Grande prestazione e la conferma che non è anno per lo scudo: Inter – VAR 1-1

Tutta la disperazione di Denzel Dumfries. Evidentemente impreparato alla sua prima contro la Juventus nel campionato italiano, l’esterno olandese entra male in partita e commette una leggerezza imperdonabile.

Prima di Inter – Sheriff avevo richiesto due prestazioni anche brutte ma due vittorie, meglio se per 1-0.

Contro gli sheriffi prestazione più che discreta e vittoria, contro la juve grande prestazione (nei limiti della nostre  possibilità attuali) ma niente vittoria.

Questa volta però non mi sento di infierire nel giudizio.

Senza un evidente asservimento da parte di chi era al VAR nei confronti della juve e degli interessi superiori del campionato (non si può cacciare la juve dalla lotta per il primato dopo neppure 10 giornate) questa partita l’avremmo vinta e con pieno merito.

Però attenzione: ancora una volta gli episodi sono resi determinanti (in senso positivo o negativo) dalla forza o dalla debolezza della squadra.

Noi non possiamo vincere il campionato, a mio parere, perché loro (che pure probabilmente non lo vinceranno) hanno potuto far entrare Dybala, Chiesa, Betancur, Arthur e Kaio Jorge. E hanno tenuto in panca il… miglior difensore mondiale di tutti i tempi, deLigt.

Noi abbiamo dovuto far entrare Gagliardini, Dumfries, Sanchez, Vecino. E non avevamo un attaccante vero per sostituire Lauti, in giornata negativa.

Certo, senza la truffa del VAR avremmo vinto ugualmente, ma con più giocatori all’altezza di questi scontri forse non ci sarebbe stata l’occasione e/o avrebbe potuto essere ininfluente.

Perché una squadra non stanca per la grande prestazione, di sacrificio, del primo tempo, con cinque inserimenti di grande livello, tra cui un attaccante capace di tener bassi gli avversari, probabilmente avrebbe approfittato del loro squilibrio per mettere al sicuro il risultato.

Invece quando andiamo in vantaggio contro le squadre forti, nel finale io tremo.

E i nostri  prendono gol.

Magari per episodi ‘sfortunati’.

Dal mio punto di vista si è trattato di una grande partita, giocata benissimo, come un match di scacchi, da due grandi allenatori.

Solo che uno aveva troppi pedoni e l’altro troppe torri, cavalli, alfieri.

Comunque il calcio che piace a me è questo, fatto di razionalità, equilibri (da variare con il variare delle situazioni) applicazione feroce.

Cominciamo dalle scelte di Allegri, che hanno sorpreso alcuni, ma hanno confermato che siamo di fronte a uno dei migliori tecnici europei.

Ci vuole coraggio, personalità ed esperienza per tenere fuori de Ligt, Dybala e Chiesa dalla formazione iniziale.

Ma Allegri, che è un grande allenatore, ha capito in poche partite quello che Pirlo, da apprendista, aveva imparato in 30 match: non puoi giocare con due punte vere e con due esterni offensivi, per di più mettendo in mezzo al campo giocatori belli ma non solidissimi come Arthur e Betancur.

Non solo, i due cardini, centralmente, sono, per quanto un po’ logori, in modo indiscutibile Bonucci e Chiellini.

Nel frattempo de Ligt come riserva può studiare come gioca uno adattato in mezzo, cioè  Danilo, capace di imitare Barzagli: cioè fare il terzo di difesa quando serve e il quarto (il terzino) all’occorrenza..

Riepilogando: Allegri ha scelto di contrare l’Inter schierando una squadra solida dietro (con i tre migliori) forte sulle fasce quando a destra avanzava Danilo e si sovrapponeva a Cuadrado, mentre a sinistra Alex Sandro poteva raddoppiare sulle incursioni di Bernardeschi

La juve restava solidissima in mezzo, con i due più forti incontristi che possiede, aiutati però, e qui sta la trovata tattica di Pirlo, ripresa da Max, da Kulusevki, finto nueve che andava a marcare Brozo, fonte del nostro gioco.

In questo modo sui movimenti di Morata, loro potevano presentarsi in area centralmente e a sorpresa con le incursioni di Locatelli, McKennie o Kulusevski, tutti dotati di ‘gamba’, senza scoprirsi eccessivamente.

Con i singoli di cui dispone, è chiaro che la juve un gol prima o poi lo fa sempre, dunque la quadratura difensiva è essenziale per vincere (per una conferma cfr i risultati delle ultime partite).

Questa soluzione ha  funzionato anche questa volta, perché non ricordo veri tiri in porta dei nostri, oltre al gol, mentre loro non hanno sfruttato gli schemi predisposti almeno tre  volte solo perché McKennie non si è inserito con i tempi giusti come avrebbe dovuto su invitanti tocchi all’indietro di un esterno, e Locatelli è stato ostacolato involontariamente da Morata accentratosi, quando stava per concludere a colpo sicuro.

L’Inter ha giocato un grandissimo primo tempo, come meglio non avrebbe potuto, ma se andiamo a guardare le cifre, a una nostra superiorità di manovra (nonché di slancio agonistico e sacrificio, aggiungo io, poiché questi elementi non si vedono dalle cifre) non ha corrisposto una nostra superiorità nelle conclusioni e il nostro gol è stato frutto di un episodio: 11 contro 10 e la ‘fortuna’ che la palla ribattuta dal palo finisse proprio sul piede di Dzeko.

Il loro proposito era chiaro: controllare la partita e poi, quando la stanchezza cominciava ad emergere, inserire due tre giocatori di qualità e gamba per provare a vincerla.

Invece, a causa del nostro vantaggio bellissimo (per il tiro di Calha e il senso della posizione di Dzeko) hanno dovuto fare gli inserimenti previsti per provare a pareggiarla.

Naturalmente si può pensare che  con uno schieramento più offensivo e meno razionale fin dal principio avrebbero potuto vincerla.

Ma per loro fortuna, non sono allenati da un… tifoso o da un allenatore alle prime armi  e Allegri ha capito presto che giocando in un altro modo si poteva anche perdere in casa dall’Empoli, mentre da quando giocano più cinici le avevano vinte tutte.

Poi magari verranno le situazioni in cui potranno concedere di più allo spettacolo, essere più spregiudicati, ma per il momento  questo è l’atteggiamento tattico più efficace.

Se la juve ha pareggiato per un aiuto decisivo, ma anche per non aver sbagliato partita tatticamente, l’Inter, in rapporto alle sue forze, da questo punto di vista ha fatto addirittura meglio.

Cioè ha fatto il possibile e anche qualcosa in più (le prestazioni di 3-4 uomini a mio parere sono state su uno standard elevatissimo, fuori dal comune anche per loro, mentre chi è stato sotto tono non aveva in rosa un sostituto credibile).

Inzaghi, come Allegri, non ha sbagliato né le scelte, né l’impostazione della gara.

Che non abbia sbagliato la scelta degli uomini (impresa… agevole vista la mancanza di alternative di spessore) lo si è visto proprio quando ha dovuto procedere ai cambi.

In effetti l’unico dubbio poteva essere tra Calha e Vidal, ma l’indisponibilità del cileno lo ha cancellato.

L’Inter è questa: gioca a tre con tre centrocampisti in mezzo, due soli esterni e due punte.

E’ stata costruita così.

L’unica alternativa tatticamente possibile era giocare con una sola punta e con Calha (o Sensi quando sarà pronto) dietro l’unica punta.

Ma per una serie di motivi non sarebbe stato logico in questa gara ricorrere a tale soluzione.

L’Inter doveva vincere, per non venir tagliata fuori.

Allora era giusto rischiare un po’ di più tatticamente, sopperendo all’inferiorità numerica teorica, in alcune zone del campo, con la compattezza, la corsa, il sacrificio estremo di tutti.

In questo modo era inevitabile un calo alla distanza di alcuni protagonisti più esposti, avvenuto proprio quando la juve con le sostituzioni cambiava gioco e ritmo.

Che la soluzione adottata da Inzaghi fosse la migliore lo dimostra il fatto che la partita l’avremmo vinta, pur con i numerosi limiti di organico, senza una bastardata arbitrale (in senso… lato, estendendo il concetto al VAR).

E’ anche vero però che nel secondo tempo, a causa della stanchezza e delle sostituzioni conseguenti, non siamo più riusciti ad uscire e se anche abbiamo mantenuto la lucidità per impedire a loro di creare vere azioni da gol, abbiamo creato inevitabilmente le …condizioni per subire un possibile episodio negativo.

Che si è verificato.

Proprio il secondo tempo ha dimostrato l’efficacia delle scelte individuali di Inzaghi.

I dubbi potevano essere tra Perisic (di gran lunga il migliore in campo) e Dimarco. O anche Dimarco al posto di Bastoni.

Ma il tandem Bastoni – Perisic ha funzionato a meraviglia, purtroppo in virtù di un lavoro del croato che lo ha portato prima a un affaticamento muscolare e poi ad uscire

Un altro dubbio poteva essere tra Dumfries e Darmian, ma il campo ha dimostrato come al momento la scelta dell’italiano si faccia preferire al mille per cento.

Dico la verità: in estate quando si parlava di Zappacosta all’Inter mi ero… indignato, mentre il Dumfries visto agli europei mi sembrava una buona soluzione.

Mi sbagliavo, come sempre quando valuto giocatori visti solo in tv.

Intoccabili i tre difensori, Barella, Brozo e le due punte l’altra possibile variazione riguardava il terzo centrocampista.

Ma Calha ha più verve e più tecnica dei due possibili rivali, più potenti (Vecino e Gaglia) e tutto sommato in questa partita, almeno finché la squadra è riuscita a stare compatta pressando alta, senza aprire spazi centrali, il turco è stato sufficiente in fase di non possesso e certamente possiede qualcosa in più dei due compagni nella gestione della palla.

Sono convinto che l’Inter abbia fatto il massimo, senza un Lautaro in condizione e senza un Sensi che poteva creare qualche variante di gioco.

In teoria è mancato anche un contropiedista come Correa, ma il Tucu, a parte i dieci minuti di Verona, ha fino ad ora mostrato davvero troppo poco per poter pensare che il suo ingresso avrebbe cambiato il tasso tecnico e l’atteggiamento tattico.

Resto convinto che con una terza punta davvero competitiva con le prime due e con un grande centrocampista completo, se arrivati sin dall’ inizio (magari anche con un esterno più performante rispetto a Dumfries) avremmo lottato  per il titolo con notevoli possibilità.

Così, ci manca davvero qualcosa anche perché la prestazione a questi livelli dei tre difensori, di Barella, Brozovic, Perisic e Darmian la si può avere in un grande match me non nella continuità di 38 gare di campionato e più di una decina di extra.

Anche i cambi sono stati dunque obbligati e nulla si può imputare a Inzaghi.

Resta solo un piccolo dubbio, se non fosse meglio mettere D’Ambro anziché Dumfries.

Per esprimersi bisognerebbe aver presenziato agli allenamenti, ma probabilmente ha giocato anche la mentalità del mister che ha preferito a un esterno prettamente difensivo uno che potesse anche garantire la ripartenza e far respirare la squadra.

Infine un commento… sui commenti

Vergognoso che si chiami Ambrosini a commentare una parta fondamentale per l’Inter, quell’Ambrosini che ha dimostrato la mancanza di rispetto verso l’Inter con le esternazioni provocatorie da giocatore e l’ha confermata in telecronaca: per esempio i contrasti erano tutti falli dei nerazzurri e i dubbi sempre a favore dei bianconeri.

Invece concordo (e non perché in questa occasione ci faccia gioco) con l’affermazione di Borja e di qualche altro.

Rigori così sono ridicoli concettualmente, anche se concedibili a termini di regolamento (a parte la stortura dell’indebita interferenza del VAR).

Il rigore, ha detto Borja, è la massima punizione possibile e va assegnato solo in caso eclatante: se uno vien falciato mentre punta la porta, ad esempio, o se gli viene impedita una chiara occasione da gol.

La massima punizione assegnata per un contrasto lieve, a palla persa, da un giocatore che non aveva nessuna possibilità di creare pericoli  è un tradimento dello spirito del gioco.

Mariani, molto vicino, aveva valutato bene: contatto c’era, ma ininfluente e non tale anche per intensità da pregiudicare la giocata del bianconero.

Come ha detto Borja, se si punisce ogni contatto in area con il rigore poi non ci si stupisca se nel campionato italiano si danno tre volte più rigori che negli altri maggiori campionati.

Il fatto è che negli altri campionati non hanno il problema di tenere a galla juve e Milan…

Negli ultimi due Inter – juve il risultato è stato determinato da situazioni opposte proprio nel finale, lette entrambe a favore della juve: il var non è intervenuto per mostrare come nello scontro Perisic – Cuadrado il fallo fosse di Cuadrado, questa volta è intervenuto quando il regolamento ne escludeva la possibilità.

Se poi pensiamo anche alla Lazio, in due partite abbiamo perso 5 punti a causa di decisioni persecutorie del gruppo arbitrale.

Altri si consolano pensando alla bella prestazione, io mi incupisco ancora di più e capisco che non vincere partite così (ci metto anche quelle con Real e Atalanta) non può dipendere solo dalle colpe degli altri che pure esistono e sono clamorose.

Di queste 4 partite ne abbiamo giocate 3 in casa, facendo due punti e una in trasferta (0 punti).

Mi stupisco che anche persone che stimo risolvano tutto con gli errori altrui (o  la sfortuna, che è anche peggio).

Magari mi sbaglio io e sono… ipercritico.

La cronaca

È stata una grande partita e quindi le occasioni sono state poche e la cronaca delle situazioni davvero essenziali risulta ridottissima.

  • Al 7’ punizione di Cuadrado, respinta corta su Morata che calcia troppo centralmente,
  • Al 17’ il nostro gol,
  • Al 23’ su erroraccio in disimpegno dei nostri, conclusione di Cuadrado fuori di poco,
  • Al 24’ Alex Sandro raccoglie una corta respinta della difesa su angolo ma calcia fuori di poco,
  • Al 29′ Calha pesca Dzeko in area, da solo: ma la palla è morbida e la deviazione di Dzeko è un passaggio al portiere,
  • Al 42 punizione di Cuadrado, batti e ribatti, poi Bonucci da pochi passi ostacolato da un compagno calcia fuori.

Nel  primo tempo noi abbiamo fatto più gioco, loro hanno tirato di più.

Bisogna però considerare che loro sono andati alla conclusione solo su errore dei nostri o su calcio piazzato.

Si spiega così la percezione, giusta, di una nostra superiorità tecnica e di manovra e conferma che l’approccio dei nostri al match è stato molto positivo

Nella ripresa si continua inizialmente alla stessa stregua, perché se al 53’ Kulu si libera sulla destra e la mette per Morata che fortunatamente non ci arriva,

  • Al 63’ un errore di Cuadrado favorisce la ripartenza di Perisic, che vola fino in area, ma poi anziché servire un compagno conclude di poco a lato.

A questo punto il pressing della juve si fa più insistito; noi controlliamo bene senza concedere nulla.

  • Al 64’ Locatelli pesca Morata solo in area, Handa prima esce poi rientra ma Morata alza sopra la traversa.

Diciamo che questa situazione pareggia l’azione Calha – Dzeko del primi tempo.

  • Al 70’ Chiesa si libera in area, poi la mette indietro ma non c’è nessuno.

Poi più nulla di significativo sino all’azione del rigore.

Ripeto: c’è stato un furto evidente senza il quale avremmo vinto la partita, ma è anche vero che nel secondo tempo non siamo praticamente mai riusciti a ripartire e in queste condizioni l’episodio negativo può accadere.

Soprattutto se giochi contro juve e settore arbitrale.

Le statistiche in breve

Il possesso palla è stato di 51 a 49 per loro.

Se si pensa che nel primo tempo è stato a netto vantaggio nostro, si vede abbastanza chiaramente come ci sia stato un nostro calo e una loro crescita, più che altro consistita nell’alzare il baricentro.

  • Handa ha fatto 3 parate (di cui due molto difettose)e il loro portiere 1 sola.
  • Loro hanno tirato 16 volte e noi 10.
  • Nello specchio loro hanno indirizzato 4 tiri e noi 2.
  • Superiorità bianconera sia per numero di passaggi riusciti 423 a 377 (ma sappiamo che questo dato come quello del possesso palla non è molto indicativo).
  • Sia per l’accuratezza degli stessi (85% contro 81%) e questo invece è un dato importante.
  • Tra l’altro a conferma di una supremazia territoriale (sterile, come spesso accade) i passaggi nella tre quarti avversaria sono stati 89 a 52 per loro.
  • L’apparente negatività di questi ultimi dati viene smentita da una considerazione: loro hanno dovuto inseguire per circa 70 minuti, ovvio che premessero maggiormente.
  • A livello individuale Bastoni ha eseguito 10 recuperi, contro gli 8 di Perisic, Alex Sandro, Chiellini e Bonucci.
  • Brozo ha corso più di tutti, seguito da Barella, Morata e Locatelli.
  • Vecino si è mosso  alla miglior velocità media (9 km/H contro gli 8,4 di Kulu. Ma l’uruguagio è stato in campo poco tempo).
  • Danilo è stato il migliore allo sprint (34,27) contro i 33,01 di Perisic.
  • Infine per quanto riguarda i dati di squadra, i km percorsi sono simili, come pure la velocità media tenuta.

Le pagelle

Handanovic:

Non ha responsabilità dirette sul risultato, ma ha dato poca sicurezza ai compagni, con due respinte corte e centrali su tiri non impossibili e con un abbozzo di uscita molto goffo, nell’azione in cui Morata di testa lo scavalca ma mette alto

5.5

Skriniar:

Assolutamente insuperabile sulla sua fascia, come sempre. Nel primo tempo, secondo la volontà di Inzaghi, si fa anche vedere spesso nella trequarti  avversaria con qualche iniziativa interessante.

7

de Vrji:

Morata risulta praticamente inesistente o comunque del tutto inoffensivo.

Questo è già molto, ma in più l’olandese sa uscire magistralmente con belle giocate sul pressing avversario.

7

Bastoni:

Implacabile nell’uno contro uno, si propone sempre per scambi e incursioni una volta riconquistata palla.

E’ tornato ai suoi livelli.

7

Nb. I tre 7 ai difensori possono sembrare esagerati, ma quando una difesa, ben assistita, concede solo 4 tiri nella luce della porta alla juve e tutti frutto di calci piazzati il voto non può essere diverso.

Darmian:

Sempre utilissimo: ne avessimo avuti… due,  il VAR non avrebbe potuto inventarsi un rigore.

Marca, corre, torna, fa le diagonali e si fa trovare anche in appoggio, pur senza avere lo spunto di un’ala vera.

6.5

Barella:

Ha tutto (tranne un po’ di fisico): tanta corsa, grinta, personalità, altruismo, lucidità.

Lavora un’infinità di palloni e ne sbaglia pochissimi.

Vince alla grande il confronto con… il più forte centrocampista d’Italia (e forse del mondo, avendo sostituito in questo McKennie), cioè… Locatelli.

7+

Brozovic:

Un’altra grandissima prestazione.

Strepitoso il primo tempo, nel quale disintegra la marcatura di Kulu combinata con quella di un altro centrocampista.

Si trova sempre al posto giusto, suggerisce con personalità e spesso arretra a risolvere situazioni intricate

7+

Calhanoglu:

Sebbene non sia al top della condizione fisica si rende protagonista di una gara giudiziosa e generosa, risultando più presente del solito in fase di contenimento.

Ha il merito di aver causato il gol, con un proiettile strepitoso che si schianta all’incrocio e di aver messo sulla testa di Dzeko un’altra ottima palla.

6.5

Perisic:

Nettamente il migliore in campo.

Fase difensiva da urlo, perché annichilisce Cuadrado e aiuta molto i compagni di reparto.

E’ il più pericoloso anche in attacco, dove punta l’avversario e riesce sempre a mettere in mezzo palloni interessanti.

Trascorre l’intervallo sul lettino dei massaggi per un indurimento muscolare, rientra in campo continua a lottare, ma dopo aver subito un’ ammonizione purtroppo deve lasciare.

7.5

Lautaro:

Partita di sofferenza, poco sollecitato, chiuso nella morsa di due mastini come Bonucci e Chiellini, perché al solito funziona da unica punta con Dzeko che arretra a giocare o svaria.

Così non riesce mai a incidere in fase offensiva, ma si salva lottando ferocemente e non lasciando mai i compagni in dieci.

In certe partite avrebbe bisogno di un compagno che gli apra la strada a sportellate.

5.5

Dzeko:

Tecnica e intelligenza sopraffine che si evidenziano quando viene incontro ai centrocampisti per ricevere e smistare la palla, che difende sempre da maestro.

Purtroppo non ha più la forza e la progressione per farsi vedere anche in area, se non sulle palle alte. Ma si piazza al posto giusto, al momento giusto per ricevere e infilare la palla respinta dal palo.

7

Gagliardini:

Fa il suo, senza infamia e senza lode

6

Dumfries:

Entra male, non riesce mai a incidere e in fase difensiva fa rimpiangere Darmian, passato a sinistra. Ingenuo nello sfiorare il suo avversario in area.

E’ anche vero che all’estero quello non sarebbe mai stato rigore e lui non se lo aspettava,  perché …era alla sua prima partita contro la juve nel campionato italiano.

Però la sua leggerezza è imperdonabile.

5-

Vecino:

Entra al 44’ del secondo tempo. Un po’ poco per incidere.

s.v.

Sanchez:

Cerca di darsi da fare, ma nella sostanza è molle e inconcludente, pur ‘sbattendosi’ parecchio.

s.v.

All. Inzaghi:

Prepara la partita come meglio non si potrebbe, ingabbia perfettamente la juve e per almeno un’ora governa il gioco con qualità, organizzazione ed equilibrio.

Poi ha la… colpa di aver avuto a disposizione Dumfries, Gagliardini, Sanchez, Vecino, anziché Chiesa, Dybala, Arthur e de Ligt.

Comunque senza l’entrata in scena del miglior juventino, il VAR, ce l’avrebbe fatta ugualmente.

7

Luciano Da Vite

167 pensieri riguardo “Grande prestazione e la conferma che non è anno per lo scudo: Inter – VAR 1-1

  1. Ma non siete stanchi anche voi di questi continui attacchi a chi lavora per l’Inter? Gli altri sono tutti fuoriclasse, chi lavora per noi è una chiavica. I direttori sportivi di Napoli Milan e lazio sono tutti fenomeni. Ma fino ad ora l’unico campionato…non juventino l’abbiamo vinto noi. Se uno di loro vince quest’anno al massimo …ci pareggia
    A prendere lukaku a 75 (non a 115, cifra a cui è stato venduto) sono buoni tutti, però l’abbiamo preso noi.
    E’ meglio prendere lautaro a 15 o oshimen a 80 e passa?. Quanto abbiamo pagato Skriniar? Quanto De Vrji? Quanto brozo? Quanto valgono oggi?

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    1. Su skriniar e brozovic però sono intervenuti direttamente gli allenatori (di brozo mancini stesso lo ammise). Pardon su lukaku, ma la sostanza è quella. Lautaro come investimento ci sta e per fortuna zanetti e milito hanno fatto in modo che il giocatore accettasse l’Inter e non l’Atletico che aveva l’accordo con la società. Osihmen tuttavia a mio parere è di livello superiore. Sul valore attuale di questi non ho nulla da dire, concordo

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      1. Sergio, io sono sempre stato uno dei maggiori critici di Ausilio perchè, magari sbagliando, spero la società per cui tifo abbia il meglio.
        Gaber ha fatoo una buonisimaa analisi ma, per quanto mi riguarda, pre Conte noi non siamo mai partiti per vincere scudetto ma per cercare di costruire qualcosa con limitti finanziari imposti da settlement agreement e proprietà pre Suning.
        Quindi mi sarei aspettato la ricerca di profili emergenti piuttosto che giocatori stagionati oppure, nel più recente passato, già noti e quindi più costosi.
        Questo è il mio punto di vista: ne beficerebbero le casse societarie ed anche la qualità della panchina. Perchè spiace ma prendere Vidal, Sanchez, Kolarov, ecc. non è mai un buon affare, ne per l’oggi (giocatori spesso infortunati o inutilizzabili per limiti oggettivi) ne per il domani.
        Lo so che è una strada difficile ma, per me, con limitate risorse è quella obbligata.
        Vedremo se saremo in grado di percorrerla ora che possiamo contare su un nocciolo duro molto solido.

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        1. Roberto il punto è che la strategia in questione, considerando la situazione contingente, non solo è necessaria ma anche autoevidente. La dirigenza ne deve essere consapevole, ci sta la possibilità che la sostituzione di Ausilio non sia avvenuta perché non hanno trovato ancora profili disponibili (strano considerando i numerosi ds di qualità presenti in serie a).

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        2. Roberto, però io penso che anche se ti giochi al massimo l’EL (pensiamo agli anni 2012/2016) tu sei l’Inter e non puoi essere paragonata a Fiorentina, Lazio o Atalanta. Ranocchia secondo me avrebbe potuto avere una carriera diversa se fosse finito in un’altra squadra o in una squadra che semplicemente funzionava, stiamo vedendo negli ultimi tempi le prestazione che garantisce, ora, arrivato a un punto della carriera in cui non gliene frega più nulla delle critiche e delle pressioni.

          Mi ricordo una partita di inizio 2018, primo anno di Spalletti, quando eravamo in calo. Inter – Benevento. Addirittura i nostri hanno sbagliato il calcio di inizio, buttando la palla fuori. A Bergamo succederebbe mai? Forse solo se all’improvviso, dopo aver disputato quarti di Champions, si trovassero a lottare per la salvezza.
          In passato ho comunque più volte detto che per me, da parte mia, è impossibile valutare l’operato di un Ds. Non sai con precisione quanto può fare, non sai cosa voglia l’allenatore, non sai se i meriti/demeriti siano del ds o del dg (Marotta o prima Sabatini), non sai perché un giocatore che sembra accessibile ed effettivamente vicino, poi non arriva (viene valutato erroneamente inadeguato? Il procuratore garantisce una via di accesso privilegiata ad altri?). Anche io vorrei più colpi in stile Cou, Brozo, Kovacic, Lautaro, eh… penso tutti.

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  2. Gaber non metto in discussione l’analisi lucida che hai fatto. Dico soltanto, come evidenziato qui sopra, che in società le veci di Ausilio sono state fatte da tutti gli altri. E gli altri, per ovvir ragioni, non possono essere stabilmente presenti in tutte le operazioni. Mi dispiace ma la motivazione della permanenza di Ausilio è assolutamente incomprensibile

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  3. Come faccia Sergio ad avere tutte queste certezze …è davvero inspiegabile…forse,Sergio,non riesci a valutare bene tutte le componenti e le variabili che si sommano in una trattativa o acquisto di un calciatore. Anch’io non comprendo alcune operazioni per giocatori che hanno fallito ed ho criticato Ausilio,ma questo continuo esaltare “l’erba del vicino” è un pò stucchevole…e sin troppo semplicistico

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  4. Per me l’inter ha fatto una grandissima partita. E ha vinto contro un’ottima squadra.
    È stata perfetta? No
    Ma ha giocato e bene

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  5. Il responsabile degli acquisti e delle cessioni è il direttore. Se all’Inter si sono succeduti vari direttori anche prestigiosi e hanno tutti confermato Ausilio, devo presumere che, o sono tutti autolesionisti oppure hanno più elementi di noi per valutarne positivamente l’operato

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