Qualche volta i sogni muoiono in tarda serata: Borussia Dortmund – Inter 3-2

Non aspettano l’alba.

Almeno quelli piacevoli. E il risveglio, oltre che prematuro, lascia una grande amarezza.

Poi però subentra la ragione che disinnesca la carica negativa legata alla chiusura del sogno.

Proprio perché, essendo solo un sogno, la sua conclusione era inevitabile.

Sto parlando naturalmente del sogno che tutti i cuori interisti avevano alimentato, per altro in lotta contro il loro cervello vigile.

Il sogno svanito è quello, impossibile, di vedere un’Inter competitiva da subito, oltre quanto era (è) ragionevole aspettarsi in relazione al tasso tecnico della squadra (nozione che ingloba quelle di personalità, esperienza a certi livelli, resistenza nella forza e tante altre) e alla completezza dell’organico.

Leggo dichiarazioni forzatamente ottimistiche come: il destino è nelle nostre mani, basta vincere le prossime due per passare il turno.

Effettivamente vincendo le due partite andremmo a 10 punti e il Borussia non potrebbe che finirci dietro, a meno che batta o almeno pareggi con i blaugrana.

Ma in quel caso sarebbe il Barça a restare dietro di noi, con 9 o otto punti.

Questa situazione offre solo un piccolo spiraglio: in teoria il Barça non potrà regalare la qualificazione ai nostri avversari, come avvenne lo scorso anno, perché poi dovrebbe giocarsi la sua di qualificazione a San Siro e qualche rischio lo correrebbe.

Ma nel frattempo noi dovremmo andare a vincere contro lo Slavia, che ha solo due punti meno di noi e che ci ha imposto il pareggio a San Siro.

Tocchiamo ferro (e tutto quello che ci può rassicurare dal punto di vista scaramantico) ma perdendo a Praga diventeremmo ultimi del girone e renderemmo addirittura inutile la partita col Barça che a San Siro potrebbe essere invece una grande festa dello sport.

Si, il destino è ancora teoricamente nelle nostre mani, ma il problema è quanto le nostre mani siano ragionevolmente… affidabili.

Se trascuriamo la CL, fino ad ora abbiamo fatto benissimo, siamo andati anche oltre i nostri sogni, almeno quelli realistici di chi non pensa che siccome siamo l’Inter siamo anche, per definizione, i più forti.

Ci sono dei dati che fanno riflettere, che sono ormai troppo numerosi per sembrare casuali, anche se, spes ultima dea, speriamo tutti di essere smentiti.

Questa squadra è in grado, quando dà il massimo, di sconfiggere le squadre deboli e medie del campionato italiano.

Persino alcune delle migliori (anche se dobbiamo ancora giocare contro Roma, Atalanta e Napoli).

Questa non è cosa da poco e io non intendo assolutamente sottovalutarla. Se verrà confermata sino alla fine potrà essere davvero il primo gradino di una possibile ascesa.

Negli anni scorsi abbiamo perso punti e posizioni proprio con squadre alla nostra portata.

Ma fino ad ora abbiamo giocato tre partite che potevano determinare un sensibile accorciamento dei tempi di crescita.

Erano le cartine di tornasole per vedere se possiamo già giocarcela con le squadre che stanno ai vertici da anni: a Barcellona e a Milano con la juve potevamo dimostrare di essere già grandi.

Il Borussia non ha la quotazione internazionale delle altre due e a San Siro lo avevamo battuto.

Ma la partita di Dortmund, in quanto decisiva, aveva la stessa possibilità di verificare il nostro livello di maturità internazionale (anche con questo termine identifico non un fatto meramente psicologico, ma di personalità di tecnica, di atletismo).

Le tre partite, in condizioni e con dinamiche diverse hanno avuto un esito negativo, pur avendo mostrato qualche parziale positività.

Adesso abbiamo due partite determinanti quanto quelle che abbiamo perso.

La speranza la conserviamo tutti. Ma anche il cervello. La speranza è che questa volta il nostro cervello… funzioni male.

Intendiamoci, l’eventuale e purtroppo probabile non passaggio del turno non significherebbe un ridimensionamento in termini totali (a meno di uno sbracamento nelle ultime due).

Peserebbero su quel risultato situazioni in gran parte non imputabili al gruppo (dirigenti tecnici giocatori) che sta affrontando questa stagione.

Paghiamo, per esempio, anche l’inefficienza delle stagioni passate che ci ha fatto precipitare in terza fascia, e il sorteggio.

Il Real e il Tottenham, che alla fine del girone d’andata avevano 4 punti come noi ed erano distanziate di 5 dalla prima, passeranno il turno agevolmente, perché la terza e la quarta dei loro gironi sono molto più abbordabili della seconda e della quarta nostra.

Ma questo sarebbe solo un motivo in più per considerare una grande delusione il mancato superamento del turno, perché i suoi effetti (sommati a quelli finanziari) si rifletterebbe anche sulla prossima stagione.

Le discussioni del dopopartita riguardano due argomenti in particolare: di chi sono le responsabilità per il risultato di Dortmund e, collegata alla prima, la questione di come valutare le esternazioni post partita di Conte.

Partiamo dal secondo problema: si può dire che Conte, nel merito, esprima con le sue esternazioni un concetto che in assoluto è condivisibile.

La squadra ha dei limiti evidenti che non le consentono di combattere alla pari con le migliori in assoluto e la rendono più forte delle medio piccole solo se tutti o quasi sono al top, come dicevamo.

Si può contestare questa valutazione se si ritiene che con un altro allenatore o con diverse soluzioni tattiche la squadra avrebbe potuto o potrebbe far meglio.

Opinioni rispettabili, come tutte, perché non esistono controprove, in un senso o nell’altro, ma che io non condivido.

Penso che la squadra sia stata costruita per giocare in questo modo (cioè con questo modulo) e che le scelte individuali adottate dal mister siano state le migliori, quando disponeva di tutti i titolari, o obbligate negli altri casi.

Posso pensare che magari Tizio potesse fare mezz’ora in più o che Caio in una certa situazione avrebbe magari fatto un po’ meglio, ma sono convinto che nella sostanza la squadra sta esprimendo quanto è nelle sue possibilità. O forse qualcosa di più.

Quanto al sognare successi a raffica con un altro allenatore, libero ognuno di farlo, ma io ne ho avuto abbastanza con i vari Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri, Mancini, de Boer, Vecchi, Pioli, Spalletti.

Liberi tutti di sognare Guardiola o… Zenga, ma io di questi sogni non ne vorrei fare più.

Per chi la pensasse come me, il problema successivo sarebbe questo: il valore della squadra corrisponde alle attese e in caso contrario, è lecito chiedersi di chi è la responsabilità.

Anzitutto però bisogna vedere quali attese erano ragionevoli e poi le situazioni promesse al mister all’atto della stipula del contratto.

Sono elementi che non conosciamo, ma a me sembra ragionevole pensare che nessuno avesse illuso Conte sulle possibilità di costruire nel primo anno una corazzata invincibile, ma che forse gli era stata fatta qualche promessa che non è stato possibile mantenere: lo sforzo finanziario per prendere Lukaku, Sensi e Barella è stato notevole, anche perché non si è riusciti a incassare subito dalle cessioni eccellenti.

Forse Conte sperava nell’arrivo di un paio di uomini che non si possono considerare top player (perché non sono tra i primissimi al mondo) ma che, oltre a completare la rosa numericamente, le avrebbero conferito quelle caratteristiche di classe (mi ripeto: personalità aggressività, forza esperienza e anche giocate importanti) che avrebbero migliorato l’undici base nelle grandi partite: per esempio, un Vidal, o uno Dzeko e un terzino davvero solido (a prescindere dal giudizio che noi possiamo avere su questi giocatori).

E forse anche la valutazione delle possibilità di qualche giocatore già in rosa, formulata da chi doveva conoscerlo bene, si è rivelata troppo ottimista (per esempio: sul 2-0 per noi un Borja di 3-4 anni fa, con il suo senso di posizione, la sua intelligenza, le sue doti di palleggio, sarebbe stato utile; oggi probabilmente no).

Dunque la squadra sarebbe stata rafforzata per quanto possibile ma meno di quanto sia la società sia il mister avrebbero sperato.

Conte è ambizioso e impulsivo, la società invece deve muoversi con maggior cautela e tener conto di più fattori. E’ possibile che Conte sperasse di ottenere comunque di più ma direi che gli obiettivi massimi fossero: cercare di passare il turno, essere competitivi in campionato fino al termine e magari provare a vincere la Coppa Italia.

Dunque è comprensibile l’amarezza di Conte che è un perfezionista e pretende anche perfezione in sede di programmazione, ma è difficile pensare che società e dirigenza siano state pesantemente al di sotto delle attese.

Forse qualcosa di diverso si poteva fare, ma il management è il migliore che sia in circolazione, per valutazione unanime degli addetti ai lavori.

Dunque nessuno è riuscito a produrre il 100%, ma le responsabilità sono abbastanza ridotte, perché molto è stato fatto e siamo al primo anno.

Sempre immaginando che il mio ragionamento sia corretto, la seconda questione è: ha fatto bene o male Conte a esternare pubblicamente il suo disappunto?

Poteva evitarlo, sicuramente e non c’è dubbio che alla base ci sia un ego fortissimo, che non ci sta a perdere e ad assumersi le responsabilità conseguenti.

Ma senza questo carattere non si arriva ai vertici e soprattutto non ci si resta, non conosco allenatori di primissima fascia umili e remissivi.

Persino un de Boer e un Gasperini non lo sono, come i tifosi interisti sanno bene.

Conte poteva non farlo pubblicamente, ma a parte la tensione del momento (che comunque non è un alibi perché da professionista è tenuto a governarla) non si è trattato di un puro sfogo: in questo modo il mister ha cercato di forzare la mano per indurre la società al maggior ‘sacrificio’ possibile, contando anche sul desiderio dei tifosi di vedere in qualche modo attenuare le lacune di organico. E sulla loro impazienza.

Ma il suo può anche essere stato un modo per difendere i suoi giocatori (ha ribadito più volte che gli stanno dando il massimo e non può accusarli di nulla) e accentrare le discussioni proprio sulla sua dichiarazione.

Non se la possono prendere, per le sue esternazioni quelli che tirano la carretta, ma quelli ai margini, semmai.

Non credo che Brozo o Lautaro o Lukaku o lo stesso Sensi o Skriniar se ne abbiano a male sapendo che il mister vorrebbe aggiungere alla rosa un Vidal, o un Matic, o un esterno di valore.

Quelli buoni sanno che c’è spazio per tutti e che gli arrivi di qualità giovano a tutti.

Ho letto opinioni di chi sostiene: “se un dipendente dell’azienda in cui lavoro avesse pubblicamente criticato dirigenza e proprietà sarebbe stato subito licenziato”.

Discorso per me insensato, perché qui stiamo parlando di situazioni particolari: Conte non è un dipendente qualunque, ma uno dei tecnici di maggior successo e più stimati – e pagati – al mondo. Il che significa che lui non faticherebbe a trovare un’azienda rivale, mentre la tua azienda faticherebbe assai a sostituirlo con uno all’altezza.

Del resto Conte mira a difendere se stesso, ma anche mira a rafforzare e non a demolire l’azienda per la quale lavora. Conte sa che la proprietà ha grandi ambizioni e conosce perfettamente Marotta.

Sarò ingenuo ma io non vedo nelle sue parole l’espressione di un conflitto, ma piuttosto uno stimolo, dettato dall’inesauribile voglia di farcela.

Marotta e Conte sanno che con questa proprietà sono possibili grandissimi risultati nel prossimo futuro e soltanto se lavorano in sincronia saranno loro a esserne i demiurghi.

Personalmente sono abbastanza d’accordo con questa dichiarazione del giornalista Cavasinni:

“A quasi 24h di distanza, francamente, non vedo caos, né fratture (in società, ndr). Vedo incazzatura sana e robusta, voglia di bruciare le tappe. Il tutto con non poca strategia comunicativa.”

La partita

A me sembra che noi abbiamo giocato un grande, ma dispendiosissimo primo tempo.

La partita l’hanno fatta loro, anche nel primo tempo.

Noi molto raramente siamo riusciti a rovesciare la squadra nella loro metà campo e pur pressando con efficacia, abbiamo dovuto farlo bassi, anche perché loro avevano un paio di giocatori che negli spazi erano imprendibili.

Difendere bassi e provare (con successo e più volte) a ripartire con le punte e gli inserimenti da lontano di centrocampisti e esterni ha voluto dire sottoporre questi giocatori a un impegno psicofisico straordinario e alla lunga ne hanno risentito.

Sappiamo che da tempo la squadra può fare un tempo alla grande (il primo o il secondo) e uno meno bene.

Bisognerebbe avere gli uomini di classe e di esperienza in mezzo capaci di gestire la partita, smorzarne i toni agonistici e infondere sicurezza a tutti, quando la supremazia viene meno.

Questo al momento non possono farlo né Barella, né Sensi (per citare gli uomini che in questo senso, e non per criticarli, ha nominato Conte).

Di Vecino non parlo neppure.

Lo stesso Brozo non ha queste caratteristiche, altrimenti farebbe il capitano, da molti tempo in qua.

Sono tutti giocatori forti, alcuni molto forti, ma per un motivo o per l’altro non hanno le doti necessarie per gestire la partita guidando i compagni.

Un Vidal, un Matic (forse, non c’è controprova) potevano dare questo aiuto e fra un paio d’anni i due italiani sarebbero comunque diventati dei leader.

Anche uno Dzeko entrato al posto di Lukaku dopo il primo tempo, avrebbe costretto probabilmente gli avversari a stare molto più guardinghi e avrebbe aiutato di più la nostra squadra.

Un terzino di livello europeo non si sarebbe fatto sfuggire l’avversario dopo 2-3 minuti (è vero che è successo anche a un loro difensore, ma poi non si è ripetuto), non si sarebbe fatto ammonire e poi non si sarebbe perso l’uomo (per altro eccezionale) quasi ogni volta, costringendo difensore terzo di sinistra e centrocampista quarto di sinistra a schiacciarsi sulla linea difensiva per raddoppiare, con il risultato che nel secondo tempo non riuscivano più a uscire e la squadra subiva un assedio.

Magari sarebbe bastato avere Danilo, il tanto vituperato D’Ambro (qualcuno ha postato su Twitter il numero dei gol subiti senza di lui e quelli subiti quando ha giocato: non che queste cifre abbiano un valore assoluto, ma qualche spiegazione aiutano a darla).

E la mia non è neppure una critica a Biro, semplicemente la constatazione che la sua fascia di rendimento è quella di una buona squadra media della nostra serie A.

Se gli chiediamo di marcare Hakimi o Sancho, in un match internazionale di importanza decisiva, non è colpa sua se lascia a desiderare.

Quindi nel secondo tempo l’Inter non aveva gli uomini che potessero addormentare la partita e doveva provare a stringere gli spazi per impedire le scorribande dei loro attaccanti. I centrocampisti non avevano più la forza per ripartenze lunghe e gli attaccanti restavano isolati o si appiattivano anche loro per dare una mano.

Negli spazi stretti è più difficile per gli attaccanti liberarsi, ma è anche più difficile organizzare tentativi di ripartenza, soprattutto se gli avversari hanno chiara supremazia psicologica e atletica. Anche da questo sono derivati i numerosi errori di misura in uscita.

Siamo andati un po’ meglio intorno al 70’ con gli ingressi di Lazaro (che ha fatto bene) e Sensi (che pure, chiaramente, non era quello pre infortunio).

Ma spiegare questa situazione con il semplice riferimento alla decisione di attaccare o di difendersi, accontentandosi a me sembra ragionamento di una grave superficialità

Bisogna considerare infatti molte situazioni determinanti.

Loro avevano raggiunto il pareggio e non potevano più esporsi in modo furente perché ora avevano anch’essi qualcosa da perdere; poi 45’ di grande ritmo (la pressione è iniziata già alla mezz’ora del primo tempo) non potevano non pesare anche sulle loro gambe.

Infine bisogna considerare che quando noi ci siamo aperti un po’, abbiamo costruito qualcosa e loro… hanno segnato il terzo gol.

Questa volta su azione perfetta e non su nostri regali, se ricordo bene.

Noi abbiamo disputato un grande primo tempo, loro una grandissima partita, bisogna ammetterlo, anche se poi bastava forse gestire la parte centrale del secondo tempo, senza regalare la palla del 2-2 per poter pensare a un esito diverso.

Ci è mancata la freddezza e la concentrazione (cioè la classe) di qualche singolo.

Non sono d’accordo con chi ha visto il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, perché in questo caso il risultato era troppo importante, anche per le prospettive future.

Però è vero che ieri come contro il Barça e come contro la juve, per un tratto importante di partita si è vista una squadra in grado di fare addirittura meglio delle big.

Ora il problema è di non buttare a mare quanto costruito (come abbiamo fatto ogni anno, con pessimi risultati) di lavorare secondo le nostre possibilità sulle indicazioni di Conte (che almeno a me sembrano tecnicamente e strategicamente centratissime.

Un po’ per volta, rafforziamo la rosa (i punti deboli sono evidenti) proviamo a immettervi 2-3 campioni (magari scoprendo anche noi qualche Sancho o qualche Hakimi della situazione).

Evitiamo di aprire una dannosa caccia alle streghe e soprattutto di imbastire processi per una parola in più o una parola in meno (a quando la critica anche per il tono di voce con cui viene detta una cosa?).

Chi si esprime in pubblico sa che si prende le responsabilità di quel che dice davanti ai tifosi, davanti alla dirigenza e davanti ai giocatori.

Aspettiamo almeno di vederne gli effetti.

Pagelle

Handanovic: 6.5 ricordo tre interventi strepitosi, forse su un gol poteva essere più reattivo.

Godin: 5.5 ha responsabilità per un’uscita a vuoto sul primo gol del Borussia, in precedenza non aveva fatto male, poi forse ha risentito dell’errore

de Vrji: 6 nel primo tempo, con la difesa protetta è stato ottimo regista e tempestivo organizzatore, ma anche lui sul gol del 2-1 ha qualche responsabilità.

Skrinar: 6– una prova molto al di sotto delle sue possibilità. Non protetto e dovendo affrontare avversari sgusciati va in difficoltà.

Candreva: 5.5 sui primi due gol nostri ha molto merito (soprattutto il secondo) ma l’errore nella rimessa laterale che è costato il secondo gol è imperdonabile.

Vecino: 6– magnifico il tempo di inserimento e la freddezza nella conclusione in occasione del suo gol. Poco consistente purtroppo il suo contributo alla battaglia di centrocampo.

Brozovic: 6 come quella di quasi tutti i compagni, la sua prestazione ha due volti. Ottimo nel primo tempo, quando inventa l’azione del gol, incapace di ragionare (e soprattutto far ragionare la squadra) nel secondo. Gravi responsabilità sul primo gol.

Barella: 5.5 nel primo tempo si sfianca nel duplice lavoro di rincorrere Hakimi raddoppiandolo e sostenere l’azione offensiva. Poi si perde.

Biraghi 5.

Lukaku: 5 parte con qualche buona iniziativa, ma si spegne subito. Appare stanco, con poche energie, ma non ha un sostituto in grado di rimpiazzarlo nel tipo di gioco.

Lautaro: 7.5 ancora una grande prestazione coronata da un gol e da un’apertura eccezionale sul secondo. Un tassello in più nel futuro mosaico che dovrà comporre una squadra di campioni.

Sensi: 6 come ho detto non mi è parso nella condizione mostrata prima dell’infortunio, ma almeno un minimo di contributo dinamico è riuscito a fornirlo.

Lazaro: 6.5 è entrato e ha fatto bene, nelle due fasi. Ripeto un concetto. Se si ripeterà partendo dall’inizio, in partite impegnative e in più verifiche, avremo trovato un tassello in più. Non del livello di un Hakimi e di un Sané, per citare due nomi a caso, ma un giocatore utile alla causa.

Politano: s.v. nella giornata in cui parecchie situazioni ci hanno detto male, lui è stato il più sfortunato e probabilmente la squadra ne ha risentito.

All. Conte: 7 da tutto il modesto tentativo di analisi che ho svolto, si comprende come personalmente io dia un giudizio complessivamente molto positivo sul lavoro che sta facendo (dove ‘complessivamente’ comprende anche l’aspetto della comunicazione).

Luciano Da Vite

Foto: Mats Hummels abbraccia uno sconfortato Lautaro Martinez a fine partita. La gara di Dortmund, sebbene l’Inter fosse passata in vantaggio per due reti a zero, finisce 3-2 per il Borussia. Adesso la qualificazione si fa difficile.

28 pensieri riguardo “Qualche volta i sogni muoiono in tarda serata: Borussia Dortmund – Inter 3-2

  1. ripropongo qui dal posto vecchio :.-)

    uno dei meno colpevoli è Handanovic e in questa stagione ha anche imparato a “uscire”. certo non è la sua qualità migliore ma rispetto agli anni scorsi va molto meglio

    Biraghi non mi aspettavo un fenomeno ma uno con buona corsa e discreto piede (si è rilevato tale). l’ammonizione a 36 secondi è RIDICOLA e lo ha limitato tantissimo è cmq molto meglio di Dalbert . l’operazione si è rivelata buona tutto sommato (poi anche io vorrei Alex Sandro in fascia).. ha cmq dovuto fare i conti con un terzino veramente forte e in stato di grazia

    rimpiangere Zaniolo anche no rimango convinto che non saremmo in cl se ci fosse stato lui in squadra e sarebbe cmq andato in prestito (cosa che doveva fare anche con a roma ma per via di infortuni è rimasto)

    dire ora che Lazaro deve giocare sempre mi pare incredibile visto che fino a 1 settimana fa era ai livelli di Gresko

    Luciano ti sei dimenticato la pagella di Biraghi!!

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  2. Non voglio fare polemiche ne tantomeno dietrologia ma questa è la squadra che ha dato via Roberto Carlos per Pistone. E l’errore di Zaniolo è peggio.

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  3. Adesso escono le ipotesi complottiste: tutto concordato per far fuori Ausilio, Tesi ridicola, secondo me, perché non tiene conto del carattere ambizioso, ruspante e impulsivo di Conte e soprattutto del fatto che è difficle credere ad Auslio che si oppone alle scelte di Marotta e impone le sue o ad Ausilio che convince Conte che Borja Vecino Biraghi Politano sono molto più forti di Vidal Matic, Dzeko e Lorente.

    E’ possibile che il ciclo di Ausilio sia finito, visto anche che è in scadenza contrattuale, ma il suo poter si era già molto ridimensionato con l’attivo di Marotta.

    E’ probabilmente vero che le cessioni eccellenti sono state imposte a Conte, ma non dal vice di Marotta, bensì dalla situazione venutasi a creare anche con il resto della squadra.

    E’ vero che probabilmente Conte avrebbe voluto Dzeko o in subordine Lorente al posto di Politano e sicuramente avrebbe voluto Vidal al posto di Borja, anche per far crescere progressivamente Barella e Sensi, senza sfiancarli.

    Non è stato possibile.

    Adesso speriamo che i rinforzi che arriveranno non siano rimedi affrettati e non risolutivi: la domanda da porsi è (ammesso che i nomi che circolano siano quelli giusti): chi tra Kulusevski, De Paul, eventualmente Matic o Vidal, Giraud, Kouamé è in grado di dare subito un contributo fondamentale, ma anche di prospettiva (almeno 2-3 anni?) E l’altra: dove scoviamo un esterno affidabile visti i malanni di Asa e le prove poco convincenti di Biraghi?

    Poi sugli errori dell’Inter io non scomoderei…Roberto Carlos. Altrimenti si potrebbe anche parlare di Meazza ceduto al Milan, di Altobelli e Boninsegna alla juve…

    C’è stato un erroe di valutazione (collettivo) sulle possibilità di crescita di Zaniolo. Può succedere. Su zaniolo hanno sbagliato la Fiorentina, che lo ha ceduto all’Entella, la juve che è arrivata prima di noi quando era in Liguria, ma non ha creduto opportuno spendere un paio di milioni e della stessa Roma che si è accontentata di Zaniolo che non era la sua prima scelta (ci sono le dichiarazioni pubbliche del loro direttore, a quei tempi, tra l’altro, a confermarlo)

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  4. Concordo con l’ultimo commento di Luciano. Su Ausilio…impensabile incolpare lui della situazione;certamente nelle stagioni passate abbiamo vissuto altre volte una situazione simile con l’apoteosi nell’anno in cui siamo andati a cercare anche Carew,ormai impegnato in ben altre attività. Sinceramente non comprendo perché non si sia preso Llorente,che sembrava alla portata.

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  5. Leggo e non capisco, abbiamo fatto saltare a Seba il Mondiale ed adesso, con fuori Politano, lo diamo alla nazionale U19 per 3 partite ? Spero di aver capito male …

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  6. Se non sbaglio il campionato è sospeso e dopo sabato si torna a giocare il 23. L’U19 gioca da mercoledì 13 a mercoledì 20

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  7. Stimo Conte allenatore ma non lo stimo come comunicatore. L’uscita dell’altra sera non ha senso e non si può giustificare in alcun modo nemmeno se l’idea era quella di stimolare la società ad impegnarsi oltremodo nel mercato invernale. Erano anni che la nostra società non si esponeva in estate con una campagna acquisti tanto onerosa ed impegnativa (oltretutto con molti giocatori da pagare nel prossimo futuro). Ora si parla addirittura di tre acquisti a gennaio: non so a chi sia venuta questa idea ma penso sia una follia che oltretutto destabilizza uno spogliatoio che fino ad oggi si è dimostrato impeccabile.
    Se si scorre la rosa numericamente a disposizione è evidente che a noi manchi un centrocampista che sostituisca il Borja. Se poi parliamo delle nostre qualità tecniche in campo questo è un altro discorso: tanti (forse troppi) dei nostri l’altra sera non erano al livello tecnico dei palleggiatori del Borussia.

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  8. Non riesco ad avere una idea netta sulla uscita di Conte.
    Personalmente, rimango della idea che si stia ancora pagando la pessima gestione del gruppo giocatori fatta lo scorso anno.
    Naingollan e icardi sarebbero stati utilissimi, a meno di ricavare fondi per acquistare sostituti di qualità.
    La via scelta è stata di togliere risorse tecniche, reperendo minime risorse economiche.
    Boh, io la trovo una scelta mooolti rischiosa.

    E anche quest anno, il campionato italiano sarà assegnato prima di natale.
    Ho sempre pensato che Ancelotti fosse sopravvalutato, oltre che incredibilmente fortunato. (ovviamente è comunque un ottimo allenatore)

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  9. Oristanio trascina l’ Italia ai quarti di finale contro in Brasile.La partita a Mezzanotte tra Lunedì e martedì. ma in che società gioca Oristanio. ?

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  10. Ahimè, sta andando come temevo. Purtroppo la partita era in chiaro e l’ho vista, come anche ho sentito le interviste a conte. Povera Inter. Ma finirà. Oh se finirà. Spero prestissimo. Tanto con la stampa di cui gode ben presto si accaserebbe. Bastava dire: “ci abbiamo provato, eravamo sopra di due gol con un po’ di fortuna e poi, un po’ per stanchezza e un po’per errori soprattutto miei, ci è andata male”.
    “Bravi i ragazzi a tenere nonostante infortuni, stanchezza e un arbitraggio sbilanciato”. “Con la società vedremo il da farsi per fare fronte ad eventuali emergenze”. Ma no. Tutto in discussione e barella e sensi ridotti a giocatori di secondo piano senza esperienza. Monocorde ed ossessionato dalla Juventus. Incapace di qualsiasi variante tattica. E con in mano una signora squadra. Speriamo in una sana autogestione e di sfangarla in campionato. Dove siamo probabilmente i più forti. E che questo signore sparisca prestissimo dalla nostra panca. Così potrò tornare ad appassionarmi. Tifare? Quello sempre, ma sinceramente mi sono emozionato ed arrabbiato (per l’assenza di esposito) molto più per i ragazzi al pomeriggio che alla sera con la prima squadra.

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    1. Siamo probabilmente i più forti in campionato ?…..Povera Inter ?….oh se finirà ?…..spero che tu oggi sia più lucido; certo ognuno è libero di pensarla come vuole,ma un po’ di razionalità è cmque indispensabile.

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  11. Emiliano, ti ho mandato un post sulla questione Conte. Se non puoi pubblicarlo entro questa sera o al massimo domattina, fammelo sapere che lo pubblico negli interventi, perché poi con la partita di campionato incombente sarebbe fuori tempo

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  12. certamente. Io ne sarei felice. ma è anche vero che neppure lui sarebbe il giocatore cpace di dare personalità esperienza a centrocampo per gestire le partite e trascinare i compagni.
    Perché noi giustamente siamo entusiasti dei giovani talentuosi. ma poi nelle partite da dentro o fuori, altrettanto giustamente non giocano. E per dire, l’Atalanta, non il real lo ha dato in prestito per farlo giocare

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    1. Certo, ma a gennaio di giocatori di quel tipo non ne trovi, trovi ottimi giocatori sul viale del tramonto (Vidal, Rakitic ecc.). Visto che abbiamo un deficit anche numerico, piuttosto che pagare caro un ultratrentenne meglio investire su un giovane di talento. A giugno, poi, si punterà ad altri obiettivi.

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  13. Kulu non sarebbe l’acquisto che risolve ma sarebbe comunque un buon up grade rispetto a Borja e a Vecino anche se il ruolo non è proprio lo stesso.

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  14. Conte: “Dobbiamo spingere, dobbiamo alzare l’asticella. Io, i calciatori, i dirigenti e il club. Tutti uniti, tutti compatti. Questo vuol dire voler bene all’Inter. Questo cambia la storia. Altrimenti resta la storia degli ultimi anni. E sarà un vero peccato. Io non vivacchio”

    Dopo questo il mio post sarebbe davvero superfluo

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