Inter… cambiabili: Inter – Parma 3-0

Al netto delle critiche alla proprietà e alla dirigenza, finalmente, soprattutto se i tre nuovi acquisti inglesi si inseriranno con continuità e profitto, l'Inter ha la possibilità, attraverso il turn over ragionato, di schierare due squadre comunque molto competitive. Questo chiaramente non significa che vada tutto bene e che questa squadra si possa considerare con tutta tranquillità avviata verso una stagione trionfale in Italia come in Europa. Tutto il contrario. Da una parte la soddisfazione e persino l’entusiasmo per la situazione che danni stiamo vivendo e che per il momento sembra più che confermata, sono doverosi e inevitabili, al punto che ogni tifoso è strafelice di aver assistito a cinque vittorie e un pareggio in sei partite di campionato (accompagnate da un gran gioco); dall’altra parte è giusta l’esigenza di volere un continuo miglioramento e temere pure gli effetti, nel medio periodo, dei tetti di spesa rigorosi imposti per ogni singolo acquisto, come l'incapacità, vera o presunta, della dirigenza di scovare soluzioni davvero innovative a prezzi contenuti. Detto che anche le altre hanno i loro problemi e che nessuno è perfetto, per quanto ci riguarda sappiamo che una delle principali difficoltà sarà abbinare un campionato di vertice a un lungo cammino in Champions. I principali problemi sembrerebbero riguardare la difesa. Abbiamo sostituito due campioni per l’età avanzata. I due innesti sono costati zero, ma Pavard non sembra convincere appieno e Stones appare essere meno integro di Acerbi e de Vrij. La fascia destra è ancora da regolare. Dumfries era un fattore. Diouf e Spence possono portare nuove qualità, ma abbiamo bisogno di tempo. Sono sicuramente questi i due punti principali su cui concentrare la nostra attenzione. Il terzo è quello delle alternative a Calhanoglu, detto che né Zielinski, né probabilmente Aleksandar Stankovic sembrano in grado di solvegre bene i compiti di interdizione. Detto questo, la vittoria contro il Parma è stata netta, ha confermato che la fiducia e la stima nei confronti di Cristian Chivu sono qualche cosa che è ben riposto e che sono state legittimate dai risultati ottenuti fino a questo momento. Sul piano delle prestazioni individuali, sono in molti ad avere offerto una prestazione positiva: Carlos Augusto, Sucic, Calhanoglu, Thuram, Pio Esposito. Una nota di merito va a Mkhitaryan, il professore, che a 37 anni riesce a prevalere per corsa e intensità su quasi tutti i rivali. L’Aznavour del calcio.

Una vittoria di corto muso e …stretta porta: Cagliari – Inter 0-1

Partiamo dalla prima squadra. 31 tiri verso la porta, un dato per quanto riguarda gli xG pari a 3,91 e invece abbiamo segnato solo un goal, in apertura di gara, bello, ma se vogliamo essere onesti anche un pizzico fortunoso. Poi abbiamo concesso all’avversario almeno tre occasioni potenzialmente letali: decisivi due interventi di Pepo Martinez (un’uscita coraggiosa e un intervento in tuffo) e un salvataggio prodigioso di Barella. L'impressione è dunque quella di una macchina sempre poderosa, ma con alcuni meccanismi ancora da registrare, comprensibilmente. Sicuramente la considerazione che emerge anche dalla analisi del match che viene qui rappresentata, resta il fatto che a volte tutti questi dati (superiorità tecnica, agonistica, di gioco e persino di corsa) sono importanti fino a un certo punto, perché il match è stato poi alla fine in gioco sino alla fine. Per esempio, a volte conta di più la vena realizzativa degli attaccanti. Aspettiamo la condizione di Thuram e di Lauti che non è ancora al top e l’inserimento degli inglesi, tra le altre cose. Come migliori in campo da segnalare la grande prestazione di Nicolò Barella, che appare essere in grande condizione, poi Calhanoglu, due partite in campionato, due goal che aprono letteralmente le difese avversarie. Due prodezze. Weekend intenso anche per le giovanili. Si propone il report in primo luogo della gara della Primavera. L’Under 20 pareggia 2-2 contro l’Empoli. I nostri ragazzi hanno fatto una grande fatica. Bene nel primo tempo, meno nella ripresa, qui le ragioni stanno chiaramente anche nell’età dei nostri ragazzi. Per dire, l’Empoli aveva in campo sette o otto classe 2007, noi solo uno. Sin dal primo tempo è parsa evidente la nostra superiorità tecnica (scambiavamo sullo stretto che era un piacere per gli occhi) e la loro superiorità atletica, alla quale però i nostri si opponevano con orgoglio e determinazione. Da tenere d’occhio in prospettiva, Virtuani (il Barella dei giovani) e il 2009 Puricelli. L’Under 18 vince con il clamoroso risultato di 8-0 contro il Monza. Certo non è stato un test particolarmente significativo, perché i brianzoli non sono apparsi come un risultato all’altezza, ma di fatto mister Dellafiore non poteva immaginare un esordio migliore in Under 18. Qualche nota infine sull’amichevole dell’Under 17 contro i pari età dell’Alcione. Partita vinta 5-2. Ha esordito l’unico nuovo acquisto, il lituano Zebrauskas, che ha giocato in una posizione ibrida fra trequartista, mezzala sinistra e seconda punta, mettendo in mostro una struttura atletica davvero importante e dimostrando che la palla tra i piedi non gli scotta. FA anche goal, su assisto di Pipo Serantoni. Sembra mancare di ritmo e di intensità e su questi aspetti bisognerà lavorare. Da segnalare le buone prestazioni di Seghezzi e Di Carlo.