L’Inter c’è, la Primavera… c’era

L’esultanza di Lautaro Martinez. El Toro è stato l’autore della seconda rete nella sfida contro lo Spezia terminata con il risultato di 2-0.

Ancora un impegno quasi simultaneo e con molti punti in comune per le nostre prime due squadre.

Dovevano affrontare in casa due partite con avversari apparentemente abbordabili e si trattava di due partite obbligatoriamente da vincere.

La prima squadra non poteva perdere punti in vista anche di due match molto importanti per il prosieguo della stagione, a Roma e Madrid.

Anche solo un mezzo insuccesso avrebbe interrotto una rincorsa al vertice avviata positivamente  da qualche partita e avrebbe riportato sotto l’Atalanta, che resta pericolosamente vicina.

Un po’ diversa la situazione della Primavera, che in Coppa Italia giocava un match da dentro o  fuori contro una squadra distanziata di due punti in classifica ma in piena serie positiva e reduce  tra l’altro da una recente vittoria sulla stessa Inter, in campionato, in un match nel quale i nostri hanno disputato una prova assolutamente negativa.

In comune le due partite avevano un altro elemento importante: si giocavano su campi impossibili, come provato dalle lamentele di Lautaro, in un caso, e da una frase di Chivu rivolta a Iliev, nell’altro: “Non giocare con la suola su questo terreno non è possibile”.

La prima squadra ha svolto al meglio il suo compito, nonostante alcune assenze importanti, superando anche la (legittima) tattica ostruzionistica degli avversari, dominando la partita e portando a casa il risultato pieno.

La Primavera ha giocato una buona gara, contro un avversario ben messo in campo, determinato  e  forse complessivamente più dotato sul piano atletico, portandola ai rigori per poi fallire nei tiri dal dischetto.

Inter – Spezia 2-0

Squadra molto rimaneggiata, che scontava l’assenza di quattro difensori (de Vrij, Bastoni, Ranocchia, Kolarov), dell’esterno Darmian, di Barella e di Dzeko, questi ultimi due per turn over.

La difesa era totalmente rivoluzionata, con Skriniar centrale e D’Ambro con Dimarco a fare i due ‘braccetti’.  A centro campo e davanti  l’assenza di Darmian per un Dumfries che sin qui aveva poco convinto, la sostituzione di Barella con Gagliardini, l’assenza di Dzeko con il conseguente ricorso a due attaccanti di movimento (Lauti e Correa) potevano autorizzare qualche timore.

Certo, il tasso tecnico del nostro undici era comunque superiore a quello degli avversari e anche atleticamente, considerando il buon momento del gruppo, eravamo avvantaggiati, ma noi sappiamo che l’atteggiamento tattico e l’agonismo, nel nostro campionato, possono sovvertire qualunque pronostico.

Aldilà del risultato positivo, la nostra prova è stata molto confortante, perché abbiamo dominato la squadra ligure dal primo all’ultimo minuto, come mostreranno le cifre.

E tuttavia, a confermare la difficoltà del campionato nazionale, ci sono stati due episodi che avrebbero potuto mettere in discussione il risultato:

La parata straordinaria di Handa sull’unico tiro loro del primo tempo, senza la quale saremmo andati al riposo con un risultato di parità che avrebbe reso più problematica la gestione del secondo tempo,

L’ammonizione di Lautaro per un fallo di reazione che, se giudicato diversamente (l’entità del fallo non lo consentiva, ma l’evidente intento di reazione può lasciare onestamente qualche dubbio) ci avrebbe portato a giocare quasi un tempo in 10, senza il giocatore che ha ispirato il primo gol, si è poi procurato il rigore e ha così realizzato la rete della sicurezza).

Tra l’altro l’espulsione di Lauti ci avrebbe costretto a farne a meno per la fondamentale trasferta di Roma.

Questo per dire come anche quando domini, contro un avversario nettamente inferiore, nel nostro campionato basta un contrattempo, un’ingenuità, un errore per rimettere tutto in discussione.

Le scelte di Inzaghi, a livello di sostituzioni, erano inevitabili.

Non così l’atteggiamento tattico, aggressivo e spavaldo, senza essere avventuristico.

Loro giocavano chiusissimi, con l’unica punta Manaj in pratica distintosi molto più per l’interdizione ai limiti della propria area che per gli spunti offensivi.

In questa situazione Inzaghi ha scelto di pressare altissimo, portando i difensori sulla linea di metà campo e ‘scatenando’ i braccetti  a fare da attaccati aggiunti, mantenendo invece Brozo a protezione centrale della difesa  e chiedendo rapidi rientri, in caso di necessità, anche a Calha e Dumfries.

Un atteggiamento dispendioso e non privo di rischi, per altro calcolati e come dire, neutralizzati preventivamente.

D’altro canto questa pressione alta e ‘di massa’ induceva lo Spezia ad assembrarsi nella propria area ancora più del preventivato (forse) e se loro trovavano difficoltà a uscire, noi faticavamo a creare vere occasioni da gol.

Lo sfondamento centrale era difficile, per la massa di avversari che intasava quella zona decisiva e l’ aggiramento sugli esterni era poco produttivo perché in area mancavano le torri.

La dimostrazione sta nel fatto che il primo vero tiro in porta di una certa pericolosità è stato di Dumfries, attorno alla mezz’ora.

Solo al 36’ un’azione perfetta, con l’inserimento e lo scambio tra D’Ambrosio e Calha, l’appoggio su Lauti e il tacco a liberare l’inserimento dell’altro interno Gagliardini, portava al meritatissimo ma faticato vantaggio

Al 45’ su angolo la strepitosa parata di Handa su colpo di testa ravvicinato, dopo azione di calcio d’angolo, di Amian.

Andare al riposo in vantaggio è stato importante, psicologicamente e tatticamente, perché alla lunga lo Spezia non avrebbe potuto continuare a… difendere accanitamente lo 0-1.

Nello stesso tempo qualche dubbio mi sembrava lecito perché avevamo speso molto (anche loro, certo) ma soprattutto in pratica i più pericolosi erano risultati Skrinar e Gagliardini, con gli inserimenti, anche  di testa sui calci piazzati.

Nel secondo tempo iniziamo forte, con l’idea di chiuderla subito ed evitare complicazioni e pericoli.

Nel giro di 2 minuti, tra il 5’ e il 7’ costruiamo due palle gol, con un  tiro di Lauti respinto a fatica dal portiere e con la conclusione di Correa che scuote la traversa

L’Inter insiste e al 9’ è Calha con un tiro al volo di controbalzo a impegnare seriamente Provedel.

Passano altri due minuti e va alla conclusione Lauti, il cui tiro è respinto con il braccio, in area, da un difensore.

Calcio di rigore e risultato messo al sicuro.

Ancora una grande parata di Provedel su Calhanoglu, subito dopo, a certificare che l’Inter è nel suo miglior momento.

Dopo l’episodio del giallo a Lautaro (28’) più nulla di significativo

Comincia il walzer delle sostituzioni, con l’Inter che si preoccupa di gestire il vantaggio e soprattutto consente ad alcuni giocatori di rifiatare in vista del duplice terribile impegno dei prossimi 6 giorni

Le statistiche

Solo pochi accenni per confermare la totale supremazia mantenuta dall’Inter nel corso della gara.

Netto il dato relativo al possesso palla (63 a 37) in effetti il tema dominante del match, almeno fino a quando i nostri hanno spinto a fondo è stato proprio relativo alla facilità con cui rientravamo in possesso, senza lasciar fare a loro più di 2-3 passaggi.

Ancora più rilevante il dato sulle conclusioni: 31 tiri contro 7, di cui 11 in porta contro 4 (6 a 2 da dentro l’area e le loro due sono stati colpi di testa su calci piazzati).

  • 24 a 4 per noi le occasioni da gol,
  • 11 a 1 i corner,
  • 592 a 386 i passaggi riusciti,
  • 91% contro 81% l’accuratezza dei passaggi,
  • 23 a 4 i passaggi chiave,
  • 58 a 47 i recuperi.

Addirittura 192 a 49 i passaggi nella tre quarti avversaria, a conferma di un dominio anche territoriale assoluto.

Insolitamente basso il numero dei nostri cross (5) a conferma che nonostante …l’autobus collocato da Motta davanti alla sua area, abbiamo cercato più di ‘entrare’ con scambi sullo stretto piuttosto che aggirare la difesa.

A livello individuale interessanti dati relativi a Calha: secondo per numero di tiri, primo per occasioni da gol e passaggi chiave, quinto per numero di palle giocate e per dribbling riusciti.

Gagliardini è quello che ha corso di più (12 km contro 11,8 di Dumfries e 11,7 di Brozo).

Vecino ha fatto segnare la miglior velocità media (8,8 contro gli 8 di Maggiore).

Dumfries il più veloce allo sprint (35,02 davanti a Kiwior e Perisic).

Come squadra, l’Inter ha percorso più km a una velocità media superiore. Questo mi sembra a conferma di una buona condizione atletica e anche di una disposizione in campo organizzata.

Le pagelle

Handanovic: 7 provvidenziale l’intervento su colpo di testa ravvicinato quando ancora si era sull’1-0. Situazione non facile per uno alto come lui, su una palla schiacciata a terra. Per il resto, normale amministrazione

D’Ambrosio: 6.5 solita grinta, partecipa anche da ‘brccetto’ alle azioni offensive entrando anche con un’ìottima giocata nell’azione del primo gol. Non è un campione, ma offre sempre un rendimento sicuro

Skriniar: 7 gioca forse per la prima volta da centrale e dimostra molta sicurezza nel leggere le situazioni difensive. Resta in posizione, favorendo le avanzate di D’Ambro e di Dima, aiutato se mai dall’arretramento di Brozo

Dimarco: 6-7 da terzo di difesa è l’uomo in più… in attacco, per la vivacità, la spinta naturale all’incursione, la buona proprietà di palleggio e la voglia di concludere

Dumfries: 6+ sembra in chiaro progresso, da confermare. Attento nella fase difensiva, corre molto  recuperando e proponendosi. In un’occasione arriva anche al tiro da dentro l’area, ma la conclusione, potente, è troppo centrale per superare Provedel

Gagliardini: 7 non ha i piedi raffinatori e per gli ammiratori dei numeri circensi risulta troppo limitato. Tra i migliori per corsa e velocità, si inserisce con i tempi giusti e realizza un gol fondamentale. Importante anche sulle palle alte

(Vidal: s.v.)

Brozovic: 7 si fa vedere meno del solito in avanti, per favorire in copertura le avanzate dei due braccetti e dei centrocampisti. Un po’ meno appariscente che in altre occasioni, forse, ma il suo contributo resta sostanzioso.

Calhanoglu: 7.5 il migliore in campo. Lotta, contrasta, corre come una vera mezz’ala, senza perdere lucidità e qualità. Deve solo avere continuità a questi livelli

Perisic: 7- ancora una prestazione positiva, a conferma dell’ottimo momento e del’equilibrio tecnico-tattico raggiunto

Lautaro: 7 straordinaria la giocata sul primo gol. Altri ‘colpi‘ gli sono riusciti ma soprattutto ha giocato con una determinazione feroce. Anche troppo se si pensa all’evidente trance agonistica che l’ha portato al falletto che poteva costarci caro. Mezzo voto in meno per questo

(Dzeko: s.v.)

Correa: 6+ secondo me non era la sua partita perché lui ha bisogno di spazio e di potersi muovere tra le linee (lo spazio risultava inesistente perché lo spezia difendeva in 20 metri, tra l’area di rigore e la sua tre quarti). Si è dato da fare con risultati un po’ migliori del solito, ad eccezione naturalmente delle due gare con doppietta. La traversa che trema ancora adesso la sua cosa migliore

(Sanchez: s.v., ma dimostra grande voglia)

(Vecino: s.v.)

(Sensi: s.v., circa 25 minuti in cui dimostra di saperci stare)

All. Inzaghi: 7 non sbaglia nulla, anche quando attua qualche mossa che poteva apparire rischiosa. Sembra aver trovato l’equilibrio, ma è una soluzione molto dispendiosa per il sacrifico che pretende da alcuni. Sarà determinante vedere la capacità di mantenere nel tempo questa concentrazione e questa vivacità atletica.

Primavera: Inter -Sassuolo 2-4 (dcr)

E’ stata una partita di grande tensione, caratterizzata da un notevole equilibrio in campo, con poche occasioni da entrambe le parti.

In particolare due sono le palle gol costruite dai neroverdi, entrambe sventate benissimo da un grande Rovida, due le palle utili capitate ai nostri, sprecate con tiri inadeguati.

E’ molto poco e gli amanti del bel giuoco saranno rimasti senza dubbio molto scontenti.

Però è stata una partita vera e questo è formativo. Rispetto alla prova di qualche giorno fa, a Sassuolo, i nostri sono migliorati tantissimo.

Allora eravamo stati dominati, quasi inesistenti e la sconfitta per 1-0 ci premiava oltre il dovuto. Qui abbiamo giocato alla pari.

Si può pensare che giocare alla pari con il Sassuolo sia una magra consolazione, ma la squadra di quest’anno difficilmente potrà dare di più.

I miglioramenti, per quanto non eclatanti, secondo me sono dovuti al realismo finalmente adottato dal mister che ha schierato a centrocampo e in avanti gli uomini migliori tra quelli di cui disponeva.

Inoltre, constatata la supremazia in mezzo al campo dei neroverdi nel match precedente, anche sul piano tattico c’è stata una variazionedifesa a tre (forse anche per la contemporanea assenza di tre titolari: Zanotti, Hoti e Carboni, il secondo credo per turn over gli altri due perché convocati in prima squadra), centrocampo a 5 (tutti italiani inizialmente), poi Iliev dietro la prima punta, Abiuso.

Se Hoti è stato sostituito degnamente, anche in virtù del passaggio alla difesa a tre, la mancanza degli esterni titolari ha enormemente influito, a mio parere, sulla possibilità di realizzare un gioco offensivo in ampiezza, che aprisse le linee emiliane.

Questo anche se Peschetola, come vedremo, a mio parere  ha giocato una partita di grande sacrificio e corsa. Anche con qualità. Ma certo non ha la progressione bruciante di Carboni.

Penso che con i terzini titolari e Peschetola più avanti (modulo a 4 con due punte e un trequartista o una punta e due trequartisti) avremmo potuto farcela, ma non c’è controprova.

In questi giorni sul blog alcuni si sono esercitati a prefigurare la Primavera del prossimo anno, visto che questa ha dei limiti oggettivi che difficilmente le consentiranno di darci soddisfazioni.

Io preferisco non pronunciarmi per due motivi. Molti 2004 e alcuni 2005 (tra i più pronti) stanno già giocando con la Primavera: al momento non sembrano fare la differenza e non sono certo che la faranno con un anno in più. Mi riferisco soprattutto agli stranieri che sono già con noi da un anno e mezzo, mentre Andersen Zuberek e Matjaz potrebbero più facilmente registrare una crescita importante.

Più in generale penso che i 2005 siano un gruppo straordinario, ma se è vero che,  come ha detto in un’intervista recente il nostro ex Corrado, il campionato di Lega Pro è cosa completamente più ardua della Primavera, anche il campionato U17 è cosa completamente diversa da quello U19 e non è automatico che chi fa la differenza nel primo la faccia anche nel secondo, oltre tutto sotto età.

Per cui io i 2005 li lascerei giocare ancora insieme, con al massimo un paio di eccezioni riservate non tanto ai più bravi, ma ai più pronti.

Inoltre la linea politica della nostra società non è quella di trattenere come fuori quota i più pronti, per dare loro la responsabilità di guidare il gruppo e di favorire la crescita degli altri, ma piuttosto si preferisce tenere chi ha necessità di un ulteriore rafforzamento nel settore.

E’ evidente che in linea di massima questo, che può essere giusto, non discuto, va a discapito delle ambizioni di squadra (e forse anche, ma questo è solo un mio timore, della crescita dei più giovani che avrebbero bisogno di imparare da lla presenza di alcuni leader in campo).

Considerato tutto questo, ritengo, sperando di sbagliare, che il prossimo anno non potremo avere ambizioni di vertice se non arriveranno almeno 3-4 nuovi giocatori, ma che  siano veramente forti.

In otto mesi per i giovani le cose possono cambiare, ma al momento non vedo  tra i 2004 che non abbiano già giocato in primavera altri giocatori pronti (non dico bravi) oltre a Marocco, Biral, Kamaté, forse Peretti.

Tra i 2005 potrebbero essere stabilmente in rosa Enoch, Carboni e Stankovic, mentre altri potrebbero venir alternati.

Di bravissimi ce ne sono molti altri, per cui sarebbe lungo citarli, ma se troppi 2005 fossero titolari, la squadra ne risentirebbe, a mio parere.

Dunque a mio modestissimo parere di appassionato il prossimo anno saremo competitivi se terremo almeno tre fuori quota tra i più forti, se arriveranno 3-4 molto forti e, a parte apparizioni saltuarie, non giocheranno stabilmente più di 3 del 2005.

Ma torniamo a questa stagione e vediamo le pagelle della partita di ieri:

Rovida: 8 due parate strepitose, purtroppo non riesce a ripetersi ai rigori, per altro calciati benissimo dagli emiliani

Moretti: 6.5 sicuro e potente in fase di copertura, non è il massimo come piede, ma dalle sue parti a terra osulle palle alte è difficile passare

Fontanarosa: 6.5 ‘promosso’ a guida della difesa a tre si cala bene nel ruolo, rendendo inoffensivo il centravanti emiliano. E’ uno di quelli che terrei per studiarne ancora la crescita

Matjaz: 6.5 altro giocatore in crescita, si sta ambientando ed è sempre più sicuro. Ieri ha provato anche a spingere. Se in 120’ di gioco il sassuolo ha avuto solo 2 palle gol il merito è della fase difensiva e dei singoli

Silvestro: 5 non è colpa sua se …Zanotti ha un altro motore e altri piedi. Lui si dà da fare corre molto cerca di tamponare, ma lì servirebbe altro

(Dervishi s.v.)

Fabbian: 7 a lungo il migliore dei suoi, il più insidioso. Ha grande personalità, corsa, visione di gioco e tempi di inserimento. Cala alla distanza e viene sostituito. Un altro che, responsabilizzato,  potrebbe restare per completare la crescita atletica

(Andersen: 6.5 ha fisico e giocate interessanti. Si sta inserendo sempre meglio nella squadra e nel nostro calcio)

Sangalli: 6.5 un’altra prestazione di sostanza. Si sacrifica molto in fase di contenimento e schermo davanti alla difesa, ma quando ‘esce’ sa sempre come appoggiare l’azione

(Grygar: 6 continua il lavoro di rottura iniziato dal Sanga, e ha poche occasioni di proporsi in avanti)

Nunziatini: 7 una prova di grande sostanza. Dalla sua parte agisce Peschetola nell’insolito ruolo di quinto a tutto campo. Logico che lui debba preoccuparsi soprattutto di coprirne le avanzate. Lo fa con decisione e personalità, ma, finché ne ha, non disdegna di sovrapporsi al compagno in proiiezione offensiva

(Casadei: 6 entra con la personalità e l’insidiosità la  che lo contraddistinguono ma non ha occasioni per rendersi pericoloso)

Peschetola: 7 nel nuovo ruolo sinceramente mi stupisce per la mole di lavoro e anche per la grinta e la forza che ci mette. In fase di contenimento un solo errore abbastanza rilevante, ma spinge tanto e bene

Iliev|: 6.5 da lui ci si aspetta la giocata vincente e una volta quasi gli riesce, ma poi la conclusione non è irresistibile. Gioca da seconda punta (o da trequartista avanzato) gravitando quasi sempre a sinistra. Ha qualità, ma ancora non riesce a incidere per quanto potrebbe.

(Pelamatti: 6.5 va a fare il terzino sinistro, con Peschetola che avanza a sostituire Iliev. Spinge molto, anche perché fresco e mette in mezzo qualche palla interessante. Personalità da vendere)

Abiuso: 6.5 da una prima punta ti aspetti che segni. A lui non riesce ma la mole di lavoro che si sobbarca è enorme e qualitativamente non disprezzabile. Non è colpa sua se sui suoi movimenti i compagni non riescono a inserirsi pericolosamente.

(Zuberek: 6.5 pochi minuti, ma molto interessanti. Lotta ci mette il fisico ma gli riescono anche un paio di ottime giocate).

All. Chivu: 6.5 difficile pretendere di più da una squadra messa con raziocinio, che ha tenuto il campo bene, ma che ha dei limiti offensivi e di costruzione evidenti, amplificati dall’assenza degli esterni titolari.

Luciano Da Vite

27 pensieri riguardo “L’Inter c’è, la Primavera… c’era

  1. sapete chi ha segnato due gol, domenica giocando nella Primavera del torino? Akalaia. Lo ricordate?
    Domani dovrebbe giocare l’Under 17 ma 5 giocatori temo siano a Coverciano, convocati per la partita della loro nazionale contro la Francia, martedì. La società non ha comunicato il programma delle giovanili.
    Sembra di avere a che fare con una società segreta di stampo ottocentesco.
    Sul sito è uscito il ‘programma delle giovanili’ ma riporta solo incontri femminili. Neppure Napoli Inter U19 di oggi alla 13 è indicata…

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  2. Partita ottima, primo tempo stratosferico, per la sicurezza mostrata.
    E’ vero che alla Roma mancavano giocatori importanti, pero’ non ci hanno capito proprio niente di quello che stava facendo l’Inter.
    Bene cosi’ .

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  3. Ma il Napoli , la Rubentus , i Biretrocessi e la Dea giocano meglio di noi 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
    🐫👳‍♂️

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    1. Non ci sono dubbi perché tutti la pensano così. I tifosi sono felici se le cose vanno in un certo modo perché si ritiene che sia la strada giusta. Non fine a se stessa, ma giusta per vincere.

      Per me oggi siamo stati forti, prima che, eventualmente, belli. Siamo stati robusti, spessi, consapevoli. Abbiamo “ammazzato” le speranze dell’avversario. Ed è una cosa che, ad oggi, è successa spesso. Il futuro non è scritto, né nel bene, né nel male.

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  4. Nel calcio le cose possono cambiare anche in una o due settimane, ma lo dico da un mesetto. Giochiamo bene. ( E si intende in tutte le fasi)
    Quando si gioca bene spesso e volentieri si fanno anche punti.

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  5. Da più di un mese avevo l’impressione di una squadra in crescita. Giochiamo veramente un gran calcio, praticamente un 2 4 2 quando attacchiamo con una capacità di recupero palla veramente significativa. A tutto questo si accompagna una fase difensiva veramente efficace: ci difendiamo stretti e non ce n’è per nessuno. Luciano sarà finalmente contento di vedere una squadra così “europea” . Buona domenica cuori nerazzurri.

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  6. Sono contento perché abbiamo fatto un ottimo filotto di risultati. Che si possono fare in molti modi. farlo giocando bene è un piacere in più. Sperando che non si paghino le conseguenze del dispendio energetico e mentale alla lunga. Per questo sarei più tranquillo se arrivassero un centrocampista/esterno e una prima punta da alternare a dzeko

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    1. Pienamente d’accordo con Te. Finora Simone Inzaghi ha fatto il massimo con quello che passa il convento. Se si vuole proseguire il percorso servono a gennaio una punta alta ed un centrocampista in grado di far rifiatare i tre moschettieri. Mi spiace ma non considero alternative valide per il cc Vecino e solo in parte Gagliardini e Vidal e ho l’impressione che il mister non si fidi di Sensi. Poi molto dipenderà da Darmian che da brutto anatroccolo sopportato si è trasformato in atleta imprescindibile. Chiaro che se lui fatica a rientrare è necessario prendere anche un esterno destro.
      La partita di Madrid ci dirà che prospettive avremo in Europa. Se anche lì giocheremo lo stesso calcio di qualità che stiamo facendo da due mesi a questa parte allora le prospettive in CL cambiano.

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  7. Buona domenica a tutti,

    è sempre un piacere leggere Luciano, sia che scriva di giovanili o di prima squadra.

    Stiamo giocando troppo bene, e questo sinceramente un pò mi spaventa, non capisco se sia sostenibile su un lungo periodo, più a livello mentale che fisico.
    Sapevo che avevamo una buona/ottima rosa, però sono stupito dei progressi a livello di sicurezza tecnica in campo. Martedì con il Real (in ottima forma) sarà un bel test per misurarci ad un livello più alto.

    Brevi considerazioni sparse sulla rosa:
    – Handanovic, portiere al top per tanti anni, ha perso autorevolezza e sicurezza nel comando dell’area piccola, e questa insicurezza manda spesso in crisi la difesa sui cross e calci d’angolo. Ha ancora il riflesso salva-partita, ma mi auguro vivamente che Onana sia un profilo tecnico all’altezza dell’Inter (lo conosco poco..).
    – Difesa di alto livello anche nei ricambi, mi hanno stupito Skriniar e Bastoni nell’interpretazione del centrale di difesa, e Ranocchia e D’Ambrosio quando chiamati in causa non hanno fatto rimpiangere i titolari. Di Marco ottimo interprete in partite da vincere a tutti i costi, crea superiorità con i suoi movimenti e il suo senso del gioco, contro grandi squadre non penso possa fare il terzo di sinistra per limiti strutturali nella marcatura in area di rigore.
    – Dumfries scordinato e brutto da vedere, ma ha potenziale fisico e anche tecnico, in fase offensiva spesso fa scelte intelligenti, mentre in fase difensiva deve ancora crescere tanto, a volte pare non saper usare bene il fisico di cui dispone.
    – Perisic meraviglioso, dal girone di ritorno dell’anno scorso ha deciso che può fare quel ruolo di esterno tutta fascia e ad oggi in Europa penso che pochi esterni possano abbinare la sua fase difensiva ed offensiva, e con quella costanza e potenza. Sarebbe un peccato perderlo a fine stagione dopo averlo finalmente trovato in tutto il suo splendore.
    – Brozovic padrone assoluto del centrocampo, mentalmente e fisicamente, unico insostituibile in mezzo a due enigmi.
    – I due enigmi sono Barella e Chalanoglu: prima parte di stagione sontuosa per Barella, che ad un certo punto, stanchezza fisica o mentale, si è spento. Corre e si impegna come sempre, ma arriva sempre tardi al contrasto, sbraccia e sbuffa, sbaglia le giocate, si è un pò perso, penso più a livello mentale. Spero sia fisiologico e che presto si ritrovi, perchè ne abbiamo bisogno. Discorso inverso per Chala, che una volta calato Barella, in concomitanza con il Derby, si è trasformato in un centrocampista di livello eccezionale, irriconoscibile per me che pensavo fosse un’indolente centrocampista con qualche colpo ogni tanto. Corre tanto, va in contrasi forti, sicurezza e ottimo feeling tecnico con Brozovic e Perisic, si apre sempre per ricevere palla e vuole determinare con la palla, ma senza trasformarsi in una macchina da palle perse. Se riusciamo a ritrovare il Barella che conosciamo e questo Chala, insieme alla certezza Brozovic, ce la giochiamo in Europa anche con squadre più attrezzate di noi.
    – Davanti tanti punti interrogattivi e una certezza e mezzo: Dzeko ben al di sopra delle più rosee aspettative, nonostante l’età determina ancora ed ha un rapporto con la rete buono, pecca solo di leggerezza in certi appoggi errati, che un giocatore della sua classe e tecnica non dovrebbe sbagliare.
    Lautaro una mezza certezza nel senso che mi aspetto molto di più da lui, avendo già dimostrato che può giocare a livelli più alti e per un lasso di tempo maggiore. Deve incidere di più e segnare di più, ne ha tutte le potenzialità.
    Correa e Sanchez due grandi punti interrogativi, giocatori di potenzialità ma “leggerini” e su cui non farei affidamento sul lungo periodo, per motivi diversi.

    Un saluto a tutti e Forza Inter! (p.s. coraggio Sergio, vedrai che almeno in Europa League vi qualificate con un pò di fortuna) :)

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  8. Captcambiasso: sono d’accordo su tutto, solo sulle qualità tecniche di Dumfries qualche dubbio ce l’ho. Per questo vorrei Nandez che non è un fenomeno ma tapperebbe contemporaneamente un buco in mezzo al campo e sulla fascia destra. lauti a me piace, penso che gli servirebbe una prima punta pesante e di sfondamento più che un centravanti che ‘esce’ a orchestrare, lasciandolo alle prese con troppi difensori. Ma lui si adatta e fa bene comunque

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  9. Capt Cambiasso, il nick che ti sei scelto non ha nulla di vile….eppure compari solo quando ci sono celebrazioni da fare ;))))) ti vorrei leggere anche in caso di appannamento o di risultato immeritato (dopo il pareggio ingiusto del derby ad esempio…). Ti ho letto in questi anni in tutte le evoluzioni del blog e puntualmente prendi al volo il carro dei vincitori. Magari con il real Madrid, in caso di partita o risultato negativo dai uno schiaffo morale a tutti e dimostri di tifare davvero questi colori.
    O forse sono ingenuo e sei quello che da il meglio di sé solo nella buona sorte. Chissà, ai posteri l’ardua sentenza.

    P.s. io so di aver parlato spesso di pancia e non lo nego, e accetto di conseguenza chi dubita del mio tifo. Tu sai fare altrettanto?

    Parlando del tuo contributo, concordo con buona parte ma non su quello che dici su barella cahla e soprattutto dumfries. L’olandese è un grande atleta con piedi non di categoria ma il problema principale a mio avviso è la sua lettura tattica dell’azione, offensiva (in parte) e soprattutto difensiva. A me ricorda tatticamente Murillo. Tuttavia ieri sera ha fatto abbastanza bene in entrambe le fasi, però deve dimostrare con costanza che non ha i limiti indicati come penalità strutturali.
    Barella , che io non considero in assoluto il miglior cc italiano, ha tirato la carretta senza fermarsi….per caratteristiche ha compiti molto più dispendiosi di altri ed è già tanto che non ha avuto scompensi muscolari. Senza di lui, anche in condizioni non ottimali, brozovic non potrebbe fare quello che fa.
    Il turco ha il suo limite principale nella personalità, in passato si spegneva da gennaio in poi…fin quando si sentirà coccolato darà qualità. La fortuna è che inzaghi entra nella testa dei giocatori

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  10. I timori relativi al dispendio energetico e mentale sono corroborati da dati? A me pare che in questo modo i giocatori mentalmente siano più freschi e che stiamo imparando a gestire le gare. Ad oggi poi siamo, tra le big, quella che ha subito meno infortuni importanti.

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  11. Perisic, Brozovic e Calhanoglu: tre giocatori ritenuti per molto tempo incostanti che ad un certo punto della loro carriera hanno cambiato ruolo. Tutti e tre sono arretrati, lasciando ad altri, il compito di illuminare ed essere incisivi nel ultimi metri. Brozo soprattutto è diventato un altro giocatore. Perisic era una buon attaccante esterno, che per me avrebbe potuto fare di più, viste le sue qualità. Come esterno di centrocampo è tra i migliori in Europa. È ancora presto per dire che Calhanoglu sia questo, ma vi sono degli indizi. È la mezzala che per caratteristiche ci serviva. Aiuta Brozo dietro e ha più qualità di Barella in avanti. Questo a prescindere dai gol e dagli assist: con l’Udinese aveva giocato una ottima gara pur senza segnare. In questa squadra non sente la pressione di dover trascinare, non è la stella, è uno degli altri. Se sei un trequartista e gli altri due sono dei medianacci, i compiti e le responsabilità sono diversi.

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  12. @Luciano: Condivido la scarsa “sensibilità” dei piedi di Dumfries, proprio per questa poca stima verso le sue capacità offensive potenziali rimango spesso stupito dall’esecuzione pulita in molte giocate che portano a potenziali gol.
    Faccio l’esempio con Hakimi (più forte sotto ogni aspetto tranne che per potenza muscolare): Achraf si trovava molto più spesso, per propri meriti, in situazioni di determinare assist o gol, e spesso sbagliava scelte o esecuzione nonostante mezzi tecnici eccellenti. Dumfries in percentuale si trova molto meno in situazioni potenzialmente pericolose, per propri demeriti, ma in percentuale incide di più. Probabilmente è un concetto un pò complicato e sicuramente spiegato male.
    A Lautaro sicuramente gioverebbe di più di un “Zapata” vicino, però rimango convinto che con le qualità fisiche, tecniche e temperamentali che si ritrova, in questo contesto di gioco, dovrebbe fare il doppio dei gol. Rivedo tanto di Aguero in lui.
    @Sergio: Solitamente sono gli avvoltoi che si fanno vedere quando le cose vanno male, secondo me hai confuso le motivazioni che potrebbero spingere una persona a scrivere di calcio. :) Purtroppo scrivo poco, seppur leggendo quasi sempre, per pigrizia.
    Riguardo a Barella sono comunque fiducioso, è sicuramente uno dei pilastri di questa Inter, spero solo che questo appannamento non si protragga eccesivamente, per puntare a bissare il titolo abbiamo bisogno della sua versione “originale”.
    @Gaber: ottima disamina sui due croati e il turco, il cambio di ruolo (e di responsabilità) ha restituito giocatori con un peso diverso e con una continuità superiore (ancora da confermare per Chalanoglu per periodi più lunghi)

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  13. Barella non è sicuramente ilk miglior cenrocampista italiano: meglio di lui ci sono tutti i Primavera della juve….
    Tra poco invierò il post con le partite della prima squadra, della Primavera e dell’under 17.
    C’è chi scrive per esternare la sua felicità, chi per esprimere i suoi dubbi e i suoi timori. Qui sono tutti benvenuti

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