Inter… cambiabili: Inter – Parma 3-0

Foto: Petar Sucic. Il centrocampista croato è stato l’autore del primo goal nella vittoria per tre reti a zero contro il Parma nell’ultimo turno di campionato (Fonte: Gazzetta dello Sport).

Provedel

Akanji, Stones, Bastoni

Spence, Barella, Zielinski, Jones, Luis Henrique

Lautaro, Bonny

(e Ale Stankovic per sovrappiù)

Oppure:

Pepo

Pavard, Bisseck, Carlos A.

Diouf, Sucic, Calha, Mkhitaryan, Dimarco

Thuram, Pio

Quale delle due squadre è più forte?

Da anni si dice che l’Inter ‘deve’ vincere, perché ha due squadre di pari livello.

Naturalmente non è vero.

In qualche ruolo ci può essere incertezza, perché titolare e ‘riserva’ (per usare un linguaggio che giustamente non piace a Chivu) in linea teorica si equivalgono.

In altri ruoli non è proprio così.

Ma quello che conta è altro; finalmente, soprattutto se i tre nuovi acquisti inglesi si inseriranno con continuità e profitto, l’Inter ha la possibilità, attraverso il turn over ragionato, di schierare due squadre comunque molto competitive.

Eppure una parte del tifo nerazzurro si diletta a criticare la proprietà, che non mette sul mercato soldi paragonabili a quelli investiti da alcune rivali (italiane, specifico).

Un’altra parte si diverte a criticare la dirigenza… incapace di scovare giovani di valore a poco prezzo nonostante Bisseck, Diouf, lo stesso Palacios ora nazionale argentino, Sucic, Thuram a zero, per non parlare di Lautaro preso da Ausilio e Zanetti in un contesto precedente ma all’inizio di un processo di direzione che ha trovato una sua continuità.

E per non parlare di Dimarco, riportato a casa, di Ale e Pio, persino di Carlos Augusto.

Allora: “Tutto va ben, madama la marchesa?”

Naturalmente no.

La soddisfazione e persino l’entusiasmo per la situazione che da anni stiamo vivendo e che per il momento sembra più che confermata, sono doverosi e inevitabili, al punto che ogni  tifoso è strafelice di aver assistito a cinque  vittorie e un pareggio in sei partite di campionato (accompagnate da un gran gioco).

Ma è comprensibile che, all’interno di questa condizione di grande apprezzamento, alcuni tifosi, secondo me più avveduti o almeno più prudenti conservino qualche perplessità per le linee di tendenza che sembrano manifestarsi.

Bisogna partire da un dato di fatto: per tradizione e storia il tifoso medio nerazzurro non può accontentarsi di un’Inter competitiva in campionato, ma pretende una squadra che lo sia anche in Europa.

Perché si è dimostrato che questo può accadere.

Anche nel momento storico attuale.

Da qui l’esigenza di un continuo miglioramento, perché nel calcio come nella vita, se non migliori, arretri.

Da una parte c’è chi teme gli effetti, nel medio periodo, dei tetti di spesa rigorosi imposti per ogni singolo acquisto, dall’altro chi teme l’incapacità della dirigenza di scovare soluzioni davvero innovative a prezzi contenuti.

Mi sembra una normale dialettica, anche costruttiva, se mantenuta entro certi limiti e soprattutto senza attenuare il godimento che i nostri ragazzi da tempo ci stanno regalando in nove partite su 10.

Comunque vada a finire il campionato (non sempre accade che la più forte sulla carta vinca, e noi lo sappiamo bene), abbiamo il dovere di essere protagonisti perché di certo qui siamo competitivi, anche se Roma e Como ci sono ormai molto vicine e Milan, juve, Napoli sono sempre da considerare, pur partendo forse da un gradino leggermente inferiore.

Attenzione: non ho detto che arriveremo settimi!

Anche le altre hanno i loro problemi, nessuno è perfetto, ma io mi occupo (e preoccupo) di miei, sempre nella prospettiva di dover associare a un campionato di vertice anche un lungo camino in coppa.

Secondo me il principale problema è dietro. Abbiamo sostituito due campioni per l’età avanzata: i nuovi, Pavard e Stones sono costati zero e questo in sé non è un male.

Ma Pavard personalmente non mi convince e Stones addirittura sembra men integro dei due che lasciano.

La fascia destra perde Dumfries che era un fattore, ma acquisisce con Diouf e con la progressione di Spence quel pizzico di imprevedibilità che prima ci mancava.

Direi che a questo punto anche la questione del trequartista  e/o della punta estrosa che ci mancava, passa in secondo piano, se consideriamo anche la notevole tecnica, la capacità di inserimento e anche il tiro da fuori dei nostri centrocampisti.

Adesso siamo in grado di ripartire molto pericolosamente verticalizzando (vedete come è più poetico che dire: in contropiede?), ma abbiamo anche la capacità di palleggiare per aprire la difesa avversaria schierata, per trovare sbocchi su entrambe le  fasce e cercare le punte in area.

A essere pignoli non abbiamo il centrocampista di copertura, soprattutto quando Calha mancherà, perché né Ziello, né, temo, Ale, sono in grado di svolgere bene i compiti di interdizione, anche se Ale nelle giovanili è stato impiegato spesso proprio come centrale difensivo, per migliorarne questo aspetto.

Vuol dire che saremo… costretti a difenderci tenendo palla e pressando alti quando la perdiamo, cosa nella quale siamo per altro  abilissimi.

Per il resto bisogna anche considerare due aspetti che contro il Parma hanno facilitato successo e prestazione:

– Il cambio in panchina per gli ospiti. Se da un lato questo aspetto spesso conferisce nuove energie sul piano psicologico, qualora il nuovo allenatore voglia imporre cambiamenti abbastanza radicali nello stile di gioco e nei posizionamenti, necessariamente ha bisogno di tempo per ottenere risultati.

Ieri per esempio, loro hanno cercato di giocare la palla da dietro, ma hanno rinunciato, o non sono riusciti, a pressare alti, cosa che noi soffriamo.

– Il secondo elemento è proprio il giocare palla da dietro che è stato determinante perché noi ottenessimo il primo vantaggio, che ha fatto girare la partita.

Poi infatti il tentativo di recuperare li ha portati ad allungarsi, favorendo le nostre verticalizzazioni, come in occasione del gol di Thuram e del rigore su Pio.

Quindi noi bravissimi, cinici e anche belli da vedere, ma non dobbiamo illuderci che troveremo spesso situazioni così propizie.

Anche perché sebbene loro non abbiano praticamente mai tirato in porta, ci sono state almeno un paio di conclusioni sbagliate da posizioni molto agevoli (in proposito mi stupisce il dato molto basse del loro xG).

Un test ben più decisivo ci aspetta comunque già martedì, perché è chiaro che in caso di mancata vittoria contro i belgi, il cammino in CL si farebbe quasi proibitivo.

Come al solito  vediamo i dati più significativi della partita a livello statistico.

Come quasi sempre accade, abbiamo fatto noi la partita e in proposito i dati non ammettono dubbi:

  • possesso palla 50 a 40,
  • possesso nella metà campo avversaria 55% a 33%,
  • passaggi 652 a 441,
  • precisione nei passaggi  92% a 86%,
  • passaggi riusciti nell’ultimo terzo  142 a 43,
  • cross riusciti 4% a 2%,
  • occasioni create 14 a 7,
  • tiri verso la porta  19 a 9,
  • tiri da dentro l’area 13 a 6,
  • tiri in porta 6 a 2,
  • xG 2,28 a 0,38,
  • Distanza percorsa 119 km a 118,
  • allo sprint 2,87 a 2,18,
  • Noi siamo stati più fallosi, 13 a 9 e
  • loro hanno vinto più contrasti 6 a 12, ma
  • noi abbiamo recuperato più palle: 54 a 40.

Qualche curiosità a livello individuale.

Dimarco è andato 4 volte al tiro, contro 3 di Lauti e Dima è anche il giocatore che ha centrato più volte la porta (2).

Per quanto concerne i passaggi riusciti Carlos è primo con 84, seguito a distanza da Bisseck e Calha.

Infine per occasioni create è primo Keita con 4 davanti a Miki e Lauti con 2.

Una considerazione: i dati sull’intensità son in quasi tutte le partite molto simili, quali che siano le contendenti.

Il loro dato xG mi sembra piuttosto basso, se si considerando le occasioni (certo, una cosa è avere l’occasione altra cosa è tirare, ma io ricordo due grandi occasioni con conclusione a lato).

Le pagelle

Pepo (se un Martinez lo chiamo Lauti, l’altro devo chiamarlo Pepo):

Poco impegnato. Un dato curioso, con i piedi ha fatto meglio del suo omologo.

6

Pavard:

Ho letto valutazioni molto divergenti sulla sua prova. Si va dal 5 al 6.5. In più occasi soffre eccessivamente Touré, poi si riprende alla distanza e…lo doma

6-

Bisseck:

Non sbaglia un colpo in marcatura contro un avversario fisicamente tostissimo. Negli spazi la sua velocità è uno straordinario fattore di sicurezza. In certe situazioni il centrale di una difesa a tre deve esser il regista del reparto. In questo forse deve migliorare

7

Carlos Augusto:

Anche in questo caso ho letto valutazioni molto altalenanti. Per me è stato tra i migliori in campo, con una prestazione di assoluto livello tecnico e agonistico. Contro un avversario forte gli avrei dato un voto in più.

7

Diouf:

Forse meno incisivo che in altre occasioni, ma per come è costruita la nostra squadra resta un fattore determinante.

Punta l’uomo in velocità e non sai mai se si accentrerà o cercherà il fondo.

Sempre difficilissimo da marcare.

6.5

Sucic:

Il gol e diverse belle gioca, oltre a tanto movimento (è il giocatore che ha percorso più km)

La tecnica era nota, se cresce il livello agonistico, come sembra stia accadendo può diventare un top.

7

Calha:

Secondo me resta uno dei pochi insostituibili. Gli altri in rosa sono bravi tecnicamente e come intelligenza (Ziello), dinamici e determinati oltre che abili (Al), ma lui a tutte queste doti aggiunge una capacità di copertura della difesa da applausi. Un intervento in recupero, prendendo palla netta, vale un gol.

7

Mkhitaryan:

È risaputo che ho un debole per il professore, che mi incanta per la sua intelligenza, le sue doti tecniche, la sua professionalità che lo porta a 37 anni a prevalere per corsa e intensità su quasi tutti i rivali. E’… l’Aznavour del calcio.

7

Dimarco:

Prestazione buona, senza i colpi eccezionali con cui quasi sempre ci delizia. Centra la porta due volte, più di tutti, ma il piede non è così felice come in altre occasioni.

6.5

Thuram:

Quando è riposato, sta bene ed è in forma diventa uno degli attaccanti più pericolosi d’Europa. Frenarlo negli spazi è quasi impossibile e anche in fase conclusiva, di testa  di piede risulta particolarmente efficace.

7

Pio:

Non sbaglia nulla, si procura il rigore gioca benissimo con la squadra, sfida anche la marcatura.

E’ in crescita continua, ma risulta già una grande certezza.

7

Tutti i subentrati meritano una piena sufficienza.

All. Chivu:

Forza, mister. Il popolo interista sa che la fiducia e la stima che nutre nei tuoi confronti sono molto ben riposte.

7

Luciano Da Vite

Un pensiero riguardo “Inter… cambiabili: Inter – Parma 3-0”

  1. Alla giornata disastrosa delle nostre giovanili si unisce la sconfitta peer 2-1 dell’U17 a Bergamo, contro l’Atlanta allenata dal nostro grande ex, campione d’itlia U16, Simone Fautario. Non tragga in inganno ilrisultato: Atalanta spettcolosa e dominatrice assoluta. Migliore dei nostri il portiere Costante. A mio avviso non è stato impeccabile in occasione delle reti subite, ma ha letteralmente evitato un disastro in almeno 4 altre occasioni con interventi strepitosi.

    La notizia positiva viene dall’U16 che ha segnato 6 gol (credo a 2) al Cagliari. In rete 5 giocatori diversi, i 4 attaccnti di colore e Giovannone con una doppietta.

    Non so ancor il risultato dell’U15.

    oggi sempre per l’influenza non sono andato a vedere le gare e per quanto riguarda l’U17 ho potuto almeno vedere gli highlights del match di Bergamo

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