Primavera da sogno, estate da incubo

Foto: Edin Dzeko in campo contro la Dinamo Kiev. Alla sua prima con la maglia nerazzurra, il centravanti bosniaco è subito andato a segno. Benvenuto.

Autunno?

Non volevo scrivere incubo, ma usare un ‘francesismo’ che poi ho ritenuto inelegante, soprattutto in un titolo, anche se molto più espressivo.

Calcisticamente parlando l’estate è ormai alle spalle con il suo calciomercato, giunto agli sgoccioli e soprattutto con il suo corollario di partite amichevoli che non contano nulla, anche se è (quasi) sempre preferibile far bene piuttosto che male.

Adesso si comincia a fare sul serio e con i punti in palio una piccola nostra, per esempio, può essere molto più pericolosa di una Dinamo Kiev in vacanza e persino di un Bayern con tutte riserve (alludo a quello sconfitto dalla Roma).

Anche le prime giornate di campionato non ci diranno tutta la verità, probabilmente.

Per esempio nella scorsa stagione dopo le prime partite non eravamo messi benissimo, con il Milan, tra le altre, avanti sei punti.

Alla fine, tutte dietro, con i rossoneri, secondi, addirittura a 12 punti.

Significa che abbiamo ‘mangiato’ loro 18 punti.

Ma siccome non tutti gli anni può capitare di vincere con 12 punti di vantaggio, si può partire bene o malino, ma è certo che ogni punto alla fine potrà rivelarsi decisivo.

Questo per dire che partire bene è importantissimo, ma anche se dovessimo incontrare qualche difficoltà il tifoso non dovrebbe abbattersi o peggio insultare l’allenatore, la dirigenza, la proprietà, la squadra e l’universo mondo, mentre tutti dovrebbero solo  lottare con ferocia per ogni punto.

Se il cinque maggio di 200 anni or sono è morto un grande personaggio, il 2 maggio di quest’anno è nata una grande squadra.

Che però si è gravemente ammalata pochi giorni dopo, con l’ufficializzazione delle difficoltà finanziarie di Suning, l’abbandono di Conte e il preannuncio di un’estate di ‘lacrime e sangue’ per i tifosi

Insieme al mister che con le sue scelte (determinante l’impuntarsi su Romelu), con il suo lavoro quotidiano, soprattutto sulla testa dei giocatori, oltre che sulla tattica e sul gioco, è riuscito a creare in due anni una formidabile e ‘gioiosa macchina da guerra’ (per una volta non ripudio le metafore militariste), se ne è andato quasi subito anche Pintus.

Perdita molto sottovalutata dai tifosi. Uno mi ha scritto: “Perché, quanti gol ha realizzato Pintus?”

Secondo me al giorno d’oggi il preparatore atletico è importante e Pintus lo ha dimostrato lavorando per una crescita complessiva di condizione del gruppo e limitando al minimo il numero degli infortuni muscolari in una stagione atleticamente sfiancante perché a causa del Covid-19 e degli europei le gare sono state concentrate in un lasso di tempo molto ristretto.

Sarà un caso, certamente, ma nella pre-season abbiamo avuto numerosi infortuni, per fortuna lievi, tutti di attaccanti: Lautaro, Calha, Satriano, Sanchez.

Per contro, non si è ancora infortunato Sensi e speriamo che in questo… senso si sia trovata la formula giusta per renderlo competitivo senza stressarne troppo la fragile struttura muscolare.

Fatto sta che abbiamo perso subito due figure importanti.

Anche se, pure per il mister, ho dovuto leggere che “era così bravo da non aver trovato un altro ingaggio”.

Ovviamente io sono convinto che i tempi non abbiano giocato a suo favore e perciò credo che difficilmente il prossimo anno lo troveremo ad allenare il… Gallipoli con un contratto da 50 mila euro annui.

La decisione di Conte ha creato una prima spaccatura tra i tifosi. Abbiamo letto frasi tipo: “troppo facile andarsene se non ti accontentano”, oppure “un capitano non abbandona la nave”.

Personalmente ho trovato la scelta di Conte più accettabile, per esempio, di quella di Mou, a suo tempo.

Conte se ne è andato perché voleva quello che volevo io (un’Inter più forte) e non perché aveva già trovato una squadra più ricca e potente.

A Conte avevano promesso un progetto: se non era possibile portarlo a termine, lui si riprendeva la sua libertà.

Tra l’altro Conte era ancora sotto contratto e la transazione (cioè l’accordo) è stato, come comportamento, meglio di quello di Spalletti che ha passato ‘una vita in vacanza’ godendosi fino in fondo tutti i soldi del contratto.

Vero che Spalletti è stato licenziato e Conte no, ma un Conte demotivato non serviva all’Inter e decisivo è stato il fatto che comunque prendendo Inzaghi si sono risparmiati dei soldi.

Con questo lungo discorso non voglio dare giudizi moralistici, né su Conte, né su Spalletti, né su Mou.

Io credo nel professionismo e nel fatto che quando insorgono conflitti di interessi o si trova una soluzione consensuale o ognuno fa, doverosamente, i propri di interessi.

Cosa diversa è il dispiacere dei tifosi quando ritengono una soluzione negativa per la propria squadra, ma anche in questo caso trovo insensato  lasciarsi andare a  insulti o rancori.

Resta il fatto che subito abbiamo perso figure importanti ed è iniziata una contrapposizione tra tifosi, anche se ora tutti sono giustamente con il nostro nuovo allenatore.

Sperando che duri.

A me pare che da un certo punto di vista per la soluzione Conte il più dispiaciuto dovrebbe essere Marotta.

In una situazione di evidente e forte ridimensionamento, Marotta, il mentore di Conte, ha scelto di rimanere.

Ancora una volta non faccio un discorso moralistico, di riconoscenza.

Marotta ha creduto nelle sue personali capacità di superare comunque le difficoltà operando con un ‘mercato creativo’.

Conte non ci ha creduto.

Marotta sarebbe stato (è) il protagonista di questo tentativo, in un certo senso l’artefice del suo destino.

Il destino di Conte invece sarebbe dipeso dalle scelte di Marotta e non ha voluto rischiare.

A fine stagione vedremo se la scelta del mister è stata azzeccata (speriamo di no, ovviamente, cioè che si possa fare comunque molto bene).

Tornando all’Inter, molto si giocherà nei prossimi giorni con il completamente del mercato in entrata (sperando che quello in uscita sia finito, almeno per i big).

Il mercato in uscita, come sappiamo anche troppo bene è stato disastroso. Con Lukaku e Hakimi abbiamo perso almeno una settantina tra gol e assist.

Sono arrivati giocatori sicuramente importanti, come Dumfries, Calha, Dzeko e aspettiamo ancora una punta di peso e qualità.

Si leggono tante cose contrastanti, in proposito, a dimostrazione che nessuno sa nulla delle vere intenzioni.

I  più gettonati restano Zapata, Correa, Insigne, Jovic, Nandez ai quali si sono aggiunti Weghorst e Thuram: Purtroppo sembra tramontato Vlahovic.

Che nessuno sappia nulla lo dimostrano molti segnali: per esempio su Nandez si legge nello stesso giorno che l’affare sembra tramontato e (da un’altra parte) che l’Inter gli tiene libera la maglia numero 18.

C’è chi dice che Inzaghi preme per Correa, chi sostiene che voglia Zapata.

Chi dice che l’Inter punta forte su Insigne e chi sostiene che non serve. E così via.

Per il momento a me sembra che abbiamo sostituito Hakimi con un giocatore forte (anche se deve dimostrarlo in Italia) e abbiamo preso una punta (Dzeko) operazione sulla quale sarà più attendibile il giudizio quando conosceremo il nome dell’altro nuovo arrivo per l’attacco.

E’ diverso infatti se Dzeko a 35 anni funzionerà da uomo in più o se sarà l’attaccante base.

Non c’è dubbio che senza Conte, Lukaku, Hakimi e probabilmente Eriksen il nostro livello tecnico sia diminuito.

Ma è anche vero che Marotta è riuscito nel miracolo di prendere, spendendo una quindicina di milioni in tutto, Dzeko, Dumfries e Calhanoglu.

Che si possono anche discutere, saranno pure da verificare, ma certo sulla carta non sono gli ultimi arrivati.

E qualcosa faremo ancora, dicevamo: di sicuro un’altra punta e forse anche Nandez (se usciranno Lazaro, Pina, Agoumé e magari Vidal), mentre le buone prove nelle amichevoli di Perisic e Dimarco sembrano aver fatto accantonare l’idea di trovare un esterno sinistro.

Saltata la tournèe in America, quest’anno il precampionato è stato meno impegnativo del solito: di fatto si è giocata una sola partita contro avversari di livello e anche in quel caso si possono dare valutazioni opposte.

Da un lato infatti abbiamo incontrato e dominato una squadra forte e molto più rodata di noi, dall’altro quella squadra, già impegnata in campionato, non ha ovviamente dato tutto come nella competizione fondamentale.

Anche sul fatto di non aver incontrato grandi avversari motivati si possono dare interpretazioni diverse: si è potuto lavorare in tranquillità, senza la pressione di bruciare i tempi per non sfigurare, evitando tra l’altro viaggi transoceanici e climi impossibili.

D’altra parte però all’inizio ci mancheranno nelle gambe i minuti di partite tirate e inizieremo con meno verifiche significative.

Sappiamo tutti che le risultanze delle prestazioni pre-campionato, anche rispetto ai singoli sono da prendere con le molle.

Troppe volte abbiamo visto giocatori che in estate sembravano fortissimi eclissarsi in campionato e viceversa è successo che chi ha incontrato inizialmente delle difficoltà, una volta trovata la condizione migliore e la corretta definizione dei compiti si è  rivelato prezioso.

Nell’esporre le mie considerazioni su questo periodo di preparazione, cercherò di tener conto della relativa attendibilità delle impressioni.

Prendiamo ad esempio Satriano.

Ha fatto bene nelle prime uscite e tutti ne siamo stati lieti. Alcuni si sono spinti ad affermare che possa restare come  quarto attaccante.

In realtà lui ha fatto bene contro squadre di Serie B che probabilmente sono al momento il livello giusto con cui può confrontarsi, soprattutto perché, essendo giovane, raggiunge presto la condizione.

Non vorrei che si equivocasse: sono un ammiratore del giovane uruguagio e chi ha letto i miei report sul campionato primavera lo può confermare.

Ma Satriano adesso, nelle partite vere, potrebbe probabilmente trovare lo stesso spazio che ha avuto lo scorso anno Pinamonti.

Poi magari si affermerà subito alla grande, ma se parti con ambizioni non puoi affidarti a questa ipotetica possibilità.

Proprio Pinamonti invece ha fatto bene nel test più importante: ha due anni in più e questo ‘pesa’.

Pina oggi è un giocatore da serie A, Satriano da serie B.

In A, anche come quarto, sarebbe una scommessa rischiosa.

Come quinto potrebbe restare, ma si tratta di valutare se questo potrebbe giovargli o meno.

Se ci riferiamo alla partita con gli ucraini, gli altri test importanti concernono Dimarco e Sensi, perché degli altri giocatori appiamo tutto.

Dima si sa che è da serie A perché ha fatto un buonissimo campionato nel Verona. Resta da vedere se è da Inter, perché chiaramente le situazioni sono diverse.

La risposta, per quanto può valere è stata incoraggiante: il ragazzo si è mosso bene e non ha sofferto eccessivamente neppure in fase difensiva.

Quasi nello stesso giorno, il suo grande compagno dei pulcini interisti, Bonazzoli, alla guida della Salernitana ha segnato due gol in coppa Italia, portando i campani al turno successivo.

Sono due ’97 e si stanno affermando ora, a dimostrazione del fatto che se non sei Pelé la piena maturazione avviene solo a 23-24 anni.

Su Sensi invece i dubbi non riguardavano le qualità.

A 26 anni ha dimostrato di essere potenzialmente da Inter se la salute lo aiuta.

Un’amichevole non basta a dissipare i dubbi, ma l’impressione (o la speranza) è stata positiva.

Interessante era anche osservare, sempre a livello individuale, la prova di Dzeko.

Qui non potevano esserci dubbi: siamo di fronte a un grande campione e la risposta è stata chiara: se può giocare almeno 25 partite ai suoi livelli si tratta di un arrivo importante.

Alcuni dubbi comunque (Satriano, Dimarco, Sensi, Dzeko) c’erano a livello individuale e le risposte sono state incoraggianti.

Ma spostiamoci ora ad analizzare (parola grossa) cosa ha mostrato la squadra a livello complessivo, come rosa.

Secondo me, sempre tenendo presente le riserve di cui sopra il gruppo ha dimostrato di essere potenzialmente ancora forte, in grado di competere, con gli altri inserimenti attesi (o l’altro inserimento atteso), anche con le migliori.

Parlo di altri inserimenti perché fra i titolari certi mancava gente del calibro di Lautaro, Dumfries, Sanchez, oltre a un’altra punta che verosimilmente arriverà e, io spero, a Nandez.

Sperando anche nel recupero pur lontano di Eriksen.

Ripeto, se nell’ultima fase del mercato andrà tutto come speriamo, secondo me ci sono le condizioni per giocarcela ancora.

La crisi finanziaria in cui versa la società è enorme, lo sappiamo tutti ed è un dato oggettivo.

In un articolo molto informato e preciso, uscito di recente, si citano queste cifre:

  • Oltre 600 i milioni spesi da Suning per l’acquisizione dell’Inter,
  • 375 milioni di bond da restituire entro dicembre ‘22,
  • 275 milioni da restituire a Oaktree in 3 anni, più altri 72 per il 9% di interessi,
  • In totale oltre 700 milioni di debiti da restituire, in una situazione di cassa in cui i soli costi diretti (stipendi e gestione ordinaria)  pesano assai più del fatturato,
  • Ai costi diretti vanno poi aggiunti quelli relativi all’ammortamento dei cartellini.

Il tutto sulle spalle di una società, Suning, che è in grave crisi nelle sue attività fondamentali.

Tutti gli analisti finanziari ritengono che Suning dovrà cedere a breve, ma nessuno sa dire se sia alle porte un gruppo più solido e soprattutto disposto a perdere per l’azienda calcistica le  somme ingenti necessarie per salire (o restare) ai vertici.

Perché deve essere chiaro che a noi nessuno regala e regalerà un campione d’Europa per due anni, prima che ci si degni di pagarlo, poco e a rate.

Per fortuna però non  tutto è negativo.

Negli anni sono stati spesi, inevitabilmente, molti soldi in malo modo, ma, nonostante le due sanguinose cessioni, il capitale giocatori oggi è molto più consistente di quello esistente in epoca pre Suning (e comunque siamo campioni in carica).

La situazione è molto diversa sotto questo profilo da quello della crisi finanziaria morattiana, post triplete, perché allora avevamo una rosa all’ultimo canto del cigno.

Adesso abbiamo campioni ancora giovani o molto giovani, di grande prestigio: i tre difensori, Barella, Brozo, Lautaro, speriamo Dumfries, lo stesso Sensi – se sta bene – e poi Cala e speriamo il nuovo attaccante. Anche Perisic e Vecino possono fare ancora qualche anno al top e controlliamo numerosi giovani che nel giro di uno due anni potrebbero affermarsi almeno a livello di Dimarco.

A mio parere, pur con le difficoltà che abbiamo descritto, gli obiettivi stagionali devono essere tre (o 4):

  • Superare i gironi in CL,
  • Qualificarsi per la nuova CL,
  • Lottare fino alla fine per il titulo (poi ci riesce uno solo e se quando è in crisi finanziaria lo Stato le regala miliardi e le ‘rivali’ le regalano i giocatori, c’è un forte indiziato…),
  • Nel frattempo se vincessimo la Supercoppa o la Coppa Italia non sarebbe male.

Sarà un anno decisivo per il probabile cambio di proprietà e ottenere buoni risultati sportivi potrebbe servire  ad attrarre e motivare nuovi investitori.

Personalmente non credo molto nel contributo di Interspac, ma la curiosità resta, come la speranza.

Ma come ci accingiamo ad affrontare questo ‘anno decisivo’ e soprattutto le prime partite di campionato?

Il nuovo allenatore ha fatto bene con la Lazio, è ambizioso e molto motivato. Non sarà Conte, ma potrebbe diventarlo.

Per come lo conosco io è anche lui un martello. Si tratta di vedere se… le martellate saranno quelle giuste.

L’incognita maggiore è la capacità di gestire al meglio il gruppo, con una proprietà assente e con una canea (non vedo altro termine) di giornalisti pronti a dare addosso a lui e all’Inter con qualunque pretesto.

Reggere insomma in quella che l’immaginifico Trap ha definito a suo tempo ‘una centrifuga’

Poi, se arrivasse qualche risultato negativo, dovrà dimostrare di reggere la pressione dei tifosi: i nostri sono più bravi a distruggere che a sostenere.

In fondo il discorso è sempre lo stesso dei terrapiattisti e dei negazionisti Covid: “Sono interista ma non ho l’anello al naso, a me non la si fa, io gli errori li vedo e li combatto”.

Simone ha anche delle carte positive da giocare:

  • La prima è la copertura che sicuramente saprà assicurargli Marotta,
  • La seconda, come dicevo è il poter gestire una rosa complessivamente forte nonostante le partenze. Sembra impossibile, ma ci sono squadre che hanno vinto anche senza Conte, senza Lukaku e senza Hakimi.

Certo, molto dipenderà dalla caratura (quella da dimostrare sul campo) dei sostituti.

Ma c’è anche la possibilità di un’ulteriore crescita di alcuni giocatori fortissimi e giovani.

Io non so se alla prova dei fatti Thuram sarebbe meglio degli altri nomi che si fanno. Certamente sarebbe più giovane, quindi ancora in fase di crescita.

Ma soprattutto l’Inter avrebbe finalmente 4 punte: Lautaro, Dzeko, X e Sanchez, oltre, probabilmente, alla quinta, Satriano.

Secondo me molto dipenderà anche dalla stagione di Calha e Sensi che dovranno alternarsi, penso, in un ruolo chiave.

Un buon materiale su cui lavorare comunque sembra esserci.

La terza carta positiva è costituita a mio parere dalla opportunità di non mutare radicalmente un assetto tattico e un sistema di gioco che con Conte (e con qualche interprete diverso) hanno dato buoni frutti e per il quale Simone ha dimostrato attitudine e inclinazione.

E’ naturale che a livello di sistema di gioco rispetto all’Inter di Conte ci saranno delle variazioni, ma forse non così drastiche da imporre un lungo ‘rodaggio’

Inzaghi ha dimostrato anche di saper fronteggiare soluzioni di fortuna: contro gli Ucraini avendo a disposizione una sola punta, ha schierato Sensi in appoggio e il risultato è stato positivo.

Ma il mister è prudente e se è vero quello che si legge ha preferito stoppare la partenza di Pinamonti sino a dopo la partita col Genoa, per riservarsi l’alternativa tra le due punte e i due trequartisti.

E’ evidente infatti che con Sensi il modulo, in fase di non possesso sarebbe addirittura un 361 (con rapide ripartenze di molti dei sei), mentre in fase di possesso sarebbe un 3421.

Ma più che i… numeri secondo me saranno importanti e sono interessanti da studiare i movimenti che richiederà ai singoli nelle varie situazioni.

Credo che si partirà sempre giocando la palla da dietro per cercare la verticalizzazione improvvisa e che l’atteggiamento prevalente sarà molto offensivo.

Ovviamente la squadra dovrà sapere sia pressare molto alta, sia chiudersi per far argine agli attacchi avversari e contrarli in un momento in cui sono più sbilanciati.

Ma uno dei due atteggiamenti sarà privilegiato.

Alcuni critici hanno notato che la squadra di Simone, rispetto a quella di Conte giocherebbe più la palla a terra.

A me per ora sembra che, non disponendo di Lukaku è ovvio che la ricerca del centravanti boa avrà caratteristiche diverse.

Romelu metteva a terra la palla la difendeva a faceva partire i compagni, se non aveva la possibilità della percussione devastante.

Dzeko è molto più abile con i piedi, come regista offensivo, ma pur essendo alto non ha la stazza di Romelu nel catturare e difendere palloni alti.

Per assurdo e non lo dico per consolarmi, Dzeko può manovrare meglio con giocatori del tipo di Sensi, Calha e anche Barella (per no parlare di Dimarco, quando ci sarà).

Ma certo, giocare bene è importante, fare o far fare gol ancora di più.

E lo dice uno che è convinto che l’Inter di Conte oltre a far risultati giocasse anche benissimo.

Senza Lukaku cambierà il modo di giocare di Lautaro.

Vedremo quale sarà l’ultimo attaccante in arrivo, ma in ogni caso Lauti sa giocare da prima e da seconda punta, sa andare incontro ai compagni per chieder palla e sa dettare la profondità.

Tatticamente con Zapata cambierebbe meno, ma per esempio Dzeko potrebbe trovare spesso il passaggio per metterlo in porta.

Insomma le prospettive non mancano e il lavoro… pure, per Inzaghi.

La mia impressione (davvero superficiale) è che il mister sia più bravo nel curare la fase offensiva rispetto a quella difensiva.

Non per quello che ho visto contro la Dinamo, dove pur dominando e senza concedere un vero tiro in porta, abbiamo corso parecchi rischi sulle loro ripartenze, ma per le prestazioni laziali degli scorsi anni.

Ad ogni modo avremo tempo per discuterne più a ragion veduta.

Intanto contro il Genoa sembra che verrà confermata inizialmente la squadra con Sensi e Calha. Spero di vedere Dumfries a destra e che Ivan confermi la condizione strepitosa del pre-campionato.

Il Genoa non giocherà con la leggerezza degli ucraini in amichevole e dunque sarà una partita durissima.

Non ci deve illudere neppure l’inizio disastroso dei rossoblu (primo tempo di CI) perché con noi sarà tutta un’altra partita.

L’augurio a tuti gli interisti è che sia un inizio festoso, che ci ripaghi almeno in piccola parte delle sofferenze estive di mercato.

Buon campionato a tutti i cuori nerazzurri.

Luciano Da Vite

18 pensieri riguardo “Primavera da sogno, estate da incubo

  1. Ciao Luciano, concordo con quasi tutto hai scritto.
    In particolare, la tua impressione sul mister più bravo nel curare la fase offensiva rispetto a quella difensiva è anche la mia. Ovvio che la Lazio avesse difensori meno forti ma l’attaggiamento della squadra mi è sembrato proprio questo. Non è un caso, per me, che Inzaghi abbia fatto bene nelle coppe e meno in campionato dove pagano continuità e solidità difensiva. E’ questo il mio più grande dubbio sulla capacità di questo tecnico: riuscire a a dare alla squadra quella capacità di barcollare senza cadere, cosa che Inzaghi non è riuscito a fare a Roma, ed in cui Conte invece è un maestro.
    Sulla rosa è indubbio che ci siamo indeboliti: più che altro non siamo riusciti a svecchiare, dando nuova linfa alle seconde linee. Spero questo non venga pagato in termini di infortuni: che i cileni e gli over30 si rompano non può essere una sorpresa, il chilometraggio elevato è inevitabile porti a questo.
    Vediamo come si chiude la campagna acquisti ma io non sono molto ottimista sulle nostre chance in campionato. Spero nell’implosione, parziale, di alcune squadre che lotteranno per la CL con noi. La continuità temo non sarà il nostro forte. In ogni caso forza ragazzi!

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  2. Per me Thuram può fare l’attaccante. Contro di noi nella scorsa Champions quando il Borussia spazzava le prendeva sempre lui. Con Zapata saremmo più competitivi nell’immediato, ma tra dodici mesi…
    Per me il ragazzo è forte e lo preferisco ad esempio a Kean. Magari non manterrà le aspettative, ma avere Dzeko fa sì che si possa, eventualmente, ambientare con relativa calma. Due anni fa la situazione era peggiore. Poi in autunno esplose la “LuLa” e le cose cambiarono…

    Non voglio sottovalutare il lavoro fatto da Pintus, ma vorrei precisare, per quel poco (nulla) che vale, che Lautaro, Calha e Satriano hanno avuto solo dei piccoli affaticamenti, almeno per quel che ci è consentito sapere: Chala infatti ha giocato la settimana successiva e Satriano è a disposizione per sabato. Quindi solo precauzione. Sanchez ha problemi più seri, ma se li porta dalla coppa America. Il primo anno di Conte, durante la prima preparazione, abbiamo avuto invece due veri e propri infortuni muscolari, sebbene non gravi, a Lazaro e Godin.

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    1. Ga ber, i tuoi commenti sono tra quelli più apprezzati, per i toni e perché riflessivi. Però voglio porre un tema molto semplice su Zapata che chiaramente non è solo limitato al tuo commento. Zapata, che secondo me è un buon attaccante e con caratteristiche non dico simili a Lukaku, ma che comunque potrebbe sostituire il belga nel nostro scacchiere (senza essere ovviamente dello stesso livello) in fondo ha 30 anni. Voglio dire che almeno 2-3 a alto livello dovrebbe garantirli. Ha trent’anni, se sta bene fisicamente, è un acquisto che va bene per l’immediato e pure per il futuro prossimo, non è che sarebbero soldi buttati tra dodici mesi. Il giocatore da turnare nei prossimi dodici-ventiquattro mesi sarebbe uno tra Dzeko e Sanchez (probabilmente più il secondo). Però magari intanto quest’anno, rispetto a altri nomi (su Thuram non mi esprimo, non lo conosco abbastanza da poter dare un mio parere) Zapata potrebbe dare qualche cosa in più. Questo è il mio pensiero. Lo esprimo in risposta al tuo commento, ma non è un “dare contro”, diciamo che lo considero come uno spunto.

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      1. A me Zapata piace molto e secondo me è sottovalutato da un bel po’ di gente che crede faccia bene solo grazie all’Atalanta e a Gasperini. Se arrivasse, l’Inter sarebbe più forte che con altri calciatori e una coppia Lautaro-Zapata farebbe “paura” anche a difese molto forti. Non voglio sputare sul piatto da cui ho mangiato, ma se chiedessimo ai difensori della Juve chi, per un motivo o per un altro, negli ultimi anni hanno sofferto di più tra Zapata e Lukaku non se se la risposta sia così scontata. Almeno guardando da fuori e poi vedendo le reti segnate (tralasciando episodi particolari).
        Però Zapata è uno che basa il suo gioco molto sulla fisicità e in questi casi può esserci il rischio di un calo piuttosto repentino. Sanchez sino al 2017 era tra i migliori al mondo, in pochissimi mesi c’è stato un crollo e da un paio di anni fa fatica a trovare il tempo e la forza per tirare in porta. Attaccanti con caratteristiche diverse fanno la differenza in serie A anche avendo cinque o più anni del colombiano.

        Non so se e quanto la dirigenza e l’allenatore credano nello scudetto o se e quanto abbiano paura di perdere il quarto posto. Io penso che la Juve sia più attrezzata nei singoli e che noi partiamo con la squadra più forte, complessivamente. Mi sembra più facile che Allegri riesca a far quadrare la squadra, piuttosto che i nostri avere un rendimento dei singoli superiore a quello di Cuadrado, Chiesa, Kulu, Dybala e altri se tornano a buoni livelli. D’altra parte mi sento abbastanza davanti alle altre per quel che riguarda un piazzamento in Champions (che comunque non è scontato). In una situazione del genere un profilo come Thuram a me stuzzica molto, considerando comunque che Dzeko è Dzeko e non ne giocherà poche… Se non è possibile vincere quest’anno, l’anno prossimo se Dumfries e Thuram fanno bene e crescono, potresti partire con delle certezze in più. In mancanza di infortuni Zapata sarà un ottimo attaccante anche l’anno prossimo, ma probabilmente Zapata 2021 sarebbe meglio di Zapata 2022. Per Thuram invece dovrebbe valere il discorso opposto. Anche io non lo conosco tantissimo, ma mi ha destato ottime impressioni. Dell’Atalanta invece ho visto moltissime partite negli ultimi tre anni e anche se forse non si direbbe sono un fan del colombiano. Prima che saltasse fuori il nome di Thuram, vista la difficoltà nel trattare con Lotito e Percassi ho temuto Scamacca o Kean, quindi ora non vedo l’ora che firmi :D

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  3. Il mio preferito è quello che riusciremo a prendere. perché se devo avere un preferito che non si piò prendere, allora scelgo Mbappé.
    Detto questo da tifoso che non ne azzecca una vedo queste possibilità (purtroppo la migliore è solo teorica):

    a) arriva solo un punta centrale, parte Pina o Satriano e disponiamo del centro campo attuale e di questo attacco lauti, X (Thuram?) Dzeko Sanchez Satriano. lottiamo per il quarto posto

    b) Stesso attacco con in più Nandez a centrocampo: lottiamo per un posto tra il secondo e il quarto

    c) partono sanchez e Vidal (quasi impossibile) oltre alle due punte giovani arrivano una punta fortissima fisicamente e una di grande estro, oltre a nandez. Lo rivinciamo

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    1. Purtroppo credo la c sia impossibile…
      In ogni caso tutte le soluzioni prevedono la stessa squadra titolare, per cui credo sia difficile cambino di molto le posizioni finali

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  4. io son felice se non dovesse arrivare Zapata. ricordiamo che lontano da bergamo hanno fallito praticamente tutti i giocatori. anche il Papu (mi dicono ) ha fatto abbastanza schifo in spagna

    altra cosa su Zapata è una furia per un tempo poi si spegne e non ne ha più. infatti con l’atalanta poche volte ha finito la partita.

    ora si è messo di mezzo Raiola (abbiamo scartato probabilmente Lucci ) continuo a pensare che si fanno affari in base ai procuratori e non in base al giocatore.

    i nostri dirigenti hanno seguito Thuram o è uno dei tanti proposti ??

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  5. Io invece non sono stupito. Già lo scorso anno in U18 Maga non era più il titolare fisso. Giocavano più spesso Abiuso e Jurgens. Maga è un giocatore con rapidità e precisione di calcio, ma con il baricentro basso: sin dal suo arrivo si vedeva che doveva parte delle sue fortune allo sviluppo muscolare precoce. Era il tipico giocatore che spaccava ma che col passare degli anni avrebbe perso l’elemento tipico della sua superiorità: la superiore potenza Con la sua partenza, comunque restiamo numericamente carenti di attaccanti abbiamo solo i due citati e Zefi, che però è un 2005. Poi ci sarebbero Cappadonna a e Polito se non sono o non saranno ceduti. Io spero sempre che arrivi quel centravanti argentino (Bustos mi pare si chiami) sempre che sia davvero forte.
    Ma qualcosa manca anche perché gli attaccanti dello scorso anno erano già fuori quota e quindi andranno a giocare.
    Invece con l’arrivo di Samo Matjaz dovremmo essere a posto dietro e soprattutto dovremmo essere fortissmi (numericamente e qualitativamente) nei reparti di centro campo e tre quarti, con gli arrivi di Andersen, Muller Nunziatini, la permanenza di Fabbian, Casadei, Iliev, Peschetola e forse quella di Squizzo, Sanga, De Milato

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  6. Domani sarà una partita molto difficile, come tutte, ma per la prima volta dopo diversi anni il 90% dei titolari sarà costituito da ragazzi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella conquista di un trofeo importante. Quando siamo tornati in Champions, gli unici con presenze in competizione erano Asamoah, Perisic, Handanovic e Nainggolan. Keita Balde al massimo era arrivato ai preliminari contro il Bayer Leverkusen. Per me non esiste pensare che i nostri campioni, campioncini se volete, dovrebbero finire sotto a certe squadre. Solo una ha un monte ingaggi maggiore, solo una gente che ha vinto. Oltre ad avere una serie di problemi che l’allenatore dovrà risolvere. Ovviamente è più facile gestire certe cose se sei Allegri e non Pirlo, se hai cinque cambi, se vieni da un quasi quinto posto e se chi ha vinto non si è rinforzata, anzi.
    Il lavoro di Conte si vedrà anche quest’anno, come si è visto alla Juve con Allegri.

    Certo anche Dybala e Rabiot sono stati fondamentali per le proprie nazionali quest’estate… ah no.

    Ricordiamo gli 82 punti fatti con Godin, Biraghi, Gaglia, D’Ambrosio/Candreva titolari. Non illudiamoci, ma non sottovalutiamoci.

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  7. Non sono pessimista, anzi. Credo che a parte la juve ce la giocheremo. Poi conta chi fa gli assist e i gol, non il curriculum. E lì abbiamo perso tanto

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  8. Per chi è abbonato a Dazn vi consiglio la serie “Simpatico”. In tre puntate ripercorre la presidenza Moratti, veramente bello.

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  9. Buona serata a Voi Tutti. Abbiamo vinto una partita facile solo sulla carta con un gioco spumeggiante e con azioni pregevoli. Lascio a Voi commenti più tecnici, ma sosterrò Simone Inzaghi.

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  10. Concordo bella partita, non so valutare perchè siamo stati talmente superiori da pensare che il Genoa sia poco cosa, giusto per non farmi illusioni, secondo me partite super di Dzeko e Calha se sono sempre così ne vedremo delle belle, mi sembra che sia ancora un bel gruppo, nota positiva anche l’ingresso con gran voglia di riscatto di Vidal, diciamo buona la prima se arriverà una buona punta direi che abbiamo una rosa competitiva almerno per il 4 posto

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  11. Quattro gol, due in fuorigioco, una traversa senza Lautaro, Lukaku e Hakimi. Il sorteggio del calendario per noi è stato positivo perché inizialmente incontriamo squadre che sono un po’ in ritardo rispetto al nuovo progetto tecnico. Però il campo ha detto che i protagonisti si sentono forti, hanno entusiasmo, la giusta rabbia di mangiarsi gli avversari e queste cose poche volte le ho lette dai tifosi che forse si aspettavano un ambiente depresso.

    Come dice Marotta Conte è un acceleratore di crescita e migliora i singoli. Se un maestro è buono, l’allievo apprende, cresce e non dimentica i vecchi insegnamenti.
    Come dice Luciano dovremo fare attenzione alle transizioni, perché quando incontreremo squadre più pericolose, potremmo rischiare di subire delle ripartenza.

    Ci sta che qualcuno si voglia liberare di Sensi, Vidal e Vecino. Ma peggio dell’anno scorso non potranno fare e anche un loro rendimento poco più che sufficiente potrebbe essere molto molto importante per noi.

    Per me bene Zinho, nonostante il risultato. Anche Rovella bene.

    Dzeko è (stato) un campione. Soprattutto è stato un giocatore che non voleva stare più alla Roma visto che nell’estate 2019 aveva l’accordo con noi, dodici mesi con la Juve e sei mesi dopo il suo procuratore lavorava allo scambio con Sanchez. Ha avuto problemi con Fonseca, è stato messo fuori squadra. La testa è tutto. Lo stesso vale per Calhanoglu. A me sembra che non vedeva l’ora di andarsene dal Milan. Penso sia un giocatore che sbaglierò sempre qualcosa in partita, ma se con l’organizzazione di squadra riusciamo a nascondere alcune mancanze, ha oggettivamente dei colpi importanti che possono decidere le partite. Praticamente tutto il contrario dell’Eriksen che abbiamo visto in Italia.

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  12. La primavera vince 3-1 in casa del sassuolo, con gol di
    Jurgens, Cappadonna e Peschetola

    Formazione iniziale (433)

    Rovida

    Zanotti (C) Hoti Fontanarosa Carboni

    Cecchini Muller Fabbian Nunziatini,

    Abiuso, Jurgens, Owusu.

    A disposizione: Botis, Silvestro, Moretti, Matjaz, Pelamatti, Andersen, Sangalli, Casadei, Cappadonna, Basti, De Milato, Peschetola.

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  13. Ciao a tutti, buona e divertente partita ieri, con un gioco a tratti “spumeggiante”. Sicuramente questo porta ad essere meno protetti dietro, speriamo di trovare il giusto equilibrio nelle prossime partite ed essere pronti per le sfide piu’ probanti.
    Luciano, che Tu sappia, e’ confermato l’acquisto di Kevin Zefi ed in che squadra giochera’ ? Pensavo fosse tutto fatto, ma non ne sento parlare in queste prime uscite della primavera (o gioca in U18/U17 …) ? Grazie

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