
Se si perde il derby siamo in flessione, se si vince largamente a Rotterdam siamo una squadra forte?
Le valutazioni sono legate al risultato di ogni singola partita?
Be’ il risultato conta e quando si dà un giudizio lo si dà sulla prestazione esaminata in primo luogo.
Poi si cerca di capire le cause di ciò che è positivo o negativo e quindi delle possibili conseguenze in proiezione stagionale.
Logico che oggi ogni ‘esaminatore’ sia più sereno rispetto alla sera del derby: ma i problemi restano, così come dopo il derby restavano i punti di forza oggettivi.
Il maggior punto di forza oggettivo è che il nucleo storico costruito alcuni anni or sono ha grandi qualità tecniche e morali, mentre sul piano del ritmo e dell’intensità, non è mai stato eccezionale e ora comincia ad avvertire qualche scricchiolio.
Le integrazioni portate negli ultimi mercati sono ancora in fase di evoluzione, ma per il momento con singole eccezioni non hanno mostrato di essere del livello del gruppo storico.
Ci sono tante spiegazioni per le differenze di prestazione tra Milan e Feyenoord, tante davvero.
Il Feyenoord gioca un calcio che oggi si ama definire Europeo (del resto sono stati proprio gli olandesi i primi a proporre per primi momenti calcistici ‘moderni’), ma, aldilà del tipo di gioco,
- non ha i difensori del Milan (Pavlovic, Gila, de Winter, per non parlare di alcune altrnative);
- non ha un centrcampista devastante come Rabiot e un altro divino come Modric;
- ha attaccanti interessanti ma al momento più ‘leggeri’ dei Saelemaekers, dei Cisse, dei Diego Moreira, dei Pulisic, dei Gonzalo Ramos;
- a livello tattico dunque non ha la stessa capacità di copertura difensiva, ma nemmeno la stessa attitudine a colpire in profondità.
Resta una squadra molto forte ed io sono felicissimo per la vittoria, per la prestazione forse insperata e per il dominio espresso.
Ma questo non mi può e non deve impedirmi di continuare a ragionare, dopo la giusta esultanza.
Una situazione su cui per me vale la pena di ragionare è l’inizio gara, che certamente ha condizionato lo svolgimento successivo.
Col Milan siamo subito andati sotto di due gol, poi abbiamo fatto un grande sforzo per reagire, abbiamo sfiorato il pareggio, impeditoci solo da un grandissimo portiere e da qualche errore di tiro.
Poi abbiamo perso lucidità e subito il terzo gol.
Contro gli olandesi siamo subito andati in vantaggio con un gol clamoroso e per certi versi irripetibile e abbiamo presto raddoppiato.
C’è stata un po’ di suerte, negativa col Milan e positiva con il Feyenoord, ma io sono convinto che la suerte la si merita.
Contro il Milan siamo entrati male, contro il Feyenoord benissimo.
Poi ci stanno altri fattori: contro il Milan erano assenti in pratica tre attaccanti su quattro, abbiamo dovuto cambiare modulo e schierare giocatori in ruoli mai provati prima. Oltre a far riposare Dimarco.
Ma a mio parere gli elementi decisivi sono stati due.
In Olanda sono scesi in campo undici giocatori veri, nel senso di completi, pronti, finiti e autorevoli nel modo di stare in campo.
Bastano un paio di giocatori non ‘completi’ o fuori ruolo per mettere in crisi il sistema di gioco e gli altri singoli, nelle partite importanti.
Ma c’è un altro fattore: difensore centrale e braccetto di destra.
Partiamo dallo scorso anno: i titolari come centrali sono prima Acerbi e quindi de Vrij. Così era con Simone mister.
Chivu volva alzare la difesa, per motivi diversi aveva un po’ meno fiducia nei due ex laziali, che comunque hanno giocato spesso.
Ecco che in alternativa ha provato ad adattare Akanji centrale.
Ma aveva due centrali di ruolo che giocavano spesso e si alternavano, secondo le necessità, le condizioni e l’avversario.
Quest’anno i centrali non ci sono e Akanji deve per forza e sempre giocar lì, chiunque sia l’avversario, perché l’alternativa sarebbe Bastoni. E in genere alla sua destra deve esserci Bisseck con l’alternativa Pavard.
Contro i rossoneri, forse anche a causa di coperture inadeguate e di spazi più ampi determinati dallo svantaggio iniziale, i due non hanno fatto benissimo.
In Olanda, contro attaccanti di altro tipo e forse perché meglio ‘coperti’ dai compagni hanno fatto bene.
Ma, mettiamola almeno così: sarebbe indispensabile che Stones tornasse spesso, almeno come alternativa, e che desse un rendimento adeguato.
In ogni caso contro il Feyenoord che, ricordiamolo, è forte ma non è una big europea, la nostra squadra ha impressionato per come ha tenuto il campo, direi sfrontatamente.
Sicura nel palleggio, abilissima nel costruire verticalizzazioni, solida nelle fasi difensive.
Io ci speravo, ma certo non me lo aspettavo.
Forse, oltre alle circostanze ricordate prima, contro il Milan abbiamo anche pagato la necessità di fare punti in Europa, dove eravamo in ritardo.
A livello di assenze, di giocatori schierati e di intensità.
Poi bisogna ricordare che grazie al nostro inizio ‘diverso’ non siamo stati costretti ad assediare difese asserragliate, praticando continui e sterili ma inevitabili passaggetti laterali, col rischio di prendere noi la ripartenza avversaria.
Penso che questa sia un’analisi abbastanza oggettiva e anche ottimistica, perché no?
I buchi che sarebbero da colmare restano, ma abbiamo dimostrato che in molte partite siamo comunque in grado di esprimerci ad alti livelli e forse, se i nuovi acquisti cominciassero a rendere come speriamo, potremmo trovare anche più continuità, soprattutto contro le rivali, con le quali spesso stentiamo.
Secondo me infatti da questa partita usciamo con una forte convinzione: la nostra squadra è ancora molto forte, quando è al top o vicina allo stesso.
Se a livello di organico lo potrà essere con la continuità dagli impegni stagionali, è il dubbio che, almeno io, mi porto.
Comunque oggi è il momento di esultare per una prestazione in assoluto tra le migliori degli ultimi tempi.
Le statistiche.
Alcuni dati a mio parere sono molto interessanti.
Partiamo dal possesso palla: 52 a 48% per loro.
Se consideriamo che giocavamo in trasferta, una grande e decisiva sfida di CL e che siamo stati in vantaggio per quasi tutta la partita, a mio parere è un dato che mostra una personalità e quindi un approccio eccellenti
Loro hanno portato 45 attacchi contro 35, ma anche questo dato è positivo.
Ovvio che chi deve rimontare spinge di più.
I tiri verso la porta sono stati 12 a 11 per loro a dimostrazione del fatto che i nostri attacchi, sostenuti da un possesso minore, sono stati più incisivi.
Infatti i tiri nello specchio sono stati 3 per loro ed esattamente il doppio (6) per noi.
Sostanziale equilibrio sui corner e, attenzione attenzione, sui dribbling: prevalgono loro ma solo per 12 a 10.
Questo valore per noi è eccezionale.
Un dato un po’ in contro tendenza è quello relativo alla percentuale di passaggi riusciti.
Non si tratta tanto del lieve scarto a loro favore (2%) ma del numero relativamente basso per noi: 87%, quando sappiamo che a livello europeo si considera positivo un valore sopra i 90 e sappiamo pure che quasi sempre noi raggiungiamo e superiamo questa percentuale.
Il maggior possesso palla naturalmente ha comportato anche un maggior numero di passaggi riusciti per gli olandesi, mentre noi prevaliamo (53 a 41) nelle verticalizzazioni.
Un dato davvero curioso riguarda i passaggi verso sinistra e verso destra per noi: il numero è esattamente lo stesso: 114 in entrambe le direzioni.
Loro hanno fatto più passaggi nel terzo offensivo (50 a 34), ma noi abbiamo all’attivo più passaggi in area (10 a 7).
Questo significa che il nostro filtro, ai limiti dell’area stessa è stato molto efficace
Entrambe le squadre hanno completato pochi cross (5 a 2 per loro).
L’impegno corale oltre che nel filtro davanti all’area, emerge anche dal numero di palloni recuperati, 45 a 35 per noi, mentre loro sembrano aver messo più determinazione o forza fisica nei contrasti, avendo perso solo 4 tackle contro i nostri 8.
Superiorità tecnica emersa nei disimpegni completati (e con in campo Barella, Calha, Zielinski e poi Miki non potevo dubitarne): 15 a 10 per noi.
4 parate per il loro portiere, contro tre del nostro, che però si è prodotto in più uscite (3 – di cui due basse – a 1).
Del resto abbiamo corso più di loro: 126,8 km, contro 124,6.
Un dato molto curioso, l’ho lasciato ultimo volutamente, è quello degli expected goal (xG): 0,92 contro 0,71 del Feyenoord.
Differenza minima, dopo un 3-0 (e sarebbe stato 4-0 se pio avesse avuto un braccio… più corto).
Consideriamo quindi gli expected goal on target che è di 2,34 per noi contro 0,25 degli olandesi.
L’insieme di questi dati si può spiegare con la natura dei nostri gol, due dei quali – Bisseck e Zielinski – sono apparsi prodezze risolutive più che occasioni oggettivamente facili.
L’insolita… felicità nelle conclusioni da fuori di questi due nostri giocatori, ci riporta un po’ al discorso sulla… suerte.
Ma testimonia anche che la suerte è stata cercata e in essa si è creduto, consapevoli delle proprie potenzialità.
Le pagelle
Pepo:
ho letto che alcuni amici non sono ancora convintissimi. Neppure io. Però questa volta ha compiuto un ottimo salvataggio, in occasione dell’unico tiro loro vero. Poi ha sbagliato un’uscita alta ed è uscitoin modo intempèestivo su una palla controllata da Akanji. Con i piedi non ha sbagliato, ma i brividi li ho provati.
Comunque per me stavolta è
6
Bisseck:
il gol lo ottiene calciando di sinistro una palla che molti attaccanti famosi non avrebbero insaccato. Spinge per tutta la partita, non perde un contrasto e non comemtte leggerezze difensive.
7
Akanji:
dimostra che in certe partite e contro certi vversari può far bene anche da centrale.
Questo non significa che un centrale di ruolo non servirebbe, ma lui se l’è cavata bene, sempre attento e concentrato. Sull’uscita avventata di Pepo non ha responsabilità: prudentemente rinvia.
Spiace per il giallo inutile.
7-
Carlos:
altra prova di livello superiore, a confermare il suo momento magico. Dove c’è lui non si passa e si esprime anche in diagonali efficaci che risolvono situazioni pericolose dalla part dei compagni
7
Spence:
sinceramente l’esperienza al genoa non la ricordavo, ma ai mondiali avevo visto in lui e in Romero due autentici dominatori, capaci di non farci rimpiangere, nei rispettivi ruoli, Acerbi (e de Vrji) e Dumfries. Dopo un p’ di rodaggio sembra confermare queste impressioni. Concentrazione, velocità potenza, ottima conduzione di palla e… due assist.
7
Barella:
completamente trasformato rispetto al derby, Non cerca giocate ad effetto, corre per tutti è sempre dove c’è bisogno ed è completamente affidabile nell gestione della palla in uscita.
7
(Sucic:
quindici minuti scarsi senza particolari apporti.
s.v.)
Calhanoglu:
fondamentale per dare equilibrio alla squadra. Si dice che lo vogliano juve e Come e si capirebbe perché. Si fa trovare sesso sulla linea dei difensori o poco più avanti, csì assicura il filtro protettivo e, se anche si vede meno in avanti, calamita tutte le le palle in uscita e organizza le manovre offensive.
7
(Mkhitaryan:
quando ti affidi a giocatori veri, possono anche sbagliare una giocata, ma il peso nel contesto del match o della parte di esso in cui si esprime risulta considerevole.
7)
Zielinski:
ragazzi, ma di che cosa stiamo parlando? Raddoppia sisteaticmente su Moussa, aiurando Dima in mod decisivo, gioca una quntità di palloni, sempr con estrema lucidità. Si adatta stare più basso, ma quando può fare la mezz’ala sfiora un gran gol e ne realizza uno bellissimo…
7
(Stankovic:
pochi minuti senza la possibilità di mettersi in mostra
s.v.)
Dimarco:
finalmente una prestazione quasi al suo livello abituale.
Gli manca ancora un po’ di lucidità in fase di rifinitura o di conclusione, ma corre molto e con profitto. Meglio quando va in aiuto di un compagno raddoppiando che quando affronta un dribblatore uno contro uno. Ma questo si sapeva.
6.5
Thuram:
la presenza di Pio in mezzo all’area lo induce a un gioco diverso. Svaria molto mettendo a dura per i suoi marcatori, ma poi in area si vede meno del necessario e forse senza la cattiveria che sarebbe richiesta.
6+
(Bonny:
si dà molto da fare uscendo sulle fasce per far allargare l difesa ospitante e per dare un punto di appoggio a chi a turno gestisce le nostre ‘uscite’.
In area si vede poco.
6)
Pio:
fa un gran gol e solo la suerte – sotto forma di qualche centimetro non certo influente – gliene nega un altro.
Questa è la norma che a volte ti favorisce a e atre no, ma che per me, lo dico anche quad ci favorisce, sarebbe da cambiare.
Per il resto lotta e si rende prezioso.
6.5
All. Chivu:
deve solo… far giocare per 50 partite i ragazzi a questo livello e sperare che pochi infortuni e crescita di alcuni nuovi gli consentano le opportune rotazioni.
7
Youth Legue: Feyenoord – Inter 3-1
Solo qualche accenno a questa partita che conferma le difficoltà incontrate attualmente dal nostro settore.
I ragazzi sono stai bravissimi, perché contro una squadra assolutamente leader in Europa in questo momento, sono rimasti a lungo in partita.
La domanda è se una società come l’Inter non dovrebbe attrezzarsi per tempo se partecipa a questo tipo di competizioni.
Basta leggere la formazione:
Farronato
Lissi
(30′ st Moranduzzo)
Breda
Peletti
Sorino
(17′ st Putsen)
D’Agostino
(17′ st Rocca)
La Torre
(30′ st Moressa)
Cerpelletti
El Mahboubi
Grisoni Fasana
Vukaj
(35′ st Kukulis)
A disp.: Galliera, Pavan, Kartelo, Franchi.
All. Bigica
Per chi conosce anche fisicamente i ragazzi, basta questo elenco per capire come non fosse possibile affrontare una squadra che è tra le più forti in Europa, non tanto sul piano della tecnica, ma della forza, della velocità della padronanza del campo.
Solo un esempio: che ci fa il povero ‘Griso’ a giocare da nueve, sia pure – forzatamente – falso nueve, tra due colossi?
E come può quel centro campo, pur talentuoso, reggere il confronto fisico con atleti devastanti?
Serve con urgenza una svolta, finanziaria prima di tutto e poi tecnico-atletica nella conduzione dell’intero settore.
Se la vuole e può fare Oaktree, per me va benissimo.
Intanto i ragazzi meritano solo elogi.
Luciano Da Vite
miliano, il titolo era ‘di giocatori veri
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Concordo con analisi.
Episodi, negativi sabato e positivi ieri, indirizzano parecchio.
Fondamentale non essere andati sotto perché in Europa riprenderla è più dura in quanto avversari tendenzialmente hanno elementi di gamba e tecnica a sufficienza per non farsi schiacciare.
Domenica sarà altro bel banco di prova.
A proposito di Como, posto questo link con rivelazione di un giornalista, ammesso che sia vera, secondo cui Nico Paz avrebbe rifiutato tutti, anche Real, pur di stare al Como.
https://www.fcinter1908.it/calciomercato/mercato-inter/nico-paz-retroscena-inter-sue-parole/
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Mi scuso con Luciano e con tutti gli utenti del blog per il refuso. Ho corretto il titolo!
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