Una questione di equilibrio: Sassuolo – Inter 1-2

Edin Dzeko e Lautaro Martinez: l’ingresso in campo del centravanti bosniaco è stato decisivo nella sfida in trasferta contro il Sassuolo.

Se esaminiamo le ultime tre partite (e forse non solo quelle) troviamo una costante che non può non farci preoccupare.

Per almeno un tempo su due subiamo terribilmente l’egemonia degli avversari, in qualche caso bravini ma non eccelsi.

Nell’altro tempo ci riprendiamo e, tranne con Atalanta e Shakhtar che sono un po’ più forti, arriviamo a vincerla.

Intendiamoci: tutte le squadre fanno un tempo meglio dell’altro, se non c’è un dislivello di valori eccessivo, tipo Inter – Bologna o Inter – Genoa.

Nel nostro caso la questione sta nel fatto che la differenza tra il periodo peggiore e quello in cui riusciamo a esprimerci  se non al meglio, almeno meglio è troppo netta.

La velocità del gioco, i ritmi elevati e la frequenza di impegni ravvicinati, sono alla base di un’inevitabile differenza fra due livelli di una stessa prestazione, sia nel caso che una squadra inizi forte e poi rallenti, sia nella situazione opposta.

Cercheremo di vedere in seguito  più nel dettaglio perché tutto questo accada e perché in una certa misura sia inevitabile.

La parola ‘equilibrio’ è il mantra di tutti gli allenatori ed è odiata da molti tifosi.

In realtà equilibrio significa anche capacità di rimanere compatti quando vieni attaccato, mantenendo  nel contempo pericolosità nel  ripartire per  approfittare degli spazi e per interrompere la pressione avversaria

Ma perché ci sia equilibrio devi anche poter sfruttare al meglio la fase più favorevole, attaccando con tanti uomini e in velocità, pur tenendo in sicurezza la difesa attraverso un accorto gioco di marcature preventive.

La squadra che ha equilibrio, nel senso citato, fa un primo tempo da sette e un secondo da otto. O viceversa.

La squadra che non ha equilibrio fa un tempo da 4,5 e uno da sette o 7,5.

L’equilibrio si raggiunge attraverso una perfetta organizzazione di gioco o meglio quello che si definisce ‘il modo più efficace di stare in campo”.

Efficace in rapporto ai tuoi mezzi tecnici e atletici.

Efficace in relazione alla qualità e alla condizione degli uomini di cui disporre.

C’è una discussione ricorrente che appassiona molti, ma a me sembra superata e fuorviante: vince di più la squadra che fa catenaccio, o quella che attacca in massa, in modo arrembante?

Da un lato a me sembra che, come spesso accade nel calcio parlato, si scambi la causa con l’effetto.

Vince di più la squadra più forte e se una squadra è più forte e vuole vincere, deve necessariamente attaccare di più.

Se aspetta l’avversario, l’avversario l’aspetta anche lui, finisce zero a zero e ci guadagna l’avversario più debole.

E’ un esempio estremo e un po’ paradossale, ma rende visivamente un concetto piuttosto ovvio: chi si ritiene più forte ha l’obbligo di provare a vincere.

In qualche modo ogni volta che una squadra più debole si compatta dietro e vince in ripartenza (e succede abbastanza spesso) non è perché ‘fa catenaccio’ ma perché ha trovato un equilibrio funzionale.

Tra l’altro in senso proprio l’espressione ‘fare catenaccio’ non ha più ragione di esistere da quando tutte le squadre giocano a zona.

Il catenaccio, in epoca di marcature ad uomo. era la scelta di togliere un attaccante per avere un difensore in più nella propria  area di rigore (da dove cioè si subiscono i gol), aprendo nel contempo più spazi per i propri attaccanti, se hanno gamba e dribbling  e se c’è chi li sa lanciare.

L’Inter di HH faceva catenaccio.

E vinceva perché la difesa diventava impermeabile, con Picchi dietro a tutti, perché Suarez e Corso sapevano far ripartire la squadra, Facchetti, Jair e Domenghini avevano più gamba di tutti, Mazzola scompigliava le difese, Milani e poi Boninsegna chiudevano l’azione.

Ma con il gioco a zona il catenaccio non esiste più.

Adesso, con tutte le sfumature (importanti) del caso, giocano tutti nello stesso modo.

Persino… Guardiola, quando gli avversari attaccano manovrando tiene tutti gli uomini nella sua trequarti, dietro la linea della palla e persino Mazzarri, quando manovra la sua squadra, porta i difensori a metà campo, riversando tutta la squadra nella metà campo avversaria.

A parità di forze sono i dettagli a fare la differenza: per esempio in fase di attacco sganci a sorpresa uno dei tre (cfr. Dimarco terzo di sinistra) ma devi aver previsto la copertura preventiva e avere giocatori che abbiano la gamba e la freschezza atletica per realizzarla nei tempi giusti.

Che noi ad oggi non si abbia equilibrio è certo e lo dicono i numeri.

Abbiamo segnato 22 gol.

Quattro più del Napoli, sette più del Milan, sei più della Roma, il doppio di quelli della juve (che ha… oltre al più forte centrale di tutti i tempi, de Ligt, il più forte attaccante italiano, Chiesa, il più forte centrocampista del mondo, McKennie e ora anche il più forte centrocampista italiano, in lotta con Tonali, cioè Locatelli), dodici più dell’Atalanta.

Ma abbiamo anche subito otto gol, cinque più del Napoli, tre più del Milan, persino uno più del Toro.

E molti dei nostri 22 gol sono serviti a poco, se si considerano i larghi successi casalinghi con Genoa e Bologna che ci hanno fruttato metà delle realizzazioni

Ma oggi, oltre all’equilibrio, il mantra dei mister è la compattezza, più avanti o più indietro non fa molta differenza e in parte dipende dalle circostanze: devi essere corto e stretto.

La vera differenza la fa il fatto se, come attitudine generale, una volta persa palla, pressi alto, o ti ritiri per chiudere gli spazi altrui in prossimità della tua area.

La scelta dipende dagli uomini che hai a disposizione, oltre che dalla loro condizione del momento.

Ma è vero che le caratteristiche degli uomini in genere le sceglie l’allenatore e quindi è giusto dire che ci sono allenatori relativamente più difensivisti e altri più offensivisti.

Allegri e in un certo senso Conte sono due allenatori del primo tipo (anche se bisogna dire che non hanno mai allenato squadre ricche di campioni super offensivi, tipo l’ex  Barça, il PSG di oggi, o anche il Chelsea di oggi che può permettersi di spendere 120 milioni per Lukaku).

Guardiola, Sarri (almeno quello visto a Napoli), Gasp appartengono alla seconda tipologia.

Spalletti e Pioli secondo me sono un po’ la sintesi, l’elemento di congiunzione fra i due atteggiamenti.

E non è un caso se ora che guidano squadre forti comandano la classifica.

Spalletti è il più preparato dei nostri allenatori, tecnicamente, insieme a Mancini. Pioli il più concreto, tra i due.

Resta il fatto che oggi tutti i giocatori devono correre molto, con e senza palla, a velocità elevata e possibilmente rimanendo lucidi e utilizzando una tecnica mediamente buona.

Di tutte le squadre super offensive quasi solo il Barca del Pep riusciva a non avere cali di tensione nei ’90 e io qualche dubbio sul perché ce l’ho.

D’altra parte non è che un allenatore può dire ai suoi ‘adesso correte solo al settanta per cento, per poter correre al 70 per cento anche nel secondo tempo’.

Se scegli di pressare alto (a parte che devi riuscirci perché come diceva Brera in questi casi… magari l’avversario ti ruba l’idea) devi avere giocatori che danno tutto e contare sulla tenuta, legata alle doti fisiche ma anche alla condizione del momento, oltre che sulla disponibilità di alternative ai titolari  adeguate.

Tutto questo per dire che io non credo che Inzaghi abbia detto ai suoi: ‘nel primo tempo restate bloccati dietro, perdete tutte le seconde palle e se si apre una possibilità di ripartenza sbagliate il passaggio così rinculiamo subito e ci compattiamo’.

No, io credo che loro avessero più brillantezza fisica, più freschezza mentale e che ci abbiano messo sotto sul ritmo, sull’aggressività  e che altri fattori abbiano concorso a creare questa situazione.

Secondo me Dionisi ha studiato benissimo l’Inter e i suoi punti deboli, come dimostra la scelta di lasciar fuori Raspadori e Scamacca, di schierare una sola punta, supportata da una linea a tre con giocatori molto insidiosi (Berardi – Djuricic – Boga), con l’agile Rogerio che avanzava sovrapponendosi e dall’altra parte addirittura Chiriches che avanzava alternandosi a Muldur, molto impegnato da Perisic.

In questo modo veniva messa in difficoltà la linea a tre della nostra difesa, perché i nostri non avevano da vincere il corpo a corpo con l’avversario, nel quale eccellono, ma soprattutto Skriniar e Bastoni dovevano lasciare il loro uomo al quinto o al mediano, per fare (spesso necessariamente in ritardo) la diagonale di copertura.

Ma il problema vero era che i loro esterni, soprattutto a sinistra dove si spostava Djuricic e avanzava Rogerio trovavano spazio tra la linea dei nostri centrocampisti e la linea difensiva.

Skriniar andava in difficoltà con uno scattista e dribblatore come Boga, perché doveva spostarsi su di lui quando già era in possesso di palla e a quel punto sul breve, Boga aveva spesso la meglio.

Il rigore ne è un chiaro esempio.

Il fatto che dopo l’ingresso di Darmian, Boga sia scomparso, una conferma

Il loro era un atteggiamento che comportava dei rischi calcolati e abbastanza relativi, perché la loro freschezza, compattezza e aggressività soffocava i nostri centrocampisti impedendo le ripartenze (tra l’altro tutte le seconde palle erano loro).

Noi pagavamo, a mio parere, un po’ di difficoltà nell’adeguarci alla situazione tattica propostaci, un po’ una sorta di affaticamento mentale (giocare ogni tre giorni con il viaggio di mezzo e due soli giorni per allenarsi e preparare la partita è diverso che allenarsi una settimana intera in vista di quella precisa gara), ma soprattutto la mancanza di compattezza e di equilibrio determinata dalla prestazione insufficiente di almeno tre elementi: Calhanoglu, Dumfries e Correa.

Alla fine del primo tempo ho scritto su Twitter che giocavamo in otto, per l’ “assenza” proprio di quei tre.

Naturalmente esageravo, in modo consapevole,  ma l’iperbole serviva a rendere bene il concetto.

Non è un caso che dopo pochi minuti della ripresa, Inzaghi abbia sostituto proprio i tre da me citati, oltre a mettere Dimarco nei tre dietro perché spingesse più di Bastoni, visto anche che dovevamo recuperare.

E’ importante chiarire che dal mio punto di vista non è una stroncatura dei tre sostituiti, che certo non sono fenomeni ma anche loro sono coinvolti in un sistema di gioco che non li valorizza: Calha da mezzala è abbastanza anonimo, mentre più avanti potrebbe trovare qualche giocata importante, Correa deve ancora trovare la posizione e inserirsi nei meccanismi, mentre Dumfries se non riesce a saltare l’uomo in velocità non ha armi tecniche particolari da utilizzare.

Le occasioni migliori per loro sono comunque venute su nostri errori in uscita, quella di Barella sul gol e quella di de Vrji sull’episodio Handanovic.

Ma abbiamo commesso troppi errori tecnici, in questa fase, probabilmente frutto di  un approccio mentale disturbato e dalla consapevolezza di essere in difficoltà.

I cambi, probabilmente insieme all’inevitabile calo loro, hanno capovolto  la situazione, anche da un punto di vista psicologico e hanno contribuito a dare più sicurezza nelle giocate e più autostima.

Va aggiunto per onestà che c’è stata anche una dose, se non di casualità, certo di buona sorte, perché il gol è arrivato 30 secondi dopo i cambi stessi.

Non è buona sorte invece il fatto che finalmente loro si siano trovati scoperti (la fatica, anche mentale, di concentrazione) e che noi si sia andati in gol la prima volta, forse, in cui, anche per le qualità individuali, abbiamo azzeccato una ripartenza negli spazi.

In fondo anche il rigore che ci ha dato la vittoria è venuto da una ripartenza profonda, mentre con questi uomini la manovra offensiva articolata al momento risulta meno produttiva. Se non, forse, sulle palle alte che si mettono in mezzo all’area, da fermi o su azione.

La cosa è motivo di preoccupazione perché abbiamo dimostrato più volte che con l’organizzazione difensiva (in senso lato) attuale soffriamo molto gli attacchi aggressivi e insistiti.

Il lavoro che aspetta Inzaghi è ancora tanto e difficile, perché il materiale  umano è questo e i limiti di alcuni sono evidenti.

Conte, ad esempio, solo dopo un paio di mesi ha trovato il modo per sfruttare al meglio le doti dei singoli e far diventare il complesso una macchina perfettamente funzionale.

Ma, anche a chi lo nega, va ribadito che la qualità di cui disponeva quell’Inter, nei 13-14 titolari, era molto superiore.

Vediamo comunque se in qualche modo il resoconto delle azioni più significative e i dati statistici confermano questa ‘impressioni’.

Incominciamo dalle azioni principali.

Parte bene l’Inter, ma è un fuoco di paglia che dura solo pochi minuti:

  • al 1’ Correa ruba palla e fa partire Calha, che sembra in vantaggio ma viene recuperato in extremis dal suo avversario,
  • al 6’ Lautaro serve Barella che si libera al tiro  dal limite, ma calcia a lato di poco.

Sembra un’Inter briosa, ma la situazione cambia subito.

Al 7’ le prime avvisaglie di crepe difensive: sfruttando un erroraccio di de Vrji, Berardi costruisce bene per Defrel che da buona posizione calcia forte sul primo palo, ma Handa, attento, respinge.

Segue una fase di predominio neroverde, con Boga in particolare che impazza sulla destra.

Per un lungo periodo non riusciamo a uscire significativamente (e a volte letteralmente) perché rinviamo quasi sempre in condizioni precarie per il loro pressing e le seconde palle sono tutte loro

Il gol è nell’aria e arriva al 21’: Barella perde una palla sanguinosa a metà campo. Lancio per Boga sul quale esce Skriniar. Boga arriva sul fondo poi dribbla a rientrare. Skriniar non può che agganciarlo ed è rigore.

Due nostri errori clamorosi, quello di Barella  ma anche Skriniar che avrebbe dovuto ‘spingere’ Boga verso il fondo e non concedergli il rientro.

22’ Handanovic sfiora solo il rigore potente e preciso di Berardi.

Il Sassuolo continua a premere alla ricerca del secondo gol e al 28’ Boga serve Lopez che dal limite calcia fuori

Barella che aveva… contribuito al primo gol dà finalmente un segnale di svolta con un violento tiro da fuori respinto da Consigli con un’ottima parata (31’).

Al 34’ la conferma del discorso che si faceva in precedenza sul modo di giocare delle squadre oggi: accelerazione di Dumfries che mette rapidamente una palla in mezzo per Perisic liberatosi a centro area.

Ad anticiparlo di un soffio, con un grande intervento, è Defrel cioè… l’unica punta del Sassuolo.

Sembra il segnale di una ripresa, ma 5’ dopo Berardi esplode un tiro violentissimo e preciso sul quale Handa si supera, mettendo in corner

E al 45’ un altro erroraccio di de Vrji mette Defrel solo davanti ad Handa uscito di molto dall’area.

Sull’episodio preferisco affidarmi alla moviola dell’arbitro Marelli:

Se è giusto così? Direi che è giusto. C’è stato un leggerissimo contatto ma Handanovic ha cercato di spostarsi in tutti i modi rispetto alla traiettoria di Defrel. A sua volta il giocatore del Sassuolo ha cercato di saltare il portiere nerazzurro ma ha cercato un po’ troppo il contatto. Pairetto ha fischiato la fine del primo tempo. Non c’erano gli estremi per un off-review.

La ripresa si apre con lo stesso copione.

  • 49’erroraccio di Dumfries che libera al tiro Rogerio, dopo uno scambio con Djuricic. Molto reattivo Handa, che salva con i piedi,
  • Al 54’ il capolavoro di Handa, su tiro ravvicinato di Boga. Bastoni allontana provvidenzialmente sulla ribattuta.

Non c’è dubbio che dal 10’ circa del primo tempo al 10’ circa della ripresa il Sassuolo ci abbia  messi sotto.

Tuttavia se andiamo a vedere le vere occasioni da gol  sono venute quasi solo su errori clamorosi  (direi regali) di difensori e centrocampisti: tale si deve considerare l’errore di Barella sul gol, mentre due sono stati  gli errori determinanti di de Vrji (al settimo e nell’episodio della ‘pretesa’ espulsione).

Poi l’erroraccio di Dumfries al 49’ .

Senza i nostri regali inspiegabili per giocatori di questa giustificata fama, loro avrebbero impensierito Handa solo con il tiro improvviso da fuori di Berardi e  con l’azione, ancora di Boga, al 49’

La superiorità del Sassuolo dunque è stata netta come governo della partita e possesso palla, ma le azioni più pericolose gliele abbiamo confezionate noi.

A mio parere anche perché quando ben tre giocatori sono sotto tono è più facile andare in confusione. E ancora di più se tatticamente l’avversario riesce a mettere a nudo i tuoi  limiti organizzativi.

I quattro cambi ribaltano subito la partita: Dzeko è ispiratissimo, Vidal una furia che rivitalizza il centro campo, Darmian mette la museruola a un Boga forse stanco. Vidal e Darmian, con la loro copertura permettono ai difensori di… non sbagliare più. Dimarco aggiunge quella voglia di vincere e con le sue incursioni e il sinistro raffinato mette in difficoltà i difendenti.

Perisic spalleggiato ora da un secondo incursore di fascia rende letale la fascia sinistra e viene subito il gol (57’).

Poi è solo Inter: al 77’ il rigore procurato ancora da Dzeko e realizzato da Lauti.

Da notare che entrambi i gol dell’Inter sono venuti con un centrocampo e quindi una difesa più solidi che permettevano rapide ripartenze, perché i due gol sono venuti entrambi su ripartenze.

All’82’ abbiamo il gol annullato a Dzeko, questa volte dopo una bella azione corale

E all’86’ l’ultima occasione, con Barella che conquista palla e serve Dzeko, il cui tiro a giro finisce fuori di poco.

Tutti sottolineano giustamente il ruolo decisivo di Dzeko, ma io non trascurerei l’importanza del binario di destra Darmian – Vidal, che finalmente hanno assicurato il dominio su quella fascia  

Come vedremo i dati statistici confermano nel complesso dei 90’ (purtroppo non disponiamo di quelli distinti tra prima ora e ultima mezzora) la supremazia del Sassuolo, che è indiscutibile e deve allarmare chi di dovere, ma che si è concretizzata solo grazie ai nostri errori.

Intendiamoci, errori se ne fanno sempre e ne abbiamo commessi anche in altre partite, anche se qui alcuni sono apparsi clamorosi per la dimensione tecnica di chi li ha commessi.

Però un gruppo che ha equilibrio e compattezza solitamente riesce a rimediare ‘di squadra’ agli svarioni individuali.

Il possesso è nettamente a loro vantaggio: 56 a 44 come pure…

Il numero di parate effettuate: 7 di cui 2 decisive per Handa, 1, decisiva, per Consigli.

Tuttavia noi abbiamo scoccato più tiri, 18 contro 12.

Ma di nuovo per i tiri nella luce della porta prevalgono loro: 8 con un gol contro i nostri 3 con due gol.

Dunque per una volta siamo stati più cinici.

O forse questa volta è più giusto riconoscere che Handa, battuto solo su rigore, ci ha tenuti in partita.

Noi abbiamo commesso quasi il doppio dei falli (19 a 10) rispetto a loro, ma le…

Occasioni da gol sono state equilibrate (6 a 5).

Netta supremazia loro per numero di passaggi riusciti (409 a 315) e anche per accuratezza (84% contro 82).

Ma come numero di passaggi nella tre quarti avversaria a sorpresa  c’è equilibrio (80 a 78).

Interessante il dato sugli attacchi: Il Sassuolo ha attaccato solo 4 volte  su 26 da destra, mente noi abbiamo attaccato 20 volte centralmente e un numero di volte pari (8 e 9) da destra e da sinistra.

Sul piano individuale, Berardi (3) e Rogerio (2) hanno tirato più in porta e Berardi è anche quello che ha avuto più occasioni, insieme a Dzeko e a Barella.

Nei recuperi domina Ferrari con 12, davanti a De Vrji (10) e Brozo (8).

Come indice di pericolosità (cioè le situazioni di teorico pericolo create) siamo leggermente meglio noi con 56 a 53.

La pressione ricevuta è stata massima per i nostri 3 attaccanti, tutti  sopra il 70%, mentre il primo di loro è Raspadori con il 66.

Questo confermerebbe il discorso sulla difficoltà tattica dei nostri tre difensori nel marcare i tre della loro seconda linea, dietro la punta.

A sorpresa addirittura Darmian e Skriniar hanno l’indice di smarcamento più elevato, mentre Brozo al solito ha percorso più km di tutti e a una velocità media superiore, davanti a Barella e Frattesi.

Ancora a sorpresa la punta massima di velocità l’ha raggiunta Berardi (35,14 km/h), davanti  a Perisic (33,86) e Calha (33,28).

Ultimo dato: abbiamo percorso quasi 4 km più di loro  a una velocità media di 6,9 contro 6,7

Le pagelle

Handanovic:

Come già a Firenze ci tiene in partita nel periodo peggiore e in definitiva rende possibile la rimonta. Ma il tifoso interista l’ha ormai preso di mira (un capro espiatorio ci vuole sempre) ed è pronto a esecrarlo se non si tuffa su un tiro comunque imparabile, ma non gli riconosce il merito per prodezze decisive. In particolare per uno alto come lui è eccezionale la parata a terra su un forte tiro ravvicinato di Boga. 7,5

Skriniar:

Si fa uccellare ingenuamente da Boga nell’azione del rigore ed è una colpa gravissima. Ma a parte che si deve riconoscere la bravura dell’avversario, c’è da dire che non viene mai messo nella condizione di sfruttare le sue caratteristiche di marcatura. Lo schema offensivo 3+1 o lo chiama fuori per marcare da vicino il terzo di sinistra, lasciando però spazio alle incursioni in fascia, oppure richiede che la marcatura venga presa dal centrocampista. Se questo non avviene  lui deve uscire in ritardo su Boga, in questo caso, che ha la possibilità di puntarlo.

Mi pare che non abbia funzionato la cerniera Skriniar Barella  Dumfries, più che Skriniar. E la riprova è stata quando Barella è andato a sinistra e Vidal lo ha sostituito e si è valso della collaborazione di Darmian.

Anche se bisogna riconoscere che forse ha contribuito la minor brillantezza di Boga. 6

de Vrij:

Due errori davvero inconcepibili per uno come lui, dai quali solo casualmente non è arrivato il gol.

Per il resto, normale amministrazione, ma in questo periodo non dà l’impressione di essere al top della condizione.

Tra l’altro temo ci sia un problema strutturale per cui non può giocare tutte le partite, ogni tre giorni. 5

Bastoni:

In fondo aveva lo stesso problema di Skriniar sull’altra fascia, lo ha risolto piuttosto bene e ha salvato un gol con una diagonale efficace che gli ha permesso di allontanare dopo la respinta di Handa.

Però aveva il vantaggio di avere a sinistra Perisic, oggi ispirato, che teneva a distanza Muldur, mentre  Berardi si è reso pericoloso solo quando si accentrava, alle spalle di Calha.  6

Dimarco:

Il suo ingresso nella linea a tre è sempre un rischio, perché in fase difensiva, nonostante i miglioramenti di Fede, Bastoni si fa preferire.

Ma in questo caso si doveva recuperare lo svantaggio e dare una svolta tattica  agonistica al match e il suo ingresso è stato importante.  6.5

Dumfries:

Così serve a poco.

Oggi non è riuscito a furoreggiare in ripartenza (tranne nell’occasione in cui ha pescato benissimo Perisic a centro area, preceduto solo da un intervento straordinario di Defrel). In fase difensiva si è impegnato, gli è riuscito qualche recupero ma non è stato mai efficace, con Skriniar e Barella, a chiudere una fascia dalla quale sono venuti tutti i pericoli. 5

Darmian:

Ingresso fondamentale, secondo me sottovalutato da molti. Insieme a Vidal spegne completamente le velleità offensive dei neroverdi su quella fascia, dove in precedenza ci avevano fatto male. Giocatore non eccezionale, ma abile e intelligente nello scegliere posizionamento e tipo di giocata. Prezioso. 6.5

Barella:

Dimostra finalmente di essere… umano.

A dispetto di quanti gli preferiscono…Tonali, Locatelli e McKenney, lui è super in entrambe le fasi e gioca miriadi di partite.

Se non avesse una leggera flessione ogni tanto sarebbe un mostro.

Ma Bare anche quando sbaglia qualche controllo, qualche tiro  e ritarda qualche chiusura, per rendimento è sempre sopra la sufficienza.

In fondo questa è la caratteristica dei campioni.  6+

Brozovic:

Come sempre corre più di tutti e alla maggior velocità media, ma come per Barella, non si può pretendere che sia sempre al top.

In fondo loro sono gli insostituibili nell’Inter e nelle loro rispettive nazionali.

Chiaro che quando incontrano avversari di buon livello e più freschi possano avvertire qualche flessione.

Tra l’altro se Barella in certe situazioni può  avere un’alternativa in un Vidal ritrovato, lui di alternative proprio non ne ha… 6

Calhanoglu:

Giocatore preso per incidere, ma che dopo la prima partita non è riuscito più a farlo.

Per giocare da medianaccio era meglio andare su un altro prospetto, perché lui, nonostante un’ammirevole volontà e qualche miglioramento non è uno specifico interprete di quel ruolo.

O si riesce a riportarlo più a ridosso della/e punte o temo che non riuscirà a esprimersi al meglio.  5

Vidal:

Entra con la grinta e il piglio del trascinatore. Commette anche alcuni falli ‘di gioco’ che trasmettono ai compagni un messaggio importante sulla determinazione e la ferocia necessari per portare a casa un risultato quando sei in difficoltà. A parte questo, contribuisce efficacemente a bloccare la fascia sinistra dell’attacco emiliano e fornisce un’apprezzabile spinta offensiva.

Peccato che ora debba ripartire per il Cile e tornare… rotto o distrutto.  6.5

Perisic:

ispirato, in grandissima condizione, è un’autentica spina nel fianco per Muldur (che pure è veloce quanto lui) e presidia con successo la nostra fascia sinistra, costringendo gli avversari in affanno.

Si trova bene con Dimarco alle spalle e si produce in una giocata geniale offrendo a Dzeko la palla del gol. 7

Lautaro:

Se vai a vedere le statistiche del match, per un attaccante i risultati non sono molto lusinghieri, ma con la squadra in difficoltà, con un teorico costruttore di gioco impegnato soprattutto a contenere, con un compagno di reparto inconsistente, ovvio che fosse difficile emergere.

Lui comunque si spende con la solita generosità e il solito comportamento… taurino in favore della squadra. Segna, sia pure su rigore, il gol del successo. 6+

D’Ambrosio:

Pochissimi minuti che non permettono di esprimere una valutazione.  s.v.

Correa:

Qualche timida fiammata iniziale, poi si spegne, girovagando per il campo senza trovare posizione né modo di incidere.

Come per Calha, secondo me, atteso che non ci troviamo di fronte a fenomeni ma a discreti giocatori, il problema, arduo,  resta quello di trovare una chiave di utilizzo più funzionale alle loro caratteristiche.  5

Dzeko:

Entra e cambia la partita ribaltando il Sassuolo.

Incontenibile e ispirato, dopo 30 secondi dal suo ingresso si fa trovare pronto all’appuntamento con il gol.

Poi si procura il rigore del vantaggio e segnerebbe la terza rete se non fosse fermato da un fuorigioco reale ma millimetrico.

A parte questo è vivace, lucido e persino abile nel proporsi in profondità.  8

All. S. Inzaghi:

Sta lavorando abbastanza bene pur tra difficoltà oggettive non indifferenti. I punti sono tanti, più dello scorso anno e complessivamente meritati, perché qualcosa abbiamo lasciato per strada ma qualcosa abbiamo recuperato a fatica. Purtroppo c’è chi ha fatto più di noi, pur avendo affrontato qualche ostacolo in più, ma soprattutto c’è chi sembra aver già trovato la quadratura.

Simone deve trovarla in qualche caso facendo… le nozze con i fichi secchi.

Se ci riuscirà sarà Inter, altrimenti sarà… una Lazio qualsiasi. 6.5

Luciano Da Vite

67 pensieri riguardo “Una questione di equilibrio: Sassuolo – Inter 1-2

  1. È chiaro che il turco e Correa hanno semplicemente rafforzato le squadre che se ne sono liberate che, consapevoli dei limiti tecnici e caratteriali (l’argentino saprebbe giocare a calcio ma la paura e lo scoraggiamento gli hanno sempre permesso di fare 1 gara eccellente ogni 5/6), hanno potuto trovare al loro posto giocatori più funzionali o più determinanti. Il capolavoro tecnico economico della Lazio ha addirittura portato nelle casse una cifra assolutamente fuori mercato (30/31 milioni) e il reinvestimento di 3/4 milioni per felipe anderson, uno con la stessa testa e discontinuità di correa ma con estro velocità e dribbling di livello superiore….se pensiamo che c’è chi ha preso difensori di livello mondiale come tomori o theo pagandoli meno dell’argentino si può affermare che le idee e la competenza valgono ancora. Almeno da altre parti…non dico che si poteva trovare a prescindere il brahim diaz della situazione ma almeno giocatori più funzionali e continui si. Senza risolvere loro il problema fondamentale (il turco).
    Però quest’ultimo potrebbe avere più mercato (almeno in Asia o America).

    Capitolo giocatori:
    Mai sottovalutato le qualità di Barella anzi, il suo dinamismo ha pochi equali e probabilmente a livello di gamba passo velocità e resistenza fisica solo chiesa in Italia gli è evidentemente superiore. Inserimenti da top ed eccelle sia come collante che come baluardo.
    Semplicemente è meno completo a mio parere di Tonali e locatelli (costui meno dinamico): tutti e tre si equivalgono in interdizione ma i primi due hanno maggior visione e capacità balistiche (locatelli è il più regista). Tonali a mio parere ha maggiori possibilità di crescita sul piano atletico.
    Mckennie ribadisco ancora una volta è involuto da tempo e corre male….ora non proponibile.
    Delight mi pare abbia neutralizzato lukaku, poi magari mi sbaglio….
    Chiesa, il quotidiano As afferma che equivale a Mbappe con meno velocità ma con più tecnica ai piedi, e lo candida al pallone d’oro. Un quotidiano non italiano a quanto pare….non lo dico io e ormai non ha senso parlare di chiesa

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    1. Sergio, mi sembra che tu un po’ estrimizzi i giudizi però in alcune cose ti segue.
      Io sono stato spesso, e lo sono tuttora, un critico di Ausilio proprio perchè non ha praticamente mai portato (a memoria con eccezione Brozo e Kovacic e Coutinho) giocatori relativamente sconosciuti a prezzi bassi che poi si sono rivelati buoni.
      Con risorse risicate è unico modo, per me, per cercare di costruire qualcosa di duraturo. Che non significa necessariamente 19enni ma anche i 28enni Malinovski che arrivano dal Genk. Oppure prestiti di giovani rampanti di squadre forti dove non trovano spazio (Hernandez, Tomori e Diaz sono buoni esempi).
      Noi puntiamo su usato – alias anzionatti spesso foraggiati da ricchi contratti – oppure dobbiamo spendere cifre importanti per giocatori che si sono già messi in mostra.
      Per me questo non è uno scouting di livello. E’ difficile? Certamente ma, ripeto, con poche risorse non vedo altra via per provare a costruire qualcosa che duri e che possa farti digerire meglio anche alcuni sacrifici di giocatori importanti. perchè avresti in casa una struttura destinata a consolidarsi senza dover dipendere ogni anno dal mercato dove, purtroppo, non abbiamo una potenza di fuoco rilevante

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      1. Esattamente Roberto. Non sappiamo se molte operazioni siano anche collegate a “favori” verso procuratori ma il concetto è proprio quello. Se atalanta e milan (esempi più eclatanti) ci riescono è possibile puntare sulla competenza

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  2. Sfruttando alcune considerazioni di Luciano metto sul tavolo alcune considerazioni.
    1) Confronto con organicodello scorso anno. Per me non ci si può limitare al mero confronto ceduti/entrati ma serve considerare anche la maggiore forza legata all’essersi abituati al modulo (penso a Perisic) alla crescita dei giovani (Barella, Bastoni, Lautaro) e in generale ad una mentalità più forte perchè si è vinto. Se poi guardiamo ai giocatori, difesa identica, al posto di hakimi è cmq arrivato un nazionale olandese, da plasmare, ma non è uno scappato di casa (Van Gaal, non un tenero, lo usa). A centroccampo Chala e Vecino (scorso anno sempre rotto) al posto di Eriksen che, ricordo, anche nel girone di ritorno ha giocato poco (90 minuti solo con benvento poi circa 60 minuti oppure subentrava). Davanti Dzeko e Correa per Lukaku. Meno forti entrambi ma due al posto di uno, e il bosniaco per ora sta facendo molto bene contrariamente a quanto pensassi.
    2) Atteggiamento. Mi sono rivisto diverse partite della lazio. Mi ci ritrovo alla grande. Pensiamo a giocarcela a viso aperto, poi venga quel che venga. Atteggiamento lodevole ma, per vincere, per me serve fare uno step uin avanti. Che non è certo difesa a oltranza ma capacità di leggere il momento ed adottare atteggiamenti diversi. Lo stesso Conte ci ha sbattutto il muso all’inizo: a tutti piace aggredire alti e dominare. Ma se ti accorgi che per n partite imbarchi acqua urge un ripensamento. Per ora Inzaghi, anche per sue stesse dichiarazioni, va dritto per la sua strada. Spero ovviamente abbia ragione lui.
    3) Equilibrio. In tutte le partite abbiamo corso più degli altri. Anche in quelle da 45/60 minuti di sofferenza estrema. Penso ben rappresenti una certa improvvisazione della fase difensiva che porta i nostri a correre a vuoto. Perchè se corri di più, tendenzialmente dovresti arrivare prima dell’avversario, a meno che la corsa sia, appunto, non accompagnata da una organizzazione di squadra. Per me manca ma io, da questo punto di vista, non la vedevo nemmeno con la lazio dove le folate legate ad estro dei singoli erano prevalenti prevalente.
    4) C’è una vita olre Hakimi e Lukaku. Due top, indubbio, ma come ha scritto Luciano anche con Sassuolo abbiamo segnato con due ripartenze. 90% gol nasce da ripartenze che ti fanno trovare in superiorità numerica o da calci piazzati. I gol manovrati sono sempre rari, accadono giusto quando sei avanti 3o4 a 0 e avversario molla. Vedere ultimi gol con Bologna. Anche lo spezia di Italiano era corto, eppure non aveva punte veloci ne tanto meno in gradi di proteggere pallone come il belga.
    In conclusione, per me, corriamo ancora tanto, abbiamo discreta qualità (cmq superiore a diverse squadre di A) ma siamo squilibrati. Fortunatamente abbiamo più punti di quanto le prestazioni lasciassero presagire. Ergo, il tecnico deve lavorare ma non concordo che lo debba fare con i fichi secchi. Almeno fino a che i titolari ci sono. Poi fossimo corestti (sgrat) a ricorrere a tanti giocatori da panchina (Sanchez, Kolarov, ecc.) il mio giudizio cambierebbe. In quel caso sarebbe dura fare la panna senza latte.

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  3. Su un blog interista leggere esaltazioni sfrenate di giocatori altrui (che sono anche più che discreti, intendiamoci)è una variabile divertente.
    Del resto io capisco la rabbia che provano gli juventini verso i dirigenti della società che ha osato (unica!) porre fine alla loro egemonia.
    Se l’Inter avesse fatto l’illuminato mercato di Atalanta e lazio, loro sarebbero ancora campioni.
    Faccio un esempio:
    Io sono l’Inter: posso scegliere (ho i soldi) Vlahovic o Lucca. Non posso che scegliere Vlahovic, perché non posso sperare di vincere tra 2-3 anni. L’Atalanta va su Lucca, che, essendo richiesto dai bergamaschi e non dall’Inter viene via per una cifra ragionevole.
    Fra due anni Lucca diventa più forte di Vlahovic e il direttore atalantino diventa un genio. peccato che lo stesso direttore, se fosse stato all’Inter non avrebbe potuto che prendere Vlahovic

    Per il resto io non faccio neppure un confronto tra singoli dello scorso anno e nuovi. Dico solo che la squadra dello scorso anno aveva realizzato l’optimum della funzionalità.
    Questa non l’ha realizzato e secondo me (spero di sbagliare) non ha i mezzi per realizzarlo.
    Io sono contento che mi abbiano preso bastoni barella Di marco Skriniar De Vrji Lukaku hakimi Eriksen e perisic e non i giocatori che han preso il Milan , la Lazio e l’Atalanta.. Poi se per problemi finanziari della proprietà abbiamo dovuto venderne alcuni dei più forti mi dispiace. ma prima che accadesse questo abbiamo messo in fila, da molto lontano, anche chi ha preso Chisea, Deligt Tonali, Theo, Malinoski e SMS

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    1. Io però Luciano oggi andrei proprio a prendere Lorenzo Lucca se fosse possibile. E’ proprio il profilo di attaccante che ci serve subito per costruire una alternativa a Dzeko o per affiancarlo in caso ci sia bisogno di randellare in area avversaria.

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    2. Se ho possiiblità ovvio. Il punto è che tra il Vlahovic irraggiungibile, e il Lucca della situazione noi optiamo su Sanchez. Stessi soldi annui di un medio acquisto a stipendio ridotto elargiti in stipendi per poi dover negoziare la buonuscita.
      Io è questo che non capirò mai.

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  4. I giudizi che ho letto su Ausilio mi sembrano decisamente poco obiettivi. Ausilio ha portato a casa non solo quei 3 giocatori citati, ma gente come Icardi, Skriniar, Bastoni, Lautaro, Hakimi, facendo spendere molto meno del loro valore attuale, per non dire parametri zero come De Vrji.
    Certo ultimamente non ci siamo lanciati su prospetti giovani come ha fatto il Milan, a cui va dato atto che hanno rinforzato negli ultimi anni la rosa, ma nel frattempo lo scudetto lo abbiamo vinto noi e non loro.
    Io penso che l’anno prossimo assisteremo ad un grande ricambio, soprattutto di giocatori attualmente panchinari, e sarà li che verrà misurata la capacità di scoprire altre nuove promesse prima degli altri, come ad esempio sembra sia stato fatto con Onana.
    Kolarov, Ranocchia, lo stesso D’Ambrosio, per non dire Vidal e Sanchez, probabilmente Perisic, saranno destinati a partire e vedremo chi arriverà.
    Correa è arrivato perché si era rotto Thuram, e come accaduto per Spalletti e Conte con Naingoolan e Vidal, è stato richiesto espressamente dall’allenatore.
    Per quanto riguarda Chalanoglu, come ha detto Luciano, sta occupando un ruolo che non gli si addice. Vediamo se col tempo riuscirà a calarsi meglio nella parte.
    Poi Barella meno completo di Tonali e Locatelli! Uno che ha già fatto 5 assist pazzeschi, che ha un dinamismo unico, che segna, che abbina tecnica a cattiveria agonistica. Titolare inamovibile della Nazionale. Va beh…

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    1. I tre nomi che ho citato sono esempi. Hakimi e Lautaro sono stati ottimi colpi ma parliamo di gente che è costata tanto perchè era abbondantemente nota ancorchè giovane. L’investimento è valso la candela ma non possiamo parlare di scoperta come lo furono Kovacic e Brozo, loro si non noti sul mercato tanto da venire presi per pochi soldi.
      Altri giocatori avevano già giocato nel nostro campionato. E sono costati, pur con contropartite, sempre una trentina di milioni.
      Detto questo io non concordo, e sicuramente sbaglio, con la filosofia seguita: acquisti per vincere subito, anche in un’epoca in cui non eravamo miniminamente attrezzati per farlo, senza pensare a costruire per gradi. Ecco i Podolski, ecc. giocatori con un certo nome ma abbondantemente finiti. Cosa abbiamo raccolto in 10 anni? Nemmeno una coppa Italia ma una montagna di debiti.
      Concordo che si dovrebbe sempre provare a vincere ma, per me, anche impostare un percorso per arrivarci, sopratutto in periodi in cui non si può spadroneggiare sul mercato. Lo stesso napoli, per dire, haa vuto stagioni in cui è arrivato a un passo dalla metà ma ha sempre seguito una certa filolosfia. Ed è rimasto su livelli competitivi eccelsi pur avendo un budget normale, anzi con il proprietario considerato dal braccino corto.

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        1. E’ stato unico investimento in molti anni di gestione. Cmq hai ragione, meglio vincere un anno.
          Ma per farlo abbiamo investito parecchio, molto mlto più del napoli. Se possiamo farlo ottimo.
          Il mio discorso però si riferiva a quando non potevamo permetterci certi investimenti. E purtroppo temo che anche per il prossimo futuro sarà così

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    2. Ho elencato quelle caratteristiche a Barella allo stesso modo…e ho detto che è piu dinamico degli altri….semplicemente sono del parere che locatelli e, soprattutto, Tonali sono giocatori più completi e, aggiungerei, ancora lontani dal raggiungere il massimo potenziale (specie tonali).
      Mai negato il valore del buonissimo barella

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  5. Ma forse ci si dimentica che Ausilio per anni ha fatto le nozze coi fichi secchi. L’unico obiettivo era quella di fare plusvalenze, di rispettare il famigerato Settlement agreement, cosa che i rossoneri per loro fortuna hanno scansato, pur essendo indebitati ancora più di noi.
    Ribadisco non è Mago Merlino, ma io uno come Ausilio non lo cambierei adesso con nessun DS.
    Aggiungo che per i cosiddetti giovani emergenti mi risulta che ci sarebbe un’altra figura preposta a questo scouting, che è Baccin, ma non è questo il punto.
    Per me la prova del 9 sarà il mercato del prossimo anno, sempre che la situazione finanziaria del gruppo Suning non subisca ulteriori peggioramenti, incrociando le dita.

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  6. Io invece una lancia in favore di Ausilio la spezzo volentieri. Cresciuto all’ombra di Branca ha preso in mano la gestione dopo il triplete quando era chiaro che di soldi da investire nel giocattolo non se ne parlava più. Ricordo a chi ha poca memoria che un’estate fece campagna acquisti grazie alle cessioni di Donati e Caldirola (???). Ora non dico che in giro non c’è di meglio di Ausilio, ma lo stesso Sabatini, considerato il meglio dai più, è passato dalle nostre parti senza lasciare traccia. Ricordo che lo scouting si fa con la moneta sonante oltre che con le competenze ed in questo periodo storico della prima non c’è traccia, anzi.
    Se posso dirlo il nostro Marotta è sicuramente il miglior dirigente (per distacco) dei tanti che ci sono in serie A e non mi sembra che abbia mai messo in discussione Ausilio, anzi.

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  7. Per rispondere a Luciano poi, secondo me questo centravanti pisano Lorenzo Lucca è da prendere subito anche spendendo i 30 mln che dice lui. Visto giocare ed in serie B è immarcabile, certo la serie A è altro, ma come prospetto da far crescere va benissimo anche in considerazione che non puoi costruire un team di calciatori tutti di prima fascia semplicemente perché non te li puoi permettere tra ingaggi e commissioni varie . Tanto per dirlo con gli stessi soldi spesi per Correa ti trovi in casa un potenziale crack. So che Ausilio lo segue e spero che lo porti a Milano già a gennaio al posto di questo Sanchez che sembra essere elemento di disturbo per lo spogliatoio.

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  8. Non conosco Lucca ma pur essendo un estimatore di Vlahovic non spenderei certe cifre per lui, anche se potessi.
    Sergio ne parlava prendendo in considerazione Osimhen, preferendo quest’ultimo. Ovviamente. Uno è un 2000 che l’anno scorso si giocava il posto con Cutrone, l’altro ha due anni in più e non è al primo anno da titolare, tanto che è costato al Napoli quanto a noi Lukaku due anni fa. Seguo spesso la Fiorentina e in questo inizio di stagione ha fatto molta fatica con i difensori avversari: Maksimovic, Palomino, lo stesso de Vrij di questo inizio di stagione, per non parlare di Koulibaly. Ha, si dice, un carattere particolare e forse lo possiamo ora dedurre anche dalla gestione della situazione contrattuale. Probabilmente riprenderà a crescere e amplierà il proprio bagaglio, ma non sono questi gli eventuali acquisti della Juve che devono farci paura, secondo me. A proposito di Juve, il paragone forse andrebbe fatto con Kean, entrambi 2000.
    Invece, mi ha fatto fino ad ora una ottima impressione Raspadori, non so fin dove può arrivare ma lo vorrei e mi sembra di capire che se la prossima estate, saremo in situazioni quantomeno normali, potremo arrivare a lui. D’altra parte prenderebbe il posto di Sanchez e temo che il reparto non sarebbe assemblato nel migliore dei modi, anzi.

    Nel frattempo un brutto (temo) infortunio per Zinho e buona cosa aver bloccato Onana. L’ideale sarebbe stato acquistarlo a gennaio e mandarlo in prestito per fargli riprendere confidenza col campo, ma ci accontenteremo. Qualcuno che lo conosce meglio o che si intende del ruolo vuole dire qualcosa di più preciso di quello che si sa già?

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    1. Gaber, magari mi sbaglio ma non ho mai visto in vlahovic le qualità a 360 gradi di osimhen. Sicuramente potenza e tecnica di base sono di livello alto ma la capacità del napoletano di giocare con efficacia forza e agilità anche negli spazi stretti per e con la squadra non ha molti eguali a quella giovane età. Naturalmente ha anche le qualità di chi vede il gioco, lo fa anche con i tempi brevi….oltre alle caratteristiche più ovvie come la progressione e la forza a campo aperto. Se impara a gestire meglio le sue forze lo vedremo presto a Parigi o Manchester, perché può essere letale. Per potenzialità per me è già il migliore in Italia

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      1. Io sono d’accordo con te, ma comunque non farei il paragone perché Osimhen all’età di Vlahovic non sapevamo che esistesse.

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  9. D’accordo sul fatto che potendo scegliere prenderei sempre Osimhen rispetto a Vlahovic, che resta un giocatore molto importante. Purtroppo però non possiamo prendere nessuno dei due ma mentre Osimhen è sotto contratto e resterà a Napoli, Vlahovic partirà e verosimilmente andrà a rafforzare la juve che ha enorme bisogno di una prima punta giovane e molto forte

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    1. Sicuramente alla Juve servirà una punta, magari non riscattando Morata. Ma alla Juve servono soprattutto campioni. Su Chiesa comunque mi sto sbagliando, quindi forse meglio non eccedere con le valutazioni.

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  10. Chiesa è un giocatore molto forte, che avrei voluto all’Inter, per fargli far la fascia, al posto di Dumfries. Se ci siamo riusciti con Perisic ci saremmo riusciti con lui. E’ il tipico giocatore che mi piace, perché ha gamba, progressione e forza. tecnicamente è molto modesto, ma se supero l’uomo di forza è inutile che lo sappia superare in dribbling o colpi di tacco. Fa sbellicare quindi il paragone con Mbappé e l’incensamento sfrenato. ma questo non ci deve far cadere nella provocazione di schiacciarci sull’eccesso opposto

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    1. Ribadisco che il confronto con mbappe lo ha fatto il quotidiano Madrileno As, che avrebbe buoni motivi per incensare il francese, visto che lo prenderanno. Chiaramente sono d’accordo con il concetto. Inoltre, è questo vale anche per Osihmen, da profani non conosciamo i giocatori che esplodono ma gli addetti ai lavori li conoscono da molto tempo. Se spendono 60/70/80 milioni per giocatori ancora in rampa di lancio vuol dire che le potenzialità sono oggettive (a loro ovviamente)

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  11. Ciao ragazzi, vi seguo da tanti anni però in questo momento mi sento un pò confuso..ma è ancora un blog filo-interista?

    Si leggono solo incensamenti per calciatori di altre squadre..Chiesa, De Ligt, il milan la squadra destinata a vincere per i prossimi 10 anni..boh

    Mi sento solo di ricordare due cose:

    Chiesa: per carità giocatore forte che mi piace e che nella mia squadra vorrei come tornante che fa goal. Però ricordo che la juve l’ha pagato eh, o comunque lo pagherà in totale 60 milioni, mica bruscolini.
    Allo stato attuale ha fatto 2 goal e 1 assist

    Se vogliamo rapportare i nostri scarsissimi esterni, ruolo che in teoria dovrebbe ricoprire Chiesa nella buve anche se molto più offensivo:
    Perisic: 1 goal 1 assist
    Darmian: 1 goal 1 assist
    Dimarco, neanche titolare, ha fatto 1 goal 2 assist.

    Se invece dovessimo considerarlo una seconda punta, ruolo che a quanto pare sta iniziando ad avere nella buve, dovremmo paragonarlo al nostro Lautaro che ha la sua stessa età ed è stato pagato meno della metà.

    Per quanto riguarda invece l’invincibile Milan, che ha scoperto tutti i giocatori con i suoi mirabolanti scout, ricordo a tutti che il milan ha acquistato un 39enne pagandolo decine di milioni di euro, altro che sanchez.

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  12. resta un blog interista con un solo amico…anomalo,che stravede per gli altri. Detto questo è vero che negli ultimi due anni il Milan è risalito da una situazione disastrosa a un ruolo pienamente competitivo, grazie alla bontà (complessiva, perché sulle singole operazioni si possono criticare tutte le squadre) del lavoro sul mercato.
    Operando sul mercato, e limitandoci all’ultima stagione conclusa, la juve ha avito una flessione evidente. Inter e Milan un evidente progresso. Il napoli e l’Atalanta si sono mantenuti sui loro livelli, la Lazio è calata, la Roma non so (perché con un altro allenatore lo scorso anno avrebbe fatto molti punti in più)

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    1. Se deve fare coppia con il suo alter ego in tutti i sensi (eccetto la cattiveria agonistica),bonucci, è probabile che emergano i suoi limiti di posizionamento e di marcatura. Mi chiedo, viste le notevoli capacità di impostazione e quelle buone di sovrapposizione, se non può essere utile per tutti abituato a un ruolo diverso. Ad esempio mediano o esterno basso di sinistra.
      È anche vero che il centrocampo non lo ha aiutato e che Barella, ad esempio, ha un rendimento spesso opposto in nazionale.
      Chiaramente non ha senso l’accanimento dei media, i quali fanno di bastoni e barella i capri espiatori della sconfitta di ieri. Come se Bonucci non avesse contribuito….mah…

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  13. Partita in chiaroscuro dell’under 21. Buon primo tempo, bene salvatore esposito, qualità e personalità nel far girare palla e mi pare abbia discreta forza fisica. Non ho capito la sostituzione con rovella, che pur avendo qualità ha tenuto troppo palla sbagliando i tempi di passaggio. Squadra impostata troppo sul piano fisico, una volta esauriti i lunghi davanti bisognava cambiarli….piccoli (che merita a mio parere molto piu dei reclamizzati Lucca e colombo (discreto)) ed esposito dovevano entrare prima. Ingiusta la tribuna per mulattieri, forse non troppo robusto ma molto più veloce degli altri.
    Vignato: mi ricorda Bessa, tanta qualità al servizio di un fisico esile….se non si irrobustisce, farà una carriera tra a e b come l’Italo-brasiliano. Tonali, unico fuori categoria, non ha senso che giochi ancora qui. La mentalità dell’allenatore semplicemente mediocre

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  14. A prescindere da chi gioca la U21 ha un grande vantaggio: un allenatore di primissimo livello.
    Salvatore Esposito a me è sempre piaciuto: ha tecnica, personalità e forza fisica. bravissimo ni calci da fermo. Gli manca un po’ di agilità e rapidità

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  15. Una domanda provocatoria: Se voi foste un grande campione o un giovane importante in sicura ascesa con molte richieste, accettereste di firmare per l’Inter sapendo che la proprietà è in bilico e che comunque quella attuale non può investire altri soldi per puntare davvero in alto e anzi, potrebbe ridimensionarsi, vendendo ancora qualcuno?
    Io no

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    1. Se fossi un giovane promottente verrei all’Inter, cmq un club con una buona ossatura che mi offrirebbe la possiiblità di giocare ad alti livelli. Se un giovane è buono, per me, è sprecato fare 25 partite al Crotone.
      Meglio 8 in un club di prima fascia con, soprattutto allneamenti, intensi ad alto livello.
      Poi dopo 2 anni se vedo che il mio club non progredisce posso sempre chiedere la cessione al city di turno facendo peraltro incassare una bella somma al club cedente.
      Diverso un campione: quello va dove gli offrono più soldi e li, ad oggi, non siamo competitivi

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    1. Le parole di Marotta allora cosa vogliono dire in rapporto a questo? Solo un tipo di retorica per prendere tempo?

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  16. Il problema è che siamo passati dal fare quasi quello che facevano City e PSG (perché il valore della rosa in tre anni è aumentato clamorosamente solo grazie ai soldi che Suning faceva entrare nell’Inter) a quello che ha fatto la Juve nel 2011-2016 circa.
    Se avessimo continuato ancora quel percorso, in due anni saremmo stati davvero competitivi in Europa. Adesso possiamo pensare solo ai confini nazionali.
    Pensiamo a Theo che ha accettato il Milan di Giampaolo…
    Pogba è andato dallo Utd a una Juve che non era tra le più forti d’Europa, con la serie A che era a un livello inferiore rispetto ad oggi.
    La Juventus è passata dalla rosa del 2011 a quella del 2017 senza soldi extra da parte degli Agnelli. Prendi Vidal a circa 10 e lo rivendi a 40. Due differenze: vinto il primo anno anno, hanno avuto una autostrada perché non c’era concorrenza; lo stadio ha aiutato. Ma pur con la concorrenza e senza stadio noi siamo più avanti, quindi pur non potendo fare follie, abbiamo possibilità di fare bene. Se invece non puoi fare assolutamente nulla com’è stato negli ultimi dodici mesi allora le cose cambiano. Avessimo potuto fare poco, invece di nulla, probabilmente avremmo preso Tonali, per esempio.

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  17. Non sono d’accordo. Se non puoi far nulla o addirittura devi vendere, chiaro che non puoi avere ambizioni. Ma non ne puoi avere neppure se…fai poco. Io non so se la juve è passata dall’11 al 17 senza immissione di soldi. Anzi non lo credo affatto. Forse nei bilanci ufficiali. So che ogni anno prendeva un paio dei più forti rivali, indebolendoli e rafforzandosi. oggi la concorrenza è comunque diversa: le squadre che possono spendere qualunque cifra sono almeno 5-6, ora c’è pure il newcastle.
    Certo che puoi prendere dei giovani scartati dagli squadroni relativamente a poco. Theo ha accettato il milan di Giampaolo perché su di lui non c’era quell’asta sfrenata che ci sarebbe oggi. però non puoi pensare che tutti gli scarti diventino Theo e comunque finché il Milan ha preso solo Theo, di forte, finiva 25 punti dietro. Del resto anche Lauti ha accettato un’inter che non era tra le prime in Europa. persino Lukaku e Hakimi, nonché Barella. ma si sapeva che la proprietà aveva soldi e intendeva spenderli, aveva un progetto ambizioso e si era attrezzata con un allenatore vincente e considerato in grado di migliorare la carriera di qualsiasi giocatore. oggi verresti in una squadra che fatica a pagare gli stipendi, anche se poi li ha sempre pagati, che è stata costretta a vendere i migliori, che dichiara di non poter mettere una lira su un progetto ambizioso e che ha difficoltà a chiudere i rinnovi.
    Il newcastle non è una grande squadra, ma se io fossi un giovane emergente, oggi tra il Newcastle e l’Inter sceglierei la prima. Poi è vero che se sei bravissimo puoi trovare del buono (anche molto) tra le seconde scelte.La mia speranza è che Suning voglia e possa tornare ad investire. ma se non lo farà e non venderà, per me nella migliore delle ipotesi, quando faremo molto bene sul mercato, potremo essere l’Atalanta o la Lazio. Persino il Napoli, in periodo di crisi Covid è andato a spendere 80 milioni per un rinforzo. Ma adesso è in difficoltà a rinnovare il migliore dei suoi

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    1. Per prendere Pirlo a zero, Barzagli a quasi zero, Vucinic dalla Roma, Vidal a circa 10 mln, Lichtsteiner dalla Lazio e poi Tevez a zero, Isla e Asamoah dall’Udinese e così via non servivano immissioni. Poi, grazie ai risultati sportivi è aumentato il fatturato e grazie anche alle cessioni dei giocatori divenuti forti (Vidal e Pogba su tutti) hai potuto prendere, dopo anni, Dybala dal Palermo, Alex Sandro dal Porto, Cuadrado che male aveva fatto al Chelsea, Mandzukic, Pjanic, Higuain. Anche in quegli anni c’erano squadre che potevano spendere tutto quello che volevano. Non c’era il Newcastle ma c’erano le spagnole in condizioni decisamente migliori.
      Si deve operare bene. Quello che ha fatto il Milan negli ultimi due anni, non sbagliando un colpo. Escono decine e decine e decine di giocatori interessanti in tutto il mondo, non tutti andranno nelle prime cinque al mondo per varie ragioni: cultura, concorrenza interna, ecc. La serie A è tra i primi campionati al mondo, se sei tra le prime in Italia puoi attrarre.
      Ma il problema qual è? Non essere in prima fila per il nuovo Mbappè che vale già 80/150 mln o pensare di non poter manco spendere 40 mln per un giovane promettente non ancora esploso?

      “oggi verresti in una squadra che fatica a pagare gli stipendi, anche se poi li ha sempre pagati, che è stata costretta a vendere i migliori, che dichiara di non poter mettere una lira su un progetto ambizioso e che ha difficoltà a chiudere i rinnovi”: se fatichiamo a pagare gli stipendi, non sono i giocatori che non vengono all’Inter, è l’Inter che non li cerca, e si tratta di una situazione straordinaria. Ma stiamo invece parlando di fare poco, non avere fatica anche con l’ordinaria amministrazione, non c’entra la situazione degli ultimi dodici mesi, non facciamo confusione…

      Il Milan, arrivato quinto, ha preso Theo, Leao, Bennacer, Rebic. A gennaio Ibra, Saelemaekers, Kjaer. Poi Tonali. Sono arrivati secondi. Possono vincere il campionato e anche in quel caso potranno spendere poco, ma sicuramente potranno essere appetibili. Forse parlando delle altre squadre possiamo essere più lucidi, perché meno emotivamente coinvolti.

      Lautaro ha accettato l’Inter quando c’era Spalletti, non Conte, non eravamo sicuri del quarto posto, c’era la concorrenza di Atletico e Dortmund tra le altre, e Suning pochi mesi prima, benché non ci fossero problemi con gli stipendi, ti aveva portato fenomeni del calibro di Vecino, Borja, Skriniar, Dalbert, Karamoh, quando qua dentro pensavamo a Sanchez, Verratti, Manolas, Nainggolan, Martial, Pepe, James Rodriguez e Di Maria.

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        1. Il milan che spende poco, ha speso 7 volte l’inter negli ultimi 5 anni come saldo acquisti cessioni. 350mln a 50mln circa.

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  18. Sono 44 i giocatori selezionati dal nuovo ct della Nazionale Under 15 Massimiliano Favo per lo stage del 14 ottobre di Novarello in vista del torneo di Natale. Sono sei i giocatori dell’Inter selezionati: si va dai portieri Davide Biz e Mattia Michielan, al difensore Matteo Cocchi, passando per i centrocampisti Alessandro Rovere e Alessandro Ciardi fino all’attaccante Francesco Mosconi. (da fc inter news)

    Prima del covid ho seguito a lungo gli attuali Under 15. Bene di questi sei solo 2 facevano parte di quella squadra, Ciardi e Mosconi Se non potrò tornare in breve tempo a seguire le nostre giovanili, dovrò abbandonare il mio vero interesse e hobby: seguire la crescita dei nostri giovani. Un ‘lavoro’ che si fa sul campo, negli allenamenti e vedendo molte partite

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    1. Francesco, non so se ‘si dicono’ di sicuro le ho dette io quando …potevo ancora vederlo. Era un bimbetto straordinario che nei tornei internazionali aveva segnato gol a grappoli a juve e Liverpool, tra le altre.. Ultimamente, non so per infoprtuni o altro era un po’ scomparso dai radar

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  19. A Tuttosport devono avere la procura di Izzo : sono anni ed anni che indicano un ns. forte interesse per il giocatore….è anche noto che ci prendono una volta su cento…speriamo che la tradizione continui.

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  20. Secondo voi Lucca può diventare veramente il migliore centravanti italiano degli ultimi 20 anni, considerando che l’ultimo per me è stato Vieri? Mi chiedo come a volte il calcio sia così imprevedibile. Fino a quest’anno se ti chiedevano di Lucca pensavi sollo alla bellissima cittadina, improvvisamente sembra sia sbocciato un grande giocatore, dopo esser passato dalle giovanili del Torino fino al Palermo senza aver mai impressionato. E’ un fuoco di paglia o c’è della sostanza da non lasciarsi scappare?

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  21. Per riprendere il discorso sopra, io torno a dire che con pochi soldi i margini di errore nelle scelte dei giocatori sono inevitabilmente più bassi.
    Bucare totalmente – che è ben diverso dal prendere un giocatore che non diventa fortissimo ma si rivela cmq solido – Lazaro e Dalbert per 50 mn significa fare fatica, non potendo cancellare l’errore acquistando un Hernandez per 70 mn.
    Quindi concordo con Gaber: bisogna operare bene, molto ma molto meglio del Leonardo di turno che può fare ciò che vuole.
    Leggere che Salamakers, Kjaer e Tonali sono, oggi, grando colpi andrebbe letto con quanto ha speso il bilan per prenderli. Di cartellino meno che il solo Lazaro e di stipendio meno che il solo Sanchez.
    Questo è, per me, un esempio di operare bene. Il deficit da 300 mn sul mercato è stato in gran parte legato alla gestione Fassone/Mirabelli dove si puntavano i bonucci spendendo capitali assurdi. Anche se poi i giovani, come kessie e sembrerebbe ora leao, presi dagli stessi sembrano pagare l’investimento come invece non accade se si puntano over 30 in declino. Ma ricordiamo che loro hanno lanciato e aspettao anche i vari Calabria, Gabbia e ora Maldini. Con risorse limitate di nuovo una strada, per me, obbligata.
    Certo che se anche il prox anno da 100 di incassi si potranno investre solo 20 mn allora significa che il nostro livello sarà quello di una Atalanta qualsiasi, ma voglio sperare che si sia trattato di un’eccezione determinata dal fatto di dover rientrare da un deficit enorme.

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  22. Detto ciò operato nostra società non è tutto batture. Potendo investire ingenti somme sono arrivati ottimi giocatori.
    Ma la sfida arriva ora: con poche risorse, per me, serve cambio di passo inteso come approccio al mercato.
    Dobbiamo necessarimante spostarci da profili noti – per cui non abbiamo denari salvo ripiegare sui Vidal e Kolarov di turno a fine corsa – a vero e proprio scouting, giovani e meno giovani validi ma poco pubblicizzati e, quindi, acquistabili a cifre umane.
    In sostanza ciò che non siamo quasi mai stati abituati a fare. Speriamo scouting sappia sorprendere positivamente

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  23. Spendere bene i pochi soldi che si hanno è sicuramente una cosa bella e raccomandabile. Io, da semplice tifoso, mi sentivo più tranquillo quando avevamo i soldi per prendere I lukaku, gli hakimi e i barella, per esempio. Anche perchè con quelli, abbiamo vinto, il Milan per il momento ancora no. Quindi se mi dicono: preferisci una società che può spendere o una che non potendo farlo sceglie strategie giudiziose, scelgo la prima ipotesi

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