Che cosa serve per aver successo nel calcio di oggi?

Che cosa serve per avere successo nel calcio di oggi? Le componenti che servono per diventare un grande calciatore sono molteplici e proprio questo elemento spiega la difficoltà di azzeccare la valutazione dei giovani (soprattutto, ma non solo). In questo post ritorniamo a parlare di giovani con delle considerazioni di Luciano Da Vite che esulano dal normale dibattito che avviene sul web. Il punto è che è quasi impossibile comprendere in anticipo come un giovane continuerà a sviluppare i suoi punti di forza e allo stesso tempo quanto recupererà sui fattori che sono naturalmente più lacunosi per lui. Senza considerare l'evoluzione caratteriale, psicologica e di personalità, ancora più difficili da determinare. Eppure fondamentali. Nel post si citano alcuni esempi: Pinamonti, Zinho, Merola, Gnonto. Più una parte dedicata a uno dei nostri pupilli: Marco Sala. "Marchino" (il suo cartellino è di proprietà del Sassuolo) questa stagione gioca in prestito alla SPAL in Serie B. L'unico dubbio sui possibili livelli che potrà raggiungere sono nella relativa carenza di potenza fisica e la struttura poco muscolare. Se completerà il processo di crescita sotto questo aspetto, il ragazzo potrà affermarsi almeno a buoni livelli nel campionato di Serie A.

Che Inter da qui alla fine del campionato: qualche riflessione sul “futuro prossimo”

Il "futuro prossimo" è che cosa ci aspetta da qui a 20 giorni, a partire dalla partita di questa sera contro il Verona e poi nelle altre partite che ci separano da qui alla fine del campionato (Torino, Spal, Roma, Fiorentina, Genoa, Napoli, Atalanta). È un campionato per forza di cose anomalo e in cui in buona parte i giochi sembrano fatti. Non possiamo aspettarci particolari cambiamenti per quello che ci riguarda da qui alla fine della stagione: il tempo è poco e si gioca ogni tre giorni, continui infortuni limitano le scelte per quello che riguarda gli uomini a disposizione di Conte. Non c'è modo di cercare soluzioni tattiche. Questa squadra è stata costruita per giocare con il 352, il nodo da sciogliere per forza riguarda Eriksen e la variabile del 3412 con la necessità però di trovare al tempo stesso i giusti equilibri per la squadra. Il resto sono valutazioni per il prossimo futuro. La classifica ci dice che adesso siamo quarti (con una partita in meno rispetto a chi ci precede (vincendo stasera torneremmo terzi a punto dalla Lazio) e ceh abbiamo un margine importante e "potenziale" di 16 punti sulla quinta in classifica. Salvo disastri, la qualificazione alla prossima edizione della Champions League dovrebbe andare in porto senza patemi, cercare di fare bottino pieno nelle prossime tre partite non dico che ci farebbe dormire sonni tranquilli, ma ci darebbe già qualche sicurezza in più sotto questo aspetto. Il momento non è particolarmente brillante, ma se non c'è ragione per esaltarsi, forse non ce ne sono neppure per fare drammi.

Una “lettura” da un punto di vista impopolare: Udinese – Inter 0-2

Udinese - Inter finisce due a zero per i nostri ragazzi con una doppietta di Romelu Lukaku. Con questo post offriamo una lettura di questa importante vittoria da un punto di vista che possiamo definire come "impopolare". Una "lettura" di minoranza e che si basa su due principi fondamentali: il primo è che la qualità tecnica, senza forza fisica e senza "garra charrua", senza velocità e senza capacità di strappare, consente oggi di giocare al massimo nelle serie inferiori. Il secondo è che ci deve essere il giusto equilibrio tra qualità tecnica e agonistica, perché nel calcio ci sono due fasi e per vincere e fare meglio dell'avversario bisogna far meglio nel complesso in entrambe. In questo senso la partita con l'Udinese è stata un ottimo esempio, in questo post spiegamo perché e ci concentriamo poi sull'andamento della gara, deciso dalla gestione del gruppo e della partita da parte di Conte (decisivi gli ingressi di Brozovic e Alexis Sanchez...) e qualche annotazione statistica e il punto sulle prestazioni individuali dei nostri ragazzi.

L’animale da “matare” è a strisce zebrate: Torino – Inter 0-3

Dopo la ennesima dimostrazione di forza (fisica, morale e tecnica) fornita da questo gruppo, una cosa è certa: si sta costruendo una realtà potenzialmente importante. Si deve essere realisti, certo, essere troppo estrosi sarebbe un rischio, ma con le opportune e auspicabili integrazioni di gennaio, questa squadra sarebbe potenzialmente in grado di contendere alla Juventus il titolo. Trentaquattro punti su trentanove sono un bottino straordinario, ma conta il risultato di fine stagione: certamente non potremo continuare con questa media assurda. La speranza è che, se deve venire, la flessione venga il più tardi possibile e sia lieve. Per il presente impressiona lo spirito di gruppo, la capacità di far corpo nel finale (quando le energie cominciavano a venir meno) che abbiamo visto contro il Torino. Il massimo riconoscimento va all'allenatore, se Conte riuscisse nel miracolo di portarci anche agli ottavi di CL, chi potrebbe negargli il massimo dei voti?

È ufficiale, quest’anno si lotta… per non retrocedere: Manchester United – Inter 1-0

La sconfitta in gara amichevole contro il Manchester United, oltre che l'immobilismo sul mercato e le dichiarazioni di Antonio Conte, hanno generato un certo malcontento tra i tifosi. La sfida contro i Reds non ci ha detto bene: il Manchester ha vinto meritatamente, ma quella scesa in campo contro di loro non era e non sarà la vera Inter, priva di molti titolari (tra cui i tre sudamericani, Godin, Lautaro e Vecino) e praticamente senza attaccanti. Ci sono però dei problemi: a parte gli attaccanti, manca fisicità in mezzo e si propone il problema degli esterni di centrocampo. Conte ha sollevato dubbi anche su Perisic. Urgono risposte dal mercato, ma è presto per disperare. Restiamo vigili, ma anche calmi e fiduciosi.