Segnali di ripresa dal movimento giovanile, ma purtroppo in questo momento ci “assorbono” le difficoltà della prima squadra

Momento difficile per i nostri ragazzi, sconfitti in casa dal Sassuolo con il risultato di 2-0 per i neroverdi. Nella foto: Stefan de Vrij.

Nella giornata più amara per la prima squadra, che subisce un clamoroso (ma non imprevisto) stop casalingo contro il Sassuolo e conferma di attraversare un periodo di pericolosa involuzione atletica e psicologica (1 punto nelle ultime 3 partite, 5 nelle ultime 5), qualche modesta consolazione viene dal settore giovanile dove, a parte la Primavera che por avendo vinto sembra  ormai ‘irrecuperabile’, si sono registrati buoni risultati e ottime prestazioni da parte di tutte le squadre.

Le difficoltà della prima squadra erano ampiamente prevedibili:

  1. l’Inter ha fatto uno sforzo enorme e prolungato per recuperare lo svantaggio iniziale sulle prime e portarsi al comando,

2. il suo atteggiamento tattico è, secondo me, molto dispendioso, 

3. c’è qualche manchevolezza anche nell’undici titolare (ad esempio non disponiamo di attaccanti centrali ‘di gamba’ e non esiste un play alternativo a Brozo) ,

4. poi scontiamo soprattutto l’inadeguatezza di alcun elementi della rosa e…

5. …paghiamo un calendario costruito ad hoc per metterci in difficoltà (Bergomi: “10 partite in 40 giorni, con tutte le più forti”).

Tutto questo spiega ampiamente la flessione che la squadra sta vivendo.

Gli errori di Handa pesano, ma non più del fatto che in 5 partite le punte abbiano segnato solo 2 gol (entrambi con Dzeko).

Pensare che sarebbe bastato un altro portiere per capovolgere la situazione secondo me è un errore da non fare.

In classifica l’Inter ha 21 punti più del Sassuolo, perché ha una squadra complessivamente più forte, ma il Sassuolo è più ‘fresco’ perché non ha le coppe, ha meno giocatori impegnati con le nazionali e soprattutto può permettersi di giocare alla morte solo alcune gare nelle quali i migliori possono mettersi in mostra (non a caso hanno vinto a Torino con la juve, a Milano con Inter e Milan).

Personalmente, aldilà del valore dei singoli, preferisco il gioco praticato dal Sassuolo: l’ho sempre detto, trovando ben pochi seguaci.

Non faccio confronti e paragoni con l’Inter di Conte, perché in quel caso la ‘guerra’ diventerebbe ideologica.

Dico solo che per me se hai centrocampisti che sanno palleggiare e inserirsi e soprattutto 4 attaccanti bravi e ‘di gamba’ il gioco più produttivo, alla lunga e a parità di valori individuali è quello messo in atto da Dionisi.

Tra l’altro a me sembra, ma potrei sbagliarmi, che per come è messa l’Inter e per gli uomini di cui dispone, soffra particolarmente un modulo avversario fondato sul 4231, perché ammesso che il centrocampista basso nostro, che non è mai un difensore, riesca a contenere il loro centrale a 3, mentre nelle altre tre posizioni  siamo all’uno contro uno.

 A Inzaghi adesso tocca il compito arduo di far riprendere il viaggio a un’imbarcazione che si è incagliata e non sarà semplice: bisogna ridare in tempi brevi brillantezza al motore, magari (se avessimo un po’ di fortuna) riuscendo finalmente a rattopparlo con i due pezzi nuovi, Gosens e Caicedo.

Non mi piace autoelogiarmi, ma permettetemi di ricordare che, visto il tipo di gioco e il calendario che ci aspettava, da novembre scrivevo che i rinforzi invernali per noi andavano presi per tempo, in modo da poterli utilizzare  dalla prima partita di gennaio.

Come era sbagliato esaltarsi prima, lo sarebbe deprimersi oggi.

Siamo ancora in corsa, anche se le difficoltà sono enormemente aumentate.

L’importante è che la squadra, più che i tifosi, ci creda ancora fermamente, non si divida e che il lavoro dell’équipe di Inzaghi riesca a far recuperare al gruppo una maggior brillantezza psicofisica.

Quando la squadra subisce una simile prolungata battuta d’arresto, a me per primo e certo ancor più agli altri tifosi, importa poco degli eventuali progressi del settore giovanile.

E tuttavia bisogna fare di necessità virtù: vediamo dunque se almeno da lì può venire qualche timida consolazione.

Lo stato del settore giovanile

La Primavera è finalmente tornata alla vittoria, ma su quel gruppo ormai sono riposte ben poche speranze: anche a livello di singoli, non si vedono più di 2-3 giocatori che possano avere prospettive interessanti.

Le altre nostre giovanili direi che hanno fatto tutte bene.

L’Under 18 ha perso a Bergamo 2-1

Ma ha disputato, secondo quanto riferiscono le cronache, un’ottima gara.

Andata in svantaggio, a quanto mi dicono, per un errore del portiere Raimondi (per altro ottimo e nazionale di categoria), ha raggiunto il pareggio con il 2005 Stankovic e ha colpito due pali con il 2005 Enoch, prima di subire il gol della sconfitta nel finale

Da notare che i bergamaschi avevano in campo un solo 2005, mentre noi, come è consuetudine avevamo, sin dall’inizio ben 5 giocatori sotto età (e altri in panca).

Sono un po’ duro di comprendonio (come si dice a Milano) ma il progetto finalmente mi si è chiarito.

Per i nostri 5 giovani del 2005 è stato di sicuro più ‘formativo’ perdere a Bergamo contro giocatori più grandi che vincere facilmente in un’Under 17 che ha travolto i pari età anche senza di loro (e schierando diversi  2006).

E questo ‘scivolamento’ si riverbera a catena su tutte le categorie..

Passiamo poi all’ Under 16 lasciando per ultime le due partite che ho visto dal campo (U17 e U15).

L’Inter ha sconfitto il Pordenone per 2-0, schierando questa formazione:

Castelnuovo

Re Cecconi, Garonetti, Granziera, Della Mora

Tigani, Zanchetta, Djibril

De Pieri

Lavelli, Spinaccé

In panchina: Michelan, Mocchetti A., Chiesa, Cocchi, Sotgia, Gavarini, Ciardi, Mosconi.

Da notare ancora una volta la presenza di 4 2007, mentre l’avversaria schierava tutti 2006.

La partita l’hanno decisa, con un gol per tempo. Il primo grazie a De Pieri, autore di una bella azione personale con appoggio per Spinaccé che infilava senza difficoltà e Ciardi che a 10 dalla fine si involava solitario per poi superare il portiere avversario con un abile tocco.

Under 17: Inter – Udinese 6-1

I nostri sconfiggono nettamente l’Udinese e mantengono il primato in classifica con 3 punti sul Milan.

Nonostante i giocatori ceduti all’Under 18 e persino all’U19, grazie ad alcuni rientri e ai tre  arrivi di gennaio la nostra rosa presenta 3 soli giocatori sotto età, a conferma della bontà della stessa, sia numericamente sia qualitativamente.

Sono molto curioso perché ritornano dopo lunghi infortuni due giocatori che mi sembrano fondamentali: Bovo e Ciuffo. In più voglio rivedere il greco Alexiou e i due attaccanti: Tamiozzo e Valdecantos.

Osservando la rosa della formazione odierna, si capiscono ancora meglio le strategie societarie: saliti definitivamente in U18 Stankovic e Pio Esposito (oltre a tutti quelli già passati di categoria in precedenza: Del Vecchio, Calligaris, Raimondi, Stante, Ricordi, Carboni, Quieto, Owusu), l’Inter ha preso il centravanti Tamiozzo e il centrale Alexiou per sostituirli, senza pagare scotto eccessivamente.

In tutti gli altri ruoli la squadra era coperta e in grado di primeggiare con i giocatori rimasti.

In effetti, grazie anche ai recuperi, come dicevo, la rosa resta impressionante.

L’undici iniziale schiera:

Tommasi (2006)

Miconi, Alexiou, Casani T., Castagnaro (2006)

Bovo, Di Maggio

Berenbruch, Zefi, Martins

Tamiozzo

Credo che il modulo indicato da mister Polenghi fosse in realtà un 433 con Berenbruch a fare la mezzala e Zefi e Martins esterni.

In realtà però il continuo tourbillon di 3 dei 4 attaccanti portava spesso Berembruch in fascia e Zefi in posizione più centrale.

In panca avevamo Zamarian (2006), Aidoo, Stabile, Guercio, Mazzola, Fois (2006), Ciuffo, Valdecantos, Pedrini.

L’Inter comanda il gioco e si porta presto in vantaggio con un bel diagonale di Di Maggio, che conclude una splendida azione corale.

Poco dopo raddoppia con Martins, rapido e preciso nel colpo sotto rete.

Il Venezia non molla per nulla e lotta per restare in partita.

La riapre grazie a un errore di Bovo (autore di una splendida gara per il resto) che anziché spazzare tenta un dribbling sull’avversario che vince il contrasto e conclude imparabilmente.

Il tempo finisce 2-1 ma il Venezia ha speso tantissime energie  giocando probabilmente (come si sarebbe visto poi) oltre i propri limiti.

Nell’intervallo Polenghi sostituisce Di Maggio (che giocherà due partite con la nazionale mercoledì e venerdì, prima di rientrare per il derby di sabato) con Fois, giocatore interessante, brioso e di buona tecnica. Sarei stato più tranquillo se fosse entrato Ciuffo, ma in realtà l’ex romanista ha disputato una prova di livello.

Comunque nel secondo tempo l’Inter dilaga sia perché probabilmente i lagunari avevano speso troppo, sia perché i cambi non hanno indebolito l’Inter, mentre probabilmente i veneti non disponevano di riserve all’altezza dei titolari.

Non a caso, dopo il 3-1 di Bovo che con un magnifico stacco di testa infila nell’angolino basso, facendosi abbondantemente perdonare l’eccesso di sicurezza in occasione del gol subito, le altre tre reti sono tutte dei nuovi entrati: Fois, Aidoo e Ciuffo.

E tutte di ottima fattura per le modalità di costruzione e la sicurezza nelle accelerazioni e nelle conclusioni dei realizzatori.

In complesso la squadra ha fornito un’impressionante dimostrazione di forza e completezza, che la rende con Roma e Milan la grande favorita per il campionato.

Anche tenendo conto che il Venezia non è una squadra top, è necessario sottolineare come i giocatori di qualità, almeno  a livello di settore giovanile, tra i nostri U17 siano davvero numerosi.

Questo non significa che diventeranno tutti grandi professionisti, ma che nel gruppo ci sono giovani atleti che possono nutrire legittime ambizioni.

Le pagelle

Tommasi: bel fisico e soprattutto grade personalità per un portiere che gioca sotto età. Incolpevole sul gol per il resto impegnato solo in uscite alte che sbriga con sicurezza

7

Miconi: contro i suoi ex compagni gioca una partita gagliarda, non concedendo nulla in fase difensiva e provado a spingere

6.5

Alexiou: strepitoso in marcatura, sembra un centrale di una volta potente e sicuro. Su una palla alta, in un’occasione, salta con netto anticipo, ma poi…rimane per aria diversi secondi, sino a colpire con forza. Sembra buono anche nel giocare la palla

7+

Casani T.: sicuro e determinato sull’uomo, sfrutta le sue buone doti atletiche per domare gli avversari. In crescita

6.5

Castagnaro: il ‘mio’ Jean (lo seguo con interesse da quando era pulcino) conferma anche in categoria e da sotto età una notevole capacità di corsa e una buona tecnica. Se si irrobustirà senza perdere agilità potrà fare un ottimo percorso

7

Bovo: rientro importantissimo per questa squadra, dopo un infortunio muscolare. Centrocampista completo, ha fisico corsa e qualità. Rimedia al piccolo errore con uno stacco di testa perentorio per il 3-1

7+

Di Maggio: come tratta la palla è poesia pura. Poi ha grande visione di gioco e persino un ottimo tiro. Sul suo futuro l’unica incognita è legata al fisico.

7.5

Berenbruch: in categoria non ha rivali. Per me è un esterno alla Edine Hazard dei tempi belli (fatte le dovute proporzioni). Il mister e l’allenatore della nazionale (Corradi) lo considerano una mezzala e loro ne sanno più di me

7

Zefi: l’impressione è che stia irrobustendosi  e questo sarebbe importante. Pochissimi, anche tra i professionisti hanno la sua facilità nel trattare la palla. Ieri gli ho visto portare anche importanti contrasti. Quando giocherà ad altri livelli, per non venir massacrato dovrà imparare a dare via prima la palla

7

Martins: non molto tempo fa scrivevo che c’entrava poco con il calcio. Oggi il discorso è completamente diverso. Ha velocità, ‘garra’ e sta imparando a giocare con i compagni

6.5

Tamiozzo: i risultati parlano per lui: sette gol col Pordenone, due decisivi (l’1-1 di Cagliari e lo 0-1 di domenica scorsa). Ha fisico , ma deve ambientarsi e diventare più determinante

6

Tra i subentrati davvero molto bene Fois, Aidoo, e Ciuffo, non a caso tutti in gol.

Fois è in crescita, Aidoo sarebbe l’ideale come quinto di centro campo, Ciuffo è giocator imprescindibile. Per me è un grande centrocampista (ha passo, visione di gioco fisico e tiro: strepitoso il suo gol ), ma mi dicono che la società lo vorrebbe impostare da esterno.

Gli altri subentrati ingiudicabili, con particolare riferimento a Valdecantos, apparso comunque bisognoso di ambientamento.

All. Polenghi: il mister sta lavorando benissimo. Sabato contro il Milan sarà un test fondamentale anche per lui.

7.5

Under 15: Inter – Pordenone 5-0

A segno Urbano, Rozzi, Sgrò, Balduzzi (2).

Erano due anni che non vedevo giocare i 2007, prima per il covid, poi per le restrizioni introdotte al campo Enotria, dove gli U15 giocano le loro partite, tra l’altro spesso in contemporanea con altre gare dei nostri giovani.

Ho avuto due belle sorprese:

  • La squadra gioca veramente bene, anche facendo la tara dell’opposizione non eccelsa vista più che altro la classifica degli avversari.
  • Rispetto a quello che ricordavo la squadra è molto rivoluzionata, come sempre accade al passaggio nei giovanissimi nazionali.

Allora tra i 2007 mi piacevano molto Ciardi e Mosconi (che hanno fatto il salto di categoria), Balduzzi e Mancuso, due centrocampisti determinanti, che erano  tra i pochi presenti in campo domenica; poi  Ojetti, Stante Jr,  Hoxha, Idrissou, Affronti.

Infine Cerpelletti, molto tecnico e con visione di gioco ma ‘leggerino’.

Gli altri della rosa o non me li ricordo (allora non davano le formazioni e poi in due anni si sono trasformati) o, come in molti casi, sono arrivati dopo.

Comunque la formazione iniziale era questa
Biz

Balduzzi,  Ojetti, Luchetti, Rozzi

Rovere, Mancuso, Ballo

Arrigo

Urbano, Kamal

In panchina: Taho, Carbonara, Stante, Curcuna, Cerpelletti, Papotti, Mantini, Sgrò, Affronti.

L’Inter parte forte e già al primo minuto ha una clamorosa palla gol.

Urbano si invola e si presenta davanti al portiere, lo dribbla ma si defila troppo e clamorosamente a porta vuota calcia sull’esterno della rete.

Lo stesso Urbano prima della chiusura del tempo, segna su un’azione analoga.

Nel secondo tempo non c’è partita: i nostri giocano benissimo e anche la marea di sostituzioni non abbassa affatto il livello.

Alcuni gol sono entusiasmanti, come quello di Sgrò che parte da dietro e con una serie di slalom si libera al tiro.

Magnifici anche i due gol di Balduzzi, spostato rispetto da due anni fa a terzino destro (era cc.) e davvero in possesso di doti eccellenti.

Prima di avventurarmi in pagelle vorrei imparare a conoscere meglio i giocatori.

Quasi tutti gli uomini scesi in campo mi hanno bene impressionato.

Comunque mi hanno colpito i ‘vecchi’ Balduzzi, Mancuso, Ojetti, davvero fortissimi.

Tra i nuovi (almeno per me) il centravanti Urbano credo abbia potenzialità ma deve molto irrobustirsi.

La mezzala Ballo, rientrata dal prestito a Cremona, ha fisico e si produce in buone giocate.

La punta Kamal, dalla Pro Sesto, è in possesso di un dribbling ubriacante, di uno scatto secco e anche di buona progressione.

Ma ripeto sono certo di fare un torto a quelli che non cito: solo che a me osservare con attenzione 16 uomini che o non conosco o non …riconosco (per la crescita) risulta difficile.

Ma non c’è problema perché la squadra mi piace, mi diverte e spero di rivederla spesso e presto, per essere più credibile.

Luciano Da Vite

235 pensieri riguardo “Segnali di ripresa dal movimento giovanile, ma purtroppo in questo momento ci “assorbono” le difficoltà della prima squadra

  1. I soldi per prendere un castrovilli un Bonaventura o un torreira non possono non esserci. Tu allenatore, sai che hai bisogno di un certo tipo di giocatori, se non puoi farne a meno perché non sai sfruttare quelli che hai in funzione dell’avversario, ti dimetti se hai dignità. Al di la dell’incompetenza del mister e dei dirigenti (inverosimile in alcuni) inzaghi non ha rispetto né per la società né per se stesso

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  2. A me sembra un allenatore con pochissimo coraggio squadra senza idee, Caicedo a 2 minuti dalla fine faccio fatica a capirlo anche Conte in difficoltà metteva trequartista il buon Sanchez lui fa cambi a mio modo di vedere troppo tardivi e non rischia mai, a me questo spaventa dopo concordo con la sola garra alla Vidal temo non si vada molto lontano anche io credo che ci vorrebbe un bel Castrovilli ed un buon trequartista, io richierei il buon Correa trequartista la cosa che un po’ mi fa rabbia è che la prossima la giochiamo a Torino con la Juve e temo con usciremo con i tre punti quindi vincere oggi era esiziale il mio rammarico è che non ho visto quella voglia di vincerla a tutti i costi, temo sarà molto difficile lottare per lo scudetto, pensare poi al Milan che negli ultimi anni si è riempito di qualità a basso costo più che di muscoli e vedere che vince il campionato mi darebbe parecchio fastidio ma a quel punto bravi loro

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    1. Esattamente Claudio. Non concordo solo su Correa, che francamente mi pare che si chieda sempre “che devo fare”….Hai ragione sul Milan, tieni però presente che loro hanno silurato Mirabelli dopo i danni fatti e si sono affidati a due grandi professionisti, maldini e massara mentre qui qualcuno ha deciso di confermare chi da anni prova a demolire la squadra con la sua totale mancanza di professionalità: a questo punto forse qualcuno vuole questo.
      A Torino la differenza la farà, al netto delle differenze, il fatto che loro comunque non se la fanno sotto nelle partite clou

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  3. Si, il Milan si è riempito di qualità e non di muscoli. Infatti per dirne qualcuno a caso Kjaer, Tomori, Theo, Kessie, Bennacer, Tonali, Kalulu, Rebic Leao, Giroud, Ibra sono delle …fighette che toccano bene la palla ma non corrono non lottano e perdono tutti i tackle.
    Non condivido naturalmente l’idea che Inzaghi non abbia coraggio.
    Ne dicevate di tutti i colori anche dell’ottimo Pioli, timoroso, provinciale e contropiedista quando era da noi con una squadra modesta.
    Chiunque capisse di calcio e non fosse un imbonitore interessato (ad esempio i giornalisti) si rendeva conto sin dall’inizio che questa squadra non era da scudetto: lo avrebbe potuto vincere solo su un suicidio in massa delle maggiori rivali.
    Se nel periodo in cui ‘domini’ dai 5-6 gol a qualche squadra scarsa e ancora in costruzione, ma poi non vinci gli scontri diretti e subisci troppo spesso le rimonte avversarie, significa che quando avrai una flessione (inevitabile, ancor più nel nostro caso, con un calcio troppo dispendioso, evidenti limiti di organico e di rosa, un calendario creato proprio per metterci in difficoltà), perderai 15-20 punti sulle migliori.
    Nessuno avrebbe potuto fare più di Inzaghi: nemmeno Conte, che infatti di fronte alla prospettiva di dover combattere colossi con armi spuntate, dignitosamente ha lasciato il posto.
    Il discorso sarebbe stato diverso se, partito Lukaku, avessimo preso un Vlahovic, partito Eriksen avessimo preso un fuoriclasse del ruolo, se avessimo sostituito alcune mezze figure, con rispetto, o alcuni ormai spompati nella rosa, con giocatori forti e in crescita.
    Allora avrebbe fatto bene Inzaghi, avrebbe fatto bene Pioli, avrebbe fatto bene Spalletti e avrebbe fatto bene Mancini .
    Inzaghi conosce il calcio come tutti gli allenatori con decenni di carriera a certi livelli, sa cosa può fare e cosa non può fare con gli uomini di cui dispone.
    Il problema allenatore è importante ma per me secondario.
    O possiamo ritornare a spendere o, se dobbiamo ritirarci non di fronte a fenomenti da 130 milioni, ma di fornte a buoni giocatori da 30-40 milioni, non andremo da nessuna parte e il lavoro del biennio di Conte (ma anche prima quello di Spalletti) andrà perso.
    Con questo non accuso neppure la proprietà: non può spendere, suo malgrado e non trova acquirenti in grado di pagare i debito, remunerare il venditore e fare campagne acquisti faraoniche

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  4. Niente da fare amici. Squadra ormai cotta e senza idee, una metamorfosi che non mi aspettavo per quanto visto fino a Natale. Sarà un problema mantenere il quarto posto, ma non do colpe ad Inzaghi. Questi siamo nel bene e nel male. Peccato ci avevo creduto. Vi lascio la mia buona domenica.

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    1. Si riconosco che sei sempre rimasto sempre con i piedi ben piatati a terra. Hai ragione ma che vuoi farci caro amico. Vedere la mia squadra del cuore giocare un calcio bellissimo mi ha letteralmente stregato. Sono un romantico, sarà per l’età.

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  5. Personalmente,mi spiace molto perché le competitrici non sono nettamente superiori (a parte la juve). Nonostante pecche clamorose nella rosa, si sarebbe potuto portare a casa questo campionato,lottando punti a punto.
    Il milan continua a essere fortunato e, secondo me, aiutato, ma va riconosciuto che è stato costruito bene,con un undici titolare di buon livello, e riserve di pari qualità, per cui anche le assenze non hanno portato squilibri di rendimento. Certo, senza la follia del derby, non avrebbe avuto lo scudetto in mano. La classica “sliding Door”.

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  6. Caro francesco, non immagini come avrei voluto essere io a sbagliare. La differenza però sta in ciò che si considera ‘calcio bellissimo’. Per me è bellissimo il calcio pratico ed efficace, non quello che dalle mie parti verrebbe definito ‘sberluscento”

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  7. Non voglio nemmeno considerare certi commenti volgari e…(mettete voi l’aggettivo giusto ) di Sergio.
    Per il resto ritengo che non sian otanto la questione di chi lo aveva previsto o meno,ma di ricordarci come in un campionato equilibrato , ci sono momenti che possono cambiare la stagione e probabilmente il nostro momento -clou è stato nel derby perso (al contrario di quello che era successo nella passata stagione) . Poiu subemtra anche una certa cognizione di causa ,nel senso che se ci dimentichiamo la situazione e quali erano le aspettative a settembre 2021 ..beh allora inutile iniziare la discussione.Che la ns rosa presentasse delle lacune era abbastanza evidente; a mio avvisio, forse la più grave , la mancanza di un’alternativa di peso ) nel senso anche fisico) a Dzeko. Non dico Zapata ,ma anche con un Giroud sono convinto che avremmo fatto centro ; certo manca un vice Brozovic e non aver valutato un suo papabile sostituto (cmque difficilie da trovare) è stato un errore.

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  8. Questione Inzaghi…certo ha commesso degli errori e chi non ne commette…in questo giorni hanno “scarnificato” anche Allegri. Però il dato di fatto è che abbiamo disputato 3/4 di campionato alla grande ,vinto una Supercoppa, siamo in corsa per la Coppa Italia e siamo usciti in CL dopo due grandi prestazioni contro una squadra come il Liverpool. Non vorrei aggiungere anche le gestionii arbitrali, però è certo che nei momenti topici non sono state favorevoli. Infine tutto l’ambiente mediatico ,pronto ad esaltarci in modo esagerato prima ,per poi scatenarsi nelle critiche dopo; da mesi ogni giorno una ridda di voci sulle partenze e nuovi acquisti per la prox stagione ed anche questo non aiuta certamente a dare tranquillità all’ambiente. E così, i nquesto contesto, gli pseudo/tifosi ,come il ns.caro Sergio, ci sguazzano e si esaltano nelle critiche. Cambiate squadra che è meglio per tutti !!!

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    1. Sulla forma hai sicuramente ragione, in 10 anni di blog è la prima volta che insulto apertamente professionisti, di sicuro restano sempre più competenti di me e su questo non ci piove. Sul contenuto, non può essere negato che lo stesso canovaccio tattico dispendioso per la tipologia di rosa è stato applicato senza mai tenere conto dell’avversario, della difficoltà di base dell’allenatore a cambiare la partita in corsi e di migliorare l’approccio mentale alle partite. Poi non ha mai accettato le conseguenze del fatto di correre a 150 per mesi e che ora va alla metà: siccome ripete da sempre lo stesso errore non impara dall’esperienza.
      Non può essere negata la campagna acquisti quasi completamente sbagliata, con giocatori inutili e dannosi per la squadra…non si può negare che ci sono dirigenti che da anni sperperano milioni poi recuperati in parte tramite minusvalenze e prestiti: in grandi squadre per molto meno e molto meno tempo i professionisti sono stati silurati. E hanno presi gente capace di trasformare la squadra in poco tempo

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  9. vero, tumarco, però tutte le cose che elenchi si sapevano anche quando tutto sembrava andar bene (a parte il fatto che io non credo che perdi in casa con il sassuolo e pareggi col genoa per colpa del derby. semmai è il contrario. Aver perso quel derby era la rivelazione che non c’eravamo più come squadra e avremmo perso molti altri punti

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    1. No,sul discorso derby non sono d’acccordo ! Premesso che ,non essendoci controprova, è tutto opinabile,ma forse non ricordi che tipo di partita avevamo fatto fino ai minuti finali ….compreso il nostro vizio di non saper chiudere le partite…poi gli episodi hanno ribaltato la situazione,certamente rimarcando la ns incapacità di reazione,ma come dimenticare la sensazione di superiorità fino a quei minuti. Ed anche in questo ultimo periodo…come possiamo definire la ns. una squadra scarsa ,dopo le due prestazioni con il Liverpool ?non sono trascorsi mesi da allora….ribaltiamo i giudizi così facilmente ?

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      1. Anche il tecnico della salernitana, addetto ai lavori (per cui puo dire mezze verita)ha affermato che il gioco proposto da inzaghi non è sostenibile…

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      2. Non riesco a farmi capire. quello che tu porti a sostegno della tua tesi è proprio il mio capo di accusa (anche se in realtà non accuso nessuno, è solo un modo di dire). Se giochi ‘male’ e vinci sei uno squadrone; se giochi ‘bene’ e perdi, sei una squadra largamente incompleta. Come minimo

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      3. Concordo.
        I motivi del calo netto – che è ben diverso dal non aver mai reso – sono più complessi e, secondo me,riconduibili ad una generalizzata perdita di fiducia che parte dal tecnico entrato un po’ in confusione alle prime difficoltà

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    1. Altra doppietta di Merola sotto la guida di Zeman. Sembra abbia trovato il suo mentore…..non tutto sembra perduto sulla sua crescita, hai notizie in merito? Che fu ceduto definitivamente (Empoli mi pare) penso si sappia

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  10. Temo la rincorsa si sia chiusa: per riaprirla occorrerebbe vincere a ovinlandia ma ci vorrebbe un allineamento perfetto di pianeti e un arbitro che ha decisio di smettere e si vuol togliere qualche soddisfazione.
    Io non concordo nel dire che più di così non avremmo potuto fare, neppure con altri allenatori. Questi confronti, per me, non possono essere fatti poichè si sarebbe potuto fare peggio, certamente, ma anche meglio.
    I fatti, purtroppo, ci dicono che i cali delle squadre di Inzaghi si sono sempre materializzati e noi non ne siamo esenti. Anche alla Lazio, con il contropiedista per eccellenza, il buon Ciro.
    Penso i problemi siano più profondi e non siano derublicabili a calendario fitto o calo atletico. Il calo è psico-fisico ed è stato verticale dopo il derby. Probabilmente la pressione è troppa per Inzaghi, non ancora maturo a certi livelli. E lo stesso vake per alcuni giocatori che necessitano di una guda forte.
    Che fosse avanti gobba ci starebbe (vedendo rosa) ma che siano davanti squadre che per infortuni e coppa d’africa sono state dimezzate per parecchio tempo no. La ragione va ricercata in noi stessi e tecnico non ne è esente.
    Che pilastri come Barella, De Vrj, Lautaro e, in parte, anche Bastoni siano così giù, tutti, non può essere imputabile solo agli atleti. Piuttosto io ci vedo una disorganizzazione generale che fa perdere la luce non appena le cose non girano bene (appunto, derby ritorno).

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  11. Ho letto su Gazzetta.it questa dichiarazione di Nicolato, ct dell’U21, che fotografa un quadro desolante ed ormai consolidato da anni.
    Possibile che in Italia i talenti siano sempre meno?
    “Abbiamo bisogno di voi – dice rivolgendosi ai giornalisti nella conferenza stampa che apre il raduno a Tirrenia – c’è bisogno di mettere in discussione questa cosa, dobbiamo cercare di trovare una soluzione a una situazione che siamo destinati a subire molto, come calcio italiano in generale. Siamo partiti da una Under 21 che aveva giocatori di Serie A, tra poco andremo a cercarli in Serie C. E’ una tematica di cui dobbiamo tutti sentire la responsabilità. Non è un andamento che ci porterà grandi risultati. Nella nostra squadra in attacco non gioca più nessuno, qualcuno aveva iniziato, ma quando i campionati vanno verso i momenti decisivi i primi a rimetterci sono i ragazzi. Che poi noi consideriamo ragazzi anche gente di 22 anni, che non sono bambini. Giovani fino a quando?”

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    1. C’è oggettivamente poco coraggio. Chi compete per la vittoria vuole esperienza (e si vede nel nostro caso quanto è utile il 34enne Caicedo), chi deve salvarsi cerca esperienza (e vediamo Salernitana con i colpi over30 che miglioramenti ha ottenuto). Alla fine i ragazzi finiscono per giocare la parte finale di campionato in squadre senza ambizioni europee ma sufficientemente lontane dalla zona retrocessione: 3 o 4 team.
      Poi i conti sono in rosso e la competitività bassa.
      Qualche anno fa ho letto alcuni articoli interessanti sul caso Germania: il fallimento improvviso del gruppo televisivo che aveva comprato i diritti del campionato portò una drastica riduzione del flusso di denaro costringendo le squadre ad anni di vacche magre e a “dover” dare fiducia a giovani. La squadra nazionale ha vinto un mondiale e sfiorato un europeo.

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  12. Non si può citare Caicedo e non citare Dzeko, Ibra, Cr7 negli anni di juve, Giroud eccetera. Le storie degli altri Paesi non sono paragonabili. nessuno in Italia è masochista. giocano quelli che sono più forti in un organico. L’etànon può e non deve essere una discriminate in positivo o in negativo. Kulu, Bastoni Donnarumma e qualche altro, poiché erano bravi si sono affermati prestissimo. Qualche altro ha avuto necessità di un po’ più di tempo. Altri ancora non arriveranno mai a certi livelli. basta demagogia, nessun addetto ai lavori è masochista

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    1. Proprio vero dai. Mi viene in mente Esposito che per mesi abbiamo osannato e proposto per la prima squadra (me compreso). Alla prova dei fatti decisamente poco pronto.

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  13. Anche io, con in ballo uno scudetto, non rischierei un primavera (a meno che non sia un super talento, fisicamente e mentalmente pronto). In più la squadra pare non avere quei punti di riferimento emozionali, dei leader, necessari per inserire in campo un giovane in questa situazione.

    Visto che sono in pieno revival sulla quinta del buitre, quei ragazzi furono inseriti in una squadra che aveva senatori di riferimento come jaunito, Santillana, Gallego e in panca il creatore del mito del Real Madrid: Alfredo di Stefano.

    L’inter di questo periodo mi pare totalmente scollata, non potrebbe sostenere nessun nuovo giocatore.

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    1. Avrei provato giocatori nel momento in cui le cose giravano bene. Ritengo un errore, per esempio, nn aver utilizzato Satriano, salvo poi prendere Caicedo.
      Ma ora, mi pare improponibile.

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  14. Non mescolerei utilizzo di Ibra o CR7 35enni con quello di Caicedo o Kolarov; le arance non si possono confrontare con i sassi.
    Il mio riferimento era tra includere nelle rotazioni (non certo tra i titolari) ragazzi più giovani al posto di onesti mestieranti, nulla di più, ormai in parabola discendente. Un conto è, infatti, avere Ribery 38enne (e allora il ragazzo aspetta perchè 45 minuti di qualità li hai), un altro è avere Caicedo per Satriano.
    Nicolato ha citato numeri oggettivi, che sono molto diversi da ciò che accadeva anni fa. Da qui le considerazioni.
    Se poi partiamo del presupposto che i professionisti non sbaglino mai, ovviamente possiamo stoppare ogni discussione. Per me, tuttavia, ciò non corrisponde al vero. E lo vediamo in ogni professione: i medici sono tutti laureati ma qualcuno è più bravo di altri e penso che tutti lo abbiamo sperimentato.
    Altrimenti prenderemmo la classifica degli stipendi pagati e avremmo la classifica di serie A fatta e finita ancora prima di giocare. Fortunatamente non è così perchè entrano in gioca bravura ed errori.
    Lavoro, lungimiranza e anche coraggio consentono di ribaltare pronostici e questo è il bello di questo sport. Senza polemica, ovviamente

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  15. Ci sono medici più bravi e medici meno bravi, ma tutti nel loro settore ne sanno più di un impiegato delle post, un falegname, o un imbianchino. ma sulla tua prima frase sono d’accordo: le arance non si possono confondere con i sassi. Infatti non è questione di età, ma di qualità. Se poi una cosa che sembrava un sasso col tempo si rivela un ‘arancia, il discorso cambia.. Se caicedo non è buono ho sbagliato a prendere caicedo, ma se prendevo un altro di 33 anni che faceva bene non sbagliavo. Invece se mettevo Satriano i cui limiti del momento li conoscevo benissimo, facevo male in ogni caso. E facevo il male di satriano, che non avrebbe mai giocato, perdendo un anno, come Pinamonti a suo tempo. Invece se perde un anno Caicedo, non ha molta importanza

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  16. Di quello che dice Nicolato, sinceramente mi importa poco, eppure lo stimo. Come stimo mancini che ora parla di giovani italiani, ma nella sua squadra, quando era all’Inter, aveva voluto i più celebrati campioni stranieri.
    Naturalmente non è che non capiscono, ma come è ovvio tirano l’acqua al proprio mulino.
    Non discuto i numeri di Nicolato: quel che discuto è l’analisi delle cause del fenomeno. E sono certo che se Nicolato allenasse l’Inter farebbe le stesse scelte che hanno fatto tutti gli altri. Dentro i più forti, indipendentemente dalla carta di identità

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    1. Concordo sul dentro i più forti, ci mancherebbe.
      Ciò su cui non concordo è che le scelte fatte siano sempre quelle giuste: soprattutto quando parliamo di seconde linee.
      Li, secondo me, degli errori si possono compiere. E’ semplicemente umano. Tanto che spesso basta un cambio di guida tecnica o societaria per puntare su giocatori che fino all’anno prima era ignorati.
      Ripeto, io lo considero un fatto normale nonchè il sale delle discussioni che facciamo noi tifosi osservando ciò che è avvenuto

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  17. Personalmente su questo argomento la penso come Roberto Fratter.
    Io non ho ricordi di giovani calciatori bruciati dall’Inter perche’ buttati allo sbaraglio . Mentre ricordo tantissimi “senatori” venuti a svernare da Noi. Ma decine e decine di ricordi … Con questo mi rendo conto che la scelta per un allenatore non sia semplice. Pero’ forse ripensare a una gestione diversa, alla luce degli ultimi 10 ..20 anni, del giovane che esce dalla primavera, potrebbe aver senso. Ma da parte della societa’! L’allenatore guarda al risultato a breve/brevissimo e, se non “guidato/forzato”, non e’ interessato ad altro.
    Temo che, proseguendo l’impossibilita’ ad avere Presidenti alla Moratti, diventera’ essenziale la capacita’ di scouting e la gestione dei giovani.

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    1. Becca: il problema non è se ci sono stati giovani bruciati dall’Inter perché fatti esordire troppo presto, anche perché se si sono bruciati, cioè non hanno avuto successo, come si fa a dire che è colpa del precoce avvio?
      A parte il fatto che potrei fornirti una schiera di nomi di giovani che hanno esordito in prima squadra e poi non hanno giocato neppure in C, ma non ritengo che sia per l’esordio precoce.
      Il problema è un altro: se metti giovani non all’altezza bruci…l’Inter.
      Se un giovane è bravo e l’Inter non lo fa giocare, ha successo altrove. Io ricordo solo il caso di zaniolo, che si è subito affermato. Tutti gli altri che volevamo (volevate) subito in prima squadra o giocano, dopo alcuni anni in C, oppure qualcuno in B e alcuni in A, ma in squadre medio basse e dopo 3-4 anni.Se nel prossimo futuro sarà decisiva la questione del lancio dei giovani, significa che noi torneremo a centro classifica

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    1. probabilmente non riesco a spiegarmi, non dico che dobbiamo fare una squadra di 11 giovani, dico che forse tra un Kolarov e un Caicedo, spazio per un giovane lo si puo’ trovare.

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  18. Sull’argomento giovani devo dire che non ricordo fenomeni usciti dalla cantera inter che poi abbiano sfondato altrove. Detto questo e guardando al presente, penso ai 2003 e guardo a Wirtz e Musiala titolarissimi in Germania… in Italia di 2003 promettenti chi abbiamo???? Personalmente penso a Gnonto, Baldanzi, Fazzini, Miretti, Scalvini, Mulazzi, Giovane, Casadei… ma sono al livello dei due tedeschi???? Non credo… poi non so, magari domani verrò smentito. In Italia c’è molta/troppa pressiome sul calcio ma se un manager ha fra le mani un crack… lo fa giocare, a meno che non sia pazzo. P. S. Io Baldanzi, Miretti e Casadei li farei giocare… hai visto mai.

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    1. Bourbon: i giocatori che citi sono tutti molto forti ai loro livelli e si vede che sei un esperto di calcio giovanile. Sono tutti molto interessanti e fra 2 o più probabilmente 3-4 anni potremo trovarne qualcuno in squadre di primo livello. Quando abbiamo tenuto Pinamonti tutti a dire che era un anno perso per lui. oggi tutti vorrebebro…satriano. Ma Satriano ha guadagnato un anno, non l’ha perso.
      Ci sono tanti fattori da considerare, non solo se uno tocca benino la pallone citerò uno solo. Prendete un calciatore qualunque di successo oggi e confrontatene la foto con quelle di quando era in primavera: ci sono almeno 6-7 kg di muscoli in più.
      Poi lo ripeto, Mennea a 19 anni era campione juniores con tempi attorno ai 10,8 . A 25 era campione olimpico con un decimo in meno. E questo vale per tutti.
      ma il fattore fisico è solo uno dei tanti che si ‘coltivano’ con il tempo.
      Poi che ci siano rarità straordinariamente precoci è fuori di dubbio e chi li ha li utilizza (Donnarumma Bastoni, Vlahovic, lo stesso zaniolo si sono affermati presto perché erano straordinaraimente precoci e completi. Assicuro che giocherebbero anche nella bieca Inter

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  19. Facciamo giocare i giovani….certo se meritevoli,ok. Poi però quelli che chiedono largo ai giovani ,dopo due partite perse ,vengono a lamentarsi e chiedere di cambiare allenatore; basta osservare quello che sta succedendo con Inzaghi…elogi a non finire fino ad un mese fà,adesso è diventato inadatto.

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  20. Anch’io avrei molti dubbi su Dybala all’Inter. Poi molto dipenderebbe da chi lo affianca.
    Tornando al discorso di prima il calcio italiano inteso come settore giovanile ha prodotto negli ultimi anni Chiesa, Zaniolo, Kulusevski, Scamacca, Raspadori Pinamonti Vlahovic, Kean, Bastoni, Pellegrini Tonali Frattesi e altri che dimentico. Tutti arrivati in serie A intorno ai vent’anni. A dimostrazione che quelli davvero buoni trovano spazio presto, come altrove

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    1. Il concetto nella sostanza è giusto se sei forte e cresci a certi livelli ci arrivi, molto sicuramente dipende anche dalla professionalità. Eppure ci sono scelte fatte su come e dove crescere che possono perlomeno rallentare il processo: ad esempio, la serie b rispetto a ragazzi con determinate qualità tecniche risulta meno alienante di campionati esteri con maggiore visibilità e che permettono di esprimere anche il proprio potenziale: ad esempio il campionato svizzero, forse meno allenante della serie b sul piano dei contrasti e della lotta (ma comunque non si differenzia in modo radicale) permette di esprimere maggiormente le qualità tecniche di base. Gnonto molto probabilmente avrebbe trovato molto meno spazio in serie b che nella a Svizzera, esattamente come esposito prima e mulattieri poi (professionalità squadra e competitività poi aiutano ovviamente). Voglio dire, giocatori talentuosi come frattesi e scamacca in altri campionati si confrontano con la massima serie a 20 anni non a 23, e anche per le condizioni su esposte, crescono più rapidamente. Un Bonazzoli, anziché fare spezzoni in tante squadre, sarebbe cresciuto più rapidamente in un campionato che aiutava anche ad esprimere le sue qualità tecniche oltre che mettete su muscoli e minuti nelle gambe. Le scelte sbagliate comunque rappresentano un ostacolo allo sviluppo e in Italia la pratica è diffusa.

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  21. Ma infatti la questione giovani non va focalizzata solo sull’Inter, ma sull’intero sistema italiano. Perché all’estero fanno giocare ragazzi del 2003 in un ottavo di Champions (vedasi il Liverpool all’andata con noi)? E fanno giocare anche giovani che poi non mantengono le promesse, però sono titolari o prime alternative.
    Ricordate Bartra del Barcellona per fare un esempio? Ha avuto una carriera discreta, non è certo un campione, però a 22 anni aveva già 8 presenze in Champions e a 23 aveva giocato 30 partite in stagione.
    In Italia Scamacca ha cominciato a giocare titolare, in una squadra di media classifica, a 22 anni. E le qualità di Scamacca si vedevano anche a 19 anni, ma nessuno, neppure le piccole squadre di A, ci hanno creduto. Sono convinto che in Germania o Spagna o Francia avrebbe giocato molto di più quanto fatto finora. E Scamacca è solo un esempio.
    Allora, o in Italia circolano pochi talenti di valore – sia italiani che stranieri – oppure c’è una falla nello sviluppo dei giocatori e nel loro conseguente utilizzo in prima squadra.

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  22. Non le qualità, ma le potenzialità. Se Scamacca a 19 anni non giocava in serie A èperché non ne era ancora all’altezza. Se fosse stato più forte dei giocatori della rosa in cui era inserito avrebbe giocato.
    Io proprio non capisco sta storia di chi all’estero viene impiegato prima. si vede che non avevano di meglio.

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    1. Io in verità ponevo un altro quesito, ovvero perché in Italia i giocatori giovani già pronti sono così pochi. Perché la discrepanza tra ventenni che giocano spesso nei top club stranieri e quelli che giocano in Italia è davvero notevole.

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  23. Angelo dice, per me correttamente “Allora, o in Italia circolano pochi talenti di valore – sia italiani che stranieri – oppure c’è una falla nello sviluppo dei giocatori e nel loro conseguente utilizzo in prima squadra.”
    Non lo so con certezza, ma tenderei per questioni statistiche più a credere alla seconda ipotesi poichè di colpo non possiamo essere privi di talento.
    Io, forse mi sono spiegato male, non faccio riferimento a Zaniolo, Bastoni, ecc., giocatori sopra media che è normale siano notati e utilizzati (anche se Zaniolo, a propositoi di errori, noi evidentemente non lo abbiamo notato).
    Parlo di seconde linee che possono completare una rosa dando un rendimento pari a chi, spesso in fase finale della carriera, viene preferito loro, liberando risorse per investire con decisione su chi possa realmewnte fare la differenza.
    Sabato nella Fiorentina ha giocato Duncan (ma idem Benassi dell’Empoli): da ragazzo lasciava intravedere buone qualità atletiche nonostante si potesse intuire non sarebbe diventato un top di ruolo. Questo tipo di giocatori, per me, deve entrare nelle rotazioni (non come titolare inamovibile dove ovvio ci vogliano Barella, Chala e Brozo se vuoi competere) perchè non può fare peggio di Schelotto, M’vila, Mudingay, ecc. oppure oggi di un Vecino di cui si dice non abbia la testa stante la prossima scadenza del contratto (e le prestazioni lo confermano).
    Con il vantaggio di una maturazione più veloce rispetto al fare panchina in squdre di serie B che, causa non proprietà del ragazzo, dopo un po’ rinunciano a puntarci facendo in quel caos si perdere anni preziosi nella mediocrità.
    Io contemplo l’errore nele scelte spesso motivato dal non voler rischiare: è ovvio che se Vecino o Kolarov performano male, la società rischia meno di fronte alla piazza perchè ha scelto due nomi e non due scommesse. Ma se hai vincoli finanziari stringenti, come nel nostro caso, è una strada che non porterà mai a costruire nulla di duraturo

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  24. E’ una discussione in cui è stato detto tutto e non credo che nessuno cambierà idea. Io non sono così sicuro di quello che accade nelle altre squadre, ma so che nella nostra Primavera non c’è nessuno che OGGI potrebbe sostituire senza far danni nessuno dei 25 titolari. Di questo sono certissimo

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    1. Ed è questo il punto per me, Luciano. Perché? Perché il Bayern, il Liverpool, lo United, il Real che giocano ad altissimi livelli, più alti del nostro, producono giocatori giovani che possono giocare in Champions, mentre da noi non c’è nessuno addirittura in grado di competere nei professionisti? Perché da noi, salvo rarissime eccezioni, i giocatori anche di talento si affermano a 22/23 anni? Ci devono essere dei motivi ed evidentemente ci sono delle falle nel reclutamento e nella formazione dei giovani.

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      1. Sui motivi tecnici non ho copetenza per rispondere.
        Però mi sento di sostenere che il problema ambientale esiste: si brucia, serve esperienza, ecc. sono tutti elementi che fanno parte del calcio italico, alimentati da stampa e ormai parte dell’opinione pubblica.
        E questo nelle scelte di società e allenatori finisce per pesare eccome per cui spesso prevale il “mglio non rischiare”.
        Perchè è ovvio che puntare su un 19enne è un rischio poichè non ha alle spalle stagioni tra i grandi. Una propensione al rischio che altri paesi, per ragioni finanziarie ma anche culturali, è maggiore.
        Non riguarda solo il calcio in Italia ma molti ambiti della società: basta vedere età media dei ruoli a cui sono assegnati determinati incarichi. Givane è sinonimo di sprovveduto e se per alcuni ristretti ambiti può anche essere corretto, in un gioco come il calcio, perchè di un gioco si tratta, francamente è per me incomprensible

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  25. I motivi possono essere tanti, decine. ne cito solo due : Il nostro campionato è molto più complesso e tattico degli altri, negli altri Paesi c’è una marea di giocatori originari di paesi africani, asiaticì e sudamericani, di prima seconda a o terza generazione. Questi elevano il livello dei settori giovanili, favorendo anche i progressi dei ragazzi autoctoni

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  26. Tutto il discorso mi risulta incomprensibile, perché la questione non è rischiare o non rischiare. Il problema I è che qualunque allenatore vede che cosa sa fare ogni suo giocatore e che cosa non sa o non sa ancora fare. E sceglie sempre il migliore di OGGI. Se hai un giovane davvero forte non rischi nulla, se non fai giocare un giovane ancora inferiore ai titolari…non rischi nulla.
    bruciarsi o non bruciarsi, quella si è una sciocchezza. nessuno si brucia per aver giocato troppo presto.
    Se fossi allenatore dell’Inter e si fa male Barella, per esempio, col cavolo farei giocare casadei anziché gagliardini

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  27. Sono già partiti i processi contro il calcio italiano e contro i settori giovanili…dopo la storica sconfitta azzurra hanno cominciato a rincorrersi voci disparate, alcune veramente assurde: tassa del 20% su chi compra giocatori stranieri, limite a 2 stranieri per squadra, obbligo di inserire parecchi giovani made in italy in rosa per tutti….vedremo di concreto cosa si farà

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    1. Sempre le stesse considerazioni demagogiche….pistolotti su pistolotti,poi alla prima occasione tutti i giornalai enfatizzano oltre ogni limite di decenza .le prestazioni di un giocatore giovane dopo le prime tre partite di buon livello…..per direr Lucca sembrava destinato a diventare un papabile titolare della Nazionale da subito,Jorginho doveva essere candidato al Pallone d’oro….etc, etc…Nessuno però che si scagli con decisione contro il “Sistema calcistico italiano” con un Lega ingovernabile ,una Federazione che no nrtiesce a prendere decisioni progettuali. con un campionato nel quale , ad inizio aprile, non è ancora stata presa una decisione sulle partite rinviate tre mesi fa.

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  28. Se volete sapere quali sono i migliori prospetti futuri e cosa deve fare la FIGC per risollevarsi seguite CARLO PIZZIGONI . Lui si che se ne intende

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    1. Il Pizzi è di gran lunga la persona più squisita e competente che io abbia conosciuto nel mondo del calcio. Abbiamo una visione del calcio teoricamente all’opposto: lui è un poeta, io un realista. Però credo che non ci siamo mai trovati in disaccordo sul giudizio di un singolo giocatore. Lui ama gli allenatori creativi, io quelli pratici

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  29. Oggi ho visto Inter Como U16.
    Era un’amichevole e il risultato (4-1 per noi) non conta.
    Però ho visto delle cose interessanti.
    Prima di tutto allenato benissimo da uno dei più grandi mister del calcio giovanile italiano: GianMario Corti nostro indimenticato ex.
    C’erano tra i nostri alcuni assenti (tra tutti Spinaccè, forse il più forte) e 4 ragazzi del 2007, tutti bravi.
    Conferme sulle qualità di Bertagnon, Lavelli De Pieri, e dei 2007 Mosconi e Mancuso
    Ma soprattutto ha destato grandissima impressione Re Cecconi.
    L’ultima volta l’avevo visto più di due anni fa, ma i progressi sono incredibili.
    Giocatore che, da terzino destro, in categoria non può avere rivali: ha fisico, gamba, tecnica, intelligenza calcistica.
    Per intenderci, sulla corsa stava ai rivali come Hakimi, per la tecnica come Cancelo, per la potenza come Dumfries, per l’intelligenza calcistica ancora come Cancelo.
    Disarmante è la semplicità delle sue giocate, anche a un tocco.
    Naturalmente questo tra i pari età e a sedici anni.
    Ma se continua così ne sentiremo parlare presto e molto

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  30. Ciao Luciano momento complicato per il calcio italiano, per noi nerazzurri ancora di più. Mi consola sapere di giovani di belle speranze. Continua per favore a darci notizie di loro. Ne abbiamo grande bisogno.

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    1. Da quanto si dice sui debiti, anche solo per prendere uno dei 4 bisogna vendere concretamente (vecino a zero non conta, vidal e sanchez li mandi via con la rescissione). Se si vendono de vrij lautaro e skriniar( più eventualmente pinamonti agoume ed esposito) si dovrebbero riuscire a prendere i due del Sassuolo e bremer. Ne vale la pena? Non lo so, io rinuncerei più facilmente a barella che a skriniar, visto che l’italiano ha fatto solo un anno a grandi livelli ed è ormai cotto dall’estate scorsa.

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      1. Naturalmente, se davvero si riuscisse a inserire Pinamonti si potrebbe fare affidamento a sole 2 cessioni eccellenti (cosa più logica, scegliendo oltre a de vrij barella) riuscendo ad arrivare ai due del Sassuolo e a bremer. Ci vorrebbe un centrocampista in più e bisognerebbe trovare opportunità. Arrivare ad un altro attaccante per sostituire lautaro sarebbe molto più difficile

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    1. Barella per continuità non vale la candela. Ha 25 anni e a parte la stagione scorsa ha dimostrato di essere un discreto giocatore che non da quel quid di qualità e quantità di cui si ha bisogno. Ammetto che nei fatti solo Tonali, 4 anni in meno, ha dimostrato di essere molto piu forte e completo. Credo che giocatori buoni come barella a un prezzo inferiore si riescono a trovare (frattesi è un esempio) mentre trovare un attaccante buono a un prezzo equivalente sia molto più difficile

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    1. Questo bisogna chiederlo a Mancini. I risultati brillanti degli azzurri non depongono a suo favore….questa poi è storica…

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    1. Mi pare sia sotto gli occhi di tutti le prestazioni di Barella. Che sono sottotono in pratica dagli ottavi degli europei….da allora non ha più recuperato l’intensità e la brillantezza della scorsa stagione. Certo ha tirato tanto la carretta ma di fatto fino all’arrivo di Conte le sue prestazioni erano queste, buon dinamismo ma difficoltà a dare continuità a intensità e a ritmo a certi livelli. È un buon giocatore senza dubbio ma un tantino sopravvalutato, a livello mediatico succede a tanti giocatori (mi devo ricredere ma anche un altro giocatore, locatelli, che ritenevo più forte non ha fatto la differenza che ci si aspettava e probabilmente, a parte il tiro in positivo e la corsa in negativo, equivale in realtà a niccolo sotto gli altri aspetti). Comunque in questo scenario mediocre è comunque probabilmente il secondo centrocampista in Italia, non male sicuramente. Sono anni che, a parte tonali, l’Italia non genera più campioni o potenziali campioni del ruolo

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    1. Io mi concentrerei sul fatto che nell’ultima sfida d’italia barella è stato annullato da un mediocre come rabiot (o raviolot, è uguale) questo dovrebbe far pensare sul suo rendimento di quest’anno. In ogni caso qualcosa in più Niccolò può fare

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  31. Il post non lo mando più, mi arrendo.
    del settore giovanile non importa nulla neppure alla società, che ha pubblicato “settore giovanile tutti i risultati del we” Giocavano 4 squadre giovanili maschili, ma loro hanno pubblicato solo i risultati delle ragazze

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  32. Non mollare Luciano, proprio per quello che stanno combinando in societa’ abbiamo bisogno sempre di piu’ delle tue informazioni sui ragazzi. E grazie mille per tutto cio’ che hai condiviso fino ad oggi.

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