Contro il Venezia, in vista del derby e a causa dei tanti impegni, si è proceduto a un pesante turn over. La squadra, come ha dichiarato lo stesso Chivu, è apparsa in ogni caso stanca e con poca energia. Ancora di più è sembrata mancare lucidità e concentrazione. Il punto è che in alcuni ruoli questa squadra ha delle alternative all’altezza. In altri no. Contro il Venezia abbiamo giocato con un centrale fuori ruolo (Bastoni); a destra gioca un esterno, Diouf, che si impegna mirabilmente pure nella fase difensiva, cosa che però almeno per ora non è evidentemente il suo forte; a sinistra, avendo schierato centrale Bastoni e Carlos come “braccetto”, gioca sempre Dimarco, che non è in condizioni di forma ottimali; in più abbiamo cinque elementi della rosa che in questo momento “non esistono” (i tre inglesi più altri due-tre giocatori che in questo momento faticano e non si possono considerare come vere alternative). L’altro motivo di differenza tra la partita con il Venezia e quella precedente con la Fiorentina, è dovuto all’atteggiamento tecnico-tattico dei veneti: difesa solida e verticalizzazioni profonde. Un tipo di gioco che ci ha messo in difficoltà anche perché avevano in campo i giocatori con le caratteristiche giuste per poterlo praticare e noi non apparivamo in condizione brillante. Il nostro secondo tempo è stato sicuramente meglio del primo, anche se i gol sono apparsi fortunosi e le difficoltà di attacco non sono cambiate significativamente. Adesso la gara con il Milan in particolare sarà un test fondamentale per chiarire le condizioni psico-fisiche, quindi di forma, del gruppo.
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Una vittoria da grande squadra: Venezia – Inter 0-1
Non sappiamo se alla fine sarà importante, ma per il momento il successo di Venezia basta a tenerci a stretto contatto con il Napoli e a distanziare di un altro paio di punti le maggiori rivali. Non era per nulla scontato che ciò accadesse per tutta una serie di motivi che vanno anche oltre la non disprezzabile forza dei lagunari, capaci di far soffrire le grandi e con un buon curriculum nelle partite casalinghe. Da tenere inoltre in considerazione il fatto che lo stress di un trasferimento e della disputa di partite ravvicinate che comunque assumevano il carattere di 'finali', ha inciso eccome. Parliamo della Supercoppa e della trasferta in Arabia e di quanto questo abbia pesato anche per quello che riguarda le altre squadre che vi hanno partecipato (Atalanta, Juventus, Milan). Ciò comporta non solo il logorio delle energie fisiche e mentali, ma persino il mettere a rischio la stessa integrità fisica di giocatori importanti. Inzaghi ha dovuto rivoluzionare la formazione titolare e i nostri ragazzi hanno dimostrato sul campo di essere una squadra vera: tutti gli uomini, magari anche affaticati, hanno dato tutto per raggiungere l’obiettivo collettivo. La morale è purtroppo che quando si gioca moltissimo, tra infortuni inevitabili per il sovraccarico e necessità di far riposare i rimanenti titolari, la squadra va in sofferenza come è naturale. Si salva poi con la compattezza e le qualità tecniche del gruppo, ma occorre riflettere sul fatto che siamo solo all'inizio del ciclo più intenso. A parte la necessità di qualche rinforzo, che non arriverà e sarà già tanto se non partirà Frattesi, sarebbe opportuno essere più cinici nello sfruttare le occasioni che creiamo. Veniamo alle giovanili. L’Under 20, la migliore vista in questa stagione (almeno in campionato), batte il Sassuolo 2-1 (e l’arbitro…) e riapre la lotta ai vertici della classifica. L’Under 18 di Benny Carbone vince 3-1 contro il Genoa: risultato importante che consolida la posizione in classifica. In questa squadra c’è un gruppetto di giocatori che potrebbe ben figurare il prossimo anno in Under 20. L’Under 17 vince tre a uno contro il Venezia (Peletti, Moressa, D’Agostino); l’Under 16 vince in trasferta a Udine con il risultato di uno a zero (Limido); stesso risultato, sempre sul campo di Udine per l’Under 15 (Palmini N.).
La legge del più forte: prima squadra e Primavera vincono 2-0
Tutte e due le nostre squadre impegnate in campionato in questo weekend hanno incontrato le stesse difficoltà e ottenuto lo stesso risultato. Le situazioni erano ovviamente diverse. Tutte e due le squadre apparivano più forti delle rivali da affrontare e entrambe avevano acquisito di recente il diritto a disputare il prossimo turno nelle coppe europee, ma la prima squadra giocava questa gara sulle ali dell'entusiasmo per le ultime prestazioni convincenti; la Primavera invece ci arrivava in piena crisi di risultati e dopo due sconfitte contro Roma e Sassuolo. Entrambe le squadra hanno tuttavia alla fine ottenuto una vittoria netta ma non semplice e dopo un primo tempo abbastanza complicato. La squadra di Inzaghi vince 2-0 in casa del Venezia con i goal di Calhanoglu e Lautaro Martinez (calcio di rigore). Da segnalare la scelta spregiudicata di Simone Inzaghi che sperimenta Bastoni al centro della difesa, affiancandogli Dimarco come terzo centrale. Scelta spregiudicata e coraggiosa ma che si rivelerà adatta. Abbiamo faticato un po' più del dovuto e in prospettiva si è visto che la rosa non è così completa e impeccabile. Aspettiamo qualche novità dal mercato di gennaio. Anche in prestito. La Primavera invece ha affrontato una vversario ostico, ma ha avuto la meglio con la squadra messa in campo da Chivu che, considerando le assenze (i 2005 ad esempio erano con la nazionale) è sicuramente la migliore. Decisivo l'ingresso di Fabbian (autore del primo goal), sugli scudi oltre Fabbian, Rovida e Zanotti su tutti. Poi Sangalli, Abiuso e soprattutto Iliev, autore del secondo goal.


