Primavera e non solo: un bilancio difficile

L’esultanza dei nostri ragazzi dopo il goal di Martin Satriano nella sfida vinta dalla Primavera a inizio giugno contro il Bologna.

Dopo un’annata a fasi alterne, l’epilogo della stagione ha lasciato in noi tifosi una comprensibile delusione che spesso porta  a giudizi sommari.

La situazione è complessa, per la quantità di elementi da valutare, che spesso sfuggono alla conoscenza del singolo tifoso, indotto a formulare le sue valutazioni sulla base, comunque impressionistica, di quanto visto in campo.

Che è importante, ovviamente, ma non spiega tutto.

Perché prestazione e risultato sono solo la conseguenza di una serie di fattori non valutabili dall’esterno, se non in forma dubitativa.

Ne cito alcuni:

  • la stagione del tutto anomala con le partite distribuite su 4-5 mesi anziché su 9-10.
  • il ‘disturbo’ provocato dalla pandemia che ha colpito molti giocatori (non solo nostri, ovviamente) con effetti e conseguenze diversi, anche in termini di interruzione della preparazione, sui singoli.
  • le disponibilità finanziarie verosimilmente ridotte rispetto agli altri anni (si pensi solo alla perdita dei due più forti 2003 e ai due mercati – estivo e invernale – praticamente inesistenti per l Primavera).

Nei fatti qualche arrivo di spessore ha riguardato solo i 2004.

La necessità conseguente di lavorare su quanto si aveva in casa con situazioni deboli evidenti e comunque su gruppi incompleti anche dal punto di vista delle qualità tecnico-atletiche e  tattiche da amalgamare.

Potrei aggiungere la situazione e le scelte in qualche modo obbligate rispetto ad altre società.

Il mercato attuale delle squadre di A sta confermando che gli effetti economici della  pandemia non sono stati uguali per tutti. E questo si è verificato persino livello giovanile, dove molte società hanno potuto rinforzarsi enormemente con acquisti anche prestigiosi e hanno scelto di tenere fino a 8 fuori quota, fra i quali scegliere quelli da schierare nelle singole partite.

Ci sono poi altre situazioni che non conosciamo, non avendo potuto seguire neppure un allenamento: è proprio nella preparazione iniziale e negli allenamenti che si provano le diverse possibilità di gioco, ed è da presumere che le soluzioni scelte,  anche quando non piacciono, siano risultate le più idonee nel contesto dato.

Comunque la stagione va valutata sotto diversi profili:

  • I risultati conseguiti.
  • La qualità del gioco espresso.
  • La crescita dei singoli.

Il tutto tenendo presente gli scarsi elementi di conoscenza da parte del tifoso e l’incidenza dei fattori sopra ricordati.

Esaminiamoli separatamente.

I RISULTATI

(Aggiungo qui qualche considerazione su U18 e U17  perché per l’U18 ci sono elementi in comune, mentre l’U17  può proiettare i suoi effetti sulla prossima stagione delle categorie superiori).

U19

Prima a pari punti nella regular season (cioè in 30 partite) con una media di quasi 2 punti a partita e otto punti di vantaggio sull’Empoli, ultima classificata, all’ultima giornata, per i play off.

L’Inter ha segnato poco, meno di tutte le prime sei, ma ha subito meno delle altre.

In semifinale è stata eliminata dall’Empoli che sul piano del gioco l’aveva dominata, anche se l’eliminazione è arrivata all’ultimo minuto di recupero, con la squadra in nove e con un gol segnato dai toscani in evidente fuori gioco.

Ma si è arrivati a dire che hanno giocato da i decerebrati.

U18

Percorso simile, anzi per alcuni aspetti anche più clamoroso.

Nella regular season (20 partite) Inter prima con 41 punti. Cinque di vantaggio sulla Roma e ben 14 su Atalanta e Genoa, ultima qualificata.

Inter che ha segnato più di tutti (ben 19 più del Genoa) e ne ha subiti meno di tutti 12 meno del Genoa, per una differenza reti di + 31.

Anche loro hanno ricevuto… l’ambito riconoscimento.

Le due squadre sono state eliminate dall’ultima qualificata nella r.s. ma entrambe avevano già sofferto contro le rispettive rivali in campionato.

U17

Penultima nel suo girone e ovviamente esclusa dalle finali

Pur nella delusione dell’ultima partita, la stagione dell’U19 deve  a mio parere  considerarsi positiva.

In partenza non era certo pronosticabile nelle prime 4 perché numerose squadre, avendo fatto le scelte diverse alle quali abbiamo accennato   prima, apparivano superiori.

Parleremo in seguito della partita con l’Empoli in un certo senso emblematica della nostra stagione.

Più difficile esprimersi sull’annata dell’U18 per la quale possiamo dire che le grandi squadre non perdono le partite decisive, tanto meno se l’avversaria è palesemente inferiore. Quindi anche a loro qualcosa manca sicuramente.

Una  valutazione minimamente responsabile e informata è resa impossibile per il fatto che quella con il Genoa è l’unica partita che i telespettatori hanno potuto vedere.

Del tutto deludente il campionato dell’U17.

Anche qui non disponiamo di elementi di valutazione diretti, ma i risultati sono già eloquenti, soprattutto se consideriamo che chi si è qualificato, con grande margine su di noi,  nel nostro girone, non ha fatto altra strada.

E comunque i limiti dell’U17 si erano visti già nei precedenti campionati.

Normalmente due semifinali e una eliminazione in r.s. sarebbero buoni  risultati, per qualsiasi squadra, eccetto forse l’Atalanta.

Noi eravamo abituati a ben altro, ma i segni di un relativo ridimensionamento erano già evidenti.

Per quanto concerne il risulto negativo dell’U17 bisogna dire che questa squadra è nata male e non è stato possibile correggerla negli anni.

In estate gli sforzi maggiori sono stati fatti proprio sui 2004 con gli acquisti onerosi di Botis, Grygar e Iliev che però hanno giocato con i 2003.

LA QUALITA’ DEL GIOCO ESPRESSO

Chiaro che qui ci riferiamo solo all’U19 perché dell’U18, come dicevamo, è stato possibile vedere solo una   partita, che potrebbe essere stata influenzata da fattori contingenti.

Diventa allora necessario soffermarsi su Inter – Empoli, match che, dal punto di vista della nostra prestazione  sintetizza e ingloba, per così dire, tutte le problematiche che hanno contraddistinto la nostra stagione.

Allora.

Abbiamo schierato la miglior formazione possibile dal punto di vista del modulo utilizzato.

Modulo che non criminalizzerei in assoluto, visto come è andata con la prima squadra.

  • Il portiere era il migliore.
  • I tre centrali difensivi i  migliori, insieme a L. Moretti, poi subentrato.
  • Gli esterni erano i migliori insieme a Persyn poi subentrato.
  • Sui centrocampisti torneremo dopo.
  • Le punte erano le migliori.

Con un altro modulo avrebbe potuto giocare Fonseca, che non ha mai entusiasmato, con Ori trequartista. Ma anche di questo parleremo.

La squadra è stata dominata sul piano del ritmo, della continuità, dell’aggressività. Non dell’intelligenza calcistica, secondo me, perché giocare come sai è segno di intelligenza.

Alle qualità degli avversari ha opposto le caratteristiche che possedeva, alcune in quantità limitate, fisicità, nei difensori e in Satriano (relativamente in Casadei che è alto ma atleticamente ancora in formazione) tecniche e gamba, (negli esterni, con Ori in condizione ancora non ottimale) scarsa capacità aerobica in mezzo al campo e doti di costruzione del gioco palleggiato modeste

Secondo me va sgombrato il campo da alcuni equivoci.

  • Il primo è che anche a me piace vincere dominando gli avversari, chiudendoli nella loro metà campo, pressando alti e tenendo un ritmo micidiale per tutta la partita. ma se non lo posso fare, cerco di avere  il  meglio dal gruppo che ho.
  • Il secondo è che quando parlo di fisicità non mi riferisco sempre all’altezza, che è fondamentale in alcuni ruoli, possibilmente unita a rapidità e tecnica, ma anche alla potenza muscolare e polmonare, che invece sono decisive anche rispetto alla statura, in altri.

Per esempio: Kanté e Barella, lo stesso Sensi prima della catena di infortuni, non sono dei colossi, ma sono esplosivi. Hanno fisicità.

Con le loro caratteristiche eccellono in mezzo al campo e le stesse doti sono importanti sulle fasce.

Davanti  potrei citare decine di giocatori celebrati per le loro doti tecniche  che senza lo scatto e la potenza muscolare sarebbero stati mediocri  (Messi e Insigne, per esempio).

Lo stesso Baldanzi, che è apparso un mostro anche nella finale, dove ha segnato due gol, potrebbe essere arrivato al top della sua complessione atletica e vedremo con i grandi se potrà crescere ancora

In mezzo al campo secondo me considerato l’organico avevamo il maggior problema, poi cercheremo di vedere perché.

Davanti la prima punta di norma deve avere altezza e forza (ci sono eccezioni per la statura), la seconda punta (o trequartista) deve essere più rapida e continua.

Bene, contro l’Empoli abbiamo schierato:

  • Tre difensori centrali alti e potenti.
  • Una prima punta molto strutturata e una seconda punta più rapida e tecnica.
  • Due esterni brevilinei.
  • A centrocampo avevamo a disposizione: un incursore (Casadei), due play bassi (Sanga e Squizzo, poi ne vedremo le caratteristiche) un incontrista (Boscolo) due teorici costruttori di gioco (Wieser e Lindqvist) e un tuttofare col baricentro basso (Mirarchi).

Avendo scelto di schierare Zanotti, Vezzoni, Wieser e Ori, tutto si può dire tranne che avessimo schierato una squadra fatta metro alla mano.

Il tentativo è stato quello di avere un mix importante di statura e forza fisica (dove contavano) , potenza muscolare e qualità. Anche perché non esistevano altre scelte più efficaci

Purtroppo in avanti non avevamo giocatori di livello da affiancare a Satriano.

Fonseca ancora una volta ha deluso, Bonfanti è tecnicamente troppo grezzo e di Akhalaia non voglio parlare male, perché a Lado voglio bene e mi dispiacerebbe dire quello che ne penso come giocatore

E’ stato quindi necesario giocare con Ori seconda punta.

A centrocampo avevamo  due soli giocatori con le caratteristiche tecniche ‘teoriche’ di costruttori di gioco: Wieser (schierato) e Lindqvist. Entrambi non hanno le qualità fisiche e agonistiche per ‘guidare’ la squadra. Inoltre, proprio per i loro limiti, i due insieme sono chiaramente incompatibili.

Quindi abbiamo giocato con un incursore (Casadei) un play basso che non è certo un costruttore di gioco (Squizzo) e un solo elemento ‘di qualità costruttiva per altro rivelatosi, come quasi sempre, del tutto inconsistente.

Non avevamo giocatori per imporre il nostro gioco: non c’erano difensori alla Bastoni, in grado di rompere la linea per aiutare il centro campo e nemmeno centrali difensivi costruttori di gioco come de Vrji, non avevamo costruttori di gioco a centro campo ma avevamo due esterni e un centrocampista (Casadei) oltre a due punte abilissime negli spazi.

DOVEVAMO giocare di rimessa, aspettarli e ripartire, nelle condizioni date, sapendo anche che loro erano una squadra costruita sul ritmo, l’aggressività e l’intensità e che i nostri difensori, forti ma macchinosi potevano andare in difficoltà nell’uno contro uno.

E’ mia convinzione che sarebbe bastato avere (come caratteristiche, a prescindere dai nomi) un Agoumé play basso e uno Schirò al posto di Wieser e magari un difensore centrale più tecnico per giocarci la partita in modo completamente diverso.

Non parlo poi di cosa sarebbe successo se avessimo potuto schierare i due 2003 precocemente ceduti, in particolare Gnontò seconda punta con Ori trequartista

Secondo me tutti sapevano (sapevamo) quali erano i punti deboli e cosa sarebbe servito sul mercato.

Ma non è arrivato nessuno e noi abbiamo dovuto giocarci quasi tutta la stagione così: difesa protetta e fiammate offensive più che regolare e continua costruzione del gioco e della manovra. perché questo era nello stile, nelle gambe e nel cervello dei nostri titolari

Questa situazione spiega perché abbiamo avuto la miglior difesa e un attacco, come realizzazioni, da centro classifica.

Con la squadra bassa e non in grado di accompagnare in massa la manovra attraverso il palleggio insistito, le punte devono aiutare nella nostra trequarti e ripartire con progressioni profonde (in velocità, Satriano e in velocità più dribbling, Ori). In queste condizioni arrivi meno volte in area e può accadere che tu non sia lucido.

E spiega anche perché in quasi tutte le partite si sono dovuti sostituire gli attaccanti stremati, ricorrendo persino ad Akhalaia.

“L’Empoli ha dimostrato sul campo di essere almeno due categorie sopra le altre: tecnica, intensità, corsa… Poi almeno 3 grandi individualità.”

Ho letto anche questo.

Poi sono andato a rivedermi la partita  e ho constatato che l’Empoli ha segnato tre gol: il primo dopo un flipper in area, con il pallone che casualmente finisce a uno di loro; il secondo su una punizione che sarebbe stata respinta dalla barriera se la stesa non si fosse inopinatamente aperta, il terzo, al 124′ contro nove soli avversari, in netta posizione di fuori gioco.

In più ci sono state due belle parate di Filip.

Noi invece sul 2-1 abbiamo avuto la palla gol di Satriano, solo davanti al portiere, che 99 volte su 100 in quella condizione avrebbe realizzato e prima del loro 3-2 abbiamo avuto un’altra palla gol clamorosa con Bonfanti, che solo davanti al portiere al momento di calciare si è colpito un piede con l’altro ed è finito a terra.

Ci sarebbe stato anche un mezzo fallo da rigore a nostro favore ma lasciamo perdere.

Quindi questi, con le loro straordinarie qualità da extra terrestri hanno impiegato 124 minuti a metterci sotto  e lo hanno fatto nel modo irresistibile che abbiamo visto.

Magari noi abbiamo giocato da decerebrati, ma magari se avessimo giocato da intelligenti ci avrebbero rifilato 5 gol nei regolamentari, come all’Atalanta.

LA CRESCITA DEI SINGOLI

Secondo me è un argomento che non permette certezze, ma impressioni.

Le certezze la ha la società perché controlla scientificamente  e in modo continuativo una serie amplissima di parametri individuali.

Comunque:

  • Ci sono quelli che visibilmente sono cresciuti moltissimo.
  • Ci sono quelli che sono cresciuti ma non abbastanza per essere competitivi ai massimi livelli di categoria.
  • Ci sono quelli che sembra non siano cresciuti.

Nella prima categoria metterei i due portieri, Zanotti, Hoti, Vezzoni (per altro fuori quota), Satriano (ricordate le prime partite quando dicevo che mi sembrava un gatto di marmo?).

Ci sono quelli che secondo me non sono cresciuti (ma i motivi sono da appurare): Persyn, Kinkoue, Oristanio (probabilmente per le lunghe assenze e per il tipo di gioco impostogli dalle esigenze di squadra), Fonseca,   Squizzo (idem) Lado.

Lo stesso Casadei secondo me non ha avuto un’annata completamente rispondente alle aspettative.

Gli altri sono tutti cresciuti (persino Wieser e Lindqvist), ma il problema è se la crescita è stata o meno sufficiente a collocarli tra i giocatori importanti in categoria.

Proviamo allora a dare un giudizio sulla stagione dei singoli:

Stankovic: stagione buona, non eccezionale. Ormai la Primavera gli va stretta. Per crescere deve andare a giocare in campionati veri, dove il pallone viaggia ad almeno 20 Km/h in più e la potenza fisica è più determinante. Ha riflessi fulminei e personalità. Voto 7 come stagione, solo 6.5 se consideriamo i progressi attesi

Rovida: è un 2003 e misura 1,95. Nazionale Under 18. Sette presenze in campionato e una in coppa. E’ tra i giocatori che hanno avuto una crescita più impetuosa. La migliorata forza fisica gli ha dato anche maggior sicurezza. Ha parato alcuni rigori decisivi. Stagione 6.5 crescita 7

Zanotti: è un 2003 avevo qualche dubbio sulla sua immediata affermazione in categoria, perché paga parecchio in altezza. ma muscolarmente è straordinario, come grinta è super e ha pure visione di gioco per essere un terzino, nonché intelligenza tattica (contro l’Empoli un gol di testa frutto di uno straordinario tempismo e intuizione nell’inserimento). Sa fare l’ala e giocare in mezzo al campo. Stagione 7,5 progressi 8

Persyn: grande delusione stagionale.  Non so le cause del suo rendimento modesto, ma da uno come lui al terzo anno di Primavera ci si aspettava davvero di più. Solo 8 presenze per meno di 500 minuti e un assist all’attivo. Davvero troppo poco. 5..5 come rendimento stagionale , 5.5 come… non crescita

Kinkoue: quasi sempre presente, doveva essere il leader della difesa, ma ha alternato prestazioni  da dominatore ad altre molto più incerte e in diverse partite gli è stato tolto il compito di guidare centralmente la difesa. Giocando da terzo di destra spesso ha incontrato avversari guizzanti che lo hanno messo in difficoltà anche se il problema della copertura non può riguardare un solo giocatore. Superficiale in alcuni appoggi. Di testa è imbattibile, quando sceglie posizione giusta e tempo di intervento. La stagione è stata indubbiamente positiva (7) ma rispetto a quello che ci si aspettava, io mi limiterei a un 6

Hoti: centrale di piede destro, nella parte finale della stagione si è imposto vigorosamente tanto da divenire quasi insostituibile  e da prendersi il ruolo chiave nella difesa. Tra tutti i nostri centrali nonostante il fisico imponente (1,91) è il più reattivo, il più concentrato nella marcatura. cattivo il giusto e fortissimo di testa. È un prospetto molto interessante, soprattutto se riuscirà a migliorare nelle ‘uscite’ con la palla. Rendimento 7, progressi 8

Sottini: un altro mastino, con fisico e grande generosità. Ex centrocampista col tempo è stato ricondizionato nel ruolo probabilmente perché non eccelle con la palla in piedi e non ha il ritmo richiesto a un centrocampista. Ha disputato una stagione positiva, guadagnandosi il posto da Titolare, ma è chiaro che non siamo di fronte a un top, in categoria. Rendimento 6,5 progressi 6.5

L. Moretti: il ‘vecchio’ Geme 1, per chi mi conosce da tempo, per una decina di partite non è stato convocato, nella fase centrale, penso per motivi di salute. Nel finale è stato invece quasi sempre titolare. Giocatore di statura importante, con grande forza fisica e progressione (quest’ultima dote lo rende utile anche come esterno di una difesa a 4 soprattutto se davanti ha un giocatore offensivo). Si è rivelato un buon giocatore di categoria e potrebbe anche fare una carriera discreta, se migliorerà, come è possibile, nella rapidità e nelle giocate. Campionato da 6.5 crescita da 6.5

A. Moretti: diverse presenza anche per il meno noto dei gemelli Moretti, che, pur senza entusiasmare si è sempre disimpegnato in modo sufficiente. Dopo qualche stagione molto positiva nel Novara (ha anche segnato parecchi gol in Berretti) è tornato alla base per completare dignitosamente l’organico e ha assolto al compito affidatogli. Rendimento 6, Miglioramenti 6+

Vezzoni: è un fuori quota e ha dato il contributo importante che ci si aspettava da lui. Ambidestro, dotato di buona corsa e continuità, ha percorso la fascia innumerevoli volte e  ha messo in mezzo diversi bei palloni (4 gol e sei assist in stagione). Tenace, combattivo è sempre l’ultimo a mollare. Secondo i documenti ufficiali risulterebbe alto 1,84, ma direi che ci siano… alcuni cm di troppo. Qualche volta in difficoltà contro ali sguscianti, ma dipende anche da chi gli giocava davanti. Stagione da leader (7) e da 7 è anche da considerarsi la crescita.

Dimarco: ha confermato le sue caratteristiche già note. Molta forza fisica, discreta progressione, qualità tecniche con il mancino inferiori purtroppo al fratello più celebre con il quale è inevitabile si faccia il confronto. Rendimento da 6 come i progressi registrati.

Sangalli: play basso (1 gol e 2 assist) SI è guadagnato il posto da titolare  che era stato suo nei primi anni delle giovanili, ma aveva perso in seguito a causa di una crescita muscolare lenta. ha una grinta eccezionale, rafforzata dalla profonda fede nerazzurra che gli consente di dare sempre qualcosa in più. la sua specialità è la protezione difensiva perché riesce spesso a intuire e interrompere le linee di passaggio avversarie. L’annata è da considerare positiva (6.5) come i miglioramenti registrati. Muscolarmente però deve ancora crescere come dimostrano i due falli commessi negli ultimi minuti della semifinale quando ha lasciato l’Inter in 9 sia pure per un’espulsione un po’ eccessiva.

Squizzato: titolare da play basso nella scorsa stagione, è stato nei fatti soppiantato dal Sanga forse anche a causa di qualche infortunio di troppo. Altre volte è stato schierato da interno. possiede buona fisicità, piedi discreti e visione di gioco. Piuttosto macchinoso nei movimenti mi sembra subisca un po’ i brevilinei scattanti e i giocatori di grande ritmo, mentre in progressione sa farsi valere. La stagione è appena sufficiente, se si considerano le aspettative. la crescita è stata probabilmente rallentata dagli infortuni e dal fatto che si è trovato ad agire in un contesto che non favoriva l’affermazione delle sue qualità.

Casadei: 30 presenze complessive, con 10 gol e 3 assist. cifre che illustrano le potenzialità di questo giocatore che considero tra i più interessanti della nostra rosa, insieme a FILIP, HOTI, ZANOTTI e SATRIANO. Centrocampista incursore, specializzato negli inserimenti e letale in area avversaria, soprattuto sulle palle alte. Forte in progressione, con e senza palla, deve a mio parere migliorare come dinamismo e rapidità. Qualche volta l’ho paragonato (in piccolo) a SMS, ma probabilmente è più simile a Vecino. Tutte le strade sono aperte: può diventare un top o… fermarsi prima. E’ sotto età e io almeno inizialmente lo terrei ancora in primavera perché deve ulteriormente  potenziarsi prima di affrontare i campionati maggiori. magari  si potrebbe sempre mandarlo a giocare a gennaio.

Wieser: al suo attivo un numero di presenze abbastanza alto, con un minutaggio, tuttavia, meno che dimezzato. Il centrocampista altoatesino doveva essere l’uomo di qualità del nostro centrocampo, insieme a Lindqvist, ma in realtà entrambi i giocatori  hanno fornito un contributo  mediocre per le carenze  atletico-agonistiche: il rendimento complessivo è stato a mio avviso non del tutto sufficiente, anche se proprio nei suoi punti deboli si è notato un certo miglioramenti che probabilmente non è completato, per cui il ragazzo potrà avere ulteriori margini di crescita.

Boscolo:  fino agli allievi era un dominatore assoluto, per la sua potenza atletica che gli permetteva di essere in ogni zona del campo e vincere tutti i contrasti. Ricordo una finale U16 vinta contro la juve  quando il mister lo ha sposato sul centro destra per raddoppiare l’esterno mancino juventino che ci stava creando disastri: da quel momento il ‘gobbo’ non ha più toccato palla. Tecnicamente, Chio non è mai stato eccezionale e ora che molti coetanei lo hanno raggiunto e qualche volta superato sul piano atletico, fatica molto di più a emergere. Resta un forte incontrista, ma è poco utile in un cc che avrebbe bisogno di qualità. Rendimento quasi sufficiente, progressi modesti.

Lindqvist: ha faticato enormemente ad adattarsi al calcio italiano, pur avendo una struttura fisica interessante e un’apprezzabile tecnica individuale. per molto tempo è rimasto una comparsa, una sorta di incompiuto e anche negli ultimi mesi quando ha trovato un po’ più spazio, non è riuscito a incidere praticamente mai. Tuttavia mi è parso di vedere nelle sue prestazioni una crescita importante sul piano agonistico, con una maggior disponibilità al sacrificio e al contrasto. Se il suo rendimento non si può ancora considerare sufficiente, i segnali di crescita  ci sono stati. A questo punto tanto vale mandarlo a giocare tenendolo legato per un paio d’anni e valutare alla fine.

Mirarchi: centrocampista duttile, una sorta di tutto fare, perché può giocare da esterno (non con una difesa a tre per ragioni di passo), da trequartista e da mezzala. E’ un brevilineo che fa dell’intensità e della caparbietà le sue doti migliori. Giocatore con mentalità offensiva, tende a trattenere troppo la palla nei piedi e quindi non eccelle nella costruzione del gioco. 22 presenze e un gol al suo attivo, ma anche un minutaggio di  soli  900′ che conferma la sua caratteristica attuale di giocatore complementare. Rendimento 6, crescita personale 6

Satriano: attaccante vero, di razza, che possiede forza fisica, stacco, progressione bruciante e colpi interessantissimi sul piano tecnico. Nonché la garra tipica degli uruguagi. Sebbene la progressione sia la sua dote migliore, mi piacerebbe vederlo giocare in una squadra  che sviluppi con continuità un gioco offensivo, costruendo occasioni e non chiedendogli di partire sempre dalla propria trequarti, situazione sfiancante e che può togliere lucidità. E’ forse l’unico che già ora potrebbe fare il titolare in un campionato vero, diciamo in Serie B. Però io aspetterei la fine del mercato per cederlo e  lo aggregherei alla prima per le amichevoli estive. Rendimento 8, crescita 8 (Ricordate i primi tempi quando lo aveva definito ‘un gatto di marmo’?)

Oristanio:  non è stata un’annata all’altezza delle aspettative. per lui come per alcuni compagni hanno inciso gli infortuni e la lunga assenza per covid. ma forse anche l’assetto della squadra e il tipo di gioco che lo hanno indotto a incrementare una tendenza sua naturale ma non positiva all’individualismo esasperato. Resta un prospetto di estremo interesse, ma temo non sia pronto per certi livelli (come non lo era, ad esempio un altro 2002 che sembrava ‘spaccare’: Seba Esposito). Se andrà in B credo che dovrà lottare per un posto da titolare. ma sul medio periodo può darci soddisfazioni. Rendimento 6, progresso 5

Fonseca: giocatore che non mi ha amai convinto, l’ho sempre ritenuto sopravvalutato. Da fuori quota avrebbe dovuto fare la differenza (come l’hanno fatta Satriano e Vezzoni), invece con soli 5 gol  e soprattutto con un contributo alla squadra solo discreto non ha risposto alle aspettative (almeno alle mie). Eppure sulla carta non aveva concorrenti nel ruolo di seconda punta, perché Bonfa è una prima punta e Akhalaia resta inconsistente. Anche da alcune frasi di Madonna, mi sembra di capire che abbia qualche problema caratteriale e una certa incostanza nell’impegnarsi in allenamento che possono avere inciso sulle sue prestazioni. Rendimento 6, crescita 5.

Bonfanti: prima punta di ottima struttura fisica, potente abbastanza veloce in progressione, dotato di un buon tiro e di fiuto della rete, il bergamasco mi è sembrato ancora bisognoso di molto lavoro sul piano della tecnica e dei movimenti di squadra. Si deve considerare che anche la sua buona fisicità da sola non sarà sufficiente nei campionati maggiori, quando troverà avversari anche più tosti. magari ha bisogno di più tempo per arrivare a completarsi. Rendimento 6, crescita 6

Akhalaia: sinceramente non si è mai capito il motivo per cui Lado, un ragazzo umile e disponibile, sia stato fatto approdare all’Inter da così lontano. Appena arrivato era evidente che non aveva idea di cosa fosse il calcio, almeno in Italia e di che cosa richiedesse. Aveva solo un fisico longilineo e una notevole velocità consentita dalle lunghe leve,  velocità che  non sfociava in nulla di positivo. Forse hanno creduto che potesse crescere tecnicamente e tatticamente e hanno puntato su una scommessa poco costosa. Un pochino rispetto agli esordi è migliorato, ma in modo davvero non sufficiente. Rendimento 5, crescita 5+

Poi ci sarebbero Cortinovis e Goffi praticamente mai visti.

Mentre per il bergamasco probabilmente la causa è di natura fisica, per Goffi a mio parere si è compiuto un errore abbastanza grave. Se non si credeva in lui sarebbe stato meglio cederlo, magari a gennaio, per concedergli di completare altrove (era reduce da una buona annata a Monza) la sua formazione.

All. Madonna: per me come risultati ha fatto miracoli, come crescita di gioco e dei singoli ha solo fatto quello che poteva. 7

Luciano Da Vite

86 pensieri riguardo “Primavera e non solo: un bilancio difficile

  1. Mi rendo conto che aver dato gli stessi voti (6 di rendimento e 5 di crescita) a Fonseca e Oristanio è un po’ eccessivo. Ma la valutazione tiene conto delle aspettative (mie) che erano enormi per Ori e modeste per l’uruguagio.
    Di conseguenza la delusione per l’annata modesta (probabilmente con varie motivazioni) di ori ha pesato molto di più

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  2. Sono quelle che ho scritto in uno degli ultimi post dedicati soprattutto all’U18. Molto dipenderà dalle cessioni, dai fuori quota che verranno tenuti e da eventuali improbabili arrivi di nuovi camioncini. Per esempio il centravanti che avremmo preso, come sarà?
    In ogni caso togliamoci dalla testa che Chivu li faccia giocare come l’Ajax. per fortuna, dico io

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  3. Come sempre, un articolo interessante e preciso, Luciano.

    Non dono un amante delle rappresentative nazionali, ma nella partita fra Spagna e Italia ho ammirati due professionisti e uomini fuori dal comune: Mancini e Luis Enrique.

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  4. Ritorna all’Inter per fine prestito Silvestro, che nell’Inter non ha mai giocato che io ricordii. terzino destro di 1,88 cm, ha giocato tutta la stagione da titolare in serie D, segnando 1 gol e con 3 assist all’0attivo. E’ un 2002 e se resta sarà quindi un fuori quota

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  5. se in forma è un ottimo giocatore con dribbling secco
    solo che fra lui e Sanchez non so chi è messo peggio fisicamente.

    con Inzaghi cmq era una furia

    il mercato rassegnamoci ma sarà così pezze su pezze sperando in tempi migliori

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  6. Condivido e ringrazio Luciano per il preciso e puntuale articolo.
    Se mi è ci concesso, molto umilmente, ritengo troppo generoso il giudizio sul tecnico.
    In realtà, da tre anni responsabile delle primavera, non mi ha mai entusiasmato, anche quando poteva disporre di organici migliori. È chiaro che per poter esprimere un valido parere, occorrerebbe seguire allenamenti e non solo.
    Non mi riferisco tanto ai risultati (peraltro sempre graditi) che non metterei al primo posto, ma alla crescita agonista e tecnica dei singoli. Per me, con molta umiltà, ripeto, seguendo puntualmente le gare, ha dato troppo poco.
    Chiaro che anche la società deve mettere a disposizione ragazzi potenzialmente validi come fisico, tecnica e ..”cabeza”..
    Ora tocca a Chivu. Staremo a vedere.
    Scusate l’intruzione, ma mi sentivodi esprimere un personale modesto parere. Spero di non aver urtato la suscettibilità di nessuno. Grazie ancora a Luciano per i contributi.

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  7. Sergio: quando uno esprime pareri non può in nessun modo urtare la sensibilità di nessuno. I tuoi pareri sono graditissimi. di questo sogno certo, a nome di tutti

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  8. PORTIERI: Handanovic, Radu, Cordaz;

    DIFENSORI: D’Ambrosio, Ranocchia, Darmian, Dimarco, Kolarov, Vanheusden, Pirola, Dalbert;

    CENTROCAMPISTI: Agoume, Sensi, Gagliardini, Nainggolan;

    ATTACCANTI: Salcedo, Mulattieri, Colidio e Pinamonti.

    Dentro anche i Primavera come Moretti, Botis, Casadei, Hoti e Carboni.

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  9. E’ arrivato a Milano Silas Andersen, centrocampista danese del 2004. Secondo un sito aggregatore sembra sia stato notato per le prestazioni con la nazionale danese U17 e U19.
    Secondo transfermakt ha una sola presenza in U17 e nessuna in U19.
    Avrebbe fatto tempo fa un provino di 5 giorni, definito ‘intenso’ a Interello. Solitamente anche a questa età i giocatori importanti non fanno provini. Diverso se, dopo averlo bloccato, fosse stato invitato a Milano per una prima presa di contatto. Vedremo. Significativo il fatto che 3 degli ultimi arrivi riguardino il centro campo dei 2004.
    Intanto Filp potrebbe andare al Volendam in prestito e Zinho al Cagliari o allo Spezia

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  10. Si può minimizzare a attribuire le vci agli ambienti storicamente ostili, ma le difficoltà di Suning sono per me, da ignorante di situazioni finanziarie e imprenditoriali, motivo di forte preoccupazione

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    1. Fai bene a preoccuparti. E’ da un po’ che provavo a spiegarVi come stanno le cose: Suning ha seri problemi finanziari e sta sopravvivendo grazie a prestiti e ad interventi di società amiche (vedi ALIBABA).

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    1. sono d’accordo, tornando probabilmente potrebbe fare “bene”, ma a noi bene non basterebbe, noi vorremmo rivevere quella favola. Ma, purtroppo, non e’ possibile, ora.
      E finiremmo col rovinarci i rapporti ed il ricordo.
      #forza simone (ci sto provando eh …)

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      1. A me dispiace solo che molti tifosi interisti se la prendano con lui, non accettando anche quelle frecciatine che faranno sempre parte del suo carattere e del suo personaggio. Gli auguro il meglio, se non possiamo vincere noi, spero riuscirà lui. A Roma sarebbe venerato come una divinità.

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  11. Le maglie di quest’anno rischiano di essere splendide, anche se si è osato non poco. Il tricolore sarà la ciliegina.

    Mi fanno arrabbiare molto i commenti di giornalisti, direttori di redazioni e telecronisti italiani nei confronti dell’Inghilterra, del rigore su Sterling e del collegamento tra il comportamento delle inglesi per quanto riguarda la superlega e la decisione di non pensare di cambiare sede per la finale nonostante l’aumento dei casi. Questa gente fa i complotti nei confronti delle altre nazioni, ma quando ci sono “casi” interni si gira dall’altra parte e suggerisce di abbassare i toni. Quindi l’Uefa si può criticare, la FIGC no. Ai giocatori del Real si può dire “You pay”, a quelli della Juve no. Sterling non è sportivo, mentre Cuadrado (ma anche Dybala e Chiesa) è elogiato.

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  12. Perfettamente d’accordo. Tra l’altro secondo me il rigore è indiscutibile. ba bene un po’ di sano tifo, ma il troppo storpia

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  13. Gaber è proprio quella l’ipocrisia a cui mi riferivo e che circonda media e purtroppo il complesso di istituzioni del nostro paese, il quale per oltre un secolo ha sviluppato strumentalizzazioni di ogni sorta per insabbiare ogni genere di soprusi e prevaricazione. Che si tratti della vergognosa guerra civile postunitaria, dei governi del ministro della malavita Giolitti, della collusione istituzioni-mafia (dalla destra storica ad oggi è cambiata solo la forma) alle guerre di stato al proletariato, ai mancati processi (Gianni agnelli) degli anni 70 o le assoluzioni vergognose (da andreotti a berlusconi) non è cambiato nulla (ovviamente tralascio tanti eventi a supporto). Piuttosto i cambiamenti hanno mantenuto di base le stesse porcherie solo in modo più sofisticato, creando la mentalità priva di coscienza storica che appartiene alla maggioranza della popolazione….
    I chiellini o buffon di oggi e i loro padroni Sabaudi di primo lignaggio vengono idolatrati dalla gente i cui antenati sono stati massacrati all’istante (famigerata legge pica) per mantenere uno (pseudo) ordine dalle istituzioni che non hanno adempiuto i cambiamenti strutturali promessi per combattere la povertà e la disuguaglianza.
    Ho aiutato due ragazzi quest’anno nel percorso verso la maturità….ciò che si studia in storia e come lo si fa è vergognoso…..
    Viviamo in un paese in cui anziché porre attenzione sulla mancata presenza delle istituzioni cattoliche nell’affrontare pubblicamente la grande tragedia del genocidio dei bambini indigeni in Canada, si sofferma sulle condizioni di salute del Papa per sviare l’attenzione e legittimarlo….non possiamo sorprenderci dell’ipocrisia nell’ambito calcistico, piuttosto del modo in cui siamo troppo docilmente addomesticati…

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  14. Intanto per le giovanili sarebbero stati presi Marsetic, attaccante sloveno del 2004 e kevin Zefi, irlandese di origini albanesi, addirittura 2005 con già diverse presenze e un gol nel campionato di serie a irlandese. Zeri è un sterno di piede destro, che gioca preferibilmente a sinistra. Entrambi dovrebbero giocare in Primavera

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  15. Non so, sembra che l’avessimo preso insieme, in qualche modo. Comunque i rinforzi esteri per la prossima pPrimavera cominciano ad essere numerosi tra lo scorso anno e questo. vedremo la qualità se risponde alle nostre aspettative

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  16. Sono due giocatori accostati all’Inter già da uno-due anni. Marsetic a.gennaio è andato al Parma, forse è stato un parcheggio

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  17. In ogni caso mi sembra che la tendenza a ‘portare avanti i nostri’ stia cambiando e che gli investimenti all’estero almeno sui giovani ultimamente siano in crescita

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  18. Nessuno ha parlato di decerebrati nelle giovanili.
    Io ho parlato di prestazioni di basso livello cerebrale.
    E lo confermo.
    A livello di scelte di gioco, capacità decisionale e qualità nel proporre gioco entrambe le giovanili (under 18 e 19) si sono dimostrate inadeguate, ed inadeguato, a mio parere, è stato l’apporto di Madonna nella crescita personale e calciatica dei giovani nerazzurri.
    Ci lamentiamo di una spagna di 18 enni che non ci fa veder palla, nonostante delle individualità non eccellenti e pochissima esperienza, ma non ci rendiamo conto che è merito di ciò che insegnano già da giovani a loro giovani calciatori.

    A far gli allenatori di ottimi atleti tenendo squadra bassa e contropiede…son buoni tutti.
    È proporre gioco e allenare la velocità di pensiero che fa la differenza

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  19. Buoni tutti non direi.
    Di proporre giuoco e magari perdere, come è successo spesso agli europei, sono buoni tutti, se hanno i giocatori con queste caratteristiche

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  20. Io penso che al di là dei gusti personali, dell’estetica, ci siano dei meriti da riconoscere alla Spagna che ha preparato la partita in un determinato modo: questo è stato interpretato ed eseguito perfettamente dai giocatori in campo e ha dato comunque buone possibilità alla squadra di vincere la gara. Prima della semifinale avevamo subito solo due gol: uno da calcio d’angolo e uno su rigore. La Spagna ha segnato con una bella azione molto verticale e in altre occasioni è andata vicina al gol. Noi, forse, siamo stati più furbi e loro più ingenui, ma anche il costringere noi, soprattutto da una certa parte del match in poi, a fare un tipo di gara diverso rispetto al solito, dovrebbe essere conseguenza del fatto che loro stavano facendo bene ciò che hanno preparato e noi dovevamo adottare degli accorgimenti ulteriori. Complessivamente, considerando la mole di gioco utile, al netto del possesso di palla sterile, le azioni potenzialmente pericolose e le occasioni da gol, penso sia stata una semifinale equilibrata. In una situazione di equilibrio ci sta che qualcuno dica che ha fatto meglio l’Italia e che altri dicano che ha fatto meglio la Spagna. Ma i nostri hanno dovuto dare il massimo per vincere, sia a livello mentale che fisico.

    A Luciano chiederei: quanto di più avrebbe dovuto fare la Spagna per poter dire che il loro passaggio del turno, sarebbe stato meritato?

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    1. Dal mio punto di vista la questione è semplicissima: l’Italia ha dimostrato di saper giocare in tutti i modi: sia facendo la partita sia giocando di rimessa quando il palleggio degli avversari era superiore. la Spagna contro avversari che si chiudevano e ripartivano è andata in difficoltà perché palleggiavano benissimo fino al limite dell’area, ma si aprivano alle nostre ripartenze più di quanto riuscissero a offendere.
      Io non so che cosa dovevano fare di più: probabilmente mettere un centravanti vero sin dall’inizio, anche se non si trattava di un rinomato palleggiatore. Ma io non dico che la Spagna abbia demeritato. dico solo che ancora una volta, in equilibrio di forze atletiche, l’unica possibilità di vincere per chi è inferiore nel palleggio è giocare basso e ripartire. nel confronto….molto indiretto l’Italia ripartiva meglio dell’Inter contro lEmpoli perché aveva giocatori formidabili nell’organizzare ed eseguire le ripartente

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      1. La spagna meritava di vincere. 16 tiri a 7.
        1.52 xp goals contro 0.76
        Vittoria ai rigori.
        Sul piano del gioco e delle occasioni ci è stata superiore.
        Poi nel calcio non sempre vince il migliore

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  21. A me piacerebbe una primavera del genere il prossimo anno:

    Botis (Rovida)

    Moretti* – Hoti – Cortinovis* (Fontanarosa)
    Zanotti (Silvestro*) – Casadei – un play forte 2004 – Nunziatini (Fabbian) – Dimarco* (Carboni)
    Jurgens (Iliev) – un attaccante forte (Magazzù)

    Altri: Magri, Redondi, Peschetola, De Milato, Ballabio, Grygar, Andersen, Bonfanti*, Abiuso

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  22. Botis

    Zanetti Moretti* Hoti Fontanarosa

    Grygar Nunziatini Andersen

    Casadei*

    X (L’attaccante argentino di cui non ricordo il nome ) Zefi

    (Rovida, Carboni, Fabbian De Milato, Peschetola, Ballabio, Abiuso Jurgens Magazzu, Iliev)

    Servirebbe ancora qualcosa dietro, soprattutto se si giocasse a tre (per esempio, Sottini* e un altro)

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  23. Scusate, non capisco una cosa: Joao Mario è valutato 7-8 milioni e non va allo Sporting perché i portoghesi offrono 4-5 milioni. Allora si va dal Benfica disposto a spendere 7 milioni ma per paura della clausola si rescinde il contratto e si lascia andare Joao Mario a 0. Ho capito male io oppure è andata veramente così?

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    1. Le offerte non sono irrevocabili, lo Sporting Lisbona già una volta si è rimangiato la parola, facendo una proposta ufficiale più bassa rispetto a quanto espresso in sede di trattative, almeno per quel che è dato a noi sapere. Quindi lo Sporting settimane fa aveva fatto una offerta, bassa, il giocatore è rimasto deluso, tanto da aprire al Benfica e anche la nostra dirigenza, immagino, non sia entusiasta nei loro confronti. Non sta scritto da nessuna parte che quell’offerta sia ancora valida, che noi vogliamo trattare con loro, che Joao Mario accetti. È possibile che la risoluzione sia un modo per evitare problemi, e che riceveremo quella somma in altro modo: non come corrispettivo per Joao Mario, ma per un giovane della Primavera o acquistando un loro calciatore con uno sconto. Qui i rapporti sembrano quantomeno buoni, ci si può venire incontro. In ogni caso già il risparmio è un obiettivo raggiunto e lo stesso accadrà con Nainggolan. Non conta la minusvalenza oggi.

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  24. Quando l’Italia o un club italiano è almeno a un livello buono per quel riguarda i singoli, e non c’è troppa differenza con i competitor, arriva quasi sempre in fondo e, come squadra, si rivela migliore. Ci sottovalutano sempre perché non ci siamo mai presentati con i Robben, Ribery, Messi, Iniesta, Villa, Ronaldo, Kane, Sterling e chi più ne ha più ne metta.

    Anche Chiesa, che mi sbattendo in faccia negli ultimi sei mesi lo scetticismo che avevo più volte espresso nei suoi confronti per le ultime due stagioni in Viola, tecnicamente è al massimo di buono od ottimo livello, ma da un punto di vista fisico, anche avversari di spessore hanno fatto molta fatica.

    Oggi in Europa, a livello di club e di nazionali, praticamente tutte hanno almeno assaggiato la difesa a tre. Il “problema” è il motivo per cui scegli di impostare così la squadra: se per coprirti e basta o anche per attaccare.

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  25. Se noi produciamo più buoni giocatori e loro uno o due campioni ogni tanto vuol dire che il settore giovanile italiano è migliore. Per me. Perché lo ripeto, sa mio parere i campioni ‘si trovano’ e grandi giocatori si coltivano

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    1. Per esempio, i campioni che vengono dal Brasile e dall’Argentina, che non sono certo pochi nella storia, non sono stati prodotti dai settori giovanili locali, immagino. Però capisco chi si aspetta che determinati giocatori nascano e crescano anche da noi, proprio perché dovrebbero esserci dei settori giovanili in grado di riconoscere, valorizzare e non disperdere il talento naturale.

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  26. Lo ripeto per l’ennesima volta: i grandi campioni non li creano i settori giovanili, ma mamma natura. i settori giovanili creano gli ottimi giocatori, i campioni, ma non i fuoriclasse.

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    1. Infatti ho detto che i settori giovanili delle squadre sudamericane non hanno creato Messi, Ronaldo, Ronaldinho, Maradona, Romario, Pelè e ho parlato di talento “naturale”.

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  27. Niente Milan o Juve per De Paul. Ufficiale all’Atletico.

    Ha fatto il salto quando è riuscito a fare la mezzala, perché centrocampisti con quelle caratteristiche non sono tantissimi…

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  28. ho fatto un pò di scouting..
    bellerin mi sembra un (ex) grande giocatore. ho letto la sua storia e devo dire che mi affascina. parte da ala e si trasforma in terzino . plasmato da Wenger che penso sia una garanzia
    velocissimo non mi pare con un gran dribbling ma la sua velocità gli permette di fare veramente delle belle folate.
    gioca molto con le sponde dei compagni
    peccato che si è rotto il crociato e chissà quindi quanto ha perso (leggevo anche che Guardiola aveva offerto 50 mln anni fa per lui)

    giocatore invece da cui starei alla larghissima è Dumfries. mi sembra il classico che fa l’exploit di qualche partita. non sono un conoscitore ma secondo me prima di questo europeo a malapena lo conoscevano i tifosi del psv

    o meglio prenderei dumpfries ma a tipo 10 mln non di certo alle cifre che si leggono (abbiamo già dato con Lazaro e Dalbert)

    tutto questo da you tube … quindi non so quanto possa essere vero e da (NON) esperto

    bisogna mettersi in testa che nessuno si avvicinerà mai ad Hakimi

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    1. Pienamente d’accordo con Te. Guarda che io non avrei remore a partire con Darmian + D’Ambro a destra, tanto gli altri costano tanto e ti danno poco. Garantito.

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      1. per me i soldi (…) vanno spesi per la punta .
        non possiamo sperare in un altra stagione così di Lautaro e Lukaku .serve un giocatore credibile che possa farli rifiatare

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  29. Del tutto in disaccordo con francesco e in parte con Felice. Io ritengo indispensabili due veri rinforzi sulle ali. I mei preferiti sono Dumfries e costi, ma vanno b eni altri se scelti da marotta. Un centravanti serve, ma si potrebbe prendere Piccoli rientrato all’Atalanta dalloSpezia, in prestito. tanto giocherebbe 8-10 partite, con davanti lukaku e Lauti

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  30. Avevo scritto che in difesa per la Primavera ci mancava qualcosa. Puntuale è arrivato la…risposta. preso lo sloveno siamo Matjaz dalla Spal

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  31. La Spal lo aveva preso a febbraio, quindi ha potuto giocare solo 7 partite. per aver impressionato i nostri osservatori in così poco tempo, speriamo che sia forte. Comunque è un 2004, a conferma che la maggior parte degli investimenti si fanno su quella classe di età

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  32. beh avessimo i soldi anche io vorrei kostic e uno a destra forte

    da quel che ho visto dumfries non mi piace proprio e mi pare il classico giocatore alla joao mario (buon europeo costo alle stelle e torna nell anonimato)

    naturalmente posso sbagliare e Marotta ne sa più di me (ricordiamo però che abbiamo fatto 10 anni di terzinacci quindi starei attento )
    o ne prendi uno veramente forte oppure anche io faccio il tifo per restare così . in disaccordo sull attaccante invece. è vero che cmq giocheranno sempre Lautaro e Lukaku ma bisogna considerare che non possono tirare la carretta per tutto il campionato le partite di cl e ci .. su sanchez non ho speranze e uno credibile come sostituto per me è fondamentale

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  33. Beh …a costo di raschiare il barile, mi sembra chiaro che serva una punta….con gli impegni che abbiamo ,sarebbe da folli non avere 4 attaccanti all’altezza…o ci siamo dimenticati di quando abbiamo dovuto affidarci a Rocchi o cercare di acquistare chi si dedicava ormai ad altro.

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  34. Ad oggi le punte sono lukaku lautaro sanchez pinamonti e salcedo.
    Piccoli non lo vedo un upgrade rispetto a Pinamonti

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  35. E’ più un vice Lukaku: poi lo prenderei in prestito (o uno come lui) mentre con pina penso che vogliano realizzare. In più Pina prende un alto ingaggio. Il problema è il risparmio, perché poi piccoli giocherebbe quanto ha giocato Pina

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  36. da Inter.it

    14/07/2021
    APPIANO GENTILE – Al Suning Training Centre allenamento congiunto per l’Inter di Simone Inzaghi con la prima squadra del Sarnico, Centro di Formazione del Settore Giovanile nerazzurro.

    La sessione di due tempi da 45 minuti terminata con il risultato di 16-0 in favore dei nerazzurri grazie ai gol di Satriano (5), Pinamonti (3), Mulattieri (2), Dimarco, Gagliardini, Ranocchia, D’Ambrosio, Nunziatini, Colidio.

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  37. oggi parto per qualche giorno di vacanza. Ci risentiamo a settembre e spero di trovare qualcheduna novità, almeno per la nostra Inter. per il paese, ormai non ci spero più. Buone vacanze a tutti

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  38. Per quel poco che conta…però sempre meglio iniziare la stagione con una vittoria. Mi sono piaciuti Di Marco , Satriano e ,naturalmente, Radu. Male Dalbert,Nainggolan ( ma essendo in partenza era prevedibile) ,Pinamonti e Agoumè nel primo tempo, nella seconda parte Lucien è andato meglio , ha dimostrato più voglia; ha delle ottime potenzialità ,ma se non riesce a togliersi con “quel senso di indolenza nello stare in campo” la vedo dura per lui.
    Nunziatini ,solo una decina di minuti,ma giocati con personalità.Buona domenica a tutti !

    Piace a 2 people

  39. Marco Van Basten non era stato tenero con lo juventino Matthijs de Ligt durante l’Europeo (“È andato in Italia per imparare a difendere ma non credo che abbia imparato molto”, le sue dichiarazioni). A distanza di qualche settimana, è BERGOMI a rispondere in merito all’olandese: “De Ligt quando è arrivato in Italia correva spesso dietro all’uomo e ha imparato molto con Sarri e Pirlo. Per caratteristiche non sarà mai un Bonucci e nella difesa a tre al massimo può giocare a destra, non al centro come nell’Olanda. De Ligt è bravo nel contrasto, è veloce, ha forza fisica. Vedrete che salto farà quest’anno con Allegri, che lavora tanto in allenamento con situazioni di “uno contro uno”, “due contro due” e in inferiorità numerica. Non va dimenticato che un classe 99, ma è già uno dei migliori al mondo”.
    Luciano, te la senti di smentire lo zio?

    Riguardo a Chiesa, la sua consacrazione agli europei a discapito dei tanto reclamizzati mbappe e sancho mi pare non abbia bisogno di ulteriori commenti.
    Riguardo ai nostri possibili acquisti, Nandez, per grinta e duttilità mi sembra un giocatore dalla resa efficiente e stabile

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  40. Nandez sarebbe per me un’ottima pedina: grinta e frequenze alte, ossia calciatore moderno.
    Sulla punta di riserva: piuttosto che sprecare un gettone su un 34enne a fine corsa meglio puntare sui nostri. Tanto se uno della Lula dovesse ciccare la stagione (sgrat) non cambia avere Giroud o Pinamonti, gli obiettivi risulterebbero comunque compromessi.
    Spero che gli esempi di Vidal e Sanchez, che oggi stiamo disperatamente cercando di piazzare altrove, non vengano mai più ripetuti. Giocatori di questo tipo dorebbero arrivare solo in prestito annuale o, se presi a zero, sempre con annuali.
    Chiusura su Naingollan: altro esempio lampante della necessità di pensare prima di esaudire richieste tecnico di turno. Ci è costato un sacco di soldi (e Zaniolo) e ora non vuole rinunciare a un euro. Uno dei peggiori affari per costo-rendimento-cessione che ricordi.
    Su De Light: fisicamente è molto forte e su questo lo zio ha detto bene. E oggi se hai una base fisica molto forte sei già a metà dell’opera. Mi da l’impressione di mancare di disciplina tattica per cui la foga lo tradisce. Ma ha 22 anni, temo migliorerà.
    Un abbraccio a tutti

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  41. Come punta di scorta terrei tranquillamente Satriano+Sanchez. Leggo voci su Scamacca uno che sinceramente ho sempre visto bene: forte, alto e bravino con i piedi. Se prendono Scamacca a questo punto possiamo fare anche Scamacca+Satriano. Come dite Voi i vecchi invendibili ci hanno creato danni per decine di milioni. Se non avessimo avuto sul groppone Sanchez, Naiggo, Vidal, Dalbert, Lazaro etc sono convinto che Hakimi starebbe ancora con noi.
    Mai e dico mai prendere i cocchi del mister. Keita, Caceido, Lazzari stanno bene dove stanno.

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  42. Satriano, a mio avviso, non è pronto per far parte della nostra rosa. Per lui sarebbe meglio andare a giocare. De Ligt per quello che è costato ha reso meno di quanto si pensasse. Ha la stessa età di Bastoni che, invece, negli ultimi due anni ha avuto una crescita impetuosa.

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  43. de light a me non piace per nulla mi sembra ranocchia.. è scordinatissimo fa delle cose assurde (tipo l’espulsione in nazionale è stata una cosa inguardabile). spesso salvato dalla maglia che indossa

    non avendo avuto un allenatore ha perso un anno e con allegri son convinto anche io che farà un salto enorme

    è stato cmq pagato per un super – top player cosa che ancora non è. sarò di parte ma De Vrij e Skriniar ad esempio sono di un altra categoria..

    resti pure Satriano ma voglio una terza punta forte e soprattutto integra.
    (per me Giroud è un gran colpo)

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  44. Sergio però convieni che Chiesa vive di strappi, che è anarchico, che difficilmente potrà essere messo a sistema in una squadra organizzata e che non poteva essere paragonato a un terzino, per quanto offensivo come Hakimi? Chiesa è giovane, migliorerà, ma, per dirne uno, Cuadrado è giocatore più intelligente, più tecnico e più di squadra. Ora ha cominciato a vedere la porta e il gioco vale la candela, ma al Ct dell’Inghilterra era bastato mettere la difesa a tre, alzare Shaw e Chiesa non era utile alla squadra. Vedremo quest’anno, in una squadra allenata da Allegri e non da Pirlo.

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    1. Gaber concordo pienamente sulla disamina di cuadrado, che trovo anche io più intelligente tatticamente e più giocatore da squadra.
      Concordo meno sul fatto che chiesa viva di strappi perché in un calcio dove si gioca sulla capacità di rubare il singolo metro lui riesce a correre il doppio degli altri anche al 94 esimo, e riesce a partire spesso, specie alla juve, praticamente dalla linea dei terzini ….in generale credo siano i compagni a dover leggere in anticipo i suoi movimenti, soprattutto perché, come dici tu, a volte è anarchico. Ciò è dovuto al fatto che attacca a testa bassa….vedremo comunque tra lui e hakimi (o lui e mbappe se si resta sul piano degli esterni di attacco)chi farà più strada

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  45. Nandez per me può fare bene sulla fascia, crossa meglio di come verticalizza e mi sembra, ma potrei sbagliare perché non è che lo abbia seguito chissà quanto, più istintivo e meno lucido del primo Barella. Spero sempre nella possibilità di prendere lui e Bellerin cedendo/liberando Nainggolan, Vidal e Vecino (a centrocampo rimarremmo con Brozovic, Agoume(?), Barella, Gagliardini, Calhanoglu, Nandez, Sensi) ma avendo già Perisic, Dimarco e Darmian temo possa arrivarne solo uno.

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  46. Nandez per me può fare bene sulla fascia, crossa meglio di come verticalizza e mi sembra, ma potrei sbagliare perché non è che lo abbia seguito chissà quanto, più istintivo e meno lucido del primo Barella. Spero sempre nella possibilità di prendere lui e Bellerin cedendo/liberando Nainggolan, Vidal e Vecino (a centrocampo rimarremmo con Brozovic, Agoume(?), Barella, Gagliardini, Calhanoglu, Nandez, Sensi) ma avendo già Perisic, Dimarco e Darmian temo possa arrivarne solo uno. In quel caso comunque avremmo sei o sette cc di cui uno è Sensi, Nandez che può giocare sia come mezzala che come esterno, Darmian che può giocare come quinto o come terzo sia a destra che a sinistra. Più Kolarov e Dimarco.

    Non conosco molto Scamacca ma sono un po’ diffidente. Rivorrei Keita perché ovviamente anche quest’anno avremo pochi giocatori in grado di saltare l’uomo e inventare. L’anno scorso avevamo Hakimi e soprattutto il lavoro di Conte a compensare. D’altra parte forse Çalha da questo punto di vista potrà dar qualcosa in più rispetto all’Eriksen che abbiamo visto da noi.

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  47. Io con i giocatori anzianotti, che il meglio lo hanno dato, sono stato spesso critico, per alcuni anche troppo.
    Stavo riflettendo sulle operazioni condotte dall’Inter negli ultimi anni: Vidal, Sanchez, Kolarov, Naingollan, Young, Borja Valero e forse qualcuno lo dimentico.
    Il più constate forse è stato lo spagnolo, il meno reclamizzato. Gli altri sono stati un buco nell’acqua in rapporto a spesa/stipendio. Lo stesso Sanchez, spesso infortunato, è stato decisivo in pochissime occasioni. E oggi alcuni di loro sono pesi economici di cui è praticamente impossibile liberarsi.
    Confesso di non conoscere come voi il livello dei nostri canterani però spero che prima di ripetere operazioni di questo tipo, finanziariamente sanguinose e di ridotto ritorno tecnico, i nostri dirigenti ci pensino bene.
    Siamo certi che Di Marco, per fare un esempio, già lo scorso anno non avrebbe potuto svolgere il ruolo di Young? Lanciare giovani rappresenta certamente un rischio ma un ragazzo mandato a fare panchina in serie b finisce con il perdersi: per me meglio che si alleni da noi ed entri in modo progressivo in squadra.
    Se non funzionano si possono piazzare molto più facilmente. E concentrar risorse su titolari di spessore che possono contribuire a far crescere i ragazzi e farli inserire gradualmente in squadra.
    Leggere che i cambi della ns difesa titolare sono dambro, rano e kolarov, ancora, non rappresenta per me la scelta giusta, ne per il presente ne per il prossimo futuro.

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  48. Dimarco è già meglio di Young così come Pirola di Kolarov. Spesso però le scelte le fai per accontentare il mister e non è poco. Poi gioca l’effetto esperienza che uno Young e un Kolarov possono darti nello spogliatoio, effetto di difficile valutazione, ma che spesso ci sta e che un giovane, seppur bravo, non può garantirti.
    Però hai ragione si deve avere più coraggio con i giovani altrimenti economicamente si rischia di fallire, con questa proprietà oggi poi in questo frangente la situazione è a dir poco tragica.

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