Una grande Inter affonda lo Slavia, ma adesso comincia la fase più difficile: Slavia Praga – Inter 1-3

Dopo la partita contro il Toro, in linea con la usanza tipica di riprendere titoli cinematografici come da tradizione nel genere sportivo, avevo parlato di “Atto di forza”.

La partita contro lo Slavia Praga, una sfida che andava assolutamente vinta per potersi poi giocare tutto nell’ultima gara contro il Barcellona il prossimo dieci dicembre, ha ribadito lo stesso concetto.

Anzi, la vittoria ha un’eco e una risonanza ancora maggiore, perché la vetrina europea è chiaramente più prestigiosa e perché siamo andati a Praga per un solo risultato e con la squadra “mutilata” dalle tante assenze. Ultima quella di Nicolò Barella, uscito infortunato a Torino e operatosi nei giorni scorsi. Mancherà per un mesetto.

Abbiamo già altre volte discusso sulla “ristrettezza” delle scelte a disposizione dell’allenatore e dell’urgenza a gennaio di procedere con l’innesto di due nuovi giocatori: si stanno peraltro facendo molti nomi in queste ore, pure consideranzo il “boom” (relativo secondo me) di Gabriel Barbosa, che ha fatto molto bene con il Flamengo. Qualcuno lo vorrebbe di nuovo in nerazzurro; altri suggeriscono ipotesi di scambio secondo me poco realistiche per il mercato di gennaio; secondo me la via da praticare sarebbe la cessione e monetizzare.

Anche se non mi aspetto colpi in entrata a gennaio, se non in prestito.

Questo resta comunque per il momento un aspetto secondario: da qui alla fine di dicembre abbiamo un calendario fitto di impegni (Spal, Roma, Barcellona, Fiorentina, Genoa e poi alla ripersa subito Napoli e Atalanta).

Stiamo entrando nella fase più difficile della stagione e non sono ammesse distrazioni.

Sarà importante cercare di recuperare al meglio gli infortunati: già ieri si è rivisto in campo Gagliardini, poco vistoso, ma il cui contributo è stato sostanziale nel cambio di passo degli ultimi quindici minuti in cui abbiamo deciso la gara.

Per la verità la nostra superiorità sull’avversario, in ogni caso determinato a fare la sua partita e con un atteggiamento pugnace che avevamo già riscontrato a San Siro, è apparsa evidente.

Avremmo chiuso il primo tempo sul due a zero se non fosse stato per le scelte allucinanti dell’arbitro, che ci ha annullato due reti.

Nello specifico ha annullato due reti di Lukaku, di cui la seconda allo scadere per presunta posizione di fuorigioco del bomber belga.

Ma è stata clamorosa la decisione presa dall’arbitro in occasione dell’annullamento del primo goal di Lukaku, quando l’arbitro va a consultare il VAR e annulla tutto per una entrata avvenuta all’inizio dell’azione di de Vrij su Olayinka.

Il rigore viene trasformato da Soucek, il migliore in campo degli avversari probabilmente, e porta i cechi a uno insperato pareggio che chiude il primo tempo sul risultato di 1-1.

Prima eravamo passati in vantaggio con una bellissima rete di Lautaro Martinez. Una azione che ha esaltato tutte le qualità della coppia formata con Lukaku.

Il grande protagonista è il belga che si invola palla al piede sulla destra e raggiunge il fondo dopo che due difensori avversari tentano – inutilmente… – di fermarlo, arginare la sua forza, buttarlo a terra. Romelu allora raggiunge il fondo e mette la palla dentro per Martinez, che fa un grande movimento a rientrare, sfugge al suo diretto marcatore e calcia in porta. Goal.

Ndr. Da segnalare che i due erano stati poi protagonisti in occasione del goal annullato a Lukaku, dove Lautaro si era avventato come un falco a recuperare palla su un errore in fase di impostazione dello Slavia prima di servire il compagno che poi infilava il portiere avversario.

In definitiva un buon primo tempo, dove la squadra dimostrava di tenere bene il campo, nonostante le assenze.

Baricentro basso e lancio lungo a cercare le punte è stato il motivo della gara (anche nella ripresa), condizionata anche dalla necessità di mettere Brozo nella posizione di intermedio (Borja ha fatto bene, ha dato sicuramente il massimo per quello che è il suo potenziale in questo momento e in una gara giocata a questi livelli di intensità, ma il croato in quella posizione del campo è impareggiabile) e con i due “terzini” deputati alla battuta.

Spettacolare in particolare la prova di Godin, la sua gara migliore in maglia nerazzurra, che ha mostrato tutto il suo spessore e la sua grande esperienza e personalità.

Forse rispetto a Godin e Skriniar, meno brillante del solito de Vrij, ma questo non tanto per il presunto fallo da rigore (scelta dell’arbitro molto discutibile) quanto per la grossa pressione portata su di lui dall’avversario e che ne ha limitato il raggio d’azione in fase di impostazione, complice pure la minore freschezza di Borja rispetto a Brozo come punto di riferimento.

La ripresa comincia in sordina, ma piano piano rialziamo la testa e cominciamo a macinare gioco.

Mi piace segnalare in questa fase il rendimento e la voglia di Candreva, che fa spettacolo in un paio d’azioni personali che ne dimostrano un ritrovato vigore sul piano atletico.

Dopo due traverse (Lukaku di testa su cross proprio di Candreva e Brozovic su conclusione da fuori area) sono tuttavia le scelte del mister a dettare la svolta: in cinque minuti toglie Borja Valero, Biraghi e Vecino e mette dentro Gagliardini, Lazaro e Esposito. L’austriaco si posizione a sinistra e l’Inter si dispone in campo con tre punte a cercare una maggiore profondità e incisività in attacco.

La scelta è quella giusta: negli ultimi dieci minuti andiamo a segno due volte (per la verità tre…) con la nostra “coppia d’oro” (ventidue goal stagionali finora).

Prima segna Lukaku con un goal in cui dimostra le sue capacità tecniche nell’uno contro uno, su un lancio lungo scatta, demolisce il suo marcatore, poi il portiere e butta la porta nella rete con tutta la forza di cui è capace.

Cinque minuti dopo, un veramente inarrestabile Lukaku (le critiche di qualche settimane fa sono lontane anni luce e tanto per cambiare, il goal arriva proprio prima che cominciassero a lamentare il fatto non avesse segnato in questa edizione della CL…) serve un cross di esterno sinistro per Martinez che segna la quinta rete in cinque partite di Champions e scala la classifica cannonieri della competizione.

Davanti, certo, ci sono Lewandowski (a quota 10 reti…), Haaland e Harry Kane, ma una sola rete lo stacca dal più quotato centravanti inglese e meno di lui hanno segnato i big a partire da Cristiano Ronaldo a Leo Messi, da Neymar a Mbappé e fino a Mauro Icardi.

Due sono comunque gli uomini simbolo di questa vittoria.

Il primo, chiaramente, è Romelu Lukaku.

Basta la storia della partita e la cronaca per raccontare come e quanto il nostro numero nove sia stato l’uomo determinante a Praga per letteralmente demolire l’avversario.

Questo giocatore ha praticamente tutto: forza fisica, rapidità, tecnica; sa giocare in contropiede così come si sa battere nella mischia, sa attaccare la profondità e scambiare con i compagni di squadra e in particolare ha una intesa incredibile con Lautaro Martinez.

Le caratteristiche dei due sono complementari, è una coppia spettacolare e che non fa chiaramente rimpiangere l’addio di Mauro Icardi e esalta le scelte societarie e dell’allenatore Antonio Conte e sicuramente non gli fanno nessuna paura i fischi e i cori razzisti dei soliti imbecilli, messi a tacere dalla sua prestazione maiuscola.

Proprio Antonio Conte è l’altro uomo-simbolo di questa vittoria e comunque la “stella” di questa squadra, l’uomo che la ha costruita e la ha plasmata a sua immagine e somiglianza, che ha fatto scelte coraggiose, assumendosene la responsabilità e che se dovesse portare questa squadra agli ottavi di finale, battendo il Barcellona, otterrà un risultato fantastico.

Mi piacerebbe per la verità concentrarmi solo su questo, cioè sulla sfida contro i blaugrana, ma dopo aver guardato il calendario da qui alla fine del girone d’andata, mi rendo conto che quando Conte dice che la partita contro la Spal sarà determinante, non racconta chiacchiere.

Siamo principalmente chiamati a un processo di crescita e fino a questo momento siamo andati oltre ogni prospettiva più rosea.

Adesso il gioco però si fa veramente duro e al di là delle qualità di ciascuno, bisognerà testare lo spessore autentico dell’intero gruppo.

Emiliano D’Aniello

Foto: Inter batte Slavia Praga 3-1. Il gruppo festeggia la rete di Lukaku del 2-1. Il gigante belga è sempre più il giocatore determinante e autentico leader del gruppo allenato da Antonio Conte (fonte, sito ufficiale).

16 pensieri riguardo “Una grande Inter affonda lo Slavia, ma adesso comincia la fase più difficile: Slavia Praga – Inter 1-3

  1. Ottima disamina della partita . Ma ora concentrati su INTER-Spal . Come volevasi dimostrare vogliono fermarci in tutti i modi : ” arbitro Iratti var Banti ” che allegria. FORZA INTER

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  2. Sul post di Emiliano abbiamo veramente poco da dire e nulla da aggiungere: sintetizza in modo meticoloso la nostra attuale situazione. Siamo in fiducia e la squadra sta vivendo un ottimo momento di forma. Se recuperiamo il Sensi di inizio stagione ce la possiamo giocare con tutti in questo stralcio di stagione. Anche il gioco è visibilmente migliorato: pressing, cambi di campo, impostazioni dal basso, tutto molto molto interessante. Il bilancio ad oggi è lusinghiero ma è lecito aspettarsi ancora di più: ho l’impressione che i due ragazzoni che abbiamo lì davanti vengono temuti da tutti.

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  3. L’Under 18 parte domani per Bali (beati loro…) dove disputeranno un quadrangolare con la squadra locale, il Real Madrid e l’Arsenal. Poche speranze perché il torneo è per U20 e ancora una volta i nostri sono molto più giovani. ma è tutta esperienza e sono certo che si faranno valere

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  4. Riporto la testimonianza di un giornale terzo, credo spagnolo o comunque di lingua spagnola:

    El gol anulado a Lukaku terminando el encuentro era totalmente válido. Ojalá no haga falta en el último juego

    E non si tratta solo di opinioni, perché l’affermazione è sostenuta da un fotogramma che non può lasciare il minimo dubbio.

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  5. Avevo qualche considerazione da fare sugli ‘insegnamenti’ della partita, ma non riesco a scriverne. Può darsi che le mie idee siano troppo confuse

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  6. Anche i commentatori portoghesi (dove ho seguito la partita) erano dubbiosi sul rigore e sicuri con immagine, non di parte, che il 4 gol era regolare. Ora sono già in ansia per la partita di domenica . Non per poca fiducia della nostra INTER ma abbiamo Lautaro e Skriniar diffidati. Domenica prossima giochiamo con la Roma . Irrati arbiro e Banti al var che Dio ce la mandi buona.

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    1. Mail ricevuta Luciano. Direi di pubblicarlo e lo farò appena possibile. Penso che sia inevitabile non riuscire sempre a rendere tutto nella maniera migliore (ma secondo me va benissimo il post). Soprattutto quando si susseguono partite una dietro l’altra, non si ha manco il tempo per scrivere. Ma ci sono un sacco di spunti interessanti, sarà sicuramente utile in ogni caso.

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