Inter U17 Campione d’Italia: uno, due, tre… Seba!

L’avevo scritto prima della partita decisiva: la somma dei risultati ottenuti dalle nostre giovanili nei campionati nazionali conferma il primato assoluto della nostra società a livello di lavoro svolto con i giovani.

Sì, perché 4 finali su cinque testimoniano un valore di vertice raggiunto in tutte le categorie.

Certo poi, se avessimo perso 4 finali su 4, qualche domanda avremmo dovuto farcela.

Ma così non è stato e sono convinto che possiamo considerare un infortunio anche la sconfitta contro l’Empoli dell’Under 16, con tutto il rispetto per i toscani, perché troppi episodi hanno ‘congiurato’ a nostro danno.

Nelle altre due finali siamo stati in partita fino alla fine e avevamo contro avversari con i quali la sconfitta poteva starci.

Un po’ di storia

La serie storica dei risultati conferma la nostra supremazia e indica anche, grosso modo, il periodo in cui è avvenuta la svolta e si è affermata la nostra quasi egemonia.

La Primavera dal ‘63 ad oggi ha vinto nove tituli (come il Toro, uno più della Roma, 4 più della Lazio e 5 della juve…).

Ma se disaggreghiamo i dati, prima e dopo il 2001-2002, abbiamo che nei 38 anni precedenti abbiamo vinto uno scudo ogni 9,5 anni, nei 18 anni successivi, uno ogni 3 anni.

Gli Under 18 (Berretti) sono preceduti dal Torino (11 tituli contro 6) e per un titulo dal Milan.

Bisogna però considerare che spesso le finali in questa categoria sono poco veritiere in quanto chi viene eliminato in Primavera, a volte schiera la Primavera stessa per le finali Berretti (ricordo in particolare una scelta di far giocare in blocco la Primavera da parte di Roma e Milan, in due distinte finali).

Comunque anche per questa categoria, disaggregando i dati, abbiamo che dal 2001-02 il Toro ha vinto tre volte, l’Inter tre volte, il Milan una.

Campionato Under 17: esiste dal ’59. Vi abbiamo ottenuto otto tituli, contro i sette della Roma, i 5 del Milan, i 5 del Toro, i 4 dell’Atalanta.

Disaggregando ancora i dati abbiamo che i nostri nei primi 43 anni hanno vinto 4 tituli (1 ogni 10, 7 anni) mentre dal 2001-02 ne hanno vinti 5 (uno ogni 3,6 anni).

In particolare negli ultimi 4 anni l’Inter ha vinto due volte, ed è stata finalista in un ‘altra occasione.

Campionato Under 16: esiste da 3 anni. Un titulo ciascuno per Milan, Inter ed Empoli.

Va dato all’Empoli ogni merito, ma si deve riconoscere che qualcosa di strano è successo in quest’occasione, perché per esempio l’Empoli nello stesso girone del Genoa è arrivato quinto con i grifoni terzi. E nelle ultime partite della regular season Empoli Genoa è finita 0-0 mentre nei quarti di finale l’Inter (doppio confronto) ha eliminato il Genoa con un 5-1 (1-1 e 4-0) complessivo.

Campionato Under 15: esiste dal 1983-84. Noi abbiamo conquistato 9 scudi, la Roma 6, l’Atalanta 5, la Lazio 3.

Sei dei nostri tituli sono venuti negli ultimi 18 anni (uno ogni 3 anni) mentre nei 18 anni precedenti ne avevamo conquistati solo 3 (uno ogni sei anni)

Se questo excursus sommario fa giustizia di tanti pregiudizi, non si può negare che la finale di quest’anno contro la Roma si prestava a considerazioni preliminari abbastanza ansiogene.

Le considerazioni… dell’attesa

Chi aveva seguito regolarmente l’Inter, sapeva di poter contare su una squadra di valore assoluto, come poche volte era capitato negli ultimi anni.

Ma la squadra veniva da un campionato molto tirato, probabilmente più competitivo e stressante di quello del girone meridionale.

La stessa semifinale contro l’Atalanta sulla carta era apparsa più difficile di quella della Roma, impegnata da un Napoli che sta scalando posizioni nelle graduatorie giovanili ma non ha ancora maturità ed esperienza in questi match da dentro o fuori.

Molti nostri giocatori chiave avevano vissuto una stagione travagliata da infortuni anche di lunga durata o ricorrenti e la loro condizione non poteva ancora essere considerata ottimale.

E’ il caso per esempio di Oristanio, Mirarchi e dello stesso Squizzato, che probabilmente dopo il rientro ha avuto più occasioni di cercare la condizione con la nazionale che con l’Inter.

Boscolo, il centrocampista che personalmente considero forse il più forte dell’intero campionato era ancora fuori, sempre per infortunio e un altro 2002, Persyn, non ha mai giocato un minuto con compagni d’età.

Le due frecce più acuminate del nostro arco, Esposito e Gnonto, negli ultimi periodi avevano giocato tantissimo, dividendosi Wyllo tra Under 16 e Under 17 (e risultando sempre decisivo in entrambe), Seba addirittura tra Under 17, Primavera e europei della selezione under 17, anche lui risultando sempre decisivo e irrinunciabile.

D’altra parte l’andamento delle due squadre nella regular season alimentava qualche timore, perché la Roma aveva fatto meglio: 64 punti contro 56; 126 gol segnati contro 64 e 26 gol subite da entrambe.

Per la verità c’era il sospetto, come accennavo prima, che il girone meridionale fosse molto meno competitivo rispetto al nostro, sospetto acuito dal fatto che la dominatrice di quel girone, non aveva neppure un convocato agli europei per nazioni, contro i numerosi nostri giocatori.

La Juventus, che invece ne aveva moltissimi, è stata estromessa con risultati clamorosi dall’Atalanta, che, come noi e appunto gli ovini avevano tanti nazionali.

In teoria si poteva anche pensare che la vera finale fosse Inter – Atalanta, ma sarebbe stato un errore, anche perché contro la Roma avevamo prevalso a fatica nella fase finale della stagione precedente (under 16 di allora).

La partita

Roma (4-3-3):

Boer;

Tomassini, Tripi (C), Buttaro, Suffer;

Bove, Astrologo, Milanese;

Cancellieri, Agostinelli, Zalewski.

(A disp.: Trovato (GK), Morichelli, Ciucci, Muteba, Aglietti, Carlucci, Ciervo, Travaglini, Tueto, Fotso).

Inter (4312):

Stanković;

Moretti, Cortinovis, Pirola Di Marco,

Cester, Squizzato, Mirarchi,

Oristanio

Esposito (C), , Bonfanti.

(A disp.: Tononi , Alcides Dias, Sottini, Wieser, Sangalli, Šimić, Casadei, Gnonto, Sakho).

La scelta degli uomini, e come vedremo anche la tattica da adottare (intesa come atteggiamento in campo) erano state decise dal mister con estrema convinzione.

Di fatto l’undici iniziale era lo stesso schierato contro l’Atalanta.

Questo significa che Zanchetta aveva fiducia nei quattro difensori (di cui tre sono nazionali) e aveva preferito tenere Alcides per eventuali sostituzioni.

In mezzo, confermato Squizzato come play basso, Cester veniva preferito ancora a Casadei , nonostante la prestazione leggermente sotto tono del veneto contro i bergamaschi e a sinistra confermatissimo Mirarchi, autentica rivelazione di queste finali.

Davanti i tre big: con Oristanio trequartista, Esposito punta che svaria e si rende immarcabile, Bonfanti che apre spazi e cerca di ‘entrare’ sulle iniziative di Espo.

Il fatto che Zanchetta avesse ottenuto rassurazioni sulle soluzioni considerate migliori è confermato anche dalle sostituzioni, scontate.

Gnonto per Bonfanti (tra l’altro a vantaggio acquisito per sfruttare le doti di contropiedista del ragazzo di Verbania), Simic per un Oristanio, che evidentemente non è ancora al top come tenuta (e Luca, che non ha le caratteristiche tecniche ed esplosive di Ori si è reso utile soprattutto sul piano della grinta e del combattimento), poi Casadei per Cester e Alcides per Cortinovis, che probabilmente il mister ha visto un po’ stanco.

Se il mister non ha riservato sorprese a livello di schieramento, ha invece imposto un atteggiamento tattico molto aggressivo, con la squadra impegnata in un pressing altissimo.

Scelta evidentemente attuata anche in funzione delle caratteristiche dei giallorossi che hanno dato l’impressione di essere più pericolosi quando potevano attaccare in massa, ma di non avere grandissima qualità nel difendere e cercare di ripartire, se pressati

Scelta vincente ma anche rischiosissima, perché presupponeva uno sforzo eccezonale, a livello fisico e mentale, di tutta la squadra, esponeva a qualche ripartenza possibile degli avversari, portava, spesso a ‘entusiasmare’, a creare parecchie occasioni da gol, ma raramente nitide, poprio che la densità a cui si costringono gli avversari attaccandoli in massa, con il rischio, che, se non cogli il vantaggio, poi devi soffrire per l’inevitabile tuo calo.

Scelta che nasceva però dalla consapevolezza delle qualità dei suoi uomini e dal lavoro che aveva visto in fase di preparazione.

In particolare era evidente che si puntava (oltre che sulla solidità della difesa e sulla impossibilità di bloccare Seba) sulla superiorità di ritmo passo e grinta di Oristanio, Cester, Mirarchi che, finché ne hanno avuta, sorprendevano spesso gli avversari diretti.

I commentatori, che non mi sono piaciuti per l’evidente inclinazione filoromanista, una cosa importante l’hanno detta: ormai sappiamo che nessuna squadra può reggere per più di un tempo il ritmo che ha tenuto l’Inter.

Determinante è stato quindi il gol arrivato proprio in chiusura, dopo molte occasioni sbagliate da noi e una da loro (su disimpegno facile, ma errato, della difesa).

Questo ci ha consentito di rifiatare e poi portare le stoccate decisive, approfittando della situazione tattica più favorevole e dell’ingresso di Gnonto.

Sul 3-0 un pericoloso quanto forse inevitabile rilassamento, un pizzico di sfortuna (la deviazione di Pirola, senza la quale probabilmente non avremmo vissuto momenti di tensione) e poi la prodezza di Filip hanno chiuso la partita.

Da notare che quando la Roma ha messo più attaccanti, grazie anche al nostro calo, ed è riuscita a salire con più uomini, ha rivelato maggior pericolosità, valorizzando in tal modo impliciatmente la scelta tattica aggressiva imposta da Zanchetta ai suoi.

Detto che non ho apprezzato la direzione arbitrale (alla fine del primo tempo c’erano un ammonito per parte, mentre a termini di regolamento gli ammoniti della Roma avrebbero dovuto essere cinque), ricapitoliamo in estrema sintesi le azioni più significative.

Già dopo 1’ il nostro pressing dà grandi frutti: errore in disimpegno dei romanisti e Seba, solo, calcia a lato di un soffio.

6’ grande parata di Boer su colpo di testa in tuffo di Pirola.

E’ poi Oristanio a mancare qualche occasione, non limpidissima.

Al 31’ Espo calcia fuori di poco una punizione dal limite.

Al 32’ Bonfanti si libera al tiro: deviato casualmente da un difensore.

33’ Moretti spara a botta sicura: grade intervento di Boer.

39’ Mirarchi arriva solo davanti a Boer ma si mangia il gol del possible vantaggio.

44: grande salvataggio di Boer su Moretti.

Il tempo sta finendo e come spesso accade in questi casi, una superiorità netta, porta a numerose occasioni da gol , ma il mancato vantaggio incute timore per la ripresa del gioco.

Invece, proprio in chiusura Bonfanti viene liberato al tiro, sulla grande respinte di Boer si avventa Espo, che non sbaglia.

Nell’intervallo la Roma toglie Astrologo per Ciucci e Agostinelli per Ciervo che si rivelerà pericoloso.

Ma la prima grande occasione è ancora per l’inter: Cester spreca in situazione ottimale…

Gol sbagliato… gol quasi subito: errore della difesa interista (la squadra è meno compatta perché chi ha corso tantissimo deve rifiatare) . Cierro solo conclude a rete, ma Filip si supera. Prodigioso!

L’Inter toglie Bonfanti per Gnonto: l’obiettivo è sfruttare le ripartenze e tenere lontana la Roma, ma ecco che il destino sembra in agguato. Su corner la palla viene deviata dalla difesa e arriva a Ciervo che di prima intenzione, di estrno colpisce: Filip è battuto ma la traversa lo salva.

Un minuto dopo però Ori si invola e giunto solo davanti a Boer sbaglia la conclusione.

Fuori allora Oristanio per Simic e pochi minuti dopo raddoppio Inter.

Gnonto imprendibile va al tiro, respinta di Boer, riprende Cester, respinge ancora Boer, ma Espo non sbaglia l’ultima ribattuta.

Un minuto dopo rigore per l’Inter, con Seba smarcato in area da Wyllo e atterrato. Terzo gol di Esposito.

Ma all’81 la sfortunata deviazione di Pirola su tiro del solito Ciervo riapre la partita.

Dopo l’ingresso di Alcides per Cortinovis, la grande occasone per la Roma: fallo di Moretti su Cancellieri (cresciuto nel secondo tempo), ma grande parata di Filip.

La partita in pratica finisce lì.

Ho riportato una sintesi abbastanza ricca per evidenziare come le occasioni siano state tantissime.

Nel primo tempo quasi solo nostre.

Nel secondo sempre superiori di numero le nostre, ma la Roma avrebbe avuto con la traversa, l’autogol e le due parate sensazionali di Filip, la possibilità di riprendere una partita che ci aveva visti dominare.

A riprova del fatto che il calcio è un gioco in cui la sostanza, il cinismo, soprattutto l’efficacia possono mettere in discussione la superiorità di un gioco spumeggiante.

Le pagelle

Stankovic: 9 senza le sue prodezze il nostro netto predominio poteva non bastare. Tranquillo, sicuro reattivo al massimo. Grandissima ‘promessa’.

Moretti: 7.5 un notevole primo tempo in cui arriva persino due volte alla conclusione agevole e soprattuto annichilisce sulla corsa il suo avversario. Nella seconda frazione di gioco soffre di più Cancellieri, spostato a sinistra e la sua eccellente prova viene solo parzialmente inficiata dal rigore causato, che poteva crearci difficoltà enormi.

Cortinovis: 7.5 prestazione molto positiva in marcatura, qualche errore in uscita che non mi sarei aspettato da un piedi buoni (per essere un centrale) come lui. Comunque sempre una sicurezza.

Pirola: 9 un dominatore. Ho scritto più volte che fisicamente e come aggressività è un giocatore di altra categoria. Sfortunato nella deviazione che ha causato il gol romanista e ridato speranza agli avversari. Pericolosissimo, come sempre negli inserimenti sui calci piazzati.

Dimarco: 7.5 la sua spinta, la sua aggressività sono fondamentali per un’ora, durante la quale abbiamo mantenuto il controllo totale del gioco. Poi nel finale soffre un po’ troppo l’ingresso di Ciervo. Ma erano meno efficaci le coperture.

Cester: 8 era… un mio problema. L’avevo visto un po’ in difficoltà contro l’Atalanta e più in generale negli ultimi tempi. Credo abbia avuto, se non una flessione, una mancata crescita, soprattutto sul piano atletico, che gli era costata anche il posto in nazionale. Invece nella finale è stato determinante: non a caso il dominio dell’Inter è durato un’ora, cioè il tempo in cui lui è riuscito a dare il massimo. Giocare sa giocare, adesso il quesito è vedere quanto può crescere ancora atleticamente.

Squizzato: 9 lo ricordo fare la differenza tra pulcini ed esordienti. Poi il salto di categoria, a giocare un anno sotto età con i giovanissimi 2001 un po’ in crisi a centrocampo. Poi scompare quasi dai radar a causa di infortuni e ricadute vari: qualche partita ogni tanto e nuovi stop. Non ha dimenticato come si gioca e ritorna alla grande proprio nel momento opportuno. Due-tre presenze in squadra, poi il ritorno in nazionale e la fase finale del campionato giocata al meglio. Ha fisico, controllo di palla, idea di gioco. Avendo perso tanto tempo, credo abbia ancora importanti margini di miglioramento.

Mirarchi: 8.5 grande rivelazione, per me almeno, di questa fase finale di campionato. Anche lui a lungo assente per motivi fisici, brevilineo, rapido sul breve lo avevo visto spesso impiegato come giocatore offensivo, a prescindere dal ruolo teorico. Mi sembrava un dribblomane piuttosto fumoso. Rivisto a centrocampo, come mezz’ala completa, mi ha entusiasmato: pressing a tutto campo, aggressività. Con diversi attaccati davanti a lui, si libera presto della palla conquistata e ha piede sia per lo scambio breve sia per l’imbucata. Una prestazione sontuosa. Sbaglia un gol, come del resto Cester, ma questo dimostra la bontà degli schemi di mister Zanchetta.

Oristanio: 9 non è ancora l’Ori al 100% che da solo mette in crisi le difese avversarie, ma se gioca così quando non è al top….  Giocatore chiave della prima ora di gioco. E’ lui che comanda il pressing mettendo in diffcoltà Astrologo e facendo salire la squadra. Calcia non benissimo un paio di palloni che al top avrebbe infilato nella rete avversaria. Vince moltissimi dribbling (anche qualcuno di troppo, come succede quando non sei al 100%) ed è una spina nel fianco della difesa giallorossa. Esce stremato.

Esposito: 9.5 non la migliore partita di Seba e se quando disputa una gara ‘normale’ segna tre gol in una finale, qualcosa vorrà dire… Dopo un minuto ha una palla gol che non sbaglierebbe mai nella vita. Invece angola troppo sul palo lungo. Incontenibile, svaria per tutte le zone del fronte offensivo con una garra, un dinamismo, una velocità impressionanti. Tira punizioni e corner, trascina la squadra. Voglio essere pignolo, per il suo bene. Non si deve far affascinare dai complimenti, ma è necessario che resti con i piedi per terra. Anche contro la Roma si piace un po’ troppo e prova giocate difficili quando ne aveva a disposizione di più semplici e razionali. Piccolissimi episodi nel mare di una prestazione mostruosa. Ma proprio per le sue qualità eccezionali va messo sull’avviso. Il successo dipenderà esclusivamente dalla testa. Se riuscirà a restare umile, se lavorerà sul suo fisico con lo scrupolo di un CRonaldo, per esempio, potrà anche avvicinarglisi, se non eguagliarlo.

Bonfanti: 7.5 fa il lavoro sporco, è… l’Icardi della situazione, sempre a prendere botte nel vivo della loro difesa, sapedo di non poter avere molte palle giocabili, ma cercando di aprire spazi per gli inserimenti dei compagni. Infatti palle gol capitano a tutti, da Espo, a Gae, da Mirarchi a Cester, persino a Pirola e Moretti. Poi se ne procura una lui e, sul suo tiro, Espo ribatte in rete. Gol fondamentale perché consente alla squadra di rifiatare dopo un tempo dispendiosissimo. Giocatore in crescita, ancora un po’ troppo lineare e prevedibile forse, ma da aspettare.

Gnonto: 9 determinante, come sempre. Gioca gli ultimi 30’ circa e in quel periodo, con la squadra meno brillante, inventa in pratica le due occasioni da gol trasformate da Seba. In questo momento è il giocatore certamente il più… sfruttato di tutto il settore giovanile, in grado di far bene ovunque. Under 17, Under 16, per lui non fa differenza. Sono quasi certo che se avesse giocato anche la finale… Berretti avremmo vinto anche quel titulo. Per definire le sue possibilità basta una frase: non lo prendono mai.

Casadei: 7.5 entra a sostituire un Cester super affaticato. Non ha la reattività sul breve del compagno, ma una corsa lunga, un passo senza cambi di ritmo. Assicura comunque una copertura efficace ementre spinge un po’ meno del solto, sia per gestire il vantaggio sia per le condizioni meno brillanti della squadra, rispetto all’inizio. Mostra comunque buone potenzialità da coltivare.

Simic: 7.5 non è un giocatore che mi entusiasma soprattutto nel ruolo di trequartista, ma inserito nel finale di partita, con la squadra in vantaggio e il risultato da gestire, sa rendersi molto utile, con la sua grinta e la sua determinazione. Nello specifico ha anche il merito dell’assist che smarca Gnonto davanti alla porta, quando Wyllo tira e sulla respinta Seba insacca. Giocatore non ‘bello’ ma di sostanza.

Alcides: 7.5 pochi minuti ma sufficienti a ribadire che è un’alterntiva di tutto rilievo rispetto ai titolari (terzino destro o centrale di destra, come in questo caso). E’ anche ottimo nelle proiezioni offensive, specie sui calci piazzati, anche se nello scorcio di partita disputato, non ha l’occasione per mostrarlo

Zanchetta: 10.

Questa squadra l’ha plasmata lui, come un demiurgo.

Può bastare?

Conosce i suoi uomini e le loro potenzialità anche nei dettagli e non può sbagliare le scelte degli giocatori e del sistema di gioco.

Invito tutti ad assistere a un suo allenamento: autentico spettacolo.

Vai, mister!

Ti ricordo ancora giocare un anno sopra età negli allievi regionali dell’Inter con un fisico minuto e una grande maestria.

Arrivato in Primavera nell’anno, mi pare, in cui l’Inter prese Bergkamp, ricordo di aver ‘litigato’ con un amico, sostenendo che nella nostra Primavera c’era un giocatore (Zanco, appunto) con più tecnica dell’olandese.

Dopo qualche anno di girovagare per l’Italia, da calciatore e da mister, sei tornato a casa tua per smentire il detto: “Nemo propheta in patria” e per confermare una frase del nostro inno ufficiale:

‘E va bene… vinceremo insieme. Amala!’

Luciano Da Vite

Foto: ennesimo successo del nostro settore giovanile in virtù della vittoria dell’Under 17 in finale contro i pari età della Roma (tripletta di Sebastiano Esposito). Una vittoria di una squadra fortissima e guidata da un grande allenatore come Andrea Zanchetta (fonte, sito ufficiale).

47 pensieri riguardo “Inter U17 Campione d’Italia: uno, due, tre… Seba!

  1. Ottimo report,come sempre …grazie Luciano.
    Ho visto solo le ultime due partite di questa squadra e ne sono rimasto conquistato per la presenza di tanti potenziali ottimi giocatori ,con la ciliegina di 2/3 elementi che potranno avere,dipende soprattutto da loro,un gran futuro.

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  2. Grande articolo, grande Emozioni.
    Grazie Luciano per condividere con noi la tua grande passione per i colori dell’Inter, in super-particolar modo le giovanili.

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  3. Incredibile: sembra proprio che Edo Vergani sia stato ceduto a titolo definitivo. Lui è un grande tifoso interista (era a madrid il giorno del triplete), ma soprattutto un grande talento potenziale. Speriamo di non dover rimpiangere, come Inter, questa decisione. Capisco che le esigenze immediate della prima squadra abbiano la precedenza, ma per un anno così seguito da una decisione simile, devono esserci state altre cause

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  4. Alle 17.30 i ragazzi di zanchetta scendono ancora in campo per la supercoppa Under 17, contro la vincente del titolo nazionale per squadra di lega pro (il Pordenone). peccato che non mi risulta la si possa vedere, né in tv né in streaming

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  5. Forza Gigi! tutti gli interisti ti sono vicini. Vincerai anche questa battaglia, come avresti vinto quella con la juve, se nel calcio non esistesse la corruzione

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  6. Da world Football scouting un profilo di un nostro probabile acquisto:

    Étienne Youte Kinkoue è un difensore centrale che colpisce immediatamente per la notevole struttura fisica e, in particolar modo, per la sua altezza, ampiamente al di sopra del metro e novanta.

    Insuperabile nel gioco aereo, è dotato di uno spiccato senso della posizione, un punto di forza che compensa la sua non grande rapidità nei primi metri.

    Bravo in marcatura e nell’anticipo, vince quasi sempre i duelli spalla a spalla con gli attaccanti avversari, facendo valere la sua mole imponente.

    Tecnicamente valido, Kinkoue sa farsi apprezzare non solo in marcatura, ma anche in fase d’impostazione.

    Il suo stile di gioco non è appariscente (differentemente dalla sua struttura fisica), gestisce la palla con grande calma, trasferendo sicurezza ai compagni di squadra.

    Tatticamente il suo ruolo è quello di centrale di destra di una difesa a 4, anche se, in casi di emergenza, è stato utilizzato anche sul centrosinistra.

    Analisi finale

    Punti di forza: Gioco aereo, tecnica, marcatura, passaggi, fisicità, senso della posizione, anticipo.
    Punti di debolezza: Non è molto veloce.
    A chi assomiglia: Ibrahima Konaté
    Valutazione: 3,5/5

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  7. Forza Gigi, resta ancora un po’ con noi…

    La più grande vergogna del calcio italiano è aver scippato a questa splendida persona lo scudetto meritatissimo.
    Carlo

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  8. Formazione iniziale dell’Inter nel match di supercoppa Under 17
    Stankovic,
    Alcides Dias, Sottini, Pirola, Dimarco,
    Sangalli, Wieser, Mirarchi,
    Simic
    Esposito, Sakho.

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  9. Under 17 in campo per la Supercoppa, nell’ultimo impegno ufficiale dei nostri colori per la stagione 2018-19, con
    Stankovic, Alcides Dias, Dimarco, Sangalli, Sottini, Pirola, Wieser, Mirarchi, Esposito, Simic, Sakho. A disp.: Tononi, Verzeni, Airoldi, Tinazzi, Squizzato, Oristanio, Sattin, Bonfanti, Gnonto. All. Zanchetta.
    Esposito, ma dov’è la notizia, si conferma subito super macchina da calcio e da goal portando in vantaggio l’Inter a 18′.
    Che il Signore ci permetta di godere delle sue prodezze per lunghi anni.
    Buona Inter a tutti.

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    1. Scusate, di Bruno il commento sopra.
      Inter al riposo sul 2 a 1.
      Doppietta fin qui per il ragazzino già grande da Castellammare di Stabia.

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  10. Mister vecchi sulle giovanili dell’Atalanta:
    “Il settore giovanile dell’Atalanta non lo conosco benissimo, ma da fuori posso dire che è da anni che lavorano benissimo. Ultimamente, alla bravura e alla qualità dei giocatori locali, hanno integrato la qualità di giocatori stranieri molto forti per cui sta diventando una realtà di un certo livello anche dal punto di vista internazionale”.
    ….allora non avevo tutti i torti quando parlavo di un radicale mutamento di strategia nella conduzione di quel settore giovanile….

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  11. Dimenticavo va seguito il LIVE su Twitter del sito.Non so se l’anonimo sta seguendo la partita lì ,io è l’unico sito che ho trovato.

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    1. Sul profilo Facebook del Pordenone Gianca. 4 a 2 il parziale al 65′ con reti nella ripresa di Gnonto e Tinazzi.
      Un abbraccio virtuale.
      Bruno

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  12. Secondo tempo festival del gol
    14′ traversone dalla destra, Gnonto corregge in rete: Inter-Pordenone 3-1.

    16′ GOOOOOOOOL! Spader rimette in corsa i neroverdi: 3-2!

    20′ Tinazzi supera Pagnucco dalla distanza: 4-2.

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    1. Ancora Gnonto!!
      Sembra che nella nuova sede si siano voluti ampliare gli spazi per i nuovi trofei, intanto sono già due conquistati dalla data del trasferimento nella nuova casa.
      Beneaugurante.
      Bruno

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  13. Ci tengo a rispondere a Vanni, dallo scorso post.
    Innanzitutto non mi sembra di aver mai detto che un nostro calciatore non diventerà un professionista…se l’ho fatto è una mia personale valutazione, se giusta o sbagliata, lo sapremo in futuro, invito l’amico a indicarmi con precisione la mia frase in questione, in modo da poter argomentare ciò che dissi.
    In secondo luogo ritengo risibile il chiedere se si è stati professionisti di calcio, per poter giudicare un calciatore.
    Non ho giocato come professionista, ho sempre giocato, e ancora gioco, a livello amatoriale. Non credo però che i somelier siano produttori di vino, ne che un critico gastronomico debba esser stato uno chef stellato.
    Ricordo che l’allenatore della squadra campione d’italia degli ultimi 8 anni è un ex bancario (lo sono stato anche io).
    Se poi ho bisogno di palesare il mio curriculum per poter scrivere su questo blog, nel caso lo farò, non ho nessun problema. Posso solo aggiungere di avere un q.i. rilevato su scala cattel di 168. Nel caso chiederò di interloquire solo con chi al mio pari…

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    1. Aggiungo, i responsabili dell’inter che scelgono i calciatori nella beneamata, nonché sono al comando della parte sportiva, sono Ausilio e Marotta. Due mai professionisti…
      Che facciamo? Mettiamo ds Di Natale?

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  14. Antonio (Sabato) ti voglio bene e ti stimo come persona e come procuratore, ma la prima parte della tua dichiarazione mi lascia perplesso

    “Stefano Sensi sembrava diretto verso il Milan, se arrivasse anche Nicolò Barella sarebbe bingo. Avere due centrocampisti giovani e italiani sarebbe ottimo. Sarebbero una base solida su cui costruire”.

    Tu ne capisci più di me, ma io tempo che per arrivare davvero ai vertici sarebbe una costruzione un po’ fragile.

    Per fortuna poi aggiungi:

    ” Con un altro paio di acquisti top, l’Inter può arrivare nelle prime tre e forse giocarsi anche qualcosa in più.” e qui sono d’accordo su tutto, tranne sul termine ‘altri’ . Se arrivassero due top top sarebbero… i primi ofrose bisogna considerare Godin, nonostante l’età.

    Continuerò a tifare per il nostro Nicholas Rizzo

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  15. Barella si conferma ottimo.
    A me intriga anche Ceballos, anche se non conosco le sue caratteristiche caratteriali.

    Sempre forza Gigi Simoni.
    Il ricordo di oggi è la corsa di Taribo West, ad abbracciare il mister, dopo il gol contro l’Atalanta.

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  16. Sperando che Conte farà rendere al 100% la squadra gli indizi di mercato sono deludenti. Deluso che il difensore più forte e giovane del calcio mondiale vada nel posto sbagliato (ma questi hanno risorse illimitate?). Mi chiedo: possibile che un tentativo per un giocatore completo come rabiot non possa essere fatto? D’accordo nel rinunciare a barella a certe cifre, mentre su chiesa un tentativo lo farei, se non ha già firmato per quelli li. Comunque serie a sempre meno competitiva per il primo posto mentre dal 2 al 4 dovrebbe esserci una sfida apertissima tra Napoli, noi Roma e milan

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    1. Sensi è buono.
      Certo se davvero la Juve prendesse de ligt, farebbe il colpo del decennio.

      Poi, ci sono le voci sul Milan tirreira e Ceballos sono ottimi giocatori: non posso credere che possano ottenerli in prestito biennale.
      A noi manca il super giocatore a centrocampo per completare la rosa.

      Peccato che le porte per Icardi sembrino chiuse. Mi pare uno spreco inutile.
      E con Lautaro, sarebbero una bellissima coppia
      Carlo

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  17. Aspettiamo la fine del mercato poi possiamo giudicare. Ricordo che i giornalai ne sparano di ogni. Guardiola alla Rubentus poi sappiamo chi è arrivato. Milan prima vende poi forse può comperare. Roma in disarmo . Zaniolo ex Inter allontanato……………. ma non è un giocatore della Roma. Ma di cosa stiamo parlando. Meditate gente meditate. # Forza Inter💪🔵⚫

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  18. Zaniolo sta dimostrando che senza testa non vai da nessuna parte, forse per questo l’Inter l’ha venduto, chissà (certo si poteva vendere per qualcosina di più nè..).
    Credo che prima dell’ultimo giorno di mercato non avremo ancora le idee totalmente chiare sulla forza delle squadre, può accadere ancora tutto.
    Lo squalo USA ha imposto al Milan un tetto stipendi di 2,5M mi pare e questo potrebbe essere un limite ma anche una decisione virtuosa, l’Atalanta ha dimostrato che si possono fare grandi cose usando l’intelligenza prima e il portafoglio poi.
    Ma in generale sono molto ottimista, la società sta agendo in modo determinato e preciso.
    Aspettiamo

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  19. Con quei metodi l’Atalanta una volta ogni 50 anni arriva quarta. E qualche volta va in B. A giugno scorso tutti dicevano che la valutazione di Zaniolo era gonfiata per fare plusvalenza.. Su Zaniolo ha sbagliato prima la Fioretina, poi la juve che poteva prenderlo a poco e non lo ha fatto. Sbagliare sui giovani è facilissimo. Vecchi ha detto che Zaniolo era forte ma nessuno poteva aspettarsi un affermazione così rapida (da confermare, ndr). Donkor, che ci giocava insieme e lo conosceva bene ha detto che era certo (come me, modestamente) dell’affermazione a grandi livelli di Mbaye, poi non verificatasi

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  20. Grande Di Biagio. Da allenatore mediocre della Cisco Roma, alla nazionale under 21 senza alcun merito, riesce nell’impresa di non ottenere qualificazione ai giochi olimpici e a non andare in semifinale nonostante gli europei in casa.
    Probabilmente anche con Luciano in panchina avremmo ottenuto risultati migliori rispetto al periodo Di Biagio.

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    1. Considerazione assurda? Come è possibile far peggio di chi fallisce miseramente? In due edizioni… Donnarumma titolare con i soldi lanciati in campo…poi kean e zaniolo fuori squadra… Grande gestore, davvero.
      Parlamoci chiaramente, si è dimostrato INADEGUATO. Sono i risultati a parlarne

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  21. Resto fedele al mio assunto. Rispondo solo alle cose sensate.
    Inviato un post con qualche considerazione sulle …chiacchiere attuali

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  22. Bravo amico Anonimo . Condivido e spero che tu abbia picchiato duro sui giornalai (PI)che scrivono sempre e solo male dell’Inter.#Forza INTER 💪🔵⚫

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    1. Speriamo nella recompra perché la sua tecnica in Italia non ce l’ha nessuno, se diventa giocatore vero sarà fortissimo, meglio controllarlo

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