Dopo Lazio - Inter il nostro Luciano Da Vite aveva "chiesto" non due "prestazioni", cosa che ci interessa poco, ma due vittorie anche con il risultato di 1-0 e pure giocando in modo sparagnino, ma con cinismo ed efficacia. Nella prima di queste due partite il risultato รจ venuto e la cosa non era cosรฌ scontata perchรฉ, oltre a non dimenticare il successo degli "sheriffi" a Madrid e con lo Shakhtar, i moldavi hanno confermato sul campo di essere una squadra magari non eccelsa, ma solida e tutt'altro che sprovveduta. Che dire? Abbiamo disputato un'ottima partita, dominando per possesso palla e per numero di occasioni create: buon risultato e gioco divertente, offensivo. Se guardiamo all'imperativo contingente, tutto bene, ma in chiave di prospettiva a lungo termine, restano tutta una serie di perplessitร e di temi che hanno bisogno di essere affrontati e possibilmente risolti. Abbiamo una squadra che resta un complesso poderoso e di tutto rispetto, ma con questo tipo di gioco difficilmente otteremo i risultati sperati nelle competizioni "pesanti". Non si รจ vista in campo una squadra con un futuro radioso, ma prendiamoci i tre punti, assolutamente indispensabili, speriamo di migliorare dove possibile, di arrivare a fine dicembre non troppo lontani dal vertice (sono giร sette i punti di distacco dalla prima in classifica...) e di passare il turno in CL. Chissร che in questo caso non possano nel mercato invernale arrivare uno-due rinforzi che al momento appaioni indispensabili, ammesso siano poi degli innesti di qualitร e non solo per fare numero.
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Una questione di equilibrio: Sassuolo – Inter 1-2
Se esaminiamo in particolare le ultime tre partite, vi troviamo una costante che non puรฒ che farci preoccupare. Per almeno un tempo su due subiamo l'egemonia degli avversari, anche quando questi non sono di un livello importante. Nell'altro tempo ci riprendiamo e (tranne con Atalanta e Shakhtar che sono un po' piรน forti) arriviamo a vincerla. Il gap tra il periodo peggiore della gara e quello in cui riusciamo a esprimersi meglio รจ troppo netto: la velocitร del gioco, i ritmi elevati e la frequenza di impegni ravvicinati, sono alla base di unโinevitabile differenza fra due livelli di una stessa prestazione, sia nel caso che una squadra inizi forte e poi rallenti, sia nella situazione opposta. Questa Inter รจ ancora alla ricerca di un equilibrio, quindi di una perfetta organizzazione di gioco ovvro il modo piรน efficace di stare in campo in rapporto ai tuoi mezzi tecnici e atletici. Il lavoro che Simone Inzaghi ha davanti a sรฉ รจ ancora tanto e difficile, perchรฉ il materiale umano a sua disposizione ha dei limiti ed alcuni sono evidenti. Tanti gli errori individuali in una partita dove sono stati decisivi i quattro cambi operati dall'allenatore: un ispiratissimo Dzeko; la furia di Vidal che ha rivitalizzato il centrocampo; il grande impatto sulla gara di Darmian; la voglia di vincere di Dimarco. Bene il risultato finale, quindi, ma quadratura ancora da trovare.
Grande divertimento, ma conterร vincere quando ci si diverte meno: Inter – Bologna 6-1
Anche questa volta raddoppiamo dedicando il post sia alla prima squadra che alla partita della Primavera di Christian Chivu che in trasferta ha battuto i pari etร del Bologna per 3-1 (Casadei 2, Iliev) e che รจ prima in classifica con Roma e Cagliari e sette punti in tre partite. Per la prima squadra, vittoriosa con il pesante risultato di 6-1, รจ stata una giornata senza dubbio soddisfacente: in trasferta a Bologna, l'Inter ha dominato e ha espresso anche un "bel giuoco". Felicissimi per la prestazioni, bisogna convervare tuttavia tanto l'ottimismo quanto la giusta prudenza per vedere se con le piccole andrร sempre cosรฌ. Per il resto a livello di esito, finora, sia con la Samp che con il Real non รจ andata sempre benissimo, ma in questo senso รจ stata incoraggiante la gara di Verona dove, pure grazie a due prodezze individuali, abbiamo vinto in rimonta nel finale. Adesso arrivano tre partite davvero importanti: Fiorentina in trasferta,ย Atalanta a San Siro e Shakthar in trasferta. Arrivarci avendo fatto bene e avendo dimostrato interessanti possibilitร di gioco รจ sicuramente meglio che arrivarci in difficoltร ... Sugli scudi, contro i felsinei, un gigantesco Milan Skriniar, Dumfries, Barella e Brozovic (ma non รจ una novitร ), un Lautaro Martinez sempre piรน leader della squadra e Edin Dzeko, il cui ingresso ha cambiato e reso piรน fluida la manovra della squadra e autore di una doppietta. Aspettiamo un suo contributo decisivo negli eventi piรน difficili e importanti.
Bella senz’anima, o meglio, senza punti: Inter – Real Madrid 0-1
Questa volta raddoppiamo. Dedichiamo infatti il post sia alla doppia sfida contro il Real Madrid. Prima la partita disputata dai "grandi" di Simone Inzaghi e finita con la vittoria degli spagnoli per una rete a zero (goal di Rodrygo). Poi ampio spazio dedicato alla Primavera di Christian Chivu che ha pareggiato 1-1 grazie a una rete in pieno recupero di Nunziatini con una storica rovesciata. Ma il racconto della partita della Primavera รจ anche l'occasione per un'ampia riflessione sulla squadra di quest'anno e il lavoro che รจ stato fatto e viene fatto dallo staff delle giovanili. Tornando alla prima squadra, non ci sono dubbi sul fatto che la partita contro i madrileni potesse andare diversamente. Gli spagnoli hanno fatto solo due tiri in porta: un goal e uno non pericoloso. Noi abbiamo tirato 18 volte, di cui sei, da distanza ravvicinata, entro la luce dei pali. Courtois ha fatto un paio di grande parete, altre volte si รจ trovato la palla tra le braccia, ma non รจ un titolo di merito, si รจ trattato di errori di esecuzione dei nostri. C'รจ stata una dosa di cattiva suerte, certo, ma nel post analizziamo punto per punto che cosa non ha funzionato, contenti della prova fornita dalla squadra (nonostante tutto) ma consapevoli che c'รจ un grosso lavoro da fare per colmare le lacune di questo gruppo.
Sensazioni negative: Sampdoria – Inter 2-2
Le sensazioni dopo la partita di domenica contro la Sampdoria, non sono particolarmente positive. Inutile guardare i punti a questo punto della stagione. Le preoccupazioni derivano da altre considerazioni e dal timore che la squadra fortissima del girone di ritorno dello scorso campionato sia definitivamente svanita e che si stia tornando alla squadra incostante (perchรฉ incompleta) del livello pre-contiano. ร un timore - fondato - ma non รจ una certezza. Si รจ dovuta constatare una mancanza di potenza, di compattezza feroce, di completezza tecnico-tattica, di utilitarismo visto in certo positivo, cioรจ come volontร feroce di raggiungere comunque il risultato, anche con gli accorgimenti che piacciono meno agli esteti. Perchรฉ alla fine รจ il risultato che conta nel calcio, piaccia o non piaccia. Abbiamo fatto qualcosa di piรน della Sampdoria e il risultato ci va stretto, ma non siamo stati capaci di gestire la partita e questo รจ un limite preoccupante e che bisognerร superare presto. Simone Inzaghi ha evidenti problemi di quadratura da risolvere e poco tempo per farlo. Incombono sfide importanti e ravvicinate e piรน che dalla partita di Genova, lo giudicheremo da come affronterร i prossimi impegni.
Con un Tucu di classe, anzi due: Hellas Verona – Inter 1-3
La partita di Verona contro l'Hellas รจ stata completamente differente dalla prima di campionato contro il Genoa. Eventi - in parte - casuali (l'errore di Handa, il goal del pareggio sulla rimessa laterale di Perisic) hanno cambiato completamente il volto della partita: prima l'hanno consegnata ai veronesi. Poi l'hanno riaperta. Ma รจ stato decisivo in ogni caso l'intervento del mister Simone Inzaghi, con cambi azzeccati e anche un po' fortunati (ma questo non รจ certo un demerito), perchรฉ avvenissero gli "episodi" da tre punti. Dimarco ha dato nuova spinta subentrando a un comunque ottimo Perisic; Vidal ha sostituito un Brozovic non al top per quello che riguarda la prestazione; Joaquin Correa, all'esordio in maglia nerazzurra, ha sostituito Lautaro Martinez, sfinito anche a causa di una preparazion incompleta. Poi sono entrati anche Sensi e Vecino... In questa ultima fase siamo piรน incisivi, fino alla realizzazione delle due reti del Tucu. L'abbiamo portata a casa e questo conta, ma sono emerse tanto note positive quanto motivi di preoccupazione, che sarebbe sbagliato sottovalutare. Tra le seconde, le difficoltร dei centrocampisti di imporsi su avversari "assatanati" e la mancanza di penetrazioni. Il campionato italiano non รจ una gara sui 100 metri, ma una maratona: potenza (forza + corsa), accompagnata da una decente dose di qualitร , alla lunga รจ determinante. Il dubbio รจ se avremo concretezza e continuitร per tutta la durata della stagione...
Siamo ancora forti, i prossimi mesi diranno quanto: Inter – Genoa 4-0
L'Inter non si รจ sciolta come neve al sole con gli addii di Conte, Lukaku e Hakimi. Sono tre partenze importanti, su questo non ci sono dubbi, ma se contiamo i tre centrali, Barella, Brozo, Perisic, Lautaro (contro il Genoa assente), possiamo dire di avere sette grandissimi giocatori di movimento su dieci. Abbiamo inoltre ottimi complimenti, altri giocatori che dopo una stagione tribolata fisicamente possono ritornare a prestazioni di livello e ci sono i nuovi arrivi. Giocatori che con dei limiti e delle pause, daranno comunque un loro contributo. E Inzaghi รจ un mister affermato e di grande temperamento. Marotta in una situazione difficilissima รจ riuscito a presentare un gruppo in partenza competitivo: bisognerร vedere poi ovviamente se terremo per tutta la stagione, in campionato e in CL, le incognite sono tantissime. Contro il Genoa abbiamo disputato una gran partita, siamo stati nettamente superiori, in particolare รจ emersa la straordinaria capacitร di fare gioco del centrocampo, che contava su cinque giocatori super tecnici: Barella, Brozovic, Calhanoglu, Sensi e poi lo stesso Dzeko, che fungeva da regista offensivo. Tra i motivi di inquietudine invece: la transizione difensiva e la difficoltร di organizzazione e suddivisione dei compiti difensivi quanto siamo sotto attacco in forze. Piccole osservazioni che possono irritare dopo una partita stravinta, ma con la convinzione che si debba sempre cercare di migliorare.
Nel segno di Calhanoglu: Inter – Genoa 4-0
Nel segno di Calhanoglu (ma non solo) nasce l'Inter di Simone Inzaghi, che nella prima di campionato vince 4-0 contro il Genoa. Subito determinante Calha, dicevamo, che nei primi dieci minuti prima mette la palla sulla testa di Skriniar, che fa 1-0; poi con una conclusione da fuori segna personalmente la rete del raddoppio. Indirizzata bene la gara, nella ripresa la controlliamo dimostrando contro un avversario non irresistibile, buone capacitร di palleggio e soprattutto grande fisicitร e una buona condizione atletica: spiccano nel contesto le prestazioni di Ivan Perisic, il solito Brozovic, Barella, il trio difensivo. Sono delle certezze di un gruppo giร consolidato e che rappresentano il segno che il buon lavoro di Antonio Conte sia qualche cosa che รจ destinato a restare. Se Simone Inzaghi riuscirร a fare suo questo "patrimonio" e ovviamente metterci poi del suo, allora potremo veramente giocarcela anche quest'anno per lo scudetto. Aggiungiamoci che dalla sua potrebbero esserci alcune variabili che se si rivelassero positive, darebbero ulteriore vigore alla squadra. Penso ad esempio a un giocatore come Vidal, che l'anno scorso non ha sicuramente disputato una buona stagione, ma che ieri in quindici minuti ha fatto goal e fornito l'assist per la prima rete in nerazzurro (un imperioso colpo di testa) di Edin Dzeko. Goal importanti e indicazioni che danno adito a considerazioni positive nel post-gara. Adesso vediamo se ci saranno novitร dal mercato e al lavoro per i prossimi impegni, senza farsi prendere da facili e ingiustificati entusiasmi.
Primavera da sogno, estate da incubo
L'estate รจ oramai alle spalle e il calciomercato รจ giunto agli sgoccioli. Adesso si comincia a fare sul serio: il Genoa non giocherร con leggerezza e sarร una partita durissima. L'augurio รจ che si un inizio festoso, che ci ripaghi delle sofferenze patite in estate a causa dell'addio di Conte e delle cessioni di Hakimi e Lukaku. Conosciamo tutti la crisi finanziaria in cui versa la societร , รจ enorme, e questo costituisce un dato oggettivo. Nella situazione data, Marotta ha creduto nelle sue capacitร personali di superare comunque le difficoltร operando con un "mercato creativo": con meno di quindici milioni ha preso Dumfries, Calhanoglu e Dzeko. Il valore dei tre giocatori in assoluto non รจ pari a quello di Hakimi, Eriksen (non conosciamo ancora il suo futuro) e Lukaku, ma sono tre buoni giocatori e qualche cosa da qui alla fine del calciomercato potrebbe ancora succedere: se arrivasse un altro attaccante e Nandez, la squadra sarebbe sicuramente competitiva per potere lottare per il titolo. Intanto รจ arrivato un nuovo allenatore: Simone Inzaghi. Non ha il curriculum di Antonio Conte, ma ha fatto bene con la Lazio, รจ ambizioso e molto motivato. ร anche lui un "martello". L'incognita maggiore รจ la capacitร di gestire al meglio il gruppo, con una proprietร assente e una "canea" di giornalisti pronti a dare addosso a lui e all'Inter con qualunque pretesto. Ha delle carte positive da giocare (la presenza di Marotta, l'Inter รจ comunque una buona squadra, un sistema di gioco che con alcune varianti รจ comunque consolidato...) ma dovrร misurarsi con una pressione incredibile e reggere in quella che l'immaginifico Trap ha definito a suo tempo "una centrifuga". Buon campionato a tutti i cuori nerazzurri.
L’orgoglio di aver vinto un grande campionato: Inter – Roma 3-1
Contro la Roma siamo stati avvantaggiati da due fattori: la serena determinazione messa in campo e l'atteggiamento tattico squilibrato della squadra allenata da Fonseca. Quando giochi contro questa Inter e accetti di giocartela in campo aperto, devi essere una grandissima squadra per sperare di spuntarla. Persino quanto l'Inter schiera diverse seconde linee anche nei ruoli chiave. E questo รจ un grande merito di Conte. Abbiamo sofferto l'avversario un po' solo nei primi 20' del secondo tempo, ma avremmo potuto fare almeno 5-6 goal. Di sicuro piรน di loro. Resta un campionato di altissimo livello internazionale e nel quale l'incertezza che regna in ogni partita produce un logorio psicofisico tale da giustificare ampiamente le difficoltร delle nostre big in Europa. Nessuna nostra squadra puรฒ permettersi di panchinare, in una semifinale di CL, giocatori per un valore di circa un miliardo, mettendone in campo - ovviamente - di piรน forti e costosi. Non abbiamo battuto squadrette nel corso di questo campionato tuttavia: abbiamo compiuto una autentica impresa. Strepitosa. E ripetersi sarร tutt'altro che semplice. Le questioni aperte sono tante. Intanto arriva la settimana di Juventus - Inter. Una sfida per forza di cose molto sentite. Questa Juventus ha una squadra molto forte e non inferiore alla nostra in linea teorica. Per vincere sarร necessario che i tre centrocampisti e magari uno degli attaccanti si sdoppino con i tempi giusti, con il massimo di determinazione e spirito di sacrificio. Ma non sarร facile: una decisione arbitrale o una giocata di un fuoriclasse potranno determinare il risultato o almeno l'andamento del match.









