La partita dell’imprevedibile: Real Madrid – Inter 2-1

Foto: Andy Diouf contrasta Vinicius Junior durante una delle fasi di gioco della sfida di Champions contro il Real in casa dei “Blancos” (fonte: Getty Images).

Non era facile prevedere che l’Inter andasse a Madrid a ‘fare’ la partita, tenendo ben il campo e creando pericoli per la porta dei blancos.

Non era facile prevedere che dopo un inizio caratterizzato da un nostro predomino abbastanza netto, senza che loro potessero mai rendersi pericolosi, i nostri avrebbero letteralmente regalato due reti agli avversari attraverso giocate improvvide e inimmaginabili, a questi livelli.

Ho letto e sentito di tutto: che i nostri errori sono spiegabili con il pressing feroce degli spagnoli.

Certo, se loro non avessero pressato i nostri non avrebbero… potuto sbagliare.

Ma un portiere che tenta il dribbling invece che sparar via fa una scelta ben precisa e in certi casi non ben ponderata.

Per gravità del fatto, a me ha ricordato un episodio di tanti anni fa, la semifinale col Liverpool delle nostra prima vittoria in CL.

In quel caso era stato il loro portiere a palleggiare, facendo rimbalzare più volte la sfera, in modo da consentire al fulmineo Peirò di inserirsi, sottrargliela e depositare in rete.

Qui le modalità sono state diverse, ma la gravità è identica.

Il secondo gol è ancora peggio, se possibile.

Jones ha la palla nella nostra metà campo: è totalmente libero, la tocca sei o sette volte, si porta un po’ avanti, poi torna indietro, senza essere contrastato, sia chiaro, infine decide di passarla con un tocco troppo corto al marcatissimo Bisseck, il quale secondo me se fosse andato deciso a spazzare sarebbe comunque arrivato prima.

Invece si prepara a giocarla e si fa precedere.

I tre giocatori coinvolti nel ‘disastro’ hanno delle attenuanti: Jones ha dovuto temporeggiare e poi scegliere la soluzione suicida probabilmente perché nessuno si era mosso a dettargli il passaggio.

Quando vuoi impostare la gara giocandola sempre, devi avere ogni volta almeno due o tre uomini che con il loro movimento ti offrano linee di passaggio invitanti e sicure.

La volontà di giocare la palla dal basso è anche alla base degli errori di Pepo e di Bisseck.

Intendiamoci: l’Inter deve giocare come una grande squadra e non come una provinciale, un errore può accadere a chiunque, ma giocare a Madrid e regalare il doppio vantaggio ai padroni di casa è inammissibile.

Anche perché già col Napoli era accaduto qualcosa di simile.

Bisogna capire se la capacità di esprimere sempre la massima concentrazione e la rapidità del ragionamento, più che la tecnica con i piedi, sono nelle corde di alcuni nostri atleti.

A questo punto però continua la serie degli ‘imprevedibili’.

Perché non era prevedibile che dopo essere stata colpita in modo così innaturale e grave, la nostra squadra avrebbe trovato la forza fisica tecnica e morale di restare in partita, fino a  riaprirla per poi  sfiorare addirittura la possibilità di riprenderla, sia pure – lo si deve ammettere – dopo aver rischiato anche la sconfitta pesante.

Il doppio svantaggio, arrivato in questo modo, ha cambiato le sorti del match, anche dal punto di vista tattico, perché ha costretto la squadra ad allungarsi e a offrire ai blancos la possibilità di sfruttare l’arma migliore: la velocità negli spazi.

Fino al loro secondo gol la partita tatticamente si era svolta in un modo; poi in un altro, questo è indiscutibile.

Per questo i nostri hanno ancora maggior merito nell’aver retto e addirittura sfiorato la rimonta.

E qui i protagonisti nel bene e nel male sono cambiati rispetto alla prima fase. 

Perché noi siamo rimasti in partita grazie ad alcuni interventi strepitosi (si potrebbe usare il termine ‘fortunati’ ma allora anche per gli episodi negativi si dovrebbe ricorrere alla definizione ‘sfortunati’) del portiere e di qualche difensore; e non l’abbiamo riacciuffata per qualche prodezza del loro portiere, unita però all’imprecisione degli attaccanti.

Come vedremo non tutti i dati, compreso quelli della pericolosità, sono risultati, al termine, a loro favore.

Ma del resto giocavamo in casa di una delle 3-4 squadre più forti d’Europa e, dopo aver iniziato facendo la partita con qualità e personalità, ci siamo inopinatamente trovati a gestire una situazione che tatticamente e moralmente ci svantaggiava.

Come sarebbe andata la partita senza quei regali, nessuno può dirlo, ma i presupposti positivi si erano intravisti.

Come si erano intravisti altri limiti in fase realizzativa, perché Courtois è certamente tra i primi tre portieri al mondo e l’ha dimostrato, ma noi abbiamo comunque sprecato troppo.

Poteva finire 2-2 ma anche 4-2 per loro, questa è la realtà, per mio conto, ma è una realtà condizionata da quei due eventi eccezionali.

Qualcuno ha detto e scritto che abbiamo perso una grande occasione affrontando un Real con qualche assenza.

Può essere vero, ma a parte il fatto che anche noi avevamo un paio di assenze importanti e a parte la considerazione per cui loro, ad esempio, in estate hanno speso 130 milioni per un riserva, mentre noi quando abbiamo trattato uno di 40 milioni che doveva sostituire un titolarissimo passato proprio ai blancos, abbiamo  tirato sul prezzo per risparmiare qualche milioncino sino a farcelo soffiare.

A parte questo, dicevo che in qualche modo anche noi al momento siamo in fase di costruzione: è uscito Dumfries e per fortuna sembra che abbiamo trovato un buon sostituto per linee interne.

Ma in ogni caso con Diouf non si può fare il gioco che si faceva con Dumfries.

L’olandese si presentava in area come terza punta spesso decisiva (chiedere al Como nel dubbio), il francese è più un uomo che tenta di creare la superiorità numerica, per poi servire i compagni.

In ogni caso, ci sono schemi da rivedere.

Poi noi abbiamo perso i due centrali titolari, sostituiti da uno solo che però ancora non è pronto a giocare dall’inizio, e da un braccetto di ritorno dopo due stagioni negative, con conseguente spostamento al centro di un esterno non abituato al ruolo di guida della difesa: sia Akanji sia Bisseck, non hanno dimestichezza con il ruolo di centrali.

E ancora abbiamo deciso di modificare il centro campo, puntando su Curtis Jones, che ancora non si è inserito al meglio, come è ovvio.

Giusto che giochi lui che è il presente e il futuro, ma Mikhi e Ziello hanno qualità e al momento entrano negli schemi a occhi chiusi per la consuetudine.

Nel frattempo l’elegante Sucic conferma di non essere pronto, al momento, per certi confronti, nei quali il livello agonistico si alza enormemente.

Ha fatto qualche buona partita con la sua nazionale, questo si, ma non ha ancora mostrato come può inserirsi nel nostro contesto.

Qualche sporadica giocata eccellente non può far premio sulla continuità e l’intensità carenti.

Questo per dire che al momento attuale anche noi siamo in fase completamento del lavoro necessario, con la differenza che il costo dei loro tasselli da inserire non è paragonabile a quello dei nostri.

Per carità, giocano i ragazzi, non i soldi, non è detto che uno costato tanto sia meglio di uno costato poco, lo dico per …non farmi rimproverare.

Però se io non conosco nessuno dei due giocatori e posso scegliere uno che il mercato (cioè l’insieme delle valutazioni di tutti gli addetti ai lavori) valuta 30, non dico  100 perché per quello non abbiamo i soldi, oppure uno valutato 15, scelgo quello valutato trenta e …9,9 volte su dieci scelgo bene.

In sede di analisi da parte degli addetti ai lavori sono state dette due verità a mio parere.

Mi pare che sia stato lo Zio, ma non è importante, a segnalare come la differenza fondamentale fra noi e le grandissime in Europa stia nel fatto che noi abbiamo pochissimi uomini di gamba capaci di lasciare sul posto l’avversario diretto nell’uno contro uno, mentre gli altri squadroni ne abbondano.

Qualcun altro ha detto che i top europei hanno alcuni fuoriclasse, noi solo alcuni campioni.

Che poi forse è un altro modo di dire la stessa cosa: perché come lo definireste voi per esempio, un Lautaro dotato anche di scatto e progressione irresistibili? 

Dunque,

  • a livello di organico loro hanno più qualità e completezza,
  • si giocava a casa loro,
  • noi come loro siamo in una fase di completamento della ‘costruzione’, anche se loro hanno a disposizione qualche mattone più ‘pregiato’,
  • abbiamo regalato due reti di vantaggio e l’opportunità di giocare come preferiscono.

Nonostante ciò siamo riusciti a recuperare parzialmente e a mettere a rischio il risultato.

A me sembra che ce ne sia a sufficienza, se non per essere ottimisti, almeno per aver fiducia nel lavoro del settore tecnico che, una volta portati  tutti al loro top, completati gli inserimenti e chiarito con quali funzioni integrare in modo ottimale nuovi e …neo promossi, potremo giocarcela quasi con tutti.

Vediamo allora come il fatto di essere ancora work in progress può aver inciso sulla nostra prestazione

Partiamo dalla difesa dove sono usciti due centrali collaudati e con caratteristiche diverse,  mentre è entrato un solo centrale.

Per l’alternativa si era previsto lo spostamento di Bisseck o Akanji, a loro volta sostituiti da Pavard.

Solo che Stones è in ritardo con la preparazione e l’inserimento, mentre per il momento ci sono dubbi sull’adattamento sia di Bisseck, che proprio centrale non è, sia di Akanji che sicuramente gioca meglio da braccetto.

Immagino che tra un mese Stones avrà ripreso il proprio posto e si sarà chiarito chi in caso di necessità potrà sostituirlo.

Qui, forse anche viste la difficoltà che Akanji aveva incontrato affrontando Hojlund, dotato di grande progressione, si è preferito puntare sulla velocità di Bisseck, considerando anche le caratteristiche degli avversari.

Pur essendo chiaro che Bisseck non è certo l’uomo d’ordine e di qualità tattica per dirigere la difesa.

Nello stesso tempo si è persa la sua progressione in fascia.

Poi mancavano gli esterni titolari, a destra Spence, a sinistra Dimarco.

Non importa se i due sostituti hanno fatto bene, con Il francese addirittura tra i migliori, ma anche Carlos autore di una buona prestazione.

E’ chiaro che la disponibilità dei presunti titolari avrebbe potuto fornire alternative di gioco e di… energia, in partenza o a gara in corso.

Ma anche a metà campo i lavori sono in corso e non si è trovato ancora il meccanismo ottimale.

Se Barella e Calha, anche non al top della condizione, appaiono irrinunciabili, l’inserimento di Jones avviene con tempi più lenti del previsto e forse ne risentono anche il centrale e il braccetto che giocano sulla sua fascia (per gli schemi), oltre agli attaccanti che ricevono forse meno sollecitazioni del previsto.

Intanto Sucic, almeno a mio parere, continua a non convincere per agonismo e intensità.

Ma dovrà pur migliorare e col tempo spero si troverà la posizione più idonea per lui.

Tutto questo per dire come gli ‘inconvenienti contingenti’ non ci son stati solo per il Real, anzi, considerando il diverso spessore numerico e qualitativo delle rose, forse sono stati più gravi i nostri.

Eppure abbiamo giocato un’ottima partita, come riconoscono anche (soprattutto… che strano!) i media spagnoli.

Ma veniamo alle statiche del match di cui disponiamo,

Il dato meno soggettivo sulle occasioni create sta quello dei gol attesi (xG): 3,29 a 1,84.

A grandi linee loro avrebbero potuto realizzar sei gol, noi quattro.

Naturalmente per l’xG è indifferente se l’assist per il gol lo fa un compagno o il portiere o un difensore avversario. Perciò potremmo dire che nonostante lo svolgimento favorevole a loro che i due ‘infortuni’ hanno determinato, al netto degli stessi, c’è stato un certo equilibrio di situazioni.

Le altre statistiche riservano qualche sorpresa.

Per esempio nel possesso palla c’è una netta nostra prevalenza (65 a 35).

Altrettanto nei tiri totali (21 a 16).

Mentre il dato dei tiri in porta è più equilibrato (8 a 7 per loro).

Il loro portiere ha fatto 7 parate contro 6 del nostro.

I calci d’angolo 11 a 4 per noi.

Al nostro attivo 75 attacchi contro i 35 del Real,  noi abbiamo completato 595 passaggi, loro 356.

Inoltre siamo stati prima per precisione dei cross (24% a 13%).

Abbiamo persino corso di più: 113 km. contro 105.

Da qualche parte avevo letto, ma poi non sono stato capace di ritrovare la fonte, un dato straordinario sulla percentuale di passaggi riusciti: il 94%, quando in Europa è considerato ottimo il 90%

Conta il risultato, ma questi dati non sono solo sterili consolazioni: aprono la porta alla speranza di un futuro soddisfacente anche a livello di risultati, una volta che, come si spera, diverse situazioni critiche vengano risolte al meglio.

Le pagelle

Pepo Martinez:

il suo errore è davvero clamoroso e non bastano alcuni interventi successivi di grande livello (due volte sia su Bellingham sia su Mbappé) per fargli ottenere una valutazione sufficiente.

Tuttavia reagisce dimostrando notevole personalità e ottima qualità almeno… con le mani.

5.5

Pavard:

inizia bene tenendo la posizione senza particolari affanni e rendendosi protagonista di una buona chiusura su Vinicius, poi mostra anche lui qualche incertezza e a inizio ripresa viene sostituito.

5.5

(dal 46′ Stones:

se non è stato impiegato dall’inizio, c’era un motivo.

Con lui aumenta la solidità difensiva, per il peso atletico e perché è un centrale di ruolo.

Però si perde un po’ di rapidità contro avversari imprendibili.

5.5)

Bisseck:

discussioni infinite sulla responsabilità del gol.

Chi ritiene responsabile il tedesco, chi opta per Jones.

Io per… non far torto a nessuno vedo un’evidente responsabilità di entrambi.

Per il resto, in un ruolo che non gli è proprio congeniale, se la cava abbastanza bene

6-

Bastoni:

dalla sua parte non vengono pericoli e questo è già un elemento notevole, contro avversari di quel livello.

Prova ad appoggiare le ripartenze e va anche al tiro.

Nulla di eccezionale ma una prova sufficiente.

6+

Diouf:

ho letto cose meravigliose sulla sua prestazione che a me è parsa buona (sicuramente uno dei più positivi tra i nostri) ma non eccezionale.

E’ vivace corre moltissimo anche per difendere e punta l’uomo, mettendo in qualche difficoltà un giocatore come Cucurella.

6.5

Barella:

in una partita così importante, non possiamo fare a meno del miglior Barella.

Purtroppo invece, aldilà della solita generosità, ‘Bare’ non sembra al top, sul piano dell’efficacia nelle giocate.

5.5

(dal 60′ Sucic:

aspettiamo sempre che cresca in personalità e in cazzimma, ma lui sostanzialmente resta un giocatorino elegante, che fornisce un contributo molto al di sotto delle attese.

5.5)

Calhanoglu:

non so, se andiamo a vedere le valutazioni sui centrocampisti, dalle varie parti e …anche qui, non appaiono mai sufficienti, però se l’Inter ha giocato alla pari col Real, qualche merito  anche i costruttori di gioco lo devono avere avuto.

Non una delle sue migliori prestazioni, ma per me, considerato l’avversario, una prova sufficiente, di certo

6

(dal 60′ Zielinski:

prestazione sufficiente sia per le palle recuperate sia per l’organizzazione della manovra in fase di possesso.

6)

Jones:

almeno corresponsabile nell’errore che ha portato alla loro prima rete, proprio nel momento in cui stavamo facendo la partita.

Poi ha mostrato mobilità e qualche buona idea ma il suo inserimento non dà ancora l’efficacia che ci si aspetta.

Per noi è indispensabile che cresca presto.

6-

Carlos:

uno dei più positivi.

Nel primo tempo si dedica con successo soprattutto alla fase di contenimento.

Nella ripresa partecipa con buoni risultati alla manovra offensiva, sino a trovarsi puntuale sull’assist di Lautaro, riaprendo la partita.

6.5

(dall’83 Mikhitaryan:

da suo fan assoluto, avrei gradito un inserimento del ‘professore’ con almeno molto anticipo.

Per me nelle partite in cui serve personalità e capacità di verticalizzare, resta indispensabile.

s.v.)

Thuram:

si vede troppo poco, non riesce a entrare nel vivo del gioco, pur lottando e correndo.

Si costruisce due occasioni importanti ma nella prima Courtois si supera, nell’altra alza troppo la mira.

In partite come queste serviva qualcosa in più.

5.5

(dal 60′ Bonny:

si dà da fare, ma l’impressione è che in partite contro squadre così forti, davanti servirebbe ben altro.

5.5)

Lautaro:

lui è sempre determinante. L’ultimo ad arrendersi, ci mette garra, cuore, qualità  ed è d’esempio ai compagni.

6.5

All. Chivu:

con lui la squadra mostra coraggio e personalità, ma a Madrid senza farsi schiacciare e anzi in diversi momenti riesce a imporre ai blancos il proprio gioco e la propria iniziativa.

Da sempre si sa che gli servirebbe una punta sprintosa in più, ma la questione viene rimandata: meglio chiudere il bilancio in attivo.

Personalmente avrei fatto scelte di formazione diverse, ma sono certo che lui, conoscendo  le situazioni reali, abbia fatto le migliori.

Adesso però in Europa oltre alle soddisfazioni morali, serve ottenere punti importanti.

6.5

Luciano Da Vite

11 pensieri riguardo “La partita dell’imprevedibile: Real Madrid – Inter 2-1

  1. Se vogliamo essere a livello del Real economicamente è come voler andare a vendere i gelati su Marte….poi si può sognare, sua chiaro.

    Però che pizza con il bilancio attivo…perfino articoli di Ruttosport citati per portare acqua al proprio mulino.

    Ma andare oltre è così brutto?

    "Mi piace"

  2. Ma chi ha mai detto che vogliamo essere finanziariamente a livello del real? Che pizza con questo deformare sempre il pensiero altrui. Non si potrebbe andar oltre?

    "Mi piace"

  3. Io a Martinez darei la sufficienza,non fosse altro che riprendersi dopo quella topica,dimostra di avere carattere e personalità. Riguardo il giochino sulle responsabilità sul primo gol,direi forse 65-35 a sfavore di Jones,brutta palla la sua ,anche se va detto che è stato subito pressato da tre madrileni.

    Invece per me Diouf molto bene ,senza dubbio un 7

    "Mi piace"

  4. Si certo. Ma leggere ogni due righe bilancio positivo, quello è costato il triplo, abbiamo mollato per non rilanciare, ecc. È un po noioso.

    Abbiamo capito che non ti piace proprietà ma anche basta

    "Mi piace"

  5. D’ora in poi scriverò che comunque abbiamo fatto male, perché con tutti i milioni spesi dalla proprietà dovevamo fare molto meglio. Così non ti annierai

    "Mi piace"

  6. E poi sono gli altri a distorcere il pensiero estremizzando?

    Rileggi il pezzo che hai scritto.

    Ottimo commento tecnico, su cui sei bravo, ma sempre condito dalla solita polemica. Abbiamo capito che vuoi lo sceicco ma fino a che non c’è andiamo avanti

    "Mi piace"

  7. Tra gli sceicchi e gli…scozzesi c’è una via di mezzo.

    Riconosco che a livello di organizzazione della società e delle strutture stanno facendo molto bene: squadra B, seconda squadra all’estero, ristrutturazioni varie, nuovo stadio (anche se saremo l’unica big ad averlo in comproprietà con la rivale). Non hanno capito che tutto questo non conta se non allestisci una squadra davvero in grado di battersi con le big in Europa.

    Eppure mancherebbe poco. Un paio di giocatori che alzino davvero il livello.

    Così per tentare di restare in corsa in Europa, rischiamo di pagare in campionato.

    Se fossi un tifoso dell’Udinese, per dire, quando i miei fanno una bella partita ma perdono contro l’Inter, nell’analizzare la garanon potrei non ricordare la differenza di disponibilit e costi delle due squadre.

    Non vedo cosa ci sia di fazioso o estremizzante

    "Mi piace"

  8. Bergomi:

    Ci sono pedine che, se messe dentro a questa squadra, avrebbero reso l’Inter ancora più forte in Europa.“.

    Non credo si riferisse a pedine da 150 milioni l’una. Diciamo da 50 anziché da 25?

    "Mi piace"

  9. E quando giochi contro Real non si può non ricordare la differenza economica che c’è non solo con l’Inter ma con tutti i club italiani.

    Anche con il ricco Como. Che per informazione vince la sua prima di CL nonostante avesse in campo un sacco di giocatori costati tra 15 e 20 e parecchio giovani. Ma ovviamente non credo possa mbire a vincere la Coppa perchè Mbappe, Vinicius, Yamal, liseh e compagnia non se li può permettere (se poi metterà in piedi n modello City buon per loro).

    Ci sono pedine che, se messe dentro a questa squadra, avrebbero reso l’Inter ancora più forte in Europa.“.

    Capperi, direi che equivale a “l’acqua, se riscaldata, diventa più calda del ghiaccio”. Ovvio che ci sono pedine che ci avrebbero rinforzato. Ma se queste pedine sono i giocatori del Real non credo siano prendibili, per una questione salariale in primis. Poi se trovi il giovane Hakimi telo godi una/due stagioni in attesa di cederlo.

    Ormai è così, piaccia o meno: l’esempio di Dum è embematico. Non è un fuoriclasse, ha già una certa età non più verde, sta bene in una città ma se arriva il Real e ti raddoppia lo stipendio, lui ci va. Punto. Idem Palestra e mille altri, inclusi perfino Suzuki o il Dibu Martinez che snobbano la gobba che non li pagava abbastanza.

    Uno scozzese la squadra la smantella per fare i soldi – ed è quello che in parte temevo visto la nostra tragica situazione debitoria – invece tutto sommato non hanno sacrificato nessuno sull’altare del bilancio. E credo avrebbero potuto farlo.

    Piace a 1 persona

  10. Concordo con te ,Roberto,ma temo che Luciano non si smuova dalle sue posizioni…sarebbe come convincere Bonelli a votare Meloni o viceversa.Certamente ci sono delle lacune che ,budget permettendo ,avrebbero richiesto un intervento deciso sul mercato…un difensore veloce,un centrocampista di peso e davanti la cronica mancanza di un…driblatore.

    Pe quest’ultima mancanza ,però va detto che non sarebbe facile intervenire,perchè se prendi un Nusa ,spendendo 60 ml,è dura lasciarlo in panchina e per inserire stabilmente un giocatore simile nella ns.formazione,probabilmente sarebbe necessario un cambio di modulo .L’ideale sarebbe trovare un giocatore con queste caratteristiche ,non costosissimo e disposto a restare anche in panchina e…Luciano,sa molto meglio di me ,quanto siano importanti gli equilibri ,dentro e fuori dal campo, in una squadra che vuole vincere

    "Mi piace"

Lascia un commento