Addio sogni di gloria… (O arrivederci?)

L’amministratore delegato Beppe Marotta e il nuovo allenatore Simone Inzaghi. Da loro due passa la costruzione di un’Inter che possa nella prossima tagione essere ancora competitiva.

Quando una squadra vince uno dei 5 campionati che contano in Europa, con l’autorevolezza con cui l’abbiamo vinto noi, i sogni di gloria sono pienamente legittimi, forse anche inevitabili.

In questo caso per sogni di gloria si intende la possibilità di battersi al vertice, se non di vincere, anche nella massima competizione europea.

E in effetti sappiamo che se avessimo confermato i gruppi dei dirigenti, del settore tecnico, dei giocatori, sarebbero bastati due innesti di vera qualità per giocarcela più che dignitosamente con le più forti del continente. 

Da oltre dieci anni non eravamo mai stati così vicini a sognare e il ridimensionamento (perché di questo secondo me si tratta) è particolarmente doloroso.

Prima di addentraci un un’analisi degli avvenimenti accaduti da maggio in poi, occorre distinguere i fatti dalle opinioni, quando possibile.

Fatti e opinioni sono ugualmente importanti, perché le opinioni sono la spiegazione e l’interpretazione dei fatti e i fatti sono il punto di partenza concreto di ogni teoria (o conoscenza).

Cominciamo dai fatti

Prima parte: estate 2016-31 maggio 2021

E’ un fatto che prima dell’avvento di questa proprietà vivacchiavamo in condizioni di assoluta mediocrità, da parecchi anni.

Avevamo una rosa discreta, senza campioni e con qualche giocatore proprio non all’altezza.

Ci affidavamo a direzioni tecniche (allenatore e il suo team) di seconda fascia o espressione di improbabili scommesse.

Il nostro obiettivo, credo mai raggiunto, era arrivare quarti.

Ottenuta  una posizione dominante nell’Inter nell’estate del 16, Suning dispiega le sue potenzialità a partire dal 17-18.

Nel maggio del ’17, un mese prima dell’acquisizione formale della maggioranza societaria, vien assunto Sabatini, ritenuto da tutti il migliore sulla piazza.

Sempre in quell’estate viene assunto Spalletti, certamente un allenatore di altro livello rispetto ai predecessori.

Sul mercato arrivano tra gli altri Skriniar, Vecino, Bastoni, Gagliardini, Cancelo,  Rafinha, Zaniolo.

Bastoni viene dato in prestito, ma l’investimento (31,5 milioni per un diciottenne) è di quell’anno.

Vengono ceduti tra gli altri Joao Mario, Kondogbia, Barbosa, Banega e Caprari.

La squadra centra il quarto posto.

Cominciano ad arrivare nuovi sponsor e il pubblico di San Siro cresce di numero.

Nell’estate 18-19 arrivano tra gli altri: de Vrji, Vrsaljko, Lautaro, Asamoah, Keita, Nainggolan.

Vengono ceduti tra gli altri Cancelo, Eder, Rafinha, Zaniolo.

Alcune cessioni sono dolorose (Cancelo, Zaniolo), ma il gruppo squadra ne esce complessivamente rafforzato.

Ora disponiamo di una buona base squadra, si tratta di innestarvi i campioni che fanno fare il salto di qualità.

Nel frattempo Sabatini si dimette e viene assunto al suo posto uno considerato ancora più forte: Marotta.

Arrivato nell’inverno 2018, Marotta lavora per programmare la squadra 2019-20.

Il resto è storia recente:

  • Nel 2019 arriva colui che è ritenuto da molti il miglior allenatore (Conte),
  • Arrivano alcuni campionissimi (Lukaku, per la somma più alta spesa dall’Inter nella sua storia, Barella) e altri ottimi giocatori come Biraghi, Sensi, Sanchez Godin. A gennaio è la volta di Moses, Young, Eriksen,
  • Partono Politano e Lazaro.

L’Inter arriva seconda a un punto dalla juve in campionato e va in finale di EL.

Nel 2020-2021 con lo stesso organico societario e del settore tecnico, arriva il sospirato trionfo: campionato vinto con 4 giornate di anticipo (cioè 12 punti).

Sul mercato altri arrivi importanti: Hakimi su tutti.

Poi Darmian, Kolarov e il riscatto di Pinamonti.

Partono tra gli altri Borja, Godin, Candreva.

Questi sono solo fatti, con qualche possibile svista riferita alla memoria… labile.

Su questi fatti, tutte le opinioni, purché argomentate, sono apprezzabili.

La mia è che sotto la guida di Suning abbiamo vissuto un quadriennio straordinario, di crescita sotto tutti i profili, ma soprattutto su quello dei risultati sportivi.

I fatti dell’estate 2021

In questo caso i fatti cominciano a essere… meno piacevoli. Ma sempre fatti sono, perché cercherò di tenerli distinti dalle valutazioni (successive).

La pandemia fa perdere circa 120 milioni alle casse della società, sotto forma di mancati incassi da biglietti e abbonamenti.

La pandemia c’è stata per tutti, ma l’impatto non è stato eguale.

Nel settembre 2019 l’Inter poteva contare su oltre 40.000 abbonati; il Milan su 30.000; la juve su 29.000 e le altre a scalare.

Non solo, ma fino alla decisione sulle partite a porte chiuse l’Inter ha fatto registrare una media di oltre 60.000 presenze, surclassando tutte le altre.

Inoltre l’Inter aveva molti sponsor in Oriente, i quali di fronte alla crisi del mondo calcistico si sono ritirati.

Infine la politica del governo cinese ha creato ostacoli all’esportazione di capitali per motivi ‘calcistici’ e anche l’azienda Suning, in patria, ha subito gravi difficoltà finanziarie.

Suning aveva due strade possibili: cedere l’Inter o ridimensionare il bilancio societario e di conseguenza le ambizioni sportive della squadra, in attesa magari di una profonda evoluzione della situazione contingente.

Suning ha scelto la seconda strada (che comporta un ulteriore indebitamento del gruppo), considerata praticabile anche da Marotta, ma non da Conte.

Sul perché di questa scelta non abbiamo elementi fattuali ad aiutarci: quindi le varie opinioni sono tutte accettabili, ma restano opinioni.

L’obiettivo societario è stato esposto più volte chiaramente: rientrare sul mercato di una cifra elevata (ne sono fatte varie, ma sembra plausibile la ricerca di un attivo sugli 80 milioni) e soprattutto (particolarmente grave dal mio punto di vista, come spiegherò tra le opinioni) di ridurre le spese correnti (leggi monte ingaggi soprattutto).

L’effetto di questa decisione  è stato la cessione di Hakimi (uno dei 2-3 giocatori più forti). Inoltre va considerata la decisione, ufficializzata e quindi ‘fattuale’ di procedere ad acquisti poco onerosi e comunque con ricarico sui bilanci futuri.

Le opinioni sulla nuova situazione venutasi a verificare

Chi segue il blog o comunque la rete ha potuto esprimersi e confrontarsi con diverse considerazioni, da quelle più pessimiste a quelle fiduciose.

I tifosi interisti sono tradizionalmente divisi su tutto e si combattono anche con toni aspri, ma in questo caso le ‘divisioni’ hanno una loro motivazione in più, perché il mercato è solo a metà e ovviamente quali saranno le soluzioni sui ruoli carenti orienteranno in un senso o nell’altro la fiducia dei singoli tifosi.

Prima di esprimere la mia opinione (che è un misto di inquietudine – dominante- e di speranza) ricapitolo brevemente i fatti:

  • Abbiamo perso un allenatore considerato da tutti un top.
  • Lo abbiamo sostituito con un allenatore ritenuto bravo dai più, che rispetto a Conte deve quanto meno ancora dimostrare di poter gestire una situazione complicata come quella della Milano nerazzurra.
  • Abbiamo perso un grandissimo preparatore atletico (Pintus).
  • Abbiamo perso uno dei migliori esterni del mondo e al momento non abbiamo trovato il sostituto.
  • Abbiamo probabilmente perso il giocatore ritenuto di maggior classe del centrocampo (Eriksen) ma in questo caso lo abbiamo sostituito con un giocatore sulla carta di talento.
  • Ma soprattutto il taglio delle ambizioni sportive immediate (e… dei compensi) potrebbe creare difficoltà sia per gli arrivi (anche un giocatore forte  preso in  prestito pretende un contratto elevato) sia per la conservazione in rosa di alcuni elementi che hanno offerte rilevantissime da altre squadre.

Tenuto conto di tutti questi elementi complessi e incompleti, provo ad esprimere la mia opinion/speranza.

Io la vedo così (o almeno la spero così)

Secondo me i primi quattro anni della gestione Suning sono stati strepitosi, a tutti i livelli: rafforzamento societario, rafforzamento finanziario con aumento considerevole delle entrate, rafforzamento incredibile sul piano tecnico, dell’immagine e dei risultati.

Poi per una serie di elementi solo in minima parte riconducibili alla loro volontà, il progetto di grande rilancio della nostra squadra nel contesto nazionale e internazionale ha subito una fortissima battuta d’arresto.

Di fronte alle gravi difficoltà finanziarie intervenute, la proprietà come detto aveva due  strade: cedere l’Inter o proseguire aumentando i debiti, ottenendo un finanziamento in virtù del quale potrebbero in futuro perdere la società a vantaggio dei nuovi finanziatori.

Sembra proprio che la cifra offerta per rilevare la società sarebbe stata di circa 800 milioni, poco meno del capitale sino ad ora investito nell’Inter.

Perché allora Suning non ha accettato di vendere e ha scelto di correre il rischio di perdere molti più soldi, se costretti a cedere in seguito una squadra svalutata e in condizioni di urgenza finanziaria?

Io non credo che siano degli sprovveduti nel campo degli affari e penso (spero) che abbiano delle carte da giocare che considerano risolutive nel breve o medio periodo e credo anche che considerino un’Inter vincente in uno dei maggiori campionati del mondo sia uno straordinario biglietto da visita, capace di aprire porte altrimenti impossibili.

Spero che Suning non abbia abbandonato i propositi di espansione e che consideri l’Inter uno degli asset fondamentali in questo progetto.

Conte non ha voluto correre il rischio e lo capisco.

Marotta però è rimasto perché evidentemente considera il progetto non esaurito anche se differito di qualche tempo.

Marotta crede che sia possibile mantenere la squadra ad alti livelli per uno due anni, se poi si potrà ricominciare a crescere.

Io spero che questa sia la strada prescelta dalla società e spero che Marotta riesca nel suo obiettivo: alla juve ha dimostrato di saper vendere e mantenere la squadra a livelli importanti, anche se là poteva reimpiegare parte degli incassi per investimenti di minor spessore finanziario, ma non di minore spessore tecnico.

Qui le cose sono sicuramente più difficili. 

E’ possibile, anche se non facile,  vendere giocatori forti e acquisirne degli altri meno costosi ma di rendimento elevato.

Quello che mi sembra quasi impossibile è mantenere una squadra forte con una politica di ingaggi al risparmio.

Si dice che Lautaro, ad esempio, guadagni 2,5 e ne chieda 6.5 per il rinnovo. L’Inter gliene offrirebbe 4,5, ma Lautaro secondo me all’estero può arrivare a 10 milioni o quasi. Perché dovrebbe accettare di legarsi per una cifra modesta a una società che, oltretutto, non ha al momento propositi espansivi?

Stiamo parlando di professionisti, non di tifosi

Ma è solo un esempio.

Il problema secondo me esiste e senza un cambio di rotta si riproporrà a breve, con Lukaku,  Bastoni, Barella Skriniar, Brozovic.

Saranno solo voci malevoli ma il problema per alcuni sembra si sia già presentato.

Tutto è ancora da definire, ma perdere, oltre al mister, al preparatore, alla miglior ala del mondo, all’attaccante fortissimo e in procinto di diventare un vero top, sostituendoli con delle ‘scommesse’ sarebbe un azzardo forse fatale.

Quindi io non sono ottimista, ma neppure disfattista. Secondo me Marotta riuscirà a presentare per il prossimo anno un’Inter ancora piuttosto competitiva, almeno in Italia, ma poi la situazione dovrà cambiare, con Suning o con una diversa proprietà

Chi vorremmo noi tifosi per completare la rosa redendola competitiva comunque, pur con le ristrettezze finanziarie note?

Sono tutte voci al momento quelle che corrono, ma come è naturale su queste voci (poiché non disponiamo di certezze) si confrontano le opinioni dei tifosi.

Prima di esprimere le mie opinioni in proposito sento di dover  precisare alcuni aspetti del mio modo di vedere il calcio, anche se risulterò noioso e ripetitivo.

Credo che se uno dice “a te piacciono i fabbri” non vuole discutere, ma solo affermare la propria verità.

Lo stesso per uno che dica: “a te piacciono i frillini”

La persona che forse stimo di più nel mondo del calcio, il mio amico Pizzigoni, ha una visione opposta alla mia e un giorno mi ha detto: tutti quelli che arrivano e restano in Serie A sono degli atleti.

Vero.

Ma è vero anche che tutti quelli che arrivano e restano in Serie A padroneggiano i fondamentali.

Poi è vero che tra l’atleta Borja e l’atleta Pogba qualche differenza c’è.

Come è vero che c’è differenza fra le doti tecniche di Gagliardini e quelle di Cambiasso o di Motta.

Quindi parliamo di prevalenza (i fuori classe, al top in  entrambe,  sono rari e non entrano nel discorso).

Allora: secondo me una squadra deve avere almeno 8 giocatori che non temono il confronto con i migliori in  fatto di corsa, sacrificio, contrasto, passo e resistenza… avendo anche discrete qualità tecniche e un paio di straordinari giocolieri, artisti, fantasisti, creatori, che magari cedono qualcosa sul piano atletico.

Se considero Wes, per esempio, credo che il Real abbia fatto bene a cedercelo, perché aveva altri bravi tecnicamente e da loro era superfluo.

Noi abbiamo fatto bene a prenderlo, perché con le qualità degli altri titolari e il sacrificio di Eto’o (per un anno) è diventato determinate.

Il discorso vale anche per Eriksen, che prima era un lusso, poi con Lautaro che rientrava, Perisic che faceva anche il quinto basso, Bastoni che rompeva la linea per andare ad appoggiarlo, è divenuto importante.

Se non è un fuoriclasse, ma solo un grande tecnico o un fantasista, il giocatore ti può far vincere qualche partita, ma ti può lasciare spesso in dieci.

Il giocatore che ha gamba, forza, agonismo super, raramente ti fa vincere con soluzioni individuali, ma non ti lascia mai in 10.

Veniamo dunque a esaminare  la nostra situazione (provvisoria) dopo la partenza di Hakimi.

Davanti abbiamo due fuoriclasse: Lauti e Romelu hanno forza fisica, sono ottimi nell’aiutare la squadra e sono fantastici nelle giocate.

Dietro (a livello di titolari) siamo a posto.

Al mondo esistono pochi centrali con la fisicità, i tempi e la tecnica di de Vrji, che compensa la tecnica un po’ più approssimativa di Skriniar, il quale per altro aggiunge qualcosa in irruenza e fisicità.

Poi c’è Bastoni che sta diventando fortissimo come difensore, ma sa uscire, accorciare e anche servire le punte con lanci lunghi.

Tridente fantastico (sempre che si ripeta sui livelli noti).

In mezzo abbiamo Brozo che ha grande qualità e dopo aver corso più di tutti nel nostro campionato, ha corso più di tutti agli europei.

Barella non si discute, è completo ed è oggetto delle attenzioni delle maggiori squadre europee.

Poi c’è Calha: che non sia, per qualità il sostituto di Eriksen è evidente. Tanto il danese ama giocare la palla di prima, sveltire il gioco, verticalizzare, quanto il turco è un accentratore, vuole la palla nei piedi, cerca il dribbling o l’assist negli ultimi 30-35 metri. Con indubbia abilità.

Di conseguenza ci sarà qualcosa da aggiustare nel centrocampo, probabilmente Barella dovrà giocare più vicino a Brozo, ma a sinistra ci vorrà sempre qualcuno disponibile a coprire Chala, soprattutto se Lauti riprenderà a giocare un po’ più avanti.

A destra invece, se davvero Barella giocherà più in fase di contenimento e ripartenza, ci potrà essere un esterno più spiccatamente offensivo.

Questo naturalmente nelle partite chiave, perché poi se giochi in casa con una squadra che si difende solo, anche le incursioni di Barella e persino dei difensori diventeranno determinanti.

Come pure le capacità di aggiramento dell’esterno di sinistra.

Quindi al momento la situazione è: che non parta più nessuno di importante, che arrivi almeno un esterno di valore e una terza punta brava ma con caratteristiche da vice Lukaku più che da vice Lauti. Come alternativa alla seconda punta infatti abbiamo già Sanchez.

Se dovesse partire  qualcuno  tra  i più richiesti, o i più a rischio per scadenze contrattuali ravvicinate (Lauti, Rom, Brozo, de Vrji) o quelli con ingaggio troppo alto (Perisic), la questione sarebbe complicatissima.

Tra i nomi che si fanno, AL MOMENTO né Vlahovic né tanto meno Raspadori sarebbero sostituti all’altezza.

Poi magari il mago Marotta punterà su uno che si affermerà alla grande, ma io nel mio piccolo non lo ritengo possibile.

Stesso discorso per de Vrji, che non è solo un grande centrale, ma la guida della difesa.

Se poi partisse Brozo e arrivasse Pjanic io sarei pronto per dedicarmi all’hobby floreale in sostituzione del calcio.

Perisic invece si potrebbe anche sostituire con un forte esterno di ruolo (lui è adattato) a tutta fascia.

Immaginiamo però che non parta nessuno e concentriamoci su chi vorremmo arrivasse.

Chi arriva, per essere utile, a mio parere, dovrebbe avere qualità (tecnico atletica) e funzionalità rispetto alle esigenze della squadra, perché non dimentichiamo che non si gioca uno contro uno, ma un complesso organizzato contro un altro complesso organizzato.

Partiamo da un dato di fatto: Chala nelle amichevoli ha fatto benissimo e io ne sono felice, spero proprio che ci dia un contributo fondamentale.

Però ho anche un’impressione, che il turco sia debordante contro chi è più debole, ma fatichi contro chi è forte.

Mi sembra che gli europei abbiano confermato questa tesi.

Quindi aspetterei a esaltarmi, pur essendo felicissimo di quanto mostrato sino ad ora.

La punta: dico subito che se la terza fosse Sanchez per me la quarta non potrebbe mai essere Satriano. Perché rischierebbe di giocare molto e secondo me al momento non vale i primi tre.

Sono un ammiratore di Satriano (consultare le cronache della Primavera), ma deve dimostrare di poter fare in Serie A quello che gli è riuscito in Primavera e nelle amichevoli, prima di poter essere definito un giocatore da 15-20 partite nell’Inter (se ambiziosa).

Per esempio: in Primavera la sua arma migliore era la progressione.

Contro il Crotone ho visto una situazione in cui è stato rimontato proprio in progressione.

Non dimentichiamo mai che la Primavera ha recentemente vinto 3-1 contro una squadra di Promozione, per avere il senso delle proporzioni tra i due tipi di calcio

Tra i nomi che si fanno mi piacciono Scamacca e in subordine Caicedo, ma temo che il primo sia fuori dalla nostra  portata e il secondo difficilmente per puntiglio la lazio ce lo darebbe.

Per l’esterno destro il mio favorito è Dumfries, perché assai più solido di Bellerin e potenzialmente un  ottimo treno per quella fascia. Non mi dispiace Nandez, meno potente dell’olandese, ma più duttile potendo giocare anche da cc.

Sono un sognatore e quindi mi piacerebbero entrambi, Dumfries e Nandez. Nessuno dei quali è un fenomeno, sia chiaro, ma di fenomeni, da Lauti a Rom, a Chala a Barella a Brozo a de Vrji e a Bastoni ne abbiamo già.

A sinistra, soprattutto se resta Perisic, non punterei su Dimarco, cosa che invece Inzaghi sembra determinato a fare.

Dimarco è quasi… mio figlio, perché l’ho visto crescere da quando aveva sette anni: gli auguro una grande carriera con l’Inter e magari con la nazionale.

Ma con Perisic rischierebbe di fare il titolare e per ora mi lascia qualche perplessità. Sia pure in un ruolo adattato, per esempio, contro il Lugano, non il PSG, l’ho visto subire un tunnel in pieno centro dell’ara di rigore.

Non sono affatto convinto che, come sostiene qualche amico, sia già più forte di Young. Certo, ha un sinistro migliore, quasi… carlosiano, ma nel calcio si devono saper fare tante altre cose. Anche a Verona l’ho visto a volte in difficoltà nella fase difensiva.

Se giocasse dietro (cioè come alternativa) a Marcos Alonso o Emerson, forse il discorso cambierebbe.

Poi c’è il problema delle riserve.

A parte gli attaccanti, dei quali abbiamo parlato, se Sensi e Vecino restassero e facessero una stagione all’altezza delle loro potenzialità, con Gaglia e forse Agoumé saremmo a posto. Non credo a un recupero agonistico di Eriksen almeno per questa stagione.

Qualche problemino ci potrebbe essere in difesa dove le alternative appaiono abbastanza distanti dai titolari.

Ma nella situazione che viviamo, non cedere altri giocatori importanti e prendere una punta e due esterni validi mi sembrerebbe già un successo e un motivo di ragionevole speranza.

Aspettiamo, sforzandoci di conservare la fiducia e presto sapremo.

Luciano Da Vite

142 pensieri riguardo “Addio sogni di gloria… (O arrivederci?)

  1. Thuram jr è molto fisico, si è formato in un campionato tosto come la bundeslinga, potebbe fare al caso nostro.
    Finalmente un profilo più giovane.
    Lo score non indica molti gol ma con lautaro e dzeko, per me una punta che apre gli spazi ed è in grado di fare assist – li non è male – potrebbe fare al caso nostro.
    Il costo, al solito, potebbe essere un problema ma il fatto che finalmente si esca dai soliti nomi è per me un buon segnale. Cercherei di fare presto perchè affrontare match di campionato con attacco dimezzato non è una mossa furba.
    Con lui e nandez – per me il nostro cc al di fuori dei titolari che dovranno rifitare è poco dinamico – potremmo avere ammortizzato le dolorose uscite.
    Scuramente saremmo più deboli, almeno sulla carta, rispetto allo scorso anno ma in grado di giocarcela per un posto in Champions, vero obiettivo stagionale da non mancare perchè non voglio nemmeno pensare alle conseguenze.

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  2. L’u17 italiana ha battuto 3-0 la Svizzera. In gol Carboni e Di maggio, In campo dei nostri anche Calligaris e Stante

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  3. Salve a tutti. Anche per me Thuram è un’ottimo prospetto: qualità abbinata a grande fisico. Sul numero di goal fatti non mi formalizzerei: i calciatori evolvono e comunque quest’anno il ns campionato passa per i piedi di Lautaro in attacco c’è poco da fare.

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  4. Lo scrive perino il NYT: “”Locatelli in prestito due anni con obbligo di riscatto. Un altro affare a condizioni strane per la Juve. Non c’è mai niente di normale quando si tratta di Juve e mercato. “

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  5. Aggiungerei Luciano, consentimi, “mercato italiano” perchè all’estero di pacchi ne hanno presi un bel po’ (Artur su tutti).

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  6. Ciao Luciano, leggo in ritardo ma con piacere questi tuoi nuovi post.
    Per quanto riguarda l’inter pre-suning, una piccola precisazione: anche il Mancio arrivo’ quarto, ma all’epoca andavano in champions 3 squadre nostrane.
    Onestamente non capisco questo eccessivo hype nei confronti di Satriano. E’ vero che era fuori categoria (ma anche un fuori quota) in primavera, ma nonostrante abbia spesso dominato lo scorso anno, gli ho anche visto fare diverse prestazioni “alla Godot”.
    Inter twitter ha deciso che e’ un fenomeno e Pinamonti ed Esposito due cessi. Quest’ultimo che e’ un anno piu giovane dell’uruguaiano e gioca titolare, segnando, nel Basilea, non nel Pordenone.
    Generalmente sono super pro-giovani, ma facciamogliela fare una partita da professionista prima di etichettarlo nuovo Lautaro.

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