iliev: 7.5 ha i colpi e si sapeva, deve solo trovare continuità e giocare più con e per la squadra

Gli altri subentrati: s.v.

All. Chivu: con le sostituzioni (anche) conferma di saper fare il proprio mestiere. Adesso deve lavorare per i play off in campionato e per proseguire in YL.

Luciano Da Vite

12 pensieri riguardo “La legge del più forte: prima squadra e Primavera vincono 2-0

  1. in un mondo ideale Gagliardini Vecino Sensi e Sanchez li manderei via e prenderei un Nandez (esterno e interno) un vice Brozo di esperienza ( come fu l’acquisto di Van Bommel del milan ) e un attaccante abile nei contropiedi

    soffriamo terribilmente gli ultimi minuti anche perchè non abbiamo un giocatore veloce in grado di andare in contropiede (questo è il mio pensiero )

    leggo dell interessamento per Julian Alvarez che ne dite?? da you tube(…) non mi pare granchè non mi ha per nulla impressionato. 170 e “già” 21 anni mi pare la “brutta copia” di lautaro

    Di Marco non mi convince in difesa ( può giocare SOLO con squadre deboli dove bastano gli altri 2 ) ma neanche come esterno. lo vedrei bene in realtà come un evoluzione di interno di centrocampo (mia idea da incompetente)

    i limiti ci sono e sono evidenti devo dire che il lavoro di Inzaghi è incredibile sta veramente facendo grandi cose complimentoni (ricordo il non equilibrio che avevamo fino a poche settimane fa)

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  2. Io continuo a sperare (tanto non costa nulla) nell’arrivo di un centrocampista/esterno (meglio se già esperto del campionato italiano, Nandez non sarà un fenomeno ma potrebbe andar bene) e di una prima punta alternativa a Dzeko, che non può giocare sempre al suo top.
    Questo a gennaio. In estate servirà altro. Correa mi sembra un giocatore veloce, ma secondo me naturalmente servirebbe più una prima punta dipeso capace di fa salire la squadra. Una specie di Lukaku, ovviamente meno forte.
    Su DiMa centrocampista bisognerebbe lavorare in allenamento e nelle amichevoli per vedere come risponde. Da esterno a 5 invece penso che sia bravino e possa migliorare ancora.

    Come è noto, da fifone io tempo tutte le partite e quella con lo Spezia non fa eccezione. ma il vero test, per la squadra e per alcuni singli saranno le due partite di Roma e Madrid

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  3. Nel calcio c’è un hic et nunc impressionante. Se una squadra perde alcune partite non vale nulla. Poi vince a salerno e ritorna in corsa per il titolo anche se staccatissima. Se fai un buon filotto sei subito da scudetto, se perdi, punti, magari per un rigore sbagliato, non lo sei più.
    Napoli Milan Inter Atalanta, Roma Juve (forse anche lazio) sono tutte capaci di filotti positivi. Il problema è giudicare le potenzialità di una squadra non sul contingente ma sulla forza e completezza della rosa, sulla società e sulla fame di tutti.
    Si può anche sbagliare,perché nel calcio non c’è certezza matematica, ma senza correre dietro alle suggestioni del momento. Il campionato è lungo e i rovesciamenti di situazioni frequenti

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  4. Un’idea per la primavera del prossimo anno, che con due acquisti di spessore e tre fuori quota sarebbe parecchio forte secondo me:

    P: Botis, Basti, Raimondi
    DD: Marrocco, Aidoo
    DC: Hoti*, nuovo acquisto, Matjaz, Stankovic
    DS: Carboni*, Pelamatti
    CC: Fabbian*, Di Maggio, Andersen, Grygar, Biral, Kamate
    TQ: Iliev, Carboni
    AC: nuovo acquisto, Curatolo, Owusu, Zuberek, Sarr

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    1. Vedo che hai messo giù una possibile formazione o meglio rosa dei possibili primavera del prossimo anno … Ma Fabbian è un 2003 come Carboni 2003 ed Hoti e secondo me rimanere a fare il fuori quota sarebbe un peccato. .. comunque tra 2004 e 2005 dal mio modesto parere hai una formazione spaziale …

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  5. Vedo che hai messo giù una possibile formazione o meglio rosa dei possibili primavera del prossimo anno … Ma Fabbian è un 2003 come Carboni 2003 ed Hoti e secondo me rimanere a fare il fuori quota sarebbe un peccato. .. comunque tra 2004 e 2005 dal mio modesto parere hai una formazione spaziale …

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  6. Per quanto riguarda la primavera continuo a dire che non mi piace … Dopotutto il Pescara ultimo in classifica ha fatto sì che Inter potesse chiudere la partita solo tra il 70esimo e il 90esimo senza prima mai impensierire il portiere avversario …

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  7. Fabbian potrebbe rimanere a fare il leader, secondo me non è ancora pronto per giocare in Lega Pro, Carboni si deve perfezionare come terzino. Hoti forse è sprecato, potrebbe starci Fontanarosa

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