Inter – Udinese: costruire aeroplani

L’Inter vince uno a zero con l’Udinese e i commenti che si possono leggere nel merito sono in generale di due tipi e diametralmente opposti.

Da una parte c’è una frangia, minoritaria va detto, che è molto critica sul piano della prestazione data dalla squadra che, va detto, non è stata sicuramente brillante e questo per i meriti dell’avversario, ma anche per ragioni diverse che ci riguardano e che vale la pena poi analizzare nel dettaglio.

Dall’altra parte c’è chi, complice pure il pari della Juventus contro la Fiorentina e in attesa della partita tra Torino e Lecce di domani sera, il primo posto in solitaria acquisito, parla già non solo di Inter come antagonista della Juventus, ma di principale candidata alla vittoria finale.

La giustezza, mai come questa volta, sta nel mezzo o comunque se la prima affermazione è vera, ma va discussa e giustificata nella sua sostanza; la seconda è ad oggi sicuramente falsa.

L’Inter di Antonio Conte ha cominciato nel migliore dei modi: dopo un buon pre-campionato, ha centrato tre vittorie su tre, segnato sette goal, prendendone solo uno e ad oggi (dato importante) ha tutti i giocatori arruolabili. Sebbene alcuni non si possano dire pronti al 100% come i vari de Vrij, Godin (comunque ieri protagonisti di una prova positiva) e Valentino Lazaro e Sanchez, che comunque ha esordito ieri anche andando vicino alla sua prima marcatura in nerazzurro e contro la sua ex squadra.

Lo stesso Nicolò Barella ,che continua a girare a un ritmo inferiore a quello che gli riconosciamo, appare sicuramente in crescita.

Il suo deficit allo stato attuale è in parte di carattere fisico, in parte dovuto ai tempi di ambientamento nei sistemi di gioco del nuovo allenatore, ma direi che ci sono ragioni per aspettarsi una sua crescita nel prossimo periodo.

Allora, la prestazione con l’Udinese non è stata particolarmente brillante, la squadra è apparsa in difficoltà anche fisicamente: alcuni hanno sicuramente pagato gli impegni con le nazionali e gli avversari avevano sicuramente più gamba dei nostri e in particolare nel primo tempo la loro maggiore freschezza ha costituito un problema cui si è rimediato nella ripresa anche grazie all’inserimento positivo di Gagliardini e poi quello di Lautaro Martinez che aveva maggiori energie rispetto a Lukaku, apparso non in forma smagliante.

Senza considerare l’espulsione, giusta, di De Paul (direi che non ci sta niente da discutere nel merito) che ha lasciato l’avversario in dieci uomini e seguita praticamente subito dopo dal nostro goal del vantaggio, ha ridotto le velleità dell’avversario di provare a riprendere la gara.

In ogni caso a parte una conclusione, mi sembra, di Lasagna nel secondo tempo e respinta da Handanovic, non ricordo particolari pericoli per la nostra difesa, finalmente schierata in campo con tutti e tre i titolari.

Per noi ricordo invece almeno quattro-cinque conclusioni pericolose: un palo di Politano dopo una sua progressione palla al piede; un tiro al volo di Sensi dopo un rimpallo su un giocatore dell’Udinese; il goal di Sensi, uno spettacolare colpo di testa su cross di Godin. Nella ripresa un tiro da fuori di Gagliardini e l’occasione di Alexis Sanchez su cross di Candreva.

Come note positive ci aggiungo le buone prestazioni delle “seconde linee” (tra virgolette) come Candreva, Gagliardini, lo stesso Politano, giocatori che si riveleranno preziosi nel corso della stagione, oltre che la “indifferenza” rispetto al solito per quello che riguarda lo schieramento in campo, una specie di 3421 invece che il solito 352 e con lo stesso “Poli” schierato con il piccolo grande funambolo Sensi alle spalle di Lukaku.

Poco da aggiungere rispetto a quello che dicono le sue prestazioni positive in serie e il giudizio dei tifosi e dei vari commentatori nel merito proprio di Stefano Sensi, un ragazzo che sta dimostrando di sapersi esprimere a altissimi livelli e con una buona continuità: se continuerà a lavorare seriamente potrà arrivare in alto.

Quanto non lo so e non intendo sbilanciarmi in alcun modo. Sicuramente per ora ci sta facendo vedere cose molto importanti e da “riserva” è già diventato un giocatore intoccabile per la squadra, capace di essere sempre protagonista e anche ieri in quasi tutte le azioni d’attacco che arrivano per le vie centrali del campo.

Sono segnali comunque confortanti e che con i risultati positivi, ci avvicinano a una settimana importante (esordio in Champions League nella gara di martedì contro lo Slavia Praga e poi il derby sabato sera contro i simpatici “cugini” del Milan) con la consapevolezza di poter affrontare entrambi gli impegni in maniera adeguata: il dubbio riguarda il fatto che le partite sono ravvicinate e quale sarà la nostra tenuta sul piano fisico e di conseguenza mentale a fronte del primo tour-de-force della stagione.

Si registrano, invece, sul fronte delle prospettive nel lungo periodo della squadra, i primi interventi “piccati” del mister Antonio Conte alla stampa e ai suoi colleghi.

Incalzato sulle possibilità dell’Inter di essere candidata alla vittoria finale, come è giusto, l’allenatore ha detto chiaramente che non si pone alcun limite, ma che c’è ancora molto da lavorare (e la partita contro l’Udinese lo ha dimostrato) e che il confronto con la Juventus in particolare, ma anche con il Napoli – aggiungo io – che ieri ha fatto molto bene, in questo momento non è proponibile.

Parlare di scudetto in questo momento per me è assolutamente secondario: quello che conta è lavorare duro e acquistare sempre più maggiore sicurezza nei nostri mezzi.

La sensazione più importante è che ci sia grande fiducia in tutto l’ambiente ambiente e che il progetto tecnico sia condiviso e “approvato”, accolto con entusiasmo (ma pure aspettative…) da tutti, società, dirigenza e allenatore (ovviamente) e giocatori. Tifosi.

Quello che pensa la “critica” conta fino a un certo punto, perché questa è sempre pronta a scaricarti appena le cose vanno male: prendiamo con le “pinze” ogni loro giudizio, le parole dell’allenatore in questo momento mi sembrano quelle più significative e quelle che un tifoso assennato non possa fare altro che condividere.

La vittoria contro l’Udinese non può che essere accolta positivamente, quindi, ma è presto per “volare” con la fantasia, rischieremmo infatti di bruciare come Icaro: preferisco esultare, certo, ma allo stesso tempo costruire, meglio un aeroplano che delle ali di cera.

Ps Alla fine del primo tempo, rilanciata la campagna “BUU – Brothers Universally United”. Come sempre, “Inter Is Not For Everyone”. Siamo tutti fratelli del mondo, ricordarlo è sempre importante.

Emiliano D’Aniello

Foto: l’esultanza di Stefano Sensi, ancora una volta il migliore in campo per i nostri e l’uomo decisivo, autore del goal della vittoria contro l’Udinese (fonte, sito ufficiale).

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18 pensieri riguardo “Inter – Udinese: costruire aeroplani

  1. Non ho mai detto per la verità che “è un non giocatore” ma che “non lo era”. Mi pare che ai tempi in cui volevamo cederlo in Europa non c’era questa corsa a suon di milioni per assicurarselo. Poi ho sempre riconoscuto con modestia di non essere un indovino e di non saper predire il futuro.

    Ho visto Inter Roma Under 18 (2-2) e Inter Brescia U17 (8-2) Conto entro la serata di inviare i report. Domani invece dovrebbe essere la volta del post su inter Udinese

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  2. Under 18:Inter Roma 2-2

    Under 18: inter roma 2-2 (Akhalai, Boscolo)

    Molte persone che hanno visto questa partita, parleranno di un match bellissimo, emozionante, ricco di colpi di scena, con 4 gol due pali interni (colpiti dai nostri) diverse occasioni da gol..
    Dal mio punto di vista invece si tratta di un match nel quale le due squadre hanno mostrato di dover ancora lavorare molto, ammesso che queste siano le formazioni base, per trovare un equilibrio e dunque per giocare a calcio in modo ottimale ed efficace.

    L’Inter ha schierato:
    Tononi

    Moretti Sottini Cepele

    Gualtieri Mirarchi Squizzato Lindqvist Di Marco

    Sakho Akhalaia.

    Un curiosità: nella lista ufficiale era stato inserito Gnonto invece che Akhalaia, ma all’ultimo momento si è scoperto che la squalifica per somma di ammonizioni rimediata da Wyllo nella finale di campionato valeva anche per un’altra categoria, per cui il giocatore è stato sostituito

    Diciamo che come costruzione del gioco noi siamo stai superiori, ma non abbiamo elementi offensivi in grado di puntare e saltare l’uomo.

    La Roma fatica maggiormente a costruire, ma ha almeno tre offensivi che, se non li anticipi e li lasci partire, non li prendi più.

    Non solo. Noi avevamo due punte… spuntate e in panca nessuna altra punta: sotto questo aspetto loro sono messi meglio, anche se è vero che a noi mancavano Gnontò Bonfanti Cancello, tre attaccanti e piuttosto importanti.

    Il primo tempo è stato abbastanza nettamente a nostro favore e il vantaggio, per quanto risicato (1-0) non faceva presagire un inopinato rovesciamento di situazione, per quanto già alla fine del primo tempo tra i nostri si fosse avvertito qualche scricchiolio.

    Invece nella ripresa i nostri non hanno più la brillantezza (e i tempi nelle chiusure) esibiti nel primo tempo. Il predominio romanista è netto e arrivano il pareggio e il raddoppio giallorosso.

    Gli attaccanti nostri non tengono più palla e non sono insidiosi, l’ottimo Squizzato avverte il peso della fatica.

    Non ci sono attaccanti di riserva e Zanchetta sostituisce Squizzo con Boscolo, play basso e l’evanescente Lindqvist (neppure un contrasto vinto in tutto il match).con Cester

    Prendiamo un palo clamoroso con Di Marco (poi ne prenderemo un altro con Cepele), ma la mossa vincente è un’altra: dentro il Sanga a fare il play e Boscolo mezz’ala sulla sinistra.

    Il Sanga dà ordine, razionalità e sveltisce la manovra, Boscolo è inarrestabile e proprio lui ottiene il pareggio al termine di un’azione personale bellissima.
    Anche l’ingresso di Edu per Moretti, dà maggior sicurezza, perché l’italo brasiliano è più rapido nel fronteggiare gli esterni di colore romanisti, velocissimi.
    Infine anche l’ingresso di Simic, che punta certo non è, rafforza la fase offensiva, perché almeno da quel momento si gioca numericamente alla pari.

    Finisce in parità e se loro possono rammaricarsi per essere stati raggiunti quasi nel finale, noi possiamo lamentare i due pali clamorosi e qualche manovra più efficace.

    Brevi note individuali.
    Tononi: benino. Su un gol, da posizione lontana e angolata non mi sembra immune da colpe

    Moretti: potente e dotato di lunghe leve, giocando a tre non può distendersi in fascia, ma finché viene protetto non soffre

    Sottini; da centrale cresce con autorevolezza di partita in partita. Certo anche lui sul breve non è un fulmine di guerra.

    Cepele: anche giocando sotto età è pienamente affidabile. Ha scalzato Feltrin

    Gualteri: l’unico nuovo, con lo svedese.,Non lo conoscevo ma ha disputato un ottimo primo tempo, veloce e insidioso, prima di calare visibilmente.

    Mirarchi: sicuramente uno dei migliori in campo: molto lavoro, spesso con qualità importante, sempre con grinta e sacrificio

    Squizzato: buonissimo primo tempo, da leader. Poi cala (non so se per qualche problema e viene sostituito)

    Lundqvist: in teoria ha qualità, ma non riesce a dimostrarlo mai. Mi ricordo una frase di un antico ‘mago’ del calcio. Tu puoi essere bravissimo con la palla, ma se te la prende il tuo avversario, la gioca lui.

    Di marco: positivo e insidioso nella spinta, ma ha contro un avversario davvero di livello eccelso.

    Sakho: si batte, ma non la prende quasi mai. Lavora per la squadra.
    Akhalaia: un bel gol che avrebbe dovuto sbloccarlo. Invece poi torna all’inconsistenza consueta

    Alcides: entra e fa bene. Dimostra che ci può stare in questa squadra

    Sangalli; direttore d’orchestra, palle spesso giocate di prima, dà equilibrio e sicurezza

    Boscolo: da solo accentua il peso offensivo della squadra e ottiene un gol strepitoso

    Cester: lui sa giocare.rispetto al passato fisicamente alcuni avversari lo hanno raggiunto e forse sorpassato.

    Simic: con lui in campo si torna a giocare con tutti giocatori di una certa efficacia

    Zanchetta: mette in campo una squadra competitiva con la Roma, nonostante le assenze. E non è poco.

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  3. Bisogna tenere conto che questa Roma era la finalista che abbiamo affrontato lo scorso anno in under 17. Luciano, Bonfanti, Sattin e Cancello perché erano fuori?

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  4. Under 17: Inter Brescia 8-2 (Casadei 3, Cappadonna 2, Magazzù, Peschetola, Radaelli)

    Partita stradominata dall’Inter e proprio per questo poco significativa: nei giudizi bisogna andare con i piedi di piombo, perché oggi, nonostante le pesanti assenze, sono sembrati tutti…Maradona.

    Abbiamo segnato otto gol, potevamo farne 15 e abbiamo subito le due reti solo sul 7-0 per noi e con tutti i cambi possibili effettuati.

    In panca un Chivù scatenato, che ho potuto seguire da vicino, insieme al Pizzi e a Luigino.

    Chivu ha praticamente teleguidato per tutto il match i movimenti dei suoi uomini e non ha mollato neppure sul 7-0 quando si è infuriato per le reti subite (stanchezza o sufficienza?).

    Il Brescia non ha saputo opporre nessuna opposizione ed anche il centravanti, che veniva dato per interessante, ha avuto poche occasioni per mettersi in mostra.

    A noi mancavano Cepele, che ha giocato con l’U18, Zanotti e Gnontò squalificati, Pezzini e volendo anche Gerardi.

    Il Brescia veniva da un pareggio casalingo (1-1) contro il Chievo e non sembrava sulla carta così dimesso.

    Certo però non è stato un test attendibile e non è il caso di dilungarsi molto sugli aspetti tecnico tattici della gara,

    Chivu schiera questo undici inizialmente:

    Magri

    Monti Oppizzi Fontanarosa Perucchetti

    Casadei De Milato Fabbian

    Ballabio

    Cappadonna Magazzù

    Poi entreranno anche Pozzi, il gemello Perucchetti, Branzino Benedetti Radaelli Politi Peschetola

    Questi i brevi giudizi sulle prestazioni individuali.

    Magri: prova sicura, senza sbavature

    Monti: pur considerando l’avversario non eccelso, per me una rivelazione. Positivo sia nel contenimento che nell’impostazione
    Oppizzi: non sarà un mostro di tecnica, ma ci mette fisico e sostanza
    Fontanarosa: è il contrario del compagno di reparto e si …integra. Non debordante come fisicità, esce sempre con la palla, anche rischiando. Stile ed eleganza da verificare contro avversari più insidiosi
    Perucchetti: ha poche occasioni per mettersi in mostra. Svolge il suo lavoro in modo concreto

    Casadei: dominatore della partita. Entra nella difesa avversaria come la lama del coltello nel burro. Lavora costruisce partecipa al gioco e segna, di testa e di piede. Incontenibile.

    De Milato: Pippo si conferma assoluto re del centrocampo. Ottimo come posizione e nella scelta della giocata, sensibile di piede. Magrolino ancora, si batte comunque con tenacia e vince parecchi scontri fisici con avversari più ‘grossi’

    Fabbian: forse lavora in modo più oscuro rispetto agli altri centrocampisti, ma è anche il suo sacrificio a renderne possibile l’esaltazione.

    Ballabio: giocare tra le linee è il suo compito…istituzionale. Lui lo svolge al meglio, con efficacia e senza trascurare la fase di pressing

    Cappadonna: non lo prendono mai. Se si dovesse giudicare dalla prestazione di oggi dovremmo dire che siamo di fronte a un progetto di grande giocatore

    Magazzù: non so perché il mister lo toglie a fine primo tempo. Forse per… non infierire troppo sul Brescia.

    Bene i nuovi entrati, facilitati dalla condizione psicologica e dall’obiettiva pochezza dell’avversario. Mi piace comunque citare Pozzi radaelli e Politi, mentre Peschetola, che è pure andato in gol, ha grandissime qualità ma a mio parere non ha ancora assimilato il credo tattico di Chivu che non ama i personalismi insistiti (la sua frase più ripetuta è “facile, gioca facile”) anche se, ovviamente, chi ha il compito di inventare deve assumersi la responsabilità di qualche scelta più rischiosa.

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  5. A me barella non è dispiaciuto. Avremo due play con buona tecnica, visione di gioco e grande corsa.

    Intanto il Barcellona mette titolare in ragazzino di quasi 17 anni. Sicuramente è fortissimo, però credo c’entri o anche mentalità e cultura di gioco.

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  6. Emiliano, ho completato il post nel quale per cercare di restare più sull’attualità ho provato a colelgare la partita con l’udinese con… la prossima. ora stacco per qualche commissino, poi al rientro lo rileggo e te lo invio.

    Carlo, credo che contino tante cose, anche i compagni e gli avevrsari, per eesmpio. Questo è fortissimo. però attenzione tanti giocatpri del barça sembrano fenomeni a 18-20 anni e poi si ridimensionano, magari restando bravi.
    Io poi credo che contino altre cose ma sono un…malpensante

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    1. Infatti, anche io credo che buona parte dei giovani che fanno bebè nel barca, poi non siano necessariamente campioni (vedi Borja, tello, do Santos. ). Però obo inseriti in un contesto facilitante. Da noi non sarebbe possibile costruire contesto facilitate? Secondo me si.

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        1. Non credo sua facile riuscire a inserirsi nel gioco con messi, suarez, griezmann. Il loro livello tecnico pretende compagno di pari livello. In più devo essere accettato da loro e… Togliere il posto ad un giocatore adulto.

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  7. Riscrivo : non credo sia facile giocare con giocatori del livello tecnico di messi, suarez, griezmann. (la palla viaggia veloce, passaggi forti e tesi). In più devi essere accettato da quei giocatori.

    Eviterei il sarcasmo, comunque.
    Credo si potrebbe fare un discorso in modo sereno. Altrimenti , tanto vale avere un blog come questo a disposizione.

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  8. Carlo: non credo che Giorgio volessse essere sarcastico. Solo che le questioni sono tante. E’ ovvio che se hai 10 giocatori forti puoi all’occorrenza lanciare un giovane. tanto più se lui è acerbo fisicamente (non è il nostro caso) ma sa palleggiare e deve entrare in una squadra che palleggia. Poi come dicevo contano gli avversari e il loro atteggiamento tattico. in italia avremo squadre più modeste (forse) ma certamente più smaliziate. Poi, è solo un altro esempio, conta la nazione di origine e soprattutto il luogo di nascita, per ovvii motivi. Ad esempio noi abbiamo lanciato a 17 anni Balotelli, nato a Palermo e anche Martins, molto giovane e nato in Africa. infine io in certe cose, sbaglierò ma…sono un po’ andreottiano. Mi capisci, vero…

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    1. Si, capisco. Vero che bslo e Martin’s avevano caratteristiche fisiche straordinarie e li abbiamo messi in campo (in più, il Mancio è uno che ama svezzate i giovani talenti e non teme di usarli. Probabilmente perché egli stesso è stato messo in ballo da giovanissimo).

      Però quelli del Barcellona non paiono essere mostri atletici, ma tecnici, agili e veloci.
      Soprattutto mi colpisce che vengano messi in campo in un contesto di squadra di altissimo livello (quindi, in un’altra ottica, non dovrebbero mai vedere il campo). Non può essere un caso. E, come visto in passato, non si tratta sempre di fenomeni.

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