L’Inter che domina… non c’è più: Inter – Shakhtar 1-0

Foto: Henrik Mkhitaryan. L’ingresso del centrocampista armeno è stato uno dei fattori determinanti per ottenere la vittoria in Champions contro lo Shakhtar.

In questo senso la partita di ieri è stata una conferma di quanto, con avversari diversi, si era intuito in campionato.

Curiosamente, l’unica smentita, parziale, è venuta proprio dalle due partite precedenti in CL, giocate con grande autorevolezza, ma… perse.

Che cosa intendo quando dico che la partita di ieri ha confermato i dubbi che il campionato aveva suscitato?

Ieri non abbiamo dovuto recuperare il risultato, ma in un certo senso è stato ancora peggio, visto che siamo rimasti in 10, senza che prima, in oltre un’ora di gioco, riuscissimo ad imporci.

Come tante altre volte in questa stagione, abbiamo comunque raggiunto il risultato non imponendoci per il dominio di squadra, ma affidandoci alla grinta, all’orgoglio (che ai campioni non viene mai a mancare) e a qualche giocata individuale, retaggio rimasto di un sistema di gioco che per funzionare ha bisogno di interpreti abili e tutti al top.

Anche da questa partita sono venute indicazioni positive accanto a diversi motivi di preoccupazione.

Tra questi ultimi, a mio parere, alcuni son transitori e si può sperare di superarli.

Altri sono più strutturali e difficilmente li elimineremo a stagione in corso.

L’elemento positivo fondamentale resta la conferma della solidità e la compattezza morale di un gruppo che non ci sta a farsi mettere sotto.

A questo si aggiunge la condizione ottimale di qualche singolo (Carlos, Thuram, lo stesso Bonny: aldilà dell’espulsione anche Bastoni tutto sommato in un ruolo non abituale aveva disputato una partita autorevole) e, almeno ieri, va considerata la ritrovata sicurezza di Pepo.

Poi tornerà anche Lauti e comunque, per quanto alcuni suoi elementi, iper sfruttati, sembrino in flessione, lo storico zoccolo duro della squadra ha elementi che conservano la capacità della giocata risolutiva.

Tra i fattori che si spera solo momentaneamente preoccupanti si collocano, sempre a mio parere:

  • il mancato (per ora?) contributo dei nuovi acquisti estivi: dei tre inglesi quasi non c’è traccia e quando c’è… sarebbe stato meglio che non ci fosse stata.
  • la fatica che fanno i giovani a imporsi: in una partita decisiva, nel senso che una sconfitta ci avrebbe estromesso a ottobre dalla CL, Ale Pio e Diouf non hanno trovato spazio dall’inizio o tout court, ma non ne hanno trovato, inizialmente, neppure gli ex giovani Bisseck e Luis Henrique, mentre purtroppo ne ha trovato un spento Sucic.

Sto citando dei fatti, non sto dando dei giudizi, tanto è vero che ho messo queste considerazioni tra quelle che, almeno spero, sono solo situazioni contingenti.

Poi ci sono le perplessità ‘strutturali’, delle quali abbiamo parlato più volte.

Ecco per esempio cosa dice, mesi dopo che lo si diceva qui, un Di Canio che non sempre, ma a volte risulta attendibile:

L’ex laziale afferma, secondo FcInter1908:

“Quando trova squadre che palleggiano bene, ha 5-6 giocatori che non sono da recupero palla: Calhanoglu, Barella, Sucic.

Non sono incontristi.

Calha ci prova ma non è un Gattuso, gli altri due non sono aggressivi, non mettono pressione”.

Qui lo stiamo dicendo da tempo.

Io ci aggiungerei che neppure l’ottimo Ziello, o, a quanto si è visto per il momento, il ‘nuovo’ Jones né la speranza Ale hanno queste caratteristiche.

L’altro problema strutturale è la carenza di centrali di grandissimo affidamento.

Così, ancora Di Canio può constatare che l’Inter tenderebbe a portare tanti uomini in area di rigore avversaria, ma così facendo (per i problemi a cui abbiamo accennato, ndr.) rischia sempre di subire ripartenze profonde.

Con lo Shakhtar, di conseguenza, almeno per una tempo la squadra era più preoccupata di non subire, perché in Europa recuperare il risultato è difficile anche quando fai bene.

Quando non hai (o non hai più) una squadra dominante, diventa decisivo l’equilibrio e la cura di tutti i dettagli che possono contribuire a rompere lo stesso, in un senso o nell’altro.

Ho letto critiche a Chivu che francamente non condivido: affrontava una partita da dentro o fuori, gli mancava il miglior giocatore, veniva da un’esperienza stagionale di difficoltà nel gestire la fase difensiva: ha riportato Akanji nel ruolo in cui aveva sempre fatto bene; ha messo a sinistra il giocatore più in forma e in mezzo Bastoni che evidentemente gli dava più sicurezza in termini di concentrazione e capacità di lettura, rispetto a Bisseck.

Sulle fasce, confermato Dimarco ha preferito giustamente Spence a Diouf.

Sulla carta, Spence ama maggiorante partire da dietro, contribuendo quindi a maggior saldezza difensiva senza latitare nel sostegno alla manovra.

Il centrocampo era fragile, difensivamente: ma non si poteva fare altrimenti: io avrei messo subito Miki per Sucic, perché secondo me anche se l’armeno non è un interditore, almeno è maestro nel leggere le linee di passaggio altrui: ma questa è un’opinione strettamente personale.

Questa squadra, dopo 10 minuti di buona aggressione, ha finito per giocare di contenimento, concedendo pochissimo e creando pochissimo.

Pesavano le molte partite, in campionato e in coppa, in cui sei stato costretto a tentare la rimonta: e il fatto che le situazioni si siano ripetute con frequenza, sta a indicare che non poteva essere un caso.

Certo, il mister sperava che le qualità offensive dei singoli potessero comunque portare a una ‘rottura’ in senso positivo per noi, ma così non è stato, perché Thuram e Bonny faticavano a liberarsi, Calha non sempre può risolvere da fuori e Dima non era chiaramente in giornata propositiva.

Bisognava, a mio parere, cercare il risultato senza esporsi eccessivamente e, se non ci si riusciva, rischiare l’accelerazione nella mezz’ora finale, quando loro potevano aver perso un po’ di brillantezza e noi, con energie nuove, potevamo azzardare  di più.

Infatti i cambi avvenuti al quarto d’ora della ripresa, con oltre mezz’ora ancora da giocare, secondo me sono andati in quella direzione:

– Fuori Spence, per Diouf, con la speranza di attaccare più alti e più spesso;

– Fuori Dimarco per Bisseck, con un doppio risultato: avere sulla destra un giocatore più veloce alle spalle di uno meno posizionale (Diouf) e accelerare la spinta a sinistra con un elemento in grande condizione (Carlos);

– Il terzo cambio, si è rivelato azzeccato (proprio da Ziello è partita l’imbeccata per l’azione del gol) ma era più rischioso: Ziello è più tecnico e più ‘geometrico’ nell’organizzare il gioco, ma ancora meno incontrista di Calha e meno ispirato nelle conclusioni da fuori e nel battere i calci piazzati.

Però domenica ci sarà un’altra partita e Calha deve esserci al top.

E comunque una ‘compensazione’  tattica era necessaria.

Due cambi di natura offensiva e uno per ricreare l’equilibrio potenziale.

Al 68’ però l’espulsione di Bastoni cambiava le carte in tavola: loro avrebbero ripreso a premere a pieno organico e noi  dovevamo necessariamente contenere e ripartire.

Il mister si prende il rischio di passare a un 351 che non rinuncia a offendere, perché la sua struttura è mobile: Miki è in grado di inserirsi da seconda punta, le fasce a livello intermedio hanno due uomini di grande corsa e freschezza (Diouf e Carlos).

Questo compensa il rischio preso sulla corsia di destra, con L. Henrique dietro Diouf.

Proprio dai cambi di giocatori (Ziello – Miki) o di ruolo (Carlos) è venuto il gol, favorito anche dal grande lavoro di tutti e in particolare di Thuram negli ampi spazi e di Barella per rafforzare il centro destra della fase difensiva.

Poi ci si sono messi anche alcuni ottimi interventi di Pepo ad aiutare in modo decisivo: e anche qui il mister ha dimostrato di non sbagliare.

Mi si accusa di non esser realista perché negli ultimi due anni avrei voluto un paio di giocatori di peso, da prima squadra subito.

Sono convinto che si dovesse e potesse fare, ma non importa.

Certo non sono un sognatore quando si parla di campo.

Anche a me piace molto di più l’Inter che aggredisce gli avversari, li tiene lontani dalla nostra area, li travolge con la qualità dei suoi costruttori di gioco e la potenza delle punte.

Ma bisogna essere nelle condizioni di poter sviluppare e reggere questo atteggiamento.

Al momento, secondo me serve maggior accortezza e un po’ di calcolo.

Quando tornerà Lauti, quando i tre inglesi si saranno affermati (speriamo), quando Dimarco e Calha torneranno al top e quando con il lavoro si saranno affinati i meccanismi e le tempistiche in fase difensiva, si potrà tornare a vedere un’Inter ‘bella’, anche se, concordo con Bastoni, la squadra non è più quella delle due finali.

Di mio ci aggiungo: per il naturale logorio dei pilastri storici e per il mancato inserimento, progressivo, di qualche nuovo ‘pilastro’ autentico.

L’analisi dei dati statistici riserva diverse sorprese, soprattutto se paragoniamo questi elementi con quelli che di solito caratterizzano le partite dell’Inter.

Cominciamo dagli xG: prevaliamo noi con 0,99 a 0, 56.

Sorprende però il fatto che nel primo tempo, in 11 contro 11, il dato era di 0,29 a 0,28.

In pratica queste cifre ci parlano di un primo temo bloccato, con loro, come vedremo, che fanno la partita e noi più passivi.

Ma il risultato, sempre in termini di xG, è basso per entrambe.

Direi che nel complesso della gara la nostra fase difensiva ha retto (si deve considerare infatti che le due grandi parate di Pepo sono avvenute quando eravamo già in minoranza numerica: soprattutto il dato del primo tempo infatti indica la sterilità del loro possesso.

D’altre parte è evidente che l’atteggiamento, scelto o subito, ha ridimensionato eccessivamente le nostra pericolosità, in una partita da vincere a ogni costo.

Il possesso è infatti di 45 a 55 per loro.

E’ un dato che impressiona, perché anomalo per noi che tra l’altro eravamo ‘obbligati’ a vincere e giocavamo in casa, da favoriti

Si potrebbe pensare ai 25 minuti circa di loro superiorità numerica, se non fosse che il loro possesso nel primo tempo (42 a 58) è stato addirittura superiore a quello del dato finale

Quindi noi abbiamo subito (o scelto di lasciarli giocare, aspettandoli) per la maggior parte del match, come dimostra anche il numero di attacchi portati (40 a  53 per loro).

Questo ha prodotto un insolito equilibrio a livello di conclusioni:

  • 13 volte abbiamo tirato in porta noi, 12 loro,
  • 5 volte i nostri tiri sono finiti nella luce della porta contro 4 loro.

Nel primo tempo i tiri  son stati 7 a 6  e i tiri nella luce della porta 2-2.

Abbiamo subito pochissimo, ma i soli 5 tiri in porta in un match casaling  sono stati un prezzo troppo alto da pagare per… la ricerca di sicurezza.

Anche se tutto è bene ciò che finisce bene

Per concludere il discorso sulle situazioni offensive, c’è da notare come loro abbiano tirato tre volte da dentro l’area, contro le due sole nostre.

Per il resto, sostanziale equilibrio nei corner e il solito svantaggio nostro nei dribbling riusciti: 14 a 24, anche se il numero dei nostri …successi è insolitamente alto.

La loro superiorità nel possesso palla ha avuto logicamente risvolti anche in relazione al numero di passaggi riusciti (384 per noi e 491 per loro).

Anche la percentuale di passaggi riusciti li favorisce (91%  88) e questo potrebbe sspiegarsi con  la ricorrente situazione di passaggi all’indietro o in orizzontale a cui li abbiamo costretti.

In ogni caso, in un match internazionale stupisce la bassa percentuale dei nostri passaggi riusciti: segno che, o eravamo pressati bene, o avevamo il cosiddetto… braccino

Per quanto concerne gli aspetti fisici (corsa e agonismo) loro hanno percorso più km. (116,6 contro 114,9: sembra poco ma sono circa 100 metri in più a giocatore se consideriamo una  media di 17 utilizzati da ognuna delle squadre).

Poi loro hanno vinto più tackle, 26 a 14, mentre c’è equilibrio nel numero palle recuperate.

Insomma, la sensazione è che ci sia molto lavoro da fare per Chivu e collaboratori, sia per ‘trovare’ l’undici titolare più efficace sia per arrivare a un assetto tattico davvero produttivo (equilibrio)

La presenza di diversi nuovi, ancora da inserire adeguatamente, costituisce una difficoltà in più, ma anche una…. potenzialità se si troverà il modo di sfruttarli utilmente.

Ma in ogni caso è fondata, mi pare, l’impressione per cui difficilmente si tornerà, nelle partite più significative, all’Inter dominante alla quale eravamo abituati

Le pagelle

Pepo Martinez:

ha dimostrato non solo di essere un ottimo portiere, ma di avere carattere e personalità per reagire alle critiche, alcune giuste e altre eccessive.

Tre parate importanti, una di vero spessore su di una  conclusione ravvicinata insidiosissima.

Buona la gestione delle uscite.

7

Akanji:

riportato nel suo ruolo naturale, disputa una buona gara priva delle amnesie in marcatura che avevano contraddistinto alcune sue recenti prestazioni.

Quando ha potuto ha partecipato anche alla fase di costruzione.

6.5

Bastoni:

io valuto la sua prestazione, non la leggerezza dimostrata in occasione del secondo giallo.

Dovessimo valutare quello, allora dovremmo dare 3 all’arbitro per l’assurdo primo cartellino.

Da uno con la sua esperienza ci si spetta maggior controllo, ma questo non può cancellare 70 minuti di prestazione attenta, concentrata, impeccabile, in un ruolo non suo.

Gli tolgo mezzo voto per il gesto istintivo che ha portato  all’espulsione ma la prova resta da

6.5

Carlos Augusto:

conferma di essere un grande giocatore in un momento molto positivo.

Sa fare tutto e lo fa molto bene: difende, attacca, conclude.

E’ completo e la duttilità, di conseguenza, è il suo…mestiere.

7.5

Spence:

l’ombra di quello visto ai mondiali, con diverse attenuanti. Col suo fisico dovrebbe difendere e spingere, ma non fa bene nessuna delle due cose.

Spesso avrebbe spazio, ma o non viene cercato dai compagni, o, una volta in possesso di palla, pasticcia.

Da rivedere.

5.5

(Diouf:

una mezz’ora per cercare di intensificare la spinta offensiva. Poi l’espulsione di Bastoni e ancora il gol di Carlos, cambiano le… regole del gioco e lui non ha più l’opportunità di prodursi nelle tipiche ‘sgasate’ della casa.

6)

Barella:

il solito contributo fatto di corsa, raddoppi sui compagni in difficoltà,  spinta propulsiva.

Senza però a lucidità e le giocate dei giorni migliori.

Avrebbe bisogno di ricaricarsi e/o di avere almeno un compagno incontrista che lo liberi da incombenze eccessive.

6

Calhanoglu:

nel primo tempo l’Inter aspetta e lui svolge bene il suo compito di copertura, ma in aggiunta si produce in alcune aperture di 40 metri perfette.

Viene sostituito forse anche per preservarlo in vista dei prossimi impegni gravosi, ma non la prende bene.

6+

(Ziello:

sostituisce Calha con altre caratteristiche.

Meno grintoso in fase difensiva, ma più ordinato nel gestire la palla e avviare l’azione.

Proprio da un suo contrasto vinto e da un pallone ben lavorato nasce la situazione che porta al gol.

Nel finale, quando c’è da amministrare il risultato, con la sua proprietà di palleggio è prezioso.

6.5)

Sucic:

corre tanto, si dà da fare, ma non eccelle nell’interdizione e non si nota affatto in fase di costruzione o rifinitura.

Insufficiente.

5+

(Luis Henrique:

inserito nel finale per dare equilibrio alla squadra dopo i cambi, se la cava più che dignitosamente.

6)

Dimarco:

non si può sempre giocare al livello delle 50 partite della scorsa stagione.

Tecnicamente e come determinazione c’è sempre, ma gli manca un po’ di lucidità nella rifinitura e persino nella fase conclusiva.

6-

(Bisseck:

mezz’ora in controllo, senza grandi opportunità di far valere corsa e potenza lanciandosi.

Nelle chiusure senza far cose eccezionali si dimostra concentrato ed efficace.

6)

Thuram:

mette le sue qualità tecniche  soprattutto fisiche al servizio della squadra, facendo respirare i difensori con qualche strappo importante.

Davanti non ha molte occasioni per mettersi in luce, ma il suo contributo non manca.

6+

Bonny:

più vivace e mobile del compagno di reparto, svaria spesso sulla fascia per offrire linee di passaggio sicure e favorire gli inserimenti da dietro.

Anche lui in area si vede poco, ma svolge un’importante mole di lavoro complementare a quello del compagno

6+

(Miki:

è un mito: per la personalità, per la qualità delle sue giocate, per come a 37 anni si mantiene atleticamente integro.

L’assist decisivo gli varrebbe un otto, ma non glielo do perché avrebbe la palla del 2-0 ma non si prende il rischio.

7.5)

All. Chivu:

la prestazione della squadre non è del tutto convincente, se non sul piano dell’orgoglio e della determinazione…

C’è molto lavoro da fare e lui ne è ben consapevole.

Forse anche per questo si spiegano determinate soluzioni, adottate  in un momento di assoluta necessità.

Come spesso capita, la vince con i cambi. Per ora basta quello.

6+

Luciano Da Vite

2 pensieri riguardo “L’Inter che domina… non c’è più: Inter – Shakhtar 1-0”

  1. ecco invece il breve report su Inter Shakhtar di YL:

    Youth League: Inter Shakhtar 2-0

    In questa competizione eravamo abituati a compiere percorsi importanti, mentre attualmente dopo tre giornate, siamo solo ventiduesimi, sia pure a parità di punti con la sedicesima (il Bayern).

    Ci precedono anche Roma e Como, tra le altre.

    L’avvio non è stato dei più felici, sia per la forza degli avversari (Il Real e il Bruges, quest’ultimo già finalista in passato) sia per le assenze e per  la necessità di registrare la squadra, che ha anche un nuovo allenatore.

    Contro gli ucraini era fondamentale vincere per restare in corsa in una competizione che è importante per la crescita dei ragazzi.

    L’obiettivo è stato raggiunto,  anche se non si è trattato di una partita spettacolare (vedremo che le occasioni sono state pochissime, per entrambe le squadre, che evidentemente si temevano).

    Noi dovevamo assolutamente vincere contro  avversari che si presentavano con due sconfitte al passivo ma hanno dimostrato di essere un gruppo forse privo di stelle, però ben organizzato e con capacità di sostenere ritmi intensi.

    Logico che la partita la facessimo prevalentemente noi, badando comunque a non perdere gli equilibri, consapevoli delle disattenzioni che ci avevano spesso puniti in stagione.

    Ne è nata una gara non entusiasmante, se non sul piano agonistico, con palleggio nostro più insistito e avversari che puntavano sulle ripartenze.

    E, come dicevo, con poche occasioni d ambo le parti, come mostra la cronaca sintetica:

    1° minuto:  corto retro passaggio di testa di Sorino su cui si inserisce un attaccante avversario.

    Salva tutto Carlo con una grande uscita

    6° conclusione precisa ma debole di D’Agostino, da dentro l’area

    15°: angolo da destra di Sorino, El Mahboubi di testa mette fuori

    45° Vukaj  segna con un preciso pallonetto, approfittando di un’incomprensione tra portiere e difensore avversari

    48° Zubryi taglia alle spalle di Lissi, ma conclude a lato

    65 ° Sorino si invola e serve D’Ago. Conclusione pronta, ma grande intervento del portiere

    75° Carrara raccoglie al vol un traversone di Evangelista dal fondo e conclude  imparabilmente

    L’impressione è che tra i ragazzi visti in campo, solo 3, al massimo 4 possano puntare a prospettive di primo livello, anche se la media è nel complesso buona

    Ecco comunque Le pagelle

    Galliera:

    tra i pali è fortissimo per la grande reattività.

    In uscita sventa una chiara occasione dopo un solo minuto.

    In seguito rischia il fallo da rigore con un intervento disperato, al limite del fallo

    7

    Lissi:

    non sembra al suo top: un paio di volte si fa sorprendere alle spalle e in una di queste occasioni è costretto al fallo da cartellino giallo

    6

    (Evangelista:

    il calcio è strano. Eva è un ex centrale, forte in marcatura, quando entra pensi che guadagnerai in saldezza difensiva ma perderai in spinta.

    Invece proprio lui con una penetrazione profonda su lancio del ‘Cerpe’ arriva sul fondo e mette la palla per Carrara, che non fallisce).

    7

    Donato:

    calcisticamente sono innamorato di questo ragazzo, abituato a giocare sotto età ma sempre come un veterano. 

    Abilissimo con la testa e con i piedi, insuperabile in marcatura, gestisce la palla in uscita con grande qualità.

    E’ alto, secondo transfermarkt 1,84: ecco, per me se mette ancora 3/4  cm può aspirare a una carriera davvero importante. Leader.

    7.5

    Peletti:

    lavora in pieno accordo con il compagno di reparto, scambiandosi ruolo e posizione con efficaci automatismi.

    Sempre concentrato e sicuro negli interventi.

    7

    Sorino:

    un suo errore di misura, dopo solo 1 minuto  costringe Galliera a un super intervento in uscita.

    Poi non sbaglia più e si fa vedere spesso nella metà campo avversaria, mettendo scompiglio

    7

    (Rocca

    pochi minuti  per l’ennesimo 2009 in campo)

    sv

    D’agostino:

    centrocampista che abbina quantità e qualità.

    Bravo nelle due fasi, conferma la sua specialità di incursore presentandosi due volte al tiro e obbligando il portiere a ottimi interventi

    7

    Cerpelletti:

    dirige il centro campo da par suo.

    Non ha un gran fisico, ma è molto mobile, aggressivo e vede il gioco con maestria

    7

    Grisoni Fasana:

    al rientro dopo un lungo stop,  tiene la posizione con sicurezza e prova a costruire sfruttando la sua buona tecnica

    6.5

    (Putsen:

    entra per il ‘Griso’, di nuovo infortunatosi e contribuisce alla gestione del vantaggio)

    6.5

    El mahboubi:

    si agita molto, ma con modesti risultati.

    Il suo pregio maggiore è quello di tener sempre impegnati due difensori avversari, per lo scatto e l’imprevedibilità delle giocate.

    6.5

    Carrara:

    Il ‘Carra’ è fatto così, non lo vedi per qualche tempo, soprattutto se il centro campo non riesce a ‘fare’ la partita. Poi, quando gli arriva una palla in area, è gol.

    Carra viene dal bergamasco, bel ricordo dei tempi in cui eravamo noi ad attrarre i migliori e non viceversa.

    7

    Vukaj:

    sinceramente in passato non era un giocatore che mi colpiva: bravino tecnicamente, ma leggerino e incideva poco.

    Crescendo in età ed esperienza, ha saputo ritagliarsi un ruolo importante e spesso decisivo nell’attacco della Primavera.

    Bellissimo il pallonetto con cui, sfruttando un errore degli  avversari, porta l’Inter in vantaggio

    7

    Bigica:

    con la rosa completa ha a disposizione un buon gruppo, magari con poche stelle, ma con tanti giocatori di livello.

    Sul piano internazionale, come ho detto,  mi sembra manchi qualcosa nel confronto con le formazioni delle annate recenti.

    Contro lo Shakhtar rispetto al campionato, dove spesso ci siamo fatti rimontare, mi sembra che la squadra abbia trovato maggior solidità, pur continuando a praticare un turn over, voluto o … obbligato

    6.5

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