
Mai come nell’analizzare questa partita, a mio parere, è necessario avere il massimo equilibrio: valutare gli aspetti positivi, che certo sono preminenti quando vinci 4-1 e nella ripresa dai una grande dimostrazione di forza, ma anche considerare quelli non del tutto soddisfacenti, quelli che evidenziano i problemi aperti, su cui Chivu e il suo staff sono chiamati a lavorare.
Senza drammatizzare, ma anche senza nasconderli sulla base di un ottimismo spensierato.
Perché nel corso del match si sono viste cose buone (alcune molto buone, secondo me, come le prestazioni di Diouf e Pio) ma altre che, se non fossimo ancora in fase di assestamento, comincerebbero a darmi qualche preoccupazione.
Nel primo tempo ho visto un atteggiamento che non mi è piaciuto: palleggi svolti con sufficienza, troppo spesso conclusi con la perdita del pallone e la loro ripartenza; rientri troppo faticosi e tardivi.
Lautaro giocava troppo lontano dall’area e dal compagno di reparto: si è reso utile comunque, ma in area mancavano alternative per il gioco di profondità.
Non è un caso che i gol li abbiano segnati con tiri da fuori Calha e poi Ziello, entrambi con la complicità del portiere. E Bisseck il quarto, sempre da fuori.
Ci sono equilibri da (ri)trovare.
Juric ha ragione quando dice che nel primo tempo sul piano del gioco hanno fatto meglio loro.
Sono una squadra giovane, vivace e piena di energie.
Sono riusciti a pressarci alti, mettendoci in difficoltà nella costruzione, anche per le troppe ‘morbidezze’ in fase di disimpegno e palleggio.
Allo stesso tempo, rientravano rapidi, chiudendo tutti gli spazi e viceversa ripartivano proprio negli spazi con verticalizzazioni profonde, che spesso sprecavano in occasione dell’ultimo passaggio (anche qui Juric ha ragione) per la modestia tecnica o l’inesperienza di alcuni interpreti.
Probabilmente i loro giovani hanno raggiunto una condizione buona più in fretta dei nostri diesel collaudati, bisognosi di un più intenso lavoro di fondo per reggere tutta la stagione e quindi meno pronti sulla brillantezza.
Questo ha accentuato ancor più le differenze, fino a quando naturalmente anche loro hanno cominciato ad abbassare il ritmo, in contemporanea della nostra crescita di ‘cattiveria’ se non di brillantezza.
E c’è da dire che i cambi quanto meno non ci hanno penalizzato, mentre loro sono stati più in difficoltà.
Poi chiaramente sul ritrovato 2-1 e ancor più sul 3-1 la partita è cambiata anche tatticamente a nostro favore, perché i brianzoli sono stati costretti ad assumersi maggiori rischi, che l’Inter di solito non perdona.
L’impressione che ha dato la squadra è di essere al 70% e se a questo si aggiunge la necessità di inserire ancora i tre nuovi, oltre a Thuram, non c’è motivo di eccessiva preoccupazione.
Ci deve essere però la consapevolezza, anche da parte dei tifosi, del lavoro ancora da compiere.
Per tutti c’è un richiamo alla realtà, dopo i pericolosi panegirici, rivoltici dai nostri avversari mediatici e non, sulla forza del gruppo e sull’… ineluttabilità della nostra vittoria.
Non è così, faremo una fatica enorme a spuntarla quasi in ogni partita e solo se avremo sempre umiltà unita a determinazione feroce, potremo far valere la nostra ‘superiorità’.
Presunta perché solo le superiorità che si sono concretizzate sono reali.
C’è da lavorare sull’organizzazione di ogni reparto e sulla coesione tre i reparti e questo probabilmente sarà facilitato quando la condizione fisica di quasi tutti sarà ottimale.
Allo stesso tempo le carenze evidenziate si possono trasformarsi in un segnale positivo perché permetteranno a tecnici e giocatori di impegnarsi per superarle, sperando, in modo… fondato, di portare l’Inter ai livelli che noi tutti auspichiamo.
Purtroppo non disponiamo dei dati analitici a supporto di questa lettura, per altro abbastanza evidente anche impressionisticamente, sulla differenza fra primo e secondo tempo.
Nostro e loro.
Servirebbero i dati disaggregati per tempo, anche se i numeri più significatici sono questi: 1-1 e 3-0.
Ma altri dati ci confermerebbero nella spiegazione del perché..
Poi per la verità ci sono anche fattori particolari che determinano il risultato, finendo a volte per essere più decisivi del comportamento complessivo delle due squadre: per esempio, nel nostro caso, gli errori decisivi del loro portiere, del tutto incolpevole solo sul gol di Pio.
Ma aldilà di questo, secondo me la differenza nell’approccio, il calo di monzesi e la maggior efficacia nella conduzione del gioco da parte nostra, spiegano il cambiamento anche oltre le singole vicende.
Non abbiamo dati sulle prestazioni individuali, ma alcuni numeri confermano che si è trattato di una partita più combattuta di quanto dica il risultato, almeno per larghi tratti e che comunque la differenza l’hanno fatta il loro portiere e la maggior personalità tecnica di una squadra, capace di ritrovarsi solo alla distanza.
In questo senso la riprova più evidente è costituita dagli xG: 1,16 per noi e 1,09 per loro.
Che cosa significa questo dato?
Che in termini di occasioni reali costruite c’è stato un relativo equilibrio.
Ovvero: siamo arrivati al tiro da posizioni solitamente molto favorevoli in un numero equilibrato di volte (e molto basso per i parametri medi nostri nello scorso anno).
Abbiamo saputo sfruttare meglio i tiri da fuori e questo è un merito, indubbiamente, anche se favorito dal comportamento non certo ineccepibile del loro portiere, in quelle occasioni.
Addirittura in tema di grandi occasioni, con tutta la soggettiva che caratterizza questo concetto, si registra un sorprendente 3 a 1 per loro.
Poi, certo, noi abbiamo tirato di più: 14 a 7 tiri scagliati verso la porta e 5 a 2 tiri finiti nella luce della porta (ai quali va aggiunto la traversa di Akanji).
Ma anche il fatto che con 5 tiri (di cui 3 da fuori) abbiamo fatto 4 gol, nel caso specifico sottolinea…l’aiuto che il loro portiere ci ha fornito.
Altri dati confermano che abbiamo fatto noi la partita (ci mancherebbe!), ma non con la consueta efficacia.
Il possesso è stato nettamente a nostro favore (70 a 30) ma da questo apparente predomino è scaturito un sostanziale equilibrio in termini di occasioni da gol arrivate, come abbiamo visto.
Anche il numero di passaggi (710 a 292) sembra mostrare cha abbiamo avuto più imbarazzo noi a costruire che loro a ripartire quando ci rubavano (o noi perdevamo) palla.
La mia impressione è che soprattutto nel primo tempo abbiamo perso qualche palla di troppo per eccessiva (e presuntuosa) ricerca della bella giocata: il loro pressing uomo su uomo con portatore aggredito sconsigliava dal prendere rischi.
Questa mia impressione visiva è in parte contraddetta dalla buonissima percentuale di passaggi riusciti (91% contro 80%).
Ma se una cosa era certa anche prima del match, si trattava proprio della miglior proprietà tecnica dei nostri.
Per assurdo proprio la gran difficoltà di trovare sbocchi pur facendo la partita ha portato secondo me a uno schema un po’ monocorde, anche se poi è risultato efficace: la ricerca continua di Pio in profondità.
Pio ha domato e distribuito un’infinità di palloni, prendendosi botte e… strappi alla maglia.
Ma è andato al tiro due volte e per fortuna in un occasione ci ha deliziati.
Non ho i dati di quante volte sia andato al tiro Lauti, ma credo ben poche.
Se giochi in casa, contro una squadra che ti attacca alta ma col suo dinamismo riesce a chiudersi dietro, una volta persa palla devi portare al tiro le tue punte in un numero maggiore di occasioni.
Va bene che, se marcano loro, segnano i centrocampisti da fuori, ma non sempre sarò possibile una soluzione di questo tipo così dirompente.
Secondo me è venuto un po’ a mancare la creatività di Dimarco sulla sinistra e si dovrebbe ripensare la posizione troppo arretrata, da trequartista, del Toro che lascia isolata la punta.
Non che i due abbiano fatto male, perché Dima ha corso davvero tantissimo e Lauti ha lottato per la squadra, da vero capitano, ma forse qualche equilibrio diverso va cercato.
Anche la copertura, dietro non è stata perfetta: i rischi corsi sono stati eccessivi, se consideriamo la relativa potenza offensiva dei lariani, se si eccettua l’interessante Varela.
Pochi altri dati disponibili meritano la nostra attenzione.
I tocchi nell’area avversaria sono stati 27 a 9 per noi, ma questi hanno partorito il topolino di pochissime conclusioni da dentro.
Il maggior peso, anche atletico e la maggior esperienza ci hanno portati a prevalere nei contrasti (60 a 40) mente le palle perse si sono equivalse (7 noi e 6 loro).
Infine un dato in apparenza strano, ovvero il grande squilibrio sulle palle giocate lunghe: 68 da noi contro 34 da loro.
Questo da un lato sembra contraddire il dato sui passaggi insistiti e quindi sulla manovra elaborata, ma forse si spiega con il fatto, che usciti dal palleggio, anche insistito, si cercava subito Pio, con una soluzione di grande efficacia, per la sua prova maestosa.
Chivu ha sempre insistito sulla verticalizzazione e io ricordo che i miei maestri quando ho cominciato a giocare, mi dicevano sempre che se puoi arrivare alle punte con un passaggio, anziché con 3 o 4, guadagni tempi di gioco e trovi più impreparata la difesa avversaria.
Ma nel dna dell’Inter mancando il dribbling bruciante, c’è il creare superiorità numerica attraverso l’efficacia del palleggio, che taglia fuori avversari.
La mia impressione è che a centro campo non siamo ancora al top della lucidità e forse anche per questo il Mister ha chiesto a Lautaro di aiutare in mezzo.
Dopo il 2-1, quando gli spazi si sono allargati perché loro dovevano cercare di recuperare e poi quando è entrato Bonny, con una posizione più offensiva, il gioco ha cominciato a scorrere più fluido.
Ma certo c’è da vedere quanto sia merito nostro e quanto frutto della situazione, con i loro cursori necessariamente più stanchi e lenti nel coprire.
Ovviamente i cambi hanno giocato a nostro favore, basta leggere i nomi delle panchine.
E in particolare mi è sembrato che un ottimo apporto qualitativo l’abbia dato Sucic che ha potenzialità notevoli secondo me fino ad ora poco espresse, almeno con noi.
Insomma, c’è molto da lavorare e sarebbe stato strano il contrario e non c’è da illudersi sulla nostra presunta superiorità, verso nessuno, prima del match.
Intanto il Como ha ottenuto un ottimo punto a Udine, meritando di vincere, e ha dimostrato che c’è, anche se… non ce n’era bisogno.
E il Napoli, vincendo sul non facile campo del Genoa ha mostrato come io pronostici è meglio che… non ne faccia, visto che li sbaglio sempre, in questo caso sottovalutando i partenopei.
Anzi quasi quasi ritiro il mio pronostico sull’Inter prima fra le candidate al titolo…
Le pagelle
Pepo Martinez: chiamato a giocare con i piedi, mi ha dato qualche brivido, ma alla fine se l’è sempre cavata.
Per il resto poco impegnato. Un solo dubbio piccolo, da profano, sul gol.
So che il portiere non può prendere gol sul suo palo, ma a me sembra che non debba lasciare scoperto… tutto il resto. Forse un passo più in là e l’avrebbe presa.
Ma è solo un dubbio.
6
Bisseck; conferma i continui progressi.
Inglesi o no, sarà difficile togliergli il posto.
Pulito negli interventi difensivi, incontenibile quando scende, incontra qualche difficoltà solo se chiamato a palleggiare sullo stretto.
Spettacolare il gol, di sinistro e col piede sbagliato: sembrava un bomber di ruolo.
7
Akanji: mostra subito di avere qualche difficoltà nel controllare Varela, che poi gli sfugge in maniera troppo facile per un giocatore della sua classe ed esperienza, in occasione del gol subito.
Cresce nella ripresa e arriva a sfiorare a sua volta il gol con il colpo di testa che incoccia la traversa.
5.5
Stones: un quarto d’ora finale per fare conoscenza con San Siro e con il nostro campionato.
Senza patemi.
6
Bastoni: il binario di sinistra non funziona al suo meglio, almeno in fase offensiva.
’Basto’ cerca di spingere, appoggiare l’azione d’attacco, ma non sempre con la necessari efficacia.
Cresce alla distanza e si rende anche protagonista di una grande chiusura difensiva.
6
Diouf: nella giornata in cui latita come suggeritore Dima, si scatena il francese.
Al suo attivo due assist (per Calha e poi per Pio) e una prova ricca di iniziative interessanti.
Ovviamente va rivisto quando su quella fascia dovrà fronteggiare giocatori di grande peso offensivo
7
L. Henrique: credo che Chivu l’abbia schierato per far capire a lui e ai… compratori, che non è un giocatore fuori dal progetto.
Se restasse si renderebbe utile, se ci sarà occasione di sostituirlo al meglio, tanto di guadagnato.
Diligente.
6
Barella: chiaramente uno degli elementi che non sono ancora al top (per fortuna considerando i carichi di lavoro che lo attendono in annata).
Complessivamente il centrocampo è il reparto che mi è piaciuto di meno, nel primo tempo.
La pressione degli avversari e la loro rapidità ci hanno creato qualche problema.
Bare comunque è stato generoso come sempre.
In zona tiro… inguardabile.
6
Calha: nel primo tempo si mostra il più in palla tra i tre centrocampisti.
Parte spesso dalla linea dei difensori, per organizzare la manovra e sfuggire alla pressione del diretto avversario, o quanto meno per attrarlo fuori posizione e poi giocargli alle spalle.
Ma il suo meglio lo dà quando si spinge in avanti ed esplode una bordata da fuori irresistibile, esercizio al quale ormai ci ha abituato.
7
Sucic: sapete che gli riconoscono potenzialità enormi ma al momento non mi entusiasma fino in fondo perché sa fare tutto ma deve specializzarsi in qualche cosa.
Comunque entra bene in partita, alza il ritmo e il livello tecnico con alcune buone giocate, tra cui quella che avvia l’azione del terzo gol.
6.5
Zielinski: avvio in sordina, tanto che io, con la mia riconosciuta enorme competenza, nell’intervallo lo avrei sostituito.
Infatti lui poco dopo segna il gol che in pratica ha deciso l’esito del match.
A parte questo, il secondo tempo è stato più positivo.
Come per tutti i centrocampisti resta da vedere quanto sulla crescita abbiano influito le diverse situazioni tattiche e un certo calo fisiologico degli avversari.
6.5
Stankovic: sono contentissimo per l’esordio di Ale che credo abbia anche il significato di togliere credibilità ad alcune voci che lo volevano in uscita, sia pure in prestito.
Merita di stare nel gruppo e avere le sue chances.
Non solo perché è un interista vero, cosa che pure aiuta
s.v.
Dimarco: grande prestazione sul piano della corsa e della generosità. Sotto il profilo atletico sembra già al top.
E’ venuto un po’ a mancare, rispetto ai suoi standard assolutamente eccezionali soltanto sul piano della creatività e della lucidità nella tre quarti avversaria.
E’ solo questione di tempo.
6.5
Lautaro: nel valutare la sua prestazione si deve tener conto di tante cose: il rientro affrettato, le tossine del mondiale non tutte svanite, la preparazione affrettata, il tipo di partita e il compito inedito di raccordo dietro le punte (credo, ma è solo una mia impressione, che avendo due quinti non fortissimi in fase difensiva, Chivu gli abbia chiesto di dare una mano a fare densità in mezzo per consentire ai centrocampisti di proteggere la fascia).
E’ mancata la qualità sotto porta, dove per altro non è quasi mai arrivato, ma per l’impegno e la garra merita ampiamente la sufficienza.
6
Bonny: anche lui ha il vantaggiosi entrare a partita sbloccata, con le condizioni tattiche più favorevoli e gli avversari un po’ stanchi.
Si muove in posizione più offensiva rispetto a Lauti, svariando molto e mostrando vitalità.
Sfiora anche il gol
6+
Pio: prestazione mostruosa su piano atletico e agonistico.
Lo picchiano, gli fanno a pezzi la maglia, ma lui mantiene il controllo della palla e la serve ai compagni meglio piazzati.
Poi segna un gol che se l’avesse fatto del Piero o Totti i giornali ne parlerebbero per anni.
Lui non è quel tipo di giocatore, ma ha delle qualità importantissime e, come dire, complementari, anche nel calcio moderno che vive soprattutto su estro e frenesia.
7.5
All. Chivu: quando un mister riesce a raddrizzare una partita che non era iniziata bene è perché certamente dispone di ‘carte’ adeguate, ma sa anche vedere ciò che non va e prendere i provvedimenti per rimediare.
Se poi lo aiuta il portiere avversario…
Come si dice? “Fortuna abiles iuvat” (auto citazione lucianesca).
7
Luciano Da Vite
Inviato post compreso di report sulle giovanili
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Mail ricevuta Luciano.
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Lo pubblicherò tra stasera e domattina, scusatemi se ci sarà eventualmente un po’ di ritardo, ma non so se riesco già in serata.
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Post online: https://buu.zone/2026/08/31/una-vittoria-di-corto-muso-e-stretta-porta-cagliari-inter-0-1/
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