Vittoria in scioltezza, ma… senza illusioni: Lazio – Inter 0-3

Netta la vittoria contro la Lazio in una gara in cui entrambe le squadre hanno fatto ricorso a un discreto turn over. Chiaramente è un risultato positivo, ma questo non deve fare abbassare la guardia in vista della prossima finale di Coppa Italia. La Lazio ha dimostrato che quando spinge, ha gli uomini per farci del male. La finale sarà una partita molto diversa. Chivu azzecca tutte le scelte, il voto alla sua stagione è molto buono e può migliorare ancora ove si dovesse centrare anche la vittoria in Coppa. Per quanto riguarda le prestazioni individuali, la rivelazione della gara è sicuramente Andy Diouf. Il francese è poco impegnato in fase difensiva, parte molto largo, aprendo la difesa avversaria, per poi improvvisamente accentrarsi, aggiungendosi alle due punte e destreggiandosi bene anche nello stretto, come in occasione del goal di Sucic. Molto bene, ovviamente, anche lo stesso Sucic e poi certezze assolute come Barella, Mkhitaryan (secondo goal consecutivo), Thuram e l’inimitabile Lautaro Martinez. Veniamo alla Primavera. L’Under 20 vince quattro a due contro l’Hellas Verona. Vanno a segno Kukulis (due volte), Maye e Zarate. La squadra di Benito Carbone ha fatto bene in Youth League, ma in campionato si è svegliata un po’ tardi. Ci giochiamo la qualificazione ai play-off nell’ultimo turno, ma le nostre possibilità sono oggettivamente residuali. Non si deve ovviamente lasciare niente di intentato. Qualche considerazione. La nota negativa è sicuramente la fase difensiva. I singoli sono oggettivamente fortissimi per la categoria, ma si segnalano tante battute a vuoto. La ragione sta probabilmente nella difficoltà di trovare un equilibrio alla squadra nel suo complesso, anche il continuo “saliscendi” frenetico dei giocatori tra le diverse categorie. La soluzione potrebbe essere formare le squadre a inizio stagione, anche facendo slittare verso l’alto i giocatori più pronti, ma bisogna contenere il numero dei “passaggi”. Questo permetterebbe alle squadre di avere un’identità consolidata, cosa che faciliterebbe anche la possibilità dei singoli di rendere al meglio. Molto importante ad ogni modo l’efficacia del reparto offensivo di questa squadra (gli attaccanti titolari sono Mosconi, Iddrissou, Zouin, El Mahboubi; le alternative Kukulis, Carrara, Mancuso, Pinotti, Moressa…). Nessun’altra squadra ha un attacco di questo livello? Ma lo squilibrio offensivo, ha prodotto comunque un risultato come il settimo posto, provvisorio, a una giornata dal termine della regular season. Non mancano nel post ovviamente, a tale proposito, considerazioni sul concetto del c.d. “calcio spettacolo”.

È finita come era cominciata (Genoa – Inter 2-2): Inter – Lazio 2-2

Gli errori decisivi, nel testa a testa finale, pesano in maniera irrimediabile e, come sempre in questi casi, l'Inter li subisce. In questa stagione la storia è iniziata a Bologna, con un gol irregolare scaturito da una rimessa irregolare. È proseguita contro la Roma, quando non è stato fischiato un clamoroso fallo da rigore su Bisseck. Il ciclo si è chiuso con Inter - Lazio, non tanto per il rigore concesso dal... Var ai laziali, quanto per un arbitraggio a senso unico di Chiffi, la cui gemma è stato il rigore negato ancora su Bisseck. C'era il rigorino di Bisseck, c'era il rigorone su Bisseck, prima trattenuto, poi spinto a terra da dietro con entrambe le mani mentre si apprestava a calciare in porta. Detto questo è indubbio che lottare su tutti i fronti, per provare davvero a vincere, comporta necessariamente l'impossibilità di esprimersi sempre al top, situazione che si può fronteggiare solo se hai una potenza tecnico atletica nettamente superiore a tutti. In particolare fare una CL come l'abbiamo giocata noi, con le forze di cui disponevamo, ci ha portato inevitabilmente a perdere punti in campionato. Credo che questo fosse anche preventivato e il fatto che comunque si arrivi all'ultima giornata a un punto dalla prima, dopo aver subito errori arbitrali determinanti, mentre il Napoli a Lecce, per esempio, ha avuto un clamoroso regalo, dimostra che il calcolo era azzardato sì, ma non sbagliato. Se siamo in finale di CL e a un punto dalla prima all'ultima giornata, però significa due cose: che la squadra ha dato tutto, più del prevedibile e che la proprietà è la vera e unica responsabile (oltre all'AIA e alla Federazione) di quanto accaduto. Bastava prendere un attaccante forte e oggi saremmo campioni d'Italia, oltre a essere in finale di CL. Nonostante gli arbitri. Ma ci sono almeno due altri fattori da valutare: il tipo di gioco praticato da Inzaghi e gli elementi determinanti a livello psicologico, anche inconsapevolmente. Così come, stupenda la stagione della squadra, superiori ai limiti oggettivi del gruppo, è da rivolgere – senza nessuna retorica e senza nessun intento provocatorio – una domanda anche al mister: non si contano i punti persi in vantaggio, facendosi recuperare, davvero non è stato possibile trovare nessun rimedio?

Il collettivo e i “colpi”: Inter – Lazio 2-0

Il messaggio che arriva dalla gara di Coppa Italia contro la Lazio non è tranquillizzante, se si pensa alle prove decisive che ci aspettano in un lasso di tempo ridottissimo: le trasferte di Napoli e Bergamo (le nostre due più pericolose rivali, al momento) e lo spareggio, con match da dentro o fuori, contro gli olandesi in CL. Il nostro vantaggio al termine della prima frazione è venuto in modo estemporaneo, grazie a una giocata individuale clamorosa e non come conseguenza di una netta superiorità di manovra. Anzi. La ripresa è andata un po' meglio perché è cambiato l'atteggiamento tattico delle due squadre e perché a un certo punto Inzaghi ha forzatamente fatto ricorso a un cambiamento di modulo che, in quella situazione, ci ha resi più compatti. Diciamo che siamo stati più cinici rispetto agli avversari. Si dice così, quando le cose vanno bene… Migliori in campo per noi: J. Martinez, Bisseck, de Vrij, Zielinski, Arnautovic. Tutti giocatori tra quelli meno “usurati” non tanto dall'età quanto dal numero di partite giocate. Nel post anche il report sulla gara dell’Under 16 di mister Solivellas che ha vinto 3-0 contro i pari età della Cremonese. Sul piano del rendimento individuale, da segnalare come sopra la media le prestazioni di Rocca, Nese, Pannuto, Limido, Donato, Tosolino e soprattutto di Gjeci.