Netta la vittoria contro la Lazio in una gara in cui entrambe le squadre hanno fatto ricorso a un discreto turn over. Chiaramente è un risultato positivo, ma questo non deve fare abbassare la guardia in vista della prossima finale di Coppa Italia. La Lazio ha dimostrato che quando spinge, ha gli uomini per farci del male. La finale sarà una partita molto diversa. Chivu azzecca tutte le scelte, il voto alla sua stagione è molto buono e può migliorare ancora ove si dovesse centrare anche la vittoria in Coppa. Per quanto riguarda le prestazioni individuali, la rivelazione della gara è sicuramente Andy Diouf. Il francese è poco impegnato in fase difensiva, parte molto largo, aprendo la difesa avversaria, per poi improvvisamente accentrarsi, aggiungendosi alle due punte e destreggiandosi bene anche nello stretto, come in occasione del goal di Sucic. Molto bene, ovviamente, anche lo stesso Sucic e poi certezze assolute come Barella, Mkhitaryan (secondo goal consecutivo), Thuram e l’inimitabile Lautaro Martinez. Veniamo alla Primavera. L’Under 20 vince quattro a due contro l’Hellas Verona. Vanno a segno Kukulis (due volte), Maye e Zarate. La squadra di Benito Carbone ha fatto bene in Youth League, ma in campionato si è svegliata un po’ tardi. Ci giochiamo la qualificazione ai play-off nell’ultimo turno, ma le nostre possibilità sono oggettivamente residuali. Non si deve ovviamente lasciare niente di intentato. Qualche considerazione. La nota negativa è sicuramente la fase difensiva. I singoli sono oggettivamente fortissimi per la categoria, ma si segnalano tante battute a vuoto. La ragione sta probabilmente nella difficoltà di trovare un equilibrio alla squadra nel suo complesso, anche il continuo “saliscendi” frenetico dei giocatori tra le diverse categorie. La soluzione potrebbe essere formare le squadre a inizio stagione, anche facendo slittare verso l’alto i giocatori più pronti, ma bisogna contenere il numero dei “passaggi”. Questo permetterebbe alle squadre di avere un’identità consolidata, cosa che faciliterebbe anche la possibilità dei singoli di rendere al meglio. Molto importante ad ogni modo l’efficacia del reparto offensivo di questa squadra (gli attaccanti titolari sono Mosconi, Iddrissou, Zouin, El Mahboubi; le alternative Kukulis, Carrara, Mancuso, Pinotti, Moressa…). Nessun’altra squadra ha un attacco di questo livello? Ma lo squilibrio offensivo, ha prodotto comunque un risultato come il settimo posto, provvisorio, a una giornata dal termine della regular season. Non mancano nel post ovviamente, a tale proposito, considerazioni sul concetto del c.d. “calcio spettacolo”.
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Un gruppo di valore assoluto, umano e calcistico: Borussia Dortmund – Inter 0-2
Questa Inter, senza avere in passato investimenti importanti, come quelli dei due mecenati Angelo e Massimo Moratti, continua a stupire il calcio continentale da cinque anni, pur non vincendo tantissimo. In otto partite di Champions disputate, siamo stati inferiori solo all’Arsenal, finito primo con 24 punti su 24, 23 goal fatti e solo 4 subiti. Restiamo fuori dalle prime otto e arriviamo “solo” decimi, ma alle nostre spalle ci sono grandissimi club e davanti solo società stellari, ad eccezione forse del solo Sporting. Tutto questo mentre abbiamo momentaneamente conquistato e mantenuto il primato in classifica in Serie A, un campionato che anche considerando il valore e l’andamento delle avversarie, si sta molto rivalutando. Restano considerazioni da farsi su quelle che sono le questioni riguardanti il calciomercato. Già lo scorso anno, con degli investimenti a gennaio, forse non avremmo lasciato lo scudetto al Napoli e allo stesso modo è lecito pensare che servano dei rinforzi – a fronte degli impegni e con la consapevolezza che questa squadra, guidata da un allenatore come Chivu sempre più convincente – per potere affrontare le due competizioni (campionato e Champions League) e in particolare mantenere, fino alla fine, il primato in Serie A. La partita contro il Borussia ci ha visto prevalere contro una squadra che aveva perso in casa in Champions League, solo una delle ultime ventuno partite giocate. Un dato che non possiamo ignorare e che ci dà la misura della importanza della nostra prestazione e del risultato ottenuto. Il mister dà l’impressione di avere in pugno pienamente la squadra e di saperla guidare verso un continuo miglioramento. Il migliore in campo è stato senza dubbio – di nuovo – Federico Dimarco, che segna un goal su punizione molto importante e spettacolare per precisione, ancor più che per potenza. Da segnalare le ottime prove di Bisseck e di Acerbi e poi il goal di Andy Diouf, entrato in campo all’88’, autore di una rete forse rocambolesca, ma comunque cercata con grande personalità. Sette di incoraggiamento.

