
Negli anni i nostri dirigenti e allenatori hanno saputo forgiare un gruppo che unisce alle ottime qualità tecniche di quasi tutti, un orgoglioso senso di appartenenza, una volontà indomita e una determinazione feroce.
Proprio questi fattori hanno sempre fatto la differenza, ma sono diventati determinanti nel momento in cui il nocciolo duro della squadra comincia a evidenziare i segni dell’usura dopo sette anni di gran gioco e di successi, senza più aver avuto innesti e integrazioni all’altezza, senza che qualcuno che se ne è andato (per esempio Acerbi, de Vrij: un grande trascinatore e un regista difensivo) sia stato sostituito adeguatamente, senza che alcuni protagonisti che più soffrono, per motivi di età, (Miki, Calha) siano stati sostituito o affiancati da giocatori almeno per il momento capaci di emularli.
Questa stagione è stata caratterizzata fino ad ora da un andamento costante nelle singole partite, che non può essere un caso.
Inter spesso in svantaggio, anche doppio, e Inter sempre in grado di recuperare, tranne a Madrid, dove per la forza dell’avversario il recupero è stato solo sfiorato.
Ma secondo me il discorso va allargato alla scorsa stagione dove in Italia abbiamo stravinto, ma negli scontri diretti non siamo mai riusciti a prevalere.
Avendo stravinto, abbiamo potuto ironizzare su questo dato che invece era un campanello d’allarme da cogliere.
La concentrazione e la compattezza permettono alla squadra che ha comunque risorse tecniche importanti, di non perdere punti contro le rivali ‘inferiori’, ma non bastano più per avere la meglio sulle rivali dirette che nel frattempo sono cresciute.
Ci sono poi due altri fattori da considerare, secondo me.
Lo scorso anno, abbiamo iniziato con una fase difensiva allegra.
Con un grande lavoro del tecnico e dei collaboratori abbiamo ‘trovato’ l’assetto efficiente.
Anche quest’anno abbiamo iniziato con problemi nella fase difensiva: gli 8 gol subiti, contro i 3 della Roma, i 2 della Lazio e del… Cagliari, i 4 del Como, lo dimostrano chiaramente.
Non abbiamo più i grandi difensori lasciati a casa per limiti di età e non abbiamo ancora gli inglesi presi per sostituirli.
Il lavoro di Chivu non basterà se non sarà supportato da prestazioni di grande livello e di continuità da parte di Stones e Djed Spence.
E in ogni caso ci sarà il problema di Calha, che al momento non ha un sostituto all’altezza.
I giovanilisti mi parleranno di Stankovic e di… Bovio: due giocatori interessanti ma che al livello di squadre che vogliono vincere, devono attendere.
Per me e credo per Chivu.
C’è un altro dato che mi sembra incontrovertibile e sul quale occorre riflettere trovando se possibile rimedi.
La squadra soffre gli avversari che girano a mille: si schiaccia, fatica ad uscire, perde i riferimenti difensivi, la copertura del centro campo si rivela insufficiente e, sotto pressione, i difensori perdono a vote le marcature chiave.
Quando gli avversari inevitabilmente calano di ritmo, i centrocampisti con la classe prendono il sopravvento e la squadra tutta può mostrare, oltre al carattere, le sue doti tecniche e per alcuni elementi anche atletiche.
Si può tranquillamente ignorare queste situazioni, dire orgogliosamente che lo scorso anno abbiamo stravinto e che anche quest’anno siamo primi in classifica dopo aver giocato in casa della maggior rivale.
Si può fare e dire tutto, ma ignorare in modo presuntuoso i campanelli d’allarme sarebbe estremamente pericoloso.
Con questa presentazione generale della situazione, abbiamo già anticipato le analisi fondamentali riferite alla partita specifica.
Resta da dire che la Roma ha confermato una straordinaria crescita dell’organico attuata negli ultimi due anni sotto la guida di Gasp e del direttore, nonché con la… compiacenza della società.
Oggi la Roma è completa e ha grande qualità in tutti i ruoli; fortissima in difesa, dove guarda caso schiera tre giocatori che in tempi diversi hanno suscitato le nostre brame, fortissima in mediana, dove gioca un altro dei nostri… desideri; con più soluzioni di valore sugli esterni e con un attacco straordinariamente assortito.
Senza dimentica Castro e considerando anche che in tanti anni non si era mai visto un Dybala così assatanato, capace non solo di esprimere qualità in avanti, ma anche di farsi trovare più volte a destreggiarsi da terzino.
Gasp è sicuramente il valore aggiunto di questa squadra e di questa società: si è fatto prendere i giocatori che gli servivano, senza sbagliare un colpo o quasi e riesce a metter sotto gli avversari con ritmo e qualità.
Non sempre gli capiterà di affrontare un’Inter che per l’orgoglio dei suoi campioni non è mai morta e sa riemergere quando necessariamente il ritmo dei capitolini cala.
I dati statistici.
Purtroppo quelli del primo tempo non me li sono segnati, ma ricordo che non erano così disastrosi come il punteggio parziale poteva far supporre.
In particolare mi pare che il dato degli xG fosse in relativo equilibrio, a dimostrazione che siamo stati in difficoltà, ma siamo riusciti anche noi a creare occasioni, magari non nitidissime.
Voglio dire che il problema non è mai stata, in questo come nel precedente campionato, la fase offensiva, se non a volte per l’imprecisione nelle conclusioni
Vediamo comunque i dati complessivi che in qualche caso sembrano correggere l’analisi ‘impressionistica’.
Per esempio:
- Il possesso palla è stato di poco a nostro favore (51 a 49).
- Lieve vantaggio nostro anche per i passaggi totali (490 a 477) e per i passaggi riusciti (431 a 495).
- La percentuale dei passaggi riusciti ci è pure favorevole: 87% a 85%.
- La Roma però ha fatto più passaggi nell’ultimo terzo di campo (149 a 117).
Quindi i giallorossi hanno attaccato di più, ma, a differenza di quanto si poteva immaginare, non sono stati proporzionalmente più pericolosi: infatti son andati al tiro solo 2 volte più di noi (16-18), ma hanno centrato la porta solo 4 volte, contro le 5 nostre.
E la percentuale di precisione al tiro parla a nostro favore: 31% a 22%.
Anche i numeri dei gol attesi (xG) ci vedono in vantaggio: 2,70 contro 2,29.
Se sul piano della qualità sembra esserci stato un lieve vantaggio nostro, sul piano dell’agonismo la prevalenza è giallorossa:
- loro hanno commesso 12 falli contro 7, il che significa, come Roberto aveva previsto in anticipo, che approfittando delle nuove disposizioni avrebbero messo il match diciamo sul piano dell’agonismo spinto,
- Inoltre hanno vinto 16 contrasti contro 5 e
- hanno recuperato 56 palloni contro 43.
Questo potrebbe anche far pensare all’accennata presunta leggerezza relativa dei nostri centrocampisti.
Per quanto riguarda l’intensità di gioco, noi abbiamo percorso 2 km in più (119 a 117) e abbiamo sprintato leggermente di più (2,71 km 2,58), ma abbiamo percorso anche 1km in più a bassa intensità.
In sostanza a livello di corsa e intensità non sembrano esserci state differenze notevoli.
Qualche curiosità a livello individuale: Lauti è andato più volte al tiro (6) contro e 4 di Dybala e le 3 di Malen.
Per quanto concerne i tiri nello specchio… prevalgono i due goleador di giornata.
Cristante è il primo per numero di passaggi riusciti, davanti ad Akanji e a Zielinski, mentre per le occasioni create ai primi tre posti troviamo Dybala, Molina e Malen.
Interessante il confronto fra Jones e Koné: non hanno lo stesso ruolo né le stesse caratteristiche e questo spiega i… due gol di differenza.
Ma a parte ciò vediamo che hanno la stessa età la stessa altezza (1,85) e i numeri mettono in luce proprio le diverse caratteristiche: nettamente migliore il nostro per la precisione nei passaggi (95 a 87).
Koné ha fatto due gol e Curtis ha al suo attivo 2 chance create a zero.
Hanno camminato entrambi per il 40% del tempo, ma nel periodo rimanente, conformemente alle caratteristiche di incursore dell’uno e di organizzatore di gioco dell’altro, Koné ha sprintato un po’ di più mentre Jones ha tenuto un ritmo costantemente un po’ più elevato.
In sostanza sembra di poter dire che l’inglese deve ancora completare il suo inserimento, probabilmente non ha portato l’appoggio che serviva in termini di peso, ma si aggiunge agli altri nostri centrocampisti mobili e abili nel palleggio.
La pagelle
Pepo Martinez:
Non mi sembra abbia particolari responsabilità sui gol subiti, per il resto è sempre stato attento e concentrato.
Non eccelle con i piedi, ma fa meglio… di testa, visto che ha respinto con la faccia una conclusione ravvicinata di Malen.
6
Bisseck:
Non impeccabile nelle marcature in occasione di entrambi i gol. A mio parere però Diouf e Barella sono un po’ corresponsabili.
Meglio comunque quando spinge o addirittura si proietta in area avversaria.
5.5
Akanji:
In progresso rispetto alle ultime uscite, soprattutto considerando la pericolosità degli avversari.
Qualche imprecisione e l’errore sul gol del 2-0 quando salta a vuoto e permette a Konè di trovarsi solo davanti a Pepo
5.5
Bastoni:
Qualche responsabilità sul primo gol e soprattutto diverse imprecisioni in fase di contenimento, fase anche per il modesto aiuto fornito dal centrocampo.
Meglio in avanti, dove tra l’altro, dopo una percussione profonda, coglie il palo.
Esce dopo un’ora e non sembra …soddisfatto.
5,5
(L. Henrique:
Entra per Bastoni e senza mostrare particolare incisività si rende utile in fase di palleggio e costruzione.
6-)
Diouf:
Prestazione nel complesso positiva.
Quando punta l’uomo è sempre insidioso e anche nei recuperi difensivi si mostra quasi sempre abbastanza attento e puntuale
6.5
Barella:
Solita prestazione estremamente generosa e altruista. Questa volta però non gli riesce di evidenziare anche la qualità che possiede.
6
Zielinski:
Sostituisce ancora una volta Calha.
Con la palla nei piedi, ancorché non rapidissimo di pensiero, è una sicurezza.
Nella copertura un po’ lascia a desiderare.
6
Jones:
Un bel colpo di tacco per liberare Bastoni; per il resto una presenza assolutamente, poco significativa.
Giustamente sostituito a inizio ripresa.
Gli si deve concedere tempo, ma non sembra essere il crack desiderato.
5.5
(Sucic:
Questa volta il suo ingresso, anche in una partita agonisticamente tosta, porta notevoli benefici: sempre al posto giusto, vivace e qualitativo nell’impostare.
6.5)
Dimarco:
Non la sua miglior prestazione, soffre un po’ il confronto con Wesley.
Qualche incertezza in fase difensiva, tra l’altro sul primo gol romanista, e un supporto offensivo limitato.
Carlos Augusto:
Conferma il suo momento di grande condizione, coprendo la fascia con autorità e proponendosi con personalità.
Suo il cross che porta al 2-2.
6.5
Lautaro:
Due gol e una traversa, son la parte più appariscente della sua prestazione.
Alla quale va aggiunta una straordinaria capacità di trascinare i compagni e una determinazione feroce.
8.5
(Pio:
Per li solo i minuti di recupero.
s.v.)
Thuram:
Primo tempo di grande impegno anche se il risulto non è quello sperato; ripresa in cui fa reparto da solo occupando tutto il fronte d’attacco con accelerazioni violentissime.
Brutalizzato come sempre, ha al suo attivo un assist e una conclusione sulla quale Svilar mostra perché viene considerato un grandissimo portiere
7
(Bonny:
Come per Pio solo i minuti di recupero.
s.v.)
All. Chivu:
Anche lo scorso anno all’inizio prendevamo troppi gol.
Poi è riuscito a sistemare le cose, senza perdere potenza offensiva.
Quest’anno sarà più difficile perché non ci sono Acerbi e de Vrij, ma Pavard e un centrale spesso infortunato.
Però ho fiducia nel suo lavoro.
7
Questo weekend non c’erano partite a Interello e quindi ho potuto assistere solo a quella della Primavera (Monza Inter), oltre che a Inter U23 Foggia.
Di seguito il report della partita giocata dalla Primavera a Monza.
Primavera 1: Monza – Inter 2-3 (D’Agostino, Carrara 2)
Quarta vittoria (e un pareggio) in 5 partite per la squadra di mister Bigica, che si rilancia in vetta alla classifica, in attesa del risultato del Parma.
Questa la nostra formazione:
Galliera,
Evangelista, Breda, Peletti, Rocca (Sorino 22’ st)
D’Agostino, La Torre (Kartelo 41’ st), Virtuani (Pavan 41’ st)
El Mahboubi (Franchi 31’ st), Carrara, Vukaj (Grisoni 31’ st)
A disposizione: Farronato, Lleshi, Maghlout, Moranduzzo, Mackiewicz, Nese.
La gara secondo me ha confermato due opinioni che avevo espresso in precedenza.
Prima di tutto che le prestazioni a livello di singoli e di squadra non sono attendibili quando si segnano sei gol, con facilità.
In quel caso infatti la resistenza dell’avversario si è rivelata troppo debole per consentire valutazioni dei nostri che non siano troppo ottimistiche.
E’ bastato infatti trovare un avversario forte fisicamente, ben messo in campo, estremamente determinato e aggressivo, perché il senso di superiorità fornito in precedenza dalla squadra si attenuasse sensibilmente, riportando un po’ tutti alla realtà, per quanto assolutamente…gradevole
La seconda considerazione, più specifica, è la seguente.
Queste partite hanno dimostrato che le motivazioni fornite da Handanovic per spiegare il suo addio all’Inter, quanto meno ne nascondano altre di diverso tipo.
Sono passate 5 giornate e credo si possa dire che nella sostanza la squadra scesa in campo è sempre stata (compresi i panchinari) la stessa che ha disputato tutti gli allenamenti.
Non sono scesi giocatori dall’U23, o, se me ne fosse sfuggito qualcuno si sarebbe trattato di un fenomeno irrilevante.
Anche la… perdita di Primavera in favore dell’U23 è stata limitatissima, se pur c’è stata. L’U23 addirittura ha fatto ricorso a qualche 2009, come Donato.
Detto questo veniamo alla partita, che è stata estremamente combattuta e che abbiamo portato a casa con un po’ di suerte (il nostro terzo gol è stato un errore alla… Pepo del loro portiere)
La partita si è giocata a strappi, con un forte equilibrio complessivo.
Primi quindici/venti minuti del Monza che non si rende pericolosissimo ma ci impedisce quasi di ‘uscire’ dalla nostra metà campo, con un pressing alto e organizzato.
Poi, per calo del Monza o perché abbiamo trovato le contro misure, spingiamo di più noi.
Dopo il cooling break solo occasioni per l’Inter:
- prima Rocca si invola con una veronica e con un tocco sotto impegna il portiere,
- poi è la volta di D’Agostino ed El Mahboubi di sprecare buone occasionim
- ma a 10’ dal termine ancora Rocca si invola per l’ennesima volta, il tocco è per Carrara che vede arrivare D’Agostino e lo serve.
La conclusione ravvicinata della mezzala è imprendibile.
La Primavera fa come spesso succede alla prima squadra e si rilassa, così dopo un paio di occasioni non sfruttate proprio alla fine del tempo a Martone capita una palla buona al limite dell’area. Galliera non è perfetto e la palla finisce in rete.
Tutto da rifare dunque, ma l’inizio ripresa ci dice subito bene: dopo due minuti azione irresistibile sulla sinistra Rocca-Vukaj-Rocca. Quest’ultimo si invola e serve Carrara in area. Il bomber colpisce al volo e insacca.
Il Monza cerca il pareggio e preme con insistenza, ma viene punito ancora da Carrara (o dal suo…portiere, che indugia con la palla, se la fa soffiare da Cristian, che insacca a porta vuota).
Sul 3-1 i giochi sembrano fatti, ma arrivano ancora emozioni, a poco più di 10 dal termine, i nostri si fanno cogliere scoperti su un’improvvisa verticalizzazione che mette Colonnese davanti alla porta. In uscita, Galliera compie un mezzo miracolo e respinge, ma Fogliaro arriva primo sulla respinta e ribadisce in rete.
Finale con una certa tensione perché sarebbe troppo dopo assersi fatti rimontare sull’1-0, ripetersi addirittura sul 3-1.
Si soffre: al ’90 Badarau sfiora l’incrocio con un tiro a giro e in pieno recupero è Galliera a salvare il risultato con un splendida uscita su Abodu, presentatori da solo.
La squadra conferma le sue caratteristiche: parecchi giocatori tecnici che se non vengono messi sotto sul ritmo e sulla forza organizzano trame d’ottima qualità.
Quando invece cresce il livello agonistico imposto dagli avversari, si incontra qualche difficoltà in più.
Anche il Monza ha una squadra abbastanza giovane, ma i brianzoli sono ben messi in campo e hanno una notevole capacità di spinta, per lunghi periodi.
Per questo la partita ha vissuto di emozioni alterne, anche se alla fine ha prevalso la miglior qualità dei nostri e soprattutto la grande giornata di alcuni di loro.
Le pagelle
Galliera:
Forse non impeccabile in occasione di una rete subita, ma quanti salvataggi! Quante uscite alte imperiose!.
Carlo al 92’ salva il risultato con una prodezza.
Giocatore molto interessante.
7
Evangelista:
Il suo avversario ha un asso davvero importante e lo mette in qualche difficoltà.
Lui gli prende le misure e alla distanza lo doma.
6
Breda:
La squadra è leggera sul centro campo e davanti: però il mister punta su una retroguardia capace di…compensare questo problema: i quattro difensori sono tutti grandi atleti. Breda dirige anche da par suo la difesa.
6.5
Peletti:
Preferito al polacco Mackiewitz, immagino per un criterio di semplice rotazione, se la cava con buona sicurezza.
6
Rocca:
Un treno, una spina nel fianco della difesa brianzola che non lo prende mai.
Protagonista anche di giocate di alto contenuto tecnico. Determinante nelle prime due reti.
8
D’Agostino:
Segna il gol che sblocca la partita.
Piedi buoni e tanto movimento, in alcune situazioni si rende molto utile in fase difensiva.
7
La Torre:
Leader del centrocampo che dirige con sapienza posizionamento e buona visione di gioco.
Prestazione buona anche se non la sua migliore.
6.5
Virtuani:
Irrinunciabile in questo centrocampo perché alle doti tecniche e agonistiche non indifferenti (per esempio brilla per quantità di palle recuperate) unisce una mobilità e una forza più che discreta.
7
El Mahboubi:
In un momento di loro pressione non l’avrei sostituito per la sua capacità di tenere impegnati sempre due avversari, essendo praticamente incontrollabile nell’un contro uno. Probabilmente però era stanco.
Non la sua miglior prestazione per lucidità nel condurre l’azione.
6.5
Carrara:
Sette gol in cinque partite non tutte giocate integralmente. Lui e Rocca sono sempre stati forti, ma in questo avvio di stagione sono apparsi proprio irresistibili. In categoria.
8
Vukaj:
Si impegna molto, aiuta in fase difensiva, cerca giocate estrose ed efficaci ma gli manca qualcosa in termini di potenza, per protarle a termine
6
Sorino:
L’unico dei subentrati che per il tempo giocato può avere una valutazione.
Copre la fascia con la consueta abilità e velocità
6.5
Franchi:
s.v.
Grisoni Fasana:
s.v.
Kartelo:
s.v.
Pavan:
s.v.
All. Bigica:
I risultati e la crescita di alcuni giovani parlano per lui.
7.5
Luciano Da Vite
Abbiamo una proprietà che dice di voler investire sui giovani.
Per la selezione U15 abbiamo 2 convocati (tra cui un portiere) su 33
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Concordo Luciano, anche in Italia sta cambiando approccio. Le prime partite di quest’anno lo hanno confermato. Lo stesso Bisseck ieri ha dichiarato che siamo più offensivi, lasciando intendere che l’aggressione alta è un’indicazione del tecnico.
Ma come movimento siamo più indietro di altro, speriamo di vederne i frutti nei prossimi anni anche a livello di nazionale.
Concordo anche con Tullio quando dice che noi dovevamo sostituire ruoli chiave scoperti. Ecco importanza di non avere troppa gente anziana da sostituire ogni anno. Ci sarebbe più possibilità di “provare” sul mercato qualcosa di diverso.
Aggiungo anche che il bosniaco mal si sposa con ns modulo. E il tuo top acquisto non può, nelle attuali condizioni, essere un giocatore che entra solo al bisogno.
Inoltre ci sono anche gli altri che bloccano i giocatori, non solo noi. Devi essere bravo a entrare con i tempi giusti: il costo, visto ciò che abbiamo speso per Spence e Jones era lo stesso. Ma i due inglesi vanno a coprire dei buchi che avevamo nel nostro modulo.
Ma quello che dice Carnevali conferma quel che dice Marotta. Se agente bosniaco avesse temporeggiato, probabile team inglese sarebbe arrivato rilanciando e prendendosi il giocatore.
Non è solo questione di proprietà ma di movimento calcistico che non ha tenuto il passo di altri
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Visto anche Portogallo Danimarca. Resto stupito da ritmi e intensità di tutti i giocatori, rispetto ai nostri. Non è questione di età. I nostri giovani non hanno queste caratteristiche. Neppure i migliori. Il motivo, io non lo so.
Però mi dicono (non so se sia vero) che la federtennis ha più affiliati della Federcalcio.E poi ho tre nipoti:
uno fa atletica e tennis
uno fa atletica e equitazione
uno fa scherma.
Non vuol dire nulla, lo so. ma…
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Questa cosa dei ritmi e intensità più alti nei campionati esteri non la capisco, possibile che noi in Italia non riusciamo a replicarla ?
Che poi tutte le estati quando arriva un giocatore da un campionato estero alla prima intervista dicono tutti che una preparazione così dura non la hanno mai fatta ma poi in campo gli altri corrono di più…
Che sia una questione di mentalità più che di preparazione fisica ?
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Pincolini sosteneva che le metodologia di allenamento sono differenti…non lo so.
Qualche anno fa vidi “pezzi” dell’allenamento di Guardiola al city ed il lavoro sull’intensità nel breve mi sembrava decisamente superiore a quanto si facesse in Italia. Però credo queste cose si possano copiare….
Il vero tema, per me, resta l’approccio: se “mi abituo” ad aggredirti alto – pur ovviamente rischiando dietro – mi viene naturale correre in quei 30 metri di campo. E posso farlo con intensità maggiore.
Altro tema che, sempre per me, fa sembrare i nostri più lenti è la tecnica. Mi spiego: incontri la spagnola che ti aggredisce, e tu perdi nel 90% delle aggressioni palla molto rapidamente per cui spesso ricorri al lancio lungo che solo in poche occasioni ti consente di salire con la squadra (corsa lunga). Loro la riprendono, ti palleggiano un po’ respirando e tu rientri basso. Nell’arco dei 90 minuti finisci per correre “male” rispetto agli altri dando l’impressione di essere spompatopiù degli. Perchè la squadra con il lancio lungo inevitabilente si allunga se vuole provare a creare qualche pericolo.
Viceversa se tu pressi alto e loro spesso escono grazie a tecnica sopraffini di tutti giocatori – difensori e cc – ti costringono a rinculate violente. Di nuovo, spendi male le energie e ti stanchi prima.
I km percorsi sono più o meno gli stessi, anzi spesso loro corrono meno.
Quindi credo che si possa lavorare suigli allenamenti – ma qui immagino sia più facile – ma è la preparazione dei ragazzi che deve evolvere.
Non è un caos per me che quando gli spagnoli escono e vengono da noi fanno fatica ad imporsi perchè sono basati su coralità.
L’altra sera osservavo Pedri: fisicamente non ha nulla – magro, piuttosto piccolo, poco spallato e da impressione di essere anche poco esistente – ma quando la palla arriva ha due tempi di gioco di vantaggio grazie a stop indirizzato, capacità di darla via sempre prima che arrivi avversario, forte anche del fatto che sa già dove si trova il compagno.
Oppure osservi i centrali difensivi fare come se niente fosse aperture a ribaltare il campo di 40 metri precisi o imbucate verticali improvvise come se fossero dei numeri 10. Da noi non si vede.
E i croati correvano…….perdendo progressivamente lucidità.
E’ su questio fatto che occorre per me lavorare. Ed è il motivo per cui la Spagna è una delle poche squadre a darele regolarmente alla Francia dove la tecnica non è disprezzabile ma è meno corale, ossia più basata su strappi individuali. Nonostante a livell ofisico i transalpini siano decisamente più forti degli spagnoli che hanno vinto un modniale di fatto con un Yamal al 50% e senza Nico Williams
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Non so, non dico che tu non abbia ragione, ma nessuno di questi ragionamenti mi convince
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@ Luciano……”non riesco a rassegnarmi a un destino di mediocrità per la mia Inter…”
Con calma ,se vuoi… vorrei capire dove intravvedi tutta questa mediocrità nel ns. presente,ma anche nel futuro prossimo, pur sapendo che nessuno di noi può prevedere quello che ci aspetta
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Luciano, ti faccio esempio sull’Inter.
Io sono sempre stato un sostenitore di un cc con almeno una mezzala più fisica – e lo sono ancora – in grado di tenere botta contro i pari grado di altre squadre ed assicurare anche qualche gol in più.
Mi sono quindi spesso chiesto perchè Inzaghi prima e Chivu ora pare abbiano voluto gente come Zelinski e Jones, aggiungendo tecnica (e non fisico) a un cc già tecnico.
Guardando Spagna e Portogallo credo di capirne il perchè: eludere aggressione alta – ormai sempre più frequente – non con punte veloci da lanciare lungo (spesso pardi palla e ti ritrovi cmq squadra allungata) ma con il fraseggio tecnico che costringe gli avversari a tornare bruscamente indietro, esaurendoli.
Ovvio che questa scelta ha dei limiti perchè dagli errori in uscita prendi spesso gol (lo abbiamo visto ahimè più volte quest’anno) e in assenza di fisicità si fa più fatica a resistere in quei frangenti in cui devi gioco forza arretrare un po’ di più (e anche qui abbiamo visto che siamo più vulnerabili nei minuti in cui proviamo a chiuderci).
Almeno questo è quello che ho maturato guardando cosa fanno nazionali – e anche club (se penso al cc del psg fatto di portoghesi e spagnoli) – più forti del momento
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Tullio: è molto semplice: se non investi in campioni (anche trentenni) ma solo in giovani che costino poco (e addirittura in nessun giovane per le…giovanili) ogni cinque sei acquisti ti ritroverai con un giocatore di buon livello, magari dopo 2-3 anni di rodaggio e crescita. Un po’ poco per restar ai vertici quando i Lautaro, i Calha, i Bastoni, i Dimarco i Barella ecc. cominceranno a flettere. E dal vivaio non usciranno più i Pio, perché non li stai comprando.
Poi, oh, se cambiano politica, applausi. ma a differenza di Roberto, io non posso essere contento dei comportamenti attuali, visti in prospettiva .
Poi, se invece continueremo a stare ai vertici in Europa grazie all’apporto DETERMINANTE dei Diouf, dei Louis Henrique, dei Palacios, degli Asllani, preferiti per ragioni di costi ai Koné, ai Lookman, agli Hojlund, agli Alajbegovic (così facciamo contento Sergio) chiederò scusa per aver sbagliato.
Lo so che è possibile azzeccare, in prospettiva, perché subito è quasi impossibile (e noi dobbiamo vincere adesso, non in futuro), uno che costa poco, ma le probabilità convengono all’Atalanta e all’Udinese. A noi un po’ meno.
Se faremo la seconda squadra all’estero sarà una buona cartina di tornasole, perché mantenere una squadra di serie a solo per ‘promuovere’ e tstare un nostro giovani ogni tanto, non mi sembra redditizio. Se invece si compreranno davvero giovani di valore, in stile Lipsia, Salisburgo, ecc, le cose cambiano
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Concordo con te Roberto,anch’io speravo in un centrocampista “fisico”,però la tua può essere una spiegazione alle scelte fatte.
Luciano,io penso che, se non puoi procedere con grandi “strappi economici”, la migliore soluzione è costruire e consolidare le fondamenta per avere una Società forte e competitiva
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Per quanto riguarda l’intensità i discrosi di Roberto non mi convincono per tanti motivi.
Ne cito uno: i nostri centrocampisti non sono inferiori per palleggio a nessuno, però il ritmo di diverse avevrsarie in Europa è molto superiore.
Io non credo all’equazione gioco posizionale uguale maggior logoramento perché si fanno corse più lunghe.
A parte che se tu pressi alto quando non ti riesce devi fare lunghissime corse all’indietro e infatti noi avevamo il problema di trovare un centrale di corsa lunga.
ma secondo me il problema è un altro: quel gioco riesce se tutti corrono sempre come dannati , scattando, per offrire al portatore di alla 3-4 soluzioni facili ogni volta, IN UN CONTESTO CHE TU HAI CONTRIBUITO A INTASARE
C’entra la tecnica ma almeno altrettanto lo smarcamento: tu devi scattare continuamente per tutta la partita.
Io, a parte le squadre troppo superiori, vedo più flessioni, nell’arco dei novanta, in chi pratica quel tipo di gioco piuttosto che in chi pratica un gioco posizionale con una corsa, sia pure lunga, ogni tanto.
E il fatto che noi si sia in difficoltà propri quando gli avversari ci attaccano è dovuto propri alla scelta di avere centrocampisti di tecnica, unita però, quest’anno, all’assenza di un centrale dominatore degli spazi stretti (Acerbi) o…direttore di orchestra geniale (De Vrji)
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Comunque oggi dico: viva il gioco di Chivu e ancor più quello di Simone.
E viva i campioni che lo sanno interpretare al meglio
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Certo Luciano. Vitinha e Joao Neves abbinano a tecnica sopraffina maggiore dinamismo dei nostri.
Non a caso valgono tantissimo.
Volevo rendere il concetto di quello che credo, mia opinione ovvio, possa essere una chiave di lettura di certe scelte.
Sulla tenuta invece ho più dubbi: la Spagna mi sembra be abbia sempre di più. E spesso i dati indicano meno km percorsi rispetto agli avversari.
Presa la palla spesso “riposano” con palleggio insistito frutto di una grandissima tecnica. È un bel modo per gestire gli sforzi perché ovviamente non puoi giocare così per 90 minuti, devi saper scegliere i momenti
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Ancora una domanda che non è affatto provocatoria: l’Italia ha scelto di difendere bassa, o è stata costretto a difendere bassa?
Lo chiedo perché secondo me oggi ben pochi allenatori scelgono di restare bassi a chiudere tutto se pensano, sulla base delle forz in campo, di potersela giocare.
Non ho visto ultimamente partite casalinghe del Napoli contro squadre sicuramente mlto più deboli, ma dubito fortemente, che persino Allegri in quelle gare abbia messo il bus davanti alla sua area
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Per me resta sempre una scelta: quando hanno palla gli altri sono io che decido se attaccarli subito o concedere il palleggio.
Abbiamo optato per la seconda e….il secondo tempo fisicamente abbiamo pagato concedendo molto, credo perché le forze iniziavano a scarseggiare.
Noi non riuscivamo a uscire puliti perdendo spesso palla. Per cui preferivamo stare rintanatoi.E Mancini ha optato per blocco basso. Chiaro che dipenda anche da inferiorità tecnica ma non solo
Roma Inter è stata partita con entrambe alte: occasioni da gol una dietro l’altra.
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Donnarumma a parte,ieri sera mi ha davvero colpito la prestazione di Kayode
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Senza voler fare polemica, ma ieri si è visto cosa vuol dire avere un Portiere. Avrà i piedi “di gesso”, sbaglierà ogni tanto qualche uscita, però ragazzi, è un piacere vederlo in azione in quelle 5 super-parate. Contento per Bastoni. Pio ha dovuto sacrificarsi tantissimo, ma la sponda (un pò lunga) al volo per Frattesi nel primo tempo dà l’idea della sua velocità di pensiero e che non sia vero che abbia i piedi quadrati, come qualche giornalista/tifoso sostiene. Personalmente mi è sembrato che la strada per vedere una Nazionale decente sia ancora molto lunga, spero questi 2 ultimi risultati positivi non traggano in inganno.
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“Noi non riuscivamo a uscire puliti perdendo spesso palla. Per cui preferivamo stare rintanati.”
Se “non riuscivamo a uscire” non è che ‘preferivamo” restare rintanati. A me sembra. Conoscendo anche Mancini
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Da fcinter 1908
La vera sfida è rendere strutturale questa nuova dimensione economica, continuando a competere ai massimi livelli senza tornare alle perdite del passato. E il bilancio 2025/26 dice che la strada intrapresa è quella giusta.
Per quanto riguarda l’Italia va bene, per l’Europa…un po’ meno giusta
Adesso comunque bisgn vedere se sarà giusta nell’anno in corso
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L’Under 20 italiana batte la francia 3-0
In attacco ci sono Lavelli (1 rigore procurato), Mosconi (1 gol) De Pieri (1 gol)
Tutti e tre all’Inter e in nazionale almeno dal primo anno dei giovanissimi.
La domanda è: quanti attaccanti dei giovanissimi abbiamo in nazionale oggi?
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Luciano….’.Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”.’
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E’ sempre tutto in discussione. Anche l’oggi.
Poi del doman non v’è certezza. soprtutto se non lo prepari…
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Moriremo tutti.
Però una cosa è giusta: devi un mini o prepararti per cui bene puntare su più giovani.
Speriamo si continui e che ovviamente il nuovo ds si dimostri capace
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Però anch basta con sta storia del moriremo tutti o chi vuol esser lieto sia.
Se vi piace di più dirò solo cose mervigliose
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Luciano, per raggiungere competitività economica in Europa ci vorrà parecchio, se mai ci arriveremo a colmarlo quel gap economico mostruoso oggi esistente.
In Italia invece si può stare al vertice creando una struttura solida e basandosi su competenze.
Il resto sono sogni, sempre che non arrivi anche da noi arabo ….purché non trucchi le carte come al city
Certo se ogni cosa è vista negativamente e’ dura discutere: se si fa mercato manca stadio, se si fa stadio manca mercato, se si fanno entrambi servono più soldi per under14, se prendono seconda squadra devono comprare i giovani più forti al mondo per farli giocare lì…
Tutte cose che vorremmo tutti ma prova a calarti nella realtà odierna
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Mi sono calato benissim.
Ho visto che con un’altra politica abbiamo fatto due finali europee, senza stadio, facendo debiti ma aumentando il valore complessivo dell’azienda.
Poi siamo usciti col Bodo. Se l’Italia esce dai mondiali contro i norvegesi è la tragedia del calcio nazionale. Se l’Inter esc dalla CL col Bodo, ma con una politica di mercato ‘giudiziosa’ va benissimo. Dobbiamo essere lieti perché tanto moriremo tutti
Voi siete contenti anche se non prendiamo più un campione da tanto tempo e i quelli che abbiamo cominciano a dare segni di usura. A me questo desta qualche preoccupazione.
Se investono dei loro soldi su loro immobili (a metà col Milan e già questo è un segnle di inferiorità europea e persino italiana, mi può far piacere.
Se investissero dei loro soldi su giocatori forti, provando per questa via, che è rischiosa, certo, ad aumentare il valore aziendale, scusate, ma me ne farebbe di più.
Io chiedo solo coerenza: se vuoi trascurare il presente e preparare il futuro prendendo solo giovani capaci di generare risultati e plusvalenze, i giovani li devi comprare: non puoi lasciare morire un settore giovanile che aveva uno status europeo importante e per la prima squadra prendere solo quelli che non interessano troppo agli altri.
Oggi si dice che siamo su un giovane centrale tedesco: scommettiamo che non lo compriamo?
Compreremo il decimo della nostra lista, perché costa solo 200.000 euro e quindi fallirà.
Poi ci diranno (hanno già preparato la strada) che non è colpa della politica risparmiosa, ma dell’incapacità dei nostri dirigenti: quegli stessi che ci hanno portato due finali e tanti tituli, ma la cui vista si …appanna appena si tratta di prendere giovani pagandoli poco.
Sulla seconda squadra all’estero dico solo che se è per prendere i Soulé e gli Yildiz, mi va benissimo, se è per lanciare ogni anno un Primavera che altrimenti andrebbe in prestito in serie a straniera (cghe so, un anno Zanotti, un anno Stankovic) nn credo valga la pena. Mi sembra oggettivo
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Quanto sono stati pagati Yldiz e Soule giovani?
A memoria non ricordo in Italia giovanissimi presi per molti milioni di euro.
il punto è sempre quello: considerare in quale realtà sei
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Mahh…posso comprendere il sogno di Luciano ,che è anche quello di tutti i tifosi, poi però ,se si vuole vivere la realtà,occorre abbandonare i panni di Peter Pan e valutare e ,natruralmente criticare,con oggettività. Che poi non è scontato che con una nuova proprietà oltremodo munifica e spendacciona,si diventi una squadra vincente a livello europeo. Con Moratti abbiamo avuto stagioni con un parco attaccanti “da paura”,ma abbiamo raccolto poco.Bisogna dare atto ad Oaktree di aver delegato la gestione a dirigenti italiani e di grande professionalità, è risaputo quello che è i loro obiettivo fisiologico,ma nel frattempo stanno creando una struttura societaria che può garantire un ottimo futuro e per fare questo occorre anche che la Società disponga di strutture all’altezza.Certo che lo stadio non condiviso sarebbe molto meglio,ma in Italia non penso ci siano Società che possano spendere 1,5 mld per lo stadio,senza poi dover ricorrere a sacrifici di giocatori importanti. Totthenam,Mutd,e Chelsea stanno spendendo a go-go,ma non mi sembra che stiano raccogliendo soddisfazioni in proporzione a quello che spendono.
Comunque il tanto denigrato..”chi vuol essere lieto sia….”, a mio avviso,è un concetto che cerco di non dimenticare mai
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Non è denigrato: è qustione di gusti. C’è chi preferisce vivere alla giornata e chi preferisce cercare di programmare il futuro. Il che non è in contrasto col godersi ciò che di buono può darci l’oggi
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ed io ritengo che,con tutti i limiti conosciuti,si stia programmando un buon futuro e poi…,.non essendo più in tenera età, i miei orizzonti temporali si sono fatti più ristretti.
Però è anche sin troppo scontato dire che ognuno di noi la vede e vive a modo suo…giustamente .
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Mah, sbaglierò ma si comprassero oggi giocatori alla De Bruyne ultratrentenni per “vincere subito” e non ci fosse uno straccio di progetto di stadio potrei concordare: provano a spremere le ultime gocce sperando di cedere a qualche credulone.
Ma mi sembra, almeno da quel che si legge, che non sia così: investimenti nello stadio, mercato più orientato ai giovani da prima squadra, under23, foese squadra estera, marketing più sfruttato, ecc.
Tutte cose che dovrebbero – condizionale è d’obbligo – consentire di creare una società più solida e indipendente dal risultato del singolo anno come invece siamo stati fin qui per cui se non si centra la CL un anno scatta il al lupo al lupo (segno di società precaria).
Che poi tutto questo si possa fare avendo 100 o 1000 ovvio che fa la differenza ma preferisco almeno cominciare che continuare a stare fermi perchè magari si spende qualche decina di milioni in più sul mercato.
Alla fine per stare al vertice in Italia ci sono abbastanza risorse, per l’Europa serve cmq un allineamento di pianeti perchè il gap è ad oggi enorme.
Piuttosto spero che i dirigenti si rivelino bravi nel fare una cosa mai fatta prima, quanto meno non con l’intensità che si prospetta. Su questo aspetto si può incidre, sul fatto che un fondo metta dentro soldi privati (più o meno privati…) come Agnelli fa parte dei sogni
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Luciano, che è successo ieri alla U18 (perso in casa col Napoli 1-0) ? Per qualche motivo di partite delle Nazionali mancavano dei titolari o “capitombolo” ? Hai potuto vedere o sapere qualcosa ?Sembrava una corazzata (dai risultati precedenti)
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nessun sogno: io vorrei solo che vendessero. I nostri dirigenti sono strabici: quando prendono campioni anziani nel complesso ci azzeccano e si vince. Quando devono andare su giovani, purché poco cari e gli si chiede contemporaneamente di continuare a vincere, non capiscono più di calcio e sbagliano
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Caro Becca, ecco una richiesta alla quale mi piace provare a dare una risposta.
Naturalmente ho visto la partita, che sulla carta si presentava molto agevole: non primi a punteggio pieno, con sei gol rifilati al Milan e 4 alla Roma, entrambe in trasferta, mentre loro erano a metà classifica.
Mi chiedi se ci fossero assenze significative, tali da giustificare il risultato.
Ti rispondo di no. Certo, mancavano per esempio Konteh, Dade e Donato, che a questi liveli cambierebbero qualunque squadra, ma i tre per motivi diversi, quest’anno non ci sono mai stati.
Piuttosto c’è da dire una cosa: tra titolari e subentrati o rimasti a disposizione noi avevamo ben sei 2010, mentre loro non ne avevano.
Questo ha influito, come vedremo, ma non può essere una scusante.
Come non può esserlo l’andamento della partita.
Con noi che nel primo tempo costruiamo le uniche occasioni da gol, all’inizio del secondo centriamo due traverse clamorose, per subire la rete decisiva nel finale quando però loro stavano prendendo il sopravvento, tanto da aver costretto l’eccezionale Garlo Galliera a una parata da cineteca.
Perché tutte queste situazioni non costituiscono attenuanti?
Diciamo che la partita l’ha fatta il Napoli.
Non nel senso che loro attaccavano e noi stavamo dietro, ma perché il nostro centro campo e il tridente offensivo sono composti da giocatori molto abili con la palla nei piedi, veloci e insidiosi in fase offensiva.
Se riescono a imporsi, ti fanno morire, come è successo a milan e Roma.
Se invece, in virtù di una superiorità fisica e di un’aggressività intensissima, ti chiudono con i raddoppi, vincono quasi tutte le seconde palle, approfittano della scarsa attitudine delle punte (o di alcune punte) ad andare incontro alla palla (venendo spesso anticipate) non rientrano tempestivamente lasciando spazi tra le linee sfruttabili da chi ha maggior potenza; se succede tutto questo, dicevo, la partita prende una piega imprevista.
Nel primo tempo non hanno creato occasioni, ma facevano la partita e hanno esaltato la nostra linea difensiva, complessivamnte ineccepibile.
Anche se di occasioni, come accennato ne abbiamo avute più noi.
Personalmente (ma è un’idea molto…soggettiva) credo che sarebbe bastato, conoscnd la forza fidica e l’aggrtssività degli avversari, mettere una punta in meno e un centrocampista in più per cambiaer le carte in tavola.
Credo che sarebbe bastato mettere Nese, per esempio, al posto di Owusu, per vedere un’altra gara.
Non è una critica, perché bisogna vedere se alla società interessava di più vincere questa gara o mantenere l’assetto abituale, per testare la capacità dei singoli e del gruppo di confrontarsi con situazioni più impegnative.
Comunque è andata così, ora conosciamo qulità (importanti) e limiti, su cui lavorare, di questo gruppo.
Formazione e pagelle
Galliera:
è assolutamente una grandissima promessa. Incolpevole sul gol sempre molto attento e sicuro, il suo intervento a togliere il pallone dall’angolino alto con il braccio di richiamo è incredibile.
8
Foroni:
due anni fa era un treno imprendibile, oggi resta un giocatore di sicuro affidamento e di ottimo livello, ma le distanze con alcuni avversari si sono forse un po’ attenuate. Anche se bisgna considerare che giocava sotto età
6.5
Di Carlo:
gli avversari, il centravanti Manè e il numero 10 riccio, non erano per niente male, ma hanno combinato poco, per la forza e la concentrazione dei nostri centrali
7
Cassini:
vale il discorso fatto per Di Carlo
7
Pirola:
ha tenuto la posizione, controllando la sua fascia ma spingendo, mi pre, meno del solito.
6.5
Limido:
gran giocatore, in categoria. Ha tecnica, velocità, intelligenza calcistica e vede la porta.
Dove arriverà? Dipende dalla crescita muscolare.
7
Pannuto:
appartiene alla categoria dei genietti, per quello che sa fare con la palla, il senso della posizione e la visione di gioco.
Anche per lui l’incognità è la frza di cui potrà dotarsi in futuro.
7
Cattaneo:
è l’elemento più tonico e strutturto di tutto il sestett da centro campo in su.
Il suo contributo non è mancato, pur in un contesto poco favorevole
6.5
Owusu:
non una grande giornata. Troppo spesso aspettava la palla da fermo e veniva anticipato, causando anche ripartenze pericolose.
Preferisce correre…in avanti che all’indietro.
5.5
Salviato
prima punta interessante, in evidente crescita, anche se in questa occasione è stato preso in mezzo dai due marcatori e..dai raddoppiatori.
6.5
Piva:
giocatore che possiede velocità tencica e anche tiro nettamente superioi alla media, ma anche lui a mio parere predilige le situazioni in cui la squadra riesce a ‘fare’ la partita e a sollecitare gli attaccanti con continuità.
Nel corso del secondo tempo sono entrati, se ricordo bene Benatti, Nese, Bettelli, Morosi e nel finle Pippo Serantoni
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Io non conosco il settore giovanile ma dai report di Luciano leggo praticamente sempre che ns avversari, in qualunque categoria, sono meno tecnici ma più fisici di noi.
Domando: è una scelta precisa nostra quella di puntare si questa tipologia di giocatori?
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Non lo so. Qualche tempo fa quando avevo contatti frequenti con Samaden e con i capi degli osservatori Casiraghi e poi Giavardi, avrei potuto risponderti
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Comunque un dato è inconfutabile: chi è arrivato stabilmente in prima squadra e in nazionale tra i nostri giovani? Pio, quello più forte fisicamente, anche se la forza non basta. Potremmo definirla come qualcosa di indispensabile ma non sufficiente.
Per ‘forza’ mi riferisco alla potenza muscolare che si esprime in diversi modi e forme
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Concordo che la forza serva sempre di più. Almeno per quanto mi eigurarda.
Ed è per questo che mi domando come mai, invece, sembra che i nostri abbiano puntato su altro, anche i più grandicelli tra i giovani (qundi scelti dalla vecchia dirigenza).
Poi la Spagna ci dimostra che non servono giganti o super atleti per giocare a pallone e vincere….
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Eh, è il concetto di super atleti che ci…divide
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Una volta l’Inter prese un giovanissimo dal Brescia. La prima volta che lo vidi mi incantò per la tecnica. Ne parlai con il responsabile che mi disse: ma dove vuoi che vada? fidati. E ha avuto ragione.
Un’altra volta perdemmo un giocatore di grande forza, sempre giovanissimo, che andò altrove (ci fu…scippato). la stessa persona mi disse: mi è molto dispiaciuto, perché io lo vedevo in prospettiva prima squadra.
La politica della precedente amministrazione giovanile era chiarissima: i giocatori di talento ma di modeste risorse atletiche vanno comunque tenuti, al limite ceduti in prestito per farli giocare, almeno fio a 16/17 anni, quando si cmincia a vedere la risposta al lavoro sulla forza.
Poi si fanno le selezioni.
Comunque non è detto che i giocatori super atleti (al momento) delle giovanili avversarie, nel tempo faranno meglio dei nostri.
Comunque noi abbiamo 6 giocatori nella rappresentativa under 20 (tutti presi anni fa): non è detto che diventino campioni, ma certo sono tra…quanto c’è di meglio dl momento.
E comunque due giovanissimi, nazionali, come Noah e Grigioni lasciati andare quest’anno a Como e Atalanta, in passato non li avevamo mai persi
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lo zio ha sempre ragione. ma purtroppo anche ui, come me, vive nel mondo dei sogni…
“secondo me l’Inter ha tentato di prendere Nico Paz che poi è rimasto al Como, ma un attaccante diverso, un centrocampista più strutturato sarebbe servito. Ci sono pedine che, se messe dentro a questa squadra, avrebbero reso l’Inter ancora più forte in Europa”.
Mancava poco…
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Sai, da quello che ho letto il Como aveva prelazione e…l’ha esercitata. Se non lo avesse fatto probabilmente ci avremmo provato. Ma lo ha fatto, giochi finiti.
Poi ho letto e sentito di gobba che provava per il Dibu e poi ha preso Vicario in prestito, ecc.
Ognuno ci ha provato per qualcuno, secondo le voci, poi si concretizza si è no il 20% delle voci che girano.
Vedremo quando non saremo più chiamati a sostituire 4o5 giocatori a fine corsa se cercheranno profili diversi. A ne sembra cerchino “duplicati” dei titolari piuttosto che profili per cambiare modulo (sarebbe stato il caso di Paz).
Per l’Europa cmq non sarebbe cambiato nulla
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Roberto hai scelto l’esempio sbagliato per due motivi:
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Sergio, ho riportato solo le voci per dure che riguarda tutti.
Poi se Vicario sarà più forte e diventerà il miglior portiere della A non lo so, anche se dubito non essendo nemmeno un giovanotto con margini.
Su Paz può essere che lo diventerà…ma un acquisto da 60 mn non si sposa con un futuro: lo prendi e lo usi subito. Cmq il Como aveva prelazione e l’ha esercitata. Il resto è fuffa
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Io su questa storia di cinque anziano da sostituire in un colpo non insisterei troppo.
Hanno sostituito
Sommer con Prevedel, costato 3 milioni, verosimilmente compnsati dal minore ingaggio
Acerbi e De Vrji con un parametro zero (Stones) e un che era già nostro (Pavard).
Mikhi è stato confermato.
Di fatto sono stati sostituiti due NON ANZIANI ceduti (Frattesi e Dumfries) con due nuovi arrivi: Curtis e Spence.
Dismesso Darmian, è arrivato Ale, pagato sstanzialmente con i sldi di cssioni minori e di incassi dilazionati degli anni precedenti.
Riproduco dal Cds ddello scorso marzo il confronto fra li bilanci di mercato di alcune squadre negli ultimi 5 anni .
Milan. -283
juve -256
Como -223 (+ i 60 di Paz, non conteggiati)
Napoli -115
Inter +72
Capisco che avevamo debiti da risanare, ma a mio parere erano compensati ampiamente dalla crescita del capitale fisso rispetto all’acquisizione.
In ogni caso io non faccio il contabile ma il tifoso. E non faccio neppure questione di nomi: se per essere competitivi anche in Europa servivano due tipologie di giocatori (la punta estrosa e il cc di peso), si dovevano prendere, perché con il naturale progressivo logorio degli elementi che per anni ci hanno trascinato, in futuro la possibilità di essere competitivi con 1-2 innesti non si presenterà più.
Poi, va bene, tutti dobbiamo morire (ma alcuni prima di altri) e chi vuol esser lieto sia, se riesce a considerare solo l’hic et nunc
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Sai, in due anni perdi a zero Sommer, De Vrj, Acerbi, Darmian, Correa, Taremi e Arna (e Micky in fase di dismissione). Aggiungici qualche fisiologica cessione vuoi per carenza di rendimento (es. Asslani e in parte Frattesi) o per clausole (Dum), questi ultimi tutti semiregalati, e ti trovi a dover inserire TANTI elementi. Senza incassi.
Questa cosa ti condiziona il mercato.
Poi se vuoi continuare a riportare i saldi di mercato della finestra temporale che ti aggrada per altre 100 volte fai pure.
Ti ricordo solo che quel saldo deriva da anno in cui furono ceduti Hakimi e Lukaku in cui mi sembra ci fosse Zhang. Però vado a controllare sul CorSport perché magari ricordo male e c’erano già gli americani i quali, chissà perché, hanno fatto di tutto per acquistarci….oppure no
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E comunque non mi hai ancora spiegato perchè una società sana, che produce valore, il cui capitalo fisso aumenta, eccetera non è stata acquistata da nessuno investitore quando Zhang è stato a caccia disperato di acquirenti per evitare di vedrsi sfilare Inter per 400 mn.
E’ finita nelle mani di un fondo distressed…..questa cosa come si concilia con la robustezza economica tanto sbandierata? E con la semplice ricetta: spendo, vinco, acquisico valore?
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Ho scritto almeno 100 volte che Steven non aveva nessuna intenzione di cedere l’Inter: ha cercato disperatamente fino all’ultimo giorno di trovare prestiti che gli consentissero di continuare. Non li ha trovati perché altri problemi finanziari e giudiziari riguardanti le sue aziende, e la politica del governo cinese, contraria agli investimenti nel calcio avrebbero innalzato a dismisura i rischi e quindi i tassi di interesse.
Poi prendo atto che le cessioni di Lukaku e Hakimi (per altro…sostituiti) hanno…ampiamente compensato la differenza
tra noi e il Milan (355 milioni)
tra noi e la juve (328)
Tra noi e il Como (355)
Tra noi e il Napoli (187)
Ma credo persino che ci sia una certa differenza con Roma e Fiorentina.
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Luciano, tu non fai solo il tifoso ,tu fai spesso anche il contabile e lo trovo logico.Da tifosi possiamo sognare di tutto e di più,ma serve anche essere razionali e confrontarci con la realtà..
Se possiedo una bella casa,bella posizione e ben arredata, a volte mi capita di immaginare che sarebbe bello abitare in una villa sul mare o in qualche chalet di montagna ,con la spa …però poi ritorno alla realtà e investo ,quello che mi è possibile, sulla mia abitazione cercando di renderla sempre più confortevole.
é vitale avere delle ambizioni,ma è inutile fare riferimento a situazioni come quelle del RealMadrid,Barca, e le 2/3 della Premier ( al Bayern hanno già una gestione più controllata)..loro possono accumulare in rosa giocatori di livello,senza particolari problemi.
Certo che avrei voluto Nico Paz,ma se spendi 60 ml. per lui .poi però la coperta per gli acquisti diventa cortissima,salvo vendere qualche big.
E comunque andrebbero fatte scelte dolorose e non facili per la gestione di una rosa. Lo constatiamo anche noi…Frattesi non giocava e i media battevano il chiodo,Susic chiede giustamente continuità,Stankovic non gioca (per ora) e subito parte la crociata del “vendiamolo”.
Penso sia stata scelta la via di mantenere e ritoccare una rosa che è comunque competitiva, invece di rivoluzionare il tutto ,con tutte le incognite del caso. Questa seconda soluzione forse sarebbe stata augurabile nel post triplete ,ma questo è un pò il senno di poi
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E comunque,al di là delle rispettabilissime e sacrosante opinioni personali ,le critiche che si basano su pregiudizi e preconcetti ,senza possibilità di possibili valutazioni alternative,le trovo un pò anacronistiche …non mi veniva un altro termine.
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Tulio, è molto semplice e non capisco che c’entrino pregiudizi e preconcetti (miei, naturalmente).
Tu sei contento delle politiche di mercato di Oaktree, io sono convinto che si potesse fare di più.
Non vedo cosa c’entrino il Real o il City. Non mi sono mai confrontato con loro, ma con Como Milan juve Roma Fiorentina, ecc.
Ripeto, sono un tifoso mi sento abbastanza sicuro, da dilettante, che altre proprietà nella stessa situazione finanziaria avrebbero fatto scelte che considererei migliori.
Credo sia lecito. Come è lecito che per esempio tu e Roberto invece siate contenti delle scelte fatte nella situazione data
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Non ho mai scritto di essere completamente felice della gestione Oaktree, però ,visti i “chiari di luna” ritengo che la loro gestione sia comunque affidabile e non penso sia necessario ribadire che tutti conosciamo il loro obiettivo primario.
Tu scrivi che “mi sento abbastanza sicuro che altre proprietà nella stessa situazione finanziaria avrebbero fatto scelte che considererei migliori.”
Vorrei capire da dove ti deriva questa sicurezza sulla migliore gestione di un altra eventuale proprietà ?
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Dal fatto che altre proprietà, pur con debiti ingenti ma con introiti nettamente inferori ai nostri, hanno fatto mercati più dispendiosi.
Italiane, eh. Non inglesi o spagnole
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Hai scritto che Zhang ha cercato prestiti per tenersi l’Inter….prestiti eh, altro che capitali da immettere nella società.
Ma comunque non hai scritto perchè l’Inter – una volta persa da Zhang – non sia stata acquistata da facoltosi imprenditori disposti ad investire denaro forti dell’equazione più spendi più guadagni, e del fatto che fosse una società sana ed appetibile.
Quindi non mi hai risposto
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E comunque sto con Tullio nel senso che anche io non sono soddisfatto in assoluto della gestione: chi non preferirebbe avere proprietari che buttano soldi nella società? A patto che siano soldi dei proprietari e non soldi presi a prestito che poi rimangono sul gobbo della società ….
Ma sono abbastanza soddisfatto se analizzo la cosa dal punto di vista della realtà: posto che so che un fondo i denari non li getta dentro una società di calcio come fa Suwarso, preferisco che rendano la società più solida e autonoma finanziariemente. Con la ragionevole speranza che progressivamente poi si possa colmare parte del divario con le big europee.
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Luciano,ti devo ricordare che mercati più dispendiosi non fanno sempre rima con successi a go-go ?
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Assolutamente. Ma non stiamo parlando di questo.
bensì dei soldi che le proprietà mettono a disposizione per le operazioni di mercato di dirigenti e allenatori. Per questo ho sempre scritto di grande lavoro dei nostri dirigenti, considerando le cifre di mercato sopra riportate e i risultati ottenuti
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Risposta al solito latita….forse perché smentirebbe l’assunto di base?
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Non latita nulla, non illuderti. Chi ha detto ch non ci fossero compratori ma che Oaktre abbia deciso di tenerla, risanarla e provare a non perdere terreno in campo sportivo, pr poi venderla molto meglio?
Il problema è solo se è possibile non investire in calciatori e ottenere gli stessi risultati sportivi.
A me pare che in Italia per il momento ci siano riusciti, ma in Europa, dopo due finali e un superamento della fase a classifica, per poi uscire con enormi attenuanti arbitrali contro l ‘AM (che poi se non sbaglio è arrivato in finale), in Europa, dicevo la nuova politica ha determinato un vero crollo. E, lo ripeto, i soldi (premi, sponsor, tv, biglietti, merchandising ecc) si fanno se stai stabilmente tra le prime in Europa, non se vinci un campionato o una coppa italia, cosa di cui nel mondo interessa poco.
Comunque, i esprimo le mie perplessità. Se poi anche senza invstire sul mercato riusciremo a restare sempre in alto a livello mondiale…li benedirò
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Ma il mantra dice altro: se non investi, anche a debito, valore cala.
Quindi Oaktree vedrà in vedrà tempo crollare il valore dell’Inter visto che (cit.) non investe.
È la tua tesi che contrasta con quanto hai scritto poco sopra in cui finalmente si parla si risanamento….attività di solito applicata a chi si trova in condizioni precarie
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Evidentemente non so più scrivere, erché a mwe sembrava di essere stato chiaro.
La sommess di oaktree mi sembra questa: risanare i conti della società riportndoli in attivo e NELLO STESSO TEMPO ottenere grandi risultati sportivi.
Tutto si gioca su questa contemporaneità degli obiettivi, che a lor sembra possibile a me quanto meno imorobabile.
Se ci riesci è chiaro che vendendo guadagnerai molto di più, con un bilancio in attivo e una squadra che dà spettacolo e lotta alla pari con i migliori club del mondo.
Prima avevamo ottenuto l’obiettivo sportivo, ma a prezzo di un notevole indebitamento (che comunque secondo me era abbondantemente coperto dalla crescita di valore della squadra).
Per tre anni eravamo andati benissimo in CL (ci metto anche l’eliminazione subita ingiustamente dall’Atletico, in una fase comunque più avanzata9. La nostra dimensione internazionale era letteralmente esplosa.
Poicon la politica risparmiosa siamo usciti prestissim e contro il Bodo.
Lo ripeto, non ci sono prove ma per me è evidente: con una quinta punta di valore (o con una quarta più frte di Bonny, col Bodo avremmo passato agevolmente il turno, perché attqccanti forti e più riposati, la miseria di un golletto l’avrebbero segnato.
Quindi per me non aver preso non un mbappè, ma un attaccante da 50 milioni (come Hojlund o Lookman), probabilmente oltre a farci fallire l’obiettivo sportivo, ci ha anche fatto perdere soldi.
Posso sbagliarmi, almeno sul piano finanziari, ma non mi sembra un’idea così inaccettabile e frutto di pregiudizi.
Ma il mio discorso nn si ferma qui: se abbiamo una visione provinciale, legata al nostro orticell, questa politica può reggere ancora per uno o due anni.
Siccome moriremo tutti e chi vuol essere lieto sia, giusto non preoccuparsi.
Purtroppo io non sono fatto così e penso a cosa accadrà quando Calha, Di marco, Bastoni, Barella e lautaro cominceranno a flettere e dovranno essere sostituiti o almeno affiancati da giovani presi tra le seconde e terze scelte (a livello di costi, poi può sempre capitare, come ha detto Gasp per Malen, che le congiunzioni astrali consentano un colpo).
A quel punto Dio non voglia (o Oaktree non voglia) diventerebbero problemi anche in italia
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vevo scritto una cosa sulla seconda squadra in una serie a estera, che non mi sembrava Avevo scritto una cosa che non mi sembrava affatto una critica, ma è stata intrpretata come tale (a proposito di pregiudizi).
Ho detto che mi sembrava una bella notizia. ma che per funzionare, quella squadra (che ricordiamolo disputerebbe la a in un grande campionato e avrebbe i suoi tifosi esigenti) doveva essere il punto di arrivo di giovani e giovanissimi molto interessanti e non il punto di approdo del nostro vivaio.
Da quello negli ultimi anni sono usciti due soli giocatori che nel giro di un bienni, dopo esser sati in svizzera, in belgio e a la Spezia, sono diventati buoni per l’Inter.
Mi sono posto questa domanda: se fosse solo per far giocare, diciamo un nostro ‘vivaista’ all’anno, sarebbe cnveniente?
Secondo me, magari mi sbaglio, ma no.
SE invece prendi nel mondo ottimi giovani anche molto giovani, interessantissimi, magari per far loro prendere lostatus di comunitari e comunque per preparali alla A con noi, Varrebbe la pena.
A titolo di esempio sono andato a vedere cosa fanno oggi alcuni dei giovani più forti e interessanti usciti dalvivaio, dop aver fatto un paio d’anni in C.
Topalovic: serie B, 4 presenze
Cocchi: serie B 5 presenze
De Pieri: serie B, 4 presenze
Berembruck: serie B 1 presenza.
Ecco io mi chiedo, avrebbe sens che questui giocatori cstituissero l’ossatura di un squadra straniera di serie a?
E’ solo un dubbio
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Dopo ogni buon ciclo, il livello scende, anche se hai soldi. Vedi gobba. Ma anche barca ha faticato nell’immediato post Messi, Iniesta, ecc.
È inevitabile. Fino a che lo riavvii.
Se hai montagna denari è sicuramente più semplice riavviarlo, o meglio dovrebbe esserlo anche se poi non è sempre così (Chelsea, Man U, …).
Se ne hai meno devi provare a programmare costruendo giocatori in casa: giovani che devono crescere aiutati da qualche esperto. Qualche.
NON sono felice di questa cosa, spero il non sia chiaro, ma è la realtà. In Europa hai almeno 10 club più ricchi, e di tanto, per cui non è ragionevole pensare di essere sempre la in alto.
Fino a che il ragionamento sarà “serve Lookman per andare avanti in CL e fare soldi” vuol dire che società non è ancora strutturata. Perche se prendi Lookman e fai poca strada (può assolutamente capitare visto che non sono fuoriclasse e cmq i fattori che ti possono far uscire sono molti) poi sei messo male.
Ecco perché devi strutturarti per metterti nelle condizioni di poter prendere il Lookman a prescindere poi da cosa farai nel singolo anno di CL. Che è la condizione in cui si trova ad esempio Bayern anche se non è nel ricco campionato inglese. Squadra che per decenni cedeva i suoi migliori, anche a noi, ma si è PROGRESSIVAMENTE consolidata.
Poi possiamo sognare arabi o miliardari tech ma in assenza credo la realtà sia questa
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Luciano,devi ammettere che quanto scritto da Roberto qui sopra non fà una grinza…poi possiamo fare anche altre considerazioni ,però mi sembra difficile contestarlo.
Tu insisti con i lrimpianto per la mancata aggiunta di un attaccante tipo Lookman o Hojlund…50 ml. per fare il terzo attaccante ,tanta manna ,però poi vanno gestiti e forse ,dico forse ,avremmo perso Espoosito.
Per la eventuale squadra estera,beh non penso che i ns dirigenti siano così impreparati per pensare di costruire una squadra simile con la base dei nostri ragazzini
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No, Tullio, non mi convince il ragionamento di Roberto, perché costruire uni squadrone richiede esborsi enormi e non sempre bastano. Se tu uno squadrone l’hai già, devi inserire non un paio di giovinetti che costino poco, ma un campione all’anno. In questo modo negli anni via via che i leader declinano, li sostituisci con altri leader
Non sono neppure d’accordo sul fatto che “Se ne hai meno devi provare a programmare costruendo giocatori in casa: giovani che devono crescere aiutati da qualche esperto”.
I giovani di seconda o terza scelta sono sempre una scommessa enorme, infatti deve accadere un miracolo perché un di loro (diciamo uno su 10?) da giovane mezza promessa diventi un vero campione, sorpassando quelli più costosi. Di solito una macchina che costa 70 mila euro è migliore di una che ne costa 20 mila. Il calcio ha elementi che possono vanificare questa regola…rigorosa. Ma si tratta di casi isolati e fortunosi. Perché non è che gli altri sono tutti cretini e tu solo (è un tu…impersonali) ci capisci
E poi se devi costruire i tuoi giocatori in casa, investi moltissimo sui migliori giovani di 15-16 anni che hanno costi ancora accessibili, non destrutturi il settore giovanuie.
Grandi e vere promesse per i più giovani e un campione affermato all’anno: questa è la mia speranza
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“Se tu uno squadrone l’hai già, devi inserire non un paio di giovinetti che costino poco, ma un campione all’anno. In questo modo negli anni via via che i leader declinano, li sostituisci con altri leader”
Non fa una piega – io non contesto questo – ma c’è un MA.
Il campione – vero campione eh che non sono ne Lookman ne Hojlund che sono buonissimi giocatori ma non campioni – nel pieno della maturità (che non sia cioè un ex campione alla Modric) oggi in Italia non viene.
I campioni veri che svoltano squadre sono pochi e oggi vanno al Real, Barca, Bayern, ecc. quei club lì. Che possono garantire stipendi enormi.
Vai a vedere gli stipendi che eroga il Real: un panchinaro come Camavinga qui sarebbe pagato al livello di Lautaro.
Capisci la differenza?
Se questa è la situazione la tua ricetta – condivisibilissima a parità di condizioni – diventa nella pratica irrealizzabile. E quindi devi trovare altre soluzioni.
Certo che se, speriamo di no, tutti i tuoi acquisti più onerosi (parlo di Bonny, LH, Diouf, Spence e Jones) dovessero rivelarsi dei semi fallimenti allora finirai per crollare. Ma in questo caso il tema riguarda più che altro la (non) bontà delle scelte effettuate.
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eh non voglio fare ” fronte unito” ,ma condivido quanto scritto da Roberto.
E poi…Luciano,come il sottoscritto,anche tu non sei più di “primo pelo” e hai avuto di constatare che, storicamente, i cicli delle big hanno dei momenti di flessione ,causa il ricambio fisiologico. Chiaro che, se hai mezzi economici enormi,il ricambio è molto più breve e meno traumatico
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Ma per carità, Tullio, mica è una guerra, in cui si cercano gli alleati.
Roberto dice che Hojlund non è un campione. Forse è vero, ma almeno per questi rimi due anni sarebbe stat molto più utile di Bonny, che pure mi è simpatico. In futuro non si sa.
Poi è troppo comodo se vai su elementi di terza fascia, che si confermano elementi di terza fascia, prendersela con chi, obbedendo ai diktat dei proprietari, è stato costretto a rivolgersi a quelle fasce di mercato
Poi c’è un fatto che vine trascurato: i campioni non li puoi prendere; i ventenni di prima fascia neppure.
Allora perché non rastrellare i 15-16enni migliori in giro per il mondo?Quelli hanno prezzi ancora accessibili. Io preferisco il miglior sedicenne al trentesimo ventiduenne
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Può sicuramente essere come dici sui 16enni anche se ormai pure in questa fascia d’età il drogato mercato calcistico fa si che il Real paghi 70 mn il 16enne Endrick…
Onestamente io mi sono messo il cuore in pace: campioni che sono tali perchè a suon di prestazioni ce ne siamo accorti anche io e te da noi non arriveranno (almeno in questa fase storica).
Buoni giocatori, invece, si e qualcuno potrà magari evolvere in campione.
Ma li serve bravura nel prendere, a parità di prezzo, giocatori migliori di altre squadre.
Non è il sogno del tifoso ma, come ci ha ricordato anche Carnevali, è questa la realtà per i team italiani
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Non so se Chivu sia il più grnde allenatore. Di sicuro però è il più grande uomo che fa l’allenatore
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l’U18 ha perso 5-1 col Genoa. Così mi hanno detto
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Un solo convocato dell’Inter per il mondiale U15. Si tratta del portiere Galliera che ovviamente credo sia il fratello del più noto Carlo
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Per quella minima importanza che possono avere gli HL,ma vedendo quelli di Genoa-Inter 5-1 ,mi ha colpito l’arrendevolezza di molti giocatori,specialmente nei difensori. Ripeto è solo un ‘impressione superficiale.
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senza sapere niente, è stranissima questa involuzione totale dell U18: ha fatto fuoco e fiamme fino al derby (vinto 6-1 se ricordo bene), poi è letteramente schiattata, sta prendendo imbarcate ad ogni partita … :-(
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Delude anche la Primavera.Non ho potuto vederla dal vivo per una fortissima influenza, ma anche dalla tv si è visto che il Como ci ha impartito un’autentica lezione di gioco.La partita l’hanno fatta sempre loro, anche quando erano sotto di 2-0 e per un’ora hanno giocato in 10.
Campo occupato benissimo, pressing alto straorganizzato.L’Inter in pratica tira in porta due volte all’inizio dei due tempi e segna due gol. Sempre a seguito di errori individuali dei difensori lariani, ben sfruttati dai nostri.
Sotto pressione noi abbiamo sempre faticato a ripartire: carrara, per dire nonnha mai visto una palla nei pressi dell’area avevrsaria.
Un’opinione personale che non vuole essere un giudizio: quando l’avversario che ti pressa altissimo gioca in 10 per un’ora: tu hai una chence importante, allargare il più possibile il campo.
Cosa che non puoi fare se i due esterni della linea a 4 sono due centrali. Certo, Sorino era con l’U23 e Rocca hai dovuto sostituirlo perché ammonito, ma moranduzzo era sicuramente più offensivo di peletti e poi si poteva cercare un’altra soluzione.
E’ un dettaglio, eh, la partita loro l’avrebbero dominata comunque
Mah…sinceramente sono preoccupato per la prossima partita col Brugge
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Bene ieri con un Parma onestamente non proprio incontenibile. Dietro però qualche brividino lo avvertiamo sempre, contro avversari rapidi i ns centrali faticano volendo tenere una linea molto alta. Bene Stankovic, speravo che entrasse con buon minutaggio. Bene anche Sucic, anche se DEVE stare attento a non perdere certi palloni a centrocampo con la ns difesa tutta alta … Spence ha dimostrato di avere un più che discreto piedino, speriamo abbia anche gamba. Buona Domenica.
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inviato il post su inter Parma. Per questa settimana niente appendice con i report del settore giovanile
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Post ricevuto Luciano, lo pubblico tra questa sera e domani.
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Post online: https://buu.zone/2026/10/11/inter-cambiabili-inter-parma-3-0/
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