La legge del calcio: Lazio – Inter 3-1

Contro la Lazio abbiamo probabilmente giocato (sul piano estetico) la migliore partita della stagione. Ma abbiamo perso. Siamo stati superiori come quadratura di squadra e siamo riusciti a rendere quasi inoffensivi i loro uomini migliori. Ma tutto questo non è bastato. Sono mancati l'uomo dell'ultimo passaggio, l'uomo che tramuta in qualità il gioco della squadra. E in prospettiva ci mancano una prima punta di peso e di bravura, che faccia salire la squadra, attiri su di sé più marcatori e... faccia goal. Vero che Lautaro e Dzeko hanno fatto molti goal in campionato fino a questo momento, ma è anche vero che contro avversario di livello abbiamo perso (Real, Lazio) o pareggiato (Atalanta, Shakhtar). Quindi produciamo un gioco divertente, ma difficilmente contro avversario ella nostra altezza, lucido, cinico e efficace. Dopo essere stati lungamente in vantaggio siamo stati puniti da un episodio (discutibili a termini di regolamento, ma in ogni caso casuale) abbiamo completamente ceduto, senza ricompattarci e provare a vincere la partita. Adesso abbiamo due occasioni molto importanti davanti. La sfida contro lo Sheriff in Champions (se non vinciamo siamo fuori dalla coppa) e poi la Juventus in campionato. Due partite che in ogni caso ci diranno molto sul prosieguo di una stagione che fino a questo momento non è stata brillante e che comunque ci lascia diversi interrogativi sul piano del gioco della squadra e su quanto questo sia "sostenibile" (in termini di dispendio anche di energie) e soprattutto efficace e produttivo in termini di risultati.

Under 17, una squadra da seguire con molto interesse: Inter – Cagliari 5-0

Un post dedicato alla nostra selezione Under 17. Si tratta di una squadra che va seguita con molto interesse e che nell'ultimo turno di campionato, ha battuto nettamente i pari età del Cagliari con il risultato di cinque reti a zero. La squadra, allenata dal mister Tiziano Polenghi, è prima in classica con 13 punti (come il Vicenza), frutto di quattro vittorie e un pareggio. Abbiamo un calendario favorevole, ma i veri test decisivi devono ancora arrivare. Se guardiamo ai numeri, abbiamo segnato più delle rivali e in particolare abbiamo realizzato 19 goal su 24 nelle tre partite casalinghe finora disputate. Contro il Cagliari mancavano veramente parecchi giocatori, cosa che ha permesso al mister di sperimentare varianti tattiche e schierare uomini in ruoli diversi, per valutarne l'adattabilità. Il Cagliari è rimasto in partita per il primo tempo, chiuso per il 2-0 per noi, ma nel secondo tempo con la nostra corsa lunga (abbinata a una tecnica buonissima mediamente e per alcuni di livello superiore) li abbiamo definitivamente schiantati. Sugli scudi: Aidoo, Berenbruch, Di Maggio. Adesso aspettiamo i test decisi per fare una valutazione accorta e più consapevole sul lavoro del mister e della squadra.

Una questione di equilibrio: Sassuolo – Inter 1-2

Se esaminiamo in particolare le ultime tre partite, vi troviamo una costante che non può che farci preoccupare. Per almeno un tempo su due subiamo l'egemonia degli avversari, anche quando questi non sono di un livello importante. Nell'altro tempo ci riprendiamo e (tranne con Atalanta e Shakhtar che sono un po' più forti) arriviamo a vincerla. Il gap tra il periodo peggiore della gara e quello in cui riusciamo a esprimersi meglio è troppo netto: la velocità del gioco, i ritmi elevati e la frequenza di impegni ravvicinati, sono alla base di un’inevitabile differenza fra due livelli di una stessa prestazione, sia nel caso che una squadra inizi forte e poi rallenti, sia nella situazione opposta. Questa Inter è ancora alla ricerca di un equilibrio, quindi di una perfetta organizzazione di gioco ovvro il modo più efficace di stare in campo in rapporto ai tuoi mezzi tecnici e atletici. Il lavoro che Simone Inzaghi ha davanti a sé è ancora tanto e difficile, perché il materiale umano a sua disposizione ha dei limiti ed alcuni sono evidenti. Tanti gli errori individuali in una partita dove sono stati decisivi i quattro cambi operati dall'allenatore: un ispiratissimo Dzeko; la furia di Vidal che ha rivitalizzato il centrocampo; il grande impatto sulla gara di Darmian; la voglia di vincere di Dimarco. Bene il risultato finale, quindi, ma quadratura ancora da trovare.

Grande divertimento, ma conterà vincere quando ci si diverte meno: Inter – Bologna 6-1

Anche questa volta raddoppiamo dedicando il post sia alla prima squadra che alla partita della Primavera di Christian Chivu che in trasferta ha battuto i pari età del Bologna per 3-1 (Casadei 2, Iliev) e che è prima in classifica con Roma e Cagliari e sette punti in tre partite. Per la prima squadra, vittoriosa con il pesante risultato di 6-1, è stata una giornata senza dubbio soddisfacente: in trasferta a Bologna, l'Inter ha dominato e ha espresso anche un "bel giuoco". Felicissimi per la prestazioni, bisogna convervare tuttavia tanto l'ottimismo quanto la giusta prudenza per vedere se con le piccole andrà sempre così. Per il resto a livello di esito, finora, sia con la Samp che con il Real non è andata sempre benissimo, ma in questo senso è stata incoraggiante la gara di Verona dove, pure grazie a due prodezze individuali, abbiamo vinto in rimonta nel finale. Adesso arrivano tre partite davvero importanti: Fiorentina in trasferta, Atalanta a San Siro e Shakthar in trasferta. Arrivarci avendo fatto bene e avendo dimostrato interessanti possibilità di gioco è sicuramente meglio che arrivarci in difficoltà... Sugli scudi, contro i felsinei, un gigantesco Milan Skriniar, Dumfries, Barella e Brozovic (ma non è una novità), un Lautaro Martinez sempre più leader della squadra e Edin Dzeko, il cui ingresso ha cambiato e reso più fluida la manovra della squadra e autore di una doppietta. Aspettiamo un suo contributo decisivo negli eventi più difficili e importanti.

Bella senz’anima, o meglio, senza punti: Inter – Real Madrid 0-1

Questa volta raddoppiamo. Dedichiamo infatti il post sia alla doppia sfida contro il Real Madrid. Prima la partita disputata dai "grandi" di Simone Inzaghi e finita con la vittoria degli spagnoli per una rete a zero (goal di Rodrygo). Poi ampio spazio dedicato alla Primavera di Christian Chivu che ha pareggiato 1-1 grazie a una rete in pieno recupero di Nunziatini con una storica rovesciata. Ma il racconto della partita della Primavera è anche l'occasione per un'ampia riflessione sulla squadra di quest'anno e il lavoro che è stato fatto e viene fatto dallo staff delle giovanili. Tornando alla prima squadra, non ci sono dubbi sul fatto che la partita contro i madrileni potesse andare diversamente. Gli spagnoli hanno fatto solo due tiri in porta: un goal e uno non pericoloso. Noi abbiamo tirato 18 volte, di cui sei, da distanza ravvicinata, entro la luce dei pali. Courtois ha fatto un paio di grande parete, altre volte si è trovato la palla tra le braccia, ma non è un titolo di merito, si è trattato di errori di esecuzione dei nostri. C'è stata una dosa di cattiva suerte, certo, ma nel post analizziamo punto per punto che cosa non ha funzionato, contenti della prova fornita dalla squadra (nonostante tutto) ma consapevoli che c'è un grosso lavoro da fare per colmare le lacune di questo gruppo.

Sensazioni negative: Sampdoria – Inter 2-2

Le sensazioni dopo la partita di domenica contro la Sampdoria, non sono particolarmente positive. Inutile guardare i punti a questo punto della stagione. Le preoccupazioni derivano da altre considerazioni e dal timore che la squadra fortissima del girone di ritorno dello scorso campionato sia definitivamente svanita e che si stia tornando alla squadra incostante (perché incompleta) del livello pre-contiano. È un timore - fondato - ma non è una certezza. Si è dovuta constatare una mancanza di potenza, di compattezza feroce, di completezza tecnico-tattica, di utilitarismo visto in certo positivo, cioè come volontà feroce di raggiungere comunque il risultato, anche con gli accorgimenti che piacciono meno agli esteti. Perché alla fine è il risultato che conta nel calcio, piaccia o non piaccia. Abbiamo fatto qualcosa di più della Sampdoria e il risultato ci va stretto, ma non siamo stati capaci di gestire la partita e questo è un limite preoccupante e che bisognerà superare presto. Simone Inzaghi ha evidenti problemi di quadratura da risolvere e poco tempo per farlo. Incombono sfide importanti e ravvicinate e più che dalla partita di Genova, lo giudicheremo da come affronterà i prossimi impegni.

Con un Tucu di classe, anzi due: Hellas Verona – Inter 1-3

La partita di Verona contro l'Hellas è stata completamente differente dalla prima di campionato contro il Genoa. Eventi - in parte - casuali (l'errore di Handa, il goal del pareggio sulla rimessa laterale di Perisic) hanno cambiato completamente il volto della partita: prima l'hanno consegnata ai veronesi. Poi l'hanno riaperta. Ma è stato decisivo in ogni caso l'intervento del mister Simone Inzaghi, con cambi azzeccati e anche un po' fortunati (ma questo non è certo un demerito), perché avvenissero gli "episodi" da tre punti. Dimarco ha dato nuova spinta subentrando a un comunque ottimo Perisic; Vidal ha sostituito un Brozovic non al top per quello che riguarda la prestazione; Joaquin Correa, all'esordio in maglia nerazzurra, ha sostituito Lautaro Martinez, sfinito anche a causa di una preparazion incompleta. Poi sono entrati anche Sensi e Vecino... In questa ultima fase siamo più incisivi, fino alla realizzazione delle due reti del Tucu. L'abbiamo portata a casa e questo conta, ma sono emerse tanto note positive quanto motivi di preoccupazione, che sarebbe sbagliato sottovalutare. Tra le seconde, le difficoltà dei centrocampisti di imporsi su avversari "assatanati" e la mancanza di penetrazioni. Il campionato italiano non è una gara sui 100 metri, ma una maratona: potenza (forza + corsa), accompagnata da una decente dose di qualità, alla lunga è determinante. Il dubbio è se avremo concretezza e continuità per tutta la durata della stagione...

Primavera e non solo: un bilancio difficile

Il bilancio per quello che riguarda la stagione della Primavera e in generale delle nostre giovanili è difficile. È stata un'annata a fasi alterne, anomala (con parte distribuite su 4-5 mesi), condizionata dalla pandemia e dalle disponibilità finanziarie (ne abbiamo già parlato) verosimilmente ridotte rispetto agli altri anni. Le valutazioni vanno fatte sotto tre differenti profili: i risultati conseguiti, la qualità del gioco espresso, la crescita dei singoli. Poiché è stato impossibile seguire le partite, abbiamo pochi dati diretti su U18 (prima nella "regular season", sconfitta in semifinale dal Genoa) e su U17 (del tutto deludente, penultima nel suo girone). Nel post quindi ci concentriamo principalmente sull'U19. Abbiamo chiuso al primo posto nella "regular season", segnato poco, ma con la miglior difesa. In definitiva possiamo dire che proprio la sconfitta contro l'Empoli ha sul piano della prestazione sintetizzato e inglobato tutte le problematiche che hanno contraddistinto la nostra stagione. Abbiamo schierato la miglior formazione possibile dal punto di vista del modulo utilizzato e dimostrato intelligenza calcistica, ma siamo stati dominati sul piano del ritmo, della continuità, dell'aggressività. Sapevamo tutti quali erano i punti deboli e cosa sarebbe servito sul mercato: non avevamo giocatori per imporre il nostro gioco come difensori in grado di rompere la linea e aiutare il centrocampo e costruttori di gioco in mezzo. Abbiamo dovuto giocare di rimessa e con la squadra bassa e non in grado di accompagnare la manovra e con attaccanti sempre "stremati". Fare di più sul piano dei risultati era impossibile. L'allenatore Madonna ha fatto quello che poteva sulla crescita del gioco e dei singoli. Tra questi va segnalata la crescita importante di questi giocatori: i due portieri Filip Stankovic e Rovida, Zanotti, Hoti, Vezzoni, Satriano.

Ogni salita è anche una discesa

La realtà è chiara: abbiamo una proprietà abile e capace, ma che non è in grado di competere con le 20 finanziariamente più potenti in Europa. I problemi si sono cominciati ad avvertire da un paio di stagioni già in relazione al settore giovanile (vi dedichiamo anche spazio nel post, con particolare attenzione alla Primavera) ma adesso dobbiamo prendere atto del fatto che non ci sono i soldi per mantenere l'Inter al vertice e che se eravamo a un passo dal Paradiso calcistico, adesso dobbiamo ridimensionare le nostre aspettative. La proprietà fa il possibile, ma le dichiarazioni rilasciate in questi giorni da Steven Zhang ci dicono che sono obiettivi dichiarati la riduzione dei costi e ottenere ricavi dal mercato. Oltre che costruire la squadra con l'allenatore e restare competitivi... A quale livello però lo sapremo solo alla fine della prossima sessione di mercato. Mentre viene data grande fiducia a Simone Inzaghi ("Giovane, con grande potenziale, adatto alla conformazione della nostra squadra") e chiesto tempo e supporto e pazienza ai tifosi.

Primavera 1: Roma – Inter 1-3

Lo dico simpaticamente. Conosciamo il grande amore che Luciano Da Vite ha per tutti i nostri "ragazzi", dalla prima squadra a tutte le selezioni giovanili, che conosce come pochissimi altri o nessuno. Eppure lui stesso, dopo la sfida contro la Roma vinta dai nostri ragazzi, ammette di essere stato "ingrato" nel valutare il lavoro svolto dalla società e dal mister. L'Inter Primavera, allenata dal mister Armando Madonna, vince tre a uno a Roma e ottiene il primato in classifica. Chi ha seguito la stagione dei nostri ragazzi, sa benissimo che questo risultato era insperato. La squadra di due anni fa e degli anni precedenti, per come erano strutturate, avevano quasi l'obbligo di vincere. Questa non sappiamo se vincerà, ma comunque vada a finire è stato fatto un grande lavoro dai nostri dirigenti delle giovanili e dall'allenatore e dal suo team. Difficoltà finanziarie hanno inciso pesantemente sul settore giovanile. Gli ultimi due anni sono stati spesi dei soldi solo per giocatori classe 2003 e classe 2004. Eppure nonostante queste obiettive, l'occhio lungo dei nostri dirigenti ha prodotto la convinzione che, lavorando moltissimo sui giovani già in organico, si poteva comunque formare squadre competitive. Oggi siamo primi in U19 (con pochissimi fuori quota rispetto agli altri), U18 e U16. Nel post parliamo della sfida del Campionato Primavera 1 tra la Roma e la nostra Inter terminata con il risultato di tre reti a uno per noi.