Un gruppo senza uguali per compattezza e solidità mentale: Roma – Inter 2-2

Negli anni i nostri dirigenti e allenatori hanno saputo forgiare un gruppo che unisce alle ottime qualità tecniche di quasi tutti, un orgoglioso senso di appartenenza, una volontà indomita e una determinazione feroce. Proprio questi fattori hanno sempre fatto la differenza, ma sono diventati determinanti nel momento in cui il nocciolo duro della squadra comincia a evidenziare i segni dell'usura dopo sette anni di gran gioco e di successi, senza più aver avuto innesti e integrazioni all'altezza. Qualcuno se n’è andato senza essere sostituito adeguatamente; altri che sono rimasti ma per motivi di età non possono offrire la stessa continuità di rendimento che in passato, non sono stati sostituiti o affiancati da giocatori che almeno al momento si possano considerare capaci di emularli. Quindi il fatto che questa stagione sia stata caratterizzata fino ad ora da un andamento costante nelle singole partite, non si può considerare come un caso. Andiamo spesso in svantaggio, anche doppio, poi siamo in grado di recuperare. Non ci siamo riusciti a Madrid, ma in questo caso parliamo di un avversario che era evidentemente troppo forte per fare qualche cosa del genere. Anche lo scorso anno avevano iniziato con problemi nella fase difensiva. Poi l’allenatore e il suo staff hanno trovato l’assetto efficiente. Solo che la sensazione è che il solo lavoro di Chivu non possa bastare quest’anno senza essere supportato da prestazioni di grande livello e di continuità da parte di Stones di Spence. Resta poi il problema relativo Calhanoglu, che al momento non ha un sostituto all’altezza e quello che, stando al centrocampo, riguarda il ritardo nell’inserimento di Curtis Jones, cui va ovviamente concesso del tempo, ma che per ora non sembra essere il “crack” desiderato. Fiducia a Chivu ovviamente e nel suo lavoro. Per venire alle prestazioni individuali, la prestazione di Lautaro è stata semplicemente enorme, per i goal, ma pure per la straordinaria capacità di trascinare i compagni e per la sua determinazione feroce. Molto positivo anche il lavoro di Emiliano Bigica con la Primavera: i risultati e la crescita di alcuni giovani parlano per lui. I nostri hanno battuto tre a due il Monza: goal di D’Agostino e doppietta di Carrara. Da segnalare, su tutti, le prestazioni individuali di Rocca, un treno e una spina nel fianco della difesa brianzola, che non lo prende mai, determinante nelle prime due reti, e proprio di Carrara. Sette goal in cinque partite, non tutte giocate integralmente. Lui e Rocca sono sempre stati forti, ma in questo avvio di stagione sono apparsi proprio irresistibili. In categoria.

La partita nel suo contesto, considerazioni in… libertà: Atletico Madrid – Inter 1-2

In questa stagione, con le sole eccezioni delle partite con Udinese e Roma, abbiamo perso con le squadre forti, spesso non sfigurando; vinto con le altre, a volte segnando parecchio. La tendenza è chiara: segnare abbastanza, magari non tanto con le punte che sarebbero deputate a ciò, ma subire troppo. Soprattutto non riusciamo a gestire le situazioni favorevoli, una volta conquistate. Andare in vantaggio o recuperare un risultato per noi infatti non è quasi mai una garanzia di conclusione positiva del match: spesso veniamo rimontati sia esponendoci comunque al contropiede, sia quando ci abbassiamo troppo e non riusciamo a “uscire”. Le marcature sui calci piazzati e sui traversoni lasciano spesso a desiderare. Contro l’Atletico siamo risultati primi per possesso palla, tiri verso la porta, tiri in porta, percentuale di passaggi riusciti, passaggi per la tre quarti avversaria e addirittura negli ultimi trenta metri, per xG… Ma tutto questo non è bastato, non basta e non può bastare. Contro l’Atletico abbiamo pagato: a) La mancanza di un portiere all’altezza; b) La mancanza di un centrocampista di peso e di sostanza atletica; c) Nonostante l’arrivo di Bonny, sicuramente un innesto positivo, il mancato acquisto di un attaccante in grado di sgretolare con iniziative individuali, il sistema difensivo avversario. Certo, l’improvviso calo di Sommer, forse, non si poteva immaginare, anche se il fatto che ricorrano da mesi le voci su interessamenti per altri portieri sembra indicare il contrario. Le altre due carenze erano state però individuate ed erano stati anche trovati i giocatori che avrebbero potuto colmarle (Koné e Lookman)… Nel post anche considerazioni sull’Under 23 e sulla Youth League. Malino, come sempre, l’U23: non tanto sul piano dei risultati, ma per quello che riguarda i giocatori che si mettono in mostra, visto che sarebbe questo l’obiettivo di questa squadra… La squadra di Youth League, invece, ha pagato l’eccesso di… gioventù. Le speranze principali sono qui riposte su Jamal Iddrissou.