La legge del calcio: Lazio – Inter 3-1

L’esultanza dei giocatori della Lazio dopo la rete del pareggio di Immobile. Nonostante il vantaggio iniziale, i nostri ragazzi escono dall’Olimpico sconfitti con il risultato di 31.

La legge del calcio, in questo caso non è ‘gol sbagliato gol subìto’ (ci sarebbe anche quella), ma ‘viva la praticità’.

Gli amici del blog conoscono il mio scetticismo sulla possibilità di questa squadra, che ha perso Conte, Pintus, Lukaku, Hakimi e Eriksen, nella lotta per vincere il campionato.

Non perché io sia una ‘vedova’ dei suddetti, ma perché ritengo che per cause di forza maggiore non sono stati scelti sostituti all’altezza.

La mia visione del calcio è nota e pochissimo apprezzata.

A me della prestazione importa zero, mi importa del risultato.

Preferisco di gran lunga una pessima prestazione conclusa con un sontuoso 1-0. Per noi.

La stragrande maggioranza delle partite di calcio vengono decise da episodi.

La squadra più forte non è quella che segna tanti gol quando è superiore, ma quella che ha il carattere, l’organizzazione, la quadratura e la qualità per volgere a suo favore in molte partite le occasioni, gli episodi.

Superando anche quelli sfavorevoli.

Se giochi male e vinci vuol dire che stai comunque in partita e puoi pensare a quello che succederà quando giocherai bene.

Se giochi bene e perdi vuol dire che neppure quando giochi bene riesci a vincere, pensa a quando giocherai male.

Quando una partita finisce 3-1, aldilà degli episodi, significa che l’ha giocata meglio quella che ha vinto.

Ha fatto meglio in fase offensiva (3 gol contro uno) e ha fatto meglio in fase difensiva (1 gol subito contro 3). Nel nostro caso.

Gli episodi si creano e si subiscono, bisogna essere capaci di neutralizzare  gli effetti di quelli negativi e sfruttare quelli positivi.

“Ma…l’anno scorso inizialmente abbiamo fatto anche peggio”.

Si, perché all’inizio non avevamo quadratura.

Quando l’abbiamo trovata (oltre ad avere  alcuni giocatori capaci di risolvere le partite con giocate da urlo) abbiamo realizzato un filotto incredibile in cui gli episodi…giocavano sempre a nostro favore

Non è che tutte le squadre se partono male poi vincono gli scudi, eh…

Soprattutto se parti giocando bene e perdendo punti.

Del resto fra i tifosi la mia lettura del calcio non è molto popolare.

Ma sentite Mou, per dire di uno del quale dovremmo fidarci:  

“”Risultatista” è chi ha vinto, come me e Allegri”.

Io ci aggiungo Conte.

Ovviamente posso sbagliare e lo spero di tutto cuore, ma io non vedo in questa rosa la possibilità di diventare col tempo la macchina da guerra (mi scuso per la metafora che non piace neppure a me) impreziosita da  gemme e capace di asfaltare gli avversari e di fare filotti che consentano valanghe di punti.

Infatti c’è un altro elemento  sul quale ho ferme convinzioni: nessuna macchina da guerra, per quanto poderosa (e noi lo siamo meno di prima) può vincere se non ha anche almeno un paio di giocatori  che aggiungano qualcosa sul piano della qualità pura.

Noi avevamo Lukaku e Hakimi, incominciavamo ad inserire Eriksen.

Oggi noi non abbiamo un giocatore capace di inventiva, davanti. Il migliore in questo senso è un difensore… Dimarco.

Dzeko un giorno decide e un giorno non si vede, di Correa e Calhanoglu non parliamo neppure.

Perisic sta facendo benissimo ma è tutto tranne un estroso, come Lautaro che per altro considero tra i primi attaccanti al mondo.

Non è la qualità dei singoli, comunque, ad essere scarsa, ma il loro assemblaggio.

Avessimo avuto noi un F. Anderson, non dico un Mbappé, probabilmente avremmo vinto in modo  largo.

Perché un inventore innestato in una squadra abbastanza solida come la nostra, che sa applicare ed eseguire schemi (e quindi azioni) pregevoli può dare quel qualcosa in più che dava lo scorso anno Hakimi, non dico Lukaku.

Certo, poi anche SMS è meglio di Gagliardini e di Vecino.

Comunque qui non si tratta di fare confronti individuali, ma di verificare la completezza di una rosa che vuole vincere il campionato.

Non seguo con costanza la Lazio, mi dicono che Anderson sia molto incostante e comunque come solidità di complesso noi siamo meglio e penso che a meno di situazioni strane sempre possibili, alla fine noi termineremo davanti a loro.

Il fatto stesso che il loro mister abbia lasciato fuori inizialmente Luis Alberto per un giocatore solido e di sostanza mi fa pensare che come complesso loro siano dietro a noi.

Ma Milan, Bologna e Galatasaray l’hanno battuta (non so e non mi importa se giocando bene o male) e  Torino e Cagliari ci hanno pareggiato.

Vero che i loro risultati negativi sono venuti tutti in trasferta, ma questa è un’ulteriore conferma del fatto che non hanno quella quadratura indispensabile per arrivare in fondo.

Il fatto è che noi, giocando forse la miglior partita della stagione (sul piano estetico) abbiamo perso.

E secondo me non importa neppure che gli uomini di miglior qualità loro non siano stati decisivi (in fondo Anderson ha segnato a porta vuota, Pedro ha concluso ben poco, lo stesso SMS ha segnato un gol ininfluente a fine partita e con noi già in disarmo, ma  in precedenza non si era visto molto).

Siamo stati superiori come quadratura di squadra e siamo riusciti a rendere quasi inoffensivi  i loro uomini migliori.

Ma abbiamo perso.

Questo è preoccupante

Sto semplicemente dicendo che cosa (come tipologia di giocatore) a noi manca: l’uomo dell’ultimo passaggio, l’uomo che tramuta in qualità il lavoro della squadra, magari saltando in dribbling l’avversario.

Forse, se stesse bene e tornasse quello dei primi mesi di Inter, il più vicino a farlo sarebbe Sensi.

Ma una squadra che mira allo scudetto non può partire affidandosi come uomo di estro e qualità solo a un giocatore così inaffidabile fisicamente.

Calhanoglu, che doveva rispondere a questa esigenza, fino ad ora non ha convinto affatto.

E ci manca, sempre in prospettiva scudetto, una prima punta di peso e… bravura, che faccia salire la squadra che attiri su di sé più marcatori e… che faccia gol.

Una prima punta con queste caratteristiche rende più forti anche centrocampo e difesa.

Lo so che Lauti e Dzeko sono tra i primi nella classifica dei marcatori, ma siamo molto più forti di quasi tutte le squadre incontrate e quindi è naturale che si segnino molti gol.

Abbiamo giocato 4 partite con avversarie di pari livello: con il Real e la Lazio abbiamo perso; con l’Atalanta e gli ucraini abbiamo pareggiato. In queste 4 partite abbiamo segnato solo 3 gol

Nel primo tempo, ad esempio, noi abbiamo giocato molto meglio, ma la Lazio ha tirato in porta di più, grazie a qualche spunto individuale.

E nel corso di tutta la partita, Handa ha fatto 6 parate (+3 gol) contro 3 parate (+1 gol) del loro portiere, i tiri in porta sono stati 19 a 12 per loro, i tiri in porta da area 6 a 2 per loro.

Le occasioni da gol sono state 7 a 2 per loro  e l’accuratezza dei passaggi è risultata del 92% per loro e dell’87% per noi.

E i recuperi 45 a 29, sempre per loro.

Con due bravi come Hakimi e Lukaku (non necessariamente con loro) questa partita verosimilmente l’avremmo vinta perché  queste cifre sarebbero cambiate.

Invece la nostra superiorità di manovra, indiscutibile per un’ora circa, non è stata sufficiente per impedire che uno o due episodi sfavorevoli  facessero svoltare la partita.

E soprattutto se per giuocare bene lasci troppo spazio agli avversari , alla lunga corri grandissimi rischi.

Ho letto critiche a Bastoni perché andava troppo avanti: ma che ci faceva Dimarco nella tre quarti avversaria quando ha subito il fallo da Anderson?

E se anche Skriniar come ho letto troppe volte è andato all’avventura, non possono essere impazziti i giocatori, deve essere una disposizione del mister.

Con più uomini in avanti giochi meglio, ma rischi anche di più.

Spiace dire queste cose proprio quando effettivamente la nostra prestazione è stata gradevole e nonostante tutto la Lazio ci ha davvero impensierito solo su episodi discutibili che le sono girati bene

Sul rigore, il tocco di braccio c’era, ma la regola che punisce chi si aiuta con le braccia per saltare è palesemente ingiusta: provate voi a saltare con le braccia parallele e strette al corpo…Non è stato, con ogni evidenza, il braccio a cercare il pallone, ma il pallone a sbattere sul braccio.

Il nostro Fabio, Cavasinni e qualche altro sostengono, con validi argomenti, che a norma di regolamento non era rigore.

Io non mi pronuncio perché non sono sicuro che il regolamento tolga i margini di discrezionalità, nella pratica. Però constato che nessuno che non sia un tifoso interista (compreso l’ex arbitro Marelli, di solito equilibrato) ha sostenuto che era un rigore regalato.

Diciamo dunque che era un rigore discutibile.

Sul secondo gol è evidente che sul piano etico ci sia da recriminare e comunque il gol è venuto quando si era in 10 contro 11.

E forse, ci sarebbe anche da discutere sul contrasto che ha abbattuto Dimarco.

Diciamo che i casi border line vengono nel 90% dei casi risolti a nostro sfavore, per altre squadre la percentuale si inverte.

Il problema che io avverto, dopo questa partita ancor di più, è comunque  questo: riusciamo a produrre un gioco divertente, ma difficilmente, contro avversarie alla nostra altezza, un gioco lucido, cinico, efficace.

In settimana avremo già due occasioni per… farmi cambiare idea, perché se non vinciamo contro i moldavi siamo fuori dalla CL e se perdiamo anche contro la juve credo che anche i più ottimisti debbano rinunciare ai sogni di scudetto.

Pur continuando ad avere una forte squadra, alla quale però manca qualcosa (non poco, secondo me) per raggiungere gli obiettivi principali.

Naturalmente, è superfluo che lo dica, io spero, sogno e credo che il mister e i giocatori sappiano cancellare le mie perplessità non con… due prestazioni super, ma con due vittorie, che ci rimettano in corsa in entrambe le competizioni.

Non come scusante, ma come obiettiva considerazione, si deve anche dire che probabilmente abbiamo pagato la differenza di giocatori impegnati in estenuanti trasferte e in numerose partite internazionali, visto che i nostri hanno avuto impegni di questo tipo in numero ben maggiore.

E forse non è un caso se i loro tre gol sono venuti nel secondo tempo quando noi con i titolari stanchi abbiamo dovuto fare dei cambi con giocatori non all’altezza dei titolari (Dumfries, Vecino, Correa, per non parlare di Cordaz, Kolarov, Ranocchia, Calhanoglu, D’Ambrosio, Satriano, rimasti in panca) che ci hanno esposto ancora di più ai rischi di un gioco troppo avventuroso, ancorché, ripeto, piacevole.

Ma che le squadre più forti abbiano tanti nazionali è una regola del calcio e una situazione a cui si deve essere preparati.

Resta il fatto che il livello della nostra prova  è calato con le sostituzioni, mentre per esempio Luis Alberto, subentrato da loro è risultato decisivo in un gol.

La chiave della partita

La formazione del primo tempo, secondo me è la migliore he possiamo schierare in questo momento, perché questi, insieme a Lauti e forse Vidal sono gli uomini migliori ruolo per  ruolo. Almeno contro le squadre forti.

Tatticamente, si era già visto che la soluzione migliore per ‘contrarci’ era schierare un 433  con i due esterni offensivi capaci di mettere in difficoltà la nostra difesa se in possesso di estro, inventiva e guizzi.

I nostri difensori faticano a uscire su questo tipo di giocatori, quindi devono abbassarsi gli esterni della linea a 5 o aprirsi un centrocampista.

Non sempre gli interscambi sono tempestivi e comunque l’abbassamento degli esterni comporta una difficoltà nel ripartire, per cui tendiamo a venir schiacciati, senza avere i Romelu e gli Hakimi per ripartire in modo letale.

La presenza di giocatori di quella caratura lo scorso anno  impediva agli avversari di rovesciarsi in massa nella nostra trequarti e quindi agevolava il compito dei nostri difensori.

Infatti la Lazio ha schierato, accanto a una punta di peso che lotta e si porta due avversari, due esterni della tipologia per noi ‘fastidiosa’: Anderson e Pedro.

Il fatto è che questa volta noi siamo riusciti a neutralizzarli discretamente (qualche pericolo l’hanno portato con azioni individuali, ma in misura accettabile) senza arretrare troppo gli esterni della linea a 5.

In questo modo avevamo grande facilità nel ripartire perché trovavamo sempre in ampiezza un nostro laterale oltre la loro prima linea di difesa.

Dopo il cambio di gioco (ne abbiamo visti tantissimi)  il nostro esterno andava all’uno contro uno, spesso con avversario in ritardo, perché con il modo di giocare attuale si tende a ‘stringere’ la squadra dove si sviluppa l’azione.

Il problema è che non avevamo esterni esiziali, nel concludere e rifinire l’azione e non riuscivamo a occupare in tempo l’area, perché al posto di Lukaku – Lauti avevamo un regista arretrato e una punta adattata, per quanto brava.

Di qui i rischi perché a riempire l’area ci andavano i centrocampisti e qualche volta un difensore

Questo spiega perché a mio avviso, alla superiorità estetica non è corrisposta la capacità di tradurre concretamente la supremazia.

Tanto è vero che il nostro unico gol è venuto su rigore, propiziato da un inserimento di Barella.

Siamo arrivati così all’ora di gioco col fragile vantaggio di una rete e con l’episodio capace di punirci in agguato.

Episodio che si è puntualmente verificato  in occasione del rigore che, ripeto è sicuramente discutibile a termini di regolamento, ma comunque casuale, non addebitabile a un nostro errore (se non nell’azione precedente) o a una loro prodezza.

Un episodio, appunto.

Una grande squadra non disarma, si ricompatta, lascia passare la buriana e prova a vincerla.

Noi non siamo stati capaci di chiuderla prima e di rivincerla (o almeno tenerla) dopo.

Un secondo episodio ci ha castigati: anche qui sono leciti dubbi di tipo ‘etico’ e forse regolamentare, ma è certo che noi avevamo già perso la serenità e la quadratura.

Sono troppo deluso per proporre ancora una volta la discussione cronologica sugli episodi salienti o per analizzare più a fondo i dati statistici. Spero di farlo presto, dopo un’importante vittoria.

Adesso mi limito quindi a delle veloci pagelle:

Handanovic: 

Una bella parata su tiro di Basic da dentro l’area. Nessuna responsabilità sui gol, anche se qualcuno, comodamente sdraiato sul divano, sostiene che non basta il miracolo su una conclusione ravvicinata , bisogna anche respingere la palla nel posto giusto…

6.5

Skriniar: 

Dalle sue parti per Pedro  non è aria… quando capita Anderson fa un po’ più di fatica, ma lo doma. Sul gol di SMS responsabilità da dividere tra lui e De Vrji, mi è parso. Ma ormai tutta la squadra era in confusione.

6+

de Vrij: 

Il suo uomo è Immobile, un giocatore criticatissimo e che a me piace molto, perché ha una media gol in campionato da quasi ineguagliabile. Ho letto di una grande prestazione del bomber della nazionale, ma io ricordo solo il gol su rigore e un tiro senza pretese.

6+ 

Bastoni: 

Ha la colpa evidente di non giocare nella juve. Dicono che non sia ‘cattivo’, ma se facesse  ciò che in Italia  fanno Chiellini e Bonucci giochrebbe pochissime partite. Dicono anche che partecipa troppo alla manovra, ma se non lo facesse, sarebbe …un suo limite. L’importanza di non vestire il bianconero…

Sfortunato quando in un contrasto aereo il pallone, che stava uscendo, sbatte sul suo braccio. Per l’arbitro e per il var è rigore.

6+

NB: Prendiamo un sacco di gol, ma i componenti della difesa sono gli stessi ‘eroi’ della cavalcata vittoriosa nella scorsa stagione. Che sia ‘colpa’ del bel giuoco o di compagni non di reparto meno forti, non si sa.


Darmian: 

Difficilmente gioca da sette o oltre, ma quasi mai è sotto la sufficienza.  Contro la Lazio finché è stato a destra non ha demeritato e tra l’altro ha partecipato in modo decisivo all’azione del nostro vantaggio. Poi, contro un avversario veloce come  Lazzari ha mostrato qualche difficoltà.

6+

(Dal 22’ s.t. Dumfries: sembra abbastanza in giornata, ma viene poco sollecitato e ha la sfortuna di entrare quando la squadra era entrata in confusione mentalmente e tatticamente. Rischia per la reazione contro Anderson, dopo il gol.

5.5)

Barella: 

Tanto lavoro, come sempre,  con il pezzo forte dell’inserimento con cui  ha procurato il rigore. Questa volta però non è stato sempre lucido e ha pure perso un paio di palle sanguinose, anche se poi è riuscito a recuperare. In questo modo ha confermato di essere un umano e non una creatura bionica.

6.5

(Dal 41’ s.t. Calhanoglu:

s.v.)

Brozovic: 

Per più di un’ora ha dominato in modo indiscusso il centrocampo, fornendo un’autentica lezione di qualità unita alla corsa e alla garra, nonostante il fisico non certo da granatiere. Anche quando è calato leggermente, le azioni migliori sono passate dal suo piede

7.5


Gagliardini:

Non c’è dubbio che nel costruire l’azione altri siano meglio di lui, però la sua presenza nel centro campo si sente. Prima che lui uscisse di uno forte come SMS si sono avute poche notizie. Poi è entrato Vecino peroccupare di più l’area avversaria… Poiché non ha piedi raffinati i giudizi su di lui dei tifosi sono sempre negativi

6

(Dal 22’ s.t. Vecino: non incide con gli inserimenti che il tecnico gli chiede e non contribuisce a far da diga contro gli attacchi avversari.

5.5)

Dimarco: 

Si comporta molto bene sia da quinto, sia, quando Inzaghi lo arretra, da terzo di difesa. Ha piede educato ed è migliorato anche sul piano atletico. Perfetto nell’esercizio dei cambi di campo. Perde il contrasto con Anderson (forse per un fallo) dopo il quale resta a terra e da lì nasce il loro gol contestato.

6.5

Dzeko:

Le sue qualità dal punto di vista tecnico non si discutono. Lavora da regista offensivo, ma da un centravanti ti aspetti anche che compaia nell’area avversaria creando pericoli. Lui invece si fa notare solo per un colpo di testa  senza pretese, nella prima fase di gioco.

5.5

(Dal 31’ s.t. Lautaro: entra con molta determinazione, da vero ‘toro’, ma con troppa frenesia e nervosismo. Ha poco tempo per scaricare la sua forza ma una buona occasione  se la procura, poi forse la spreca con la scelta sbagliata di andare al tiro anziché servire compagni meglio piazzati.

6)

Perisic: 

Una buona prestazione nel ruolo per lui abbastanza insolito di seconda punta. Si muove bene su tutto il fronte d’attacco approfittando del fatto di essere ambidestro. Realizza il rigore e impegna Reina in una grande parata. Purtroppo se lui agisce da seconda punta e Dzeko da falso nueve, in area ci devono andare centrocampisti e difensori e questo qualche problemino di solidità difensiva lo crea.


(Dal 22’ s.t. Correa: quasi mezz’ora di gioco senza dare segni tangibili di… presenza. Meglio non dargli voto, sperando che abbia delle attenuanti come il viaggio e l’inserimento in una situazione non felice

s.v.)


All. Inzaghi

Imposta bene la gara e per un tempo a livello di gioco collettivo si vede solo l’Inter. I solisti laziali si agitano, ma con scarso profitto, abbastanza ben contenuti. I cambi… cambiano la partita, ma per dare un voto bisognerebbe sapere  perché li ha fatti e se aveva altre possibilità. Resta il dubbio, da chiarire, se il suo gioco sia troppo dispendioso e rischioso per il gruppo che guida. Per una valutazione seria preferisco aspettare qualche altra gara.

s.v.

Luciano Da Vite

24 pensieri riguardo “La legge del calcio: Lazio – Inter 3-1

  1. Analisi che condivido in buona parte….non in tutto però. per quanto riguarda la mancanza nella ns rosa di giocatori che saltino l’uomo, che abbiano” quello spunto” che possa creare superiorità o la qualità per inventare la giocata ( giocatori che invece i cugini hanno in rosa )…beh sono anni e anni che lamentiamo questa carenza. Eriksen poteva rappresentare la qualità e la fantasia..purtroppo….Chala ,senza avere la qualità del danese ,poteva essere una buona soluzione,ma ,almeno per ora ,non ci siamo.
    Però..però…,opinione personale,non credo che anche con Lukaku ,Hakimi e Conte noi avremmo potuto ripetere l’exploit della passata stagione. Certamente saremmo stati i netti favoriti,ma vincere sarebbe stato più difficile , salvo avere la disponibilità economica per aggiungere un paio di giocatori di livello .
    Sabato sera io ho visto una squadra che nei primi 20 minuti del secondo tempo aveva il pieno controllo della partita ed ha avuto il torto di non chiuderla…rivedo un Sarri furibondo ,perchè la sua squadra era in totale apnea.
    Poi episodio del rigore e forse ,subito il pareggio, la troppa voglia di tornare in vantaggio ,ci ha fatto perdere le misure.Qui subentra un altro episodio,questo decisamente fastidioso,non tanto a termini di regolamento,quanto per l’asoluta mancanza di fair play di alcuni laziali….Reina in primis,Milinkovic e Felipe Anderson…basta rivedere le immagini Milinkovic avanza con davanti DI Marco a terra ,appoggia ad F. Anderso tutto solo e poi…Bravi ,aspetto solo che succeda anche a loro qualche episodio fastidioso e poi sentiamo le loro reazioni. Da qui in poi abbiamo perso la bussola ( e non deve succedere…)e la partita non ha più storia.

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  2. Ciao Luciano, complimenti per l’analisi.
    La frase “E se anche Skriniar come ho letto troppe volte è andato all’avventura, non possono essere impazziti i giocatori, deve essere una disposizione del mister. Con più uomini in avanti giochi meglio, ma rischi anche di più.”
    Questo rappresenta, per me, Inzaghi. E penso i nostri lo sapessero nel momento in cui lo hanno scelto.
    Come giustamente dici il suo modo di giocare arioso, per riprendere una definizione dello stesso tecnico, è dispendioso e richiede, per essere efficace nell’arco dei 90 minuti, anche una qualità in panchina che non abbiamo da anni. Nemmeno lo scorso anno tanto che Conte ha beneficiato dell’eliminazione dalle coppe azzerando il turnover.
    Vorrei chiedere il tuo punto di vista sulle seguenti mie impressioni:
    1) Il mister mi sembra ansioso. E lo dico dai cambi in massa che fa (3 o 4 alla volta non possono che snaturare certi equilibri) alla prima cosa che non funziona, vedi il pareggio laziale. Io ritengo che questa sia una causa importante della confusione che a tratti ci contraddistingue. Servirebbe più calma.
    2) La solidità difensiva la si può trovare anche se davanti c’è meno qualità. E’ un approccio che contraddistinge sempre chi vince in Italia. Atalanta di Gasp ha fatto anche oltre 100 reti senza mai raggiungere gli 80 punti. E noi l’impostazione l’avevamo. Per me andrebbe sfruttata, anche al prezzo di segnare meno, e solo dopo provare a innovare quando solidità è acquisita. Mi sembra che il 352 di continuità è solo teorico visto che è tutto profondamente diverso.
    3) Da anni ci lamentiamo della mancanza di giocatori di inventiva. Come mai per te, anche negli anni recenti in cui qualche quattrino lo si spendeva, i nostri non hanno mai preso certi giocatori? Se penso a un Brahim Diaz, in prestito, spesa veramente minima
    Graze mille

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  3. Grazie a te, Roberto. Sulla prima parte del tuo intervento concordo pienamente. il campionato non lo vince chi fa 5 gol quando è più forte e poi perde o pareggia con un avversario più difficile. Lo vince chi, nelle stesse due partite fa due 1-0 a suo favore. Altrimenti dai spettacolo, piaci, ma non vinci. A meno di avere in squadra sei-sette da pallone d’oro su 11: in quel caso puoi anche permetterti un gioco meno cinico.
    Questa è la mia opinione.
    Alla prima domanda proprio non so risponderti. Qualche volta si è detto che abbiamo vinto con i cambi, questa volta abbiamo perso per i cambi. Il che è vero, ma bisogna conoscere la situazione di chi sta giocando e di chi subentra, le tabelle di impiego per chi gioca 7 partite in 21 giorni e anche con le nazionali. Insomma io non ho elementi di conoscenza per confermare la tesi di un Inzaghi ansioso, ma neppure per escluderla.
    Alla seconda domanda rispondo di no, tendenzialmente. Perché non difendono solo i difensori, alla fase difensiva partecipano tutti. Se non hai attaccanti capaci di rovesciare in 7-8 secondi una difesa affannosa in un grave pericolo portato al portiere avversario, è chiaro che gli avversari stessi possono attaccarti conservando minor cautela.
    E’ vero per che se tu per diventare pericoloso devi attaccare con più uomini e ti fai inevitabilmente trovare scoperto., puoi…fare qualcosa di diverso che giocare agli indiani.
    Anche qui però il problema è sempre degli attaccanti, (in senso lato) almeno in parte. Perché un conto è cercare in ripartenza Hakimi e Lukaku, un altro se devi cercare un centravanti arretrato e un terzino (Darmian o Dumfries).
    Secondo me non è stato Eriksen a far grandi Lukaku e Hakimi, sono stati Lukaku e Hakimi a far…digerire Eriksen ai difensori. A quel punto è chiaro che Eriksen al posto di Calha o di…Gaglia diventa determinante.
    Per me è sempre questione di trovare l’equilibrio ideale per utilizzare al meglio i talenti che hai (quando parlo di talenti mi riferisco anche ai difensori, non ai…giocoliieri solo).
    Certo che trovare un equilibrio efficace con Calha, Correa Dumfries e anche con il pur bravo Dzeko è molto più difficile.
    Alla terza domanda rispondo che i giocatori di inventiva secondo me qualche volta li abbiamo cercati ma abbiamo sbagliato gli acquisti. Gli stessi Calha e Correa dovrebbero essere in teoria giocatori fantasiosi.
    C’è però un’altra considerazione da fare, sempre a mio personalissimo parere: ci sono squadre in Italia che hanno giocatori di inventiva, fanno bene, ma non vincono.
    E’ mutatis mutandis, lo stesso discorso fatto per Eriksen: diventano il surplus determinante se …il resto della squadra è così forte da…permetterglielo. Altrimenti sono un lusso, che ti fa giocare bene ed essere …simpatico

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  4. Analisi condivisibile Luciano, come al solito. In questo campionato purtroppo giochiamo bene ma finalizziamo poco nel senso che manchiamo di concretezza e sembriamo poco equilibrati in campo con una difesa che vedo posizionata troppo alta. Questo spiega il numero notevole di reti che subiamo nonostante il reparto sia lo stesso dello scorso anno. Non mi lascerei ingannare dal numero di goal fatti. Molte occasioni le sciupiamo e ci manca l’uomo che smarca la punta in area avversaria, il cosiddetto uomo di inventiva.
    Purtroppo le cessioni che ci sono state in estate cominciamo a pagarle ora che le partite contano di più contro avversari del nostro stesso livello. Paradossalmente domenica abbiamo perso equilibrio a cc quando è uscita Gaglia che, piaccia o no, fino a quel momento non aveva demeritato affatto, anzi. Sarà meno bello da vedere di altri ma in mezzo al campo dorme di meno e si fa sentire.
    Qualcuno lamentava le troppe sostituzioni che fa il mister contemporaneamente. Mi dicono che sia un tipo molto scrupoloso nel preparare le partite però a volte dà l’impressione di pentirsi delle scelte iniziali fatte. Con il Sassuolo era andata bene con la Lazio no.

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  5. Capitolo sostituzioni : quante volte è successo che un allenatore si appresta a sostituire un giocatore e questo fa gol o un assist decisivo (ultimamente Allegri con Chiesa o Inzaghi addirittura con due giocatori ). Vogliamo sostenere che è stato bravo ad aspettare o che è un pirla perchè lo stava sostituendo ?

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    1. Io, ma ovviamente è una mia idea, non capisco le sostituzioni di massa. Nel caso di sabato anche con annessi spostamenti: Dimarco scala in difesa, darmina cambia fascia, Barella diventa interno dalla parte opposta. Di fatto ricominici da capo.
      O meglio, capirei se sei sotto 2a0, giochi male, provi a ribaltarla con mossa disperazione.
      Ma mossa disperazione non la farei mai quando sono 1a1, in relativo controllo. E Inzaghi lo ha già fatto anche con la samp: 5 cambi in 5 minuti dopo che ci ervamo divorati tre palle gol e sembravamo sul punto di segnare da un momento all’altro.
      Tecnico è lui, i giocatori li vede, ma mi sembra si faccia prendere dall’ansia di vincere non appena accade qualcosa. E questa frenesia finisce per ribaltarsi sui giocatori che, è normale, finiscono con lo slegarsi e giocare un po’ casualmente.
      Perchè di fatto il piano partita quando tecnico fa così salta completamente. E se non stai facendo male proprio non comprendo se non per placare una certa ansia. Che in un tecnico non è il massimo

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    1. Ottimo Luciano. In particolare ci interessa la Tua opinione su questo ragazzino, se Chivu l’ha rischiato in una partita di CL vuol dire che vale.

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  6. Inter sheriff 2-1

    Diciamolo chiaramente: gli amanti del bel gioco che non hanno visto questa partita non ci hanno perso nulla.

    Ormai anche …alle Maldive hanno capito che se si gioca contro un avversario più forte (o ritenuto tale) l’unica speranza di non prendere una brutta scoppola e invece magari anche di pareggiare o vincere sta nel difendersi con 11 uomini nella propria tre quarti.

    Se poi per avventura hai un contropiedista…

    Questo ci deve far pensare anche per la partita serale, decisiva per i nostri sogni.

    Perché lo Sheriff credo giocherà nello stesso modo.

    Il problema sorge quando tu non hai i mezzi per sfondare un bunker e così è stato oggi per l’Inter di Chivu, ammirevole per la tenacia con cui ha cercato il risultato, ma davvero poco produttiva.

    I due gol sono venuti in seguito a colpi di testa (uno con la solita azione di carboni per Abiuso, oggi assente, o per Casadei.

    Un tiro in porta con i piedi, se non ricordo male, non l’abbiamo fatto.

    Tuttavia non è una critica, questa, abbiamo fatto il possibile contro un muro difensivo e senza una prima punta di peso, che aiutasse ad aprire la difesa ospite.

    Non c’è stata noia perché quando in campo ci sono maglie nerazzuree milanesi per me la tensione è sempre enorme.

    E il calcio senza tensione, il calcio spettacolo, non mi interessa.

    Comunque noi schieriamo

    Rovida
    Zanotti Hoti Fontanrosa Carboni
    Casadei Sangalli Fabbian
    Owusu Iliev
    Jurgens

    Nel secondo tempo sono entrati Carboni, Curatolo, Cortinovis, Nunziatini e Bonavita

    Aldilà dei movimenti in campo per cui lo schema diventa un 433, addetti ai lavori mi confermano che Chivu si basa sempre sul 4321.

    Nel primo tempo era impossibile trovare sbocchi, nella ripresa la stanchezza ha fatto si che qualche varco in più (raro) si trovasse.

    Portiamo a casa un risultato importante, perché 7 punti in 3 partite a questi livelli sono tanta roba, anche se i giochi non sono affatto chiusi.

    Sempre dall’interno del gruppo di lavoro mi giungono chiarimenti sui motivi del grande turn over: la squadra conta su 35 giocatori e naturalmente bisogna dare a tutti l’occasione di crescere giocando.

    Del resto Chivu l’aveva anticipato

    Le pagelle:

    Rovida 6.5 mai impegnato, si mostra comunque sicuro e non ha colpe sul gol, in mischia.

    Zanotti: 7 splendido come sempre, in entrambe le fasi
    Hoti: 6.5 in mezzo alla difesa è irrinunciabile
    Fontanarosa: 6.5 leader della difesa, grande personalità. Quando entra Cortinovis ed esce Carboni, si piazza a sinistra
    Carboni: 6.5 per passo e capacità di cross è fuori categoria

    Fabbian: 6.5 centrocampista di sostanza d e di buona qualità., per una decina di minuti Chivu lo manda a giocare anche tra i due dietro la punta.
    Sangalli: 6.5 il capitano si conferma centrocampista d’ordine e di personalità.
    Casadei: 7.5 in area e sulle palle alte è una sentenza. Ma ha giocato con ritmo e qualità ovunque

    Owusu: 6 si dà molto da fare e azzecca qualche giocata, ma è sopraffatto dal numero di avversari e gli manca una punta centrale di riferimento
    Iliev: 5.5 visto da vicino si capisce perché è stato conteso tra molti squadroni, con la palla nei piedi fa dei numeri importanti. Ma non incide mai. Peccato perché ha anche fisico, oltre che tecnica

    Jurgens: 5 si sbatte come un ossesso, ma gli mancano peso e sostanza per incidere contro difese fitte e attrezzate

    Valentin Carboni: 7 gioca sotto età di due anni (come Owusu) ma ha fisico e soprattutto una tecnica davvero importante. Può fare l’esterno o il trequartista. Probabilmente sentiremo molto parlare di lui

    Curatolo: 6.5 da ragazzino era un mio idolo. Ora non è cresciuto molto ma non ha perso la garra e il fiuto del gol, in un lasso di tempo ristretto è riuscito a rendersi più pericoloso di Jurgens

    Bonavita e Nunziatini sv

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    1. Chissà magari Iliev va solo aspettato. Con Madonna aveva esordito bene ma è anche vero che si trattava di un’altra squadra. Forse si completava meglio con quella squadra, forse deve trovare una maggior brillantezza atletica. Chissà, magari esplode come Mulattieri, mentre sono davvero curioso di vedere carboni junior

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  7. Alla fine del primo tempo di CL si capisce che questo SHERIFF è una squadra tosta di quelle che è meglio non incontrare per come ti fa giocare male e noi stiamo veramente giocando male.

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  8. Ripresa di altro respiro e vittoria ampiamente legittimata. Mi dispiace per dumfries unica nota stonata. Comunque il rischio contropiede è dietro l’angolo, certi cambi di gioco orizzontali sono pericolosi. Manca il cinismo (e la fortuna) per chiudere prima la partita

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  9. Mi dicono che l’Under 18 contro l’Atalanta abbia fornito davvero una grandissima prestazione (ecco, le ‘prestazioni’ corredate da un 4-0 all’Atalanta piacciono anche a me) e mi dicono che la squadra si trasforma quando giocano Matjaz in difesa e Andersen a centrocampo. Poi occhio a Marocco terzino talentuoso, da due domeniche a segno (e che gran gol!) e autentico dominatore della fascia.
    Poi un’altra considerazione …ottimistica: con l’U17 siamo primi in classifica, abbiamo segnato 27 gol in sei partite, pur avendo rinunciato a schierare due attaccanti che giocano in primavera due anni sotto età e avendo utilizzato poco per vari motivi tra cui gli impegni della sua nazionale, il talentuoso irlandese.
    Pio è capocannoniere con 8 gol in sei partite

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  10. Ieri sera direi abbastanza bene.
    Certo, le ripartenze centrali che concediamo sono sempre un pochino troppe ma mi sembra di capire che lo stile della casa sia offendere con più decisione, quindi speriamo che i nostri abbiano la mira più precisa perchè le occasioni create, sopratutto nella ripresa, sono state parecchie. Il 5a2 laziale di Inzaghi ci stava benissimo anche ieri sera.
    Dumfries è vero che con i piedi è grezzo ma fisicamente è una presenza importante, i suoi inserimenti sono sempre pericolosi. Io insisterei parecchio, magari facendolgli fare esercizi tecnici extra come si faceva una volta.
    Dzeko ha classe, peccato la mobilità sia ormai quella che è. Circondato da ragazzotti arrembanti potrebbe essere il ns Ibra.
    Chiudo con Handa: spiace ma ho rivisto molte volte la punizione gol di ieri. Da dietro, per me, lui legge bene il tiro, fa un mezzo passo, corretto, a dx ma non ha proprio la spinta sulle gambe per arrivare su quel tiro. Il livello sui tiri laterali che richiedono spinta è drammaticamente sceso e questo potebbe rivelarsi un grosso problema nelle partite tirate.
    Ma Radu, che non gioca veramente mai, è di livello così basso? Chiedo perchè non lo seguivo alla primavera e nemmeno nella sua esperienza genoana.

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  11. Domenica sono andato a vedere l’Inter U17 con vittoria all’ultimo minuto. Partita che sembrava subito chiusa dopo 15 minuti con 2 gol di Esposito. Udinese che pareggia complice la sfortunata giornata del nostro portiere. Gol vittoria all’ultimo secondo. A mio parere ottima partita di Stankovic e di Berenbruch, entrato nel secondo tempo.

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  12. Finalmente Interello aperto al pubblico. oggi ho visto un’amichevole dell’U18 contro una squadra olandese e il primo tempo della partita fra 2006 e i pari età della stessa squadra.
    L’U18 ha vinto 2-1 e l’U16 vinceva 2-0.
    praticamente non riconoscevo nessuno dei giocatori in campo da tanto erano cambiati in 2 anni (e poi c’erano molti nuovi).
    Una cosa stupefacente: gli olandesi erano molto più corpulenti (avevano almeno 5-6 giocatori di colore, ma anche i bianchi non erano da meno, per stazza), tutta via noi li abbiamo sovrastati sul piano tecnico e della qualità di gioco.
    In campo c’erano anche dei 2005 (Ricordi, Stante, Quieto e una punta che non conosco o non ho riconosciuto) e nel secondo tempo un portiere 2006.praticamente erano in campo pochi titolari che per lo più si sono alternati, ma il gioco è stato davvero pregevole. Quieto e Ricordo sono bravissimi, ma purtroppo non sono cresciuti molto, atleticamente. Invece è molto più solido Uberti, che secondo me sta diventando fortissimo. Bene Stante, in campo per tutta la partita. mi è piaciuto molto anche Bonavita, alternatosi con Ortelli nella posizione di play basso ed è migliorato assai il centravanti Clerici. Dei nuovi mi è piaciuto moltissimo Biral, centrocampista acquistato dall’Atalanta (si dice che sia stato lui a voler venire).
    Sempre molto forti Marocco e Perin autori di una splendida prestazione, con un gol a testa, contro l’Atalanta. Mister Zanchetta dopo quella partita ha detto che in tanti anni di Inter non aveva mai visto una partita così ben giocata dai suoi.

    Poi ho visto un tempo dell’Under 16 (2-0 con gol di Mocchetti e Spinaccé): Buona squadra con tanti nuovi, credo, rispetto a due anni fa. Su tutti il centravanti Spinaccé (3 gol in 4 partite con la selezione nazionale di categoria).
    Il ragazzo mi ha fatto una grande impressione: sembra nato per avere la palla tra i piedi è punta punta ma viene a giocare dappertutto ha grand fisicità per la categoria e in area 8e dintorni) è implacabile. Strapparlo al pordenone è stato davevro un gran colpo del mitico Giavardi.

    tra un po’ dovrei ultimare il post su inter Sheriff 3-1

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