Vinto il derby, adesso cresciamo tutti insieme

Dopo la vittoria (comunque sofferta) contro l’Udinese, secondo tutti i critici eravamo lanciati verso la vittoria dello scudetto; dopo lo Slavia Praga eravamo in crisi di risultati e non avevamo gioco; dopo il derby siamo, prima che prima, nettamente la squadra favorita per la vittoria del campionato.

Ancora una volta, nessuna di tutte e tre le affermazioni corrisponde alla verità.

Non si può dare a questa squadra un giudizio definitivo perché penso di poter dire che ci sono diverse incognite in questo momento per quelle che possono essere le nostre potenzialità e dico che l’andamento di questo inizio di campionato, che non possiamo che considerare comunque positivo, lo abbia dimostrato.

L’Inter non ha giocato bene nelle prime tre partite di campionato e non ha giocato bene contro lo Slavia Praga in una partita che, diciamocelo, potrebbe pesare molto per quello che riguarda la qualificazione agli ottavi di finale della Champions.

Anche se ci sono altre cinque partite da giocare, il quoziente di difficoltà contro avversarie come Barcellona e Borussia Dortmund sarà più elevato.

La strada è in salita, ma allo stesso tempo, proprio per le incognite di cui sopra, dico che non bisogna disperare.

Abbiamo comunque visto che ogni ostacolo va affrontato partita dopo partita.

Già la storia dello scorso campionato, ha insegnato come fare “passi falsi” contro squadre piccole possa essere fatale e decisivo, ma che è pure vero che questo può succedere perché anche queste squadre possono costituire un osso duro da affrontare.

Nessuna compagine che militi nel nostro campionato oppure in Champions League si può dire impreparata.

Allo stesso tempo è evidente che contro squadre che si chiudano, in questo momento abbiamo dei problemi.

Secondo me questo è – principalmente – un problema di condizione fisica più che di gioco (rispetto al passato), un difetto emerso in maniera fortissima contro Udinese e Slavia Praga e in parte anche ieri contro il Milan, quando però abbiamo chiuso anzitempo la partita, dandoci la possibilità di gestire il loro “ritorno” in maniera organizzata e compatta.

Allo stesso tempo, in effetti, si evince comunque dalla analisi delle partite, che esiste un progetto tecnico: questa Inter non va avanti solo per inerzia o perché ci mette cuore o perché vive delle giocate individuali dei suoi campioni. Al contrario, proprio questa ultima variabile mi sembra quella su cui contare di meno. Almeno in questo momento e fermo restando che un ragazzo come Stefano Sensi è stato il protagonista “inaspettato” nelle prime tre partite.

Dico che da una parte ci sono delle solide “radici” che vanno consolidate: l’asse composto da Handanovic, poi il nuovo arrivato Godin (ieri eccezionale), de Vrij, Skriniar, più Brozovic in cabina di regia, sono una certezza per questa squadra.

Così come si sono rivelati dei giocatori su cui potere sempre fare affidamento Asamoah e D’Ambrosio.

Candreva ha risposto bene, quando chiamato in causa, ma non potrà giocarle tutte; Politano ha fatto benissimo ogni volta che è stato chiamato in causa; Ranocchia ha dimostrato di poter essere una buona riserva.

Hanno dato di meno Gagliardini e Vecino.

Ma forse non è un caso.

Come non è un caso che tra i giocatori che appaiono in difficoltà ci sia ad esempio Lukaku.

Quindi i giocatori che hanno un fisico più pesante e che sottoposti a grande impegno sul piano atletico, faticano più dei loro compagni di squadra.

Il gioco di Conte richiede un lavoro dispendioso alle mezze ali e al nostro centravanti, che non è esattamente una “torre” (nonostante la stazza), ma quello che si potrebbe definire come “giocatore”: sa giocare di sponda, gli piace attaccare la profondità, ma soprattutto avere la palla tra i piedi e giocare con i compagni.

Questo lo rende un giocatore prezioso da ogni punto di vista e infatti ieri abbiamo spesso provato il lancio lungo, probablimente anche per evitare un surplus di dispendio di energie sul piano fisico, e il belga non si è sicuramente tirato indietro nella mischia.

Così come non lo ha fatto al solito Lautaro Martinez, che ho visto giudicato con sufficienza da molti, ma che ha dato veramente tantissimo in campo.

Quindi ci sono margini di crescita, quando migliorerà la condizione fisica e io penso che giocare molto spesso, sebbene sia “rischioso”, in questo momento potrà permetterci di salire di giri nel medio periodo.

Il punto sarà continuare a inanellare risultati positivi e finora questo in campionato lo stiamo facendo: sappiamo che il calendario non sarà molto generoso per le prossime partite, ma io credo che un allenatore accorto come Antonio Conte lo sappia benissimo e avrà studiato la situazione.

Giocare spesso allo stesso tempo, se i ragazzi si sapranno aiutare uno con l’altro soprattutto, potrà cementare il gruppo, che si deve evidentemente trovare proprio in situazioni di difficoltà.

Dopo il pari contro lo Slavia Praga e alcune fastidiose voci su un diverbio tra Brozovic e Lukaku alla fine del primo tempo della gara di Champions (ne ha parlato anche Antonio Conte in conferenza stampa, quando gli hanno ricordato della “centrifuga” del Trap), la squadra ha reagito in maniera importante, affrontando il derby secondo me nel migliore dei modi possibili in questo momento.

È vero, il Milan nel primo tempo ci ha quasi fatto male in due occasioni: la prima è stato il goal giustamente annullato a Calhanoglu per un fallo di mano di Kessié; la seconda una progressione di Suso, che approfitta di un errore di Sensi e con una ripartenza arriva fin dentro l’area di rigore, dove viene però fermato da Asamoah.

Ma penso di poter dire che il Milan non abbia praticamente MAI calciato in porta e questo è un dato significativo e che spiega in maniera sintetica la nostra superiorità sugli avversari da ogni punto di vista, tranne appunto forse quello della condizione fisica.

Eppure, nonostante questo, nonostante il Milan sembrasse avere più “gamba”, la squadra ha dimostrato dopo un primo tempo molto intenso, di sapere pungere al ritorno in campo dagli spogliatoi nella ripresa.

Allora infatti sono arrivati i goal, il primo sugli sviluppi di una punizione, con un tiro da fuori area di Brozovic deviato da Leao. Il secondo con un imperioso colpo di testa di Lukaku su cross di Barella: un goal veramente eccezionale e che dimostra tutte le capacità atletiche, spettacolari, di questo centravanti.

Non sono state comunque le sole occasioni importanti: ricordo nell’ordine, un destro rasoterra di Lukaku parato da Donnarumma; una conclusione sotto misura di Lautaro sempre respinta dal portiere rossonero; il palo di D’Ambrosio. Poi il goal annullato a Lautaro Martinez. Nel secondo tempo la traversa di Politano e poi il palo di Candreva nel finale.

Nel mezzo abbiamo assistito a una gara di grande carattere e dove si è confermato quell’asse cui ho fatto riferimento prima, soprattutto abbiamo ritrovato Brozovic (a proposito, sono stati proprio lui a Lukaku a segnare le reti che hanno deciso la gara…) e abbiamo trovato per la prima volta Nicolò Barella, che dopo la rete pesante realizzata in Champions, viene scelto come titolare da Conte e non delude. Potrà solo crescere.

Si vede, eccome, la mano di Conte.

Sinteticamente sottolineerei la compattezza del sistema difensivo a tre, che costituisce comunque una novità rispetto al passato, ma che pare acquisito alla perfezione dai nostri ragazzi (benissimo de Vrij, mentre Skriniar continua a migliorare); la bravura nelle scelte che in questo caso sono state azzeccate (D’Ambrosio per Candreva; Barella per Gagliardini/Vecino; la conferma di Lautaro Martinez) e di conseguenza il contributo fondamentale dei due esterni alla manovra d’attacco; l’ennesimo goal da fuori area di Brozovic e comunque di uno dei nostri intermedi, che sono chiamati sempre a partecipare al gioco e a contribuire in zona goal in maniera appunto determinante; la gestione dei cambi e l’intelligenza nel sapere come “spostare” i propri giocatori a seconda delle esigenze che impone la gara.

I cambi di Sensi e Lautaro con Vecino e Politano e con il passaggio a quello che sulla carta si sarebbe definito come 4-5-1 e lo spostamento di alcune pedine nel campo (es. Barella) porta come conseguenza immediata il due a zero e stronca ogni velleità dell’avversario di provare a riprendere la partita.

Soprattutto Antonio Conte, ha dimostrato di saper preparare la gara sotto ogni aspetto possibile e questo anche nella gestione dei rapporti con i media.

La conferenza stampa della vigilia penso sia stata un momento importante in questa prima parte della sua storia in nerazzurro. Le dichiarazioni significative sono state tre:

1. “Cerchiamo di cambiare le cattive abitudini tutti insieme” (ndr. Con riferimento alle voci sul diverbio tra Brozovic e Lukaku).

2. “Dobbiamo essere più impermeabili, ma cercheremo di crescere anche sotto questo punto e diventare più forti. Non si vince solo in campo, ma anche fuori. Questo deve essere molto chiaro. Che mi si dica ogni volta che era così anche negli anni passati io non lo accetto. È un alibi. Dobbiamo cambiare giri del motore”.

3. “Per me lo è qualsiasi forma di insulto verso l’avversario (ndr. Con riferimento al tema del razzismo). Questo esiste in Italia e si va sempre peggiorando. Io sono tornato dopo tre anni e ho trovato tutto peggiorato. Tantissimo odio, rancore. Si scrive solo per insultare e fomentare odio. Questo è molto brutto, ho trovato un’Italia peggiorata all’ennesima potenza e siamo colpevoli tutti. Compresi voi che siete seduti là. Non possiamo esentarci. E’ facile fare degli articoli dopo che è successo qualcosa e mettersi dalla parte della ragione, ci sono articoli che fomentano la mancanza di rispetto. Dovremo tutti quanti farci un esame di coscienza. Ripeto: mancavo da tre anni, ho trovato qualcosa di moltiplicato per tante volte. Penso sia diseducativo verso le generazioni che stanno venendo perché nascono davanti alla tastiera leggendo odio e violenza.

“La soluzione sarebbe mandare messaggi positivi. Non fomentare la violenza e non utilizzare un campanilismo per accentuare la rivalità. Penso che la comunicazione ha un ruolo importantissimo in questo perché chi legge può leggere odio o cose positive e può continuare su una certa onda. Ho avuto la fortuna e la bravura di fare un’esperienza in Inghilterra, dove li buttano in prigione e buttano le chiavi, non vengono più allo stadio. Qui si va allo stadio per insultare il calciatore, sarebbe bello incitare la propria squadra e concentrarsi su quella. Sarebbe educativo nei confronti dei ragazzi, così c’è un ambiente sempre borderline. Dobbiamo migliorare. Ecco perché poi in Inghilterra vedi le famiglie allo stadio. Ripeto: dobbiamo migliorare tutti”.

Tutte e tre le dichiarazioni vanno nella direzione di un cambio di mentalità e in ogni caso mettono al centro il gruppo e chiamano alle proprie responsabilità tutti i diretti interessati e in primo luogo i giocatori, che ieri hanno dimostrato con l’atteggiamento di poter essere proprio loro un punto di riferimento cui anche i tifosi e chi segue il calcio possa provare a migliorare se stesso.

Aggiungo che lo stesso riguarda proprio Antonio Conte e penso che il mister abbia fatto capire di essere perfettamente consapevole che dovrà fare uno scatto in avanti di qualità sotto ogni punto di vista per essere all’altezza della situazione.

In fondo, guardando al glorioso passato recente, la grande Inter di Mancini e poi quella di Mourinho erano squadre formate prima di tutto da grandi uomini.

Dobbiamo crescere sotto ogni aspetto e la cosa positiva, sottolineata anche dal mister nel dopo-partita, è che possiamo farlo: sprecare il nostro talento e le nostre potenzialità sarebbe l’unica cosa imperdonabile.

Mentre se daremo il massimo, i risultati arriveranno e potremo arrivare in alto. Quanto non lo so, ma la classifica in questo momento conta veramente poco.

Emiliano D’Aniello

Foto: Inter batte Milan due reti a zero, la squadra festeggia il centravanti belga Romelu Lukaku dopo il secondo goal (assist di Barella). Milano è nerazzurra.

15 pensieri riguardo “Vinto il derby, adesso cresciamo tutti insieme

  1. bellissimo post. Non avevo letto le dichiarazioni integrali di Conte, ma devo dire che ho scoperto una persona di grande intelligenza. Ha centrato il problema che non è solo calcistico. Tutta la società si sta avviando verso forme regressive di incultura, fondate sulla violenza, sull’aggressione, sul fatto che io ho ragione e chi non la pensa come me merita qualunque aggressione. Ci si lamenta dei politici, ma poi i pochi politici onesti, che non sbraitano, non aggrddiscono e provano a fare analisi costruttive vengono sbeffeggiati e al massimo prendono 3 voti. L’Italia forse è il peggio, ma il mondo sta andando in questa direzione. la globalizzazione è soprattutto globalizzazione dell’ignoranza, della semplificazione più becera, dell’egoismo, della prepotenza.

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  2. Serata stupenda. Sono felice per tutti, siamo un bel gruppo. Avanti con impegno e ottimismo. D’Ambrosio si conferma titolare e indiscutibile con qualsiasi allenatore. Guerriero vero!!

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  3. Buona domenica a Voi Tutti. Buona partita, prestazione convincente ma una riflessione da condividere con Voi Tutti: un Milan veramente poco reattivo ed in tono dimesso. I miglioramenti rispetto alla partita con l’Udinese (e con lo Slavia) penso che derivino anche dalla pochezza dell’avversario. Possiamo essere ottimisti ma aspetterei ancora un poco prima di esprimere qualche giudizio. Infine voglio dirvi che per me Politano è un giocatore formidabile: umiltà, tecnica, dedizione e gran tiro: è un peccato che non trovi più spazio.

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  4. Buona Inter al cospetto però di un Milan che attualmente è poca cosa, migliori in campo Godin e Barella. Vi pongo una domanda, chi può essere secondo voi questa fantomatica talpa, un giocatore della rosa o qualcuno che gravita intorno alla spogliatoio?

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  5. Chissà Demis. A me sembra una cosa così insignificante, nel senso che non riesco proprio a capire come qualcuno possa averlo fatto, né perché, e neppure poi come si sia data tanto risonanza a questa cosa, che pare sia stata un diverbio tra due giocatori che è stato nell’ordine delle cose. Magari è stato riportato da qualcuno semplicemente durante una chiacchierata e poi finita sulla stampa è diventato una specie di caso. Evidentemente è meglio non far filtrare nulla, anche quando si tratta di qualcosa che è nella regola. Si gioca con lo Slavia, momento di grande tensione, che possa scoppiare una lite non va bene, però può succedere. Speriamo che questa sia una lezione per il futuro e che si affrontino i momenti di crisi in maniera diversa.

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  6. Appena finito di guardare per il campionato primavera Atalanta-Juve 5-0: semplicemente impressionante il modo con cui i ladroncini sono stati surclassati sul piano della forza, della corsa e della tecnica, specialmente considerando che molti bianconeri sono nazionali di categoria. Sicuramente i bergamaschi erano un po più grandi ma la faziosità e la pochezza dei telecronisti juventini di Sportitalia non basta a ridimensionare la grande qualità degli orobici.
    Tra tutti mi ha impressionato cortinovis, immarcabile tra le linee con estro e giocate di prima da giocatore vero. Chissà che non sia una grande speranza. I giocatori di colore dei bergamaschi invece in velocità hanno vinto tutti i contrasti ed arrivavano in porta con facilità…
    Sono curioso di affrontarli, il reclamizzato supposto miglior 2001 di italia, Fagioli, completamente annullato (non sono affatto sicuro comd La Stampa che lui e Moreno siano all’altezza di Riccardi ed Esposito).

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  7. Capisco la tua… delusione e ti sono vicino. ma era scontato che l’Atalanta fosse molto più forte. Pensa che lascia Panada con gli under 18….fagioli è bravino, ma espo è di un altro pianeta al confronto. Cortinovis molto bravo ma in prospettiva non mi convince al 100%

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    1. A parte l’ironia che non trovo ragionevole sono d’accordissimo sul fatto che espo sia di un altro pianeta, semmai il confronto riguardava fagioli-riccardi. Cortinovis per te non ha margini di crescita?

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  8. A parte l’ironia che non trovo ragionevole sono d’accordissimo sul fatto che espo sia di un altro pianeta, semmai il confronto riguardava fagioli-riccardi. Cortinovis per te non ha margini di crescita?

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  9. Oggi è il compleanno del vero Ronaldo, il giocatore più incredibile che abbia mai visto (Vabbeh, ho visto anche zico, Maradona e matthaus).
    Da educatore, portavo alla pinetina i ragazzi: era stupendo vedere allenarsi a pochi centimetri da te il più grande giocatore del mondo;lui veniva sempre vicino alla rete divisoria per salutare i bambini.
    Altri tempi.
    Il suo infortunio mi fece piangere.

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  10. si, ma come mai ieri sera era seduto nella tribuna sbagliata :-( ???

    Anche io ho visto tutti i campioni che hai citato, e Ronaldo e’ stato veramente un fenomeno, per chi l’ha potuto vedere sano …

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    1. Immagino lo abbiano invitato, anche un po’ per spregio nei nostri confronti. Ma lui si professa interista vero.
      Anche perché quello che havissuti con noi è stata una vera storia d’amore

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