Dopo Spezia – Inter 1-1: fateci soffrire, ma sino a un certo punto

Ivan Perisic risponde a Farias. Spezia – Inter, una partita per noi sofferta come poche, finisce 1-1.

In poche partite ho sofferto come in questo Spezia – Inter.

Non vinciamo da una decina d’anni e quando il successo sembra finalmente a portata di mano, ogni intoppo, almeno per me, costituisce una sofferenza.

Abbiamo letteralmente dominato la partita,

  • subendo credo un solo tiro in porta, quello del gol peraltro dovuto a un errore clamoroso di Handa,
  • segnando un gol,
  • prendendo due pali,
  • con due gol annullati per fuorigioco che c’erano ma erano millimetrici,
  • con alcuni errori clamorosi (soprattutto quello di Lukaku) in fase conclusiva,
  • ci è stato negato un evidente rigore, riconosciuto persino dalla Gazza e perciò fuori discussione.

Abbiamo guadagnato comunque un punto sul Milan, ne abbiamo persi due sulla juve, ma soprattutto abbiamo corso il rischio di vedere l’Atalanta arrivare a 9 punti da noi.

Nove punti a sei giornate dal termine sono tanti, ma secondo me non sarebbero stati del tutto tranquillizzanti, vista la situazione.

Undici lo sono un po’ di più.

Mercoledì sera l’avversario principale era proprio l’Atalanta, che veniva da 5 vittorie (tra cui quella sulla juve), che sembrava quindi (ed è) al top della sua condizione, mentre noi, come cercherò di chiarire in seguito abbiamo probabilmente alcuni uomini chiave in flessione (comprensibile).

La memoria forse non sempre mi sostiene come un tempo, ma quando si tratta di Inter sì.

Ricordo il campionato di Mantova, in cui abbiamo dilapidato otto punti sulla juve, per una nostra flessione, per un errore clamoroso di Sarti, per una serie di ‘sviste’ arbitrali a senso unico.

La questione SL ha creato un clima di simpatia verso le  brave ‘piccole’,  molto sospetto, proprio nell’anno in cui la juve sembra un po’ fuori dai giochi (anche se insisto ad essere prudente su questo).

La retorica delle piccole brave e del calcio ‘romantico’ (termine che rifiuto perché non di romanticismo si tratta ma di rare capacità di costruire temporaneamente un buon gruppo, guidato in modo intelligente sul piano tattico) trascura il fatto che negli ultimi 20 anni hanno vinto (e faccio gli scongiuri) solo juve, Milan e Inter.

Le vittorie epiche di Verona e Samp sono avvenute 36 e 30 anni fa, rispettivamente, e hanno una caratteristica comune: in quelle due stagioni la juve era tagliata fuori e la rivale di Verona e Samp era l’Inter.

Per molti anni quando il campionato si è deciso ‘in volata’ con la juve, ha sempre vinto la juve.

E il modo ancor ci offende.

Come sanno non solo i tifosi interisti, ma quelli del Milan, della Roma, della Fiorentina e forse di altre che mi sfuggono.

Quando la juve era tagliata fuori faceva vincere il Milan, se competitivo, ma in ogni caso se poteva faceva perdere l’Inter.

Non voglio togliere nessun merito al grande Verona dell’italianista Bagnoli, né alla Samp di Boskov, Vialli, Mancini e Vierchowod.

Erano squadre fortissime, ma hanno avuto indiscutibilmente aiuti decisivi.

Quindi l’idea che l’Atalanta si portasse da sola a 9 punti con ancora due gare difficilissime da disputare per noi (Roma e juve) ma soprattutto con la possibilità ormai evidente di perdere punti anche contro le cosiddette ‘piccole’ non poteva (e non può) lasciarmi tranquillo.

Se ad esempio l’Atalanta ci rosicchiasse 4-5 punti, il finale per noi sarebbe fortemente a rischio, per la pressione… arbitrale.

Il ‘nostro’ Fabio ha pubblicato in proposito un’immagine decisiva: la foto dell’atteggiamento dispiaciuto e rassegnato con cui l’arbitro di juve – Atalanta torna verso il centro campo dopo il gol decisivo bergamasco

Lo so che la situazione è comunque favorevolissima e che tutti, ma proprio tutti, avremmo sottoscritto questa situazione a inizio anno (e anche alla fine del girone d’andata).

Ma proprio questo è il punto, perché le situazioni vanno esaminate sul piano dinamico, di tendenza, non solo su quello statico, immediato.

Se guardo i filotti di risultati oggi. l’avversario possibile non è il Milan, ma l’Atalanta, per il trend dei risultati stessi ma anche per la qualità del gioco e per la facilità di scardinare difese avversarie eventualmente chiuse.

Poi c’è anche la juve, discontinua nei risultati ma, come sappiamo, in grado di mobilitare tutte le sue forze di intervento… esterne nel caso noi le riaprissimo qualche spiraglio.

Se la mia riflessione sui veri, anche se teorici, avversari è fondata, dopo il pari dell’Atalanta la situazione è addirittura migliorata, perché ci basterebbero 7 punti (molti meno che nella giornata precedente) e sono ovviamente diminuite le partite da giocare.

D’altra parte la mia impressione è che siamo sì in flessione, ma la squadra non sembra proprio alla frutta come energie psicofisiche e continua a dimostrare una determinazione e una solidità disarmanti (per gli avversari).

Ma perché secondo me una piccola flessione è piuttosto evidente?  In fondo abbiamo pareggiato largamente (e solo per un errore clamoroso Handa – de Vrji) contro un Napoli fortissimo, la cui condizione è dimostrata dal fatto che tre giorni dopo ha letteralmente stracciato la Lazio.

Poi abbiamo pareggiato a la Spezia, a causa di un altro errore e dopo aver dominato in modo impressionante.

E allora?

Io guardo prima di tutto ai risultati, ‘madri’ di tutte le considerazioni.

Noi venivamo da 11 vittorie consecutive (ottenute anche contro Milan, Lazio e Atalanta): ora abbiamo ottenuto due pareggi, di cui uno contro lo Spezia.

Da 14 partite non eravamo andati in svantaggio: nelle ultime due abbiamo dovuto recuperare e ci siamo riusciti parzialmente.

Qualche giocatore fondamentale (Barella, Brozo, Lukaku) ha perso, comprensibilmente, un po’ di brillantezza. Trattandosi di grandi giocatori, non è che sbraghino, ma danno qualcosina in meno.

In questa situazione perdere qualche punto ci sta, anche perché il margine di vantaggio è netto e i punti li perdono pure le avversarie.

Il problema è che hai in mano il colpo del KO e non… spari: questo qualche inquietudine, in un tifoso ansioso come me la crea.

Domenica per esempio, se pareggiassimo contro il Verona non accadrebbe nulla di ineluttabile, ma calcolando che il Milan ha una trasferta difficile (mentre Atalanta e juve avranno match abbordabili), perderemmo l’occasione di portarci a 11 punti sulla seconda  a 5 giornate dal termine, cioè con soli 4 punti da conquistare.

Lo ripeto, i miei calcoli sono espressione unicamente della mia ansia personale, della mia voglia di tornare ad assaporare il gusto della vittoria.

La situazione è in pieno controllo da parte del mister e dei giocatori i quali sanno anche molto meglio di me che è necessario un ultimo grande sforzo, da effettuare però in piena lucidità, per chiudere un discorso propiziato da una straordinaria e dispendiosa cavalcata.

La questione della SL certo non ci ha giovato non solo perché il clima, per le squadre coinvolte, cioè Inter e Milan, perché la juve viene tenuta fuori dalla stampa (solo quella italiana, perché all’estero individuano tutti nell’ovino l’anima nera, insieme a Florentino, di questa operazione destabilizzante).

Il fallimento del progetto si riverbera anche sulle nostre prospettive future: un conto è avere un bonus di 250 milioni, altra cosa è,  con una società molto indebitata, ricorrere ad altri 250 milioni di prestito, che vanno a dilatare l’indebitamento, solo per coprire le necessità, cioè senza aprire spiragli per un rafforzamento che è indispensabile.

Questa squadra, lo sappiamo tutti, in particolare se dovesse proseguire il cammino in CL, non potrà ripetere la stagione attuale.

Certo, il nucleo forte c’è, ma ha necessità di venir completato e di disporre di alternative di valore.

La stessa dichiarazione di Conte è significativa: “bisogna valutare i programmi” (cioè la disponibilità di spesa per rafforzarsi).

Più che mai i tifosi interisti dovrebbero stare con Conte, anche quelli che lo odiano per i suoi trascorsi.

Se Conte resta è perché  ha avuto assicurazioni di poter allenare un’Inter ancora più forte e a noi questo interessa.

Non vogliamo essere una meteora ma vogliamo che l’eventuale ‘scudo’ sia solo il primo gradino della scala dei valori internazionali, da salire stabilmente.

Lo stadio di proprietà (maledetta cattiva politica) sarebbe un’opportunità importantissima.

Ma serve anche che la proprietà possa e ritenga utile investire ulteriormente.

Sulla questione SL mi sono già espresso chiaramente.

Dal punto di vista dello sport-sport  la soluzione era (ed è) sbagliata.

Aveva un senso solo nella prospettiva di  una spettacolarizzazione del calcio, finalizzata a un enorme incremento dei diritti televisivi, fatalmente indirizzati alle big  e quindi tali da aumentare ulteriormente il gap tra grandi club facoltosi e società piccole e medie.

D’altra parte mi si dice che le giovani generazioni stentano ad appassionarsi  a partite di modesto livello, considerate noiose in un’epoca in cui solo il grande spettacolo e le grandi emozioni (anche estetizzanti)  trascinano il grande pubblico.

Una volta per i giovani c’erano il lavoro (o lo studio), il calcio e le festicciole in casa con amici e amiche, oggi le opportunità di divertimento, gli interessi, gli stimoli sono infinitamente più vasti e c’è la concorrenza di molte situazioni più attraenti.

Di questo bisognerà tener conto.

Il progetto SL era sbagliato, ma secondo me gli interessati dovranno mettersi attorno a un tavolo e studiare attentamente cambiamenti alternativi ma assolutamente urgenti.

I prossimi mesi, saranno dunque fondamentali, per il calcio in generale  e per il nostro prossimo futuro societario.

Incominciamo almeno ad affrontarli da campioni d’Italia, senza più dover soffrire troppo.

Luciano Da Vite

30 pensieri riguardo “Dopo Spezia – Inter 1-1: fateci soffrire, ma sino a un certo punto

  1. Questa tua ansia accomuna un po’ tutti.
    Diciamo che il pareggio di ieri, insperato, dell’Atalanta è stata una gran bella boccata di ossigeno.
    Se facciamo 3 punti con il Verona credo che a quel punto potremo vivere un po’ più sereni il resto delle partite, considerando che la successiva sarà il Crotone, e avremo una partita in meno.

    Non vorrei mai arrivare allo scontro con quelli di Torino senza avere già lo scudetto in tasca, perché, in caso di sconfitta, dovremmo non perdere l’ultima in casa con l’Udinese, squadra storicamente gemellata con la Juventus.
    Arrivando già Campioni d’ Italia a Torino scenderemmo invece in campo sereni e consapevoli che una nostra vittoria potrebbe estrometterli dalla Champions.

    Ma mi sto portando troppo avanti, pensiamo al Verona, che rimane una squadra da prendere molto con le molle.
    Vedo, almeno a parole, che Conte resta sul pezzo ed è consapevole della delicatezza della gestione nervosa di queste partite.

    Intanto portiamo a casa la designazione di Abisso, che non è un bel viatico.

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  2. Grazie Luciano…ok la prudenza (e ti assicuro che anch’io ,con la Beneamata,tengo sempre i piedi ben ancorati al terreno),però, al di là dei due pareggi e di qualche giocatore un pò stanco, ho visto una squadra in salute..poi sappiamo che le partite possono decidersi per dei particolari…a volte ti aiutano, a volte no. Esempio lampante ieri sera Napoli-Lazio: da un possibile rigore con espulsione per i laziali ad un rigore per il Napoli e la partita ha preso una piega decisa. Certo il Napoli è in crescita e la Lazio sembra un pò sulle gambe,ma l’episodio ha senza dubbio inciso sulla partita.

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  3. Mi permetto qualche sintetica considerazione sul tema SuperLeague.
    .
    1)Progetto impostato e,soprattutto, comunicato in modo pessimo,anche in considerazione dell’impatto rivoluzionario che avrebbe potuto avere.La cosa mi stupisce per l’importanza e la fama planetaria dei soggetti proponenti.
    2)Penso che quasi tutti concordino che ,così come è strutturato e guidato,il “sistema calcio” abbia un futuro molto nebuloso,per non dire altro.
    3)Mi sembra che Ceferin si stia “gonfiando “un pò troppo,esagerando nei toni e nei contrasti anche personali.Vedremo se manterrà la sua boria anche in futuro.
    4)Personalmente sono nauseato dall’ondata di demagogia che si è riversata sui media in questi giorni.Per dire pochi giorni fà su Sky sentivo incensare il Real per la qualità dei suoi giocatori, idolatrare Mbappè,Neymar ,etc,etc per quello che danno allo spettacolo calcistico. Tutti i commenti concordi nel decantare la “qualità ” e l importanza ,ai fini del la vittoria,di avere in squadra certi campioni (normale direi)….
    5)Sento Gasdperini ,De Zerbi …ed altri sostenere che le big possono anche vendere i loro giocatori per sanare i bilanci . Giusto, come vada anche deplorata la folle corsa agli ingaggi stratosferici,…però ,l’alternativa è ridimensionarsi notevolmente ( e noi lo sappiamo bene) e ,per le grandi questo è un grosso problema perchè se perdi appeal ,poi scivoli verso il basso,i tifosi protestano e….conosciamo la storia. A Gasperini vorrei ricordare che,oltre ai grandissimi meriti della Società, bisogna anche evidenziare che un grande aiuto è arrivato dalle ” grandi” che hanno profumatamente pagato i loro giocatori …Gagliardini,Kessie, Kuluseski ,etc, etc. ,permettendo di reinvestire ,bene, i soldi incassati

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    1. Complimenti, sottoscrivo tutto.
      Aggiungo che Uefa è principale responsabile di una situazione che è tutto fuorché meritocratica e finanziariamente pessima.
      CL ricca spinge club grandi al tutto per tutto per entrarci, ergo debiti.
      Non aver previsto un tetto ai salari uguali per tutti, non pagliacciata FPF, è pietra tombale su competizione.
      Quindi sentire Ceferin ergersi a paladino della sportività è assurdo.
      E la reazione è violenza mi lascia idea che il nervoso scoperto sia stato toccato

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  4. Tumarco: che nel campionato italiano le singole partite siano tutte a rischio tanto da essere decise quasi sempre da episodi, è il mio cavallo di battaglia. proprio per questo ritengo che dal punto di vista dello sport, che è competizione e non spettacolo, il campionato italiano è il più difficile (quindi per me il migliore) del mondo.
    Le singole partite.
    Discorso diverso sulle strisce di partite. Se vinci 11 volte significa che per 11 volte riesci a volgere a tuo favore gli episodi. Non può esserci casualità. Se da molte partite non vai in svantaggio non può essere casualità. Se vinci senza entusiasmare, anche.
    Invece da due partite giochiamo ‘meglio’ ma gli episodi ci dicono malino (non male, infatti, altrimenti avremmo perso). C’è stato un cambio evidente. Non è ancora una striscia e possono essere due casi. Non vincessimo col Verona incomincerebbe a essere una mini striscia, a dimostrare che qualcosa si è inceppato almeno leggermente e come è quasi scontato per tutte le serie positive.
    E’ chiaro però che se la flessione (di alcuni, non della squadra nel suo complesso) è minima, il vantaggio che abbiamo è gestibile.
    Chiaro che c’è anche un pizzico di scaramanzia, perché il campionato non mi sembra chiuso mentre se fossi un tifoso delle inseguitrici lo considererei ‘andato’.
    Non ci resta che aspettare la partita col verona, che tra l’altro è ancora la terza in un settimana. lo è per tutte d’accordo, ma noi siamo costretti con 13- 14 giocatori a lottarle tutte allo spasimoTutte le quadre in posizioni intermedie possono scegliere di dare il massimo nelle partite di maggior prestigio.

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  5. Credo che gli errori fatti dalla commissione che ha lavorato al progetto SL sia stato determinato dalla fretta, perché i deficit delle squadra più esposte sono enormi.
    Suning per esempio ha investito più di 700 milioni nell’Inter e deve trovare altri prestiti solo per tirare avanti. le altre non saranno meglio.
    Naturalmente questo episodio ha suscitato una canea inverosimile di qualunquisti e gente che si fa pubblicità con la demagogia.
    Io ho apprezzato il discorso di Conte tranne che in un punto: quando ha parlato di meritocrazia che governerebbe il calcio attuale. C’è meritocrazia per chi vince rispetto alle altre dieci (in europa) e sei (in italia) che più o meno sono nella stessa fascia. Ma la meritocrazia non ha mai permesso alla Lucchese di turno di vincere il italia né al plovdiv di vincere in Europa.
    Certo, la riforma avrebbe ulteriormente ridotto la meritocrazia, con 15 squadre fisse che non retrocedono e 5 aggiunte su ‘invito’.
    Ma il discorso vero, aldilà delle posizioni estreme e interessate è un altro. E’ vero o non è vero che i giovani sono poco attratti da uno Spal Empoli mentre sanno tutti di un PSG-Bayern? E’ vero o non è vero che poggi si è più attratti da ciò che fa spettacolo che dalle piccole lotte di campanile?
    Io non lo so, però mi pare che qualche riflessione, la tendenza a lungo termine alla quale va incontro il calcio, tutti gli addetti ai lavori dovrebbero farla, possibilmente insieme e senza rotture

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  6. E sono anche convinto che( dimenticando per un attimo il meccanismo perverso del progetto ,molte , molte squadre avrebbero accettato l’eventuale invito ad entrare nel gruppo: Certo poi i commenti sono stati diversi….; è come se un attore giovane, ricco ,attraente “uscisse” con diverse ragazze,attratte dal suo fascino e d’improvviso chiedesse a tutte loro di aiutarlo a scegliere la villa dove andrà abitare con la “preferita”….difficile immaginare commenti benevoli nei suoi riguardi.

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  7. Oggi è il compleanno di Fabio. Tanti auguri. Penso che sarebbe contento anche di festeggiare…con un giorno di ritardo

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  8. Grazie a tutti. Sono sicuramente contento di poter festeggiare innanzitutto domani, e ancor di più nel futuro prossimo….

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  9. Grazie mille Luciano. Speriamo di poter incontrarci presto! Se un weekend sei a interello, fammi sapere…magari contattami su fb o Twitter. Mi farebbe molto piacere

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  10. La partita è stata una sofferenza ma, alla fine, decisiva. handanovic preoccupa, ci sarà anche il fallo (tocco sul polso) ma l’errore tecnico resta e se me lo annullassero non sarei “contento”. Contento, invece, per Darmian, la rivincita della sostanza sull’apparenza…
    Pare che Hakimi sia una pippa a tirare i rigori..😳

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  11. Già ad inizio partita mi sembrava un Handanovic ancora più dimesso,intendo nei movimenti ,nella postura….certo erano solo mie sensazioni…Detto questo e senza entrare nel merito del fallo (in effetti si vede che Faraoni tocca e sposta l’avambraccio del portiere ), l’intervento di Handa è molle ,imnpacciato….imbarazzante…purtroppo.

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  12. la formazione dell’u18 che ha vinto a Parma. Si conferma il buon momento della squadra, che è risalita al secondo posto, a due punti dalla Roma. Atalanta a un punto da noi. Milan nei bassifondi
    INTER UNDER 18 – 1. Botis; 2. Dervishi (1′ st 19. Jurgens), 3. Monti; 4. Branzini (17′ st 14. Oppizzi), 5. Villa (36′ st 15. Fontanarosa), 6. Redondi (17′ st 17. Grygar); 7. Radaelli, 8. Fabbian (V. Cap., 25′ st 18. Pezzini), 9. Abiuso, 10. Ballabio (Cap., 36′ st 20.Iliev), 11. Magazzu (25′ st 16. De Milato). All. Chivu
    A disposizione: 12.Bonucci; 13. Carboni

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