Un bipolarismo incomprensibile. O no? Bologna – Inter 1-3

Foto: Bonny e Carlos Augusto, grandi protagonisti nella vittoria in rimonta contro il Bologna nell’ultimo turno di campionato (Fonte: La Repubblica).

La domanda nasce da un dato di fatto: sette giornate di campionato e due di CL ci hanno presentato in modo indiscutibile un’Inter dai due volti, una sorta di Giano bifronte.

Ma se questa è la realtà, occorre interessarsi alle cause, provare a dare delle risposte, sapendo che la situazione è comunque complessa.

In campionato l’Inter è andata sotto, a volte pesantemente, in ben 4 partite su 7 (contro Napoli, Udinese, Roma e Bologna), riuscendo però a non perderne nessuna (3 vittorie e 1 pareggio).

Anche in CL l’Inter è andata sotto in entrambe le partite disputate, ma in questi casi non è riuscita a recuperare.

Troppe situazioni simili e ripetute per pensare a fattori casuali o contingenti.

Ci sono dunque problemi strutturali, di organico e/o di atteggiamento tattico.

Insieme, sia ben chiaro, a fattori positivi come una grande efficacia offensiva (almeno in campionato: 21 gol fatti in sette partite), anch’essi riconducibili alla combinazione organico/atteggiamento tattico.

Si potrebbe concludere dunque che alla squadra manchi qualcosa, in termini di qualità e completezza dell’organico, perché possa praticare il suo gioco, mantenendo l’equilibrio ottimale.

Tuttavia a mio parere alcune indicazioni chiare emergono proprio dalla riflessione sulla ripetitività di certe situazioni.

Spesso all’inizio andiamo sotto, ci riprendiamo un po’ nel finale del primo tempo e ribaltiamo la situazione nella ripresa, non solo in termini di risultato, ma anche di gioco e gestione della partita.

Si potrebbe pensare ad approcci ‘mentalmente’  sbagliati, ma io, pur consapevole dell’importanza di questi elementi ‘interiori’ tendo ad escluderli, o almeno a non considerarli unici e decisivi, visto che stiamo parlando di atleti di grande esperienza e di personalità così forte da risultare essenziale in tutti i casi di ribaltamento delle situazioni.

Abbiamo perso qualche giocatore di temperamento (Acerbi, de Vrij, lo stesso Darmian), ma il nucleo duro dei giocatori che vogliono vincere e sanno come si fa, a partire da Lauti, Barella, Bastoni, Dimarco Miki e Calha, è rimasto.

E ci aggiungerei ormai Carlos Augusto, Thuram e almeno per certi aspetti, Pio e l’ultimo Bonny.

Premesso che certamente un problema di logorio psichico esiste perché non si può esser sempre al top della concentrazione e determinazione, per settanta partite all’anno e in molti casi per diversi anni, bisognerebbe spiegare perché questi ‘cali di tensione’ avvengano quasi sempre nella fase iniziale della partita.

Del resto questi fattori, sicuramente importanti, sono difficilmente misurabili o quantificabili.

Ci sono invece dei fattori oggettivi che a me sembrano più evidenti:

  • Abbiamo perso due centrali di livello e per il momento nessuno è in grado di sostituirli, nel ruolo e nella funzione di direzione e guida della fase difensiva (faccio un piccolo esempio: de Vrij era bravissimo nel guidare il posizionamento della linea, mentre Acerbi, se un centrocampista era… svagato nel rientro in copertura si faceva sentire con… autorevolezza).
  • Non abbiamo un centrale (per ora?) ma in compenso disponiamo di tre braccetti destri.
  • E continua a mancarci il centrocampista interditore, che per doti di forza e di corsa sappia fare da scudo alla difesa, senza per questo esser negato in fase di costruzione.

Naturalmente c’è il rovescio della medaglia, altrimenti non saremmo in testa alla classifica: e questo è dato soprattutto dalla straordinaria capacità di far gioco di centrocampisti e degli esterni, oltre che dal ‘peso’ fondamentale dei quattro attaccanti.

Tutto ciò però non spiega ancora perché le dinamiche negative si ripropongano solo o in prevalenza nelle fasi iniziali delle partite.

Secondo me queste prime nove gare, fra campionato e coppa, hanno dimostrato in modo evidente una cosa: soffriamo gli avversari che ci aggrediscono sfruttando la maggior rapidità e l’intensità di movimenti collettivi, sia quando si tratta di puntare, una volta riconquistata palla (Cfr. Il loro gol), sia quando si tratta di attaccare a pieno organico con movimenti continui che riescono spesso a liberare un uomo ai limiti della nostra area (Cfr. La traversa colta dai bolognesi).

Quando questo sistema di gioco, che è molto dispendioso, non è più praticabile dagli avversari con la stessa brillantezza iniziale, esce la nostra capacità di palleggio, di costruzione, insieme naturalmente alla personalità orgogliosa dei campioni e alle qualità offensive della squadra.

Nello stesso tempo la diminuita  brillantezza psico fisica degli avversari ci consente di pagare meno le lacune difensive in senso lato, a partire dai rientri dei centrocampisti, più tempestivi perché meno sotto pressione.

Quando giochiamo come nel secondo tempo assomigliamo alla… Roma di Gasp: 3 gol subiti in sette partite (se continua così per me vincerà il titolo, perché la forza di quella difesa sta nel fatto che… attaccano sempre loro).

E infatti nel secondo tempo loro non hanno avuto occasioni.

Il Bologna poteva segnare dopo meno di 30 secondi.

C’è sempre un errore individuale alla base delle loro occasioni: in questo caso è Akanji a sbagliare l’intervento di testa consegnando la palla a Pobega, sul cui cross Piccoli arriva con una frazione di secondo di ritardo.

Ma qui come nelle altre occasioni il problema è che l’errore ci può stare, ma il sistema di gioco deve assicurare le coperture: invece siamo in ritardo sia su Pobega sia su Piccoli.

Poi il gol: ancora un errore individuale (Luis Henrique), ma Pobega sorprende tutti e nessun va in copertura, nemmeno Bisseck che è in ritardo e non gli chiude lo spazio per il tiro.

Non riusciamo a reagire, perché siamo travolti dal loro dinamismo estremo.

Un tiro da fuori di Barella e una mezza conclusione di Thuram è tutto quello che produciamo, mentre un Pobega che sembra incontrollabile coglie una clamorosa traversa.

In generale quando loro attaccano sono pericolosissimi, mentre noi diamo l’impressione di una sterilità disarmante.

Ci riportano in partita un bel cross di Barella e lo stacco vincente di Thuram, ma fino a quel momento il risultato non rispecchia i valori visti in campo.

La ripresa… è tutto un altro film.

Il Bologna non riesce più a uscire o… noi non gli consentiamo più di uscire: questo è il bello del calcio.

Poiché la palla è una sola, si possono sostenere entrambe le tesi: che loro sono… rimasti dietro o che noi li abbiamo schiacciati.

Il fatto è che loro non hanno più occasioni, noi segniamo altri due gol, oltre a uno annullato per fuorigioco a causa di un filo della maglia di Bonny che sporgeva leggermente dal resto dell’ordito, oltre a un rigore trasformato in fallo di simulazione e a un paio di occasioni clamorose fallite.

Ora esamineremo i dati e vedremo che quelli totali sono tutti a nostro netto vantaggio e questo dopo un primo tempo che ci ha visto in sofferenza.

I bolognesi non sono più riusciti a imporre il ritmo e il dinamismo del primo tempo e anche i nostri cambi hanno avuto un peso importante.

A conferma di quanto si diceva nel post precedente: in molti ruoli abbiamo alternative di grande valore, ma ci sono almeno due ruoli (tre se si considera il portiere) scoperti, alla cui copertura non si è provveduto. E il motivo è meglio non dirlo, per evitare  polemiche.

Le statistiche

Dominio complessivo molto netto, che giustifica pienamente il risultato.

Partiamo dagli xG: 2,74 gol attesi per noi, pari al almeno 5 gol, contro 0,96 per loro, pari a 2 gol.

Le nostre occasioni da gol sono state 8 e le loro 4, il che a livello di percezione conferma i dati ‘scientifici’ degli xG.

Noi abbiamo tirato verso la porta 17 volte, loro 11 e centrato il bersaglio 8 volte contro 4.

I nostri tiri da dentro l’area sono stati 11, i loro 6

Sfido chiunque, a sostenere che, al termine del primo tempo, avrebbe pensato a una simile situazione.

I nostri passaggi sono stati più del doppio dei loro e la nostra percentuale di passaggi riusciti è impressionante: 94%, contro un loro mediocre 83%

I passaggi nell’ultimo terzo sono 160 a 54  per noi, mentre il nostro possesso palla lo abbiamo esercitato per il 59% del tempo nella loro metà; contro il 40% di quanto fatto dagli emiliani.

Leggermente meglio di noi, i rossoblu hanno fatto in tema di intensità e di corsa: se la distanza coperta complessivamente è  quasi equivalente, loro  hanno sprintato per 2,44 km contro i 204 nostri e hanno percorso ad alta intensità 6,78 km contro i nostri 6,28.

Come si vede, differenze molto modeste, forse in parte imputabili anche all’impegno infrasettimanale di CL o, più probabilmente, al palleggio insistito dopo il ribaltamento del risultato.

Dove invece abbiamo mostrato qualche debolezza è nei contrasti riusciti (13 a 4 per loro) e nei recuperi palla (44 a 39 per loro).

Vediamo ora le prestazioni individuali.

Pepo Martinez:

questa volta niente distrazioni.

Prende il gol sul suo palo, ma era un tiro ravvicinato e violentissimo.

Un pio di buoni interventi nel primo tempo, spettatore non pagante nella ripresa

6

Bisseck:

se deve contrastare in campo aperto o provare il recupero negli spazi  si fa molto apprezzare, ma in marcatura rivela ancora di limiti, per i tempi di intervento, per la posizione e, come in occasione del gol subito, per la difficoltà di lettura.

5.5

Akanji:

non è in un gran momento, in diverse occasioni ritarda nelle chiusure  o si perde avversari più rapidi.

5.5

Bastoni:

sicuramente il migliore tra i tre difensori.

Come si era visto in nazionale, dove ha giocato centrale di sinistra nella linea a 4, sta migliorando la fase difensiva. In…compenso è meno determinante nell’appoggiare l’azione

6

Luis Henrique:

gravissimo l’errore che libera Pobega per il loro gol.

Per il resto una partita del tutto anonima, condita anche da diverse imprecisioni.

5

(Diouf:

poco più di 20 minuti senza riuscire a mettersi in evidenza, ma anche senza demeritare.

6)

Barella:

non è al top in questo periodo e del resto non si può pretendere che lo sia sempre.

Assicura comunque garra, intensità e qualche giocata importante, come l’assist per il gol di Thuram, che gli vale mezzo voto in più.

6.5

Zielinski:

non può giocare da play basso con gli attuali compagni di linea, la copertura del centro campo risulta troppo fragile.

Quando i ritmi calano e può avanzare incide maggiormente (Cfr. L’assist per il gol di Carlos).

E’ abbastanza preoccupante il fatto che, in assenza di Calha, non possa giocare Ale Stankovic.

Quando gli lasciano fare quello che sa fare, Ziello si guadagna un 

6

(Calhanoglu:

una quindicina di minuti recupero compreso bastano per far capire perché sia ancora indispensabile in questa Inter.

6.5)

Sucic:

la più forte mezz’ala d’Europa (Cit.) disputa l’ennesima partita anonima, correndo tanto, ma senza costrutto, non esibendosi in giocate particolari e non garantendo la necessaria grinta e attitudine in copertura.

Sbaglia anche un gol clamoroso

5

Dimarco:

anche lui non è al top e lo si vede …nelle conclusioni.

A parte questo, in fase di attacco crea sempre pericoli potenziali.

In fase difensiva viene molto impegnato da Zortea.

6

(Carlos Augusto:

gli bastano poco più di 20 minuti per essere assolutamente determinante.

Il gol, l’assist per il gol di Bonny e in generale una prestazione straripante.

7.5)

Thuram:

sempre molto sottovalutato, a mio avviso, come dimostrano le cifre relative allo scorso finale di campionato e all’inizio dell’attuale.

Svolge un grande lavoro, anche se spesso oscuro.

7

(Mkhitaryan:

il professore entra e dimostra che in questo gruppo non solo ci può stare ancora benissimo, ma può anche risultare determinante.

6.5)

Pio:

per lui una gara difficile, nel cuore della difesa avversaria,   a cercare di domare palloni per compagni che …non salivano, almeno nel primo tempo.

Se non ricordo male, di testa in un’ottima occasione ha concluso troppo centralmente.

5.5

(Bonny:

giocasse sempre così sarebbe titolare fisso.

Porta in attacco quella verve, quella mobilità e quel po’ di estro che manca ai nostri titolari.

In mezz’ora crea pericoli, segna due gol (di cui uno annullato perché ha i capelli troppo lunghi, con le punte che ondeggiando al vento vanno oltre il difensore avversari).

7.5)

All. Chivu:

per me è bravissimo.

Non ha un centrale difensivo, non ha un centrocampista interditore, ha un play bravissimo ma con problemi fisici da gestire, deve fare a meno di Lauti e dei tre acquisti inglesi e nello stesso tempo deve gestire le forze  giocando ogni tre giorni tra campionato e coppe.

Nell’intervallo scuote la squadra e con i cambi azzeccati la trasforma.

7

Primavera 1: Lazio – Inter 2-2

Per l’ennesima volta la squadra di Bigica spreca un largo vantaggio e si fa raggiungere.

Intendiamoci: risultato ampiamente meritato dai biancocelesti che hanno fatto la partita, sono stati molto più pericolosi, mentre il nostro vantaggio è scaturito da due prodezze individuali; una percussione profonda di Rocca, aiutata anche da un rimpallo, favorevole ma cercato, e un missile da oltre 25 metri del ‘mio’ Pit La Torre.

Per il resto quasi solo una conclusione abbastanza agevole, mancata da Matarrese.

Sulla partita non c’è molto altro da dire.

si deve considerare che sono passati direttamente in U23 i 2008:

-Jakirovc,

-Bovio,

-Marello.

-Sorino e in questa occasione

-Carrara,

Oltre al 2009:

-Donato.

E i 2007, che sono comunque in età di Primavera:

-Taho,

-Cerpelletti,

-Mancuso,

-Mosconi,

-Iddrissou.

A questi si devono aggiungere i giocatori assenti per infortunio o per rotazione, visto che di solito sono titolari ma probabilmente si è voluto risparmiar loro il triplice impegno in una settimana (martedì torna la YL).

-Lissi,

-Breda,

-Moranduzzo,

-Grisoni,

-D’Agostino,

-Virtuani,

-Nese,

-Vukaj,

-Moressa,

-Konteh,

-Gjeci.

Qualcuno di questi è entrato nel corso della ripresa, ma è evidente che in questa situazione non si deve guardare tanto al risultato, quanto all’auspicabile crescita dei singoli.

Ecco comunque la formazione iniziale.

Farronato

Evangelista, Pavan , Mackiewicz, Rocca

Kartelo, La Torre, Putsen

Maghlout, Matarrese, El Mahboubi

A disposizione: Galliera, Breda, D’Agostino, Vukaj, Moressa, Moranduzzo, Peletti, Lissi, Franchi, Nese, Salviato.

Veniamo quindi alle valutazioni individuali.

Farronato:

tra i migliori. Ha parato un rigore e tenuto aperta la partita in un paio di occasioni.

Evangelista:

puntuale in fase difensiva, ha spinto più del solito.

Pavan:

come i compagni di difesa, ha retto bene, considerando anche il filtro relativo del centrocampo

Mackiewicz:

solido e concentrato, non ha esitato a ricorrere a maniere sbrigative quando si è trattato di liberare.

Rocca:

aveva un avversario fortissimo, e nel complesso ha vinto il duello, segnando anche un gran gol.

Interessante.

Kartelo:

continua a non convincermi.

Lento, compassato, non riesce a dare ritmo né a fa valere le sue doti fisiche.

La Torre:

un grandissimo gol, di quelli a cui ci ha abituato, e una prova dignitosa in un centrocampo che non l’ha aiutato molto.

Putsen:

a volte mostra bune intuizioni, ma più spesso ripiomba in un grigiore anonimo.

Maghlouth:

non la spunta quasi mai. Ci prova, ma non crea pericoli.

Matarrese:

è bravo, interessante, ma ancora troppo giovane per riuscire a far reparto da solo sotto età.

Manca il gol del 3-2 nel finale

El Mahboubi:

è l’uomo che dovrebbe far la differenza in avanti.

Ci prova sempre, ma risulta poco incisivo, rispetto ad altre prestazioni.

All. Bigica:

vista la situazione (porte apri alla Renault), il suo lavoro andrà valutato nel tempo.

Under 17: Inter – Vicenza 4-3

Affrontiamo i veneti partendo da una posizione di classifica mediocre, essendo solo sesti  a sei punti di distacco dalla capolista Atlanta, dopo 4 giornate.

Il Vicenza è due punti sotto di noi, ma si rivela una buona squadra.

Per noi scendono in campo:

Costante

Bagnara, Di Carlo, Zambon, Puglisi

Ferri, Omini G., Palmini

Castellarin, Broinas, Zebrauskas

Siamo contati, perché in panca siedono solo sette giocatori anziché nove e tra quei sette ci sono le due punte titolari, Omini P. e Serantoni che però son lì per stare con i compagni, perché  non possono assolutamente scendere in campo.

Proprio l’attacco di fortuna, con il 2010 Broinas a fare il centravanti, che non è il suo ruolo, e con a sinistra l’acquisto estivo Zebrauskas, che ancora non ha convinto, rendono equilibrata  e appassionante la  partita

Dopo metà primo tempo passano in vantaggio i veneti, che sono una buona squadra, su calcio di rigore; ma prima della fine del tempo Castellarin si procura e realizza il rigore del pareggio.

Nella ripresa il subentrato Seghezzi porta i nostri in vantaggio, ma ancora una volta a breve distanza di tempo i biancorossi pareggiano.

Il match prosegue con continui capovolgimenti di fronte, poi ancora Seghezzi, imitato da Puglisi, porta il risultato su un 4-2 che sembra rassicurante.

Ma non è così, visto che i veneti accorciano ancora le distanze e il finale è ricco di suspense, con le due squadre che non rinunciano a cercare di farsi male.

Ma finisce con la nostra vittoria di misura.

Da notare la catena di infortuni che ci ha colpito: oltre ai ricordati attaccanti, mancavano anche l’esterno Foroni  i centrali Puricelli e Cassini, l’esterno Pirola, i centrocampisti Limido, Cattaneo, Morosi, le punte Menegazzo Kaiki e Owusu e altri ancora (cito a mente).

L’occasione è stata propizia comunque per vedere finalmente il nuovo acquisto estivo Zambon oltre a Zebrauskas, che però avevo già potuto osservare.

Zambon ha un gran fisico e diciamo che mi è sembrato molto interessante, anche se andrà valutato più avanti, a inserimento completato.

Zebrauskas, che non mi aveva ancora convinto, mi pare abbia mostrato qualche colpo in più, anche non deve aver soddisfatto il mister, che l’ha sostituito.

Tra i ragazzi scesi in campo, meritano a mio parere una menzione Bagnara, Omini Gioele (il mio ‘Modric’, gemello dell’assente Pietro) e Castellarin, ieri davvero imprendibile.

Oltre naturalmente a Seghezzi, subentrato e autore di una doppietta.

Positive anche le prove dei vari Dica, Ferri, Palmini, ecc., mentre mi è sembrato un po’ a disagio Broinas.

Curiosa la storia di Zambon oggi esordiente col numero sei, acquistato in estate proprio dal Vicenza, il quale Vicenza, sempre con il numero sei, schierava un giocatore che era stato compagno di Zambon sin dall’… asilo.

Un asilo che merita di essere seguito con cura dagli scout…

Luciano Da Vite

Un pensiero riguardo “Un bipolarismo incomprensibile. O no? Bologna – Inter 1-3”

  1. Condivido la tua analisi,Luciano. Volendo fare il pignolo,a Micki darei mezzo punto in più per lo stupendo movimento in occasione del terzo gol.

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