L’Inter che domina… non c’è più: Inter – Shakhtar 1-0

Contro lo Shakhtar non abbiamo dovuto recuperare il risultato, ma in un certo senso è stato ancora peggio, visto che siamo rimasti in dieci, senza che prima, in oltre un’ora di gioco, riuscissimo ad imporci. Come tante altre volte in questa stagione abbiamo poi comunque raggiunto il risultato non imponendoci per il dominio di squadra, ma affidandoci alla grinta, all’orgoglio (che ai campioni non viene mai a mancare) e a qualche giocata individuale, retaggio rimasto di un sistema di gioco che per funzionare ha bisogno di interpreti abili e tutti al top. L'elemento positivo fondamentale resta la conferma della solidità e la compattezza morale di un gruppo che non ci sta a farsi mettere sotto. A questo si aggiunge la condizione ottimale di qualche singolo (Carlos Augusto, Thuram, lo stesso Bonny: aldilà dell'espulsione anche Bastoni tutto sommato in un ruolo non abituale aveva disputato una partita autorevole) e, almeno ieri, va considerata la ritrovata sicurezza di Pepo. Tra i fattori preoccupanti, almeno in questo momento: a. Il mancato contributo dei nuovi acquisti: dei tre inglesi in particolare; b. La fatica che fanno i giovani a imporsi. Poi ci sono aspetti che possiamo definire come strutturali. L’assenza di un centrocampista “da recupero palla” e la carenza di centrali di grandissimo affidamento. Sono stati decisivi per invertire l’andamento della gara, i cambi avvenuti al quarto d’ora della ripresa: fuori Spence per Diouf con la speranza di attaccare più alti e più spesso; fuori Dimarco per Bisseck, con un giocatore a destra più veloce alle spalle di un meno posizionale (Diouf) e a sinistra una maggiore accelerazione nelle spinte data la condizione di Carlos; fuori Calhanoglu per Zielinski. Dopo l’espulsione di Bastoni, Chivu passa al 351, ma non rinuncia ad offendere, Mkhitaryan, autore di una prova straordinaria e dell’assist decisivo, è in grado di inserirsi da seconda punta, e le fasce a livello intermedio avevano due uomini di grande corsa e freschezza (Diouf e Carlos). Proprio dai cambi di giocatori (Zielinski e Mkhitaryan) e di ruolo (Carlos) è venuto il goal, favorito anche dal grande lavoro e in particolare di Thuram negli ampi spazi e di Barella per rafforzare il centro destra nella fase difensiva. Tutti vogliamo un’Inter che aggredisce gli avversari, li tiene lontani dalla nostra area, li travolge con la qualità dei suoi costruttori di gioco e la potenza delle punte. Ma bisogna essere nelle condizioni di poter sviluppare e reggere questo atteggiamento. Al momento, serve maggior accortezza e un po’ di calcolo. Quando tornerà Lautaro, quando i tre inglesi si saranno affermati, quando Dimarco e Calha torneranno al top e quando con il lavoro si saranno affinati i meccanismi e le tempistiche in fase difensiva, si potrà tornare a vedere un’Inter “bella”, anche se, concordo con Bastoni, la squadra non è più quella delle due finali.

Tutto non è possibile: Young Boys – Inter 0-1

Non era un match facile e lo sapevano tutti. Dal 28 settembre venivamo, in un mese circa, da quattro vittoria e un pareggio ottenuto a Manchester con il City. Di queste quattro vittorie solo quella con la Stella Rossa è stata larga e ha consentito una certa turnazione in corso d'opera. Nelle altre abbiamo sempre vinto per un goal: quindi sono state combattute fino all'ultimo minuto di recupero. Inoltre abbiamo molti nazionali e in un mese la maggior parte dei nostri non ha giocato cinque partite, ma sette... E alcuni infortuni e la necessità di conservare qualche riserva di energie per la prossima partita contro la Juventus, ci hanno costretto a un turn over "fortissimo". Dopo l'ingresso dei quattro campioni (le due punte, il laterale di spinta Bastoni e il "fantasista" Dimarco) la partita è cambiato e l'azione del goal, dove Dima, Lauti e Thuram sono stati protagonisti, lo dimostra. Thuram migliore in campo: la sua importanza si vede quando non c'è. Con lui e Lauti tutta la squadra gioca meglio. Il goal è da vera prima punta, che prende il tempo al difensore e con un tocco preciso gela il portiere avversario. Veniamo alla Youth League. Ci sono quattro considerazioni fondamentali su cui si concentra il commento alla vittoria per tre a due dei ragazzi di Zanchetta: 1. La vittoria è meritata anche se non è stata facile; 2. Si è avuta la conferma che questa squadra può far meglio in Europa che in campionato; 3. Si è avuta la conferma che i vivai delle principali squadre straniere (e quindi delle nazionali, giovanili e non) possono vantare l'enorme vantaggio di essere costituite per metà o oltre da calciatori di origine extracomunitaria, immigrati recenti o di seconda generazione, ma integrati; 4. La nostra rosa possiede giocatori di grande qualità, ma non ancora maturi, fisicamente o mentalmente, per il grande calcio e giocatori più pronti fisicamente, ma al momento meno dotati fisicamente... Tutti i contenuti sono sviluppati all'interno del post.

Magari fosse sempre Viktoria Plzen

Magari fosse sempre Viktoria Plzen! Sia la prima squadra che l'Under 19 di Christian Chivu con la doppia vittoria contro i cechi, si qualificano al prossimo turno e entrambe le squadre lo fanno dopo un'ottima prestazione che ha dato solo segnali positivi e confortanti anche in considerazione delle difficoltà incontrate nel cammino in campionato fino a questo momento. Per quanto riguarda la prima squadra, sono premiate le scelte dell'allenatore Simone Inzaghi. Sugli scudi le prestazioni di giocatori più esperti come Dzeko, Mkhitarya e Acerbi, che hanno dimostrato la verità che nelle partite decisive, dove la pressione è enorme, l'essere temprati per queste situazioni, anche a parità di valori tecnici e atletici sia un vantaggio determinante (lo stesso è stato anche per la partita di campionato di Firenze). Benissimo Dimarco e anche Bastoni per il contributo dato in fase offensiva. Tutto bene quindi ma restano problemi che riguardano le sofferenze della difesa, il fatto che tutto giro bene solo quanto i nostri elementi chiave sono al top e poi la madre di tutte le questioni, ovvero quella relativa alla proprietà. Come abbiamo detto, poi, anche l'Under 19 passa il turno nel girone, alle spese di un Bayern che a Milano era apparso molto forte. Un'impresa che sembrava impossibile dato che in campionato il cammino qui è a dir poco disastroso. Nel post ci sono diverse considerazioni interessanti per quello rche riguarda questa squadra e ci si sofferma poi in particolare su due giocatori come Iliev e Valentin Carboni che sono senza dubbio due tra gli elementi da tenere d'occhio. Per il resto fiducia nel mister Chivu che interprete della nuova filosofia societaria, sta rischiando in prima persona.

La partita, l’Atalanta, il sistema arbitro + VAR, la classifica. E un cenno alle nostre giovanili

Ricco post che concentra la propria attenzione in particolare sulla partita di sabato sera contro l'Atalanta e termina con il pareggio di 1-1 con le reti di Lautaro Martinez e di Gosens. Risultato ottenuto al termine di una partita oggettivamente molto difficile per le condizioni attuali e per la forza della squadra orobica, che in questo momento ci è superiore e ci ha dominati sul piano dello sprint, ovvero la cosiddetta "gamba", e della forza. Analizziamo quindi l'andamento della partita e quelle che sono state le scelte arbitrali e il cosiddetto "sistema arbitro + VAR" e lo stato della classifica. Chiusura con i risultati delle giovanili: le nostre selezioni (tranne l'Under 18, che però non ha giocato) hanno vinto tutte, compresa la Primavera, anch'essa (come la prima squadra) in questo momento con la rosa falcidiata dalle molte assenze.