Vittoria in scioltezza, ma… senza illusioni: Lazio – Inter 0-3

Foto: il gruppo si raccoglie attorno ad Henrik Mkhitaryan. Seconda rete consecutiva per l’armeno.

Entrambe le squadre hanno fatto ricorso ad un discreto turn over, ma non è questo il solo elemento da tener presente nel considerare questa partita.

Infatti altra cosa è giocare per un match di modesto interesse pratico oppure addirittura disputare una finale di Coppa che può rendere un stagione trionfale, per noi; positiva comunque per la Lazio

Poi c’è anche da considerare l’apporto del pubblico di casa, ieri ancora semi-assente, mentre  in finale si farà sentire eccome!

Il nostro turn over è meno consistente del previsto, soprattutto perchè inizialmente viene confermata la coppia Lautaro – Thuram che sicuramente è un grande punto di forza che aiuta tutta la squadra a dare il meglio.

Gioca quindi Pepo per Sommer, Acerbi per Akanji, Sucic (o Miki, fate voi, per Zielinski, Carlos per Dima).

Mancano anche Calha e Dumfries, sostituiti  rispettivamente da Sucic (o Miki) e da Diouf, ma questi non per turn over: speriamo almeno che siano disponibili per la finale.

Nel primo tempo, giocato dalle due squadre senza particolari accorgimenti tattici, si vedono sprazzi di grande Inter che comunque tiene il campo da dominatrice.

Basti pensare che da una parte ci sono stati i due nostri gol e diverse altre occasioni, mentre l’xG dei laziali è incredibilmente pari a 0 (zero).

Il copione prosegue inalterato anche per il primo quarto d’ora della ripresa, poi l’espulsione di Romagnoli e il terzo gol nostro, insieme alle sostituzioni, cambiano la partita.

Mentre noi abbiamo ancora qualche occasione, una con l’esordiente Mosconi, 2007, la Lazio prende l’iniziativa con molta continuità e costruisce diverse palle gol, mettendoci in difficoltà: Pepo deve prodursi in un ottimo intervento su Isaksen e, loro mancano un paio di gol da situazioni favorevolissime e  due volte recuperi prodigiosi dei nostri difensori evitano il peggio.

Naturalmente è normale che in vantaggio di 3 gol con tant seconde linee in campo e con una finale dopo 3 giorni, la squadra abbia mollato un po’ soprattutto sul piano della concentrazione.

Tuttavia questo fatto deve accendere più di un campanello d’allarme in vista del match di Coppa Italia: la Lazio, anche lei incompleta, ha mostrato che quando spinge (e contro di noi lo ha fatto in inferiorità numerica) ha gli uomini per farci male.

Soprattutto però non possiamo pensare che in una finale subiscano passivamente la nostra superiorità come è stato ieri per più di un’ora.

Sarà molto diversa la grinta, la determinazione e l’attenzione tattica, soprattutto sulle fonti del nostro gioco.

Soprattutto sarà diversa la situazione psicologica: noi non dovremo correre il rischio di sentirci superiori, loro avranno mille motivazioni per cercare di sovvertire il pronostico con un’impresa contro i campioni d’Italia.

Veniamo subito, quindi, alle pagelle perché altre considerazioni non appaiono importanti a questo punto dlla stagione.

Ecco, forse possiamo dire, salvo smentite non… auspicabili, che la condizione atletica e la voglia di giocare e divertirsi da parte dei nostri sembrano ancora intatte.

Le pagelle

Pepo Martinez:

un ottimo intervento sulla conclusione di Isaksen, quando si era ancora sul 2-0 se non ricordo male. Per il resto un presenza rassicurante nelle uscite.

6.5

Bisseck:

implacabile nella marcatura, quando spinge diventa un fattore. Va anche vicinissimo alla soddisfazione eprsonale.

7

Acerbi:

poco impegnato nel primo tempo, quando l’offensiva laziale è stata irrilevante, soffre un po’ di più nel finale, dopo i cambi.

6

Bastoni:

al solito svolge cn puntualità il doppio compito di contenimento e propulsione. Qualche difficoltà gliela provoca il solito isaksen, che contro di noi è spesso pericoloso.

6

Diouf:

è la rivelazione della partita. Complice il fatto che la Lazio non lo impegna molto in fase difensiva, lui parte molto largo, aprendo la difesa avversaria, per poi improvvisamente accentrarsi, aggiungendosi alle due punte e destreggiandosi bene anche sullo stretto, come in occasione del gol di Sucic.

7.5

Barella:

il solito dinamismo incontenibile, ma in più, come quando è ispirato, una grande capacità di pulire palloni, destreggiandosi anche sullo stretto, per poi avviare al meglio le ripartenze.

Fondamentale.

7

Sucic:

le sue qualità tecniche non sono mai state in discussione, ma ra, impiegato anche da play che è un ruolo delicato evidenzi buoni progressi anche sul piano della fisicità e del contrasto. La corsa l’ha sempre avuta (spesso contende a barella la leadership dei km percorsi), il tiro anche.

7

Mkhitaryan:

solita grande prestazione da professore in materia calcistica. Intelligenza mobilità e mezzi tecnici superiori gli consentono di affermarsi in copertura, leggendo le linee di passaggio, nella costruzione e persino in fase conclusiva (secondo gol consecutivo).

7

Carlos:

si conferma giocatore prezioso. In fase di spinta non ha il piede di Dima, ma copre la fascia con grande continuità, dà sicurezza nelle fasi di copertura (come dimostra il salvataggio su Isaksen).

Raramente si esprime da otto, ma non scende mai sotto la sufficienza piena.

6,5

Lautaro:

ancora una prestazione da giocatore di valore mondiale.

Sa fare tutto e soprattutto facilità il gioco dei compagni. In area è un rapace inarrestabile.

Difficile trovare aggettivi nuovi per definirlo.

Proviamo con inimitabile.

7.5

Thuram:

si vede che adesso sta bene: aggressivo, continuo, autentica spina nel fianco della difesa laziale, sa rientrare per dialogare, sa andare negli spazi, sa difender palla ein area fa valere la sua fisicità come in occasione del colpo di testa con cui fornisce l’assist a lauti per il primo gol.

7

(Frattesi:

con Bonny è il primo cambio, a inizio ripresa. Giocatore che non si risparmia, ha qualche limite in fase di costruzione del gioco, ma la sua caratteristica è quella dell’incursore e infatti in questa veste si crea un paio di occasioni- In particolare si procura una limpida palla gol sulla quale la conclusione di sinistro non è… irresistibile.

6)

(Bonny:

secondo me alterna buone giocate che lasciano intravedere potenzialità interessanti – come in occasione dell’assist fornito a Miki – a qualche ingenuità nella ricerca eccessiva del ‘numero’.

E’ giovane e sembra avere ulteriori margini importanti di miglioramento.

6+)

(Dumfries:

una buona mezz’ora nella quale si preoccupa soprattutto della fase difensiva considerando l’ampio vantaggio già acquisito e la superiorità numerica.

6)

(L. Henrique:

entra a mezz’ora dalla fine prendendo il posto di Bastoni e secondo me disputa una gara ordinata in tutta sicurezza. Rilevante la deviazione che toglie a Noslin la soddisfazione del successo personale).

6+)

(Mosconi:

è difficile immaginare la gioia che prova un tifoso quando vede in prima squadra un ragazzo che aveva cominciato ad ammirare sui campi fangosi della periferia milanese.

Lui giocava insieme  a Mancuso e Iddrissou negli esordienti e già allora si vedeva che aveva qualità fuori dal comune. Con loro c’era anche Ciardi, poi andato all’estero e rientrato ora al Parma.

‘Mosco’ giocava in prevalenza de esterno sinistro e segnava caterve di gol anche nei tornei internazionali (ricordo gol a grappoli contro Liverpool e juve, per esempio). Le sue doti migliori sono una buona velocità fiut del gol e soprattutto rapidità e precisione di calcio.

Ha due anni meno di Pio e di Ale Stankovic e quindi non gli manca il tempo per crescere ulteriormente.

Intanto ieri in pochi minuti è già riuscito ad andare vicinissimo al gol

7 di stima)

All. Chivu:

comunque vada la sua carriera in futuro, Cristian resterà per sempre il ‘mio’ mister, come Inzaghi, come Mou, come il Mancio, come Simoni e come HH.

8

(Che si può estendere a 9 se vince anche la Coppa)

Veniamo ora alla partita della Primavera, disputata venerdì, in attesa di completare il quadro del weekend neroazzurro con le partite delle fasi finali disputate dalle nostre squadre più giovani.

U20: Inter – Hellas Verona 4-2 (Kukulis 2, Maye, Zarate)

Ho visto il match di venerdì pomeriggio a Interello e provo ad esprimere alcune considerazioni personali.

Soprattutto per chi non abbia assistito alla gara neppure su Sportitalia.

Ci giocavamo contro l’Hellas le ultime ridotte possibilità di accesso ai play off e la cosa sembra inverosimile alla luce di quanto la squadra ha mostrato venerdì ma anche in tutte le prestazioni di Youth League.

Contro gli scaligeri abbiamo dominato e ci siamo trovati due punti sopra l’Atalanta, che però poi ha recuperato  la partita casalinga con il Monza e vincendo per 1-0 si è riportata avanti di un punto..

Nell’ultimo turno i bergamaschi affronteranno la juve e noi il Genoa. Noi dovremmo vincere e l’Atalanta chiudere almeno in pareggio una delle due partite che le restano, per poter accedere ai play off.

Impresa poco probabile, ma si deve non lasciare nulla di intentato perché sarebbe un vero peccato, vista la forza obiettiva della squadra, restare fuori dalle fasi finali.

Rispetto al solito la squadra, contro l’Hellas ha mostrato una grande novità e un elemento di continuità.

La novità è costituita dalla debordante forza offensiva: 4 gol, tre pali, un rigore negato, diverse occasioni sbagliate e alcuni grandi interventi del portiere ospite certificano questa situazione.

L’elemento di continuità è costituito dalla fragilità del sistema difensivo: due gol subiti e un palo, diversi pericoli sventati anche con un pizzico di fortuna e soprattutto una partita che era chiusa, due volte riaperta..

Per quanto riguarda la produzione offensiva si deve considerare anche che dei quattro attaccanti teoricamente titolari ne mancavano tre (Mosconi, Iddrissou e El Mahboubi).

Tutti e tre, tra parentesi, saranno ancora in età regolare per la primavera del prossimo anno.

Il quarto, Zouin, è invece i limiti di età in questa stagione ed è entrato nella parte finale del match.

Per quanto concerne la fase difensiva si deve sottolineare come Della Mora abbia giocato una buonissima gara, ma soprattutto i due centrali e Maye a sinistra abbiano dimostrato di essere addirittura dominanti in categoria.

Se ci si aggiunge che in mezzo ‘Cerpe’ è stato brillante come sempre, Mancuso si è destreggiato da par suo sia da attaccante che da centrocampista e Zanchetta e Zarate hanno dominato il centrocampo, non si capisce come l’Inter si trovi in questa condizione di classifica.

Certo, il Verona non è la Fiorentina o la Roma, ma è compagine dignitosissima di metà classifica.

Quello che fa impressione è come, con una difesa a livello di singoli assolutamente fortissima in categoria, ci siano state tante battute a vuoto.

Si può pensare che vale la pena prendere tanti gol ma segnarne di più.

Certo, ma non è andata sempre così.

E quando non puoi essere dominante davanti,un po’ di equilibrio forse non guasterebbe.

Oppure si è trattato di condizione, ma non si capisce come la stessa latitasse nella partita decisiva contro il Bologna, pochi giorni prima e poi sia esplosa contro l’Hellas.

Insomma secondo me ci sono tanti elementi di riflessione per gli addetti ai lavori, compreso quello sull’utilità di sali-scendi frenetico, che finisce per togliere certezze e punti di riferimento anche ai giocatori più… ‘stanziali’.

Sbaglierò ma secondo me formare le squadre a inizio stagione, anche facendo slittare verso l’alto parecchi giocatori più pronti, per alzare il livello delle loro difficoltà, è giusto.

Ma, una volta stabilite le varie rose, i passaggi devono essere più contenuti, per consentire alle varie squadre di avere un’identità consolidata, senza la quale anche i singoli non riescono a esprimersi al meglio.

La partita è anche l’occasione per tornare sul concetto di calcio spettacolo, di atteggiamento offensivo, su cui secondo me si è troppo spesso lapidari e diciamo così si trascurano una serie di considerazioni importanti.

Che il calcio spettacolo e le partite che finiscono 4-3 attraggano maggiormente lo spettatore neutrale rispetto a  quelle difensive, da zero a zero, è un fatto scontato.

Ma, per esempio, io ho dubbi sul fatto che i tifosi del Bodo sarebbero stati più contanti di perdere spettacolarmente per 4-3 la partita di San Siro con l’Inter.

Credo anche che Barcellona e Bayern l’anno prima, se avessero curato meglio la fase difensiva, pur attaccando in prevalenza, nelle due partite con l’Inter, non  sarebbero state eliminate.

Perché disponevano di un potenziale offensivo comunque superiore  e forse bastava essere un po’ più accorti per avere la meglio.

Voglio dire che esiste certamente un modo di giocare più accattivante, ma non esiste un atteggiamento di gioco capace di assicurarti sempre l’esito migliore di una tua gara.

Chiaro che sei sei enormemente più forte devi attaccare e aggredire alto.

Chiaro che se hai attaccanti fortissimi e difensori un po’ meno,  devi sfruttare il punto di forza.

Chiaro che se sei fortissimo e incontri un avversario fortissimo devi solo provare a prevalere.

Un allenatore deve avere la percezione esatta delle possibilità della sua squadra e deve sfruttarle non nel modo più spettacolare, ma nel modo più conveniente: se il modo più conveniente è anche quello più spettacolare, meglio per la sua squadra e per la…pubblicità del calcio.

Me se non sei un super colosso devi necessariamente curare la fase difensiva, non solo quando aggredisci alto, ma anche quando devi rientrare e quando vieni aggredito tu, perché ci saranno questi momenti e queste situazioni.

C’è chi è convinto che Allegri se allenasse il PSG  giocherebbe in contropiede: io non ho questa certezza, ma dico che se fosse vero Allegri dimostrerebbe di essere un allenatore con dei limiti

Tornando alla  partita della Primavera e al campionato, ci sono delle considerazioni da fare: l’Inter ha subito 60 gol, molti più di tutte e ben 10 più dell’ultima in classifica, pur avendo difensori individualmente di grandissima qualità in categoria.

Il Parma, secondo in classifica, ne ha subiti 26 in meno.

Noi ne abbiamo segnati 68 come il Cesena e un po’ più delle altre.

I nostri attaccanti titolari si chiamano Mosconi, Iddrissou, Zouin, El Mahboubi.

Le alternative Kukulis, Carrara, Mancuso, Pinotti, Moressa, ecc.

Quali altre squadre hanno un attacco di questo livello?

Ma quale è stato ad oggi il risultato di un’ evidente squilibrio offensivo? Il settimo posto provvisorio, a una giornata dal termine della regular season.

Non voglio dare la responsabilità  a nessuno.

Forse si è addirittura seguito un percorso virtuoso per la crescita dei ragazzi, che si abituano a costruire gioco più che a bloccare quello avversario, migliorando così la loro preparazione tecnica e ‘mentale’.

Voglio solo far notare che ci sono tante situazioni e tanti elementi da considerare: se esiste sicuramente il tipo di gioco più spettacolare, non sempre a parer mio risulta anche più redditizio.

E in ogni caso la cura della fase difensiva è fondamentale anche nelle partite di attacco.

Sulla partita non c’è molto altro da dire. se non che abbiamo dato una dimostrazione di forza importante, che però deve avere un seguito, già dalla partita difficile di Genova.

Mi piacerebbe solo poter rivedere al rallentatore tutte le occasioni in cui abbiamo rischiato.

Per capire gli errori eventuali (c’è anche la bravura degli avversari, ma i dati che ho riportato prima dimostrerebbero che qualcosa si può migliorare).

Vediamo comunque le prestazioni individuali.

Taho:

battuto solo da un tiro imparabile e da un calcio di rigore, molto reattivo in altre occasioni e sicuro sempre.

7

Della Mora:

è il meno fisicato dei quattro difensori, ma se la cava bene in marcatura, con grinta e concentrazione e quando c’è da spingere non si fa pregare, tanto che colpisce un palo clamoroso.

7

Bovio:

spettacolare per lettura delle azioni, tempi   e pulizia di interventi. A me ricorda tanto il Bettella delle nostre giovanili, ma la speranza è che faccia molto meglio in carriera.

7.5

Jakirovic:

era arrivato con grandi speranze, inizialmente non le aveva confermate, poi è cresciuto gradualmente. Oggi in categoria si deve ritenere assolutamente un top.

7.5

Maye:

tempo fa mi avevano detto che si sentiva un po’ sottovalutato. In effetti sembra entrarci poco con questa categoria. Potenza, elevazione, progressione devastante non sono da campionato primavera. Il gol segnato è da cineteca.

8

Cerpelletti:

da play o da mezz’ala le sue doti tecniche si impongono sempre. Qualità ma anche ritmo e giusta cattiveria agonistica. Se mette forza….

7.5

Zanchetta:

aggiunge sicuramente potenza al centrocampo dell’Inter. Tecnicamente irreprensibile, non è velocissimo, ma legge bene il gioco e si muove in anticipo.

7

Zarate:

sembra tornato ai livelli di qualche tempo fa. Si fa aprrezzare nelle due fasi e quando Mancuso lo lancia alla perfezione, non dà scampo a Borghi.

7

Mancuso:

schierato per più di un tempo da ala, se la cava, confermando la sua duttilità, ma è poco nel vivo del gioco. Con l’ingresso di Zouin passa a fare l’interno e regala un assist bellissimo a Zarate per il quarto gol.

6.5

Kukulis:

due gol, una traversa clamorosa e una partita genrossia sempre a lottare contro due difensori. In grande crescita.

8

Pinotti:

prestazione positiva dell’ez comasco che supera spesso il diretto avversario in dribbling e mette palle importante, tra cui quella era il primo gol di Pinotti.

Si è irrobustito e ora è molto più insidioso.

7

Marello:

entra nel corso del secondo tempo e si perde l’uomo, consentendo a martini di accorciare le distanze.

Dopo la partita col Bologna, conferma di non essere al top della condizione

6-

Zouin:

velocità e progressione, anche con la palla al piede sono impressionanti. Non lo prendono mai. Mette buone palle e dopo un’azione personale i cui semina avversari sfiora il gol personale

7

Nenna:

entra e fa quanto richiestogli con tranquillità.

s.v.

Giecj:

una dozzina di minuti per il 2009 che riesce a giocare qualche buona palla.

s.v.

All. Benny Carbone:

dopo un’ottima YL, la sua squadra in campionato si sveglia un po’ tardi.

6

Luciano Da Vite

221 pensieri riguardo “Vittoria in scioltezza, ma… senza illusioni: Lazio – Inter 0-3

  1. Under 18: Inter Bologna 5-3 (Carrara 2, Franchi, Strand Maghlout)…Anche se a me era sembrato che una gol l’avesse fatto D’Agostino

    Sembrava una partita inutile, è scaturito un match davvero straordinario.

    Sembrava inutile perché l’Inter aveva abbondantemente vinto il campionato e quindi si era già qualificata come prima testa di serie per la final four, mentre il Bologna, sicuro del terzo posto avrebbe comunque affrontato nei play off la sesta classificata.

    Poteva essere un match di amichevole avvicinamento e preparazione alle fasi finali, anche perché il caldo opprimente, nel primo pomeriggio di Interello, sembrava dissuadere le squadre da un impegno troppo dispendioso.

    Invece è stata una battaglia, senza esclusione di colpi, per tutti i tiratissimi 90 e più minuti.

    Ho sempre sostenuto che i play off sono indispensabili nei tornei con più giorni; invece in un campionato nazionale sportivamente mi sembrano  un non senso: chi ha dominato una stagione rischia di perdere tutto in un incontro secco, deciso magari da un palo, da un rimpallo sfortunato, da un errore arbitrale.

    L’ho sostenuto anche quando questo meccanismo ha giocato a nostro favore: incredibile per esempio che la Primavera, dopo aver agguantato il sesto posto all’ultima giornata, avesse ancora la chance per vincere il titolo.

    Fattori extra calcistici portano a queste scelte, anche se, almeno per i giovani, bisogna ammettere che i play off – per chi li gioca – alzano il livello di difficoltà e possono costituire un fattore di accelerazione della crescita.

    Non conosco il Bologna abbastanza per dire quali scelte di formazione abbia fatto; al contrario penso che le decisioni di Fautario tenessero conto della necessità di ruotare tutti i giocatori, in questa partita e nella prossima amichevole contro il Brescia, per averli tutti pronti in occasione della semifinale.

    Se guardiamo la formazione schierata inizialmente, senza entrare nel merito di chi può essere considerato titolare e chi alternativa, perché non è proprio il caso, possiamo constatare che questo gruppo, senza poter contare forse sul Bastoni, sul Barella, sul Palestra, sul Pio Esposito di turno, dispone di un numero straordinario di giocatori di qualità che in categoria sono in grado di eccellere. 

    In futuro…si vedrà

    Ecco la formazione iniziale:

    Farronato

    Lissi Pavan Peletti Sorino

     Putsen  La Torre Kartelo

    Konteh Strand Franchi

    Tutti 2008, tranne Konteh che è 2009

    Adesso riporto i nomi di chi era in panchina o assente per infortunio, ecc. 

    Chiunque segua un po’ il settore giovanile può rendersi conto che oltre agli undici schierati inizialmente ci sono almeno altri 15 giocatori che probabilmente sarebbero titolari ovunque o quasi.

    Panchina:

    Lleshi, 2009 nazionale albanese

    Moranduzzo

    Breda

    Machiewitz

    Grisoni Fasana

    D’Agostino

    Vukaj

    Carrara 

    Maghlout

    Non convocati: (tutti 2008)

    Jakirovic

    Bovio

    Marello

    Virtuani 

    Vukoje

    Moressa

    Sono in tutto 26 giocatori, senza contare altri 2009 che hanno più volte giocato, e bene, con i 2008)

    Detto questo veniamo alla gara, la quale oltre che  avvincente, è risultata interessante per vari aspetti.

    Secondo me ha spiegato per l’ennesima volta il fascino del calcio.

    Nessun ragionamento sulla consistenza tecnica, atletica e sull’atteggiamento tattico, per quanto fondato, nel calcio mette al sicuro da sorprese.

    Infatti nell’arco della stessa gara abbiamo assistito a due partite completamente diverse.

    Il primo tempo finisce 2-0 per loro (che sono comunque una squadra di altra classifica e lo meritano).

    Noi lunghi e poco incisivi, spesso battuti sugli anticipi e sulle seconde palle, attacchiamo con poco costrutto e lasciamo spazi per loro, che sanno ‘aprirli’  benissimo e presentarsi con micidiali ripartenza (fortissimo il numero nove Lo Monaco: 33 gol e 15 assist in stagione, tra Primavera e u18).

    La partita sembra segnata, ma nell’intervallo accade qualcosa difficile da spiegare con elmetti di natura tecnica,  atletica o tattica: fatto sta che entriamo come furie e in una ventina di minuti segniamo tre gol, concludiamo a rete pericolosamente in almeno altre 5 occasioni.

    Concediamo ancora qualche ripartenza, ma in misura meno rilevante.

    Poi incredibilmente, mentre siamo in pieno controllo, subiamo il 3-3, su un rimpallo sfortunato nei pressi della nostra porta.

    Niente paura, ripartiamo con tanta qualità soprattutto sullo stretto e realizziamo un’altra doppietta.

    La partita ha dimostrato un’altra cosa, secondo me.

    A noi, parlo di Inter ma non credo che sia un discorso isolato nel panorama calcistico nazionale, non mancano i giocatori di grande tecnica.

    Mancano i grandi atleti dotati di tecnica molto raffinata.

    Nella nostra squadra ci sono diversi giocatori che hanno un’abilità nel trattare la palla superiore quella di moltissimi che praticano la serie a.

    Solo che poi molti di loro faticheranno a reggere la serie C. (spero di no, ovviamente, ma i riscontri del passato vanno in questa direzione).

    Adesso avanti con la preparazione per le due (speriamo) partite di finale. Abbiamo probabilmente la squadra più forte, ma non è lecito crearsi illusioni: solo se riusciremo tutti a dare il 100% riusciremo a farcela.

    La nostra Primavera è l’unica squadra arrivata ai play off tra quelle che hanno l’Under 23 e i 2008 che hanno dato un grande contributo, hanno stravinto il campionato e si giocano la semifinale.

    Sono andate avanti anche U17 e U15, mentre l’U16  si gioca oggi nel ritorno a Parma l’accesso alla final four.

    Non male direi, anche se il focus deve essere sempre sulla formazione di giocatori per la serie A, se non proprio (o non subito)  per la prima squadra nostra

    Mini pagelle

    Farronato:

    Prende tre gol ma è incolpevole. Solo sul terzo forse poteva far meglio, ma si era in mischia e dovrei rivederlo per avere certezze. Per il resto, molto sicuro

    Lissi:

    Non è al meglio e si sapeva, ma finché è in campo non fa mancare la sua spinta e la sua determinazione nei recuperi in velocità 

    Pavan:

    Tra lui e Peletti devono prendersi cura del fortissimo Lo Monaco e ci riescono piuttosto bene,  visto che l’attaccante di Erice non trova mai la via della porta

    Peletti:

    vale il discorso fatto per il compagno di reparto.

    ’Lambe’ è veloce, sempre concentrato e può giocare anche in fascia

    Sorino:

    Davide in categoria è un fenomeno. Spunto pazzesco, abile con i piedi, grintoso ed efficace nelle chiusure. Ha al suo attivo oltre a diversi gol, più di 10 assist. Può diventare Di marco o…giocare in serie C

    Putsen: 

    molto positivo. Nel mezzo si muove sempre con intelligenza e quando ha il pallone nei piedi lo gioca sempre a ragion veduta.

    Vediamo come cresce

    La Torre: 

    Pit mi entusiasma sempre con le sue giocate, la sua capacità di uscire con la palla anche quando pressato, la visione di gioco e la leadership che esprime nel centrocampo.

    Con le debite proporzioni (per ora?) ricorda molto Calha.

    Kartelo:

    Dei tre cc è quello con più statura e quindi forse il meno rapido, ma si muove molto verticalmente e quando viene sostituito legittimamente non ne ha più.

    Konteh :

    Direi l’unica piccola delusione tra i nostri, in questo match. Gioca sotto età, ma ci aveva abituato a una tale prepotenza atletica da non considerare questo fattore.

    Invece si incarta spesso con dribbling inutili  e non riesce ad essere efficace.

    Strand:

    E’ un giocatore longilineo, prima punta da combattimento. Per lunghi tratti del match sembra quasi ininfluente, poi segna un gol, ne offre ai compagni un altro dopo aver vinto una serie di contrasti  e pensi: mah…aspettiamolo

    Franchi:

    Mirko è un altro giocatore con qualità tecniche fiuto del gol e velocità assolutamente di vertice in categoria. 

    Anche lui non è assistito da un fisico dirompente.

    Sarà la crescita muscolare a dirci dove potrà arrivare.

    Tra i subentrati voglio solo citare Moranduzzo, preziosissimo jolly di difesa e centrocampo, in pratica il titolare numero 12; Breda e Mackiewitz che non si discutono, ormai sono collaudatissimi anche a livello di Primavera; Grisoni Fasana che è semplicemente…il Griso. La palla che ‘Macco’ mette sulla testa di Maghlout vale da sola… il prezzo del biglietto.

    Per Carrara parlano i 17 gol più vari assist ottenuti in stagione. Con Cristian in campo, io sto tranquillo sulla nostra pericolosità offensiva.

    D’Agostino è certamente uno dei punti di riferimento di questa squadra. Centrocampista di qualità e di…lotta. 

    Ha al suo attivo più di 15 gol, ma, se  al lmite dell’area risulta pericoloso, lotta con grinta e personalità in ogni settore del centro campo

    Vukaj possiede qualità tecniche indiscutibili, deve solo migliorare agonisticamente

    Infine Maghlout gioca sotto età inizia malino intestardendosi nel dribbling, ma poi si prende il proscenio con un gran col in tuffo, di testa (lui che non è un gigante) e con un’azione personale che porta al quinto gol

    Fautario:

    Per una volta lascio stare la scaramanzia e mi sbilancio prima della final four. Per me Simone, scuola e cuore Inter, è bravissimo

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  2. Questa l’Inter che pareggiando a Parma si è conquistata l’accesso alle semifinali Under 15

     Spanò

    Livella (21′ st Mazza ),

    Pietraru

    Grigioni

    Parisi

    lic (21′ st Barattieri)

    Rigamonti,

    Broinas Tudor,

    Sanogo (44′ st Sare),

    Giovannoni (21′ st Fall ),

    Pititto (12′ st Zoumbare).

    A disp. Beretta, Haka (under 14), Storto, Terzuoli.

    All. Solivellas

    Non sono uno sfrenato sostenitore di mister Solivellas, ma devo riconoscere che ha compiuto un mezzo miracolo portando l’Inter a questa semifinale.

    Secondo me la nostra è una squadra che ha solo alcuni uomini già molto competitivi, ma altri, soprattutto davanti e qualcuno in mezzo, che hanno potenzialità…in prospettiva.

    Bisogna fare molto attenzione al Parma, che a livello di giovanissimi sta lavorando molto bene.

    Gli U15 dei ducali sono molto forti e gli U14 addirittura si sono già assicurati lo scudetto nazionale. Lì c’è qualcuno che lavora molto bene con i ragazzini.

    Cambiando discorso e passando a uno più generale sulla presunta crisi del calcio italiano giovanile, vorrei fare una considerazione che spero non susciti le ire funeste di nessuno.

    Quest’anno ho visto diverse partite di serie C. Una noia mortale. Rarissime le belle giocate, individuali o di squadra.

    Non c’è confronto con il divertimento (o lo spettacolo) offerto dalle partite delle giovanili. Dove si vedono veramente tanti giocatori e tante giocate collettive di qualità. E si può…sognare

    Solo che poi spesso questi talentini quando arrivano in C faticano a …prenderla e quindi a giocare.

    Allora ritorno alla mia idea: non manca la qualità: mancano super atleti con qualità calcistica.

    So che è una visione contro corrente, ma è la mia

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  3. Boh a me sta roba dei super atleti fa sorridere… Mica si parla di vincere i mondiali, si tratta di non qualificarsi da più di un decennio… Poi probabile che in Svizzera, Austria, Galles, Bosnia, Croazia, Serbia, Norvegia, ecc… (tutte nazioni qualificatesi quantomeno a uno degli ultimi 3 mondiali, nonostante una popolazione clamorosamente ridotta rispetto a noi) ne nascano più che da noi (anche solo per una legge statistica è difficile da credere), quindi a questo punto inutile che le istituzioni stiano a pensare a come migliorare, continuino tutti a dormire e prima o poi torneranno a nascere anche qui i super atleti con qualità calcistica.

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  4. Guardiamo il tennis, per esempio, possiamo pemsare che per 40 anni non sono nati super atleti con qualità tennistiche oppure che a mancare fosse un sistema che funzionasse. 

    Quello che stiamo vedendo oggi non è un miracolo piovuto dal cielo (anche se Sinner è un alieno a parte), ma il risultato di una vera e propria rivoluzione organizzativa iniziata una quindicina di anni fa.

    Secondo me sono tre o quattro le mosse della Federazione che hanno cambiato tutto:

    per esempio, prima, se eri un giovane promettente, la Federazione ti sradicava dal tuo circolo e dal tuo maestro storico per chiuderti nel Centro Tecnico Nazionale di Tirrenia. Risultato? Ragazzi devastati dalla pressione e bruciati mentalmente a 18 anni. Oggi il modello è totalmente decentralizzato: i giovani restano nelle loro accademie private con i loro coach, e i tecnici federali girano l’Italia per supportarli e collaborare, non per imporre.

    Poi i tornei Challenger, questa è stata la svolta strategica, a mio avviso, più intelligente. L’Italia ha iniziato a organizzare un numero impressionante di tornei minori (Challenger e ITF) sul proprio territorio, più di chiunque altro in Europa. Per un ragazzo di vent’anni questo cambia la vita: significa poter giocare a livello professionistico quasi ogni settimana senza dover prendere tre aerei e spendere un patrimonio. Fai esperienza “sotto casa”, accumuli punti ATP e cresci senza il peso economico delle trasferte intercontinentali.

    Inoltre, nel 2008, quando il tennis era quasi invisibile se non sulle pay-tv, creare un canale televisivo in chiaro interamente dedicato a questo sport sembrava un suicidio finanziario. Invece ha riportato il tennis nelle case di tutti, ha fatto impennare il numero di tesserati e ha attirato investitori enormi.

    Quindi con i ricavi della tv, la trasformazione degli Internazionali di Roma in una macchina da soldi e il colpo grosso di portare le ATP Finals a Torino, la Federazione si è trovata in mano un budget colossale. La differenza rispetto al passato è che questi soldi sono stati effettivamente reinvestiti per finanziare l’attività giovanile, pagare i viaggi ai ragazzi più promettenti e creare infrastrutture.

    In sostanza: abbiamo smesso di aspettare passivamente la nascita del super atleta, e si è costruito un ecosistema. Se semini in questo modo, poi è normale che i giocatori forti inizino a uscire fuori in maniera più sistemica…

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  5. Concordo, statisticamente non regge pensare solo a sfortuna.

    Serve organizzazione e i livelli minimi li hai.

    Poi chiaro che un Yamal nasca ogni tanto e può essere tuo o spagnolo, ma il movimento, considerando il numero di tesserati maggiore di moltissimi altri paesi, dovrebbe piazzarsi su un livello decisamente migliore.

    Il calcio ha sempre vissuto su presidenti magnati e beneficiando di un’epoca in cui certi livelli di allenamenti erano prerogativa di pochi paesi.

    Con diffusione movimento, evoluzione di allenamenti ecc chi rimane fermo perde posizione. Normale. Qui per eleggere un presidente federale ci vogliono 5 mesi di….promesse elargitive alle varie categorie. Figuriamoci

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  6. Bene, allora speriamo che anche i dirigenti di calcio ciclismo e pugilato, per esempio, costruiscano questo ecosistema modello.

    Io da parte mia continuerò a valutare quello che vedo sul campo: campionati giovanili, nazionali giovanili, campionati di serie C e nazionale maggiore. E, in tutta modestia, continuerò a dire quello che a parer mio ci differenzia negativamente dagli altri, in termini puramente calcistici

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  7. Ma certo Roberto, poi capisco che in Italia è più semplice tenere l’atteggiamento salviniano che chiama “professoroni” tutti quelli che ci provano e col sarcasmo smonta chiunque abbia una proposta perché – da buon dipendente pubblico – è abituato a non far nulla e aspettare che qualcosa si aggiusti da solo (con i risultati che vediamo in questo Paese)

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  8. Scusa Luciano, quindi per te è solo sfortuna?

    Federazione, tecnici ecc. non devono modificare nulla ma solo sperare che “nascano” atleti tecnicamente validi?

    Tre mondiali saltati, e il quarto è il quinto senza passare girone iniziale. 20 anni di crisi derivanti solo da una “sfiga” di madre natura?

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  9. che csa possano o debbano fare non è materia di mia competenza e dunque la lascio agli esperti, quelli riconosciuti dalla loro comunità come tali e non quelli autoproclamatisi.

    Qualcosa si può fare sicuramente. ma io sono solo un modesto professore delle superiori, che non ha fatto un giorno di malattia in 40 anni di lavoro e ha ottenuto e ottiene ancora ringraziamenti e riconoscimenti da colleghi, studenti famiglie superiori (anche un provveditore e un’ex minisrtra di idee opposte alle mie. Dunque come dice Salvini (toh!)sono stato un pubblico dipendente che rubava lo stipendio.

    Per la mia modesta preparazione in proposito non ho ecosistemi da proporre. Ci sarebbero settori da indagare, ad averne le professionalità: mediche, sociologiche, antropologiche, e di tanti altri settori specifici che possono contribuire a speigare e orientare, lavorando in simbiosi.

    Io posso solo sbilanciarmi su quello che vedo continuamente ed esprimere opinioni. Intanto vedo che gli sport popolari di un tempo (calcio, ciclismo, pugilato) vanno male.Sport più di élite (tennis, sci) vanno bene. magari è un caso, per carità. Io segnalo il fenomeno, se può essere di interesse o meno non tocca a me dirlo.

    Poi vedo che nei nostri campionati giovanili la tecnica dei ragazzi abbonda e infatti sia a livello di club (le due splendide YL dell’Inter e i tornei internazionali in cui le nostre ben figurano) sia a livelo di rappresentative nazionali sino ai 20 anni circa andiamo benissimo.

    Poi vedo che il livello tecnico della C è pessimo, ma ui nostri talentini non riescono quasi mai a giocarci. Perché tu puoi essere un talento, ma se non arrivi prima sulla palla, non recuperi con vigore e continuità, perdi i contrasti di potenza (perché il calcio è un gioco fisico) delle tue qualità tcniche non te ne fai nulla)

    I nostri giovani, non tutti per fortuna, quando si trtta di fare il salto definitivo non hanno ritmo potenza continuità scatto bruciante, per mettere a frutto le doti tecniche.

    Sollevo solo un problema, dei dubbi. Se qualcuno del mestiere li trova fondati e interessanti ci lavorerà sopra (non sulle mie valutazioni, ma sul modo di concilare al meglio atletismo e tecnica e studierà i rimedi.

    Per finire credo cheuno dei motivi del declino cultiurale e non solo dell’occidente sia proprio il fatto che qualunque ignorante crede di poter insegnare ai professoroni.

    Per esempio,. sto con i professoroni che ci hanno salvato dal covid e non dai ciarlatani che sostituendosi ai competenti ci avrebbero portato a una strage pazzesca

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  10. Cavolo, che ego smisurato, a pensare sempre si parli di te…

    Devo chiedere scusa se, primo nella storia di questo Paese, ho detto che i dipendenti pubblici sono dei pelandroni e fannulloni. In effetti sono famosi per la loro operosità, così come le persone di colore per essere microdotate. Ho davvero detto un’eresia. Scusate.

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  11. Non è neppure il caso di commentare

    Va bene, non scriverò più neppure di giovani, visto che pure quello serve solo a scatanare polemiche personali

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  12. Luciano, scusa se non ti ringrazio perché scrivi sul tuo blog, so che sei abituato così. Ma allo stesso modo non ringrazio nemmeno il benzinaio perché tiene aperta la pompa di benzina. Poi scrivi un po’ quello che ti pare: voglio dire hai parlato un anno di economia e finanza sfottendomi e insultandomi, figurati se non puoi parlare delle cose che, in teoria, conosci. Poi se uno ha un’idea diversa la dice, peraltro portando una serie di esempi a differenza tua. Sai, in democrazia funziona così.

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  13. Però,Phragrance ,occorre dire che sei un bel…stuzzichino.E’ evidente che tu e Luciano non siete in sintonia. Però,considerato che il contributo di Luciano,pur con tutti i difetti che vuoi,è apprezzato,specialmente per quanto riguarda i suoi report sul ns settore giovanile, non sarebbe meglio esporre le tue idee senza riferimenti diretti o indiretti a Luciano ?

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  14. Luciano, ma alla fine nessuno di noi ha una soluzione.

    Da ignorante quale sono, però, qualcosa proverei a cambiare visto i risultati disastrosi.

    Onestamente io vedo cc della Spagna che non ha i bestioni francesi ma gente con capacità di pensiero prima ancora che tecnica sopraffina.

    Che un paese di 60 mn di persone tra i primi al mondo per tesserati non dovrebbe essere out da un mondiale da 16 anni credo sia una cosa ovvia.

    Quindi evidentemente qualcosa non funziona a dovere perché se si dovesse solo sperare nel fato non avrebbe senso fare qualunque ragionamento. Anzi, si dovrebbe fare ancora meno tanto, se capita, i campioni escono

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  15. Dai Roberto, tu sei una persona per bene. Non ho mai sostenuto che sia normale essere fuori dai mondiali da 15 anni e che non si possa far niente per migliorare.

    Ho detto solo che non mi convincono le soluzioni semplicistiche, che il problema è complesso e va analizzato da diversi punti di vista. da persona che segue le giovanili, senza alcuna competenza ma con entusiasmo ho elencato i problemi interni al calcio, non organizzativi che io vedo, magari sbagliando, ma mi sembra un fatto che i nostri giocatori più tecnici non riescono a fare l’ultimo step. Certo che la velocità di pensiero è fondamentale, come lo sono la tecnica, la personalità, la corsa, la forza fisica, il ritmo, la continuità e l’intensità.

    Penso che qualcosa si possa migliorare a livello organizzativo, ma non so cosa e non credo che il modello tennis sia riproducibile nel calcio, sport collettivo gestito da società professionistiche.

    A differenza vostra io penso che ci siano ANCHE motivazioni sociali culturali psicologiche, alimentari, mediche, senza pensare al doping, persino etniche (nel senso che la multietnia sia un fattore di crescita per tutti). Sono questioni complesse per affrontare le quali servono confluenze simbiotiche di specialisti di altissimo livello.

    Comunque volvevo fare a tutti gli amici una raccomandazione. Continuate a seguire i ragazzi dell’Inter, se lo meritano. Under 15 under 16 under 17 e under 18 hanno conquistato le semifinali nazionali e se le giocheranno in questi giorni.

    L’under 20 è stata l’unica tra le squadre con under 23 ad arrivare ai play off e ha disputato una YL meravigliosa, alla pari con tutte le migliori scuole giovanili d’Europa

    E non mancano alcune individualità che potra dare grandi soddisfazioni anche in futuro.

    per un tifoso conta questo, non le beghe personali

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  16. Un’ultima cosa, per spiegare la passione per il nostro mondo giovanile:.la gioia di vedere crescere e poi affermarsi tanti giocatori, alcuni notati addirittura nei pulcini, altri negli esordienti e nei giovanissimi. Oggi tutti scoprono Donato: io mi ero convinto delle sue grandi potenzialità da settembre. L’ho sempre seguito con passione e mi ha… ricompensato. Coma Pio, come Ale, come hanno fatto solo parzialmente DiMaggio, tecnicamente il più forte, o Seba, per me l’attaccante più tecnico uscito dal nostro vivaio negli ultimi anni.

    Adesso come ultimo regalo vi faccio un nome, che magari si perderà come è accaduto a tanti oppure avrà un grande futuro. Siccome è molto giovane, probabilmente io non lo vedrò, ma forse se avrà successo qualcuno di vi si ricorderà di aver già sentito il nome di Tommaso Veronelli

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  17. Record di tre italiani ai quarti al Roland Garros: bastava capire come cambiargli l’alimentazione e i risultati sono arrivati subito, altro che anni di lavoro da parte della Federazione per rivoluzionare tutto! Ora col petto di pollo si vola!

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  18. Pur non essendo una persona per bene, davo per scontato che si capisse che il tennis fosse solo un esempio per mostrare come, con un approccio olistico al problema, siano riusciti a trovare una soluzione lavorando alacremente per migliorare. Fa specie che nel mondo del calcio, con le possibilità economiche che ha quel mondo, nessuno faccia nulla.

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  19. l’Under 14 non promette bene per la prossima stagione agonistica. almeno 4 squadre sono state nettamenti. Soprattutto il Parma, campione d’Italia e fortissimo, poi Napoli juve Roma più forti.

    Bisognerà inserire giocatori davvero forti per alzare il livello. Al recente torneo di Abano siamo arrivati in semifinale, battendo lo Sporting Lisbona nel girone e poi nei quarti, ma abbiamo perso 3-0 contro il Napoli in semifinale.

    Non so quanti prestiti avessero loro, ma da noi ha giocato il centravanti Di Meco (del Perugia) e due centrocampisti dalla Liventina: Cuzzolin e Lucchese. tutti nazionali a livello di pro o semipro Buoni giocatori, che dovrebbero arrivare, ma da soli non bastano.

    A livello di dilettanti ci sono altri nazionali nelle squadre a noi collegate

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  20. Mi dispiace davvero tanto per Dumfries, ma il richiamo del Real è qualcosa di difficilmente rifiutabile.

    Ora veniamo al sostituto (possibile): Palestra. Bravo, molto bravo potenzialmente, ma a oggi ha giocato 6 mesi al Cagliari e valutazioni da oltre 50 milioni, a mio avviso, sarebbero da lasciare perdere. Per fare degli esempi: il Chelsea ne ha spesi 47 per Cole Palmer, il PSG 50 per Doué e 41 per Vitinha, il City 36,5 per Cherki, il Bayern 53 per Olise. Insomma, a quelle cifre (o qualcosa meno) si comprano quelli che fanno la differenza davanti o in mezzo, non i terzini, seppur potenzialmente bravi. E quei soldi, per quelli che fanno la differenza, li hanno spesi società con disponibilità pressoché illimitata, non le italiane che hanno due spicci per ogni sessione di mercato.

    Al netto delle onde, della schiuma, del mare e della mucillagine, sia mai…

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  21. Vero Roberto, ma pare fosse l’unico modo di rinnovare due anni fa. Meglio 20 milioni oggi che perderlo a zero due anni fa. Faccio fatica a dare colpe al DS.

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  22. Così ho letto anche io. Pazienza, sempre meglio 20M che vederlo andar via a 0. Ribadisco il mio pensiero: non siamo nelle condizioni di spendere tutti quei soldi per un singolo buon giocatore, che magari diventerà il nuovo Hakimi/Cancelo, magari no. Forza Ausilio e Team, ci sarà un altro giocatore valido o dopo Palestra più niente? Nel male, almeno il Real lo ha preso subito, se ce lo prendeva il giorno prima della chiusura del mercato sarebbe stato peggio. #ForzaAusilio .

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  23. Sicuramente meglio che a zero.

    Però il fatto che per rinnovare Dum – non esattamente Hakimi – e non perderlo si sia inserita clausola bassa e ascendere (anno scorso era 25), oppure che per valorizzare Stankovic si debba accettare una maggiorazione di circa 15 mn in un solo anno (contro i 3 mn del Real per Nico paz) la dice lunga sulle differenze di forza economica in campo.

    Ciò detto vediamo che scelte verrnano fatto. Concordo che 50 mn per Palestra – nelle condizioni in cui siamo – sarebbe un po’ azzardato considerando il ruolo. Spero anche io abbiano delle alternative, quanto meno per evitare di farsi prendere per il collo dai Percassi.

    Il cambio di Dum in casa è LH: in teoria dovrebbe essere lui il titolare e l’acquisito il suo sostituto. Vedremo

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  24. Però Roberto non possiamo nemmeno pensare di sostituire il titolare con la sua riserva che – per carità- migliorerà e con lui in campo abbiamo praticamente sempre vinto, ma la differenza rispetto a Dumfries è, a mio avviso, abissale.

    Credo sia ora di inserire anche qualche titolare affidabile subito e non una scommessa altrimenti i passi indietro saranno inevitabili. Poi sono il primo a dire che l’investimento di 50 milioni per LH e Diouf è stato sbagliato, ma allora torniamo sempre lì: il nostro scouting non è di livello, ma se Ausilio e gli altri stanno bene a Marotta & Co. serve trovare una soluzione perché ora siamo nella condizione – con due o tre acquisti buoni – di mettere un bello spartiacque con le altre big del campionato italiano. Bisogna approfittarne e lo deve capire anche la proprietà visto che comunque stanno spendendo soldi dell’Inter e non di Oaktree. Poi se l’obiettivo è mettere in tasca pià soldi possibili a ogni fine esercizio, alzo le mani, ma continuando così saranno sempre meno ogni anno che passa.

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  25. Purtroppo in questa fase storica occorre fare con ciò che si ha, che rispetto ai competitor non è nemmeno poco.

    Alla fine ho fatto il nome di LH perchè i club non arabi o inglesi fanno fatica amettere 50 mn su un esterno difensivo, per quanto forte.

    Come sempre l’idea è di far arrivare il cambio più giovane e svilupparlo internamente, in modo progressivo, affinchè possa sostituire il titolare quando questo se ne va o smette di giocare. E’ un qualcosa a cui dovremo abituarci e che abbiamo inziiato a fare da scorso anno: Pio/Bonny per Thula, Sucic per Micky, LH per DUm, più il jolly Diouf che non ho ancora capito i nquale ruolo sia visto (per me era arrivato come nuovo Frattesi, giocatore che poi non è stato ceduto).

    Il grosso dei soldi io lo metterei su cc e difensore e in subordine su esterno.

    Vedremo se daranno piena fiducia a LH oppure proveranno a mettere dentro li un titolare

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  26. In linea di principio sono d’accordo, ma se spendi 25 milioni per un centrocampista e ti accorgi che forse è meglio come esterno, hai un enorme problema di scouting.
    Poi è vero che abbiamo risorse discrete per la Serie A e, proprio per questo, puoi anche ambire a prendere un paio di titolari forti, non per forza riserve che crescano. Lo dicono i numeri che si può fare. Poi la volontà è un discorso differente.

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  27. Poi concordo con te che 50 milioni su un esterno difensivo non li mette (quasi) nessuno, nemmeno le “arabe” o inglesi:

    • Psg per Nuno Mendes 38 milioni
    • Liverpool Frimpong 40
    • Roma Wesley 25
    • Tottenham Pedro Porro 40

    Ma siamo sempre li, se non vuoi uscire dall’Italia (anche perché quando la fai, spesso sbagli…) ti fai spennare.

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  28. Molto bello articolo su UltimoUomo, scelte complesse con un sacco di ricadute.

    In generale concordo sia meglio concentrare tutte le risorse su un paio di giocatori per – se non si sbaglia completamente – alzare la qualità media.

    Tuttavia credo che lo svecchiamento debba proseguire ancora per una stagione (almeno) considerando l’età della rosa: dover inserire 4/5 giocatori, come saremo chiamati a fare slo per sostituire gli scaduti, impone di “diluire” le spese.

    In queste condizioni, se si vuole qualità si è costretti a credere in quella futura piuttosto che in quella già conclamata (molto costosa per i parametri italici).

    Se e quando arriveremo a fine stagione in cui dovranno uscire solo un paio di giocatori, allora spero si concentreranno le risorse su un numero ridotto di giocatori di qualità al presente più elevata.

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  29. Luciano, “Dai Roberto, tu sei una persona per bene. Non ho mai sostenuto che sia normale essere fuori dai mondiali da 15 anni e che non si possa far niente per migliorare. Ho detto solo che non mi convincono le soluzioni semplicistiche, che il problema è complesso e va analizzato da diversi punti di vista”

    Ma io concordo, solo che da persone che discutono di calcio non possiamo parlare di DNA, sistema scolastico, organizzazione società, ecc.

    Per cui mi piacerebbe capire/discutere cosa possa fare il movimento calcistico per invertire un trend che ha del clamoroso se rapportato alla dimensione del calcio in Italia.

    Visto che segui da tempo le giovanili, mi piacerebbe capire il tuo punto di vista su cosa i tecnici/selezionatori/formatori calcistici possono fare per migliorare le prestazioni dei ragazzi (non i genitori o la scienza o l’immigrazione). Con i paesi occidentali ci accomunano tante cose a livello di società – l’appiattimento sul modello americano è stotto gli occhi di tutti – per cui quello non può essere il motivo.

    Mi rifiuto di credere che non si possa fare niente di diverso – a livello federale, di club, ecc. – limitandosi a dire i calciatori tecnici ci sono ma se poi non crescono fisicamente cosa puoi fare. Oppure se quelli fisici non sviluppano tecnica è ovvio che non giocheranno ad alti livelli. Si potebbe fare qualcosa di meglio per svilupparli atleticamenti e/o tecnicamente? Da che età? Cambiare tipologia di allenamenti? Non lo so, ma questo è ciò che mi interessa.

    Se Baggio ha rpesentato un voluminoso dossier vuol dire che non ci sono soluzioni semplicistiche per cui basta dare facciamo questo e dal prossimo anno avremo i frutti. Questo lo so anche io. Ma nemmeno sostenere che i nostri tecnci/selezionatori (su che base poi?) sono i migliori al mondo e questo risultato dipende solo da cause esterne al movimento calcistico.

    Ripeto, ci sono esempi di nazionale molot fisiche e altre molto tecniche che al mondiale ci vannno eccome. Poi i campionissimi sono una questione anche di fortuna ma di campionissimi ce ne sono pochissimi al mondo.

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  30. Non ho le competenze per spiegare il “fenomeno”,ma ritengo che una variabile importante è la “mancanza di fame ” che manca a molti ns. giovani,accentuata dal fatto che appena si intravvedono delle qualità di livello superiore e subito i ragazzi vengono investiti da un turbinio di interessi economici, di attese esagerate….etc,etc…e così è molto facile perdersi.

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  31. Provo a dire la mia sul tema, senza pretesa di verità, ma tentando di andare un po’ più a fondo nell’analisi compreso ciò che succede in altre nazioni che conosco da vicino, sicuramente più dell’Italia.

    Ogni volta che si parla della crisi del calcio italiano saltano fuori le stesse spiegazioni: i ragazzi non giocano più per strada, i social, i videogiochi, le nuove generazioni. Peccato che il mondo sia cambiato ovunque, non solo da noi. In Germania i ragazzi hanno gli smartphone come in Italia. In Inghilterra giocano alla PlayStation come in Italia. La differenza è che loro hanno adattato il sistema. Noi (non noi che contiamo un cazzo eh, noi inteso come sistema calcio Italia) continuiamo a raccontarci le stesse cose.

    Se vogliamo capire perché facciamo fatica a produrre giocatori pronti per il calcio moderno, o quantomeno in grado di qualificarsi a un Mondiale come fa la Svizzera, dobbiamo guardare a ciò che succede dentro il campo, dai 6 anni fino all’ingresso nel professionismo.

    E dobbiamo smetterla di usare le vittorie delle nazionali giovanili come certificato di buona salute del movimento.

    Anzi, io credo che il paradosso sia proprio quello.

    Come può un Paese vincere Europei Under 17 e Under 19, arrivare in finale o semifinale ai Mondiali Under 20 e poi non riuscire a trasformare quella generazione in giocatori importanti per la Nazionale maggiore?

    La risposta è che quelle vittorie nascono spesso da un vantaggio che nel calcio dei grandi vale sempre meno: la superiorità tattica precoce.

    I nostri arrivano ai tornei giovanili molto più organizzati, molto più disciplinati e molto più preparati tatticamente rispetto ai coetanei. Difendono meglio, occupano meglio gli spazi, sbagliano meno. Ma spesso pagano un prezzo enorme: vengono educati fin da piccoli a non rischiare.

    Il dribbling è tollerato solo se riesce. L’errore viene corretto immediatamente. Il passaggio semplice viene premiato più della giocata difficile (cose viste e sentite costantemente in prima persona). Il risultato è che formiamo giocatori estremamente ordinati ma raramente dominanti.

    Nel frattempo altri Paesi hanno seguito una strada diversa.

    Il Belgio, dopo anni di mediocrità, ha rivoluzionato completamente la formazione giovanile. Ha imposto per anni una forte enfasi su partite a spazi ridotti, 2 contro 2, 3 contro 3, 5 contro 5. L’obiettivo era semplice: aumentare enormemente il numero di tocchi, decisioni e situazioni di uno contro uno. Se un bambino perdeva palla tentando una giocata, non veniva rimproverato. Veniva incoraggiato a riprovarci.

    La Germania, dopo il disastro di Euro 2000, ha investito centinaia di milioni nella creazione di centri federali e programmi standardizzati. Ha cambiato completamente il modello di allenamento, eliminando gran parte del lavoro analitico e privilegiando esercitazioni ad alta intensità con pressione, scelta e velocità di esecuzione. Sono arrivati a definire i mq necessari per i centri dei settori giovanili e vi garantisco che se vedete come e dove si allenano, non dico il Bayern o il B. Dortmund, ma le giovanili del Moenchengladbach o del Friburgo, rimanete a bocca aperta abituati agli standard italiani,

    L’Inghilterra ha creato il sistema delle academy d’élite con standard comuni, monitoraggio continuo e una forte integrazione con il calcio professionistico.

    La Francia ha costruito un modello in cui la priorità non è vincere un Europeo Under 17 ma produrre giocatori pronti per la Ligue 1 e per la Nazionale maggiore. Se devono scegliere tra una vittoria oggi e un giocatore pronto a 21 anni, scelgono la seconda opzione.

    C’è poi un altro tema di cui si parla troppo poco: la selezione del talento.

    Nei nostri settori giovanili continua a pesare enormemente il cosiddetto effetto dell’età relativa. A 13 o 14 anni un ragazzo nato a gennaio può avere un vantaggio fisico enorme rispetto a uno nato a novembre o dicembre. Molto spesso viene scelto il primo perché aiuta a vincere subito.

    Germania e Inghilterra hanno affrontato il problema introducendo anche sistemi di bio-banding, dove i ragazzi vengono raggruppati in base allo sviluppo fisico reale e non soltanto all’età anagrafica. In questo modo il ragazzo precoce non può vivere di sola forza fisica e quello più tardivo ha il tempo di sviluppare il proprio talento senza essere eliminato troppo presto.

    Ma il vero fallimento del sistema italiano arriva tra i 18 e i 20 anni.

    È qui che il vantaggio delle nostre nazionali giovanili evapora.

    Un diciannovenne francese, tedesco o inglese esce dal settore giovanile e viene messo davanti ai professionisti. Magari sbaglia, ma gioca. A vent’anni ha già accumulato esperienza vera.

    Un diciannovenne italiano spesso entra nel circuito dei prestiti, delle panchine o dei campionati intermedi. Oppure resta fermo dietro a giocatori più esperti perché l’allenatore deve fare risultato la domenica successiva.

    E così arriviamo al paradosso finale.

    Noi festeggiamo i trofei giovanili. Gli altri costruiscono giocatori.

    Noi valutiamo spesso gli allenatori delle giovanili in base alla classifica. Gli altri li valutano in base a quanti ragazzi arrivano in prima squadra.

    Noi continuiamo a formare ottimi soldatini tattici. Gli altri cercano di formare calciatori completi.

    Finché non cambierà questo approccio continueremo a raccontarci che il problema sono i ragazzi, la strada, i videogiochi, l’educazione, l’etnicità e chi più ne ha, più ne metta.

    La realtà è molto meno comoda: il problema, come indicato anche da Roberto, è il sistema. E finché il sistema continuerà a premiare la vittoria immediata invece della crescita del talento, continueremo a vincere qualche torneo giovanile e a dimenticarci di chi siano quei giocatori a distanza di cinque anni.

    Scusate la lunghezza, volevo solo portare alla discussione non soluzioni – dato che non posso averle io – ma esempi veri di come in altri Paesi si siano messi a lavorare per ottenere risultati senza sperare che le cose cambiassero da sè.

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  32. Interessante la tua analisi Phragance

    Per quanto riguarda Palestra, pur non avendolo visto molto io quei soldi li spenderei se come tutti dicono il giocatore è già forte e presumibilmente lo diventerà ancora di più.

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  33. Molto interessanti gli spunti offerti da Phragrance.

    Sulla Germania ricordo interessanti analisi sul fallimento del broadcast televisivo a inzio anni 2000 che portò ad una drastica riduzione degli introiti tv nell’immediato, un fatto che spinse anche i club ad andare nella direzione della federazione aumentando la promozione in prima squadra di giovani visto che i denari per andare sul mercato a prendere prodotti finiti scarseggiavano.

    Credo che buona parte dei temi messi sul piatto li abbia confermati anche Chivu in un’interessante (e lunga) intervista su Dazn di cui riporto un passaggio significativo in cui parla del problema “culturale calcistico” italiano che poi limita i giocatori.

    Troppa prudenza in Italia?

    Per me sì. Un po’ di colpe le avete anche voi giornalisti perché usate luoghi comuni, parlate di organizzazione che conta, l’Italia è più conservativa e non accetta il caos, piacciono cose fatte con rigorosità, con la perfezione dei piccoli dettagli ed è giusto. Tanti altri paesi hanno imparato dall’Italia, come era il blocco basso, il catenaccio, le transizioni con intensità ma loro hanno aggiunto qualcosa in più. Il giusto mix è lasciarsi andare un po’ di più, accettare il fatto che si può sbagliare, che si può perdere un duello, si parla di PSG-Bayern, dipende come la guardi.

    Per uno che è ossessionato dalla difesa e dagli errori dice che non si può giocare così, a chi piace il calcio del settore giovanile è un amante di quelle partite perché ci sono duelli, c’è il valore individuale, un difensore magari vince 8 duelli su 10 ma c’è il rischio che in quei 2 duelli persi puoi prendere gol. Ad un certo punto era 5-2 per il PSG, la capacità del Bayern di fregarsene del fatto di aver preso 5 gol hanno continuato allo stesso modo senza dire che l’allenatore ha fatto questo gioco e si è messo in difficoltà da soli, poteva stare sereni perdendo 3-2 pensando al ritorno, questo è la mentalità in Italia, rimango in partita e vediamo come succede. Invece loro hanno detto “abbiamo preso gol, andiamo a farne un altro”.

    Non è facile, subentra anche una cultura di un giocatore che ha anni anni alle spalle. Ho fatto il settore giovanile, per me un 3-3 valeva molto di più di 1-0 e l’ho sempre detto. Non sono qua a far vedere che la squadra deve avere la miglior difesa o il miglior attacco ma siamo qua per far crescere i giovani a livello individuale, dargli un futuro, dare mentalità vincente senza che ci sia un allenatore che dica cosa fare. Un’idea dell’allenatore che hai oggi può essere completamente diversa da quella del prossimo allenatore, un giocatore può andare in confusione.

    In sostanza conferma come ci siamo “fermati” e che la cultura calcistica che ti è stata inculcata fin da ragazzino poi ti limita come calciatore

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  34. Grazie Sergio e Roberto. Chivu è, quantomeno come persona, di un livello davvero alto. Vi consiglio di recuperare anche l’intervista di Velasco al BSMT, c’è un concetto che avevo provato a evidenziare già tempo fa e che lui sintetizza perfettamente: qui da noi l’errore di un veterano viene considerato fisiologico, quello di un giovane viene spesso imputato a chi gli ha dato fiducia. È una differenza sottile ma che finisce per condizionare moltissime scelte.

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  35. Purtroppo è così, un approccio unltraconservativo che caratterizza la nostra società, sport incluso.

    Se penso agli ultimi 4 presidenti della Repubblica – Scalfaro, Ciampi, Napolitano e Mattarella – hanno assunto la carica rispettivamente a 74, 79, 81 e 74 anni. Bypassando gli 80 ancora in carica. Perchè danno sicurezza si dice. Che significa pensare che uno di 50 anni – non esattamente un pischello – non è maturo per certi incarichi.

    Velasco mette a nudo la mancanza di coraggio nel provare ad andare contro un pensiero ormai cementificato, duro a morire e, come dice Chivu, alimentato anche dai giornalisti.

    Chivu è straniero e sta provando a invertire la tendenza. Io sono straconvinto che con un tecnico italiano non avremmo mai avuto due ventenni – Bonny e Pio – come primi cambi delle punte titolari. Mai. Al massimo uno in un attacco con 5 punte. Che avrebbe giocato poco per “non alterare gli equilibri di spogliatoio”.

    Oggi leggevo un editoriale su TMW in cui si palesava l’ipotesi di un addio alla serie A di Lukaku e De Bruyne, descritta come ennesima mossa che avrebbe indebolito il campionato. Non una parola sul fatto che i due hanno fatto pena e sono stati una pesante concausa della stagione non certo esaltante del Napoli. Perchè sicuramente il meglio lo hanno abbondantemente alle spalle.

    Il nome è sempre venduto come garanzia di aver fatto le cose per bene scaricando, come dice Velasco, la responsabilità sul tecnico di turno qualora le cose non girino bene. E pensare che se si analizzano le prestazioni rapportate all’impatto economico le probabilità di “perderci” sono molto maggiori con i giocatori più esperti

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  36. Interessanti le interviste a Marotta e Samaden, soprattutto nei passaggi sui settori giovanili. Fa sempre riflettere vedere come concetti che in certi contesti vengono liquidati con sufficienza e sarcasmo trovino poi spazio nelle analisi degli addetti ai lavori.

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  37. Concordo e aggiungo questa addirittura da Ausilio:

    Il calcio italiano?

    E’ organizzato, ci sono le risorse e le persone: ma è conservatore. Non è un calcio pronto a cambiamenti rapidi e noi ne abbiamo bisogno.

    Conservatore….ma dai? E lo dice uno che ha contribuito eccome a renderlo tale

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  38. E ha anche detto: “per noi i giovani hanno 23 anni, all’estero 17-18 e li buttano dentro: dobbiamo migliorare come sistema.”

    Si, bisogna migliorare. Speriamo alle parole seguano i fatti.

    Pure Antonelli sta vincendo in F1….saranno miracoli?

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  39. Già Roberto, ma Ausilio è parte di un sistema, non può essere lui a cambiarlo. Peraltro, come ben evidenziato da UltimoUomo, è un DS abbastanza sui generis nel senso che non è quello che costruisce la squadra secondo una certa filosofia, come poteva essere Sabatini per fare uno dei tanti esempi, ma è solito “attaccare l’asino dove vuole il padrone”, lui si mette a disposizione della Società e fa quello che gli dicono. Bisogna far plusvalenze coi giovani? Ecco fatto. Parametri zero? Voilà. Ecc… La riprova ce l’abbiamo nei risultati da quando a dirigerlo è Marotta e quello che otteneva prima.

    È un problema del sistema. Ora, almeno a parole, sembrano tutti concordi, vediamo se – come dici tu – seguiranno i fatti.

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  40. Si concordo, il sistema ha un problema. Ma proprio perchè è un problema di sistema sarà molto difficile risolverlo. Nella migliore delle ipotesi ci vorrà molto tempo.

    Ausilio da solo ha fatto danni come la grandine. Il fatto che sia uno yes man nel senso puro del termine è il motivo per cui ritengo sono da sempre stato convinto sia rimasto al suo posto, anche con Marotta. Esegui e non rompi.

    Il problema è che finchè avevi molte disponibilità economiche per prendere i conclamati migliori su piazza (primo Zhang) oppure andavi sui P0 altrettanto noti (secondo Zhang) era sufficiente il Marotta AD/presidente in quanto, di fatto, quei profili non derivavavo dallo scouting.

    Ora con gli americani la questione è differente. Speriamo bene.

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  41. Ho visto la sua intervista da Cattelan. Molto interessante e – quelle poche volte che lo sento parlare al di fuori di contesti strettamente calcistici (interviste pre e post partitia, ecc…) – mi è piaciuto molto. Ha spiegato diverse cose anche entrando in dettagli che non sempre si sanno. La cosa che maggiormente mi ha stupito è che, per la prima squadra, abbiamo un capo-scout e 5 osservatori full-time (oltre ai match analyst, ecc…), ecco, sarebbe interessante, almeno per me, capire quanti ne hanno altre società perché come valore assoluto 5 mi sembrano pochini (tanto che ammette candidamente come non si copra Asia e Africa per esempio), ma non ho idea di come siano strutturate le altre squadre. Però, ecco, già non riuscire a coprrie due continenti fa pensare che siamo sottodimensionati rispetto alle esigenze di un club come il nostro.

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  42. insomma…tante, tante parole,divagazioni, confronti,analisi,ma alla fine sembra che tutto si riduca al fatto che il “bicchiere è sempre mezzo vuoto”…Okkio perchè “chi vive sempre sperando in….

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  43. Se ti riferisci all’Intwer non vedo nenache io il bicchiere mezzo vuoto, considwerando che il mercato sia nostro che delle altre squadre italiane non è ancora partito.

    Resto, ttutavia, fermamente convinto che lo scouting di club che non possono fare la voce grossa sul mercato dovrebbe essere potenziato al massimo. Vediamo come si muoveranno.

    Sul sistema Italia, invece, sono un po’ più pessimista perchè servirà tempo per rompere un fronte culturale radicato per cui molto diffuso.

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  44. Ragazzi….”bicchiere mezzo vuoto….”perché mi date l impressione di dare più risalto a quello che non funziona ,piuttosto che a quello che è stato costruito in questi ultimi anni.

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  45. A me non sembra proprio. Si sta criticando un sistema non l’Inter. Personalmente poi è da un anno che dico che la squadra era competitiva per vincere lo scudetto, che i giovani presi non erano affatto male, che Chivu era un buon allenatore. Poi c’è chi diceva che non eravamo nemmeno da quarto posto, che avrebbe preferito Allegri a Chivu e Lukaku a Pio e Bonny. Tutto scritto un anno fa. A me questo sembra disfattismo. Eppure lo ringrazi quando scrive.

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  46. Phragrance…chiaramente è una sensazione personale; cerco di godermi questo periodopositivo della ns Inter,consapevole del fatto che ,con i ridotti mezzi a disposizione ,mi sembra davvero difficile fare meglio.Per quanto riguarda il “Sistema calcio nazionale”..beh qui entriamo in un analisi molto più articolata e con molte variabili da considerare…può essere piacevole confrontarsi anche su questo tema.

    Phragrance ,ringrazio Luciano perchè , con pregi e difetti ( come per tutti ) ,è l’anima di questo blog….probabilmente seduti ad un tavolo, un bicchiere di vino ,accompagnato da bresaola o salame ,potreste confrontarvi meglio….forse :).

    Detto questo non farne una battaglia personale..dai..nessuno dei due soggetto ne guadagna e ne perde anche il blog…una stretta di mano virtuale….

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  47. Ma guarda che che a me di Luciano non importa proprio nulla. Non devo stringere la mano a nessuno. Negli anni ha cambiato più blog lui che squadre Lukaku, quindi sarebbe sufficiente avere l’umiltà di farsi un esame di coscienza per capire che – statisticamente – è quantomeno improbabile trovare sempre qualcuno che non vada bene, peraltro dopo averlo offeso.

    Ma, lato mio, proprio interessa nulla e non faccio battaglie personali, l’esempio chiaro è con Oaktree che ho criticato nel momento in cui doveva secondo me essere criticata. Altri preferiscono portare avanti alla morte le loro convinzioni. Ma sai a me quanto me ne frega? Ecco, esattamente quello…

    Poi tutte le previsioni, le cose scritte, ecc… sono tutte disponibili da leggere se solo qualcuno ne avesse la voglia, ma è più semplice star dietro alle ultime cose scritte, anche facendo inversioni a 180 gradi rispetto a quanto vaticinato in passato, tanto chi legge? Ecco, anche qui, io leggo e faccio notare le distorsioni. Dà fastidio? Torna al punto del “sai quanto me ne frega?”

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  48. .e quindi..lo tieni “sotto osservazione” da anni….cosa è un rapporto di odio/amore o una fastidiosa ossessione. Perchè, nella marea di opinionisti, blog,influencer vari che riempiono il web,…io visiterei quelli che ritengo piu validi per i miei gusti.

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  49. Sei poco attento – o prevenuto – Tullio: ho sempre trovato i suoi report sulle giovanili molto interessanti e l’ho sempre riconosciuto. E visto che una delle mie fisse è quella di vedere giovani in prima squadra e lui è l’unico che ne scrive ampiamente e con cognizione, mi sembra normale seguirlo, così come mi sembra meno normale scappare da ognuno dei blog con cui collabora. Piuttosto fatico a capire chi scrive solo per “bacchettare” o “psicanalizzare” o “ringraziare” gli altri e i relativi loro commenti senza mai portare al tavolo del blog, argomenti calcistici.

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  50.  …”fatico a capire chi scrive solo per“bacchettare” …”ehilà…non vorrai aprire un altro fronte di scontri verbali?

    Leggo volentieri i report di Luciano sulle giovanili ,perchè ammiro la sua passione e competenza e la voglia di essere presente ,nel limite del possibile,direttamente sui campi .

    Per quanto riguarda la mia presupposta mancanza di interventi mirati : non sono particolarmente attirato ,vista la sede,da analisi approfondite sui massimi sistemi calcistici o meglio non lo sono quando le discussioni diventano un tormentone senza fine,anche perchè sono troppe le variabili che non posso conoscere.

    Non sono nemmeno particolarmente interessato a disquisire sulle formule di gioco,mi fido negli allenatori ,quando li ritengo affidabili e non è detto che per forza lo siano.

    Commenti sui giocatori ne ho fatti,sbagliando anche la loro valutazione ,ma soprattutto,pur non reputandomi un”aziendalista” ( non sarebbe comunque un disonore), intervengo quando mi sembra che serpeggi nel blog un disfattismo esagerato….naturalmente esagerato a mio modo di vedere.

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  51. In una fase “morta” della stagione, il problema del calcio italiano poteva essere un argomento interessante. Peccato Luciano non dica la sua anche alla luce delle recenti dichiarazioni di Chivu e Ausilio.

    Quanto all’Inter cosa si può dire, oggi, della stagione che verrà? Poco o nulla visto che è accaduto….il nulla.

    Comunque butto li i miei desiderata (considerando i limiti che ci sono): in entrata senza Dum serve un esterno dx fisicato, che sia Palestra o un altro. Io proverei a non farmi prendere p er il collo dai Percassi per il seppur buono italiano. Tanto se ci fosse una big inglese su di lui non avremmo cmq chance. In caso contrario che abbassino le pretese o si tengano legittimamente il giocatore.

    Se si riuscisse a far uscire Pavard un braccetto di dx, posto che mi sembra si voglia rinnovare De Vrj. Io Akanji lo terrei al centro.

    Se non si riprende Palacios, serve un esterno/braccetto sx a seconda di quale ruolo avrà Carlos.

    A cc, se si riuscisse a monetizzare un po’ da Frattesi, visto che non credo si arriverà a Nico Paz, un cc di grande garra: sono profili piutosto abbondanti. Se resta Stankovic ssremmo anche in tanti, salvo che Micky faccia il 25esimo.

    In attacco a posto così, salvo provare a investire su qualche talento giovane dotato di imprevidibilità. Un Lavelli un po’ più potente?

    In sostanza al solito dipenderà dalla capacità di monetizzare un minimo sulle uscite ma ragionevolmente saranno solo Frattesi e Pavard che vengono da stagioni non proprio esaltanti. Vedremo

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  52. Phragrance..vivo sulle rive del lago…scontri verbali era inteso in tono semiserio, ma non voglio entrare in competizioni dialettiche che rischiano di diventare noiose. Senza dubbio un pò di pepe rende il confronto di idee più stimolante, ricordando sempre come sia insidioso il fatto di non poterlo fare di persona ,con tutti i rischi di possibili incomprensioni.

    Però ,se mi permetti,ti leggo un pò troppo aggressivo ed anche non comprendo perchè, parlando di Luciano ,fai spesso riferimento alla sua professione

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  53. Roberto..beh unMondiale alle porte, un governo del calcio italiano da decidere e un calciomercato,sempre più ingolfato da notizie fasulle,ma ,per quanto ci riguarda ,con alcuni indizi abbastanza definiti.Esce Dumfries e ,come scrivi anche tu, temo che Palestra diventi un altro caso Lookman. In questo senso anch’io non mi farei prendere per il collo.Quando sento pontificare sul fatto lasciamo che i ns migliori vadano all estero,ecco la risposta è facile. I percassi fanno il loro interesse,ma attenzione che prima o poi la pacchia finisce

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  54. Scusa Tullio, ma vorrei evitare di parlare di Luciano con un “terzo”. Se devo discutere con lui okay, ma non mi piace tirare in ballo chi non sta scrivendo.

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  55. L’interista Ivan Cardia scrive:

    Le cifre di Palestra, giuste perché il prezzo lo fa chi vende ma indubbiamente alte dopo una stagione in A (però da predestinato), fanno riflettere su un altro aspetto. Che non riguarda solo l’Inter o l’Atalanta: spesso alcuni nomi sembrano diventare all’improvviso gli unici. Magari perché sono quelli giusti, magari perché mancano idee. È il caso di tante trattative che leggiamo e raccontiamo: per la Juventus torna Kolo Muani (che in origine non era nemmeno un’idea di Comolli, ma tant’è), per il Milan torna Mateta, e via dicendo. Come se il database di calciatori fosse davvero molto ristretto e limitato ai soliti pochi noti. Spesso legati ad alcuni – pochi – agenti: funziona così, ma l’impressione è che spesso manchino idee, più che soldi.

    Concordo decisamente con lui…

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  56. Vero Roberto. Poi leggo la Gazzetta di oggi e trovo che Bisseck può partire per 40 milioni. Ora, spero siano numeri buttati a caso perché se Palestra dopo un anno giocato a Cagliari costa più di 50 milioni e Bisseck 40, c’è un grosso problema.

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  57. Anche io spero non sia vera la notizia di Bisseck.

    Noi siamo ancora in un processo di profondo svecchiamento della rosa – per definizione complesso se non hai denari del city – e non possiamo permetterci di perdere i giocatori ancora giovani.

    Personalmente terrei ancora tutti i giovani acquistati lo scorso anno, incluso il più deludente LH, perchè non abbiamo altra scelta che valorizzarli sul campo. Sono loro che dovranno progressivamente acquisire i gradi di titolari, come fatto appunto da Bisseck.

    Purtroppo tra questo e il prossimo anno dovremo, come minimo, sostiuire De Vrj, Chala e Micky, senza considerare che Thula, Bare ecc avranno presto 30 primavere e ragionevolmente non potranno sorbirsi 50 partite come fatto nelle ultime stagioni.

    Un paio di annate ancora di ringiovanimento ci aspettano e se cediamo quei giovani che sono già affidabili vuol dire aumentare esponenzialmente il grado di rischio.

    Ovvio che se dovesse arrivare l’offerta fuori mercati e il giocatore si impunta provi a monetizzare….ma 40 mn, visto i prezzi che girano, mi sembra tutt’altro che un’offerta fuori mercato, anzi.

    Comunque per ora sono solo voci alimentate da procuratori. Vedremo

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  58. Mi spiace, per qualche amico che non può vedere queste fasi finali dei campionati giovanili nazionali dove sono impegnate le nostre U15, U16, U17 e U18: abbiamo visto partite bellissime, ricche di interesse sia sul piano generale (atteggiamento di gioco delle squadre) sia a livello di prestazioni dei singoli.

    Per esempio, oltre all’ormai mitico match col Torino è stata splendida la semifinale d’andata dell’U16 contro la Roma (2-0 per noi ma qualificazione apertissima in vista del ritorno nella capitale)

    Mi spiace anche per i ragazzi che avrebbero meritato un ‘cantore’ modesto ma attento e appassionato delle loro prestazioni.

    Ma quando ho cominciato a scrivere in rete sapevo che c’era il rischio si passasse dalla critica delle idee agli insulti personali e addirittura che coinvolgono intere categorie di lavoratori

    E mi ero riproposto di non accettare mai questo livello di confronto.

    Non senza rincrescimento, vi auguro dunque buona continuazione

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  59. Ricordo, giusto per amor della verità e per la cronaca, che l’unico a proferire offese alla persona è stato il “modesto” cantore, ora povero tapino.

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  60. “….per amore della logica e della razionalità..” mettiamola così : se io gestisco un ristorante dove propongo un menù particolare e che mi gratifica, non ho moltissimi clienti,ma loro apprezzano il mio locale,con qualcuno di loro a volte ci scontriamo dialetticamente,lo ammetto, ho le mie convinzioni ed a volte le difendo in mando sin troppo appassionato….è il mio carattere e chi viene nel ristorante lo sa. Ma se un cliente entra una volta…due..tre .. nel mio locale e ,quasi sempre, critica il mio menù o,soprattutto ,il mio carattere , mi chiedo….cosa spinge una persona a tornare in un locale dove sa di trovare un gestore che non apprezza particolarmente ed un menù non di suo gradimento,fatta eccezione ,forse ,per un buon primo piatto ?

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  61. Alè, psicanalisi gratuita… ma crescete ragazzi e imparate a confrontarvi da persone adulte! Tornando a “psicoterapia for dummies”: entro al ristorante perché trovo degli avventori interessanti e, pur non andando d’accordo col titolare, amo scambiare due chiacchiere con alcuni di loro… A me spiace, Tullio, ma queste lezioni non le accetto: non mi conosci e non sai chi sono, quindi, davvero, parla di calcio se ti riesce, ma se insisti a far quello che catechizza gli altri dall’alto di… non so cosa esattamente, risulti fastidioso. Mica scrivo sotto ogni tuo post dicendo che non porti niente alla discussione se scrivi solo per dire “bravo” al bambino che ha fatto la cacca nel vasino così lui si sente tutto fiero e va avanti e “cattivo” a quello che non glielo dice. Ecco, visto che non mi permetto di giudicare ogni tuo intervento o la tua presenza qui, sarebbe utile e maturo che tu facessi altrettanto. Poi se invece senti la necessità di moralizzarmi per sentirti meglio, fai pure.

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  62. Psicanalizzare,catechizzare moralizzare,maturare…ma perchè complicare tutto con delle astrusità?

    Per quanto mi riguarda ,cerco di parlare di calcio,con il limite delle mie conoscenze e cognizioni limitate. Frequento da tempo questo blog,perchè mi piace (spero non si trasformi in “mi piaceva” ) leggere ,in particolare, le analisi di Luciano sul ns “settore giovanile” .

    Poi arriva qualcuno che ,con tutta la sua delicatezza,riesce nell’impresa di allontanare il “cuore” del blog e questo mi dispiace…

    A questo punto ,perchè non prendi in mano la situazione, Phragrance e la gestisci a tuo piacimento ?

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  63. ..”crescete ragazzi e imparate a confrontarvi da persone adulte..”

     “…quindi, davvero, parla di calcio se ti riesce…” 

    “..risulti fastidioso….”

    “..Tullio, ma queste lezioni non le accetto..”

    Guarda un pò…io invece accetto tutto questo !

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  64. Beh, leggi tutti i tuoi commenti dopo che scrivo io e trovi tutte le astrusità eh, mica è difficile! Io non lo faccio, poi tutti liberi di scrivere quello che vogliono… Anche qui, io non ho il proposito di allontanare nessuno, solo che odio i bulli. E ancor di più i bulli che quando vengono trattati da par loro, poi scappano a frignare dalla maestra.

    Poi, voglio dire, se tanto – a parte un paio – nessuno commenta, che chiuda i commenti e scriva quello che vuole, come dici tu si vien qui per leggere del settore giovanile. UltimoUomo mica ha i commenti, la gente va lì, legge e va bene così.

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  65. Tullio sono completamente d’accordo con te, e credo lo sia anche tanta altra gente che frequenta il blog ma non si esprime.

    Io frequento questo blog per leggere i report di Luciano, per il resto vado avanti molto molto velocemente.

    Chiederei un intervento di Emiliano, che faccia ciò che reputa corretto fare affinché il blog possa proseguire serenamente con i post e i report di Luciano.

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  66. Ma perché non si può andare avanti tutti insieme? Io leggo volentieri entrambi e non ho mai visto Phragrance avere problemi con nessunaltro! Viene continuamente attaccato da chiunque e è sempre molto educato e a me interessa quello che scrive.

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  67. Mah Luca ,probabilmente ,abbiamo un concetto diverso riguardo l’educazione…con Phragrance non ho mai avuto problemi,fino a quando,a mio avviso ,è stato troppo irriguardoso verso Luciano e non solo sull ‘argomento calcio .

    Poi ,se vorrai, mi dirai quale pensi sia il futuro di questo blog.

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  68. Io continuo a ribadire che qui dentro, rispetto ad altri posti sul web, non ci si insulta minimamente: c’è ironia, talvolta pungente, ma oltre non si va come invece accade altrove.

    Personalmente cerco di trovare spunti interessanti da tutti gli interventi (e li trovo), sia su cose che non conosco (non potrebbe essere altrimenti) ma anche su cose che mi sono note per avere angoli di lettura differenti.

    Rinnovo quindi il mio invito a Luciano – e a utti gli altri – a scrivere nuovamente: un suo parere su cosa potrebbero fare di diverso i settori giovanili – anche alla luce delle considerazioni espresse da Chivu, Ausilio, ecc. – sarebbe interessante.

    Che poi si possa o meno concordare non credo debba essere un problema.

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  69. tullio ti rispondo ma non mi piace scrivere dato che preferisco leggere e non intervenire, ma se parli d’educazione il maleducato non è stato phragrance che non ha offeso mai Luciano mentre il contrario è successo, è l’unica cosa che vorrei farti notare ti accanisci su pragrance e non guardi mai cosa gli scrive Lucinao, è una cosa molto parziale la tua se posso permettermi. Cosa succede al blog non sta a me dirlo ho già scritto cosa mi piacerebbe ma non decido mica io

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  70. e poi la chiudo.. ,perchè non voglio fare il difensore di ufficio di Luciano.

    Phragrance “…. E ancor di più i bulli che quando vengono trattati da par loro, poi scappano a frignare dalla maestra…”

    Lo ripeto…rispondo a Phragrance ,perchè ,a mio avviso e sottolineo a mio avviso, in qualche caso è andato un pò fuori giri ,in qualche risposta a Luciano.

    E comunque Luca nessuna intenzione di accanirmi contro Phragrance che ,tra l’altro,non mi sembra possa essere accostato ad un agnellino.

    Comunque, ragazzi cari ,io ho espresso la mia opinione e il disappunto per l assenza di Luciano e dei suoi post… lo invito a tornare a scrivere. In caso contrario…io continuo ad appassionarmi di Inter e non voglio dedicare più tempo del dovuto a queste noiose schermaglie dialettiche che ,molto probabilmente ,se ci parlassimo di persona , finirebbero con una risata.

    Torno a godermi il lago …

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  71. Scusa Tullio, ma dove vedi un insulto alla persona? È una chiara metafora rispetto a come si comporta, ciò non vuol significare che è “una persona spregevole” (cit.), semplicemente lui si fa beffe di chi ha un pensiero diverso dal suo, nel momento in cui qualcuno si fa beffe del suo pensiero, corre via col pallone (visto che il blog è suo) a chiamare gli amichetti o a frignare dalla maestra. Parlo sempre di azioni, mai della persona, non conoscendola. Io.

    Probabilmente, invece, come educatore pluripremiato (non sfotto, se n’è fatto pregio lui) sa che è meglio insultare la persona che criticarne i comportamenti. A me hanno insegnato altro, ma non sono un educatore.

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  72. Non scappo col pallone, lo lascio ai prepotenti e agli aggressivi che quando insultano…sono solo metafore. Comunque se il violento sono io, lascio il campo libero a quelli cortesi e gentili ch così non avranno più problemi.

    Ricordo solo che forse non c’è al mondo una persona più all’opposto di me su qualunque argomento., come lo è Roberto. Del quale non mi sono mai lamento, per il suo modo di relazionarsi.

    Il disprezzo per i dipendenti pubblici, esplicito, lo considero razzismo sociale, ma non mi stupisce, di questi tempi

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  73. Continui a confondere le cose e girare la frittata, l’unico ad aver insultato la persona sei tu. Poi mettiti pure lo smoking bianco forte di chi, pur di non perdere questo spazio ti perdona tutto, ma per fortuna qualcuno che legge e capisce chi dice cosa, c’è. Mi basta quello.

    Saluti,

    Una persona spregevole

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  74. Poi chi disprezza i dipendenti pubblici? Ho detto solo che non sono famosi per la loro abnegazione, non mi pare di dire un’eresia. Tu certo sarai diverso, d’altronde come dici spesso hai passato per 60 anni i pomeriggi a vedere gli allenamenti delle giovanili. Mica ti disprezzo, posso disprezzare una persona che conosco, tu sei due righe su un blog eh! Capisco l’ego, ma anche qualcosa meno dai…

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  75. Poi, sì, ho capito che Roberto è una persona per bene a differenza di me, non manchi occasione di fare il paragone. Lo facevi anche a scuola tra studenti modello e non? Mi sembra un ottimo sistema educativo, però appunto sono stato solo un misero docente universitario e ricercatore, tra le altre cose, mica un illuminato pedagogo che, evidentemente, utilizza metodi innovativi.

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  76. Luca, lascia stare, per cortesia! Che a dir le cose come stanno, in un posto così, ci smeni e basta… Vai avanti a leggere e – tranquillo – mi difendo da solo, i bulletti di quartiere non son mai stati un problema!

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  77. Maestra… che ne dici? È stato insultato e prova addirittura a difendersi, senza insultare, ma con eccessivo sarcasmo, lo può fare solo quell’altro, quello che insulta! Maestra!

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  78. Guardate, lo dico sinceramente avrò sbagliato io. Ma una cosa l’ho capita: i social, non questo blog, non fanno per me. Ho chiuso. Chiedo solo a tutti una gentilezza: non parlate più di me.

    materiale per discutere di Inter ne avete finché volete

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  79. Parliamo di calcio e della nostra Inter, per favore. Lasciamo le polemiche in casa d’altri che ne hanno probabilmente molti più validi motivi. Per chi ha ancora SKY, domani sera (Sabato 13/6) alle 20,00, la nostra Under 18 di Simone Fautario si gioca lo scudo contro il Bologna. Ci dovrebbe bastare il pareggio in considerazione della miglior posizione in campionato (peraltro da noi chiuso al 1’ posto).. Per chi vuole e/o può seguirla, credo sia un’ottima occasione per vedere con i propri occhi e far proprie considerazioni su quei ragazzi di prospettiva dell’Under 18. AMALA..

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  80. Scusa se mi permetto Luciano, ma il tema è che non sbaglia nessuno (se non si insulta. Poi ti è scappato e va bene, sono adulto e vaccinato e non succede niente, certo mi incazzo se dicono che sono io a farlo se non è vero), rimango convinto che si possa discutere anche animatamente delle idee altrui purché sia “a parità”: se va bene il sarcasmo, va accettato che lo utilizzino tutti, ecc… Detto questo, la smetto anch’io perché anche a me andrebbe di parlare di calcio e basta.

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  81. ok….meglio così ,dai….Un grande grazie ad Emiliano per il tempo dedicato a gestire il blog. Un saluto particolare anche a tutte le …maestre .

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  82. Sul senso del blog, parte II (la parte I appartiene già ormai ad un’altra età del pallone, quando ancora non eravamo campioni con i grandi, ma qui già non si leggeva più da tempo dei nostri ragazzi più piccoli).

    Mi chiedo se quanto accaduto negli ultimi mesi racconti una semplice diatriba sulle finanze di una squadra di calcio, o se non sia invece una minuscola sineddoche dei tempi che viviamo. 

    Luciano scrive di calcio giovanile e fornisce un servizio unico nell’intero web. Luciano decide di intervenire su altri argomenti alieni dalle sue competenze e viene ripreso una volta, Luciano continua e viene ripreso due volte, Luciano continua e… siamo facilmente arrivati a centomila. 

    Luciano poteva fermarsi e dire “io di questo non so nulla, sarà come dite voi” e tornare a parlare della ragione che ha dato il via al blog, Roberto e phdphagrance potevano dire “sappi che stai dicendo baggianate palesi e noi una volta te l’abbiamo già detto, ma ora continua pure se ti va”. 

    Invece non si è fermato nessuno. 

    Risultato? 

    La “verità” è stata ristabilita a un prezzo salato: un luogo speciale che raccontava qualcosa di introvabile altrove ora non esiste più. 

    Egoisticamente avrei barattato la “verità” per avere il blog di prima, anche perché nelle sue pagine non si incitava a trattare malattie rare con bacche e licheni, ma si parlava di pallone, magari condendo il racconto con dabbenaggini economiche – chi scrive è un umanista, bellamente ignorante della materia.

    Purtroppo in questi ultimi mesi più dell’inter, il vero protagonista dei post è stato l’ego digitale. 

    Sperando non sia troppo tardi, inviterei tutti a scendere dal loro piedistallo: Roberto e phdphagrance, abbiamo capito la vostra competenza in materia, ma scrivere quintali di inchiostro sulle pagine di un’altra persona non rafforza alcuna tesi, dimostra soltanto uno sconfinato tempo libero. Beati voi, sia chiaro…  A censire le occorrenze dei vostri interventi, questo è ormai divenuto a tutti gli effetti il vostro dominio esclusivo: dovesse continuare così, in bocca al lupo e buon lavoro. 

    Peccato, però, perché almeno a me piaceva leggere Luciano che ci racconta la crescita di Idrissou, i capricci di Gjieci e che c’è sempre qualcuno che se non mette su i muscoli nel calcio dei grandi non ci arriva mica… 

    Allo stesso modo, quindi, Luciano ti scrivo per chiederti di tornare a fare ciò che ti ha reso Luciano per tutti noi: racconta il calcio giovanile, sotto questo ombrello o altrove. Fallo e fallo bene come sai – qui sono il tuo fuoco e la tua voce, questo il tuo spazio e ancor di più il grande contributo che puoi dare alla minuta riserva indiana che si ritrova in questo luogo. 

    Una crociata continua sui conti e gli investimenti del club non credo sia mai stato il motivo che ti abbia spinto a scrivere, al di là del fatto che tu sia un economista mancato o sappia contare solo con un abaco in mano: torna invece a raccontarci il futuro, regalandolo anche a noi – con qualche anno di anticipo – quel futuro che ci aspetta o che almeno la notte, quando torniamo per qualche minuto piccini prima di dormire, sogniamo di poter aspettare. 

    Piccola nota lieta. In questo tripudio di “io”, c’è chi ne esce da signore: Emiliano, ti ringrazio di cuore per quanto hai fatto negli ultimi anni, mettendo il tuo tempo, la tua passione e persino i tuoi soldi a beneficio di tutti noi.

    Chiudo con alcune parole del filosofo francese Gilles Deleuze sul silenzio e l’importanza della sua pratica, soprattutto in questi nostri tempi di soli scranni, maestri e continui monologhi. Valgono per tutti, a partire dal sottoscritto: “Il problema non è più quello di fare in modo che la gente si esprima, ma di procurare loro degli interstizi di solitudine e di silenzio a partire dai quali avranno finalmente qualcosa da dire. Le forze della repressione non impediscono alla gente di esprimersi, al contrario la costringono ad esprimersi. Dolcezza di non aver nulla da dire, diritto di non aver nulla da dire: è questa la condizione perché si formi qualcosa di raro o di rarefatto che meriti, per poco che sia, d’esser detto”. 

    Buono scudetto, buona estate e buona vita a tutti.

    E qualora questo blog dovesse finire qui, grazie ancora Luciano e grazie Emiliano per la compagnia di questi anni.

    Con l’affetto di chi ignora persino le facce che avete, ma ha frequentato a lungo le vostre parole,

    f

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  83. Caro fg, non è tanto il tempo libero ma i cellulari aiutano a sfruttare quello dedicato, ad esempio, al pendolarismo per discutere di ciò che piace, di Inter in questo caso.

    Io continuo a non capire perchè non scrivere più di ciò che appassiona perchè ci sono stati screzi (confronti?) su alcune tematiche.

    Questo è uno spazio, non mi stancherò mai di sottolinearlo, molto ma molto cordiale.

    Se posso dare un suggerimento, qualche spunto in più portato a benficio di tutti anche da utenti che si palesano solo di tanto in tanto sarebbe utile per diversificare gli argomenti.

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