Inter – Sassuolo 2-1: un altro passo verso l’obiettivo

L'Inter batte 2-1 il Sassuolo. Adesso sono 10 le vittorie di fila per la squadra allenata dal mister Antonio Conte. I punti sul Milan sono invece 11. Possiamo dirlo: abbiamo seriamente la possibilità di vincere il campionato per la prima volta da 10 anni a questa parte. Ogni risultato positivo che otteniamo è un piccolo solco che scaviamo tra noi e gli avversari e un ostacolo in meno da affrontare prima della fine. Il gruppo squadra con i suoi tecnici sta facendo un lavoro strepitoso e degno di ogni elogio. L'imperativo a questo punto è portare a conclusione il lavoro, sapendo che probabilmente faremo fatica, non potremo ritrovare la brillantezza di qualche tempo fa. Anche mentalmente il dover vincere adesso peserà. Nelle prossime partite non potremo chiedere alla squadra "spettacolo" e il cinismo, se si accompagnerà ai risultati, sarà più che sufficiente. Oltre che della prima squadra, nel post si parla anche dei giovani e dei nostri "ex" giovani. In particolare sui classe 1998, 1999, 2000, 2001. Qualche dato quindi sul percorso dei giocatori che in Primavera hanno vinto o che comunque risultavano senza dubbio tra i più forti in categoria. Come vedremo, tra questi solo Zappa, Pinamonti, Zaniolo e Zinho tra i ventiduenni giocano in serie A. Tra i 2000 solo Colidio (nella serie A belga) e Roric (in Slovenia). Tra i 2001 solo Salcedo. La sorpresa è Zappa. Ma dai dati risulta che i tempi di maturazione dei giovani per potersi presentare alla ribalta nel nostro calcio sono lunghi. Anche i più talentuosi fanno fatica ad imporsi e hanno davanti a sé un lungo percorso da compiere prima di affermarsi ai massimi livelli.

Che cosa serve per aver successo nel calcio di oggi?

Che cosa serve per avere successo nel calcio di oggi? Le componenti che servono per diventare un grande calciatore sono molteplici e proprio questo elemento spiega la difficoltà di azzeccare la valutazione dei giovani (soprattutto, ma non solo). In questo post ritorniamo a parlare di giovani con delle considerazioni di Luciano Da Vite che esulano dal normale dibattito che avviene sul web. Il punto è che è quasi impossibile comprendere in anticipo come un giovane continuerà a sviluppare i suoi punti di forza e allo stesso tempo quanto recupererà sui fattori che sono naturalmente più lacunosi per lui. Senza considerare l'evoluzione caratteriale, psicologica e di personalità, ancora più difficili da determinare. Eppure fondamentali. Nel post si citano alcuni esempi: Pinamonti, Zinho, Merola, Gnonto. Più una parte dedicata a uno dei nostri pupilli: Marco Sala. "Marchino" (il suo cartellino è di proprietà del Sassuolo) questa stagione gioca in prestito alla SPAL in Serie B. L'unico dubbio sui possibili livelli che potrà raggiungere sono nella relativa carenza di potenza fisica e la struttura poco muscolare. Se completerà il processo di crescita sotto questo aspetto, il ragazzo potrà affermarsi almeno a buoni livelli nel campionato di Serie A.

Quale Inter verso il terzo decennio?

Quale Inter verso il terzo decennio (del secolo)? Luciano è molto netto nella sua analisi. Siamo davanti a una fase storica per quello che riguarda il futuro prossimo del mondo del calcio. Nei prossimi mesi e anni si deciderà il futuro a lungo termine della nostra Inter: o faremo il salto di qualità per sederci definitivamente nel ristretto e sempre più esclusivo club dell’aristocrazia mondiale, o saremo relegati, forse per sempre, a un ruolo secondario, di buona squadra a livello del provincialismo nazionale, ma esclusa dai giochi che contano su scala più ampia. Una battaglia che si disputa su più piani e su cui si fa il punto in questo editoriale.