L’esordio stagionale in Serie A contro il Monza è un richiamo alla realtà, dopo i pericolosi panegirici, rivoltici dai nostri avversari mediatici e non, sulla forza del gruppo e sull’ ineluttabilità della nostra vittoria. Le difficoltà incontrate contro la squadra di Juric, specie nel primo tempo, terminato sul risultato di 1-1, segnano la fatica enorme che faremo a spuntarla quasi in ogni partita, cosa che potremo fare solo con umiltà e feroce determinazione. Quello che è apparso è che bisognerà lavorare sull’organizzazione di ogni reparto e sulla coesione dei tre reparti, cosa che sarà facilitata quando la condizione fisica di tutti o quasi, sarà ottimale, oltre che con l’inserimento dei nuovi e la crescita e i progressi di chi ha margini di miglioramento. Sotto questo aspetto in particolare, bene Bisseck, che oltre al goal, conferma i suoi progressi; benissimo Diouf, autore di due assist e di una prova ricca di iniziative interessanti; positivo l’ingresso in campo di Sucic (ottimo apporto sul piano qualitativo, deve “specializzarsi” per potere esprimere al meglio le sue grandi qualità) e un po’ meno quello di Bonny (prova sufficiente, mostra comunque una certa vitalità svariando molto sul fronte offensivo); semplicemente mostruosa sul piano atletico e agonistico la prestazione di Pio Esposito, impreziosita da un bellissimo goal di tacco. Partita sotto certi aspetti a metà. Nel primo tempo, dopo il vantaggio con un gran tiro da fuori di Calhanoglu, il nostro atteggiamento non è piaciuto: palleggi svolti con sufficienza, troppo spesso conclusi con la perdita del pallone e la loro ripartenza; rientri troppo faticosi e tardivi. Lautaro giocava troppo lontano dall'area e dal compagno di reparto: si è reso utile comunque, ma in area mancavano alternative per il gioco di profondità. Cercavamo troppo la ricerca della “bella giocata” per finire con il soffrire il pressing uomo su uomo del Monza. In ogni caso una costante è stata la grande difficoltà nel trovare sbocchi, pur facendo la partita, cosa che portava a uno schema un po’ monocorde, per quanto poi rivelatosi efficace, ovvero la ricerca continua di Pio in profondità. Nel secondo tempo abbiamo cambiato atteggiamento e complice anche una prestazione non impeccabile del loro portiere, siamo ritornati in vantaggio con un goal di Zielinski. Pio Esposito e Bisseck, goal da vero attaccante, hanno poi chiuso la partita. Quindi al netto delle ombre sopra richiamate, non si può considerare negativamente questa partita, che ha mostrato anche degli aspetti positivi e che Cristian Chivu ha saputo all’intervallo leggere bene, intervenendo dove necessario per ritornare in vantaggio e vincere la gara. Nessuna sorpresa che dato che è la prima partita di campionato, ci sia molto da lavorare, sarebbe strano il contrario e al netto dei pronostici, sicuramente il ritorno del “campo”, mentre il Como pareggiava contro l’Udinese e il Napoli vinceva sul difficile campo del Genoa, ci dà e ci modo di guardare le cose diversamente. Bene i tre punti, adesso aspettiamo i risultati delle altre, mentre la testa di Chivu e dei ragazzi deve andare già alla sfida contro il Cagliari, ieri vittorioso per 1-0 sul campo del Parma con goal del giovane Alessandro Romano.
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Vittoria importante, con due letture possibili: Roma – Inter 0-1
La partita con la Roma presentava tutta una serie di difficoltà importanti. L'avvio di campionato per noi non è stato sicuramente esaltante. Il numero insolitamente elevato di goal è fonte di apprensione: le responsabilità non sono da ricondursi esclusivamente al fatto che alcuni difensori che avevano concluso la stagione scorsa da dominatori, per quattro mesi in più siano crollati, facendo diventare la difesa un colabrodo. Pesano una questione di approccio alle gare e di conseguenza un problema di equilibri in campo che vengono a mancare. C'è poi il problema della preparazione estiva e quello dei tanti impegni e con quelli più importante che sollecitano il fisico dei giocatori in manieradeterminante. La prova dei nostri contro la Roma è stata tuttavia sul piano della mentalità, della compattezza, dello spirito di sacrificio, pari a quella della stagione d'oro e del resto solo così avremmo potuto portare via dall'Olimpico i tre punti. L'auspicio è che questa vittoria sofferta sia il punto di partenza che ci condurrà a una crescita continua sul piano prestazionale e dei risultati. Continua intanto il declino complessivo delle nostre giovanili. Praticamente si conferma a buoni livelli solo l'Under 16, che batte nettamente il Cagliari e e mantiene il primato in classifica. Pari per la Primavera a Lecce (ottava in classifica); l'Under 18, in vantaggio di tre goal aSassuolo si fa rimontare 3-3 ed è undicesima in classifica, a 12 punti dal Cesena capolista; l'Under 17 perde il derby con il Milan e si fa raggiungere in vetta alla classifica; l'Under 15 subisce un vero e proprio tracollo casalingo, subendo un 2-5 avvilente contro il Cagliari. Quel che più conta è che al momento non si intravedono tanti giocatori completi (cioè che uniscano tecnica, intelligenza calcistica e fisicità) che possano dare speranze di una rapida ascesa. Non si investe più e fatichiamo sia a formare ottimi giocatori, sia a prelevarli sul mercato. Investivamo, vincevamo molto, formavamo ottimi giocatori, anche se più per il mercato che per la prima squadra. Oggi è ufficialmente finita un'era: gli investimenti sono ridotti al minimo e i risultati (vittorie e formazione di ottimi professionisti), sono destinati a latitare. Almeno rispetto al recente passato, a cui avevamo fatto il palato.
Una vittoria che può significare molto: Torino – Inter 0-3
Alla vigilia di due partite fondamentali per la nostra stagione, con Salisburgo e Roma, otteniamo su un campo difficile come Torino una vittoria importante con il risultato netto di tre reti a zero. Una vittoria in trasferta che, al di là del risultato, serve a dare un po' della fiducia persa dopo i due match contro Bologna e Sassuolo. Se la vittoria è stata netta, infatti, non possiamo dire che la partita di Torino sia stata una "passeggiata". Dal 20' del primo tempo, infatti, fino al goal del nostro vantaggio il Toro ci ha semplicemente messi sotto con il ritmo, l'aggressività e una disposizione tattica azzeccata. Il gran goal di Thuram, poi, ha cambiato le sorti del match è da quel momento abbiamo ampiamente legittimato il successo. Finalmente è stato decisivo il cinismo in fase realizzativa che altre volte è mancato. Adesso, come detto, due sfide importanti, considerando che la doppia sfida con gli austriaci può decidere la qualità della nostra annata, in prospettiva; il match contro la Roma, difficilissimo in sé, è ad alto rischio per le probabli conseguenze. Insulti e forse anche "buu" della curva indirizzati contro Lukaku, oltre a moltiplicare le forze del colosso belga, potrebbero mettere a rischio la squalifica del campo... Per quanto riguarda le giovanili, nell'ordine: l'Under 16 vince uno a zero con il Cittadella, concediamo poco agli avversari, mostriamo una superiorità tecnica individuale piuttosto netta, ma non riusciamo a farla valere mostrando una certa involuzione preoccupante; l'Under 19 vince nettamente 4-0 contro il Sassuolo, Chivu è primo in classifica, 17 goal fatti e solo 4 subiti, miglior attacco e miglior difesa del campionato con la squadra che ora sembra avere il giusto mix tra qualità tecniche e potenza atletica; l'Under 18 pareggia incredibilmente 4-4 contro la Roma dopo essere andata in vantaggio per quattro reti a zero con 4 bellissime azioni in verticale dopo 20 minuti di gioco; l'Under 15 di Fautario vince 3-2 contro il Cittadella, pure facendosi rimontare di due reti, si fa notare per le sue grandi qualità Gjeci (Nb. Che speriamo non faccia la fine di Mastour).
Se vinciamo altre 6-7 partite così, si può sognare: Inter – Torino 1-0
Un calcolo elementare. Se vinciamo altre sei-sette partite così, possiamo sognare e pensare di poter vincere il campionato. Si tratta di un calcolo piuttosto elementare, che parte però da un convincimento oggettivo: non esiste una squadra che, nel campionato italiano, possa pretendere di dominare tutte le partite. Succederà ancora ce si vinca alcune partite dominando, ma saranno una minoranza e la lotta pe ril titolo si deciderà nelle partite complesse, combattute e difficili. La vittoria per cinque reti a zero a Salerno esalta e illude, la vittoria per una rete a zero contro il Toro riporta alla realtà di un campionato molto imprevedibile e ancora tutto da giocare. Quello che conta è la continuità. È vincere tanti Inter - Toro che può far prevalere in campionato e la dimostrazione l'avremo alla ripresa, a Bologna. Se andiamo lì con l'idea che daremo loro sei goal (così come è successo all'andata) e che abbiamo già vinto, ci esporremo sicuramente a brutte sorprese. Il calcio ideale è come na partita a scacchi con giocaori molto bravi: perde chi commette anche un solo errore. Oppur evince, se preferite, chi trova una soluzione geniale. Nel nostro campionato le vittorie di stretta misure sono decisive. Pertanto ci iscriviamo a pieno titolo alla schiera dei "risultatisti": il risultato è il prodotto del gioco, ma è il concetto di gioco che risulta poi relativo e aleatorio. Bel gioco è ottenere il massimo in relazione alla tua forza e a quella dell'avversario in una data situazione. Con il Toro abbiamo ottenuto il massimo ribattendo colpo su colpo e sfruttando la nostra qualità superiore... Ne parliamo in questo post dedicato di Luciano Da Vite.
Idee più chiare sulla nostra stagione: Salernitana – Inter 0-5
Contro la Salernitana abbiamo giocato benissimo e abbiamo dominato la partita. Una corretta analisi ci costringe a tenere in considerazione la differenza netta tra i due indici, ma si possono comunque esprimere delle valutazioni nel merito. Non è stata del resto solo la qualità a essere superiore a quella degli avversari, ma anche la condizione atletica e mentale. Forse al nostro top. Alcune indicazioni sui singoli: D'Ambrosio non vale Skriniar, ma si è rivelato un sostituto dignitoso; Brozovic è un giocatore sempre insostituibile; appaiono incompatibili Barella e Vidal così come sarebbe necessario recuperare Sensi; Gagliardini è un giocatore capace di dare sempre un valido contributo; Sanchez se in condizione può essere ancora un giocatore importante; Perisic e Dumfries sono giocatori fondamentali e devono confermare di poterlo essere con continuità nell'arco dell'intera stagione. Ma sorprendono i numeri di Calhanoglu: primo per occasioni da goal, passaggi chiave, numero di palle giocate, numero di palle recuperate, dribbling, secondo per km percorsi, terzo per punta di velocità espressa nello sprint... Siamo davanti a un giocatore con grandi qualità tecniche, ma in straordinarie condizioni di forma atletica e una personalità e autostima che in questo momento, gli consentono di svettare. Un occhio infine alla grande prestazione e la netta vittoria dell'Under 17 di mister Polenghi che batte nettamente i pari età dell'Hellas Verona per quattro reti a zero. Sugli scudi giocatori che sono oramai delle certezze come Aleksandar Stankovic e Di Maggio. Poi Zefi. Ma questo qui è un gruppo che promette e sta facendo benissimo e che riesce a fare benissimo anche nonostante molte assenze importanti.




