Partita molto strana che ha vissuto fasi diverse e continui cambiamenti, non solo nel punteggio, ma anche nei momenti di predominio delle due squadre. Due squadre che hanno un livello simile e una partita dove sono risultati decisivi i particolari: le scelte degli allenatori, gli errori dei protagonisti (e quelli degli arbitri), persino qualche volta la casualità, che però spesso è figlia della voglia feroce di farcela. Vittoria meritata ad ogni modo, perché fortemente voluta, contro un rivale pericolosissimo. Abbiamo ribadito che la nostra forza, oltre al coraggio e alle ambizioni del mister, sta soprattutto in alcuni leader in campo che, alla classe, alla forza e al carattere, uniscono un totale senso di appartenenza che spesso fa la differenza. Sono i Dimarco, i Calha, i Barella, i Thuram, i Lauti che fanno la differenza e trascinano anche i compagni. Sperando che anche qualcuno degli inglesi possa inserirsi in questo gruppo. Ecco perché, visto che il tempo passa per tutti, aldilà di qualche giovane interessante, ci vorrebbe almeno un campione conclamato, ma non anziano, ogni anno: un colpo alla Lautaro, alla Barella, alla Bastoni, alla Thuram, alla Calhanoglu. Anche spendendo qualcosa in più, coraggio, che i grandi acquisti ripagano sempre. Immensa la prova di Lautaro. Molto bene Dimarco. Decisivo l’impatto di Marcus Thuram. L’Under 20 vince tre a zero in casa del Bologna. È stata in verità una partita combattuta e incerta anche quando i nostri erano in vantaggio di due reti a zero. Ottimo risultato e si segnala la crescita di alcuni ragazzi. Molto bene fino ad ora, anzi benissimo, in campionato l’allenatore Bigica. Adesso lo aspetta la prova del fuoco contro il Real in Youth League. Perdono in casa gli Under 15 del mister Juan Moll contro l’Alcione. Brutto segnale. Questo immobilismo sul settore giovanile è qualche cosa che fra qualche anno pagheremo anche a livello di prima squadra.
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Grande prestazione e la conferma che non è anno per lo scudo: Inter – VAR 1-1
Commento amaro dopo il pareggio casalingo di domenica sera. Simone Inzaghi prepara la partita come meglio non si potrebbe, ingabbia la Juventus perfettamente e per almeno un'ora governa il gioco con qualità, organizzazione ed equilibrio. Il mister non ha sbagliato le scelte, né l'impostazione della gara, confrontandosi alla pari con un grande allenatore come Massimiliano Allegri. Che però aveva i singoli e le alternative a disposizione che a noi mancano. Le scelte individuali di Inzaghi e i cambi sono stati obbligati. Abbiamo fatto il massimo con un Lautaro fuori condizione e senza Sensi che sarebbe l'unico a poter creare qualche variante di gioco in una squadra dove manca evidentemente qualcosa a livello di rosa per poter competere a alto livello per 38 partite di campionato più quelle di coppa (una terza punta di buon livello, un centrocampista forte e completo...). C'è stato un furto evidente, senza il quale avremmo vinto la partita, ma è anche vero che nel secondo tempo non siamo praticamente mai riusciti a ripartire e in queste condizoni l'episodio negativo, tanto più se giochi contro la Juventus, può accadere. Non ci si può consolare solo pensando alla bella prestazione. Non vincere partite così (contiamo anche quelle contro l'Atalanta e la Lazio e contro il Real Madrid in Champions) non può dipendere solo dalle colpe degli altri. Di queste quattro partite ne abbiamo giocate tre in casa, facendo due punti e una in trasferta (zero punti). Sono numeri che ci condannano. È chiaro che non basterà fare bottino pieno nelle prossime gare (a partire da domani sera a Empoli) ma poi fare risultato e vincere, anche giocando "male", nelle sfide che contano.
Che cosa serve per aver successo nel calcio di oggi?
Che cosa serve per avere successo nel calcio di oggi? Le componenti che servono per diventare un grande calciatore sono molteplici e proprio questo elemento spiega la difficoltà di azzeccare la valutazione dei giovani (soprattutto, ma non solo). In questo post ritorniamo a parlare di giovani con delle considerazioni di Luciano Da Vite che esulano dal normale dibattito che avviene sul web. Il punto è che è quasi impossibile comprendere in anticipo come un giovane continuerà a sviluppare i suoi punti di forza e allo stesso tempo quanto recupererà sui fattori che sono naturalmente più lacunosi per lui. Senza considerare l'evoluzione caratteriale, psicologica e di personalità, ancora più difficili da determinare. Eppure fondamentali. Nel post si citano alcuni esempi: Pinamonti, Zinho, Merola, Gnonto. Più una parte dedicata a uno dei nostri pupilli: Marco Sala. "Marchino" (il suo cartellino è di proprietà del Sassuolo) questa stagione gioca in prestito alla SPAL in Serie B. L'unico dubbio sui possibili livelli che potrà raggiungere sono nella relativa carenza di potenza fisica e la struttura poco muscolare. Se completerà il processo di crescita sotto questo aspetto, il ragazzo potrà affermarsi almeno a buoni livelli nel campionato di Serie A.


