Un gruppo senza uguali per compattezza e solidità mentale: Roma – Inter 2-2

Foto: tutta la grinta di Lautaro Martinez. Ancora una doppietta per il nostro capitano, grande protagonista nella partita dell’Olimpico contro la Roma (fonte: Corriere della Sera).

Negli anni i nostri dirigenti e allenatori hanno saputo forgiare un gruppo che unisce alle ottime qualità tecniche di quasi tutti, un orgoglioso senso di appartenenza, una volontà indomita e una determinazione feroce.

Proprio questi fattori hanno sempre fatto la differenza, ma sono diventati determinanti nel momento in cui il nocciolo duro della squadra comincia a evidenziare i segni dell’usura dopo sette anni di gran gioco e di successi, senza più aver avuto innesti e integrazioni all’altezza, senza che qualcuno che se ne è andato (per esempio Acerbi, de Vrij: un grande trascinatore e un regista difensivo) sia stato sostituito adeguatamente, senza che alcuni protagonisti che più soffrono, per motivi di età, (Miki, Calha) siano stati sostituito o affiancati da giocatori almeno per il momento capaci di emularli.

Questa stagione è stata caratterizzata fino ad ora da un andamento costante nelle singole partite, che non può essere un caso.

Inter spesso in svantaggio, anche doppio, e Inter sempre in grado di recuperare, tranne a Madrid, dove per la forza dell’avversario il recupero è stato solo sfiorato.

Ma secondo me il discorso va allargato alla scorsa stagione dove in Italia abbiamo stravinto, ma negli scontri diretti non siamo mai riusciti a prevalere.

Avendo stravinto, abbiamo potuto ironizzare su questo dato che invece era un campanello d’allarme da cogliere.

La concentrazione e la compattezza permettono alla squadra che ha comunque risorse tecniche importanti, di non perdere punti contro le rivali ‘inferiori’, ma non bastano più per avere la meglio sulle rivali dirette che nel frattempo sono cresciute.

Ci sono poi due altri fattori da considerare, secondo me.

Lo scorso anno, abbiamo iniziato con una fase difensiva allegra.

Con un grande lavoro del tecnico e dei collaboratori abbiamo ‘trovato’ l’assetto efficiente.

Anche quest’anno abbiamo iniziato con problemi nella fase difensiva: gli 8 gol subiti, contro i 3 della Roma, i 2 della Lazio e del… Cagliari, i 4 del Como, lo dimostrano chiaramente.

Non abbiamo più i grandi difensori lasciati a casa per limiti di età e non abbiamo ancora gli inglesi presi per sostituirli.

Il lavoro di Chivu non basterà se non sarà supportato da prestazioni di grande livello e di continuità da parte di Stones e Djed Spence.

E in ogni caso ci sarà il problema di Calha, che al momento non ha un sostituto all’altezza.

I giovanilisti mi parleranno di Stankovic e di… Bovio: due giocatori interessanti ma che al livello di squadre che vogliono vincere, devono attendere.

Per me e credo per Chivu.

C’è un altro dato che mi sembra incontrovertibile e sul quale occorre riflettere trovando se possibile rimedi.

La squadra soffre gli avversari che girano a mille: si schiaccia, fatica ad uscire, perde i riferimenti difensivi, la copertura del centro campo si rivela insufficiente e, sotto pressione, i difensori perdono a vote le marcature chiave.

Quando gli avversari inevitabilmente calano di ritmo, i centrocampisti con la classe prendono il sopravvento e la squadra tutta può mostrare, oltre al carattere, le sue doti tecniche e per alcuni elementi anche atletiche.

Si può tranquillamente ignorare queste situazioni, dire orgogliosamente che lo scorso anno abbiamo stravinto e che anche quest’anno siamo primi in classifica dopo aver giocato in casa della maggior rivale.

Si può fare e dire tutto, ma ignorare in modo presuntuoso i campanelli d’allarme sarebbe estremamente pericoloso.

Con questa presentazione generale della situazione, abbiamo già anticipato le analisi fondamentali riferite alla partita specifica.

Resta da dire che la Roma ha confermato una straordinaria crescita dell’organico attuata negli ultimi due anni sotto la guida di Gasp e del direttore, nonché con la… compiacenza della società.

Oggi la Roma è completa e ha grande qualità in tutti i ruoli; fortissima in difesa, dove guarda caso schiera tre giocatori che in tempi diversi hanno suscitato le nostre brame, fortissima in mediana, dove gioca un altro dei nostri… desideri; con più soluzioni di valore sugli esterni e con un attacco straordinariamente assortito.

Senza dimentica Castro e considerando anche che in tanti anni non si era mai visto un Dybala così assatanato, capace non solo di esprimere qualità in avanti, ma anche di farsi trovare più volte a destreggiarsi da terzino.

Gasp è sicuramente il valore aggiunto di questa squadra e di questa società: si è fatto prendere i giocatori che gli servivano, senza sbagliare un colpo o quasi e riesce a metter sotto gli avversari con ritmo e qualità.

Non sempre gli capiterà di affrontare un’Inter che per l’orgoglio dei suoi campioni non è mai morta e sa riemergere quando necessariamente il ritmo dei capitolini cala.

I dati statistici.

Purtroppo quelli del primo tempo non me li sono segnati, ma ricordo che non erano così disastrosi come il punteggio parziale poteva far supporre.

In particolare mi pare che il dato degli xG fosse  in relativo equilibrio, a dimostrazione che siamo stati in difficoltà, ma siamo riusciti anche noi a creare occasioni, magari non nitidissime.

Voglio dire che il problema non è mai stata, in questo come nel precedente campionato, la fase offensiva, se non a volte per l’imprecisione nelle conclusioni

Vediamo comunque i dati complessivi che in qualche caso sembrano correggere l’analisi ‘impressionistica’.

Per esempio:

  • Il possesso palla è stato di poco a nostro favore (51 a 49).
  • Lieve vantaggio nostro anche per i passaggi totali (490 a 477) e per i passaggi riusciti (431 a 495).
  • La percentuale dei passaggi riusciti ci è pure favorevole: 87% a 85%.
  • La Roma però ha fatto più passaggi nell’ultimo terzo di campo (149 a 117).

Quindi i giallorossi hanno attaccato di più, ma, a differenza di quanto si poteva immaginare, non sono stati proporzionalmente più pericolosi: infatti son andati al tiro solo 2 volte più di noi (16-18), ma hanno centrato la porta  solo 4 volte, contro le 5 nostre.

E la percentuale di precisione al tiro parla a nostro favore: 31% a 22%.

Anche i numeri dei gol attesi (xG) ci vedono in vantaggio: 2,70 contro 2,29.

Se sul piano della qualità sembra esserci stato un lieve vantaggio nostro, sul piano dell’agonismo la prevalenza è giallorossa:

  • loro hanno commesso 12 falli contro 7, il che significa, come Roberto aveva previsto in anticipo, che approfittando delle nuove disposizioni avrebbero messo il match diciamo sul piano dell’agonismo spinto,
  • Inoltre hanno vinto 16 contrasti contro 5 e
  • hanno recuperato 56 palloni contro 43.

Questo potrebbe anche far pensare all’accennata presunta leggerezza relativa dei nostri centrocampisti.

Per quanto riguarda l’intensità di gioco, noi abbiamo percorso 2 km in più (119 a 117) e abbiamo sprintato leggermente di più (2,71 km   2,58), ma abbiamo percorso anche 1km in più a bassa intensità.

In sostanza a livello di corsa e intensità non sembrano esserci state differenze notevoli.

Qualche curiosità a livello individuale: Lauti è andato più volte al tiro (6) contro e 4 di Dybala e le 3 di Malen.

Per quanto concerne i tiri nello specchio… prevalgono i due goleador di giornata.

Cristante è il primo per numero di passaggi riusciti, davanti ad Akanji e a Zielinski, mentre per le occasioni create ai primi tre posti troviamo Dybala, Molina e Malen.

Interessante il confronto fra  Jones e Koné: non hanno lo stesso ruolo né le stesse caratteristiche e questo spiega i… due gol di differenza.

Ma a parte ciò vediamo che hanno la stessa età la stessa altezza (1,85) e i numeri mettono in luce proprio le diverse caratteristiche: nettamente migliore il nostro per la precisione nei passaggi (95 a 87).

Koné ha fatto due gol e Curtis ha al suo attivo 2 chance create a zero.

Hanno camminato entrambi per il 40% del tempo, ma nel periodo rimanente, conformemente alle caratteristiche di incursore dell’uno e di organizzatore di gioco dell’altro, Koné ha sprintato un po’ di più mentre Jones ha tenuto un ritmo costantemente un po’ più elevato.

In sostanza sembra di poter dire che l’inglese deve ancora completare il suo inserimento, probabilmente non ha portato l’appoggio che serviva in termini di peso, ma si aggiunge agli altri nostri centrocampisti mobili e abili nel palleggio.

La pagelle

Pepo Martinez:

Non mi sembra abbia particolari responsabilità sui gol subiti, per il resto è sempre stato attento e concentrato.

Non eccelle con i piedi, ma fa meglio… di testa, visto che ha respinto con la faccia una conclusione ravvicinata  di Malen.

6

Bisseck:

Non impeccabile nelle marcature in occasione di entrambi i gol. A mio parere però Diouf e Barella sono un po’ corresponsabili.

Meglio comunque quando spinge o addirittura si proietta in area avversaria.

5.5

Akanji:

In progresso rispetto alle ultime uscite, soprattutto considerando la pericolosità degli avversari.

Qualche imprecisione e l’errore sul gol del 2-0 quando salta a vuoto e permette a Konè di trovarsi solo davanti a Pepo

5.5

Bastoni:

Qualche responsabilità sul primo gol e soprattutto diverse imprecisioni in fase di contenimento, fase anche per il modesto aiuto fornito dal centrocampo.

Meglio in avanti, dove tra l’altro, dopo una percussione profonda, coglie il palo.

Esce dopo un’ora e non sembra …soddisfatto.

5,5

(L. Henrique:

Entra per Bastoni e senza mostrare particolare incisività si rende utile in fase di palleggio e costruzione.

6-)

Diouf:

Prestazione nel complesso positiva.

Quando punta l’uomo è sempre insidioso e anche nei recuperi difensivi si mostra  quasi sempre abbastanza attento e puntuale

6.5

Barella:

Solita prestazione estremamente generosa e altruista. Questa volta però non gli riesce di evidenziare anche la qualità che possiede.

6

Zielinski:

Sostituisce ancora una volta Calha.

Con la palla nei piedi, ancorché non rapidissimo di pensiero, è una sicurezza.

Nella copertura un po’ lascia a desiderare.

6

Jones:

Un bel colpo di tacco per liberare Bastoni;  per il resto una presenza assolutamente, poco significativa.

Giustamente sostituito a inizio ripresa.

Gli si deve concedere tempo, ma non sembra essere il crack desiderato.

5.5

(Sucic:

Questa volta il suo ingresso, anche in una partita agonisticamente tosta, porta notevoli benefici: sempre al posto giusto, vivace e qualitativo nell’impostare.

6.5)

Dimarco:

Non la sua miglior prestazione, soffre un po’  il confronto con Wesley.

Qualche incertezza in fase difensiva, tra l’altro sul primo gol romanista, e un supporto offensivo limitato.

Carlos Augusto:

Conferma il suo momento di grande condizione, coprendo la fascia con autorità e proponendosi con personalità.

Suo il cross che porta al 2-2.

6.5

Lautaro:

Due gol e una traversa, son la parte più appariscente della sua prestazione.

Alla quale va aggiunta una straordinaria capacità di trascinare i compagni e una determinazione feroce.

8.5

(Pio:

Per li solo i minuti di recupero.

s.v.)

Thuram:

Primo tempo di grande impegno anche se il risulto non è quello sperato; ripresa in cui fa reparto da solo occupando tutto il fronte d’attacco con accelerazioni violentissime.

Brutalizzato come sempre, ha al suo attivo un assist e una conclusione sulla quale Svilar mostra perché viene considerato un grandissimo portiere

7

(Bonny:

Come per Pio solo i minuti di recupero.

s.v.)

All. Chivu:

Anche lo scorso anno all’inizio prendevamo troppi gol.

Poi è riuscito a sistemare le cose, senza perdere potenza offensiva.

Quest’anno sarà più difficile perché non ci sono Acerbi e de Vrij, ma Pavard e un centrale spesso infortunato.

Però ho fiducia nel suo lavoro.

7

Questo weekend non c’erano partite a Interello e quindi ho potuto assistere solo a quella della Primavera (Monza Inter), oltre che a Inter U23 Foggia.

Di seguito il report della partita giocata dalla Primavera a Monza.

Primavera 1: Monza – Inter 2-3 (D’Agostino, Carrara 2)

Quarta vittoria (e un pareggio) in 5 partite per la squadra di mister Bigica, che si rilancia in vetta alla classifica, in attesa del risultato del Parma.

Questa la nostra formazione:

Galliera,

Evangelista, Breda, Peletti,  Rocca (Sorino 22’ st)

D’Agostino, La Torre (Kartelo 41’ st), Virtuani (Pavan 41’ st)

El Mahboubi (Franchi 31’ st), Carrara, Vukaj (Grisoni 31’ st)

A disposizione: Farronato, Lleshi, Maghlout, Moranduzzo, Mackiewicz, Nese.

La gara secondo me ha confermato due opinioni che avevo espresso in precedenza.

Prima di tutto che le prestazioni a livello di singoli e di squadra non sono attendibili quando si segnano sei gol, con facilità.

In quel caso infatti la resistenza dell’avversario si è rivelata troppo debole per consentire valutazioni dei nostri che non siano troppo ottimistiche.

E’ bastato infatti trovare un avversario forte fisicamente, ben messo in campo, estremamente determinato  e aggressivo, perché il senso di superiorità fornito in precedenza dalla squadra si attenuasse sensibilmente, riportando un po’ tutti alla realtà, per quanto assolutamente…gradevole

La seconda considerazione, più specifica, è la seguente.

Queste partite hanno dimostrato che le motivazioni fornite da Handanovic per spiegare il suo addio all’Inter, quanto meno ne nascondano altre di diverso tipo.

Sono passate 5 giornate e credo si possa dire che nella sostanza la squadra scesa in campo è sempre stata (compresi i panchinari) la stessa che ha disputato tutti gli allenamenti.

Non sono scesi giocatori dall’U23, o, se me ne fosse sfuggito qualcuno si sarebbe trattato di un fenomeno irrilevante.

Anche la… perdita di Primavera in favore dell’U23 è stata limitatissima, se pur c’è stata. L’U23 addirittura ha fatto ricorso a qualche 2009, come Donato.

Detto questo veniamo alla partita, che è stata estremamente combattuta e che abbiamo portato a casa con un po’ di suerte (il nostro terzo gol è stato un errore alla… Pepo del loro portiere)

La partita si è giocata a strappi, con un forte equilibrio complessivo.

Primi quindici/venti minuti del Monza che non si rende pericolosissimo ma ci impedisce quasi di ‘uscire’ dalla nostra metà campo, con un pressing alto e organizzato.

Poi, per calo del Monza o perché abbiamo trovato le contro misure, spingiamo di più noi.

Dopo il cooling break solo occasioni per l’Inter:

  • prima Rocca si invola con una veronica e con un tocco sotto impegna il portiere,
  • poi è la volta di D’Agostino ed El Mahboubi di sprecare buone occasionim
  • ma a  10’ dal termine ancora Rocca si invola per l’ennesima volta, il tocco è per Carrara che vede arrivare D’Agostino e lo serve.

La conclusione ravvicinata della mezzala è imprendibile.

La Primavera fa come spesso succede alla prima squadra e si rilassa, così dopo un paio di occasioni non sfruttate proprio alla fine del tempo a Martone capita una palla buona al limite dell’area. Galliera non è perfetto e la palla finisce in rete.

Tutto da rifare dunque, ma l’inizio ripresa ci dice subito bene: dopo due minuti azione irresistibile sulla sinistra Rocca-Vukaj-Rocca. Quest’ultimo  si invola e serve Carrara in area. Il bomber colpisce al volo e insacca.

Il Monza cerca il pareggio e preme con insistenza, ma viene punito ancora da Carrara (o dal suo…portiere, che indugia con la palla, se la fa soffiare da Cristian, che insacca a porta vuota).

Sul 3-1 i giochi sembrano fatti, ma arrivano ancora emozioni, a poco più di 10 dal termine, i nostri si fanno cogliere scoperti su un’improvvisa verticalizzazione che mette Colonnese davanti alla porta. In uscita, Galliera compie un mezzo miracolo e respinge, ma Fogliaro arriva primo sulla respinta e ribadisce in rete.

Finale con una certa tensione perché sarebbe troppo dopo assersi fatti rimontare sull’1-0, ripetersi addirittura sul 3-1.

Si soffre: al ’90 Badarau sfiora l’incrocio con un tiro a giro e in pieno recupero è Galliera a salvare il risultato con un splendida uscita su Abodu, presentatori da solo.

La squadra conferma le sue caratteristiche: parecchi giocatori tecnici che se non vengono messi sotto sul ritmo e sulla forza organizzano trame d’ottima qualità.

Quando invece cresce il livello agonistico imposto dagli avversari, si incontra qualche difficoltà in più.

Anche il Monza ha una squadra abbastanza giovane, ma i brianzoli sono ben messi in campo e hanno una notevole capacità di spinta, per lunghi periodi.

Per questo la partita ha vissuto di emozioni alterne, anche se alla fine ha prevalso la miglior qualità dei nostri e soprattutto la grande giornata di alcuni di loro.

Le pagelle

Galliera:

Forse non impeccabile in occasione di una rete subita, ma quanti salvataggi! Quante uscite alte imperiose!.

Carlo al 92’ salva il risultato con una prodezza.

Giocatore molto interessante.

7

Evangelista:

Il suo avversario ha un asso davvero importante e lo mette in qualche difficoltà.

Lui gli prende le misure e alla distanza lo doma.

6

Breda:

La squadra è leggera sul centro campo e davanti: però il mister punta su una retroguardia  capace di…compensare questo problema: i quattro difensori sono tutti grandi atleti. Breda dirige anche da par suo la difesa.

6.5

Peletti:

Preferito al polacco Mackiewitz, immagino per un criterio di semplice rotazione, se la cava con buona sicurezza.

6

Rocca:

Un treno, una spina nel fianco della difesa brianzola che non lo prende mai.

Protagonista anche di giocate di alto contenuto tecnico. Determinante nelle prime due reti.

8

D’Agostino:

Segna il gol che sblocca la partita.

Piedi buoni e tanto movimento, in alcune situazioni si rende molto utile in fase difensiva.

7

La Torre:

Leader del centrocampo che dirige con sapienza posizionamento e buona visione di gioco.

Prestazione buona anche se non la sua migliore.

6.5

Virtuani:

Irrinunciabile in questo centrocampo perché alle doti tecniche e agonistiche non indifferenti (per esempio brilla per quantità di palle recuperate) unisce una mobilità e una forza più che discreta.

7

El Mahboubi:

In un momento di loro pressione non l’avrei sostituito per la sua capacità di tenere impegnati sempre due avversari, essendo praticamente incontrollabile nell’un contro uno. Probabilmente però era stanco.

Non la sua miglior prestazione per lucidità nel condurre l’azione.

6.5

Carrara:

Sette gol in cinque partite non tutte giocate integralmente. Lui e Rocca sono sempre stati forti, ma in questo avvio di stagione sono apparsi proprio irresistibili. In categoria.

8

Vukaj:

Si impegna molto, aiuta in fase difensiva, cerca giocate estrose ed efficaci ma  gli manca qualcosa in termini di potenza, per protarle a termine

6

Sorino:

L’unico dei subentrati che per il tempo giocato può avere una valutazione.

Copre la fascia con la consueta abilità e velocità

6.5

Franchi:

s.v.

Grisoni Fasana:

s.v.

Kartelo:

s.v.

Pavan:

s.v.

All. Bigica:

I risultati e la crescita di alcuni giovani parlano per lui.

7.5

Luciano Da Vite

9 pensieri riguardo “Un gruppo senza uguali per compattezza e solidità mentale: Roma – Inter 2-2

  1. Grazie ,Luciano,per il tuo report. Concordo con le tue valutazioni; devo dire che chi mi ha fatto più arrabbiare è stato Luis Henrique ( chiarisco che non “voglio fare il tiro al piccione” su di lui): sonoi anche le sue caratteristiche ,ma è entrato in campo con molta flemma,poco reattivo,ha sbagliato un paio di appoggi in modo superficiale.

    Non male l’inizio campionato dei ragazzini di Della Fiore…

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  2. Concordo con Tullio su LH, il tempo credo si stia esaurendo. Vediamo se riuscirà a dare una svolta ma con il recupero di Spence gli spazi immagino si ridurranno ulteriormente. In teoria si diceva avesse offerte. Vedremo.

    Sulla partita credo che il ritmo forsennato della Roma nel primo tempo abbia messo in crisi un po’ tutti ma….poi loro non sono durati e noi siamo emersi anche se le occasioni migliori le abbiamo avute paradossalmente nel primo tempo. Con ancora 10 minuti credo avremmo avuto discrete chance per vincerla ma va benissimo così.

    I nostri cambi mi sembra abbiano dato di più rispetto ai loro e infatti la partita lì è un po’ girata.

    Tutti (quasi) i gol – fatti e e subiti – nascono anche per via di sbavature del difendente. Sul nostro primo gol subito ho letto dure critiche su Diouf ma io piuttosto ci vedo una sbananata di Bastoni, quando il francese stava ripartendo a tutta velocità, e di Barella che sale a sua volta dimenticandosi di coprire lo spazio lasciato da Diouf. Ma anche i nostri gol nascono da chiusure in ritardo di Hermoso che si perde Lautaro. e da Mancini che si fa uccellare da Thuram

    Dicamo che la partira ha confermato che, per come siamo strutturati, soffriamo molto se la palla ce l’hanno glia altri: non abbiamo cc e difensori menatori e non abbiamo veri contropiedisti. Per cui serve che la palla stia nei nostri piedi ma….ci sono anche gli avversari.

    Il pacchetto arretrato a me non è dispiaciuto – tenere Malen a un tiro mi sembra ottimo – tranne Bastoni che non mi sembra avere la forza per sradicare palla agli avversari: diverse volte cercava anticipo ma poi non aveva forza di recuperare il pallone che tornava nella disponibilità dell’avversario. Dima non mi è sembrata al meglio ma credo sempre dipenda dal fatto che è stato chaimato più a difendere che ad attaccare. Come Basto.

    Il cc con Zielinski in regia perde ulteriormente filtro ma…anche questo si sapeva.

    Chiedo: Stankovic, per come lo conoscete, potebbe garantire più garra li in mezzo? Giusto per sapere a prescindere da match vs Roma

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  3. Da qualche anno non l’ho più visto né giocare né allenarsi, come faccio a dare un parere?

    Il fatto che Chivu, suo estimatore, per ora non lo inserisca neppure nelle rotazioni mi fa pensare che non lo ritenga pronto. Oppure, ed è quello che spero, che stia lavorandoci per farlo essere pronto fra un po’

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  4. Tornando un attimo alla grande impresa dell’ubder 17, non riesco a capacitarmi di come abbia fatto una dopietta il centravanti norvegese (e un altro gol l’aveva segnato la domenica prima).

    Sembrava a me e a tutti quelli con cui ne avevo parlato (comprese persone ‘del mestiere’) un acquisto sbagliato. Ha un gran fisico sa giocare la palla, ma era compassato al punto da sembrare quasi fuori dal gioco.

    Ho sentito criticare il grande Paolo Hernan della Fiore perché lo aveva schierato prima della partita dell’altra domenica. Poi segna 3 gol di cui due in un derby… Come vorrei vedere gli highlights

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  5. Chiedo scusa, avevo pormesso di non criticare più la proprietà, m questa volta non posso farne a meno.

    Abbiamo dismesso due cntrali ine tà, ma molto molto forti. Dovevamo prendere due centrali forti e più giovani.

    Abbiamo preferito non spendere nulla per un centrale bravo ma che si sapeva malconcio e un brccetto destro (ne avevamo già due) che aveva avuto problemi cn noi e non era andato bene con la squadra a cui l’avevamo ‘prestato.

    Così abbiamo risparmiato qualche decina di milioni. ma poi non lamentiamoci se prendiamo tanti gol

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  6. Beh, Tullio, questa era troppo clamorosa per passarla sotto silenzio. va bene essere in un ambiente di interisti accomodanti, ma io pensavoche proprio tutti si fossero accorti di questo errore:

    il Cagliari ha subito 2 gol

    Roma e Lazio 3

    Milan juve e…Frosinone 4

    Inter 8

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